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APOLLO 12 AS 12-51-7485-3.gifWhere's the Truth? (1)211 visiteFigli di Plinio e Figli di Matrix
di Lunar Explorer Italia e Paolo C. Fienga

"...La Verità, poichè Porzione Incontraddicibile dell’Unità Incontraddetta, non è raggiungibile dall’Uomo in quanto tale…”

***

Quante cose si possono dedurre dall’analisi di un frame? Diremmo tante, o addirittura tantissime.

O forse poche, probabilmente pochissime.

Magari nessuna.

Molti Ricercatori che lavorano nel Campo delle Scienze Planetarie (e nel più controverso, ma non meno affascinante, Settore della Ricerca delle Anomalìe) sostengono che i processi investigativi ottimali (e, di regola, meno controversi e controvertibili) sono quelli che vengono svolti “sul campo” e cioè “in loco”, “analizzando” i luoghi e prelevando dei campioni.
Raccogliendo rocce, liquidi (quando ce ne sono), sedimenti, sabbie, cristalli e quant’altro.
Comunque andando sul posto, toccando con mano – magari indossando una tuta pressurizzata, qualche volta... – e vedendo “in tempo reale”, con i propri occhi.
L’esplorazione e l’acquisizione di conoscenza eseguite mediante rilievi e valutazioni IMMEDIATE e DIRETTE è sempre l’analisi migliore, dicono costoro.

Ma questo non vuol dire che tutte o quasi le più moderne e sofisticatissime analisi effettuate in modalità “remota” (o “a distanza”, se Vi piace di più) e mediante l’ausilio di strumenti e tecnologie assolutamente all’avanguardia non sono attendibili, anzi...

Altri Ricercatori, infatti (inclusa la quasi totalità degli Scienziati che vanno per la maggiore), Vi diranno che è vero esattamente il contrario e cioè che la migliore analisi svolta “sul campo” (manualmente e fisicamente, magari anche “sporcandosi le mani”) è di gran lunga più insicura, certamente più lenta e senza alcun dubbio molto meno affidabile della peggior analisi svolta in modalità remota e con l’ausilio delle migliori strumentazioni disponibili al momento.

E questa è già una situazione di contrapposizione ideologica che ci fa pensare.

Ora, ci permettete di fare una breve (e senza pretesa alcuna) passeggiata nel Regno della Medicina?

Allora: una volta – diciamo qualche anno fa – la presenza, ad esempio, di un’ernia jatale, o di un’ostruzione intestinale, o di un qualsiasi altro problema relativo all’apparato digerente, veniva diagnosticata (nella stragrande maggioranza dei casi) dal Medico durante la visita (ergo “in tempo reale”, come diciamo noi), mediante la semplice “palpazione” delle aree interessate, l’analisi dei sintomi, lo studio dell’anamnesi ed il colloquio con il Paziente.
Il tempo necessario per giungere alla diagnosi? Se il caso era davvero complesso, diciamo tra i 10 ed i 15 minuti.
E la percentuale media di errore sulla diagnosi? In realtà non la conosciamo con esattezza, ma possiamo dirVi che era bassa.
Bassissima.

E veniamo ad oggi.

Oggi, anche negli Ospedali in cui lavorano gli specialisti più qualificati, nessuno azzarda più una diagnosi per alcuna delle patologie sopra menzionate senza aver prima steso il Paziente sul lettino ed avergli praticato un esame spiacevolissimo ed invasivo che si chiama “gastroscopia”.

Certo: così c’è maggior sicurezza (ed anche maggior guadagno...).
In teoria.
In pratica, almeno per quanto ne sappiamo, la percentuale media di errore sulla diagnosi (fonte non menzionabile, ma si tratta di Operatori di due Ospedali Lombardi decisamente all’avanguardia) è rimasta stabile rispetto anche al passato più lontano (e risaliamo sino ad una ventina d’anni fa, o anche qualcosa in più).

Ma questa storiella che cosa vuol dire?
Che cosa c’entra l’ernia jatale con le Scienze Planetarie e la Ricerca delle Anomalìe?

C’entra. Ed ora vediamo perché.
18 commenti01/21/21 at 18:26MareKromium: Sagge parole Walt, ma dimmi: quando Tu parli di un...
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APOLLO 12 AS 12-51-7485-3.gifWhere's the Truth? (1)211 visiteFigli di Plinio e Figli di Matrix
di Lunar Explorer Italia e Paolo C. Fienga

"...La Verità, poichè Porzione Incontraddicibile dell’Unità Incontraddetta, non è raggiungibile dall’Uomo in quanto tale…”

***

Quante cose si possono dedurre dall’analisi di un frame? Diremmo tante, o addirittura tantissime.

O forse poche, probabilmente pochissime.

Magari nessuna.

Molti Ricercatori che lavorano nel Campo delle Scienze Planetarie (e nel più controverso, ma non meno affascinante, Settore della Ricerca delle Anomalìe) sostengono che i processi investigativi ottimali (e, di regola, meno controversi e controvertibili) sono quelli che vengono svolti “sul campo” e cioè “in loco”, “analizzando” i luoghi e prelevando dei campioni.
Raccogliendo rocce, liquidi (quando ce ne sono), sedimenti, sabbie, cristalli e quant’altro.
Comunque andando sul posto, toccando con mano – magari indossando una tuta pressurizzata, qualche volta... – e vedendo “in tempo reale”, con i propri occhi.
L’esplorazione e l’acquisizione di conoscenza eseguite mediante rilievi e valutazioni IMMEDIATE e DIRETTE è sempre l’analisi migliore, dicono costoro.

