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Ultimi arrivi - The Readers Show and Tell...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO_15_-_AS_15-83-11218_+_stephenville.jpgAS 15-83-11218 and the Stephenville U.F.O.: a VERY SMART image-comparison (by Carlo Contu)147 visiteUn Lavoro davvero acuto e provocatorio del nostro Caro Amico, Carlo Contu: si tratta dell'incredibile parallelo tra quanto si vede nel frame AS 15-83-11218 (uno dei 17 frames in b/n che sono stati ufficialmente definiti come "errati/malfatti" e che vennero ottenuti durante la Missione Apollo 15 - frames che, in accordo alla Catalogazione Ufficiale della NASA - Lunar and Planetary Institute - appartengono al rullino (Magazine) "??": l'unico rullino dell'intera Official Apollo Collection il quale presenta il doppio "?" anzichè la/e solita/e lettera/e).

Nessuno è mai riuscito a spiegare in maniera convincente il contenuto delle 17 fotografie del Magazine "??" (per vederle tutte andate qui: http://www.lpi.usra.edu/resources/apollo/catalog/70mm/magazine/?83) e la NASA non ha mai (nè direttamente, nè tramite il L&PI) speso parole al riguardo.

Ora, grazie al Sig. Contu - lo ripetiamo è una provocazione, ma è una RAGIONEVOLE provocazione - siamo in grado di offrirVi un'ipotesi esplicativa di almeno uno di quei 17 frames inesplicabili (ed ottenuti dall'interno della Navicella Spaziale Americana): l'oggetto che (verosimilmente) si trovava al di fuori dell'astronave USA e che lasciò una striscia di luce sulla pellicola, era un Oggetto Volante Non Identificato di origine ignota? Era un U.F.O.?

Voi che dite? Che cosa stiamo guardando?

Grandissimi complimenti e congratulazioni al Sig. Contu per questo affascinante suggerimento/ipotesi!...
13 commentiMareKromiumMar 17, 2008
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Pipe.jpgThe "Broken Pipe" (by Roberto Tremolada)155 visiteAncora dal nostro Amico Roberto Tremolada uno spunto interessante e che si va a collegare ad un tema già affrontato da altri Autori e Gruppi di Ricerca: si tratta delle cosiddette "Tubazioni Marziane".
Strutture simil-tubolari, insomma, generalmente caratterizzate da albedo elevata, color bianco/argenteo e dimensioni più che consistenti (non dimenticate che queste strutture sono state originariamente individuate da frames orbitali).
Ora, nel dettaglio individuato dal bravo Sig. Tremolada potremmo avere, su scala ridotta, una "sezione" (tronca e di dimensioni molto contenute) di queste surface features che hanno tanto intrigato i Ricercatori di Frontiera. Deduciamo che si tratta di una struttura tubolare dal particolare visibile sulla Vostra Dx, il quale è l'evidenza di una delle "bocche" di questa feature, inquadrata leggermente di sbieco.
Sebbene la NASA non abbia mai detto (a quanto ci risulta) nulla di preciso e definitivo sulla natura di questi rilievi, l'opinione dominante è che si tratti di rocce calcaree (le quali si possono trovare, a Latitudini elevate, in grandi - e spettacolari -agglomerati) nelle quali la "tubolarità" è solo apparente.
Ebbene, da questo particolare (certo non decisivo, ma comunque significativo), a noi pare che la "tubolarità" sia tutt'altro che illusoria e che questi rilievi, effettivamente, si risolvono in "condotte" di un qualche tipo e non sìano delle semplici rocce di forma allungata e vagamente rotondeggianti.
Non riteniamo - ovviamente - che si tratti di un rilievo "artificiale"; tuttavia questa immagine può costituire un elemento di valutazione in più per tutti quei Ricercatori impegnati nella ricerca di tracce/evidenze di Forme Vitali (o Fossili) Marziane/i aventi una matrice "esotica".

