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Mercury from Mariner 10.jpgMercury close-up from Mariner 10 (2)65 visiteIl che vuol dire che le zone interne di quei crateri polari, che hanno le pareti esterne sufficientemente elevate, giacciono nel buio e nel gelo perpetuo: oltre i -210°C!
Circa la possibile origine del ghiaccio d'acqua, l'ipotesi più probabile è che esso sia stato "portato" su Mercurio, un poco alla volta, dalle meteore e dalle comete che hanno impattato il Pianeta.
Oppure può anche darsi che si tratti di vapore acqueo proveniente dall'interno stesso di Mercurio il quale, una volta giunto in superficie (forse a seguito di eventi sismici), si è istantaneamente congelato.Lug 20, 2004
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Mercury - Zola Crater from Mariner 10.jpgZola Crater - Mariner 1065 visiteCosa farà Messenger al riguardo? Usando uno strumento chiamato "altimetro laser" determinerà la presenza (o la mancanza) di sostanza liquida nel nucleo esterno del Pianeta, misurando la sua "librazione" (ossìa quella lenta, ma rilevabile, oscillazione di Mercurio attorno al proprio asse di rotazione).
Tale "librazione", qualora esistesse ancora un nucleo esterno liquido (magari anche solo in parte) su cui la componente rocciosa del Pianeta, di fatto, si trovasse a "galleggiare",...Lug 20, 2004
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Mercury - Tir Planitia from Mariner 10.jpgTir Planitia - Mariner 1069 visiteIn realtà, perchè questo sia possibile, ci sono (al momento...) solo 2 possibili spiegazioni. La prima: il nucleo di Mercurio è ancora liquido (almeno in parte) ed attivo. Si tratterebbe di un fatto davvero sensazionale, considerate l'età, le dimensioni e la posizione di Mercurio nel Sistema Solare.
La seconda: il nucleo di Mercurio si è effettivamente, come logica suggerirebbe, solidificato ed il campo magnetico che riscontriamo oggi è solo un gelido residuo ("frozen-in remnant", come dicono alla NASA) del campo magnetico primordiale del Pianeta. Un Campo Magnetico "fantasma", se preferite.Lug 20, 2004
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Mercury - Boccaccio Crater from Mariner 10.jpgBoccaccio Crater - Mariner 1081 visite...ed una possibile causa di tali eventi potrebbe essere rinvenuta nell'esistenza di un corpo (relativamente) non troppo lontano dal Sole; 3) nel Settembre del 1995, infine, si registrò un fenomeno davvero eccezionale: una congiunzione Venere-Mercurio (visibile anche dall'Italia, al tramonto) la quale, completamente ignorata dai media, diventò ancor più straordinaria allorchè si stabilì che il corpo celeste che si trovava accanto a Venere NON era Mercurio.
C'è da pensare, vero?!?
Ma torniamo ai "fatti": il "volto" di Mercurio ricorda molto da vicino quello della nostra Luna (in ragione dell'elevata craterizzazione) ed anche le dimensioni dei due astri sono, relativamente, simili (4800 Km di diametro per Mercurio contro i 3500 Km della Luna). La temperatura superficiale di Mercurio varia drammaticamente, passando dai circa -180/190°C della sua notte (che possono arrivare anche a -210°C ai Poli), ai 400/410°C registrabili durante il giorno.Lug 20, 2004
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Mercury - Brahms Crater from Mariner 10.jpgBrahms Crater - Mariner 1097 visiteMercurio, sebbene possegga la qualifica di "Pianeta", è più piccolo di Ganimede (la maggiore luna di Giove) e di Titano (la maggiore di Saturno).