Ma questo non vuol dire che tutte o quasi le più moderne e sofisticatissime analisi effettuate in modalità “remota” (o “a distanza”, se Vi piace di più) e mediante l’ausilio di strumenti e tecnologie assolutamente all’avanguardia non sono attendibili, anzi...

Altri Ricercatori, infatti (inclusa la quasi totalità degli Scienziati che vanno per la maggiore), Vi diranno che è vero esattamente il contrario e cioè che la migliore analisi svolta “sul campo” (manualmente e fisicamente, magari anche “sporcandosi le mani”) è di gran lunga più insicura, certamente più lenta e senza alcun dubbio molto meno affidabile della peggior analisi svolta in modalità remota e con l’ausilio delle migliori strumentazioni disponibili al momento.

E questa è già una situazione di contrapposizione ideologica che ci fa pensare.

Ora, ci permettete di fare una breve (e senza pretesa alcuna) passeggiata nel Regno della Medicina?

Allora: una volta – diciamo qualche anno fa – la presenza, ad esempio, di un’ernia jatale, o di un’ostruzione intestinale, o di un qualsiasi altro problema relativo all’apparato digerente, veniva diagnosticata (nella stragrande maggioranza dei casi) dal Medico durante la visita (ergo “in tempo reale”, come diciamo noi), mediante la semplice “palpazione” delle aree interessate, l’analisi dei sintomi, lo studio dell’anamnesi ed il colloquio con il Paziente.
Il tempo necessario per giungere alla diagnosi? Se il caso era davvero complesso, diciamo tra i 10 ed i 15 minuti.
E la percentuale media di errore sulla diagnosi? In realtà non la conosciamo con esattezza, ma possiamo dirVi che era bassa.
Bassissima.

E veniamo ad oggi.

Oggi, anche negli Ospedali in cui lavorano gli specialisti più qualificati, nessuno azzarda più una diagnosi per alcuna delle patologie sopra menzionate senza aver prima steso il Paziente sul lettino ed avergli praticato un esame spiacevolissimo ed invasivo che si chiama “gastroscopia”.

Certo: così c’è maggior sicurezza (ed anche maggior guadagno...).
In teoria.
In pratica, almeno per quanto ne sappiamo, la percentuale media di errore sulla diagnosi (fonte non menzionabile, ma si tratta di Operatori di due Ospedali Lombardi decisamente all’avanguardia) è rimasta stabile rispetto anche al passato più lontano (e risaliamo sino ad una ventina d’anni fa, o anche qualcosa in più).

Ma questa storiella che cosa vuol dire?
Che cosa c’entra l’ernia jatale con le Scienze Planetarie e la Ricerca delle Anomalìe?

C’entra. Ed ora vediamo perché.
18 commenti01/21/21 at 16:26walthari: la decadenza della nostra civilt?, ivi compresa la...
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di Lunar Explorer Italia e Paolo C. Fienga

"...La Verità, poichè Porzione Incontraddicibile dell’Unità Incontraddetta, non è raggiungibile dall’Uomo in quanto tale…”

***

Quante cose si possono dedurre dall’analisi di un frame? Diremmo tante, o addirittura tantissime.

O forse poche, probabilmente pochissime.

Magari nessuna.

Molti Ricercatori che lavorano nel Campo delle Scienze Planetarie (e nel più controverso, ma non meno affascinante, Settore della Ricerca delle Anomalìe) sostengono che i processi investigativi ottimali (e, di regola, meno controversi e controvertibili) sono quelli che vengono svolti “sul campo” e cioè “in loco”, “analizzando” i luoghi e prelevando dei campioni.
Raccogliendo rocce, liquidi (quando ce ne sono), sedimenti, sabbie, cristalli e quant’altro.
Comunque andando sul posto, toccando con mano – magari indossando una tuta pressurizzata, qualche volta... – e vedendo “in tempo reale”, con i propri occhi.
L’esplorazione e l’acquisizione di conoscenza eseguite mediante rilievi e valutazioni IMMEDIATE e DIRETTE è sempre l’analisi migliore, dicono costoro.

Ma questo non vuol dire che tutte o quasi le più moderne e sofisticatissime analisi effettuate in modalità “remota” (o “a distanza”, se Vi piace di più) e mediante l’ausilio di strumenti e tecnologie assolutamente all’avanguardia non sono attendibili, anzi...

Altri Ricercatori, infatti (inclusa la quasi totalità degli Scienziati che vanno per la maggiore), Vi diranno che è vero esattamente il contrario e cioè che la migliore analisi svolta “sul campo” (manualmente e fisicamente, magari anche “sporcandosi le mani”) è di gran lunga più insicura, certamente più lenta e senza alcun dubbio molto meno affidabile della peggior analisi svolta in modalità remota e con l’ausilio delle migliori strumentazioni disponibili al momento.

E questa è già una situazione di contrapposizione ideologica che ci fa pensare.

