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APOLLO_12_AS_12-46-6746-2.jpgAS 12-46-6746 - Blue Sphere on the Lunar Surface (detail)91 visiteAffascinante ed inesplicabile...8 commentiMareKromium10/28/22 at 14:27MareKromium: Max, la foto ? fuori fuoco. Adesso pubblico l'...
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Life_on_Mars.jpgAlready seen, already said: Deinococcus Radiodurans!109 visite(Adnkronos) - In un nuovo articolo comparso sulle colonne della rivista scientifica “Astrobiology”, un gruppo di ricercatori della Uniformed Service University di Bethesda, negli Stati Uniti, afferma che alcuni batteri potrebbero resistere alle estreme condizioni di vita su Marte. Gli esperti hanno condotto le loro analisi su sei microbi, esponendoli prima a temperature di -80 C, simili a quelle che si trovano sul Pianeta rosso, e sottoponendoli poi ad un bombardamento di raggi gamma e protoni per simulare la radiazione cosmica. Alquanto a sorpresa uno di essi, il Deinococcus Radiodurans, è sopravvissuto al trattamento. 8 commentiMareKromium10/28/22 at 14:25MareKromium: Roba del 2006. Guardate: ho fatto un commentino su...
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D-RAD.jpgDeinococcus Radiodurans: the "Terra-Farmers"...80 visiteThese bacteria could survive on another planet. In an Earth lab, Deinococcus Radiodurans (D. Rad) survive extreme levels of radiation, extreme temperatures, dehydration, and exposure to genotoxic chemicals. Amazingly, they even have the ability to repair their own DNA, usually within 48 hours.

Known as an extremophile, bacteria such as D. Rad are of interest to NASA partly because they might be adaptable to help human astronauts survive on other worlds. A recent map of D. Rad's DNA might allow biologists to augment their survival skills with the ability to produce medicine, clean water and oxygen.
Already they have been genetically engineered to help clean up spills of toxic mercury. Likely one of the oldest surviving life forms, D. Rad was discovered by accident in the 1950s when scientists investigating food preservation techniques could not easily kill it.

In the picture above: Deinococcus radiodurans grow quietly in a dish.
1 commenti10/28/22 at 14:24MareKromium: Eccolo!!! Notizia del 2006 "spacciata" p...
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APOLLO_12_AS_12-46-6746-2.jpgAS 12-46-6746 - Blue Sphere on the Lunar Surface (detail)91 visiteAffascinante ed inesplicabile...8 commentiMareKromium10/28/22 at 13:07Ufologo: Strano per che sia cos opaca ...
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APOLLO_12_AS_12-46-6746-2.jpgAS 12-46-6746 - Blue Sphere on the Lunar Surface (detail)91 visiteAffascinante ed inesplicabile...8 commentiMareKromium10/28/22 at 09:21Paolo C. Fienga: Max, Amico Mio, NULLA fatto da noi Terrestri.

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APOLLO_12_AS_12-46-6746-2.jpgAS 12-46-6746 - Blue Sphere on the Lunar Surface (detail)91 visiteAffascinante ed inesplicabile...8 commentiMareKromium10/27/22 at 13:10Ufologo: Eccome! Ma .. cosa sar?
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APOLLO_12_AS_12-46-6746-2.jpgAS 12-46-6746 - Blue Sphere on the Lunar Surface (detail)91 visiteAffascinante ed inesplicabile...8 commentiMareKromium10/26/22 at 17:23Paolo C. Fienga: La vedete?
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UFO-Saturn-N00084958-1.gifA "UFO" in the Space of Saturn? (1)87 visiteGrazie allo splendido lavoro del Dr Gianluigi Barca (Presidente di Lunar Explorer Italia, Sez. Piemonte e Liguria - http://www.lunarexplorer.it/) - il quale ha isolato ed analizzato in dettaglio una serie di 13 frames che, ad un'occhiata superficiale, sembravano non possedere alcun valore particolare - siamo in condizione di proporVi una straordinaria ripresa di quello che sembra essere un autentico UFO il quale attraversa il campo visivo di una delle fotocamere a bordo della Sonda Cassini mentre quest'ultima è impegnata a riprendere la debole luminescenza che caratterizza l'Anello "G" del Gigante Gassoso.
I frames adottati dal Dr Barca per la realizzazione del GIF-movie vanno dal n. N00084958 al n. N00084971.

