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Clouds-PIA14965-PCF-LXTT.jpgClouds over Charlier Crater (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)144 visiteOrbit Number: 43473
Latitude: 68,057 South
Longitude: 190,213 East
Instrument: VIS
Captured: October, 2nd, 2011
Mars Local Time (M.L.T.): 19:45 (Early Evening Hours)
MareKromium
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Craters-Unnamed_Crater-Arabia_Terra-PCF-LXTT.jpgDelta Formation in Arabia Terra (Saturated Natural Colors; credits: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)78 visitenessun commentoMareKromium
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ESP_017405_2270_RED_abrowse.jpgNorthern Hemisphere Gullies on West-Facing Crater Slope (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)188 visiteThis image shows the Eastern (West-facing) side of an Unnamed Impact Crater in the Mid-Latitudes of the Northern Hemisphere.
Like many Mid-Latitude Craters, this one has Gullies along its Walls that are composed of Alcoves, Channels and Debris Aprons. The origins of these Gullies have been the subject of much debate; they could have formed by flowing water, liquid Carbon Dioxide, or dry granular flows. The orientation of these Gullies is of interest because many Craters only contain Gullies on certain Walls, such as those that are Pole-facing. This could be due to changes in orbital conditions and differences in solar heating along specific Walls.
Many of the other features observed in and around this Crater however are indicative of an ice-rich terrain, which may lend credence to the water formation hypothesis, at least for the Gullies visible here. The most notable of these features is the "Scalloped Terrain" in and around the Crater.
This type of Terrain has been interpreted as a sign of surface caving, perhaps due to sublimation of underlying ice.
Another sign of ice is the presence of parallel lineations and pitted material on the Floor of the Crater, similar to what is referred to as concentric Crater Fill. Parallel linear cracks are also observed along the Crater Wall over the Gullies, which could be due to thermal contraction of ice-rich material.
All of these features taken together are evidence for ice-rich material having been deposited in this Region during different climatic conditions that has subsequently begun to melt and/or sublimate under current conditions. More recently, Aeolian Deposits have accumulated around the Crater as evidenced by the parallel ridges dominating the landscape.
Dust Devil Streaks are also visible crossing the Aeolian Ridges.
Written by: Dan BermanMareKromium
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ESP_022195_1335_RED_abrowse-Slope_Linea-PCF-LXTT-2.jpgTransient "Slope Linea Formation" in a well-preserved Unnameed Southern Crater (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)235 visiteAcquisition date: 21 April 2011
Mars Local Time (M.L.T.): 14:48 (Early Afternoon)
Latitude (centered): 45,9 North
Longitude (East): 9,5
Range to Target Site (Spacecraft Altitude): 250,9 Km (156,8 miles)
Original Image Scale Range: 25,1 cm/pixel (with 1 x 1 binning) so objects ~75 cm across are resolved
Map Projected Scale: 25 cm/pixel
Map projection: EQUIRECTANGULAR
Emission Angle: 2,0
Sun-Crater-Spacecraft Angle (Phase Angle): 37,9
Solar Incidence Angle (S.AI.A.): 40 (with the Sun about 50 above the Local Horizon)
Solar Longitude: 278,5 (Northern Winter)
MareKromium
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Mammatus-02.jpgClouds of Time (Natural Colors - Credits: Dr Paolo C. Fienga/LXTT/IPF)16234 visite"...Mihi, quanto plura recentium seu veterum revolvo, tanto magis ludibria rerum mortalium cunctis in negotiis obversantur..."
(Tacito)
"...(e) Quanto più le memorie antiche e recenti io scruto, tanto più mi fanno sorridere gli umani eventi..." (trad. libera)MareKromium
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SOL040-041-GIF-Movie-MF3.gifDo You See?!? - Sol 41 (the GIF-Movie frame-by-frame; credits: Dr M. Faccin)91 visitenessun commentoMareKromium
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SOL914-2P207502407EFFAS00P2279R1M1-B.jpgMartian "Snail" (detail mgnf) - Sol 914167 visite...incommentabile...
