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Ultimi arrivi - Asteroids and Comets
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Comet_Oumuamua-3.jpgMore questions...94 visiteDopo 5 anni dalla sua comparsa nel nostro sistema solare Oumuamua rimane uno degli argomenti che più accendono la fantasia di ricercatori e appassionati di vita extraterrestre. Avi Loeb, celebre astrofisico di Harvard, continua a senza demordere ad affermare che quello strano asteroide interstellare non è altro che un oggetto costruito da qualche civiltà aliena. In lingua hawaiana Oumuamua significa "messaggero che arriva da lontano" e in effetti stiamo ancora capendo da dove provenga, tentando di analizzarne la natura grazie ai dati registrati dai nostri telescopi, prima che scomparisse di nuovo nella galassia.
L'idea di Loeb su questo oggetto è stata subito radicale e non in linea con il tipo di ricerca fatta dalla comunità scientifica: secondo lui era una vela a propulsione leggera prodotta dagli alieni. "Gli scienziati del mainstream dovrebbero stanziare fondi per trovare il prossimo oggetto simile a Oumuamua e identificare oltre ogni ragionevole dubbio la sua natura", ha scritto Loeb.
L'astrofisico da circa un anno ha fondato il Progetto Galileo che utilizzerà i dati per elevare la ricerca di tecnologia extraterrestre da osservazioni aneddotiche e leggende a ricerca scientifica sistematica.
3 commentiMareKromiumNov 22, 2022
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Dart-7.jpegDimorphos146 visiteDART's last complete image of Dimorphos before impact. It was taken when the spacecraft was about 7 miles (approx. 12 Km) from the asteroid and 2" before impact. Dimorphos was about 6,8 MMs (such as about 11 MKM) from Earth at the time of DART's impact.MareKromiumSet 28, 2022
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Didymos_and_Dimorphos.jpeg65803 Didymos and 65803-1 Dimorphos101 visiteAsteroid Didymos and its small moonlet Dimorphos make up what’s called a "Binary Asteroid System" – meaning the small moon (Dimorphos) orbits the larger body (Didymos).

The two asteroids are not a threat to Earth, but because they do pass relatively close to Earth, they were chosen as the target for NASA’s Double Asteroid Redirection Test (DART) mission – the agency's first mission to test planetary defense technology. This technology could one day be used to deflect hazardous asteroids on a collision course with Earth.
MareKromiumSet 28, 2022
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Dart-6.jpgGreat Balls of Fire! - 680 visitenessun commentoMareKromiumSet 28, 2022
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Dart-5.jpgGreat Balls of Fire! - 571 visitenessun commentoMareKromiumSet 28, 2022
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Dart-4.jpgGreat Balls of Fire! - 472 visitenessun commentoMareKromiumSet 28, 2022
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Dart-3.jpgGreat Balls of Fire! - 371 visitenessun commentoMareKromiumSet 28, 2022
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Dart-2.jpgGreat Balls of Fire! - 270 visitenessun commentoMareKromiumSet 28, 2022
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Dart-1.jpgGreat Balls of Fire! - 171 visiteAlle ore 01:14 del 26 Settembre 2022 la sonda Dart della NASA ha disintegrato un asteroide grande quanto il Colosseo a circa 11 MKM di distanza dalla Terra. E il satellite italiano Licia-Cube ha ripreso tutto. Ma non c'è stata nessuna diretta alla Armageddon. Gli scienziati hanno dovuto aspettare 3 (tre) ore prima di riprendere i contatti con il «computer di bordo». «Sono state le tre ore più lunghe della mia vita; - ci racconta David Avino, ceo di Argotec (Torino) che ha realizzato il mini-satellite per la missione NASA - il tempo non passava più. Poi sono arrivate le prime immagini ed è stata un'emozione indescrivibile. Tutt'ora ho talmente tanta adrenalina addosso che non sento nemmeno la stanchezza».

