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ESP_011894_1455_RED_abrowse.jpgAlluvial Features in Hellas Planitia (Natural Colors; credits: Lunar Explorer Italia)56 visitenessun commentoMareKromium
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ESP_023805_1840_RED_abrowse.jpgAlluvial Fans surrounding Mojave Crater (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)171 visiteMars Local Time: 14:10 (Early Afternoon)
Coord. (centered): 4,2° North Lat. and 327,4° East Long.
Spacecraft altitude: 273,3 Km (such as about 170,8 miles)
Original image scale range: 27,3 cm/pixel (with 1 x 1 binning) so objects ~ 82 cm across are resolved
Map projected scale: 25 cm/pixel
Map projection: EQUIRECTANGULAR
Emission Angle: 0,1°
Sun-Mars-Spacecraft (or "Phase") Angle: 33,8°
Solar Incidence Angle: 34° (meaning that the Sun is about 56° above the Local Horizon)
Solar Longitude: 350,3° (Northern Winter)
Credits: NASA/JPL/University of Arizona
Additional process. and coloring: Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer ItaliaMareKromium
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MWMW01_radio_408_allsky.jpgAll Sky: the "Radio Sky"55 visite"Tu parli
e sveli a voce lieve
il segreto che freme
e non teme la morte.
Mattino: il tuo viso.
Il mare mi conosce:
l’ascolterò lentamente.
Tu.
Anche la città
tace lontana".
Gianluigi Barca - "Poesie"
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MWMW04_molec_hyd_allsky.jpgAll Sky: the "Molecular Hydrogen Sky"55 visite"Di partigiani in questi boschi - dice
il vecchio contadino - ne sono rimasti
che paiono foglie - e guarda lontano,
quasi si sentisse il loro respiro
tra le colline bruciate.
Il vecchio contadino
non c’è stato nei boschi ;
ora beve e ricorda una sera che
camminando lungo i binari
sentì un ragazzo con l’amico
- Sei sicuro ?- - Compagno
presto risuonerà nell’aria la vittoria,
una vittoria rievocata
fino all’ultimo respiro.-
Poi il silenzio
e i due entrare nei boschi
a pugni chiusi
tra le foglie che avvisavano.
Ora il vecchio racconta
per non morire sotto il sole ;
la sera attende,
guardando lontano,
e non si capisce se sappia
che dietro quella collina
si trova un cimitero
che custodisce le storie
di tante foglie senza nome".
Gianluigi Barca - "Poesie"
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MWMW05_infrared_allsky.jpgAll Sky: the "Infrared Sky"55 visite"Sei tornata
ombra stupita
su terra riarsa
e foglie annerite.
Tremore notturno
imbevuto di rose
il tuo profumo
tace, desta.
Sei quieto mattino
tra strade ardenti
e scabri pensieri.
Natura che intreccia
vane parole
e brividi antichi.
Ridi , sei ombra,
ebbrezza
che fresca ti avvolge
mentre scopri il segreto
di un desiderio
sepolto e riemerso.
Sarai voce
che conosce il silenzio
di un finto poeta.
E canti e vino
scorgeranno
cammini perduti.
Sarai brina lontana :
nella notte
riflesso di luna
che giace
sopra una bara d’argento.
Il tuo baratro è pronto".
Gianluigi Barca - "Poesie"
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MWMW07_near_infrared_allsky.jpgAll Sky: the "Near-Infrared Sky"55 visiteCristo, sono ancora le nove!
Mi allontano mentalmente dalla stanza, ma non riesco a distaccarmi dal mio meraviglioso bicchiere semipieno di vino rosso.
Lo guardo e non bevo.
Sono due ore che guardo l’orologio e le sue lancette che, così mirabilmente angolari a quarantacinque gradi, non si schiodano dalle nove di questa stupida sera.
C’è sicuramente qualcosa che non va.
Il tempo è quello che è, in Inverno.
Non si pretende il caldo.
Non si pretende il mare o il sole.
A volte, a pensarci bene, non si pretende neppure ciò che sarebbe comunque dovuto.
Libertà.
Libertà di credere al Dio che sembra più vicino.
Libertà di mangiare il piatto che più piace.
Libertà di vedere, di viaggiare o anche - semplicemente - di muoversi per le strade innevate della città a tarda sera, quando si intuiscono solo i profili delle case, appena illuminate dal chiarore della Luna piena che sorride da dietro le spesse nuvole.
