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SOL620-623-C1.jpgMisleading "Lights & Shadows"...56 visiteSempre dal nostro caro ed attento Amico e Socio, Antonio Fedele, una coppia di frames che mostra - linea rossa - una possibile incongruenza. O meglio: la possibile presenza di una minuscola roccia (o, forse, di un grumo di polveri - o una serie di extra-pixels posizionati caoticamente?!?) nel frame a Sx, diviene un "nulla" nel frame di Dx. Effetto dell'ombra, di uno shift prospettico, di una manipolazione, o di un reale cambiamento? In questo caso, noi propenderemmo per una combinazione di fattori, ma senza "interventi umani" e senza "Anomalìe Superficiali": ombra + shift = visione ingannevole.
Una coppia di frames da guardare, comunque, con grande attenzione ed umiltà per capire quanto sia difficile e rischioso (in termini di credibilità), ma anche istruttivo e costruttivo (a condizione di essere e rimanere sempre intellettualmente onesti e pragmatici) il Lavoro dell'Anomaly Hunter.
2 commentiMareKromium09/13/07 at 15:36MareKromium: Carissimo Matteo: rilievo corretto. In questo fran...
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APOLLO_15_-_AS_15-P-9625-05.jpgAS 15-P-9625 (5) - The buried "Spacecraft" and the "Lunar Eel"805 visiteGrazie a questa nuova elaborazione ad alta risoluzione di uno dei diversi frames panoramici contenenti il rilievo controverso e dopo averne operato uno stretch significativo, ma non eccessivo (e cioè evitando e/o riducendo al minimo il rischio di creare distorsioni), la nostra idea è che siamo davanti ad un caso – purtroppo davvero eclatante... – di svista.
Una svista in cui siamo incorsi anche noi, nel momento stesso in cui abbiamo ritenuto di vedere, accanto al rilievo anomalo noto come "astronave sepolta" un altro rilievo anomalo (speculare al primo) da noi stessi battezzato "anguilla lunare".
Ebbene, come si può agevolmente verificare osservando non solo (come visione generale) le ombre proiettate dai diversi rilievi sull’intera superficie ripresa, ma anche la dislocazione di tre crateri maggiori (sui sei chiaramente visibili) che si trovano sia sulla porzione anteriore dell’”astronave” (2), sia sulla sua “coda” o “porzione semi-interrata” (1) e dei due crateri maggiori che giacciono sulla "fronte" dell'"anguilla", che le aree più chiare (le “raggiere”) le quali si dipartono dal centro dei medesimi, non subiscono deformazioni imputabili ad una (possibile/presunta) curvatura della superficie su cui esse risultano visibili.
La conclusione più ovvia che si può trarre, in un caso come questo, è che i crateri in questione giacciono su un piano o, al limite, su una superficie in linea di massima pianeggiante.
Certo essi non sorgono su una superficie tubolare o simil-colonnare, quale – a prima vista – ci appariva sia la superficie del rilievo “astronave”, sia la superficie del rilievo “anguilla”.

In realtà, ambedue i rilievi controversi non sono altro che il risultato di una illusione ottica determinata non solo dalla particolare configurazione delle aree di luce e di ombra sulla zona in questione, ma anche dal fatto che il rilievo controverso, rispetto al CSM Endeavour che lo ha ripreso, si trova in una posizione decisamente defilata rispetto alla regione sulla cui perpendicolare sta transitando la Navicella Americana.

Conclusioni: la porzione di superficie su cui sorge il rilievo “astronave” (laddove osservata frontalmente) consta di un piccolo dosso “a gradino” (costituente il “corpo” della presunta astronave) alle cui spalle sorge una collinetta la cui parete latistante al dosso si trova in ombra (ed è proprio quest’ombra a dare l’illusione dell’esistenza di un fosso dal quale fuoriesce una sorta di colonna).
La porzione di superficie su cui sorge il rilievo “anguilla” (in analoghe condizioni di osservazione) è il prodotto di una curiosa – ma non anomala – combinazione fra rilievi ad albedo molto bassa (che ci appaiono quindi scuri, ma che NON SONO ombre!), svariati crateri di medio/piccole dimensioni ed una serie di pendii e di dossi i quali, a causa della (purtroppo oggettiva) scarsa qualità del frame originale, finiscono con il “disegnare delle figure alle quali non fa riscontro una realtà oggettiva.

