Inizio Registrati Login

Elenco album Ultimi arrivi Ultimi commenti Più viste Più votate Preferiti Cerca

Inizio > MOON > Before the Moon and Walking on the Moon (partially edited)

Ultimi arrivi - Before the Moon and Walking on the Moon (partially edited)
64-Vitello Crater 01 - GW.JPG
64-Vitello Crater 01 - GW.JPGRolling Rock... (1)147 visiteSempre grazie all'Amico Fabio Italiano, andiamo ora a vedere con un pò più di attenzione la famosa "pietra rotolante" di Vitello Crater.
Il frame, sebbene chiarissimo, non ci è di grande aiuto per riuscire a capire "come mai" un macigno si sia messo a rotolare in un ambiente - in teoria - completamente "still" (immobile) e quindi - come logica e prassi suggeriscono - tenteremo la via delle ipotesi concorrenti. Poi, ognuno di Voi deciderà sulla base di quello che ritiene più sensato, più credibile e/o più probabile.

1) Gravity Wasting: si tratta di un meccanismo assai controverso e, sebbene scientificamente accettabile, diremmo ancora insostanziabile nelle sue conseguenze immediate e dirette. Questa, comunque, è l'ipotesi preferita da Scienziati e Ricercatori;

2) Impatto nelle prossimità del boulder e susseguente scossa/vibrazione del suolo: in ottemperanza a questa costruzione si dice che la roccia, già (ovviamente) in equilibrio precario, si è messa a rotolare lungo un pendìo;
Dic 20, 2005
59-Luna 13 - Q-Detail 2~0.JPG
59-Luna 13 - Q-Detail 2~0.JPGLunik 13: Oceanus Procellarum (6) - The Anomaly335 visiteCome è stato notato dalla Redazione di Lunar Explorer Italia, tra il frame panoramico (sub-frame 1) che riprende le 2 Singolarità e l'ingrandimento della Singolarità Maggiore (forse un'autentica Anomalìa di superficie), è successo qualcosa. O meglio: c'è una leggera, ma importante, differenza. Sul primo quadrante di questo "boulder" (per ora consideriamolo tale), appaiono due ombre, simili alle lancette di un orologio.
Ebbene queste 2 ombre descrivono un angolo: un angolo che nel sub-frame 1 è più AMPIO rispetto a quanto invece appare nel detail mgnf (frame 5 della nostra sequenza).
E non è tutto. Nel frame 5 (e cioè il detail mgnf del boulder):

a) la luminosità della superficie Lunare appare sostanzialmente diversa e
b) la stessa ombra del boulder (come proiettata sulla superficie della Luna) si è radicalmente modificata rispetto a quanto si vede nel frame 1.

Come spiegare una simile incongruenza? Probabilmente (anzi: sicuramente) i due dettagli accedono a due frames diversi, ottenuti ad una certa distanza di tempo l'uno dall'altro e, come la NASA stessa ci rammenta, a "different Sun angles".

Già. Ma ne siamo proprio sicuri?

Insomma: Luna 13 è rimasta operativa – al massimo – per 5 o 6 giorni terrestri (è arrivata il 24 Dicembre 1966 ed ha smesso di funzionare – sembra... – il giorno 29 o il 30) e, a nostro parere, questo intervallo di tempo è decisamente troppo breve (in rapporto alla durata del giorno Lunare) per consentirci di apprezzare, attraverso le poche immagini inviate e ricevute, una simile variazione di luminosità dell’ambiente e di lunghezza delle ombre.
Oltretutto, le fotografie ottenute da Luna 13 (sulla base dei dati che siamo riusciti – con fatica – a raccogliere) vennero tutte scattate nelle prime 36 (o forse anche meno) ore di operatività della Sonda (nota: il tempo necessario per la successiva trasmissione delle immagini a Terra è irrilevante ai nostri fini) e, dunque, in un arco di tempo, ribadiamo, veramente troppo breve per poter riscontrare delle differenze di contesto così nette.

Conclusioni? Allo stato nessuna, ovviamente.