Libertà di essere liberi.
Ma io non ho nulla di tutto questo.
E adesso, con orrore, vedo che non sono più neppure libero di guardare le lancette dell’orologio muoversi verso un nuovo giorno.
Mi hanno tolto anche il Tempo: sono bloccato in questo eterno presente, fatto di memorie e di null’altro.
Non riesco neppure ad alzarmi da questa sedia ed a bere il mio vino.
Sono ormai più di due ore che guardo l’orologio e sono ancora le inevitabili nove di una sera come tante altre...
P.C. Floegers - "Racconti Brevi"
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MWMW08_optical_axel.jpgAll Sky: the "Optical Sky"55 visiteMi muovo lentamente.
Ad ogni passo mi fermo e cerco di sentire un suono familiare, ma non percepisco nulla: solo un leggero crepitare di gocce di pioggia - cadono e si infrangono in mille schegge brillanti - sulla tesa del mio cappello.
Sono vestito bene, ma ho freddo, molto freddo e mi fa male il collo.
L’assoluta cecità causata dalla fitta nebbia mi impedisce di pensare con chiarezza: sono costretto a guardare le mia mani e le mie gambe sino ai piedi per convincermi che non sono i miei occhi ad aver cessato di funzionare.
Cerco di camminare - le mie braccia sono protese in avanti anche se, forse, non c’è nessun ostacolo sulla mia strada - ma mi accorgo che non vado da nessuna parte.
Parlo anche da solo - a voce alta - sperando che qualcuno possa sentirmi e soccorrermi.
Ma non c’è nessuno in ascolto: il mio messaggio, di minuto in minuto sempre più disarticolato, si perde nel biancore e nella pioggia incessante.
Ogniqualvolta le mie scarpe schiacciano un ciottolo - la strada è asfaltata, ma è anche ricoperta di detriti, come se nessuno la battesse più da tanto tempo - il mio cuore sembra voler battere più forte, ma poi mi calmo e rimango in attesa di un segnale.
Che non arriva.
Ma come accidenti sono finito qui?
Questa è l’unica vera domanda che riesco a pormi con sufficiente lucidità ed alla quale, ovviamente, non riesco a trovare alcuna risposta.
Ero uscito dall’ufficio un po’ più presto del solito (erano circa le quattro del pomeriggio) per andare a comprare qualche cosa da mangiare per cena.
Sono stato nel negozio di alimentari, in drogheria, in farmacia (dovevo comprare le pillole per dormire) e poi, già che era sulla strada, anche al bar per bere un buon bicchiere di latte caldo.
Ero stanco.
Ho pagato, sono uscito e mi sono diretto verso casa.
Certo, quando sono uscito dal bar non c’era questa nebbia: ricordo però che allora stava già piovendo.
Ne sono certo perché ho notato che la strada che dovevo attraversare sembrava essere stata verniciata con uno smalto nero.
Si, è un effetto tipico dell’asfalto liscio e bagnato.
Mi ricordo anche di una macchina gialla parcheggiata sul marciapiede alla mia sinistra e di un’altra blu che sopraggiungeva dalla destra.
Un gran silenzio sembrava avvolgesse tutto.
Non riesco proprio a capire questa nebbia da dove sia mai uscita.
Ho mal di testa.
La pioggia continua a battere sul mio cappello ed a rimbalzare via.
Comincio ad aver paura di essermi perso.
Si, ho decisamente paura di aver perso l’orientamento.
Non ricordo più neppure dove ho messo i pacchetti con dentro la mia spesa.
Devo averli appoggiati da qualche parte, qui vicino.
Ho paura.
P.C. Floegers - "Oltre la Nebbia" - scena I
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MWMW09_xray_allsky.jpgAll Sky: the "X-Ray Sky"58 visiteNon so proprio cosa dire.
Ero tranquillo, stavo viaggiando in completo relax quando quell’individuo con i pacchetti mi si è parato davanti.
Cristo, non ho potuto fare nulla per evitarlo!
Ricordo di aver schiacciato il freno, certo, ma il manto stradale bagnato deve avermi fatto avanzare scivolando per qualche altro metro, sino ad andargli addosso.
Mi dispiace.
Immediatamente dopo l’urto sono sceso dalla macchina per cercare di fare qualcosa, ma ho capito subito che non c’era più nessuna speranza.