Già, perché dietro quelle immagini c'è un lavoro di anni e un team infinito di tecnici e ingegneri. Tutto racchiuso in una specie di drone spaziale, un satellite che misura appena 30 centimetri per 20 per 10. «Quando si va così lontano - spiega Avino - puoi studiare quanto vuoi ma sei sempre nello spazio profondo e può andare male qualsiasi cosa. Possono avvenire cose che non hai calcolato».
Cosa è successo nelle ore di silenzio, prima dell'impatto? È successo che di fatto ha guidato l'AI, l'intelligenza artificiale. Il software ha ricevuto i parametri ottimizzati in base alle sperimentazioni fatte in laboratorio. Il satellite LiciaCube ha iniziato a scattare fotografie da quattro minuti prima dell'impatto, viaggiando a una distanza di 50 chilometri e a una velocità di 7 chilometri al secondo. Poi ha puntato il suo obbiettivo e zac, ha ripreso perfettamente la scena in cui la sonda centra l'asteroide. Regia perfetta. Dall'impatto è scaturita una pioggia di polvere luminosa, come un flash, ben visibile in alcune delle 620 immagine riprese. Luminosa perché i massi e i detriti schizzati nello spazio dopo l'impatto hanno riflettuto la luce del sole, come se brillassero. Ora le immagini verranno studiate, fotogramma per fotogramma, per capire la natura dei materiali del meteorite.
E qualche soddisfazione più grande c'è del giorno della «missione compiuta» della prima prova di difesa planetaria? Quello in cui l'algoritmo progettato in ogni sua variabile funziona alla perfezione e anche di più?

Quello della sonda Dart è stato solo un test «Al momento tranquillizziamo tutti, possiamo dormire sonni tranquilli! - spiegano all'Agenzia Spaziale - Non c'è nessun rischio che un asteroide si diriga sulla terra. Ma ora sappiamo che, anche se dovesse mai capitare, siamo in grado di disintegrarlo».

«È un momento d'oro per le attività spaziali italiane, stiamo investendo tanto nello spazio e si vedono importanti ricadute in termini di missioni e anche di dialogo dell'Italia con i grandi player spaziali nel mondo» commenta il presidente dell'Asi, Giorgio Saccoccia.
Ieri è stato il giorno dei festeggiamenti. Perfino l'home page di Google ha dedicato alla missione l'animazione della pagina. E anche Thomas Zurbruchen, associate administrator for the Science mission directorate della Nasa, ha fatto i complimenti alla squadra italiana: «Ci siamo svegliati con un enorme successo, ed enorme successo è stato anche di Licia-Cube».

Caption NASA:"Could humanity deflect an asteroid headed for Earth? Yes. Deadly impacts from large asteroids have happened before in Earth's past, sometimes causing mass extinctions of life. To help protect our Earth from some potential future impacts, NASA tested a new planetary defense mechanism yesterday by crashing the robotic Double Asteroid Redirection Test (DART) spacecraft into Dimorphos, a small asteroid spanning about 170-meters across" .

Nota: l'oggetto in primo piano è l'asteroide 65803 Didymos.
MareKromiumSet 28, 2022
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Asteroids-Polymele.jpg15094-Polymele151 visiteUna luna sconosciuta! Anzi, una mini-luna di un piccolo steroide! La Verità è che non si può dire ancora nulla con certezza, ad oggi.

Certo è che trattasi di un minuscolo Corpo Celeste: un piccolo oggetto roccioso che orbita intorno a un Asteroide (15094-Polymele) vicino a Giove. Le dimensioni? Leggermente superiori a quelle di Manhattan (NY-NY). Se le prossime analisi confermeranno che si tratta effettivamente di una luna, sarebbe uno dei più piccoli satelliti mai individuati nel Sistema Solare.