Le Vostre opinioni al riguardo saranno, come sempre, apprezzate.
1 commentiMareKromiumMar 01, 2008
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Rat-00.jpgThe "Martian Rat" - phase 1 (by Roberto Tremolada)118 visiteDal nostro Caro Amico e Socio, Roberto Tremolada, due nuove visioni ed interpretazioni di quella che, a distanza di quattro anni dalla sua "scoperta", sembra essere l'Anomalìa di Superficie che più ha intrigato e colpito l'immaginario dei nostri Lettori: il "Topo Marziano".
In realtà, con questi due quadri, si possono vedere - e diremmo molto bene - sia le affinità esistenti tra un frame e l'altro per quanto attiene il rilievo anomalo, sia le differenze.
Ed è proprio dalla circostanza per cui "affinità" e "differenze", in queste due riprese, si uniscono e si fondono senza permettere una chiara (e definitiva) visione del "topo" che il suo mistero, in fondo, è rimasto tale.
Ma, se ci consentite un suggerimento, noi Vi diremmo di non concentrarVi troppo sul quesito "Topo o NON Topo", poichè esso è un quesito al quale non si può rispondere in maniera inequivocabile e definitiva. La domanda "vera", come ci è stato suggerito anche da qualche Lettore, è solo questa:" Ammesso che uno di questi due frame (o anche entrambi) sia stato ritoccato, perchè ciò è stato fatto?"

Il che significa, in fondo, anche questo:"Tra i due frames - che abbiamo battezzato phase 1 e phase 2 - qual'è il "più vero"? Qual'è quello che ci mostra "più realtà" e "meno alterazioni digitali"? Ecco: forse il quesito chiave, per la vicenda del Topo Marziano - come di tantissime altre Anomalìe (vere o presunte) - è proprio questo.

Un caro saluto e complimenti al bravissimo Sig. Roberto Tremolada per questo nuovo spunto il quale, unito ad altri di prossima pubblicazione, non mancherà di sollevare discussioni e (legittimi) interrogativi.
MareKromiumMar 01, 2008
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Rat-01.jpgThe "Martian Rat" - phase 2 (by Roberto Tremolada)116 visitenessun commentoMareKromiumMar 01, 2008
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-OPP-SOL901-PIA08753-012.jpg"Baby Face" and "Screaming Rock" (by Carlo Contu)207 visiteAbbiamo lasciato per ultima questa elaborazione del nostro Caro Amico, Sig. Carlo Contu, poichè - e non Vi servirà molto per rendervene conto pienamente... - essa è un FANTASTICO esempio di due Caratterizzazioni Locali (o Singolarità di Superficie) le quali, da un lato stimolano la fantasia umana nell'individuazione di profili ambiguamente antropomorfi (Baby Face) e dall'altra suggeriscono ai Ricercatori "open-minded" l'idea che MOLTE rocce Marziane potrebbero non essere altro che "gusci" (come sostiene l'Amico e Collega, Dr Alessio Feltri) oppure "aperture verso il sottosuolo" - o "verso la superficie", a seconda del punto di vista che vogliamo adottare (come suggerisce il Presidente di Lunexit, Dr Paolo C. Fienga).

E quindi GRANDI complimenti a Carlo Contu per aver individuato, in un solo frame, due spunti così suggestivi e - effettivamente e nel contempo - così intriganti!
2 commentiMareKromiumFeb 20, 2008
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO13.jpgApollo 13 and the "Silver Disc": Mistery solved? (by Simone Pergolizzi)156 visiteGrazie alla fattiva collaborazione del nostro nuovo Amico, Simone Pergolizzi, abbiamo il piacere di presentarVi, per discussioni ed approfondimenti, una interessante e, a nostro parere, credibile chiave di lettura per questo bizzarro fenomeno ritratto dai Ragazzi dell'Apollo 13. Un fenomeno (probabilmente) meramente ottico il quale ha intrigato Ricercatori ed Ufologi per quasi 40 anni.

Come è nostra prassi in frangenti simili, il miglior commento al Lavoro svolto da un Lettore, lo lasciamo fare al Lettore stesso e quindi, ringraziando ancora il Sig. Simone Pergolizzi per il tempo che ci ha dedicato, gli cediamo la parola:“Chiunque abbia la patente e guidi un' auto capirebbe che si tratta dello stesso riflesso della luna, proprio come i fari di una vettura visti con lo specchietto retrovisore. Il "disco argenteo" è generato dalla sovraesposizione del riflesso del sole sulla Luna,
infatti, se si osserva bene esiste anche un terzo disco scuro, o forse dovrei dire "disco oscuro", dietro la seconda Luna filtrata. questo effetto sfasato dell' immagine è generato a causa dei diversi strati del vetro o della lente.
Qualsiasi fotografo con un minimo di esperienza, che fosse intenzionato a fotografare la Luna, per poterne rilevare i dettagli della superficie, avrebbe ridotto al minimo il tempo di esposizione, la cosa più ovvia è che il frame in questione potrebbe trattarsi di un primo tentativo di fotografare la Luna, quindi potrebbero esistere altri frames realizzati in seguito con tempi di esposizione diversi dove il famigerato disco argenteo è assente.