Ora, ci permettete di fare una breve (e senza pretesa alcuna) passeggiata nel Regno della Medicina?

Allora: una volta – diciamo qualche anno fa – la presenza, ad esempio, di un’ernia jatale, o di un’ostruzione intestinale, o di un qualsiasi altro problema relativo all’apparato digerente, veniva diagnosticata (nella stragrande maggioranza dei casi) dal Medico durante la visita (ergo “in tempo reale”, come diciamo noi), mediante la semplice “palpazione” delle aree interessate, l’analisi dei sintomi, lo studio dell’anamnesi ed il colloquio con il Paziente.
Il tempo necessario per giungere alla diagnosi? Se il caso era davvero complesso, diciamo tra i 10 ed i 15 minuti.
E la percentuale media di errore sulla diagnosi? In realtà non la conosciamo con esattezza, ma possiamo dirVi che era bassa.
Bassissima.

E veniamo ad oggi.

Oggi, anche negli Ospedali in cui lavorano gli specialisti più qualificati, nessuno azzarda più una diagnosi per alcuna delle patologie sopra menzionate senza aver prima steso il Paziente sul lettino ed avergli praticato un esame spiacevolissimo ed invasivo che si chiama “gastroscopia”.

Certo: così c’è maggior sicurezza (ed anche maggior guadagno...).
In teoria.
In pratica, almeno per quanto ne sappiamo, la percentuale media di errore sulla diagnosi (fonte non menzionabile, ma si tratta di Operatori di due Ospedali Lombardi decisamente all’avanguardia) è rimasta stabile rispetto anche al passato più lontano (e risaliamo sino ad una ventina d’anni fa, o anche qualcosa in più).

Ma questa storiella che cosa vuol dire?
Che cosa c’entra l’ernia jatale con le Scienze Planetarie e la Ricerca delle Anomalìe?

C’entra. Ed ora vediamo perché.
18 commenti01/21/21 at 10:41MareKromium: Carissimo Anakin, ? facile. Ai tempi (quasi 16 ann...
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"...La Verità, poichè Porzione Incontraddicibile dell’Unità Incontraddetta, non è raggiungibile dall’Uomo in quanto tale…”

***

Quante cose si possono dedurre dall’analisi di un frame? Diremmo tante, o addirittura tantissime.

O forse poche, probabilmente pochissime.

Magari nessuna.

Molti Ricercatori che lavorano nel Campo delle Scienze Planetarie (e nel più controverso, ma non meno affascinante, Settore della Ricerca delle Anomalìe) sostengono che i processi investigativi ottimali (e, di regola, meno controversi e controvertibili) sono quelli che vengono svolti “sul campo” e cioè “in loco”, “analizzando” i luoghi e prelevando dei campioni.
Raccogliendo rocce, liquidi (quando ce ne sono), sedimenti, sabbie, cristalli e quant’altro.
Comunque andando sul posto, toccando con mano – magari indossando una tuta pressurizzata, qualche volta... – e vedendo “in tempo reale”, con i propri occhi.
L’esplorazione e l’acquisizione di conoscenza eseguite mediante rilievi e valutazioni IMMEDIATE e DIRETTE è sempre l’analisi migliore, dicono costoro.

Ma questo non vuol dire che tutte o quasi le più moderne e sofisticatissime analisi effettuate in modalità “remota” (o “a distanza”, se Vi piace di più) e mediante l’ausilio di strumenti e tecnologie assolutamente all’avanguardia non sono attendibili, anzi...

Altri Ricercatori, infatti (inclusa la quasi totalità degli Scienziati che vanno per la maggiore), Vi diranno che è vero esattamente il contrario e cioè che la migliore analisi svolta “sul campo” (manualmente e fisicamente, magari anche “sporcandosi le mani”) è di gran lunga più insicura, certamente più lenta e senza alcun dubbio molto meno affidabile della peggior analisi svolta in modalità remota e con l’ausilio delle migliori strumentazioni disponibili al momento.

E questa è già una situazione di contrapposizione ideologica che ci fa pensare.

Ora, ci permettete di fare una breve (e senza pretesa alcuna) passeggiata nel Regno della Medicina?

Allora: una volta – diciamo qualche anno fa – la presenza, ad esempio, di un’ernia jatale, o di un’ostruzione intestinale, o di un qualsiasi altro problema relativo all’apparato digerente, veniva diagnosticata (nella stragrande maggioranza dei casi) dal Medico durante la visita (ergo “in tempo reale”, come diciamo noi), mediante la semplice “palpazione” delle aree interessate, l’analisi dei sintomi, lo studio dell’anamnesi ed il colloquio con il Paziente.
Il tempo necessario per giungere alla diagnosi? Se il caso era davvero complesso, diciamo tra i 10 ed i 15 minuti.
E la percentuale media di errore sulla diagnosi? In realtà non la conosciamo con esattezza, ma possiamo dirVi che era bassa.
Bassissima.

E veniamo ad oggi.

Oggi, anche negli Ospedali in cui lavorano gli specialisti più qualificati, nessuno azzarda più una diagnosi per alcuna delle patologie sopra menzionate senza aver prima steso il Paziente sul lettino ed avergli praticato un esame spiacevolissimo ed invasivo che si chiama “gastroscopia”.