Il satellite nano è stato scoperto da un gruppo di scienziati che lavorano alla missione Lucy della Nasa: l’obiettivo è inviare una sonda per studiare alcuni degli asteroidi Troiani (Trojans): due grossi gruppi di rocce vaganti nei pressi di Giove. Ma non proprio “attorno”: il campo gravitazionale del Gigante Gassoso, insieme a quello del Sole, controlla un Sistema Complesso di Corpi Celesti, detti appunto "Asteroidi Troiani", che si trovano in corrispondenza di alcuni Punti di Equilibrio (Lagrange Points) di questo rapporto gravitazionale. In quelle regioni la risultante fra l'Attrazione Gravitazionale complessiva esercitata da questi due Corpi Celesti (Giove ed il Sole) e la Forza Centrifuga (Apparente) è pari a 0 (Zero).

La missione esplorativa "Lucy", dedicata per la precisione a quattro di questi Asteroidi (dovrà eseguire sorvoli ravvicinati di 3548-Eurybates, 15094-Polymele, 11351 Leucus e 21900-Horus), ha avuto inizio il 16 ottobre 2021 con il lancio da Cape Canaveral, in Florida. L’arrivo nella "Nuvola Troiana" L4 (Lagrange Point 4) è previsto per la fine del 2027, dopo una breve sosta nella Cintura (Belt) di Asteroidi situata fra Marte e Giove (la cosiddetta “Fascia Principale”). Mentre Lucy, pur con un pannello solare a mezzo servizio, vola verso i suoi obiettivi, gli esperti a Terra studiano l’ambiente in cui arriverà, cercando di identificare dove il suo lavoro potrebbe avere più successo ed essere dunque più utile.
Lo scorso 27 Marzo (2022) il più piccolo dei bersagli di Lucy, 15094 - Polymele, è transitato di fronte a una stella distante, consentendo agli scienziati di misurare le dimensioni dell’Asteroide. L’osservazione ha appunto riservato una sorpresa: un punto più piccolo seguiva la scia di Polymele.

Dopo aver approfondito i dati si è capito che deve trattarsi di un satellite. Avrebbe un diametro di appena 5 Km e ne dovrebbe distare circa 200 dalla piccola roccia "Primaria" (Polymele), a sua volta del diametro di circa 27 Km. Al momento dell’osservazione, Polymele si trovava a 772 MKM dalla Terra.

"Quelle distanze sono più o meno equivalenti a trovare un quarto di dollaro su un marciapiede a Los Angeles mentre si cerca di individuarlo da un grattacielo a Manhattan" ha scritto la Nasa in un comunicato. Nel Sistema solare sono state individuate oltre 200 lune (senza includere quelle degli Asteroidi), un termine che può essere applicato a ogni oggetto solido che orbiti intorno ad un Pianeta, ad un Asteroide, o ad un Pianeta Nano".

