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SOL3299-1-PIA24937-A_Picture_Postcard_from_Curiositys_NavCams-bicolor.pngA colourful "Postcard" from Mars - Sol 3299129 visiteStupenda. Ma, a mio parere, un bel pò "forzata" la colorizzazione (la reputo, per esperienza, assai poco realistica). Se poi il Cielo di Marte fosse davvero così, allora, io non ho capito niente (e va bene così) ma...WOW, what a view!!! Bello per gli "Umani" che ci andranno (semmai ci andranno)...

Nota: ed infatti la NASA stessa dice "...NASA’s Curiosity Mars rover used its black-and-white Navigation Cameras to capture panoramas of this scene at two times of day. Blue, orange, and green color was added to a combination of both panoramas for an artistic interpretation of the scene..."
7 commentiMareKromium01/07/23 at 20:15MareKromium: Te lo dico io (un signor nessuno), e di Cuore! E.....
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OPP-SOL2540-1P353670467EFFB1I5P2264R2M1-PCF-LXTT-2.jpgSamples of Atmospheric Opacity - Sol 2540 (An Image Mosaic by Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)1659 visiteLa NASA parla molto di Opacità Atmosferica (o "TAU") e ci spiega - in svariate salse - che cos'è e che cosa comporta ed implica. Ma - ahinoi! - gli Amici di Pasadena ci regalano ZERO esempi di come questa variabile possa incidere sulla Luminosità Assoluta di Marte (al Datum) e sulla Percezione del Colore.
Noi (magari sbagliando, magari no...) un esempio "pratico" Ve lo offriamo. Giudicate Voi....
8 commentiMareKromium01/07/23 at 20:14MareKromium: E' vero. Ma l'interesse ? di TUTTI NOI. Al...
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SOL1678-GB.jpgEl Dorado - Sol 1678 (possible True Colors; credits: Dr G. Barca & Lunar Explorer Italia)62 visitenessun commento6 commentiMareKromium01/07/23 at 20:13MareKromium: Per Walt e Max: c'? MOLTO di pi?. Leggetevi l&...
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Mars_Alive.jpgWhat did we say (since a long time ago)?!?87 visiteTracce di acqua su Marte. Ce ne dà conto una nuova mappa realizzata a partire dai dati raccolti nel corso di un decennio dal Mars Express di Esa e dal Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa. Entrambe le sonde sono in orbita intorno al pianeta rosso e grazie alle informazioni che ci hanno trasmesso negli anni – quella europea, ad esempio, è stata lanciata il 2 giugno 2003 dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan – gli scienziati hanno creato la mappa più completa di cui disponiamo relativa ai giacimenti minerari marziani.
Si tratta di depositi di minerali idratati, quelli che in un passato remotissimo sono stati alterati dalla presenza dell'acqua, come le argille e i sali. Sapevamo che ce n’erano e le abbiamo anche osservate abbastanza da vicino grazie al rover Curiosity. Tuttavia, come spiega Science-alert, una mappa più ampia di dove poterle trovare ci concede “un’immagine più comprensiva della storia dell’acqua su Marte e ci aiuterà a pianificare future esplorazioni di un pianeta oggi asciutto e polveroso”. Ma che in passato era sensibilmente diverso: secondo la mappa, infatti, ovunque ci si diriga su Marte si scova qualcosa di interessante.
Il nuovo lavoro, guidato dallo scienziato planetario John Carter dell'Università di Parigi-Saclay e dell'università di Aix Marsiglia in Francia, ha identificato più depositi e aree d’interesse di minerali acquosi di quante se ne conoscessero. Se fino a dieci anni fa conoscevamo un migliaio di affioramenti, come spiega Media Inaf «la nuova mappa ha ribaltato la situazione, rivelando centinaia di migliaia di tali aree nelle parti più vecchie del pianeta». L’acqua ha insomma svolto un ruolo essenziale nel plasmare la geologia di un pianeta che oggi ci appare davvero così distante da un posto ricco d’acqua.
Ma la presenza dell’acqua fu persistente o episodica, limitata a una fase della storia del pianeta? Non lo sappiamo ancora perché il quadro risultante dalla nuova mappa è particolarmente complesso, fra sali che sembrano più antichi di alcune argille e zone argillose in cui vi è appunto una stretta mescolanza dei due minerali. Di certo la fase umida fu più lunga di quanto si immaginasse fino a pochi anni fa. “L’evoluzione da molta acqua a niente acqua non è così netta come pensavamo. L’acqua non si è fermata in una notte - spiega infatti Carter - vediamo un’enorme diversità di contesti geologici, così che nessun processo o semplice sequenza temporale può spiegare l’evoluzione della mineralogia di Marte. Questo è il primo risultato del nostro studio. Il secondo è che se si escludono i processi vitali sulla Terra, Marte mostra una diversità di mineralogia in contesti geologici proprio come succede sulla Terra”.
Un altro articolo, pubblicato come la mappa sulla rivista Icarus e con prima firmataria Lucie Riu dell’Institute of Space and Astronautical Science (Isas), Japanese Aerospace eXploration Agency (Jaxa), in Giappone, entra invece nel vivo della pianificazione delle missioni future su Marte sempre sulla base della stessa mappa. In particolare, per l’individuazione dei siti di atterraggio: i minerali acquosi contengono ancora molecole d’acqua e insieme al ghiaccio d’acqua sepolto possono costituire risorse da utilizzare in loco, magari per i futuri insediamenti umani. Intanto, prima delle prospettive fantascientifiche, si tratta di minerali molto interessanti da studiare: basti pensare al cratere di Jezero, dove lo scorso anno è atterrato il rover Perseverance, sito di Oxia Planum, dove atterrerà il rover dell’Esa Rosalind Franklin, costituito di antiche argille piene di minerali ricchi di ferro e magnesio di smectite e vermiculite.