Il lavoro dell’Amico Fabio Italiano è stato notevole e l’attenzione mostrata dalla nostra Staff, anche.
Le risposte...Le risposte, forse, arriveranno in futuro.
Forse.
14 commentiDic 20, 2005
63-Guericke Crater.jpg
63-Guericke Crater.jpgGuericke Crater - The Crater113 visitenessun commentoDic 20, 2005
62-Guericke Crater.jpg
62-Guericke Crater.jpgGuericke Crater - The Crater147 visitenessun commentoDic 20, 2005
61-Guericke Area-1.jpg
61-Guericke Area-1.jpgGuericke Crater - The Map110 visitenessun commentoDic 20, 2005
59-Luna 13 - Q-Detail 2.JPG
59-Luna 13 - Q-Detail 2.JPGLunik 13: Oceanus Procellarum (5)256 visiteNon abbiamo elementi decisivi che supportano questa conclusione: si tratta solo di una nostra sensazione, basata sull'esperienza (nell'analisi di oggetti similari) e confortata, in parte, dal fatto che abbiamo già visto in passato dei macigni simili (ma l'immagine, sebbene qualitativamente buona, è comunque poco chiara nel caso specifico). In realtà il problema è tutt'altro che risolto, ma la vera - ed inspiegabile - Anomalìa appare in questo secondo detail mgnf. La forma di questo oggetto ci ricorda la cosiddetta "vite senza fine" e, a ben guardare, un corpo simile - laddove naturale - verrebbe a costituire una Singolarità enorme.
Di che si tratta?
Diremmo che non è un oggetto metallico (e ce lo rivelano la sua albedo e tessitura) e che non è un "pezzo" del Lander (troppo grande, decisamente sproporzionato rispetto al Lander ed è pure troppo irregolare - sebbene lineare - per essere man-made).

Che cos'è dunque? Se fossimo su Marte, potremmo azzardarci a dire "è un fossile"; ma sulla Luna...
Dic 18, 2005
58-Luna13 - Q-Detail 1.JPG
58-Luna13 - Q-Detail 1.JPGLunik 13: Oceanus Procellarum (4)228 visite...(una modesta depressione del terreno, ricolma di polvere) proprio davanti al Lander (frame 2). Per quanto attiene i 2 splendidi detail mgnf che Fabio Italiano ci ha messo davanti, il discorso diventa complesso.
Questo non vuol dire che non intendiamo esprimerci, si badi: il problema è che abbiamo veramente pochissimi dati fra le mani e le immagini sono enigmatiche al punto da lasciarci spazi interpretativi così ampi che, alla fine, il rischio che si corre è quello di dire delle enormi stupidaggini. Comunque sia, ci affidiamo alla nostra (modesta) esperienza e (speriamo notevole) sensibilità.
A nostro parere, questa prima Anomalìa non è, in realtà, un'Anomalìa, bensì un boulder dalla forma bizzarra. L'oggetto (che collocheremmo ad un 8/10 mt dal Lander), ci ricorda le pseudo-rocce Marziane ma, nello specifico, diremmo che si potrebbe trattare di una coppia di macigni (a forma di geode) molto vicini (sovrapposti, in parte, dall'angolo visuale del Lander) e, forse, divisi da un'altra roccia più piccola.
Dic 18, 2005
57-Luna13 - Panorama-03.jpg
57-Luna13 - Panorama-03.jpgLunik 13: Oceanus Procellarum (3)132 visiteNon comprendiamo bene che cosa si intenda con l'espressione "...it is believed..." che le trasmissioni si interruppero poco prima della fine del Dicembre 1966. Non pensiamo che esista un "si crede" in questo campo, ma prendiamo atto ed andiamo avanti. Quello che ci sembra importante dire e sottolineare, relativamente a questo frame, è che la sua qualità intrinseca è eccellente, la definizione buona ed i suoi contenuti - anche considerato che eravamo del 1966 - davvero strabilianti.
La superficie della Luna appare con grande chiarezza e, già dal tassello n. 2, si intravedono almeno 2 o 3 Star-Like Objects (dunque un elemento ricorrente nella fotografia lunare e NON solo riscontrato in frames "Made in USA"). Come ci danno evidenza le ombre delle antenne del Lander, il Sole è ancora piuttosto basso all'orizzonte; l'area circostante il Lander è alquanto accidentata - più pietrosa, si direbbe, che polverosa - ma non impervia. Intravediamo qualche cratere di modestissime dimensioni e, forse, un "hollow"...
Dic 18, 2005
56-Luna13 - Panorama-02.jpg
56-Luna13 - Panorama-02.jpgLunik 13: Oceanus Procellarum (2)135 visiteThe Luna 13 spacecraft was launched toward the Moon from an Earth-orbiting platform and accomplished a soft landing on December 24, 1966, in the Region of "Oceanus Procellarum". The petal encasement of the spacecraft was opened, antennas were erected, and radio transmissions to Earth began 4 minutes after the landing. On December 25 and 26, 1966, the spacecraft television system transmitted panoramas of the nearby lunar landscape at different sun angles. Each panorama required approximately 100 minutes to transmit. The spacecraft was equipped with a mechanical soil-measuring penetrometer, a dynamograph, and a radiation densitometer for obtaining data on the mechanical and physical properties and the cosmic-ray reflectivity of the lunar surface. It is believed that transmissions from the spacecraft ceased before the end of December 1966.Dic 18, 2005
55-Luna13 - Panorama-01.jpg
55-Luna13 - Panorama-01.jpgLunik 13: Oceanus Procellarum (1)255 visiteGrazie all'Amico Fabio Italiano (alias "OldGrey"), andiamo ancora una volta a gettare uno sguardo sul passato - diremmo ormai remoto... - dell'esplorazione Lunare e, nel contempo, riusciamo a trovare degli interessantissimi argomenti di discussione su un paio di (presunte) Anomalìe di Superficie.

