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Ultimi arrivi - Asteroids and Comets
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Asteroids-469219-Kamo_oalewa-1.jpgKamo'oalewa95 visiteKamo'oalewa è un piccolo asteroide che viaggia insieme alla Terra intorno al Sole e che potremmo considerare il nostro secondo satellite naturale insieme alla Luna.
Misura poco più di un campo da basket ed è molto probabile che la sua origine sia proprio la Luna, ovvero potrebbe essersi staccato in tempi antichi, rimanendo intrappolato parzialmente tra la forza di gravità terrestre e quella solare. Il suo nome in hawaiano significa "corpo celeste che oscilla" ed è stato scoperto il 27 aprile 2016 proprio grazie al telescopio PAN-STARRS che si trova alle Hawaii. Riguardo alla sua origine lunare è una teoria di cui si è parlato molto ultimamente e che è stata formulata in seguito allo studio del suo spettro luminoso che per molti anni è stato un mistero e che solo recentemente è stato confrontato con (quello emesso da) rocce raccolte (ovviamente sulla Luna) durante le missioni Apollo.
Gli astronomi notano che gli asteroidi vicini alla Terra 2020 PN1, 2020 PP1 e 2020 KZ2 hanno tutti orbite molto simili a Kamo'oalewa, quindi potrebbero provenire dallo stesso evento di impatto lunare o potrebbero anche aver fatto parte di un corpo comune che poi si è ulteriormente spaccato.
Adesso l'Agenzia Spaziale Cinese sta progettando una missione robotica per raggiungerlo e raccogliere dei campioni dalla sua superficie. La missione dovrebbe chiamarsi ZhengHe e, secondo indiscrezioni, dovrebbe partire nel 2024 (o nel 2025).
MareKromiumNov 16, 2021
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Asteroids-3753-Cruithne-1.gifAsteroid 3753 Cruithne - Horseshoe orbit of Cruithne from the Earth's perspective (Credits: Wikipedia)112 visitenessun commentoMareKromiumNov 14, 2021
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Asteroids-3753-Cruithne-0.jpgAsteroid 3753 Cruithne85 visiteLA "Seconda Luna della Terra".MareKromiumNov 14, 2021
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Asteroids-3753-Cruithne-2.gifAsteroid 3753 Cruithne - Orbits of Cruithne and Earth (Credits: Wikipedia)106 visitenessun commentoMareKromiumNov 14, 2021
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Hycean_Planet.jpgThe "Hycean Planets"91 visite(ANSA) - Milano, 26 Agosto – Identificata una nuova classe di pianeti potenzialmente abitabili al di fuori del Sistema solare: caldi, ricoperti da oceani e con un'atmosfera ricca di Idrogeno, i quali potrebbero ospitare microrganismi adatti a vivere in condizioni estreme. La scoperta è pubblicata su The Astrophysical Journal dai ricercatori dell'Università di Cambridge, che hanno chiamato questi mondi alieni 'Hycean Planets': più numerosi e meglio osservabili degli esopianeti di tipo terrestre, potrebbe accelerare la ricerca di tracce di vita portando ad avere le prime risposte già nel giro di due o tre anni. Questi nuovi esopianeti possono essere fino a 2,6 volte più grandi della Terra e possono avere temperatura atmosferiche che arrivano ai 200°: nonostante ciò presentano grandi oceani che potrebbero supportare forme di vita microbica simili ai batteri estremi che vivono sulla Terra. Inoltre hanno una zona abitabile molto più ampia rispetto agli esopianeti terrestri: ciò significa che possono ospitare la vita anche se orbitano intorno alla loro stella a distanze diverse rispetto a quelle considerate vincolanti affinché un pianeta terrestre possa presentare acqua liquida in superficie.
I ricercatori di Cambridge hanno già selezionato un numero consistente di potenziali 'Hycean Planets' che saranno i primi candidati per le osservazioni con i telescopi di nuova generazione, come il James Webb Space Telescope che sarà lanciato entro l'anno.
4 commentiMareKromiumAgo 28, 2021
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Planet_9-a.jpgPlanet Nine (1)99 visiteChe cos’è il Pianeta 9? Spesso ci si riferisce a questo misterioso pianeta anche con l’etichetta “Planet X”.
Si tratta di un oggetto del tutto ipotetico e massiccio in orbita ellittica ben oltre Plutone, all'incirca a una distanza che impiegherebbe dai 10mila ai 20mila anni terrestri per completare un singolo giro intorno al Sole.
Su questo pianeta non abbiamo osservazioni dirette, ovviamente: se ne ipotizza l’esistenza osservando alcuni pattern inaspettati nelle orbite di altri oggetti cosmici più piccoli nelle gelide regioni esterne del Sistema Solare. Variazioni che, appunto, potrebbero spiegarsi con l’attrazione gravitazionale di un corpo come questo.
In particolare nella fascia di Kuiper estrema – la regione esterna del Sistema Solare che si estende da oltre l'orbita di Nettuno fino a 50 Unità Astronomiche (U.A.) dal Sole – alcuni oggetti, per la precisione quattordici, sfoggiano comportamenti bizzarri: anziché avere orbite casuali e indipendenti, presentano alcune caratteristiche comuni.
