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| Ultimi arrivi - A Tribute To Mars Global Surveyor |

Inca-City-M0306902-01.jpgA true "South Polar Oddity": Inca City (3 - False Colors)55 visiteThe Mars Global Surveyor (MGS) Mars Orbiter Camera (MOC) has provided new information about the "Inca City" ridges, though the camera's images still do not solve the mystery. The new information comes in the form of a MOC red wide angle context frame taken in Mid-Southern Spring (Image 1). The MOC image shows that the "Inca City" ridges, located at 82° South and about 67° West (293° East), are part of a larger circular structure that is about 86 Km (about 53 mi) across. It is possible that this pattern reflects an origin related to an ancient, eroded meteor impact crater that was filled-in, buried, then partially exhumed. In this case, the ridges might be the remains of filled-in fractures in the bedrock into which the crater formed, or filled-in cracks within the material that filled the crater. Or both explanations could be wrong. While the new MOC image shows that "Inca City" has a larger context as part of a circular form, it does not reveal the exact origin of these Striking and Unusual Martian Landforms.Apr 10, 2007
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Inca-City-M1501795.jpgA true "South Polar Oddity": Inca City (4 - False Colors)57 visitenessun commentoApr 10, 2007
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00-A-Mars_Global_Surveyor.jpgMars Global Surveyor64 visiteMars Global Surveyor was launched in 1996 on a mission designed to study Mars from orbit for two years. It accomplished many important discoveries during nine years in orbit. On Nov. 2, 2006, the spacecraft transmitted information that one of its arrays (---> pannelli) was not pivoting (--> ruotando) as commanded.
Loss of signal from the MGS Orbiter began on the following orbit.
Mars Global Surveyor has operated longer at Mars than any other spacecraft in history and for more than four times as long as the prime mission originally planned.
NASA has recently formed an internal review board to look more in-depth into why NASA's Mars Global Surveyor went silent in November 2006 and recommend any processes or procedures that could increase safety for other spacecraft.Apr 01, 2007
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Aeolian_features-Windstreak-M1101534-02.jpgWindstreak with misunderstanding57 visiteUn nuovo esempio, certo non l'ultimo (magari lo fosse!), di come una brutta immagine (o anche un’immagine difettosa) crea un "caso" – anzi: una Anomalìa di Superficie – e come un'analisi accurata ed attenta del frame in versione integrale e ad HR, risolve il malinteso.
Nell'inset in b/n, un rilievo scuro ed ambiguo sembra proiettare un potente raggio di luce sulla superficie di un’area pianeggiante situata nella Regione Marziana di Medusae Fossae.
Nell'immagine grande, HR ed in colori naturali, il rilievo scuro ed ambiguo diventa una normale collinetta "a ceppo" (o “butt”) ed il potente raggio di luce si evidenzia per quello che è: un windstreak.
Uno degli oltre centomila windstreaks che caratterizzano le Grandi Pianure di Marte.
Come mai il misunderstanding? Un semplice vizio di saturazione nel frame in b/n.
E perchè, comunque, l'eventuale "raggio di luce" non potrebbe essere mai un "raggio di luce"?
Scegliete Voi uno (o più di uno) di questi motivi:
1) perchè la luce si propaga in linea retta e non in linea “tremula” (a meno che non ci si trovi nei pressi di una sorgente di super-gravità, quale può essere un black hole);
2) perchè la foto è stata scattata alle 13:36, in pieno giorno marziano e, in una foto ottenuta da quasi 400 Km di altezza, una sorgente di luce radente, per quanto potente possa essere, non risulterebbe comunque percepibile nè risolvibile;
3) perchè il rilievo in questione non presenta, nemmeno operando dei super-stretches, alcuna apertura (una "vent", tecnicamente) dalla quale potrebbe dipartirsi il raggio di luce;
4) perchè le sorgenti di luce radente, in fotografia astronomica e spaziale, quando ci sono, si configurano in maniera molto diversa.
Conclusione: onde evitare di prendere delle terrificanti sviste, si suggerisce sempre di esaminare i frames in HR e quindi, come insegnano la prassi e l'esperienza, cercare di essere, si, possibilisti, ma anche - e soprattutto - razionali e pragmatici.
Poi, ovviamente ed alla fine, ognuno può sempre pensare (di vedere) quello che vuole, ci mancherebbe altro: in fondo, esistono personaggi che hanno costruito e costruiscono fortune sulle sviste...
