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Risultati della ricerca nelle immagini - "Investigations"
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Image043-T-Ukert.jpgUkert: the "pseudo-triangular" Lunar Crater190 visiteQuesta striscia di immagini e di commenti non è un'Investigazione: sono solo frammenti di una conversazione fra Amici (il Dr A. Feltri ed il Dr P. C. Fienga). L'oggetto? Un Cratere Lunare di grande impatto, di lunga storia e di profonde suggestioni emotive: Ukert.

Ma eccoVi la sua "Carta d'Identità":
Nome ............................... UKERT
Diametro .......................... circa 24 Km
Altezza delle pareti .......... circa 2900 mt
Latitudine ........................ 8° N
Longitudine ..................... 1° E
Posizione ......................... margine Nord-Occidentale di Sinus Medii

"Ti avevo accennato tempo addietro al Cratere (pseudo)triangolare Ukert, profondo circa 2900 metri (come riportato dalla Lunar Chart n.59 - Mare Vaporum). Il suo principale interesse è dato dalle formazioni vetrificate e perforate che lo attorniano".
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Image043-Ukert-1.jpgUkert: the "pseudo-triangular" Lunar Crater229 visite"I Thunderbolts dicono che se si trovassero nei crateri dei fondi vetrificati e perforati, le loro teorie sarebbero ulteriormente dimostrate" ma - ahinoi - purtroppo non ci sono crateri con tali caratteristiche nelle foto NASA.

O no?!? I Thunderbolts sono arguti, ma...Disattenti: bastava che mi telefonassero...

Già nelle foto panoramiche Ukert si presenta come un rilievo anomalo il quale, per altro, è anche estremente vicino - guarda caso... - alla famosa formazione conosciuta come Los Angeles...".
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Image044-Ukert-2.jpgUkert: the "pseudo-triangular" Lunar Crater217 visite"...ma delle immense lastre perforate trasparenti e modellate ad angoli retti nulla si vede nelle foto orbitali (notare, peraltro, i puntini a "foglia di fico" sull'immagine Lunar Orbiter e le notevoli differenze rispetto a quanto appare nella foto Clementine)..."
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Image045-Ukert.jpgUkert: the "pseudo-triangular" Lunar Crater250 visitePiccola interruzione alla prolusione del Dr Feltri: anche Richard Hoagland e Mike Bara si sono dati da fare per (tentare) di "interpretare" il Cratere Ukert e questo è un frammento delle loro elucubrazioni (come sempre basate sulla fisica iperdimensionale e sulla costante ricerca di simmetrie anche laddove non ve n'è traccia alcuna...):"...Ukert’s equilateral message is notably significant to us.
It is this precise 2-dimensional image of a 3-dimensional tetrahedron at Ukert that Hoagland decoded in, and related to, the mathematical relationships seen at Cydonia on Mars.
It also reflects the singular symbology of ‘hyper dimensional physics’...".

Chiacchiere e jargon, secondo noi. Torniamo al Dr Feltri quindi...
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Image048-Ukert-4.jpgUkert: the "pseudo-triangular" Lunar Crater213 visite"...In questa tavola (che abbiamo dovuto frammentare in quattro sub-tavole - nota Lunar Explorer) ho indicato con dei riquadri rossi l'area più censurata/taroccata nelle varie foto 'ufficiali', mentre la linea verde serve a relazionare la foto planimetrica con quella obliqua...".
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Image049-Ukert-4.jpgUkert: the "pseudo-triangular" Lunar Crater210 visitevedi il commento al frame precedente
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Image050-Ukert-4.jpgUkert: the "pseudo-triangular" Lunar Crater785 visitenessun commento11 commenti
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Image051-Ukert-4.jpgUkert: the "pseudo-triangular" Lunar Crater315 visitenessun commento4 commenti
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Image052-Ukert-5.jpgUkert: the "pseudo-triangular" Lunar Crater227 visite"...La censura che appare nel punto identificato come 'A' e le strane lastre che appaiono in 'B' (si tratta del frame precedente) sono elementi i quali vengono confermati da questa immagine Apollo 17, in cui la solita ombra - che vogliamo definire "provvidenziale" e che, come si vede benissimo, è stata estesa ad hoc ma in modo alquanto approssimativo... - corrisponde ai "puntini censori" di cui si è parlato e che si sono visti benissimo in uno dei frames precedenti.
Vogliamo fare dell'ironia? Sarò malizioso, ma il Lunar Orbiter risale agli anni '60 e, proprio in quel periodo, i "puntini censori" erano molto usati negli USA - e non solo - per coprire le "zone critiche" e perciò più "interessanti"... delle spogliarelliste!