Per anni si è pensato a Marte come a un pianeta morto, spento, semplicemente sferzato dal vento solare per miliardi di anni, fino a che non siamo arrivati ad esplorare la sue superficie e non abbiamo notato strani dettagli, sempre più evidenti, di una qualche attività.
Negli ultimi anni molte teorie affermano che il Pianeta Rosso sia ancora attivo e geologicamente vivo, scosso da terremoti e attraversato da tracce di magma "recente".
Ora una nuova ricerca dice che nell'enorme pianura chiamata Elysium Planitia un colossale pennacchio di convezione largo 4.000 chilometri nel mantello marziano potrebbe spingere il magma fuso fino alla superficie.
"I nostri risultati dimostrano che l'interno di Marte è geodinamicamente attivo oggi", scrivono i geofisici planetari Adrien Broquet e Jeffrey Andrews-Hanna dell'Università dell'Arizona.
"Sebbene Marte sia più piccolo della Terra, si prevede la formazione di teste di pennacchio altrettanto grandi data la minore gravità e la maggiore viscosità del mantello marziano", hanno spiegato.
"Il centro della testa del pennacchio più adatto, basato esclusivamente sui dati di gravità e topografia, si trova esattamente al centro del Cerberus Fossae, dove sono stati localizzati sia il recente vulcanismo che la maggior parte dei terremoti".
Questo sistema di fessure è stato osservato dai satelliti e ha rivelato prove di depositi superficiali vulcanici di 50.000 anni. Ci sono state alcune altre osservazioni strane. Il campo gravitazionale locale dell'Elysium Planitia, ad esempio, è insolitamente forte, coerente con una sorta di attività sotterranea.
Così Broquet e Andres Hanna hanno raccolto dati topografici, gravitazionali, geologici e sismici e si sono messi alla ricerca di un modello adatto.
"L'attività in corso del pennacchio dimostra che Marte non è solo sismicamente e vulcanicamente attivo oggi, ma possiede anche un interno geodinamicamente attivo", hanno scritto i due ricercatori.
"Un pennacchio sotto Elysium Planitia indica anche che i flussi vulcanici superficiali e l'attività sismica non sono eventi isolati, ma parte di un sistema regionale di lunga durata, sostenuto attivamente, con implicazioni per la longevità e il potenziale astrobiologico degli ambienti abitabili del sottosuolo".
1 commentiMareKromium01/07/23 at 20:11MareKromium: Non serve fare commenti eruditi. Qualche "Sci...
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SOL1678-GB.jpgEl Dorado - Sol 1678 (possible True Colors; credits: Dr G. Barca & Lunar Explorer Italia)62 visitenessun commento6 commentiMareKromium01/06/23 at 07:58Ufologo: (Scorpioni .. marziani!) :-)
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SOL1678-GB.jpgEl Dorado - Sol 1678 (possible True Colors; credits: Dr G. Barca & Lunar Explorer Italia)62 visitenessun commento6 commentiMareKromium01/05/23 at 18:39walthari: sotto il substrato per evitare basse temperature, ...
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SOL1678-GB.jpgEl Dorado - Sol 1678 (possible True Colors; credits: Dr G. Barca & Lunar Explorer Italia)62 visitenessun commento6 commentiMareKromium01/05/23 at 18:38Anakin: Proprio l sotto dove? E perch?
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OPP-SOL2540-1P353670467EFFB1I5P2264R2M1-PCF-LXTT-2.jpgSamples of Atmospheric Opacity - Sol 2540 (An Image Mosaic by Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)1659 visiteLa NASA parla molto di Opacità Atmosferica (o "TAU") e ci spiega - in svariate salse - che cos'è e che cosa comporta ed implica. Ma - ahinoi! - gli Amici di Pasadena ci regalano ZERO esempi di come questa variabile possa incidere sulla Luminosità Assoluta di Marte (al Datum) e sulla Percezione del Colore.
Noi (magari sbagliando, magari no...) un esempio "pratico" Ve lo offriamo. Giudicate Voi....
8 commentiMareKromium01/05/23 at 18:34Anakin: Grazie Walt e grazie Paolo. Pi? che altro io credo...
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SOL3299-1-PIA24937-A_Picture_Postcard_from_Curiositys_NavCams-bicolor.pngA colourful "Postcard" from Mars - Sol 3299129 visiteStupenda. Ma, a mio parere, un bel pò "forzata" la colorizzazione (la reputo, per esperienza, assai poco realistica). Se poi il Cielo di Marte fosse davvero così, allora, io non ho capito niente (e va bene così) ma...WOW, what a view!!! Bello per gli "Umani" che ci andranno (semmai ci andranno)...

