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Ultimi arrivi
8-Venus.jpg
8-Venus.jpgVenus from 2.700.000 Km (Galileo Probe)176 visiteUna meravigliosa visione di Venere, davvero simile alla Terra vista dalla Luna, mentre la fitta coltre di nuvole che la ricopre riflette i raggi del Sole. Come avevamo detto in sede di commento alle prime foto, Venere suggerisce un'idea di "tranquillità e benessere".
Un Mondo bianco e azzurro apparentemente simile al nostro ma, come avete visto insieme a noi, in realtà violento ed assolutamente inospitale.
Un Mondo comunque bellissimo da guardare, ammirare e studiare, ma ... Restando lontan!

...Molto lontani...
2 commentiLug 09, 2004
Phobos-Phobos_Monolith-03.jpg
Phobos-Phobos_Monolith-03.jpgThe "Phobos' Monolith" (EDM n.2)1264 visiteUn'ultima curiosità: dopo aver visto e studiato le "Anomalie" di Marte dobbiamo dire che anche Phobos non è da meno. Guardate attentamente quest'immagine e cercate di rispondere ad una semplice domanda: cos'è quella colonna a pianta triangolare che si staglia, perfettamente verticale, sulla superficie del Satellite? Noi abbiamo pensato al Monolito di "2001: Odissea nello Spazio" ma la verità è che si tratta di un altro mistero che, forse, resterà tale.12 commentiLug 09, 2004
Phobos_from_MGS-001.jpg
Phobos_from_MGS-001.jpgPhobos from Mars Global Surveyor (2)264 visiteTra le idee che la NASA aveva in mente c'era anche quella di inviare una Sonda proprio su Phobos, onde studiarlo meglio ed eventualmente atterrarci sopra.
L'idea di uno studio maggiormente approfondito di questo corpo celeste è rimasta, ma le possibilità di un atterraggio sono sensibilmente diminuite da quando si è scoperto (grazie alla Sonda Mars Global Surveyor ed alle immagini scattate in infrarosso) che l'intera superficie di Phobos è ricoperta da uno strato uniforme di polvere spesso circa 1 metro!
Lug 09, 2004
Phobos_from_MGS-002.jpg
Phobos_from_MGS-002.jpgPhobos from Mars Global Surveyor (3)260 visiteIn tutta onestà noi pensiamo che queste stime siano da prendersi con pesantissimo beneficio d'inventario: la verità è che alcuni tipi di misurazioni possono essere effettuati solo (ed ovviamente) mediante evidenze indirette.
Che il suolo di Phobos sia polveroso è fortemente probabile.
Che esso sia "così tanto" polveroso è solamente un'ipotesi che si fonda sulla velocità di raffreddamento della sua superficie dopo il tramonto del Sole.
Lug 09, 2004
M-057-4.jpg
M-057-4.jpgM 57 - The "Ring Nebula" in Lyrae (full color detail)117 visite"...Ho abbandonato le strade conosciute ed i sentieri a lungo battuti. L'ingannevole Sole ha cessato di illuminare il mio cammino e la Luna, ebbra della sua luce, è svanita alle mie spalle. Osservo ora il Cielo, ed esso mi sembra scuro ed ostile, ma so che non è così: nuovi venti suggeriscono nuove rotte.
E la mia nave è forte, usa alle onde e temprata alle tempeste.
E la mia prua è ingorda di nuovi Mari e di nuove Terre..."

P. C. Floegers - "Cronache di Viaggio"
Lug 09, 2004
Uranus from Voyager2.jpg
Uranus from Voyager2.jpgUranus from Voyager 291 visiteL'immagine che state osservando venne scattata dalla Sonda Voyager 2 nel 1986. Fu grazie a questa Sonda (l'unica - ad oggi - che sia mai passata nelle vicinanze del Pianeta) che gli Scienziati riuscirono a catturare qualche dettaglio del Sistema di Urano il quale, al pari dei Sistemi di Nettuno, Giove e Saturno, evidenzia l'esistenza di anelli intorno al Pianeta (ma molto sottili e deboli) ed un elevato quantitativo di lune (5 maggiori ed una quindicina minori).Lug 09, 2004
URANUS from HST.jpg
URANUS from HST.jpgUranus from the Hubble Space Telescope87 visiteUrano, il terz'ultimo Pianeta del Sistema Solare, fa parte della famiglia dei "Giganti Gassosi", assieme a Giove, Saturno e Nettuno. In ordine di grandezza Urano è il terzo Pianeta dopo Giove e Saturno e, dal punto di vista della sua struttura, esso assomiglia (quasi) come una goccia d'acqua a Nettuno.