Feb 05, 2007
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Aeolian_Features-Windstreaks-V17253016-00.jpgWindstreaks, Pseudo-Windstreaks and Surface Striations (1 - False Colors)61 visiteUn grazie di cuore al Dr Gianluigi Barca per aver selezionato (assieme a molti altri) questi 3 frames MGS che, in accordo a quanto dice la NASA, dovrebbero tutti rappresentare dei "Windstreaks".
Ebbene, pur rendendoci conto si quanto spinosa sia la questione dei rilievi superficiali aventi una natura (presumibilmente) eolica, a noi sembra opportuno cercare di non "ammassare" sotto la medesima categoria una serie di fenomeni "visivamente" (e, forse, SOLO visivamente...) simili - talvolta, magari, anche MOLTO simili.
Una serie di fenomeni che, in realtà, potrebbero non solo essere il frutto di eventi sostanzialmente DIVERSI, ma che potrebbero anche costituire la rappresentazione visibile (quella che noi chiamiamo Evidenza Oggettiva) di un medesimo evento il quale, tuttavia, dopo aver influito sulla superficie del Pianeta Rosso (modellandola) in un certo modo all'atto del suo verificarsi, si è poi esaurito ed ha quindi lasciato che le sue tracce/conseguenze, in un certo senso, si evolvessero e degradassero, in accordo alle Leggi del Tempo ed agli accadimenti geologici ed atmosferici propri della realtà in cui esso ebbe a verificarsi.
Una storia di "nascita", "evoluzione" - "invecchiamento", se si vuole... - ed "estinzione", in fondo. Una storia che ci rammenta che tutto, in questo Universo (a nostro parere, ovviamente), ha una origine, si evolve - cambiando - e quindi si deteriora e scompare: sulla Terra, su Marte, nelle Stelle e Galassie più lontane.
Una storia molto simile a quella degli Esseri Umani, se volete...MareKromiumGen 21, 2007
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Aeolian_Features-Windstreaks-V18214014.jpgWindstreaks, Pseudo-Windstreaks and Surface Striations (2 - False Colors)56 visiteI "Windstreaks" presentano caratteristiche visibili che li rendono agevolmente riconoscibili. Essi si dipartono da rilievi superficiali (anche modesti) quali bordi di crateri - rims -, picchi centrali di crateri di medio/grandi dimensioni - peaks -, colline - hills -, fratture superficiali "a scalino" - step-like cracks - ed anche macigni erratici ed ejecta - erratic and ejecta boulders.
Le superfici di questi rilievi, opponendosi al vento, creano, alle spalle dei rilievi medesimi, almeno 3 diverse tipologie di terreni (diciamo 3 diverse aree):
1) Area di minimo disturbo - è l'area più protetta, proprio a ridosso della porzione sottovento del rilievo e, di regola, ha un colore più chiaro rispetto al resto del paesaggio e la forma di un triangolo isoscele;
2) Area con massimo disturbo - segna la fine del cono di protezione costituito dal rilievo opposto al vento e l'inizio della superficie direttamente battuta dal vento; ha una forma - di regola - lineare e si caratterizza per il fatto di avere un colorito più scuro ripetto al resto del paesaggio;
3) Area di transizione - ha una forma arcuata, conica o anche semi-circolare e definisce la fine della "regione di influenza" del rilievo sui venti che battono la superficie su cui esso sorge.
I Windstreaks, ovviamente, possono configurarsi in maniera diversa rispetto alle tre tipologie che abbiamo descritto qui di sopra, ad esempio, allorchè i venti battono da diverse direzioni in tempi diversi, ora cancellando le aree (1) ed ora confondendo le aree (2) e (3), ma il dato di fatto che a noi preme sottolineare è che, comunque sia, l'azione del vento sui rilievi (piccoli, medi o grandi che sìano) produce un "Windstreak" il quale, almeno inizialmente, configura ("disegna", se volete...) il suolo determinando le tre aree che abbiamo definito.
Ora, a Vostro parere, i segni del "battere" del vento su una superficie ed i segni che il "muoversi" di corpi spinti dal vento sulla medesima superficie producono, sono "visivamente" uguali?
Le tracce lasciate dal vento che, trasportando sabbie e polveri, batte e "ripulisce" una superficie e le tracce lasciate, sempre su una superficie, da un vento che trasporta "fumi in emissione da camini vulcanici", sono "visivamente" uguali?
Possono esserlo?
