| Ultimi arrivi |

The Southern Crown.jpgStars and Dust particles in the Southern Crown96 visite"...L'impero delle parole, la distinzione fra Bene e Male, la ripida discesa dal Cielo alla Terra, disperata verso l'incarcerazione,
fu quello che fu,
i nomi che si diedero alle cose, la gioia ed il dolore dell'esistere, l'enigma del consenso, le emozionali imprese della Specie,
fu quello che fu.
Quel che deve ancora avvenire, il sorgere della Città di Dio, l'Emblema che ci fa forti e sicuri, oppure pazzi e disperati.
Ti gridavo: sono disperso, disperso..."
(F. Battiato - "Quello che fu")Lug 26, 2004
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Venusian_Surface-Venera_13-00.jpgVenus from Venera 13 - March, 1, 1982 - Two Original Frames231 visiteE adesso facciamo un salto al 1° Marzo 1982: ancora un landing positivo di una Sonda Sovietica - Venera 13 - che resisterà per ben 2 ore e 7 minuti sulla superficie del Pianeta (record!).
Più tempo e, quindi, più immagini riprese (e, questa volta, ne troviamo anche una a colori che Vi proporremo in seguito).
Le caratteristiche superficiali di Venere, a quanto si vede, sembrano non cambiare: rocce piatte, parzialmente frammentate, e pietrisco più sottile (con, forse, anche delle sferule simili a quelle trovate su Marte, in Area Meridiani Planum). Lug 25, 2004
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Venusian_Surface-Venera_14-01.jpgVenus from Venera 14 - March, 5, 1982 - The Original Frame202 visiteQuattro giorni dopo Venera 13, ecco un nuovo arrivo: Venera 14: sarà questa l'ultima Sonda Sovietica (e terrestre...) a scendere su Venere.
Durerà meno di un'ora (solo 57', per l'esattezza) prima di venire distrutta dalla pioggia acida e dal calore.
Poco tempo per darci delle certezze, ma tempo sufficiente per trovare altri elementi di riflessione.
Nonostante le aree visitate cambino, per esempio, il suolo di Venere sembra davvero sempre uguale: rocce di origine (forse) basaltica, pietrisco e polveri in abbondanza (sulla superficie del Pianeta, in ampi depositi, ma NON in sospensione!).Lug 25, 2004
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Venusian_Surface-Venera_10-01.jpgVenus from Venera 10 - October, 25, 1975 - enhanced and processed image428 visiteAd ogni modo, in questa foto, ripresa dalla Sonda Venera 10 il 25 Ottobre 1975, possiamo finalmente vedere la superficie di Venere.
La Sonda Sovietica sopravvisse solo 65' sul Pianeta e, al momento di scattare la fotografia, il Sole si trovava vicino allo zenith.
Cosa avremmo visto guardando in alto?
Un cielo completamente nuvoloso ed intensamente illuminato da luce bianca.
Diciamo che lo spettacolo sarebbe stato simile a quello visibile in un torrido giorno dell'Estate terrestre, allorchè il cielo viene invaso da formazioni compatte di nuvole bianche. Lug 25, 2004
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Venusian_Surface-Venera_10-00.jpgVenus from Venera 10 - October, 25, 1975 - The Original Frame201 visiteNostante la fittissima schermatura costituita dalle nuvole (35/40 Km di spessore), però, la luminosità del paesaggio su Venere sarebbe in ogni caso molto elevata. Per quanto attiene le rocce piatte riprese dal Lander Sovietico (in parte ricoperte da polveri), diremmo che si potrebbe trattare di rocce basaltiche, non troppo diverse da quelle che potremmo trovare sia su Marte, sia sulla Terra stessa, in prossimità di aree vulcaniche attive.Lug 25, 2004
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Venusian_Surface-Venera_13-04.jpgVenus from Venera 13 - March, 1, 1982 - color detail430 visiteAncora un'area vulcanica, dunque, dal colore giallastro.
Un probabile segnale della presenza di zolfo? Può darsi, ma può anche darsi che si tratti di un effetto di illuminazione causato dalla presenza, nei pressi della Sonda, di un'intensa sorgente luminosa di color giallo e rosso.
Come un camino vulcanico attivo, ad esempio, o un lago di lava. Entrambe le ipotesi, in difetto di elementi decisivi, sono valide ed accettabili.Lug 25, 2004
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Comets-Shoemaker-Levy_9_before_collision.jpgThe Shoemaker-Levy 9 Comet just before colliding with Jupiter155 visiteCaption NASA originale:"The comet's original single nucleus was torn to pieces by Jupiter's strong gravity during a close encounter with the Solar System's largest planet in 1992. The pieces are seen in this composite of HST images to be "pearls" strung out along the comet's orbital path.
In July of 1994 these pieces collided with Jupiter in a rare and spectacular series of events". Lug 24, 2004
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Enceladus from 1.600.000 Km.jpgEnceladus from Cassini-Huygens - app.x 1.600.000 Km away59 visitenessun commentoLug 24, 2004
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SOL196-SKULL-2P143762055EFF7600P2395R1M1.jpgThe surroundings of the Martian Mound (4) - Sol 19674 visite...sul suo lato Dx e con l'occhiaia Dx che arriva a toccare il terreno. Sono anche distinguibili, a nostro parere (ed oltre alle occhiaia), anche delle (ombre che formano qualcosa di simile a delle) cavità nasali. Si tratta, come ovvio, di un effetto ottico provocato dalle ombre. In ogni caso non possiamo non sottolineare l'oggettiva (ed a volte incredibile) "originalità" delle forme di molte rocce Marziane. Un grande lavoro di scultura, realizzato attraverso centinaia di migliaia di anni di erosione!Lug 23, 2004
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SOL196-SKULL-2P143762055EFF7600P2395L7M1.jpgThe surroundings of the Martian Mound (3) - Sol 19690 visiteIn questo frame abbiamo un buon esempio, a nostro parere, di quello che una roccia dalla forma curiosa ed un pizzico di fantasia possono fare. Guardate l'immagine alla dimensione massima e poi osservate attentamente verso l'angolo basso alla Vostra Dx. Noi vediamo - usando un pò di fantasia, lo ripetiamo! - posizionata frontalmente rispetto ad un masso abbastanza grande dalla forma vagamente ad "L", una roccia rotondeggiante che assomiglia molto ad un teschio umano poggiato...Lug 23, 2004
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SOL196-2P143762006EFF7600P2395R1M1.jpgThe surroundings of the Martian Mound (2) - Sol 19665 visitenessun commentoLug 23, 2004
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NGC-2603_-_Visible_Light_Spectrum.jpgNGC 3603 - Starburst Region85 visite"...Now may the Lord of Peace, Himself, give you peace at all times, in all ways..."
(2 Thessalonians 3:16)Lug 23, 2004
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