Al pari di questo, infatti, la (spessissima) atmosfera di Urano appare costituita principalmente da Idrogeno ed Elio con una sensibile presenza, nei suoi strati più alti, di Metano (il quale conferisce al Pianeta il suo caratteristico colore azzurrino).
Lug 09, 2004
NEPTUNE from Palomar Obs.jpg
NEPTUNE from Palomar Obs.jpgNeptune and Triton from Earth (Palomar)90 visiteIn più di un'occasione, guardando le fotografie di Nettuno, l'impressione che possiamo ricavarne (così come accade per Venere) è alquanto rassicurante: un Pianeta prevalentemente azzurro (e verde!), striato da bianchissime formazioni nuvolose che tanto ricordano i nostri cirro/strati. La realtà, ancora una volta - e salvo prova contraria... -, è profondamente diversa. Nettuno è un Pianeta Gigante (uno dei 4 "Giganti Gassosi", per l'esattezza, assieme a Giove, Saturno ed Urano), posto ai confini del Sistema Solare ed immerso in una notte perenne.Lug 08, 2004
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PROTEUS.jpgProteus75 visiteUna luna minore del Sistema di Nettuno: Proteus.
Caratterizzata da una forma solo vagamente sferica, questa luna presenta un gigantesco - e facilmente visibile - cratere da impatto in prossimità del suo Polo Nord (fotografico).
Forse è proprio questo cratere la "cicatrice" generata dall'urto che ha spinto "Proteus" al di fuori dalla Fascia di Kuiper e poi verso Nettuno, dalla cui gravità è stato infine catturato.
Un probabilissimo KBO, dunque, o - come dicono alcuni - un Trans Neptunian Object.
O forse una cometa mancata.
Forse.
Lug 08, 2004
Mercury 1.jpg
Mercury 1.jpgMercury photo-mosaic from Mariner 1056 visite...sarà di gran lunga maggiore (a livello previsionale e sulla base delle stime fatte sulla Terra, sperimentalmente) di quanto non lo sarebbe stata se la parte rocciosa di Mercurio si fosse invece venuta a trovare connessa indissolubilmente ad un nucleo esterno totalmente ghiacciato e solidificato (ossìa con il mantello, il nucleo esterno ed il nucleo interno del Pianeta UNITI a formare un "pezzo unico").Lug 08, 2004
Mercury 2.jpg
Mercury 2.jpgMercury close-up from Mariner 10 (1)60 visiteUn'altro mistero che si spera di risolvere con il Messenger attiene il contenuto dei crateri situati nelle regioni polari di Mercurio (l'ipotesi è che sul fondo di questi crateri vi sia del ghiaccio d'acqua vero e proprio). Impossibile? Diremmo proprio di no: queste zone, infatti, grazie alla particolare configurazione dell'asse di rotazione di Mercurio - il quale è perpendicolare al suo piano orbitale - sono esposte, da e per l'eternità, solo ad un'illuminazione radente. Lug 08, 2004
VENUS_MERCURY.jpg
VENUS_MERCURY.jpgMercury and Venus from Earth93 visiteGli elementi sino ad ora individuati in questa "esosfera" sono H, He, O2, Na, K e Ca.
I primi 2 elementi giungono, molto probabilmente, dalla corrente di gas ionizzati proveniente dal Sole (ciò che comunemente chiamiamo "Vento Solare"), mentre gli altri 4 potrebbero scaturire direttamente dalle rocce esistenti sulla (o al di sotto della) superficie di Mercurio.
Come? Abbiamo tre ipotesi al riguardo (e tutte ugualmente plausibili):
1) potrebbe trattarsi di una lenta "evaporazione" (!) delle rocce superficiali causata dalla (e, per lunghi periodi di tempo, costante) temperatura elevatissima;
2) fenomeni di "outgassing" simili a quelli che - si dice - accadano anche sulla nostra Luna (si tratta di sacche di gas, imprigionate da ere ed ere al di sotto della superficie del Pianeta, che si liberano improvvisamente - a seguito di eventi sismici o di impatti veri e propri - e fuoriescono, ora incendiandosi e generando delle "flares" - fiammate o fiaccole -, ora disperdendosi nell'ambiente circostante);
Lug 08, 2004
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