Insomma: la ripresa di una zona interessante, ma del tutto ordinaria, poichè ottenuta da una cospicua altezza (117 Km) e con un angolo ingannevole del profilo controverso (slant) e quindi unita ad una serie di giochi di luce e d’ombra superficiali determinati non solo dalla effettiva configurazione del suolo, ma anche dalla circostanza per cui il Sole, sull’orizzonte locale, non era affatto alto, ha portato (grazie anche e soprattutto all’aiuto di un filmato-bufala, di un’abbondante/eccessiva dose di suggestione e ad una immensa voglia di “scoperta epocale”) alla creazione di una SVISTA, ancora una volta, di dimensioni davvero planetarie.
Una SVISTA che ha, in parte, coinvolto anche noi e per la quale ci scusiamo, rinnovando ancora una volta a tutti i nostri Lettori – ed a noi stessi – il warning che abbiamo già scritto (e ripetuto!) almeno mille volte: nelle immagini orbitali si può vedere di tutto.
Sono immagini ingannevoli, per loro stessa natura, e quindi vanno valutate con STRAORDINARIA PRUDENZA E COMPETENZA (in difetto delle quali, l’unico risultato che si finisce spesso con il conseguire è quello di fare una colossale figuraccia e di passare per stupidi e/o per incompetenti).

Noi, infatti, riteniamo che sia solo dalla pazienza, dalla razionalità e dal pragmatismo (unito anche ad una dose di freddezza e, talvolta, di grande disincanto) che si possono ottenere, nel tempo, dei risultati oggettivi, spesso smascherando le scempiaggini create ad hoc per fare “scoops”, soldini facili e “disinformazione” (come in questo caso) e qualche volta – lo auspichiamo – giungendo ad intuire delle (magari fantastiche e rivoluzionarie) Nuove Realtà.

Pensateci sopra!...

NOTA: questo frame è stato recuperato dal Sito UFO-Forum Ufologia. Si tratta di un frame NASA Original Uncompressed il quale è stato ottenuto dal L&PI dal Sig. "Manny" che, come già accaduto altre volte in passato, ringraziamo per "l'indiretta" collaborazione. La non citazione del Sig. Manny in prima battuta è da imputarsi ad un errore del nostro Collaboratore M.L. il quale, anzichè prelevare il frame NASA Original Uncompressed dai nostri archivi, ha semplicemente utilizzato la sezione proposta dal Sig. Manny. Le colorizzazioni operate sul frame, le annotazioni e l'applicazione di ulteriori filtri destinati a rendere l'immagine più utile ai fini specifici di Lunar Explorer Italia sono, invece, opera del nostro personale di STAFF.

