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Jupiter.jpgA "Hole" in the King!110 visiteNaturalmente non è un "buco": solo l'ambra di Ganymede, che oscura una piccola Regione del Gigante Gassoso. Un raffronto fra questa immagine e quella che propone l'ombra di Io (PIA23437) potrebbe risultare interessante...MareKromiumSet 01, 2022
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Pluto-nh_01_stern_05_pluto_hazenew-PCF-LXTT-IPF-00.jpgPlutonian Night86 visitenessun commentoMareKromiumSet 01, 2022
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Cydonia_Fantasy.jpgA Martian Fantasy: Cydonia163 visite"Einstein creò quasi da solo la Relatività Generale e svolse una parte importante nello sviluppo della Meccanica Quantistica. Il suo pensiero su quest’ultima fu compendiato nella frase: "Dio non gioca a dadi". Tutto sembra indicare, però, che Dio sia un giocatore inveterato e che non perda occasione di lanciare i dadi".

Stephen Hawking - "Buchi Neri e Universi Neonati" (AD 1993)
MareKromiumAgo 30, 2022
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Magnetar~0.jpgMagnetar160 visite"La Meccanica Quantistica ha quindi demolito i concetti classici di oggetti solidi e di Leggi rigorosamente deterministiche della Natura. A livello subatomico, gli oggetti materiali solidi della Fisica Classica si dissolvono in configurazioni di Onde di Probabilità e queste configurazioni, in definitiva, non rappresentano probabilità di cose, ma piuttosto probabilità di interconnessioni".

Fritjof Capra - "Il Tao della Fisica" (AD 1975)
2 commentiMareKromiumAgo 30, 2022
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The_Saddest_Truth.jpgDedicated to me...Just for a little laugh!325 visitePer i non "Anglofili": "Vedo Alieni e Mondi lontani" risposta "Ragazzino fortunato! Io vedo solo stronzi e cretini!...". Estratta da un oramai vecchio film che, penso, conosciate tutti.9 commentiMareKromiumAgo 29, 2022
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Mars-015-Water_Map-2.pngMartian "Water-rich" Minerals177 visitesi veda il commento al frame che precede3 commentiMareKromiumAgo 28, 2022
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Mars014-Water_Map-1.jpgMartian Water200 visiteInteressante...

"Tracce di acqua su Marte.
Ce ne dà conto una nuova mappa realizzata a partire dai dati raccolti nel corso di un decennio dal Mars Express di ESA e dalla Sonda MRO della NASA. Entrambe le Sonde sono in orbita intorno al pianeta rosso e grazie alle informazioni che ci hanno trasmesso negli anni – quella europea, ad esempio, è stata lanciata il 2 giugno 2003 dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan – gli scienziati hanno creato la mappa più completa di cui disponiamo relativa ai giacimenti minerari marziani.

Si tratta di depositi di minerali idratati, ossia quelli che in un passato remoto sono stati alterati dalla presenza di acqua (p.e.: Argille e Sali). Sapevamo che ce n’erano e li abbiamo anche osservati abbastanza da vicino grazie al Rover Curiosity. Tuttavia, come spiega Scien-Alert, una mappa più ampia di dove poterle trovare ci concede “un’immagine più comprensiva della storia dell’acqua su Marte e ci aiuterà a pianificare future esplorazioni di un pianeta oggi asciutto e polveroso”. Ma che in passato era sensibilmente diverso: secondo la mappa, infatti, ovunque ci si diriga su Marte si scova qualcosa di interessante.

Il nuovo lavoro, guidato dallo scienziato planetario John Carter dell'Università di Parigi-Saclay e dell'Università di Aix Marsiglia in Francia, ha identificato più depositi e aree d’interesse di minerali acquosi di quante se ne conoscessero. Se fino a dieci anni fa conoscevamo un migliaio di affioramenti, come spiega Media INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), la nuova mappa ha ribaltato la situazione, rivelando centinaia di migliaia di tali aree nelle parti più vecchie del pianeta. L’acqua ha insomma svolto un ruolo essenziale nel plasmare la Geologia di un pianeta che oggi ci appare davvero così distante da un posto ricco d’acqua.
Ma la presenza dell’acqua fu persistente o episodica, limitata a una fase della storia del pianeta? Non lo sappiamo ancora perché il quadro risultante dalla nuova mappa è particolarmente complesso, fra sali che sembrano più antichi di alcune argille e zone argillose in cui vi è appunto una stretta mescolanza dei due minerali. Di certo la fase umida fu più lunga di quanto si immaginasse fino a pochi anni fa.