Le informazioni contestuali ai frames NASA impiegati, purtroppo, non ci forniscono indicazioni per poter calcolare in alcun modo (neppure in maniera del tutto approssimativa) nè il tempo intercorso fra scatto e scatto, nè la distanza percorsa dalla Sonda Cassini nello Spazio di Saturno fra il primo e l'ultimo scatto considerati ai fini della realizzazione del GIF-movie.

Comunque, usando la Logica, il Buon Senso, la Prudenza e l'Esperienza, possiamo dire che l'oggetto in movimento, anche se (teoricamente) potrebbe essere solo una shepherd-moon (ossìa una luna-pastore) il cui scopo è quello di mantenere gravitazionalmente in equilibrio l'Anello "G" di Saturno e che SEMBRA scappare via veloce solo perchè i frames che la riprendono potrebbero, a loro volta, essere stati ottenuti a grande distanza di tempo - ergo di spazio - l'uno dall'altro, è pur vero che l'effetto "striscia" il quale, a volte, caratterizza le fotografie "mosse" dei satelliti minori di Saturno (un effetto che deve la sua causa al concorso di circostanze quali la lunghezza della esposizione in rapporto alla distanza Sonda/Target ed alla velocità relativa dei due corpi) non si è MAI presentato (a nostra memoria) in una forma così accentuata ed ingannevole.
18 commentiMareKromium10/25/22 at 14:38Paolo C. Fienga: Ricordo Anakin, ricordo bene. Si, sei stato il Pri...
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Drake_Frank.jpgIn Loving Memory: Frank Drake154 visiteE’ morto Frank Drake, l’astronomo e astrofisico pioniere della ricerca di civiltà aliene, padre del programma Seti, dedicato alla ricerca di forme di intelligenza extraterrestri. È sua e porta il suo nome la celebre equazione che permette di stimare il numero delle civiltà aliene capaci di comunicare. La notizia della morte di Drake, avvenuta il 2 settembre scorso, è stata diffusa su Twitter da decine di studiosi e appassionati di scienza e fantascienza. All’età di 92 anni, Drake è morto per cause naturali nella sua casa di Aptos, in California.

Insieme al suo collega Carl Sagan (1934 – 1996), Drake era stato il padre del progetto Seti (Search for Extraterrestrial Intelligence), che si basava sull’idea che si potessero forse rilevare le emissioni di onde radio delle civiltà extraterrestri nella Via Lattea e forse anche comunicare con loro scambiandosi messaggi. Drake è stato per 19 anni presidente del consiglio di amministrazione del Seti Institute, nato nel 1974, a Mountain View, in California, un’organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di ricerca delle forme di vita oltre la Terra. Lo scienziato è conosciuto anche per l’equazione che porta il suo nome (equazione di Drake), riferita alla possibilità dell’esistenza di forme di vita intelligenti extraterrestri. Drake iniziò la carriera intraprendendo la ricerca radioastronomica al National Radio Astronomy Observatory a Green Bank nella Virginia Occidentale e in seguito al Jet Propulsion Laboratory, conducendo importanti misurazioni che rilevarono la presenza della magnetosfera e della ionosfera gioviana.
Nel 1960, condusse la prima ricerca radio di un’intelligenza extraterrestre, nota come Progetto Ozma: non venne, tuttavia, trovata alcuna evidenza di segnali alieni. Drake considerava il “contatto” sotto forma di segnali luminosi o radio inevitabile negli anni a venire. Nel 1961, assieme a J. Peter Pearman, presentò la sua famosa equazione, un tentativo di stimare il numero di civiltà extraterrestri intelligenti presenti nella nostra Galassia con le quali potremmo pensare di entrare in contatto. Drake prese parte ai primi studi sulle pulsar, fu professore alla Cornell University (1964-84) e direttore dell’Osservatorio di Arecibo. Nel 1972, poi, Drake disegnò assieme a Carl Sagan la piastra collocata sulle sonde Pioneer 10 e 11, il primo messaggio fisico inviato nello spazio; la piastra venne progettata per essere comprensibile da un eventuale extraterrestre che avrebbe potuto incontrarla.