Certo: così c’è maggior sicurezza (ed anche maggior guadagno...).
In teoria.
In pratica, almeno per quanto ne sappiamo, la percentuale media di errore sulla diagnosi (fonte non menzionabile, ma si tratta di Operatori di due Ospedali Lombardi decisamente all’avanguardia) è rimasta stabile rispetto anche al passato più lontano (e risaliamo sino ad una ventina d’anni fa, o anche qualcosa in più).

Ma questa storiella che cosa vuol dire?
Che cosa c’entra l’ernia jatale con le Scienze Planetarie e la Ricerca delle Anomalìe?

C’entra. Ed ora vediamo perché.
18 commenti01/20/21 at 16:03Anakin: alla fine della tua didascalia hai scritto "C...
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APOLLO 10 AS 10-28-3990 B-ANOMALY.jpgAS 10-28-3990 - Something's flying in front of the Apollo 10 (detail mgnf from NASA Original)469 visiteUno splendido detail mgnf operato dal nostro Amico e Socio, Fabio Italiano (SpazioUFO.com), che ci aiuta a capire qualcosa di più di questo "rottame spaziale" (o "space debris") che, rotolando nel vuoto, sfreccia a poche decine di metri dalla Navicella Spaziale Americana. I dettagli che emergono dall'altissima definizione del frame ci parlano di una struttura che pare avere origini "traumatiche": essa, infatti, pare proprio essere un frammento di qualcosa di più grande e di metallico (internamente), rivestito da un materiale forse anch'esso metallico, ma avente una tessitura più grossolana (la quale lo rende simile ad una sorta di pietra). Non si tratta, a nostro parere, di un asteroide e non è neppure una "probe" aliena. I bordi, sottili e luccicanti dell'oggetto, ci fanno pensare, piuttosto - e ci rendiamo conto di quanto fantascientifica possa sembrare questa ipotesi - ad un frammento di un'altra nave spaziale andata in pezzi.
Ciò che resta di una tubazione (o di una struttura interna di un qualche tipo), si intravede piuttosto bene sul margine superiore dell'oggetto, così come delle (sempre secondo noi) evidenti tracce di "trauma" (da impatto o da esplosione?) si possono dedurre dalle sfilacciature di lamiera (color argento brillante) che ben si vedono su tutto il lato Sx dell'oggetto - Dx di chi guarda.
Non siamo in condizione di effettuare una stima precisa delle dimensioni dell'oggetto ma, dopo aver visionato un filmato originale NASA in cui si vede qualcosa di molto simile a questo corpo passare rapidamente accanto all'Apollo 10, riteniamo che possa trattarsi di un oggetto piuttosto piccolo (pensate ad una scrivania di modeste dimensioni).
Inutile dire che, in ogni caso, un eventuale impatto di questa "scrivania" con l'Apollo 10, avrebbe avuto conseguenze catastrofiche.

Conclusioni: che cosa è "andato in pezzi", a poca distanza dall'Apollo 10? Chi c'era con loro?...
Un'altra Navicella Americana (magari senza equipaggio) che è stata colpita da qualcosa? Una "sonda" lanciata - malamente - nello spazio circum-lunare dallo stesso Apollo 10? O magari un'astronave Sovietica che, all'insaputa del Mondo, era arrivata per prima nello spazio circum-lunare e poi - come purtroppo è accaduto altre volte - ha malfunzionato ed è infine esplosa? L'Apollo 10 era una Missione di Prova Generale di allunaggio, o una Missione di "Soccorso Spaziale"?

E la NASA, che cosa sa di questo frame?...
26 commenti01/20/21 at 10:41MareKromium: La NASA dice che si ? staccata dall'Apollo 10 ...
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APOLLO 12 AS 12-51-7485-3.gifWhere's the Truth? (1)211 visiteFigli di Plinio e Figli di Matrix
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***

Quante cose si possono dedurre dall’analisi di un frame? Diremmo tante, o addirittura tantissime.

O forse poche, probabilmente pochissime.

Magari nessuna.

Molti Ricercatori che lavorano nel Campo delle Scienze Planetarie (e nel più controverso, ma non meno affascinante, Settore della Ricerca delle Anomalìe) sostengono che i processi investigativi ottimali (e, di regola, meno controversi e controvertibili) sono quelli che vengono svolti “sul campo” e cioè “in loco”, “analizzando” i luoghi e prelevando dei campioni.
Raccogliendo rocce, liquidi (quando ce ne sono), sedimenti, sabbie, cristalli e quant’altro.
Comunque andando sul posto, toccando con mano – magari indossando una tuta pressurizzata, qualche volta... – e vedendo “in tempo reale”, con i propri occhi.
L’esplorazione e l’acquisizione di conoscenza eseguite mediante rilievi e valutazioni IMMEDIATE e DIRETTE è sempre l’analisi migliore, dicono costoro.

Ma questo non vuol dire che tutte o quasi le più moderne e sofisticatissime analisi effettuate in modalità “remota” (o “a distanza”, se Vi piace di più) e mediante l’ausilio di strumenti e tecnologie assolutamente all’avanguardia non sono attendibili, anzi...