9 commentiMareKromiumAgo 12, 2021
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Planet_9-b.jpgPlanet Nine (2)108 visiteAd esempio, come spiegava l’INAF, le linee degli apsidi, “ossia quelle su cui si trova l’asse maggiore della loro orbita, puntano tutte in una stessa porzione di cielo. Inoltre le loro orbite sono disposte attorno ad un piano orbitale comune”.
Così cinque anni fa Mike Brown, il ricercatore che nel 2005 spinse per declassificare Plutone a pianeta nano, e Konstantin Batygin hanno ipotizzato la presenza di una super-Terra, il nono pianeta appunto, in grado di allinearsi così bene con le orbite di cinque altri oggetti trans-nettuniani senza che questo fenomeno potesse dirsi casuale né frutto di un improbabile incidente statistico.
In particolare nel 2018 l’oggetto trans-nettuniano 2015 BP519 si ritrovò su una traiettoria inusuale, tale da poter essere proprio influenzata da un oggetto con una massa simile, da cinque a dieci volte quella terrestre.
Prova ulteriore di come Planet Nine, con la sua solo ipotizzata presenza, sia in grado di orchestrare le orbite dei molti oggetti sotto osservazione.
10 commentiMareKromiumAgo 12, 2021
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Planet_9-c.jpgPlanet Nine (3)100 visite“Ad oggi - spiega Science Alert – la migliore prova di un pianeta sconosciuto nei confini più remoti del nostro Sistema Solare rimane questo raggruppamento, insieme a una strana inclinazione delle loro orbite e all'orbita di 90377 Sedna che non può essere spiegata dalla presenza di Nettuno”.
Eppure non tutto sembrerebbe tanto scontato, visto che “successive analisi effettuate dall'Outer Solar System Origins Survey, così come diversi altri risultati dell'indagine, non hanno trovato alcun segno di raggruppamento tra altri oggetti trans-nettuniani rilevanti, rendendo l'esistenza del Pianeta Nove per ora estremamente controversa”.
Ma come sarebbe questo pianeta?
Come detto, sarebbe dotato di una massa fino a dieci volte quella terrestre, con una circonferenza che si avvicina a quella di uno dei nostri giganti di ghiaccio, cioè Urano e Nettuno, originatosi fra le orbite di Giove e Nettuno.
Con la differenza che prima di poter assumere la massa attuale, “Planet Nine avrebbe ricevuto un calcio dal pozzo gravitazionale di uno dei due giganti gassosi e si sarebbe ritrovato tra le distese ghiacciate”.
Altre ipotesi, meno probabili, lo inquadrerebbero invece come un frammento di una stella di passaggio davvero molto tempo fa.
“Se il pianeta Nove esiste, la sua estrema lontananza - da qualche parte circa 10 volte più lontano di Nettuno - limita la quantità di luce solare che si riflette dalla sua superficie – conclude Science Alert – individuarlo sarebbe reso più difficile proprio dalla sua lontananza. Non solo per la sua oscurità, ma anche per il suo relativo calo della velocità orbitale sarebbe poi più difficile identificare le differenze di posizione”.

Se per ora il nostro Sistema Solare rimane una famiglia di otto pianeti, la ricerca di un nono, ipotetico membro potrebbe essere giustificata anche dai molti segreti che saremmo in grado di ricavare nel corso della caccia, a prescindere dal risultato.
12 commentiMareKromiumAgo 12, 2021
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Iustitia.jpgIustitia (Imagination)82 visitenessun commentoMareKromiumLug 31, 2021
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Pompeja.jpgPompeja (imagination)97 visitenessun commento3 commentiMareKromiumLug 31, 2021
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Comet_Oumuamua-2.jpgOumuamua (large)153 visiteQuesto è l'ingrandimento dell'immagine profonda di prima. Sempre al centro, l'asteroide interstellare "Oumuamua", circondato dalle tracce di stelle deboli prodotte poichè il telescopio insegue l'asteroide in movimento (rispetto alla stelle cosiddette "fisse"). L'immagine è ottenuta combinando numerose immagini del VLT (Very Large Telescope) dell'ESO e del telescopio Gemini South. L'oggetto è indicato con un cerchio blu e appare come una sorgente puntiforme, senza polvere diffusa.1 commentiMareKromiumGen 21, 2021
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Comet_Oumuamua-1.jpgOumuamua113 visiteQuesta immagine profonda mostra, al centro, l'asteroide interstellare "Oumuamua", circondato dalle tracce di stelle deboli prodotte poichè il telescopio insegue l'asteroide in movimento (rispetto alla stelle cosiddette "fisse"). L'immagine è ottenuta combinando numerose immagini del VLT (Very Large Telescope) dell'ESO e del telescopio Gemini South. L'oggetto è indicato con un cerchio blu e appare come una sorgente puntiforme, senza polvere diffusa.1 commentiMareKromiumGen 21, 2021
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