Nota: ed infatti la NASA stessa dice "...NASA’s Curiosity Mars rover used its black-and-white Navigation Cameras to capture panoramas of this scene at two times of day. Blue, orange, and green color was added to a combination of both panoramas for an artistic interpretation of the scene..."
7 commentiMareKromium01/05/23 at 18:32Anakin: Bravissimo non me l'ha detto mai nesusno, ma g...
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UnusualObject-N00122114-3.jpgUnusually-looking "Object" in the Space of Saturn (edm n. 1, by Lorenzo Leone)92 visiteDal nostro Carissimo Amico e Partner, Lorenzo Leone, due edm dell'Oggetto Anomalo che, a quanto pare, sta affascinando moltissimi Appassionati.
La sua natura è, al momento, indeterminabile; tuttavia possiamo dire con certezza assoluta che NON si tratta di un Image-Artifact. E' un oggetto vero, reale. E' una realtà fisica, di un qualche tipo.

E questo è già molto.

E queste sono le annotazioni di Lorenzo Leone, che ringraziamo ed al quale facciamo - come sempre - Grandi Complimenti:"...sembra che l'oggetto, oltre che essere reale, quindi non image-artifact, abbiamo una forma esagonale.
La cosiddetta punta non è altro, a mio parere, che il bagliore della zona, forse metallica, sovraesposta alla luce, cosi come accade, con una forma più arrotondata, per quanto riguarda il suo lato dx.
La mia impressione, dopo varie analisi di filtro/colore che non ho inserito perchè non chiarissime, è che la struttura presenti una cavità. Ovvero un anello esagonale che tanto fa pensare ad una stazione orbitale ruotante.
Chissà...".
12 commentiMareKromium01/05/23 at 18:30Anakin: terribbilissimo!
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UFO-CH.jpgFunny-looking Object121 visiteCieli di Zurigo; notte fra il 15 ed il 16 Novembre 2021. Immagine pubblicata (anzi: "Tweettata") da un fotografo locale.

Per alcuni è certamente un UFO (o UAP, come sapete), per altri, invece, si tratta della Navicella Endeavour (di Space-X) in rientro dalla ISS. Ma:"Qualsiasi passaggio di Endeavour sulla Svizzera prima dell'atterraggio quella notte sarebbe stato completamente all'ombra della Terra, cioè non sarebbe stato illuminato dal Sole e quindi non sarebbe stato visibile", ha detto Marco Langbroek, un Ricercatore dell'Università di Leiden, in Olanda, che si è occupato di localizzare l'oggetto. "Il rientro stesso era sul Messico e sul Golfo del Messico, e non sarebbe stato visibile dalla Svizzera. Il rientro in orbita invece era sull'Oceano Indiano, anche quello troppo lontano".

E quindi se non si è trattato della Navicella di Space-X, cos'era questo oggetto?

Sempre Langbroek ha condiviso la sua idea dell'avvistamento: "Sono abbastanza certo che l'"UFO a ciambella" sulle fotografie svizzere sia un'immagine sfuocata di una stella luminosa". Al momento senza riferimenti e senza altre fonti è molto difficile dire cos'era e forse non lo sapremo mai con certezza.

§§§

Nota: che non si tratti di un OVNI - nel senso di "Nave Spaziale Aliena" - sono d'accordo. La foto NON mi convince. Buona la prima risposta del Dr Langgbroek: logica, lineare ed inconfutabile. Ma la dichiarazione, sempre del Dr Langbroek, per cui si tratta di "...un'immagine sfuocata di una stella luminosa..." DIMOSTRA che il succitato ed Illustrissimo - per definizione - Ricercatore Olandese, le stelle (più o meno luminose e fuori fuoco), attraverso un telescopio (quindi "a fuoco diretto" - "live") o fotografate (quindi in visione "cartacea" od "elettronica" - ma in ogni caso "ex post"), non le ha MAI davvero viste.

O meglio: le avrà anche viste, ma NON le ha certo "guardate"! Triste. Molto triste. Ma è normale dire fesserie quando si parla, per giunta "Ex Cathedra", di cose che NON si sanno... - Dr Paolo C. Fienga
11 commentiMareKromium01/05/23 at 14:40walthari: una stella (...)
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SOL3048-1050_E-PIA24662-LXTT-IPF.jpgIridescent Clouds over Gale Crater - Sol 3048141 visiteCaption NASA Originale:"NASA’s Curiosity Mars Rover spotted these Iridescent, or “Mother of Pearl,” Clouds on March 5, 2021, the 3.048th Martian Day, or Sol, of the Mission. Seen here are five images stitched together from a much wider panorama taken by the rover’s Mast Camera, or Mastcam". 11 commentiMareKromium01/05/23 at 14:31walthari: vero, per? se ammettiamo la vita (perlomeno delle ...
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