Altri Ricercatori, infatti (inclusa la quasi totalità degli Scienziati che vanno per la maggiore), Vi diranno che è vero esattamente il contrario e cioè che la migliore analisi svolta “sul campo” (manualmente e fisicamente, magari anche “sporcandosi le mani”) è di gran lunga più insicura, certamente più lenta e senza alcun dubbio molto meno affidabile della peggior analisi svolta in modalità remota e con l’ausilio delle migliori strumentazioni disponibili al momento.

E questa è già una situazione di contrapposizione ideologica che ci fa pensare.

Ora, ci permettete di fare una breve (e senza pretesa alcuna) passeggiata nel Regno della Medicina?

Allora: una volta – diciamo qualche anno fa – la presenza, ad esempio, di un’ernia jatale, o di un’ostruzione intestinale, o di un qualsiasi altro problema relativo all’apparato digerente, veniva diagnosticata (nella stragrande maggioranza dei casi) dal Medico durante la visita (ergo “in tempo reale”, come diciamo noi), mediante la semplice “palpazione” delle aree interessate, l’analisi dei sintomi, lo studio dell’anamnesi ed il colloquio con il Paziente.
Il tempo necessario per giungere alla diagnosi? Se il caso era davvero complesso, diciamo tra i 10 ed i 15 minuti.
E la percentuale media di errore sulla diagnosi? In realtà non la conosciamo con esattezza, ma possiamo dirVi che era bassa.
Bassissima.

E veniamo ad oggi.

Oggi, anche negli Ospedali in cui lavorano gli specialisti più qualificati, nessuno azzarda più una diagnosi per alcuna delle patologie sopra menzionate senza aver prima steso il Paziente sul lettino ed avergli praticato un esame spiacevolissimo ed invasivo che si chiama “gastroscopia”.

Certo: così c’è maggior sicurezza (ed anche maggior guadagno...).
In teoria.
In pratica, almeno per quanto ne sappiamo, la percentuale media di errore sulla diagnosi (fonte non menzionabile, ma si tratta di Operatori di due Ospedali Lombardi decisamente all’avanguardia) è rimasta stabile rispetto anche al passato più lontano (e risaliamo sino ad una ventina d’anni fa, o anche qualcosa in più).

Ma questa storiella che cosa vuol dire?
Che cosa c’entra l’ernia jatale con le Scienze Planetarie e la Ricerca delle Anomalìe?

C’entra. Ed ora vediamo perché.
18 commenti01/20/21 at 10:33MareKromium: ...Anakin, non ho capito...
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"...La Verità, poichè Porzione Incontraddicibile dell’Unità Incontraddetta, non è raggiungibile dall’Uomo in quanto tale…”

***

Quante cose si possono dedurre dall’analisi di un frame? Diremmo tante, o addirittura tantissime.

O forse poche, probabilmente pochissime.

Magari nessuna.

Molti Ricercatori che lavorano nel Campo delle Scienze Planetarie (e nel più controverso, ma non meno affascinante, Settore della Ricerca delle Anomalìe) sostengono che i processi investigativi ottimali (e, di regola, meno controversi e controvertibili) sono quelli che vengono svolti “sul campo” e cioè “in loco”, “analizzando” i luoghi e prelevando dei campioni.
Raccogliendo rocce, liquidi (quando ce ne sono), sedimenti, sabbie, cristalli e quant’altro.
Comunque andando sul posto, toccando con mano – magari indossando una tuta pressurizzata, qualche volta... – e vedendo “in tempo reale”, con i propri occhi.
L’esplorazione e l’acquisizione di conoscenza eseguite mediante rilievi e valutazioni IMMEDIATE e DIRETTE è sempre l’analisi migliore, dicono costoro.

Ma questo non vuol dire che tutte o quasi le più moderne e sofisticatissime analisi effettuate in modalità “remota” (o “a distanza”, se Vi piace di più) e mediante l’ausilio di strumenti e tecnologie assolutamente all’avanguardia non sono attendibili, anzi...

Altri Ricercatori, infatti (inclusa la quasi totalità degli Scienziati che vanno per la maggiore), Vi diranno che è vero esattamente il contrario e cioè che la migliore analisi svolta “sul campo” (manualmente e fisicamente, magari anche “sporcandosi le mani”) è di gran lunga più insicura, certamente più lenta e senza alcun dubbio molto meno affidabile della peggior analisi svolta in modalità remota e con l’ausilio delle migliori strumentazioni disponibili al momento.

E questa è già una situazione di contrapposizione ideologica che ci fa pensare.

Ora, ci permettete di fare una breve (e senza pretesa alcuna) passeggiata nel Regno della Medicina?

Allora: una volta – diciamo qualche anno fa – la presenza, ad esempio, di un’ernia jatale, o di un’ostruzione intestinale, o di un qualsiasi altro problema relativo all’apparato digerente, veniva diagnosticata (nella stragrande maggioranza dei casi) dal Medico durante la visita (ergo “in tempo reale”, come diciamo noi), mediante la semplice “palpazione” delle aree interessate, l’analisi dei sintomi, lo studio dell’anamnesi ed il colloquio con il Paziente.
Il tempo necessario per giungere alla diagnosi? Se il caso era davvero complesso, diciamo tra i 10 ed i 15 minuti.
E la percentuale media di errore sulla diagnosi? In realtà non la conosciamo con esattezza, ma possiamo dirVi che era bassa.
Bassissima.