A terra vedo due pacchetti.
Un barattolo di pomodori sta rotolando verso una macchina gialla parcheggiata poco più avanti e, sull’altro lato della strada, vedo un cassone dei rifiuti rovesciato.
C’è immondizia dappertutto.
L’uomo giace a terra, morto.
Un rivolo rosso gli scorre giù dal naso e la testa è piegata in maniera decisamente innaturale verso la sua spalla sinistra.
Credo che abbia l’osso del collo rotto.
Il soprabito è strappato e macchiato di fango e detriti.
Il cappello.
Il cappello - non posso fare a meno di notarlo - gli è rimasto sulla testa.
Adesso piove - pesantemente - ed è scesa una fitta nebbia.
Sono incantato dal rumore delle gocce di pioggia che rimbalzano sulla tesa del cappello dell’uomo a terra.
Cadono e si infrangono generando splendide schegge brillanti.
Lo sguardo dell’uomo è curioso: sembra sorpreso e spaventato al tempo stesso.
La nebbia adesso è davvero spessa.
Ho chiesto ad un passante di chiamare un ambulanza e la polizia, ma non sento ancora il suono delle loro sirene.
La pioggia è incessante e sembra crepitare sulla lamiera della mia macchina.
Che suono strano ed ipnotico.
Non mi sento molto bene: mi fa male il volto e ho freddo.
Molto freddo.
P.C. Floegers - "Oltre la Nebbia" - scena II
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MWMW10_gammaray_allsky.jpgAll Sky: the "Gamma-Ray Sky"55 visite “... il corpo dell’uomo investito giace quasi a ridosso del marciapiede.
Ad un esame esteriore - a parte un rivolo di sangue presumibilmente fuoriuscito dal naso - non si notano ferite di alcun tipo: il corpo appare intatto ma la posizione innaturale assunta dalla testa, ritorta sulla spalla sinistra, suggerisce una frattura del collo.
Due pacchetti contenenti cibo ed altri piccoli oggetti sono a terra.
L’uomo ha ancora il cappello.
Non posso fare a meno di annotare - pur non essendo una circostanza rilevante ai fini del rapporto - che sono stranamente incantato dal rumore delle gocce di pioggia che rimbalzano sulla tesa del cappello dell’uomo a terra.
Cadono e si infrangono generando splendide schegge brillanti.
Poco più avanti, a ridosso di una macchina gialla, giace il corpo di un secondo uomo.
Si tratta, ad una prima ricostruzione dell’accaduto, del guidatore dell’auto investitrice.
Egli, infatti, dopo aver vanamente tentato di frenare per evitare l’uomo con i pacchetti, ha perso il controllo della propria auto la quale, dopo essere scivolata sulla strada bagnata, è andata a schiantarsi contro un cassone dei rifiuti.
La particolare violenza dell’impatto ha fatto si che il guidatore venisse proiettato fuori dall’abitacolo, sfondando il parabrezza.
Il viso dell’uomo è irriconoscibile.
Attendiamo l’arrivo di un’ambulanza per la rimozione dei corpi, ma è possibile che le cose vadano ancora per le lunghe: una nebbia fittissima è calata da qualche minuto e sta piovendo a dirotto.
C’è un’atmosfera davvero strana qui intorno... ”.
Estratto del Rapporto n. 162/97 della V Pattuglia di Polizia Stradale - Neuville
P.C. Floegers - "Oltre la Nebbia" - scena III
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MWMW11_all_allsky.jpgAll Skies57 visitePoeta Quanti cieli di guerra avrai visto
O Figlio della Leggenda
E quante lame avrà mai brandito
La Tua mano antica?
Ascoltami
O Uomo dall'ingegno sottile
E rispondi, se puoi:
Resterò per sempre aggrappato
Alla Tua storia?
Quante tele, la mia donna
Dovrà mai tessere
Prima che giunga il tempo
Il dolcissimo tempo
Del ritorno a casa?
Quanti cieli di guerra dovrò vedere
O Figlio della Leggenda
E quante battaglie
Dovrò ancora affrontare
Prima di ritornare?
Ulisse Ci sono i cieli che attendono ed i cieli che precorrono;
Ci sono i cieli osservatori ed i cieli che danno battaglia.
Ci sono storie alle quali bisogna credere,
Per poter vivere, per poter giustificare la propria esistenza.
