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Ultimi arrivi
SATURN-N00006385.jpg
SATURN-N00006385.jpgThe Rings from approx. 6.990.000 Km (2)61 visitenessun commentoLug 05, 2004
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SATURN-N00006384.jpgThe Rings from approx. 7.000.000 Km63 visitenessun commentoLug 05, 2004
NGC-6559-1.jpg
NGC-6559-1.jpgNGC 6559 - Reflection Nebula89 visite"...Ascolta, c'è un Universo straordinario là fuori...Andiamo!..."

E.E. Cummings
Lug 04, 2004
F-RING FROM VOYAGER-PIA02292_modest.jpg
F-RING FROM VOYAGER-PIA02292_modest.jpgThe "F" Ring from Voyager 272 visitenessun commentoLug 04, 2004
Jupitercrescent_cassini_big.jpg
Jupitercrescent_cassini_big.jpgJupiter from Cassini69 visiteLa "falce" di un Giove crescente, ripresa dalla Sonda Cassini mentre si avvicinava e si apprestava ad effettuare il "fly-by" del Gigante Gassoso.
Una splendida immagine che ci ricorda alcune sequenze del capolavoro di Stanley Kubrick, "2001 - A Space Odyssey" in cui Giove appariva agli occhi di Dave Bowman proprio come lo vediamo in questo frame.
Lug 04, 2004
NeptuneandTriton_vg2_big.jpg
NeptuneandTriton_vg2_big.jpgNeptune and Triton from Voyager 273 visiteNettuno possiede, così come Giove, Saturno ed Urano, un Sistema di lune estremamente complesso, dal quale spiccano Tritone (qui in foto accanto a Nettuno) e Nereide.
Si tratta, come testimoniano le immagini che possediamo, di corpi rocciosi sostanzialmente privi di atmosfera (anche se per Tritone quest'ultima asserzione sembra essere non veritiera) e pertanto soggetti - anche ai giorni nostri - ad un'elevata attività di bombardamento meteorico.
Le altre lune che fanno parte del Sistema di Nettuno (a parte Proteus, di cui possediamo qualche immagine) sono troppo piccole per essere esaminate nei particolari ma si presume che possa trattarsi di corpi (in origine) cometari o di altri corpi "erranti" sfuggiti, a seguito di impatti e/o di influenze mareali (o per altre cause a noi ignote), alla Fascia di Kuiper ed in seguito "catturati" dalla gravità del Pianeta.
Lug 04, 2004
VA-UranusRings-3.jpg
VA-UranusRings-3.jpgUranus from HST (Clouds, Rings & Moons - False Colors; credits: NASA)88 visiteMa laddove fotografato, per esempio, in luce infrarossa, Urano rivela alcuni dei suoi segreti: nuvole, anelli e tante piccole lune.
Anche i venti che soffiano su Urano sono decisamente violenti: attraverso analisi compiute di recente e fondate sull'osservazione continua dello spostamento di cospicui ammassi nuvolosi sulla superficie del Pianeta, è stato possibile stimare la velocità di questi "brezze" (!) intorno ai 500 Km orari.
Non si tratta dei venti più violenti del Sistema Solare, però...
Lug 04, 2004
VA-UranusRings-2.jpg
VA-UranusRings-2.jpgUranus, from HST (Clouds, Rings & Moons - False Colors; credits: NASA)85 visiteLa causa di un simile evento rimane tuttora sconosciuta anche se molti Studiosi pensano che questa abnorme inclinazione dell'asse di rotazione del Pianeta (guardate questa immagine per renderVi conto di che cosa intendiamo) sia anch'essa - al pari del sistema di anelli - il "ricordo" di un impatto cosmico con un altro (grande!) corpo celeste, avvenuto qualche centinaio di milioni di anni fa.
Se sottoposto ad un'osservazione visuale diretta Urano, come già accennavamo in precedenza, si mostra come un disco grigiastro, assolutamente privo di caratteristiche superficiali.
Lug 04, 2004
URANUSFROMVOYAGER2.jpg
URANUSFROMVOYAGER2.jpgUranus from Voyager 297 visiteLa più accreditata parla di "frammenti di ghiaccio" frammisti a roccia. Anelli sottili e scuri che, probabilmente, sono il ricordo di una qualche catastrofe planetaria avvenuta in epoche remote.
Una "stranezza", se così si può dire, di Urano attiene il suo asse di rotazione il quale è enormemente inclinato (qualche Scienziato usa dire scherzosamente, infatti, che Urano NON orbita intorno al Sole: Urano si limita a ROTOLARE nello Spazio...) e, talvolta, punta direttamente verso il Sole.
Lug 04, 2004
PLUTO&CHARON.jpg
PLUTO&CHARON.jpgPluto & Charon (1) from the Hubble Space Telescope135 visitePluto Statistics: discovered by Clyde W. Tombaugh on February, 18, 1930.
Mass (Kg): 1.27e+22
Mass (if Earth = 1): 2,125e-03
Equatorial radius (Km): 1,137
Equatorial radius (if Earth = 1): 0,1783
Mean density (gm/cm^3): 2,05
Mean distance from the Sun (Km): 5.913.520.000
Mean distance from the Sun (if Earth = 1): 39,5294
Rotational period (in days): 6,3872
Orbital period (in years): 248,54
Mean orbital velocity (Km/sec): 4,74
Orbital eccentricity: 0,2482
Tilt of axis (in degrees): 122,52°
Orbital inclination (in degrees): 17,148°
Equatorial surface gravity (in mt/sec^2): 0,4
Equatorial escape velocity (in Km/sec):1,2
Visual geometric albedo: 0,3
Magnitude (Vo): 15,12
Atmospheric composition: Methane and Nitrogen