E veniamo ad oggi.

Oggi, anche negli Ospedali in cui lavorano gli specialisti più qualificati, nessuno azzarda più una diagnosi per alcuna delle patologie sopra menzionate senza aver prima steso il Paziente sul lettino ed avergli praticato un esame spiacevolissimo ed invasivo che si chiama “gastroscopia”.

Certo: così c’è maggior sicurezza (ed anche maggior guadagno...).
In teoria.
In pratica, almeno per quanto ne sappiamo, la percentuale media di errore sulla diagnosi (fonte non menzionabile, ma si tratta di Operatori di due Ospedali Lombardi decisamente all’avanguardia) è rimasta stabile rispetto anche al passato più lontano (e risaliamo sino ad una ventina d’anni fa, o anche qualcosa in più).

Ma questa storiella che cosa vuol dire?
Che cosa c’entra l’ernia jatale con le Scienze Planetarie e la Ricerca delle Anomalìe?

C’entra. Ed ora vediamo perché.
18 commenti01/19/21 at 07:06Anakin: io sono rimasto a Ed ora vediamo perch?", dov...
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APOLLO 10 AS 10-28-3990 B-ANOMALY.jpgAS 10-28-3990 - Something's flying in front of the Apollo 10 (detail mgnf from NASA Original)469 visiteUno splendido detail mgnf operato dal nostro Amico e Socio, Fabio Italiano (SpazioUFO.com), che ci aiuta a capire qualcosa di più di questo "rottame spaziale" (o "space debris") che, rotolando nel vuoto, sfreccia a poche decine di metri dalla Navicella Spaziale Americana. I dettagli che emergono dall'altissima definizione del frame ci parlano di una struttura che pare avere origini "traumatiche": essa, infatti, pare proprio essere un frammento di qualcosa di più grande e di metallico (internamente), rivestito da un materiale forse anch'esso metallico, ma avente una tessitura più grossolana (la quale lo rende simile ad una sorta di pietra). Non si tratta, a nostro parere, di un asteroide e non è neppure una "probe" aliena. I bordi, sottili e luccicanti dell'oggetto, ci fanno pensare, piuttosto - e ci rendiamo conto di quanto fantascientifica possa sembrare questa ipotesi - ad un frammento di un'altra nave spaziale andata in pezzi.
Ciò che resta di una tubazione (o di una struttura interna di un qualche tipo), si intravede piuttosto bene sul margine superiore dell'oggetto, così come delle (sempre secondo noi) evidenti tracce di "trauma" (da impatto o da esplosione?) si possono dedurre dalle sfilacciature di lamiera (color argento brillante) che ben si vedono su tutto il lato Sx dell'oggetto - Dx di chi guarda.
Non siamo in condizione di effettuare una stima precisa delle dimensioni dell'oggetto ma, dopo aver visionato un filmato originale NASA in cui si vede qualcosa di molto simile a questo corpo passare rapidamente accanto all'Apollo 10, riteniamo che possa trattarsi di un oggetto piuttosto piccolo (pensate ad una scrivania di modeste dimensioni).
Inutile dire che, in ogni caso, un eventuale impatto di questa "scrivania" con l'Apollo 10, avrebbe avuto conseguenze catastrofiche.

Conclusioni: che cosa è "andato in pezzi", a poca distanza dall'Apollo 10? Chi c'era con loro?...
Un'altra Navicella Americana (magari senza equipaggio) che è stata colpita da qualcosa? Una "sonda" lanciata - malamente - nello spazio circum-lunare dallo stesso Apollo 10? O magari un'astronave Sovietica che, all'insaputa del Mondo, era arrivata per prima nello spazio circum-lunare e poi - come purtroppo è accaduto altre volte - ha malfunzionato ed è infine esplosa? L'Apollo 10 era una Missione di Prova Generale di allunaggio, o una Missione di "Soccorso Spaziale"?

E la NASA, che cosa sa di questo frame?...
26 commenti01/19/21 at 06:58Anakin: Teflon S? oppure no, mi sembra di capire che non s...
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APOLLO 10 AS 10-28-3990 B-ANOMALY.jpgAS 10-28-3990 - Something's flying in front of the Apollo 10 (detail mgnf from NASA Original)469 visiteUno splendido detail mgnf operato dal nostro Amico e Socio, Fabio Italiano (SpazioUFO.com), che ci aiuta a capire qualcosa di più di questo "rottame spaziale" (o "space debris") che, rotolando nel vuoto, sfreccia a poche decine di metri dalla Navicella Spaziale Americana. I dettagli che emergono dall'altissima definizione del frame ci parlano di una struttura che pare avere origini "traumatiche": essa, infatti, pare proprio essere un frammento di qualcosa di più grande e di metallico (internamente), rivestito da un materiale forse anch'esso metallico, ma avente una tessitura più grossolana (la quale lo rende simile ad una sorta di pietra). Non si tratta, a nostro parere, di un asteroide e non è neppure una "probe" aliena. I bordi, sottili e luccicanti dell'oggetto, ci fanno pensare, piuttosto - e ci rendiamo conto di quanto fantascientifica possa sembrare questa ipotesi - ad un frammento di un'altra nave spaziale andata in pezzi.
Ciò che resta di una tubazione (o di una struttura interna di un qualche tipo), si intravede piuttosto bene sul margine superiore dell'oggetto, così come delle (sempre secondo noi) evidenti tracce di "trauma" (da impatto o da esplosione?) si possono dedurre dalle sfilacciature di lamiera (color argento brillante) che ben si vedono su tutto il lato Sx dell'oggetto - Dx di chi guarda.
Non siamo in condizione di effettuare una stima precisa delle dimensioni dell'oggetto ma, dopo aver visionato un filmato originale NASA in cui si vede qualcosa di molto simile a questo corpo passare rapidamente accanto all'Apollo 10, riteniamo che possa trattarsi di un oggetto piuttosto piccolo (pensate ad una scrivania di modeste dimensioni).
Inutile dire che, in ogni caso, un eventuale impatto di questa "scrivania" con l'Apollo 10, avrebbe avuto conseguenze catastrofiche.