Grazie a tutti - Dr Paolo C. Fienga (Lunar Explorer Italia - il Presidente)
25 commentiMareKromium09/13/07 at 15:34MareKromium: Ciao Denver! Alludi al filmato dell'Apollo 20?...
Japetus-N00091828.jpg
Japetus-N00091828.jpgThe unexplainable "Equatorial Continuous Chain of Mountains" (or "Ridge") of Japetus (possible natural colors; elab. Lunexit)55 visiteCaption NASA:"N00091828.jpg was taken on September 10, 2007 and received on Earth September 10, 2007. The camera was pointing toward Japetus that, at the time, was approx. 62.331 Km away, and the image was taken using the CL1 and CL2 filters. This image has not been validated or calibrated".5 commentiMareKromium09/13/07 at 15:26MareKromium: Carissimi Cano00 ed Anakin, siete davvero attenti ...
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APOLLO_15_-_AS_15-P-9625-05.jpgAS 15-P-9625 (5) - The buried "Spacecraft" and the "Lunar Eel"805 visiteGrazie a questa nuova elaborazione ad alta risoluzione di uno dei diversi frames panoramici contenenti il rilievo controverso e dopo averne operato uno stretch significativo, ma non eccessivo (e cioè evitando e/o riducendo al minimo il rischio di creare distorsioni), la nostra idea è che siamo davanti ad un caso – purtroppo davvero eclatante... – di svista.
Una svista in cui siamo incorsi anche noi, nel momento stesso in cui abbiamo ritenuto di vedere, accanto al rilievo anomalo noto come "astronave sepolta" un altro rilievo anomalo (speculare al primo) da noi stessi battezzato "anguilla lunare".
Ebbene, come si può agevolmente verificare osservando non solo (come visione generale) le ombre proiettate dai diversi rilievi sull’intera superficie ripresa, ma anche la dislocazione di tre crateri maggiori (sui sei chiaramente visibili) che si trovano sia sulla porzione anteriore dell’”astronave” (2), sia sulla sua “coda” o “porzione semi-interrata” (1) e dei due crateri maggiori che giacciono sulla "fronte" dell'"anguilla", che le aree più chiare (le “raggiere”) le quali si dipartono dal centro dei medesimi, non subiscono deformazioni imputabili ad una (possibile/presunta) curvatura della superficie su cui esse risultano visibili.
La conclusione più ovvia che si può trarre, in un caso come questo, è che i crateri in questione giacciono su un piano o, al limite, su una superficie in linea di massima pianeggiante.
Certo essi non sorgono su una superficie tubolare o simil-colonnare, quale – a prima vista – ci appariva sia la superficie del rilievo “astronave”, sia la superficie del rilievo “anguilla”.

In realtà, ambedue i rilievi controversi non sono altro che il risultato di una illusione ottica determinata non solo dalla particolare configurazione delle aree di luce e di ombra sulla zona in questione, ma anche dal fatto che il rilievo controverso, rispetto al CSM Endeavour che lo ha ripreso, si trova in una posizione decisamente defilata rispetto alla regione sulla cui perpendicolare sta transitando la Navicella Americana.

Conclusioni: la porzione di superficie su cui sorge il rilievo “astronave” (laddove osservata frontalmente) consta di un piccolo dosso “a gradino” (costituente il “corpo” della presunta astronave) alle cui spalle sorge una collinetta la cui parete latistante al dosso si trova in ombra (ed è proprio quest’ombra a dare l’illusione dell’esistenza di un fosso dal quale fuoriesce una sorta di colonna).
La porzione di superficie su cui sorge il rilievo “anguilla” (in analoghe condizioni di osservazione) è il prodotto di una curiosa – ma non anomala – combinazione fra rilievi ad albedo molto bassa (che ci appaiono quindi scuri, ma che NON SONO ombre!), svariati crateri di medio/piccole dimensioni ed una serie di pendii e di dossi i quali, a causa della (purtroppo oggettiva) scarsa qualità del frame originale, finiscono con il “disegnare delle figure alle quali non fa riscontro una realtà oggettiva.

Insomma: la ripresa di una zona interessante, ma del tutto ordinaria, poichè ottenuta da una cospicua altezza (117 Km) e con un angolo ingannevole del profilo controverso (slant) e quindi unita ad una serie di giochi di luce e d’ombra superficiali determinati non solo dalla effettiva configurazione del suolo, ma anche dalla circostanza per cui il Sole, sull’orizzonte locale, non era affatto alto, ha portato (grazie anche e soprattutto all’aiuto di un filmato-bufala, di un’abbondante/eccessiva dose di suggestione e ad una immensa voglia di “scoperta epocale”) alla creazione di una SVISTA, ancora una volta, di dimensioni davvero planetarie.
Una SVISTA che ha, in parte, coinvolto anche noi e per la quale ci scusiamo, rinnovando ancora una volta a tutti i nostri Lettori – ed a noi stessi – il warning che abbiamo già scritto (e ripetuto!) almeno mille volte: nelle immagini orbitali si può vedere di tutto.
Sono immagini ingannevoli, per loro stessa natura, e quindi vanno valutate con STRAORDINARIA PRUDENZA E COMPETENZA (in difetto delle quali, l’unico risultato che si finisce spesso con il conseguire è quello di fare una colossale figuraccia e di passare per stupidi e/o per incompetenti).