Una delle poche immagini in nostro possesso che rappresentano il Sistema (Binario) Plutone-Caronte.
Posto ad una distanza pari a circa 40 volte la distanza Terra/Sole, Plutone (un mondo gelido - si pensa che la temperatura media al suolo sia intorno ai - 233° C - ed eternamente immerso nella notte) si trova ai confini del Sistema Solare, a ridosso della cd "Fascia di Kuiper".
Per lo studio di questo affascinante Sistema e per "spiare" ciò che si trova oltre i suoi confini, è stata progettata la Sonda "New Horizons" la quale dovrebbe partire nel 2006 e raggiungerlo nel Luglio 2015, se tutto andrà bene.
1 commentiLug 04, 2004
IO - TRUE COLOR FROM GALILEO.jpg
IO - TRUE COLOR FROM GALILEO.jpgIo in true colors92 visiteNASA's Galileo spacecraft acquired its highest resolution images of Jupiter's moon Io on 3 July 1999 during its closest pass to Io since orbit insertion in late 1995. This color mosaic uses the near-infrared, green and violet filters (slightly more than the visible range) of the spacecraft's camera and approximates what the human eye would see. Most of Io's surface has pastel colors, punctuated by black, brown, green, orange, and red units near the active volcanic centers. A false color version of the mosaic has been created to enhance the contrast of the color variations.

The improved resolution reveals small-scale color units which had not been recognized previously and which suggest that the lavas and sulfurous deposits are composed of complex mixtures (Cutout A of false color image). Some of the bright (whitish), high-latitude (near the top and bottom) deposits have an ethereal quality like a transparent covering of frost (Cutout B of false color image). Bright red areas were seen previously only as diffuse deposits. However, they are now seen to exist as both diffuse deposits and sharp linear features like fissures (Cutout C of false color image). Some volcanic centers have bright and colorful flows, perhaps due to flows of sulfur rather than silicate lava (Cutout D of false color image). In this region bright, white material can also be seen to emanate from linear rifts and cliffs.

Comparison of this image to previous Galileo images reveals many changes due to the ongoing volcanic activity.

Galileo will make two close passes of Io beginning in October of this year. Most of the high-resolution targets for these flybys are seen on the hemisphere shown here.

North is to the top of the picture and the sun illuminates the surface from almost directly behind the spacecraft. This illumination geometry is good for imaging color variations, but poor for imaging topographic shading. However, some topographic shading can be seen here due to the combination of relatively high resolution (1.3 kilometers or 0.8 miles per picture element) and the rugged topography over parts of Io. The image is centered at 0.3 degrees north latitude and 137.5 degrees west longitude. The resolution is 1.3 kilometers (0.8 miles) per picture element. The images were taken on 3 July 1999 at a range of about 130,000 kilometers (81,000 miles) by the Solid State Imaging (SSI) system on NASA's Galileo spacecraft during its twenty-first orbit.

Lug 03, 2004
INORBIT-61686main_soi2-516.jpg
INORBIT-61686main_soi2-516.jpgOrbital Insertion Complete - In orbit around Saturn (1)62 visitenessun commentoLug 03, 2004
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