Conclusioni: che cosa è "andato in pezzi", a poca distanza dall'Apollo 10? Chi c'era con loro?...
Un'altra Navicella Americana (magari senza equipaggio) che è stata colpita da qualcosa? Una "sonda" lanciata - malamente - nello spazio circum-lunare dallo stesso Apollo 10? O magari un'astronave Sovietica che, all'insaputa del Mondo, era arrivata per prima nello spazio circum-lunare e poi - come purtroppo è accaduto altre volte - ha malfunzionato ed è infine esplosa? L'Apollo 10 era una Missione di Prova Generale di allunaggio, o una Missione di "Soccorso Spaziale"?

E la NASA, che cosa sa di questo frame?...
26 commenti01/09/21 at 15:54AndreaGG: Maledetti virus!
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APOLLO 10 AS 10-28-3990 B-ANOMALY.jpgAS 10-28-3990 - Something's flying in front of the Apollo 10 (detail mgnf from NASA Original)469 visiteUno splendido detail mgnf operato dal nostro Amico e Socio, Fabio Italiano (SpazioUFO.com), che ci aiuta a capire qualcosa di più di questo "rottame spaziale" (o "space debris") che, rotolando nel vuoto, sfreccia a poche decine di metri dalla Navicella Spaziale Americana. I dettagli che emergono dall'altissima definizione del frame ci parlano di una struttura che pare avere origini "traumatiche": essa, infatti, pare proprio essere un frammento di qualcosa di più grande e di metallico (internamente), rivestito da un materiale forse anch'esso metallico, ma avente una tessitura più grossolana (la quale lo rende simile ad una sorta di pietra). Non si tratta, a nostro parere, di un asteroide e non è neppure una "probe" aliena. I bordi, sottili e luccicanti dell'oggetto, ci fanno pensare, piuttosto - e ci rendiamo conto di quanto fantascientifica possa sembrare questa ipotesi - ad un frammento di un'altra nave spaziale andata in pezzi.
Ciò che resta di una tubazione (o di una struttura interna di un qualche tipo), si intravede piuttosto bene sul margine superiore dell'oggetto, così come delle (sempre secondo noi) evidenti tracce di "trauma" (da impatto o da esplosione?) si possono dedurre dalle sfilacciature di lamiera (color argento brillante) che ben si vedono su tutto il lato Sx dell'oggetto - Dx di chi guarda.
Non siamo in condizione di effettuare una stima precisa delle dimensioni dell'oggetto ma, dopo aver visionato un filmato originale NASA in cui si vede qualcosa di molto simile a questo corpo passare rapidamente accanto all'Apollo 10, riteniamo che possa trattarsi di un oggetto piuttosto piccolo (pensate ad una scrivania di modeste dimensioni).
Inutile dire che, in ogni caso, un eventuale impatto di questa "scrivania" con l'Apollo 10, avrebbe avuto conseguenze catastrofiche.

Conclusioni: che cosa è "andato in pezzi", a poca distanza dall'Apollo 10? Chi c'era con loro?...
Un'altra Navicella Americana (magari senza equipaggio) che è stata colpita da qualcosa? Una "sonda" lanciata - malamente - nello spazio circum-lunare dallo stesso Apollo 10? O magari un'astronave Sovietica che, all'insaputa del Mondo, era arrivata per prima nello spazio circum-lunare e poi - come purtroppo è accaduto altre volte - ha malfunzionato ed è infine esplosa? L'Apollo 10 era una Missione di Prova Generale di allunaggio, o una Missione di "Soccorso Spaziale"?