“L’evoluzione da molta acqua a niente acqua non è così netta come pensavamo. L’acqua non si è fermata in una notte - spiega infatti Carter - vediamo un’enorme diversità di contesti geologici, così che nessun processo o semplice sequenza temporale può spiegare l’evoluzione della mineralogia di Marte. Questo è il primo risultato del nostro studio. Il secondo è che se si escludono i processi vitali sulla Terra, Marte mostra una diversità di mineralogia in contesti geologici proprio come succede sulla Terra”.

Un altro articolo, pubblicato come la mappa sulla rivista Icarus e con prima firmataria Lucie Riu dell’Institute of Space and Astronautical Science (Isas), Japanese Aerospace eXploration Agency (JAXA), in Giappone, entra invece nel vivo della pianificazione delle missioni future su Marte sempre sulla base della stessa mappa. In particolare, per l’individuazione dei siti di atterraggio: i minerali acquosi contengono ancora molecole d’acqua e insieme al ghiaccio d’acqua sepolto possono costituire risorse da utilizzare in loco, magari per i futuri insediamenti umani. Intanto, prima delle prospettive fantascientifiche, si tratta di minerali molto interessanti da studiare: basti pensare al cratere di Jezero, dove lo scorso anno è atterrato il rover Perseverance, sito di Oxia Planum, dove atterrerà il Rover dell’ESA "Rosalind Franklin", costituito di antiche argille piene di minerali ricchi di Ferro e Magnesio, Smectite e Vermiculite".
11 commentiMareKromiumAgo 28, 2022
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Mind.jpgCan our "Mind" change our "Reality"?340 visiteMolto, molto interessante...

"La Mente Cosciente ha la capacità di cambiare il Mondo Fisico? Negli ultimi decenni la nostra conoscenza della mente e del mondo subatomico si sono spinti sempre più avanti. Eppure, nei campi della Fisica Quantistica e delle Scienze Cognitive, restano dei misteri difficili e inquietanti e, occasionalmente, essi si intrecciano. Quando sono stati fatti i primi esperimenti sulla Luce per capire se fosse un'onda o una particella (in realtà è entrambe e nessuna delle due!) si sono aperti tanti interrogativi legati alla Natura della Realtà Fisica e soprattutto uno: e se l'atto di osservazione ed interpretazione, attuato con la mente umana, stesse effettivamente provocando cambiamenti nel mondo (ergo anche nell'Universo), sebbene su scala incomprensibilmente piccola?".

Ciò premesso, alcuni Scienziati intellettualmente "liberi" cominciarono a considerare l'idea che la Coscienza (Umana) stessa potesse essere un Fenomeno Quantistico. “Penso che sia per questo che le Scienze Cognitive stanno guardando alla Meccanica Quantistica. In quest'ultima, infatti, c'è spazio per il caso", ha spiegato Ulf Danielsson, Autore e Professore di Fisica Teorica all'Università di Uppsala, in Svezia.

"La Coscienza è un fenomeno associato al Libero Arbitrio e il Libero Arbitrio fa uso della libertà (nota: del "quantum" di Libertà, in senso strettamente fisico) che la Meccanica Quantistica (ci/le) fornisce".

Tuttavia, Jeffrey Barrett, Professore di Logica e Filosofia della Scienza presso l'Università della California, a Irvine, ritiene che la connessione sia in qualche modo arbitraria dal lato delle Scienze Cognitive.