Noi, infatti, riteniamo che sia solo dalla pazienza, dalla razionalità e dal pragmatismo (unito anche ad una dose di freddezza e, talvolta, di grande disincanto) che si possono ottenere, nel tempo, dei risultati oggettivi, spesso smascherando le scempiaggini create ad hoc per fare “scoops”, soldini facili e “disinformazione” (come in questo caso) e qualche volta – lo auspichiamo – giungendo ad intuire delle (magari fantastiche e rivoluzionarie) Nuove Realtà.

Pensateci sopra!...

NOTA: questo frame è stato recuperato dal Sito UFO-Forum Ufologia. Si tratta di un frame NASA Original Uncompressed il quale è stato ottenuto dal L&PI dal Sig. "Manny" che, come già accaduto altre volte in passato, ringraziamo per "l'indiretta" collaborazione. La non citazione del Sig. Manny in prima battuta è da imputarsi ad un errore del nostro Collaboratore M.L. il quale, anzichè prelevare il frame NASA Original Uncompressed dai nostri archivi, ha semplicemente utilizzato la sezione proposta dal Sig. Manny. Le colorizzazioni operate sul frame, le annotazioni e l'applicazione di ulteriori filtri destinati a rendere l'immagine più utile ai fini specifici di Lunar Explorer Italia sono, invece, opera del nostro personale di STAFF.

Grazie a tutti - Dr Paolo C. Fienga (Lunar Explorer Italia - il Presidente)
25 commentiMareKromium09/13/07 at 13:34Denver: Salve a tutti. Sempre su You tube circola questa f...
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SOL620-623-C1.jpgMisleading "Lights & Shadows"...56 visiteSempre dal nostro caro ed attento Amico e Socio, Antonio Fedele, una coppia di frames che mostra - linea rossa - una possibile incongruenza. O meglio: la possibile presenza di una minuscola roccia (o, forse, di un grumo di polveri - o una serie di extra-pixels posizionati caoticamente?!?) nel frame a Sx, diviene un "nulla" nel frame di Dx. Effetto dell'ombra, di uno shift prospettico, di una manipolazione, o di un reale cambiamento? In questo caso, noi propenderemmo per una combinazione di fattori, ma senza "interventi umani" e senza "Anomalìe Superficiali": ombra + shift = visione ingannevole.
Una coppia di frames da guardare, comunque, con grande attenzione ed umiltà per capire quanto sia difficile e rischioso (in termini di credibilità), ma anche istruttivo e costruttivo (a condizione di essere e rimanere sempre intellettualmente onesti e pragmatici) il Lavoro dell'Anomaly Hunter.
2 commentiMareKromium09/13/07 at 12:27matteofagone: qui il cambiamento di illuminazione si vede ancora...
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SOL620-623-B1.jpgOpening Cracks!84 visiteUn esempio (davvero) classico ed eclatante di "modificazione del corpo osservato": nel frame di Sx, oltre alla serie di cracks segnalati dal bravissimo Sig. Fedele, Vi suggeriamo di guardare anche i cracks posizionati in basso, ad ore 06:00 e 08:00. Soprattutto il crack "discendente" situato ad ore 06:00.

Perchè? Perchè luci ed ombre - lo sappiamo e lo sapete -, abbinate a shift prospettici anche minimi, diventano elementi estramente ingannevoli ma...il fatto che una (minuscola) crepa discendente con margine inferiore "chiuso" (Sx) diventa una crepa con margine inferiore "aperto" (Dx), NON PUO' (a nostro avviso) ESSERE ATTRIBUITO tout-court ad un vizio di prospettiva o ad un chiaro-scuro.

Questo per non parlare del crack posto ad ore 08:00 il quale, nel frame a Sx, appare piuttosto largo e chiuso (nel senso anzidetto a proposito del crack di ore 06:00), mentre nel frame di Dx lo si vede decisamente sottile ed aperto.