In seguito, supervisionò anche la creazione del Voyager Golden Record come professore di astronomia e astrofisica all’Università della California. È stato presidente della Società astronomica del Pacifico e membro dell’Accademia Nazionale per le Scienze degli Stati Uniti.
14 commentiMareKromium10/25/22 at 13:56Paolo C. Fienga: Amici, l'Equazione di Drake ? complicatissima....
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UFO-Saturn-N00084958-1.gifA "UFO" in the Space of Saturn? (1)87 visiteGrazie allo splendido lavoro del Dr Gianluigi Barca (Presidente di Lunar Explorer Italia, Sez. Piemonte e Liguria - http://www.lunarexplorer.it/) - il quale ha isolato ed analizzato in dettaglio una serie di 13 frames che, ad un'occhiata superficiale, sembravano non possedere alcun valore particolare - siamo in condizione di proporVi una straordinaria ripresa di quello che sembra essere un autentico UFO il quale attraversa il campo visivo di una delle fotocamere a bordo della Sonda Cassini mentre quest'ultima è impegnata a riprendere la debole luminescenza che caratterizza l'Anello "G" del Gigante Gassoso.
I frames adottati dal Dr Barca per la realizzazione del GIF-movie vanno dal n. N00084958 al n. N00084971.

Le informazioni contestuali ai frames NASA impiegati, purtroppo, non ci forniscono indicazioni per poter calcolare in alcun modo (neppure in maniera del tutto approssimativa) nè il tempo intercorso fra scatto e scatto, nè la distanza percorsa dalla Sonda Cassini nello Spazio di Saturno fra il primo e l'ultimo scatto considerati ai fini della realizzazione del GIF-movie.

Comunque, usando la Logica, il Buon Senso, la Prudenza e l'Esperienza, possiamo dire che l'oggetto in movimento, anche se (teoricamente) potrebbe essere solo una shepherd-moon (ossìa una luna-pastore) il cui scopo è quello di mantenere gravitazionalmente in equilibrio l'Anello "G" di Saturno e che SEMBRA scappare via veloce solo perchè i frames che la riprendono potrebbero, a loro volta, essere stati ottenuti a grande distanza di tempo - ergo di spazio - l'uno dall'altro, è pur vero che l'effetto "striscia" il quale, a volte, caratterizza le fotografie "mosse" dei satelliti minori di Saturno (un effetto che deve la sua causa al concorso di circostanze quali la lunghezza della esposizione in rapporto alla distanza Sonda/Target ed alla velocità relativa dei due corpi) non si è MAI presentato (a nostra memoria) in una forma così accentuata ed ingannevole.
18 commentiMareKromium10/25/22 at 13:07Anakin: Se ricordi, forse sono stato il primo o uno dei pr...
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Drake_Frank.jpgIn Loving Memory: Frank Drake154 visiteE’ morto Frank Drake, l’astronomo e astrofisico pioniere della ricerca di civiltà aliene, padre del programma Seti, dedicato alla ricerca di forme di intelligenza extraterrestri. È sua e porta il suo nome la celebre equazione che permette di stimare il numero delle civiltà aliene capaci di comunicare. La notizia della morte di Drake, avvenuta il 2 settembre scorso, è stata diffusa su Twitter da decine di studiosi e appassionati di scienza e fantascienza. All’età di 92 anni, Drake è morto per cause naturali nella sua casa di Aptos, in California.