“E' davvero difficile spiegare la Coscienza! è un problema filosofico profondo e duraturo. Quindi i Fisici Quantistici sono disperati al pari degli Scienziati Cognitivi", ha detto. “Si pensa che la Meccanica Quantistica sia strana, ma anche la Coscienza è strana! Ergo potrebbe pure esserci una qualche relazione tra le due”. Ma questa razionalizzazione non lo convince, tuttavia. "Non credo che ci sia alcun motivo (logico?) per supporre, dalla direzione della Scienza Cognitiva, che la Meccanica Quantistica abbia qualcosa a che fare con la spiegazione della Coscienza. Tra Filosofia e Fisica (Quantistica o non) non c'è proprio un rapporto liscio e senza increspature. Si, il dibattito prosegue, ma non sarà facile arrivare ad una conclusione proprio perché i due mondi sono oltre modo complessi e, forse, inafferrabili".
9 commentiMareKromiumAgo 28, 2022
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Asteroids-Polymele.jpg15094-Polymele149 visiteUna luna sconosciuta! Anzi, una mini-luna di un piccolo steroide! La Verità è che non si può dire ancora nulla con certezza, ad oggi.

Certo è che trattasi di un minuscolo Corpo Celeste: un piccolo oggetto roccioso che orbita intorno a un Asteroide (15094-Polymele) vicino a Giove. Le dimensioni? Leggermente superiori a quelle di Manhattan (NY-NY). Se le prossime analisi confermeranno che si tratta effettivamente di una luna, sarebbe uno dei più piccoli satelliti mai individuati nel Sistema Solare.

Il satellite nano è stato scoperto da un gruppo di scienziati che lavorano alla missione Lucy della Nasa: l’obiettivo è inviare una sonda per studiare alcuni degli asteroidi Troiani (Trojans): due grossi gruppi di rocce vaganti nei pressi di Giove. Ma non proprio “attorno”: il campo gravitazionale del Gigante Gassoso, insieme a quello del Sole, controlla un Sistema Complesso di Corpi Celesti, detti appunto "Asteroidi Troiani", che si trovano in corrispondenza di alcuni Punti di Equilibrio (Lagrange Points) di questo rapporto gravitazionale. In quelle regioni la risultante fra l'Attrazione Gravitazionale complessiva esercitata da questi due Corpi Celesti (Giove ed il Sole) e la Forza Centrifuga (Apparente) è pari a 0 (Zero).

La missione esplorativa "Lucy", dedicata per la precisione a quattro di questi Asteroidi (dovrà eseguire sorvoli ravvicinati di 3548-Eurybates, 15094-Polymele, 11351 Leucus e 21900-Horus), ha avuto inizio il 16 ottobre 2021 con il lancio da Cape Canaveral, in Florida. L’arrivo nella "Nuvola Troiana" L4 (Lagrange Point 4) è previsto per la fine del 2027, dopo una breve sosta nella Cintura (Belt) di Asteroidi situata fra Marte e Giove (la cosiddetta “Fascia Principale”). Mentre Lucy, pur con un pannello solare a mezzo servizio, vola verso i suoi obiettivi, gli esperti a Terra studiano l’ambiente in cui arriverà, cercando di identificare dove il suo lavoro potrebbe avere più successo ed essere dunque più utile.
Lo scorso 27 Marzo (2022) il più piccolo dei bersagli di Lucy, 15094 - Polymele, è transitato di fronte a una stella distante, consentendo agli scienziati di misurare le dimensioni dell’Asteroide. L’osservazione ha appunto riservato una sorpresa: un punto più piccolo seguiva la scia di Polymele.

Dopo aver approfondito i dati si è capito che deve trattarsi di un satellite. Avrebbe un diametro di appena 5 Km e ne dovrebbe distare circa 200 dalla piccola roccia "Primaria" (Polymele), a sua volta del diametro di circa 27 Km. Al momento dell’osservazione, Polymele si trovava a 772 MKM dalla Terra.

"Quelle distanze sono più o meno equivalenti a trovare un quarto di dollaro su un marciapiede a Los Angeles mentre si cerca di individuarlo da un grattacielo a Manhattan" ha scritto la Nasa in un comunicato. Nel Sistema solare sono state individuate oltre 200 lune (senza includere quelle degli Asteroidi), un termine che può essere applicato a ogni oggetto solido che orbiti intorno ad un Pianeta, ad un Asteroide, o ad un Pianeta Nano".