E la NASA, che cosa sa di questo frame?...
26 commenti01/09/21 at 11:51Ufologo: No, veramente non ti ho inviato nulla ... Non apri...
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APOLLO 10 AS 10-28-3990 B-ANOMALY.jpgAS 10-28-3990 - Something's flying in front of the Apollo 10 (detail mgnf from NASA Original)469 visiteUno splendido detail mgnf operato dal nostro Amico e Socio, Fabio Italiano (SpazioUFO.com), che ci aiuta a capire qualcosa di più di questo "rottame spaziale" (o "space debris") che, rotolando nel vuoto, sfreccia a poche decine di metri dalla Navicella Spaziale Americana. I dettagli che emergono dall'altissima definizione del frame ci parlano di una struttura che pare avere origini "traumatiche": essa, infatti, pare proprio essere un frammento di qualcosa di più grande e di metallico (internamente), rivestito da un materiale forse anch'esso metallico, ma avente una tessitura più grossolana (la quale lo rende simile ad una sorta di pietra). Non si tratta, a nostro parere, di un asteroide e non è neppure una "probe" aliena. I bordi, sottili e luccicanti dell'oggetto, ci fanno pensare, piuttosto - e ci rendiamo conto di quanto fantascientifica possa sembrare questa ipotesi - ad un frammento di un'altra nave spaziale andata in pezzi.
Ciò che resta di una tubazione (o di una struttura interna di un qualche tipo), si intravede piuttosto bene sul margine superiore dell'oggetto, così come delle (sempre secondo noi) evidenti tracce di "trauma" (da impatto o da esplosione?) si possono dedurre dalle sfilacciature di lamiera (color argento brillante) che ben si vedono su tutto il lato Sx dell'oggetto - Dx di chi guarda.
Non siamo in condizione di effettuare una stima precisa delle dimensioni dell'oggetto ma, dopo aver visionato un filmato originale NASA in cui si vede qualcosa di molto simile a questo corpo passare rapidamente accanto all'Apollo 10, riteniamo che possa trattarsi di un oggetto piuttosto piccolo (pensate ad una scrivania di modeste dimensioni).
Inutile dire che, in ogni caso, un eventuale impatto di questa "scrivania" con l'Apollo 10, avrebbe avuto conseguenze catastrofiche.

Conclusioni: che cosa è "andato in pezzi", a poca distanza dall'Apollo 10? Chi c'era con loro?...
Un'altra Navicella Americana (magari senza equipaggio) che è stata colpita da qualcosa? Una "sonda" lanciata - malamente - nello spazio circum-lunare dallo stesso Apollo 10? O magari un'astronave Sovietica che, all'insaputa del Mondo, era arrivata per prima nello spazio circum-lunare e poi - come purtroppo è accaduto altre volte - ha malfunzionato ed è infine esplosa? L'Apollo 10 era una Missione di Prova Generale di allunaggio, o una Missione di "Soccorso Spaziale"?

E la NASA, che cosa sa di questo frame?...
26 commenti01/08/21 at 20:39AndreaGG: Buonasera ragazzi! Ufologo, mi ritrovo una tua ema...
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APOLLO 10 AS 10-28-3990 B-ANOMALY.jpgAS 10-28-3990 - Something's flying in front of the Apollo 10 (detail mgnf from NASA Original)469 visiteUno splendido detail mgnf operato dal nostro Amico e Socio, Fabio Italiano (SpazioUFO.com), che ci aiuta a capire qualcosa di più di questo "rottame spaziale" (o "space debris") che, rotolando nel vuoto, sfreccia a poche decine di metri dalla Navicella Spaziale Americana. I dettagli che emergono dall'altissima definizione del frame ci parlano di una struttura che pare avere origini "traumatiche": essa, infatti, pare proprio essere un frammento di qualcosa di più grande e di metallico (internamente), rivestito da un materiale forse anch'esso metallico, ma avente una tessitura più grossolana (la quale lo rende simile ad una sorta di pietra). Non si tratta, a nostro parere, di un asteroide e non è neppure una "probe" aliena. I bordi, sottili e luccicanti dell'oggetto, ci fanno pensare, piuttosto - e ci rendiamo conto di quanto fantascientifica possa sembrare questa ipotesi - ad un frammento di un'altra nave spaziale andata in pezzi.
Ciò che resta di una tubazione (o di una struttura interna di un qualche tipo), si intravede piuttosto bene sul margine superiore dell'oggetto, così come delle (sempre secondo noi) evidenti tracce di "trauma" (da impatto o da esplosione?) si possono dedurre dalle sfilacciature di lamiera (color argento brillante) che ben si vedono su tutto il lato Sx dell'oggetto - Dx di chi guarda.
Non siamo in condizione di effettuare una stima precisa delle dimensioni dell'oggetto ma, dopo aver visionato un filmato originale NASA in cui si vede qualcosa di molto simile a questo corpo passare rapidamente accanto all'Apollo 10, riteniamo che possa trattarsi di un oggetto piuttosto piccolo (pensate ad una scrivania di modeste dimensioni).
Inutile dire che, in ogni caso, un eventuale impatto di questa "scrivania" con l'Apollo 10, avrebbe avuto conseguenze catastrofiche.

Conclusioni: che cosa è "andato in pezzi", a poca distanza dall'Apollo 10? Chi c'era con loro?...
Un'altra Navicella Americana (magari senza equipaggio) che è stata colpita da qualcosa? Una "sonda" lanciata - malamente - nello spazio circum-lunare dallo stesso Apollo 10? O magari un'astronave Sovietica che, all'insaputa del Mondo, era arrivata per prima nello spazio circum-lunare e poi - come purtroppo è accaduto altre volte - ha malfunzionato ed è infine esplosa? L'Apollo 10 era una Missione di Prova Generale di allunaggio, o una Missione di "Soccorso Spaziale"?

E la NASA, che cosa sa di questo frame?...
26 commenti01/08/21 at 15:40MareKromium: Osservazione corretta. Grande Max! Ma la domanda r...
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