Ci sono leggende alle quali occorre aggrapparsi
Per riuscire, se non a capire, almeno ad accettare
Il proprio Destino e quanto è comunque inevitabile.
Ci sono scudi, spade, ghirlande di fiori e bottiglie di vino,
Sulla porta dell'Uomo saggio e tutte quelle cose
Sono da egli custodite per accogliere gli Ospiti,
Graditi o non graditi, nella maniera migliore.
Tutte quelle cose, l'Uomo saggio, le custodisce in pari Dignità
Poeta Aiutami a trovare la rotta
Attraverso le onde dell'Oceano
Aiutami a rivedere
Le conosciute stelle
Quante tempeste e quante sirene
Ancora si annidano
Fra la spuma del mare
O sotto il taglio della prua?
Quanti Dei mi sono amici
E quanti, invece
Sfodereranno le loro arti migliori
Per chiudermi la strada
Del ritorno?
Ascoltami
O Uomo dall'occhio sfuggente
E rispondi, se vuoi:
Resterò per sempre
Sconsolatamente perso
In questo mare?
Ulisse C'è un tempo per pensare a come abbattere le mura di una città
E c'è un tempo per costruire una casa e per curare i più dolci affetti.
C'è un modo per sorvolare la furia delle tempeste
E c'è un modo per superare la mortale quiete della bonaccia.
Ma non esistono i Sistemi Universali
E non esistono i Valori che, al pari degli Eroi, valgono per sempre
E sempre rimangono immutabili.
Esistono il proprio ingegno, la propria volontà, il proprio limite ed i propri Dei.
E ci sono infiniti modi per ingannarli tutti e, infine,
Pagando il prezzo che il Destino vorrà stabilire,
Per superare l'infinito Mare.
P.C. Floegers - "Poesie"
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MWMW12_all_pan.jpgAll Skies57 visiteDietro gli Occhi del Mondo
Dovrei nascondere la mia rabbia
Per non essere visto né frainteso
E per non essere cacciato
Come un animale da collezione
Saprei nascondermi bene
Dietro gli Occhi del Mondo...
Dietro gli Occhi del Mondo
Dovrei liberare la mia paura
Per non essere attaccato né difeso
E per non essere studiato
Come una belva da comprendere
Saprei attendere a lungo
Dietro gli Occhi del Mondo...
Dietro gli Occhi del Mondo
Dovrei nascondere il mio Amore
Dietro gli Occhi del Mondo
Dovrei nascondere i miei pensieri
Per non rivelare i miei segreti
E non patire delusioni
E per cercarti...
E dietro gli Occhi del Mondo
Ti troverei, anche se ti nascondessi
Dietro gli Occhi del Mondo
Ti sentirei, anche se non parlassi
Dietro gli Occhi del Mondo
Io ti vedrei, anche se non ci fossi
E per te camminerei
Attraverso le montagne e le città
Nel fuoco dei deserti
E nel gelo degli eterni ghiacci...
Dietro gli Occhi del Mondo
Ti prenderei per mano
E con te sorriderei, nella luce del tramonto
Soli, verso Universi sconosciuti
Cammineremmo insieme
Protetti dalle lacrime della Notte
Scivoleremmo lontano
Nei giorni dalle lunghe ombre
Discreti e nascosti
Dietro gli Occhi del Mondo...
P.C. Floegers - "Poesie"
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PSP_003269_1600_RED_abrowse.jpgSouthern Alluvial Fan (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)99 visiteHiRISE image PSP_003269_1600 covers an Alluvial Fan along the wall of a large Unnamed Crater in the Mid Latitudes of the Southern Hemisphere of Mars.
The Fan was formed when water and sediments drained down the steep wall of the Crater creating a cone-shaped pile of debris at the base.
As the Fan grew with time, the Channels carrying water and sediment across its Surface changed locations, thus producing a Layered Deposit capped by Channels radiating from the Fan apex along the Crater Wall.
Subsequent stripping of the Fan Surface by the wind has left the coarser Channel Deposits in relief and exposed the fine scale layering within the Fan in many locations.
While is it is not known whether the source of the water responsible for creating the Fan was related runoff from precipitation or groundwater or perhaps both, Alluvial Fans of broadly similar form are observed in many locations on Earth and are usually formed by runoff from precipitation. MareKromium
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