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The_Crypt-02.jpgThe "Foraminifera"109 visiteI Foraminiferi (Foraminifera) sono protozoi ameboidi eucarioti eterotrofi marini, sia bentonici sia planctonici.
Abitano tutti gli ambienti marini, dallintertidale al batiale. Comparvero nel Cambriano e successivamente (durante tutto il Periodo Fanerozoico) invasero l'intero lambiente marino, adattandosi a molti modi di vita.
La loro cellula protetta e rivestita esternamente da un guscio, spesso mineralizzato, che pu raggiungere dimensioni eccezionali per un organismo unicellulare (fino a 11-14 cm di diametro).
La presenza di parti mineralizzate consente ai gusci dei foraminiferi di fossilizzare con relativa facilit nelle rocce sedimentarie di origine marina.
I foraminiferi si possono suddividere a seconda dell'ambiente di vita in:
Foraminiferi planctonici: di dimensioni intorno ai 100 micrometri.
Foraminiferi bentonici: di dimensioni che possono variare dai 100 micrometri al millimetro.
Tra i bentonici abbiamo un'ulteriore suddivisione: epifaunali, che possono essere sessili, oppure vagili attraverso luso di pseudopodi (estensioni temporanee del citoplasma); oppure infaunali, che vivono entro il substrato.
I Foraminiferi hanno attualmente ampia diffusione negli oceani, con taxa viventi nelle pi diverse condizioni ambientali (temperatura, profondit, tipo di fondale ecc.).
In alcune aree geografiche ed intervalli geologici, i loro gusci si sono accumulati in quantit tale da formare imponenti spessori di rocce, assumendo importanza litogenetica. Anche attualmente, i sedimenti che si depongono in molte aree oceaniche sono formati da gusci di Foraminiferi, associati a Nannofossili calcarei e/o Radiolari.
Gli studi ecologici hanno dimostrato inoltre anche l'importante ruolo dei Foraminiferi negli ecosistemi marini, come parte della meiofauna e come una consistente fonte di cibo per molti altri organismi. Per questi motivi, ed in particolare per il loro ampio record fossile e l'importanza litogenetica, rappresentano uno dei gruppi di microfossili con le pi ampie applicazioni agli studi geologici.
Le analisi biostratigrafiche si avvalgono, in sedimenti formatisi in acque marine poco profonde, di biozone basate sui grandi Foraminiferi bentonici, quali le Fusuline per il Carbonifero e Permiano, Orbitoline per il Cretaceo, Alveoline ed Orbitoidi per il Cretaceo e Paleogene, Nummulitidi per il Paleogene. In sedimenti pelagici, dal Cretaceo fino al Pleistocene, vengono utilizzate biozonazioni estremamente dettagliate basate sui Foraminiferi planctonici.
Altri esempi di applicazioni dei Foraminiferi sono lo studio delle variazioni climatiche, utilizzando le oscillazioni nelle frequenze di specie di acque calde o fredde, la stima delle paleotemperature, basata su analisi isotopiche dei gusci, le ricostruzioni del percorso ed intensit delle paleocorrenti, le ipotesi sulla profondit di sedimentazione delle rocce, basate sulle associazioni bentoniche tipiche di differenti zone batimetriche.
Fra le applicazioni pi recenti, che escono dal campo prettamente micropaleontologico, vi l'uso dei Foraminiferi per studi su ambienti attuali (aree marine protette, aree inquinate o in risanamento ecc.), in cui alcune specie bentoniche, molto sensibili alle variazioni di temperatura, quantit di nutrienti, ossigenazione ecc., possono dare rapide informazioni sullo stato di "salute" dell'ambiente.
Nota Lunexit: le somiglianze, fisiche, somatiche e concettuali, tra questi "Foraminiferi" e le (alcune) "Pseudo-rocce Marziane" sono, a nostro parere, incredibili e potenzialmente sconvolgenti. Leggete, osservate, confrontate e pensateci sopra...
MareKromium
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