Noi non abbiamo intenzione - per tanti motivi - di metterci a riscrivere tutta la "storia" (geologica ed atmosferica) di Marte riclassificandone tutti i fenomeni però, se avete seguito i nostri ragionamenti sino a questo punto, sarete d'accordo con noi nel dire che, forse, non tutto quello che "sembra essere qualcosa" poi si rivela essere realmente "quel qualcosa".
Ricordate? Non tutti i crateri, forse, derivano da impatti; non tutte le dune derivano da accumuli di sabbie e polveri trasportate dai venti e, quindi (e sempre "forse"), non tutti i Windstreaks sono il prodotto delle medesime azioni.
O meglio: che si tratti, a proposito dei Windstreaks, di eventi sempre legati ad azioni eoliche, siamo tutti d'accordo; ma che queste azioni eoliche, alla fine, vadano ad esprimere sempre le medesime caratteristiche "a prescindere"...A noi pare una forzatura.
Ed ora: che parlino le immagini e, con esse, i Vostri occhi, le Vostre competenze e, certamente, le Vostre sensazioni e supposizioni.
Buon Lavoro!MareKromiumGen 21, 2007
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Aeolian_Features-Windstreaks-V20036001.jpgWindstreaks, Pseudo-Windstreaks and Surface Striations (3 - False Colors)58 visitenessun commentoMareKromiumGen 21, 2007
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Craters-Unnamed_Crater-S16-01-140-03.jpgFresh Crater near Ulysses Patera (Natural Colors; credits: NASA/MGS/MSSS)61 visiteCaption NASA originale:"Ths frame has been colorized using a look-up table derived from the Colors of Mars as seen by the Mars Reconnaissance Orbiter’s High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) camera".MareKromiumGen 21, 2007
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Aeolian_Features-Windstreaks-Comparison.jpgWindstreaks inside Becquerel Crater (CTX Frame: False Colors - insets: Original NASA/MGS/MSSS and NASA/JPL/ASU b/w Frames)56 visiteUn piccolo mosaico, tanto per evidenziare la notevole (sempre e solo a nostro avviso, naturalmente) diversità esistente fra alcuni Windstreaks.
Tanto per prevenire possibili malintesi, ribadiamo che il Windstreak, tecnicamente, è (o forse sarebbe meglio dire "dovrebbe essere") l'espressione visibile di un'area superficiale "protetta" da un rilievo la quale, di conseguenza ed a differenza delle aree ad essa latistanti, NON viene spazzata dal vento (diciamo che è "risparmiata").
Ma alcuni Windstreaks, a differenza di quanto detto qui di sopra, esprimono invece il risultato visibile di quanto il vento ha DIRETTAMENTE trasportato su una specifica area superficiale (il che vuol dire che essi non rappresentano un'area "coperta", bensì un'area "battuta").
Questa distinzione costituisce una mera "finezza/sottigliezza" interpretativa, forse? Secondo noi no. No perchè una cosa è guardare cosa accade ad un'area su cui il vento non arriva a battere direttamente (a causa della presenza di un ostacolo) ed un'altra osservare che cosa il vento ha trasportato su una certa superficie, battendo direttamente su di essa.
Osservate l'omogeneità iniziale del tre Windstreaks presenti nei frames in b/n (si tratta dunque di Windstreaks che evidentemente esprimono delle aree "protette") e la forma a "V" dei Windstreaks individuati nelle prossimità di Ascraeus (i quali, ora ed altrettanto evidentemente, esprimono aree "battute").
Le implicazioni derivanti da questa (sommaria, ma non insignificante) classificazione dei Windstreaks ci paiono talmente evidenti da non necessitare, in questa sede, di ulteriori spiegazioni.MareKromiumGen 17, 2007
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Noachis_Terra-M1501427-PCF-LXTT-00.jpgNoachis Panorama (CTX Frame - Enhanced and Darkened Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)58 visitenessun commentoGen 16, 2007
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Noachis_Terra-M1501427-PCF-LXTT-01.jpgNoachis Panorama (EDM - Enhanced and Saturated Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)56 visitenessun commentoGen 16, 2007
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Thaumasia_Region-The_Electric_Dunes-07.jpgThe "Bright Dunes" of Thaumasia (EDM n.2 - Enhanced Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)67 visiteUn piccolo commentino di chiusura: nessuno sa con esattezza di che cosa si tratti, ma una cosa è certissima (ed è un vero peccato che NESSUNO, MAI, si sia soffermato a valutarla e sottolinearla): si tratta di un'autentica Meraviglia Planetaria.
Un qualcosa che, forse, fra 1000 anni, costituirà mèta per Turisti Spaziali provenienti dalla Terra...e non solo.Gen 16, 2007
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