Per il momento i Ricercatori possono effettuare solo osservazioni fugaci dell'ipotetico satellite di 15094 - Polymele; quindi, il suo percorso orbitale è molto incerto. Di conseguenza, la roccia spaziale non può ancora essere ufficialmente designata come luna. Ma i ricercatori sono fiduciosi che quando Lucy arriverà da quelle parti, la navicella sarà in grado di raccogliere dati sufficienti per attribuirle il titolo che probabilmente le spetta.
3 commentiMareKromiumAgo 26, 2022
Waterworld.jpg
Waterworld.jpgTherefore... Solaris, Miller and Waterworld DO exist! Here is the Exoplanet "TOI-1452b"132 visiteCome immaginato nel 1972 dal Grande Regista Russo Andrej Tarkovskij nel film "Solaris" o, nella cinematografia più recente, in Interstellar per il pianeta oceanico "Miller," situato a circa a 100 Anni Luce da noi, sembra che esista un esopianeta alquanto più grande della Terra che potrebbe essere interamente coperto d'acqua. Denominato TOI-1452b, ruota intorno a due piccole stelle ed è stato scoperto da un gruppo di ricerca internazionale guidato da Charles Cadieux, studente di dottorato dell'università di Montréal, in Canada, e descritto sulla rivista The Astronomical Journal.

Il nuovo pianeta è stato identificato per la prima volta grazie al telescopio spaziale Tess, ideato proprio per scansionare la nostra galassia alla ricerca di pianeti extrasolari. Una volta individuato, il nuovo oggetto è stato analizzato nel dettaglio da un nuovo potente strumento installato sull'Osservatorio di Mont-Megantic in Canada che ha permesso di scoprirne le interessanti caratteristiche. È stato così possibile appurare che TOI-1452b orbita attorno a un sistema di stelle binarie più piccole del Sole, distanti tra loro solo 97 U.A. (Unità Astronomiche), ossia poco più del doppio della distanza tra Sole e Plutone.

Il pianeta risulta essere circa il 70% più grande della Terra (in termini di diametro) e la sua densità potrebbe essere coerente con l'ipotesi che su di esso esista un oceano molto profondo costituito da acqua allo stato liquido, che lo ricopre interamente. I dati indicano la presenza di un nucleo solido, mentre l'acqua rappresenterebbe ben il 20% della sua massa (Nota: sulla Terra, la massa d'acqua è pari ad appena l'1%) della massa globale del Pianeta. Nuovi dettagli di questo nuovo e interessante pianeta potranno essere rilevati a breve grazie alle osservazioni con il Telescopio Spaziale "James Webb", operativo da pochi mesi.
MareKromiumAgo 26, 2022
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO_16_AS_16-106-17336_HRdetail-2.jpgAS 16-106-17336 (Station 11) - Bright object over the Hill (Extra-stressed EDM n.2 and contrast enhanced - Credits for the add. process.: Lorenzo Leone/Lunexit Team)261 visiteDifficilissimo dare una risposta definitivo all'ormai annoso ed inafferrabile quesito che recita: "Cosa stiamo guardando?"; eppure, grazie a questo EDM ed al seguente, realizzati dal Grande Amico e Partner di Lunar Explorer Italia, Lorenzo Leone (a.k.a.: Anakin), forse riusciremo a gettare un pò di luce su quella che pare proprio essere una...Luce, e non un artefatto fotografico.

Sembra un manufatto a forma rettangolare, altamente riflettente, poggiato su qualcosa o conficcato nel suolo e che tanto ci ricorda (sebbene in versione minore e con differente orientazione) quell'attrezzatura ripresa in AS 11-40-5952 (The "Laser Reflector"). Vedere per credere. Eppure...non può essere. Perché? Perché rileggendo l'Apollo Lunar Surface Journal non risulta che un simile attrezzo sia stato posato nella zona ora ripresa (Stazione 11) e per il semplice motivo che gli Astronauti, in quell'area (un accentuato pendio) non ci sono arrivati, presumo per motivi di sicurezza.

Ma guardate anche AS 11-40-5916! La geometria dell'oggetto anomalo corrisponde a quella della "Vela" usata per il "Solar Wind Experiment" e, questa "Vela", appunto, è un rettangolo altamente riflettente conficcato nel suolo sul suo lato corto. Va bene, potremmo anche esserci, ma vediamo che ci dice la NASA di AS 16-106-17336 (il frame analizzato qui): Station 11/Sample 417 ("Fillet Rock")/"House Rock" locator.
Nulla è scritto o documentato circa l'infissione della Vela per il Solar Wind Experiment e comunque, se guardate bene il frame, noterete che l'oggetto scintillante è davvero lontano dall'area operativa degli Astronauti ed il terreno ad esso circostante, intatto (o meglio: "non disturbato", come dice la NASA).