Insieme al suo collega Carl Sagan (1934 – 1996), Drake era stato il padre del progetto Seti (Search for Extraterrestrial Intelligence), che si basava sull’idea che si potessero forse rilevare le emissioni di onde radio delle civiltà extraterrestri nella Via Lattea e forse anche comunicare con loro scambiandosi messaggi. Drake è stato per 19 anni presidente del consiglio di amministrazione del Seti Institute, nato nel 1974, a Mountain View, in California, un’organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di ricerca delle forme di vita oltre la Terra. Lo scienziato è conosciuto anche per l’equazione che porta il suo nome (equazione di Drake), riferita alla possibilità dell’esistenza di forme di vita intelligenti extraterrestri. Drake iniziò la carriera intraprendendo la ricerca radioastronomica al National Radio Astronomy Observatory a Green Bank nella Virginia Occidentale e in seguito al Jet Propulsion Laboratory, conducendo importanti misurazioni che rilevarono la presenza della magnetosfera e della ionosfera gioviana.
Nel 1960, condusse la prima ricerca radio di un’intelligenza extraterrestre, nota come Progetto Ozma: non venne, tuttavia, trovata alcuna evidenza di segnali alieni. Drake considerava il “contatto” sotto forma di segnali luminosi o radio inevitabile negli anni a venire. Nel 1961, assieme a J. Peter Pearman, presentò la sua famosa equazione, un tentativo di stimare il numero di civiltà extraterrestri intelligenti presenti nella nostra Galassia con le quali potremmo pensare di entrare in contatto. Drake prese parte ai primi studi sulle pulsar, fu professore alla Cornell University (1964-84) e direttore dell’Osservatorio di Arecibo. Nel 1972, poi, Drake disegnò assieme a Carl Sagan la piastra collocata sulle sonde Pioneer 10 e 11, il primo messaggio fisico inviato nello spazio; la piastra venne progettata per essere comprensibile da un eventuale extraterrestre che avrebbe potuto incontrarla.

In seguito, supervisionò anche la creazione del Voyager Golden Record come professore di astronomia e astrofisica all’Università della California. È stato presidente della Società astronomica del Pacifico e membro dell’Accademia Nazionale per le Scienze degli Stati Uniti.
14 commentiMareKromium10/25/22 at 13:05Anakin: Non lo sapevo. Per? devo dire che non mi ? ancora ...
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UFO-Saturn-N00084958-1.gifA "UFO" in the Space of Saturn? (1)87 visiteGrazie allo splendido lavoro del Dr Gianluigi Barca (Presidente di Lunar Explorer Italia, Sez. Piemonte e Liguria - http://www.lunarexplorer.it/) - il quale ha isolato ed analizzato in dettaglio una serie di 13 frames che, ad un'occhiata superficiale, sembravano non possedere alcun valore particolare - siamo in condizione di proporVi una straordinaria ripresa di quello che sembra essere un autentico UFO il quale attraversa il campo visivo di una delle fotocamere a bordo della Sonda Cassini mentre quest'ultima è impegnata a riprendere la debole luminescenza che caratterizza l'Anello "G" del Gigante Gassoso.
I frames adottati dal Dr Barca per la realizzazione del GIF-movie vanno dal n. N00084958 al n. N00084971.

Le informazioni contestuali ai frames NASA impiegati, purtroppo, non ci forniscono indicazioni per poter calcolare in alcun modo (neppure in maniera del tutto approssimativa) nè il tempo intercorso fra scatto e scatto, nè la distanza percorsa dalla Sonda Cassini nello Spazio di Saturno fra il primo e l'ultimo scatto considerati ai fini della realizzazione del GIF-movie.

Comunque, usando la Logica, il Buon Senso, la Prudenza e l'Esperienza, possiamo dire che l'oggetto in movimento, anche se (teoricamente) potrebbe essere solo una shepherd-moon (ossìa una luna-pastore) il cui scopo è quello di mantenere gravitazionalmente in equilibrio l'Anello "G" di Saturno e che SEMBRA scappare via veloce solo perchè i frames che la riprendono potrebbero, a loro volta, essere stati ottenuti a grande distanza di tempo - ergo di spazio - l'uno dall'altro, è pur vero che l'effetto "striscia" il quale, a volte, caratterizza le fotografie "mosse" dei satelliti minori di Saturno (un effetto che deve la sua causa al concorso di circostanze quali la lunghezza della esposizione in rapporto alla distanza Sonda/Target ed alla velocità relativa dei due corpi) non si è MAI presentato (a nostra memoria) in una forma così accentuata ed ingannevole.
18 commentiMareKromium10/23/22 at 17:03walthari: le bio astronavi sanno un po' tanto di Star Tr...
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