Un' altro particolare che conferma la sovraesposizione è dato dal fatto che le stelle presenti sono a loro volta della stessa intensità luminosa del disco argenteo e non della luna, se si dovesse fotografare la superficie dettagliata della Luna con la diminuzione del tempo di esposizione, soltanto alcuni dei corpi celesti più luminosi, sarebbero apparsi, ma credo che ciò sia da escludere all' interno dell' atmosfera o attraverso un oblò che dovrebbe essere filtrato per impedire l'oltrepassare dei raggi ultravioletti e da tutto ciò che il sole potrebbe irradiare se non ci fosse.

Allora il mio quesito è: da dove è stata scattata questa foto?

Affettuosamente vi allego alcuni frame ritoccati da me per rendere l' idea più dettagliatamente, con l' aggiunta di un po' di umorismo, in autentico stile "balle spaziali".

Un altro quesito interessante potrebbe essere: cos'è quel puntino molto piccolo presente sulla superficie del disco argenteo in alto a destra? Polvere degli Studios – ooopss: scusate volevo dire polvere interstellare – depositata sull' oblò oppure magari ingrandendo un' altro po' il particolare, con tecnologie pari a CSI, magari potrebbe trattarsi di un..............

La fantasia usata creativamente è una delle cose più affascinanti che caratterizzano la Vita, ma se ci si perde si rischia di non vedere oltre il proprio naso”.
7 commentiMareKromiumFeb 20, 2008
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL312-2N154066468EFF9200P0655R0M1_ing.jpgTails... (by Carlo Contu)173 visiteIl quantitativo di "Rocce Anomale" (o "Pseudo Rocce", in accordo alla nomenclatura generalmente adottata da Lunexit) presenti sulla Superficie di Marte, come detto più volte in passato, è impressionante.
Così come è impressionante la "leggerezza" adottata dalla NASA a da Scienziati e Ricercatori "Adepti" della Scienza Convenzionale nell'ignorare (o nello "spiegare" superficialmente e malamente - a nostro avviso) queste possibili "Meraviglie Locali".

Per fortuna, così come è ben provato dalle centinaia di pagine dedicate dalla Fondazione Lunar Explorer Italia a queste Surface Features, ci sono svariati Amici, Appassionati ed Amateur Researchers i quali hanno notato la magnitudine del fenomeno e, come il bravissimo Sig. Carlo Contu, hanno iniziato ad isolare Singolarità su Singolarità ed Anomalìe su Anomalìe.

Non è nelle nostre umane possibilità dare una risposta ed una spiegazione razionale (e credibile) a tutte queste - talora davvero fantastiche - Manifestazioni Locali, ma è nostro dovere evidenziare (se non altro) l'insufficienza dell'approccio scientifico classico. L'approccio che è stato adottato sino ad ora per (tentare di) spiegarle.

Insomma: il vulcanismo, l'erosione, la sedimentazione, il weathering e, nella loro globalità, tutti quei Processi Geologici e Meteorologici che hanno portato Marte a configurarsi nel modo che noi, oggi, possiamo vedere e studiare, spiegano MOLTO, ma - è ovvio, tuttavia occorre ribadirlo - NON SPIEGANO TUTTO.
O meglio: spiegano...sino ad un certo punto.
Ed il nostro (splendido e, sovente, ingrato) Lavoro, come sapete bene, inizia proprio da quel punto in cui la Scienza Convenzionale si ferma (per necessità, per volontà e/o per pigrizia intellettuale).