E poi, in fondo, le stranezze (anche) nei dintorni di Ukert non mancano davvero...il LO 3, infatti, aveva già individuato nell'area di Ukert un evidente intreccio a maglia quadrangolare (o intreccio 'sinaptico') ben visibile al centro dell'ingrandimento di cui al frame che segue...".
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Image053-Ukert-6.jpgUkert: the "pseudo-triangular" Lunar Crater211 visite"...la NASA ha tentato molto debolmente di attribuire le perforazioni sulle lastre a non ben precisate piogge di meteore ma poi qualcuno ha pensato bene di non scivolare nel ridicolo e tutto è caduto nel dimenticatoio, laddove è rimasto da circa 40 anni...

Ma, se la tesi avanzata dai Thunderbolts - e basata sugli effetti delle correnti 'Birkeland' al suolo - fosse corretta al 100% e queste formazioni avessero un'origine elettromagnetica del tutto naturale, perchè allora affannarsi a truccare le foto? Certo non perchè c'è chi ha paura che, prima o poi, verremo tutti "cotti a microonde"...

Ma no, è impossibile: in fondo, sulla Terra, un'evenienza del genere dovrebbe essere preceduta e preannunciata da perforazioni dello strato di ozono ai poli e da anormali recrudescenze degli uragani tropicali.

Tutti eventi assurdi..."
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Image055-Mercury.jpgThe secret of Hun-Kal168 visiteNel 1976, un tal Bruce C. Murray pubblicò su una rivista scientifica un articolo su Mercurio (prefazione di Carl Sagan), a cui era allegata l'immagine che Vi proponiamo.
All'immagine si accompagnava questo commento:"La superficie ricca di crateri di Mercurio è stata ripresa per la prima volta verso la fine del mese di Marzo 1974 dalle macchine fotografiche situate a bordo di Mariner 10. L'immagine (HR) mostra una tipica regione fortemente craterizzata, molto simile alla superficie della Luna, in prossimità dell'equatore del Pianeta. Le immagini inviate da Mariner 10 hanno reso possibile correlare un sistema di riferimento precedentemente basato sulle longitudini ad una specifica caratteristica topografica per eseguire una mappa dettagliata. Nel 1970 l'UAI ha definito l'origine delle longitudini planetografiche come il meridiano passante per il punto subsolare nel primo perielio del 1950. Si è ora concordato che il meridiano dei 20° passa per il centro di un piccolo cratere caratteristico che si trova immediatamente a fianco del grande cratere situato quasi al centro di quest'immagine. Il piccolo cratere, il cui diametro è di 1,5 chilometri e che si trova a 0,58 gradi a sud dell'equatore, è ai piedi del fianco esterno del grande cratere in una posizione equivalente alle ore otto su un quadrante d'orologio. È stato chiamato Hun Kal, che significa 20 nel linguaggio dei Maya, i quali usavano un sistema numerico a base 20. La fotografia è riprodotta con il nord a de­stra per poter includere quanto più possibile dell'inquadratura ripresa da Mariner 10".
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Image056-Mercury.jpgThe secret of Hun-Kal226 visiteRELAZIONE TECNICA
1) L'immagine ci prova che di Mercurio esistono foto molto più dettagliate di quanto abitualmente diffuso su Internet e altri media;
2) Il posizionamento del cratere principale nella foto è "casualmente" coincidente con la posizione in cui si concentra abitualmente l'attenzione dell'occhio umano (cioè nell'area compresa tra il centro e i 2/3 dell'immagine), in modo che eventuali commenti dei profani si indirizzino verso l'imponente struttura verticale laminare che emerge dall'ombra e di cui è impossibile decifrare l'esatta natura.
3) Negli anni '70 gli scienziati ancora pensavano e speravano che il cover-up fosse temporaneo, per cui ai margini delle foto lasciavano sempre qualche indizio. In questo caso basta guardare all'estremità superiore dell'immagine, di cui possiamo vedere un dettaglio: Le strutture reticolari sinaptiche sono veramente splendide e l'origine biogenica è inequivocabile anche per l'osservatore più disattento.

CONCLUSIONI

L'immagine è autentica, in quanto le strutture sinaptiche radiali sono perfettamente identiche a quelle già riscontrate in altre circostanze nei vari corpi del sistema solare. Da altre foto di Mercurio si evince poi una presenza molto importante di reti sinaptiche su tutto il pianeta, a mio parere in parte dovuta alle forti escursioni termiche.
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