Per cui, la nostra - come sempre interlocutoria - conclusione è questa: NON è un image-artifact, trattasi di oggetto reale, a forma rettangolare (e comunque squadrata), poggia/è infisso sul suo lato corto e possiede un'albedo estremamente alta. Dire di più e "sparare sciocchezze a caso" sarebbe la stessa cosa. Un Grandissimo Complimento e tanta Gratitudine a Lorenzo Leone!

Nota 1 (personale): in questo super stressato e contrastato EDM, l'oggetto "anomalo" sembra proprio essere la "Vela" del "Solar Wind Experiment"... Curioso. Molto curioso.
Nota 2 (di Lorenzo Leone): la prima immagine riprende la porzione del dettaglio interessato senza alcuna alterazione, se non un semplice resizing delle dimensioni del frame originale, mentre nell'immagine successiva (questa) ho effettuato un ulteriore resizing e rielaborato i parametri di contrasto e luminosità. Rimango dell'idea che è qualcosa in loco.

Ed io condivido: è "qualcosa" (ritengo un manufatto) assolutamente reale e presente in loco. Che poi sia "roba" nostra, o "Aliena", o meramente naturale (ossia qualcosa di indigeno della Luna), nessuno può - ad oggi - dirlo.
3 commentiMareKromiumAgo 25, 2022
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO_16_AS_16-106-17336_HRdetail-1.jpgAS 16-106-17336 (Station 11) - Bright object over the Hill (EDM n.1 - Credits for the add. process.: Lorenzo Leone/Lunexit Team)170 visiteDifficilissimo dare una risposta definitivo all'ormai annoso ed inafferrabile quesito che recita: "Cosa stiamo guardando?"; eppure, grazie a questo EDM ed al seguente, realizzati dal Grande Amico e Partner di Lunar Explorer Italia, Lorenzo Leone (a.k.a.: Anakin), forse riusciremo a gettare un pò di luce su quella che pare proprio essere una...Luce, e non un artefatto fotografico.

Sembra un manufatto a forma rettangolare, altamente riflettente, poggiato su qualcosa o conficcato nel suolo e che tanto ci ricorda (sebbene in versione minore e con differente orientazione) quell'attrezzatura ripresa in AS 11-40-5952 (The "Laser Reflector"). Vedere per credere. Eppure...non può essere. Perché? Perché rileggendo l'Apollo Lunar Surface Journal non risulta che un simile attrezzo sia stato posato nella zona ora ripresa (Stazione 11) e per il semplice motivo che gli Astronauti, in quell'area (un accentuato pendio) non ci sono arrivati, presumo per motivi di sicurezza.

Ma guardate anche AS 11-40-5916! La geometria dell'oggetto anomalo corrisponde a quella della "Vela" usata per il "Solar Wind Experiment" e, questa "Vela", appunto, è un rettangolo altamente riflettente conficcato nel suolo sul suo lato corto. Va bene, potremmo anche esserci, ma vediamo che ci dice la NASA di AS 16-106-17336 (il frame analizzato qui): Station 11/Sample 417 ("Fillet Rock")/"House Rock" locator.
Nulla è scritto o documentato circa l'infissione della Vela per il Solar Wind Experiment e comunque, se guardate bene il frame, noterete che l'oggetto scintillante è davvero lontano dall'area operativa degli Astronauti ed il terreno ad esso circostante, intatto (o meglio: "non disturbato", come dice la NASA).

Per cui, la nostra - come sempre interlocutoria - conclusione è questa: NON è un image-artifact, trattassi di oggetto reale, a forma rettangolare (e comunque squadrata), poggia/è infisso sul suo lato corto e possiede un'albedo estremamente alta. Dire di più e "sparare sciocchezze a caso" sarebbe la stessa cosa. Un Grandissimo Complimento e tanta Gratitudine a Lorenzo Leone!
MareKromiumAgo 25, 2022
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