Siamo nel 1966, quando la Sonda "Luna 13" viene inviata verso la Luna, per un "soft landing" nell'Oceano delle Tempeste (Oceanus Procellarum). In questa immagine ("spezzata", a causa delle sue cospicue dimensioni, in 3 frammenti) possiamo trovare 2 elementi anomali che caratterizzano i dintorni della Sonda e che sono già ben visibili nel frame n. 1.

Si tratta di boulders? Si tratta di "manufatti"? Sono illusioni ottiche? O forse si tratta di due pezzi della Sonda la quale, probabilmente, non è allunata esattamente "con leggerezza"?

Andiamo a vedere...

9 commentiDic 18, 2005
52-The Shard-03-ZOND-3.jpg
52-The Shard-03-ZOND-3.jpgThe famous "Shard", on the Moon (4)105 visiteUn interessante frammento originale (integrato da qualche annotazione, più o meno condivisibile, della Scuola del Prof. Hoagland) di un giornale del 1965 che riportava alcune immagini "lanciate" a Terra dalla Sonda Sovietica ZOND-3.

"...Zond 3 was launched from a Tyazheliy Sputnik Earth orbiting platform towards the Moon and Interplanetary Space.
The spacecraft was equipped with an f106 mm camera and TV system that provided automatic inflight film processing. On July 20/'65 lunar flyby occurred approx. 33 hours after launch at a closest approach of 9200 Km 25 pictures of very good quality were taken of the Lunar Far-Side from distances of 11.570 to 9.960 Km over a period of 68 minutes.
The photos covered about 19.000.000 square/km of the lunar surface. Photo transmissions by facsimile were returned to Earth from a distance of about 2,2 MKM and were retransmitted from a distance of 31,5 MKM (some signals still being transmitted from the distance of the orbit of Mars), thus proving the ability of the communications system. After the lunar flyby, Zond 3 continued space exploration in a heliocentric orbit..."
Dic 10, 2005
14-Peirce Crater-LO4.jpg
14-Peirce Crater-LO4.jpgPeirce Crater124 visiteCrateri (piccoli e geologicamente giovani) all'interno di un cratere (grande ed antico): questo, in pochissime e semplici parole, è quanto ci mostra ad una prima e superficiale occhiata il Cratere Peirce - immortalato nella sua curiosa forma e grande bellezza in questo frame d'epoca (Lunar Orbiter 4 - 1967). Da notare anche i "gradoni" che sembrano caratterizzare il suo versante Nord (come ricollegarli ad una meccanica formativa da impatto?) ed i modesti dossi - knobs e collinette, si direbbe - che intravediamo in area centrale e verso Sud, Sud-Est.Dic 09, 2005
143 immagini su 12 pagina(e) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

 
 

Powered by Coppermine Photo Gallery