Un altro dato interessante su Mercurio attiene la sua rotazione, in rapporto all'orbita descritta dal Pianeta intorno al Sole. Mercurio, infatti, per ogni due orbite complete, ruota su se stesso solo tre volte (da cui deriva che 1 giorno di Mercurio equivale a ben 176 giorni Terrestri; idem per la notte). Mercurio è un Pianeta molto denso e massiccio (più della nostra Luna e di molte altre Lune dei Pianeti Maggiori) in quanto riteniamo che sia formato, in prevalenza, da ferro. Esso non ha mai costituito un oggetto di particolare interesse (almeno fino ad oggi, A.D. 2004) ed è stato "visitato" solo una volta, con un passaggio ravvicinato, da parte di una Sonda Americana: era il 1974 e la Sonda - che ha peraltro scattato le prime 12 fotografie che Vi proponiamo in questa rapida carrellata - si chiamava Mariner 10.Lug 20, 2004
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Mercury - Amru Al-Qays Crater - Mariner 10.jpgAmru Al-Qays Crater - Mariner 1084 visiteMercurio è, ad oggi, il Pianeta conosciuto più vicino al Sole (e diciamo "ufficialmente" poichè, come alcuni Scienziati e Ricercatori ritengono, potrebbe anche esistere almeno un altro corpo celeste minore - forse un pianetino? - ancora più interno). Ci stiamo riferendo alla leggenda del "Gemello di Mercurio": un piccolo pianeta, si dice, di dimensioni simili a quelle di Mercurio (forse leggermente più piccolo) il quale si muoverebbe lungo un'orbita solo relativamente stabile e ad una velocità piuttosto elevata. Esso, sia a causa della sua orbita, sia in ragione dell'estrema vicinanza al Sole, risulterebbe completamente invisibile a noi Terrestri.
Si tratta di pura fantasia? Forse. Noi Vi diamo comunque 3 elementi da considerare: 1) l'orbita di Mercurio, al suo perielio, presenta sempre una leggera variazione (notata anche da Einstein; 2) la Sonda Soho, in più occasioni, ha rilevato degli enormi "fluxtubes" sollevarsi dalla corona solare (e di uno di questi ne abbiamo la fotografia nella Sezione "Sun")...Lug 20, 2004
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OPP-SOL170-1P143275462EFF3243P2398L7M1.jpgThe "Muddy Slope", inside Endurance Crater - Sol 170160 visitenessun commentoLug 20, 2004
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SOL193-2N143512360EFF7600P1744L0M1.jpgThe surroundings of the Martian Mound (1) - Sol 19368 visiteProsieguo della panoramica della zona circostante il terrapieno. Ripetiamo i commenti fatti a proposito del frame precedente e Vi invitiamo ad osservare attentamente il suolo di Marte, i suoi macigni, i ciottoli e le aree sabbiose che lo caratterizzano. Per i "Cercatori di Stranezze", immagini come questa sono un invito da non perdere...Lug 20, 2004
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SOL193-2N143512308EFF7600P1744L0M1.jpgThe "Martian Mound": a very unusual rock formation (8)68 visiteUna visione globale del Martian Mound e dell'area circostante.
E' una fotografia davvero bellissima, per la quantità di dettagli e per la qualità della ripresa. Il Sole si sta rapidamnte abbassando (questa foto è stata scattata intorno alle 16:00, ora di Marte) e le ombre, diventando radenti, conferiscono una maggiore profondità (e suggestione) a tutta l'immagine. Lug 20, 2004
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SOL192-2P143413687EFF7400P2393L7M1.jpgThe "Martian Mound": a very unusual rock formation (7)78 visiteUna migliore idea di quello che stiamo cercando di supporre ed esporre potrete farvela Voi stessi osservando questa immagine (ed altre riguardanti il terrapieno) in rapporto alla fotografia precedente che ci mostra l'area latistante alla struttura controversa.
In tutta onestà noi crediamo che questo "terrapieno" sia, in ogni caso, un'Anomalia di Superficie nel senso più tecnico della parola. Relativamente alle sue origini, noi ci sentiamo di optare per l'artificialità. E Voi cosa ne dite?Lug 19, 2004
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SOL192-2P143413330EFF7400P2393L7M1.jpgThe area around the "Martian Mound"71 visiteTerza ipotesi: il terrapieno che stiamo guardando (tenuto anche conto delle caratteristiche superficiali del suolo che lo circonda) è una struttura NON naturale in origine la quale, pur avendo subito - a causa del concorso di svariati processi, sia geologici, sia atmosferici - una profonda trasformazione, ha comunque conservato una parte di quelle sue caratteristiche originali (di unicità, simmetria e squadratura) che ci permettono ancora di riconoscerla ed identificarla come un'Opera Artificiale.Lug 19, 2004
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SOL192-2N143419206EFF7500P1744R0M1.jpgMars' rocky terrain (6)69 visitenessun commentoLug 19, 2004
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