Un nuovo Grazie di Cuore all'Amico Carlo Contu per gli spunti forniti; le risposte, un giorno, arriveranno (e, noi ne siamo convinti, esse saranno sorprendenti)...
6 commentiMareKromiumFeb 19, 2008
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL331-2N155749654EFF9800P1741L0M1_ing.jpgOpenings (by Carlo Contu)180 visiteMolte volte, come - ad esempio - nel quadro precedente, l'immagine è "spiegata" nel suo stesso titolo. Un titolo che può essere provocatorio, ambiguo o meramente descrittivo: dipende.
Dipende da quello che si vede.

O meglio, dipende da quello che noi CREDIAMO di vedere.

Un Surface Feature che "sembra" una coda (esattamente come accade nel quadro che precede) e che non può essere ragionevolmente spiegata facendo ricorso a fenomenologie geologiche e/o meteorologiche, noi la "battezziamo per come appare": coda, appunto.
Oppure "aperture", come nel caso di questo frame.

Siamo perfettamente consapevoli della circostanza per cui espressioni tipo "coda" o "aperture" non sono idonee a spiegare quello che stiamo osservando. Ed infatti, in questi casi, la nostra intenzione NON E' quella di spiegare. Non lo è perchè non siamo in grado di farlo, usando gli strumenti che la nostra Scienza Positiva (o Convenzionale) ci mette a disposizione.
Ed allora, anzichè arrampicarci sugli specchi nel tentativo di dimostrare (razionalmente) ciò che, per ora, dimostrabile non è, preferiamo "battezzare" e quindi lasciare a Voi Lettori il compito di provare a riflettere su queste Singolarità e cercare, se non di spiegarle, quanto meno di metabolizzarle.

Cercare di capire che non tutto ciò che vediamo può essere "risolto" in un battito di ciglia ed in una spulciata su un Trattato di Scienze Naturali, di Geologia, o di Mineralogia. Certo: questi Trattati aiutano nella comprensione, ma a volte...non bastano.

Ci vuole qualcosa in più. Qualcosa che, al momento, noi non abbiamo.

O meglio, qualcosa che, al momento, nessuno possiede: "l'esperienza dell'osservazione diretta ed in situ".
2 commentiMareKromiumFeb 19, 2008
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL512-2P171816438EFFAAJCP2569R6M1_ing.jpgCracks and...Something "inside" (by Carlo Contu)138 visitenessun commentoMareKromiumFeb 19, 2008
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL525-2P172971310ESFAC00P2588L6M1_ing.jpgPseudo Rocks: "Impossible Cut" and "Living Holes" (by Carlo Contu)180 visiteChe altro aggiungere? Complimenti a Carlo Contu: per l'occhio, la pazienza e la dedizione.

E la Ricerca continua...
5 commentiMareKromiumFeb 19, 2008
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Copernicus-00.jpgCopernicus' Misteries... (1)123 visiteIl fascino di Copernicus non ammette soste nè conosce limiti, e quindi: ecco una nuova serie di rilievi bizzarri (o, quanto meno, ambigui) individuati dal nostro Caro Amico e Socio, Sig. Carlo Contu.

Questi 2 frames, entrambi ottenuti dalla splendida Sonda NASA "Lunar Orbiter II", ci riportano alla mente, oltre alla intrinseca bellezza di questo spettacolare Cratere Lunare, anche le speculazioni che, più o meno periodicamente, vengono proposte dai Ricercatori di Frontiera più smaliziati. Ed in fondo (ma MOLTO in fondo...) le surface features che ci sono mostrate dal Copernicus Crater si prestano a questo tipo di interpretazioni estreme le quali, talvolta, sono e suonano come un pò verosimili e, qualche altra volta, appaiono decisamente "forzate".

La Verità? La Verità, come detto non una, ma mille volte, non la conosce ancora nessuno e nessuno sulla Terra nè è il "Depositario"; tuttavia, grazie all'occhio ed alla pazienza dimostrata dal nostro caro Amico Carlo, questa volta ci sentiamo in grado di darVi - se non altro - qualche idea sul motivo per cui i rilievi quali Copernicus non smettono mai di affascinare e sulle ragioni tecniche per le quali, alle volte, si finisce con il vedere quello che - in fondo - tutti noi sognamo di vedere.
MareKromiumFeb 12, 2008
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Copernicus-02.jpgCopernicus' Misteries... (2)146 visiteIn realtà, e tanto per essere precisi, già in passato - analizzando le possibili Anomalìe di Phobos - ci eravamo soffermati su questo aspetto che ora andremo a riprendere. E l'aspetto è questo: noi, se e quando guardiamo immagini come queste, tendiamo a prefigurarci una superficie piatta, soggetta ad illuminazione piena (proveniente dallo Zenith - o dal Nadir, a seconda dei casi - o quasi) la quale si comporta così come si comportano tutte le superfici che noi osserviamo dal suolo, ossìa "essa si mostra a noi per quello che è". Errore. O meglio: in questa costruzione (logica e connessa alla nostra esperienza) ci sono almeno 3 errori. Eccoli:

1) il rilievo che stiamo osservando non è solo "davanti" a noi, ma è anche "al di sotto" di noi. Al di sotto di qualche centinaio di Km (il che non è poco);
2) la superficie che stiamo osservando, SEMBRA piatta, ma in realtà è sensibilmente curva (in tutte le direzioni);
3) l'illuminazione di questa superficie non è UNIFORMEMENTE piena e regolare, sia perchè il Sole, rispetto all'Orizzonte Locale (e cioè l'Orizzonte di un ipotetico Astronauta che, al momento dello scatto, si trovasse "dentro" al Cratere) non è affatto allo Zenith e sia perchè la nostra visione del paesaggio deriva da un punto di vista (ivi: un punto dello Spazio) la cui illuminazione, al momento della ripresa, è MOLTO DIVERSA dall'illuminazione del corpo ripreso.

E non è tutto.
L'altezza del Sole sull'Orizzonte Locale della Superficie Lunare che si trova sulla perpendicolare del Lunar Orbiter (e nei suoi pressi) è BEN DIVERSA da quella del Sole sull'Orizzonte Locale del Cratere Copernicus il quale, ATTENZIONE, è ancora BEN LONTANO dalla perpendicolare dell'Orbiter!

E, volendo, si potrebbe dire di più.
Ad esempio (ed anche se in questo caso la differenza visibile e - da noi Osservatori - percepibile, è trascurabile) si potrebbe legittimamente asserire che l'altezza del Sole sull'Orizzonte Locale della parete esterna di Copernicus più prossima alla perpendicolare dell'Orbiter è DIVERSA dall'altezza del Sole sull'Orizzonte Locale della parete esterna di Copernicus più lontana - AL MOMENTO DELLO SCATTO - rispetto alla medesima perpendicolare.

E così via. Le puntualizzazioni, in fondo, non bastano (quasi) mai...

Ma perchè abbiamo svolto queste riflessioni?
Le abbiamo svolte per Voi e, in fondo, per un solo e semplicissimo motivo: il 99,9% delle possibili (e presunte) Anomalìe e/o Singolarità di Superficie individuate su Corpi Celesti extra-terrestri, in realtà si risolve in sviste che derivano da erronee interpretazioni delle reali (EFFETTIVE) fattezze del suolo osservato. Erronee interpretazioni le quali sono determinate da "giochi di luce e giochi d'ombra" dipendenti dalla posizione dell'Osservatore (ivi: il Lunar Orbiter II) rispetto alla posizione del corpo osservato.

Quello che intendiamo dire, insomma ed in fondo, è solo questo: le riprese effettuate da centinaia di Km di altezza e di distanza dagli "obbiettivi" sono, si, altamente spettacolari, ma offrono un campionario di effetti ottici ingannevoli per l'Osservatore che, alla fine e di conseguenza, esse si trasformano in autentiche fucine di sviste (più o meno grandi).

Ovviamente, in questo caso (come in tanti altri) nessuno di noi dice, con certezza assoluta, "Guarda che il rilievo osservato NON E' quello che sembra".
No.
Noi diciamo solo questo: "Attenzione, poichè le interpretazioni della superficie di un Corpo Celeste fatte mediante riprese orbitali di questo tipo è più che ingannevole! Essa è un'autentica trappola costante per la nostra Vista e per la nostra capacità di effettuare delle Associazioni Logiche e Visive". Tutto qui.

Un grazie di cuore, come sempre, all'Amico Carlo Contu per gli spunti forniti ed a tutti gli Amici di Lunexit per la pazienza e l'attenzione dedicataci.
1 commentiMareKromiumFeb 12, 2008
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