Per il momento i Ricercatori possono effettuare solo osservazioni fugaci dell'ipotetico satellite di 15094 - Polymele; quindi, il suo percorso orbitale è molto incerto. Di conseguenza, la roccia spaziale non può ancora essere ufficialmente designata come luna. Ma i ricercatori sono fiduciosi che quando Lucy arriverà da quelle parti, la navicella sarà in grado di raccogliere dati sufficienti per attribuirle il titolo che probabilmente le spetta.
3 commentiMareKromiumAgo 26, 2022
FD1-Asteroid.jpg
FD1-Asteroid.jpg2022 FD1238 visiteA sole due settimane di distanza dal precedente, un nuovo asteroide ha raggiunto il nostro pianeta. Gli scienziati lo hanno chiamato 2022 FD1: il corpo celeste ha solo sfiorato la Terra, passando più in basso dei nostri stessi satelliti Gps.
Grazie ai miglioramenti nel campo della tecnologia, l'uomo è ora in grado di avvistare tempestivamente un corpo celeste in avvicinamento, anche di dimensioni ridotte, e tutto viene regolarmente riportato nei registri del settore. Secondo quanto affermato dagli esperti del settore, il fenomeno non deve stupire, perché ogni giorno tantissimo materiale spaziale raggiunge il nostro pianeta (si va dalle 40 alle 100 tonnellate). Fortunatamente si tratta di corpi di piccole dimensioni che non suscitano pertanto preoccupazione.
L'11 marzo scorso è stata la volta dell' asteroide 2022 EB5, questo il nome che gli è stato dato da chi lo ha catalogato. Senza che la maggior parte delle persone se ne rendesse conto, il corpo celeste ha colpito la Terra, a differenza di 2022 FD1.
L'impatto di 2022 EB5
Tornando a 2022 EB5, alle 20.24, ora italiana, l'astronomo Krisztián Sárneczky ha individuato il corpo celeste servendosi di un telescopio Schmidt da 60 cm. La scoperta è stata effettuata presso l'osservatorio Piszkéstető, in Ungheria. La notizia è stata immediatamente diramata, ed in tanti, professionisti o semplici appassionati, hanno deciso di seguire il percorso dell'asteroide, un oggetto con diametro di circa 1 metro che fin da subito non ha destato timori.
Trascorse 2 ore dal primo avvistamento, si è verificato l'impatto con la Terra. Nessun danno. Come abbiamo detto, 2022 EB5 era un corpo celeste di piccole dimensioni ed è andato a schiantarsi in una zona disabitata nei pressi del ghiacciaio Vatnajokull, Islanda sudorientale. Stando ai dati rilevati dagli scienziati, l'impatto ha rilasciato un'energia equiparabile ad un terremoto di magnitudo 4.
Più vicino dei satelliti Gps
Sárneczky non ha però scoperto solo 2022 EB5. Pochi giorni fa, ossia venerdì 25 marzo, l'astronomo ha infatti individuato un altro corpo celeste, ribattezzato prima Sar2594 e poi denominato ufficialmente 2022 FD1. Individuato poco prima del suo passaggio, 2022 FD1 ha soltanto sfiorato la Terra, attraversando lo spazio ad una velocità di 61.200 km/h. In Italia erano le 10:13. Il piccolo asteroide è passato davvero molto vicino, a una distanza di 8.700 km, quando i nostri satelliti Gps si trovano ad un'altitudine media di 20.200 km.
Grazie al calcolo della sua orbita, è stato possibile prevedere che 2022 FD1 non tornerà ad incontrare il nostro pianeta nei prossimi due secoli, anche se nel 2032 potrebbe comunque avvicinarsi di poco (fino a 6 milioni di km). Nel 2053, invece, il corpo celeste passerà vicino a Venere.
16 commentiMareKromiumMar 27, 2022
Asteroids-469219-Kamo_oalewa-2.jpg
Asteroids-469219-Kamo_oalewa-2.jpgKamo'oalewa91 visiteThe size of Kamo'oalewa has not yet been firmly established, but it is likely that it is approximately 40-to-100 meters (130–330 feet).Based on an assumed standard albedo for stony S-type asteroids of 0.20 and an absolute magnitude of 24.3, it measures 41 meters (135 ft) in diameter. Photometric observations in April 2017 revealed that Kamoʻoalewa is a fast rotator. Lightcurve analysis gave a rotation period of 0.467 ± 0.008 hours (28.02 ± 0.48 minutes) and a brightness variation of 0.80±0.05 magnitude (U=2). In 2021, a comprehensive physical characterization of Kamoʻoalewa was conducted using the Large Binocular Telescope and the Lowell Discovery Telescope, which found that the asteroid is composed of lunar-like silicates and may be an impact fragment from the Moon.

During the 2017 Astrodynamics Specialist Conference held in Stevenson in the U.S. state of Washington, a team composed of graduate research assistants from the University of Colorado Boulder and the São Paulo State University (UNESP) was awarded for presenting a project denominated "Near-Earth Asteroid Characterization and Observation (NEACO) Mission to Asteroid (469219) 2016 HO3", providing the first baselines for the investigation of this celestial object using a spacecraft. Recently, another version of this work was presented adopting different constraints in the dynamics.
The China National Space Administration (CNSA) is planning a robotic mission that would return samples from Kamoʻoalewa. Currently, this mission, via ZhengHe, is planned to launch in 2025.
MareKromiumNov 16, 2021
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