Dunque, mentre rinnoviamo i complimenti al Sig. Fedele, Vi invitiamo a valutare con grande attenzione questa coppia di frames ed a porVi una semplice domanda: che cosa è successo tra lo scatto di Sx e quello di Dx? Scriveteci, commentate, diteci che cosa ne pensate.
4 commentiMareKromium09/13/07 at 12:25matteofagone: anche qui: stessa motivazione
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SOL620-623-A1.jpgShift Happens?!?98 visiteGrazie all'aiuto, alla pazienza ed all'occhio del nostro affezionato Amico e Socio, Sig. Antonio Fedele, una serie di tre coppie di frames le quali ci possono essere di aiuto a capire quanto sia complicato esprimere opinioni moderate su frames potenzialmente anomali e, nel contempo, quanto sia non solo facile scoprire situazioni inesplicabili (come, ad esempio, quella della coppia di frames che segue), ma anche cadere in errori ed erronee interpretazioni a causa di alcuni effetti distorsivi che sono tipici dei frames Spirit ed Opportunity (e non solo...) e che possiamo riassumere in queste tre maggiori casistiche:
1) errori attribuibili a contrasti illusori (luce/ombra);
2) errori attribuibili a cambi di angolazione di ripresa (shift prospettici);
3) errori causati dalla presenza di maggiori image-artifacts (extra-pixels; dead pixels; noise etc.).

In tutti i casi, non sempre quello che "sembra", poi "è" davvero (come in questo caso, ad esempio, dove le apparenti modifiche tra frame a Sx e frame a Dx riteniamo che possano dipendere da un ingannevole gioco di luci ed ombre, abbinato ad un marcato shift prospettico); tuttavia, in qualche frangente (come nel frame che segue), quello che "sembra" (un'Anomalìa)...Poi lo può essere davvero!

Grazie al Sig. Fedele - di cuore - per la pazienza e l'attenzione ed ora guardate e giudicate Voi stessi!
12 commentiMareKromium09/13/07 at 12:24matteofagone: credo che la spiegazione pi? semplice sia il cambi...
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Japetus-N00091828.jpgThe unexplainable "Equatorial Continuous Chain of Mountains" (or "Ridge") of Japetus (possible natural colors; elab. Lunexit)55 visiteCaption NASA:"N00091828.jpg was taken on September 10, 2007 and received on Earth September 10, 2007. The camera was pointing toward Japetus that, at the time, was approx. 62.331 Km away, and the image was taken using the CL1 and CL2 filters. This image has not been validated or calibrated".5 commentiMareKromium09/13/07 at 07:29Anakin: A me, analisi a freddo, non sembra un riflesso dov...
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SOL421-2P163744084EFFA884P2376R1M1.jpgInteresting...146 visiteLa sagoma della roccia visibile in posizione centrale in questo frame parla da sola: la sua struttura, sebbene rechi su di sè le inconfondibili tracce di una fortissima usura determinata da ere di esposizione a condizione atmosferiche inclementi, ci sembra che mostri degli angoli davvero ben squadrati.
Forse le pietre "spigolose" su Marte sono un fenomeno davvero frequente e forse anche questo frame, così chiaro, può essere il frutto di una particolare (ed ingannevole) angolazione di ripresa. O forse siamo davanti ad un frammento di una struttura molto più grande e complessa la quale, a ben vedere, è rimasta quasi del tutto sepolta?
15 commenti09/12/07 at 19:06walthari: diciamo che sicuramente nel passato Marte ospit? l...
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Japetus-N00091828.jpgThe unexplainable "Equatorial Continuous Chain of Mountains" (or "Ridge") of Japetus (possible natural colors; elab. Lunexit)55 visiteCaption NASA:"N00091828.jpg was taken on September 10, 2007 and received on Earth September 10, 2007. The camera was pointing toward Japetus that, at the time, was approx. 62.331 Km away, and the image was taken using the CL1 and CL2 filters. This image has not been validated or calibrated".5 commentiMareKromium09/12/07 at 16:29cano00: a parte le bellissime immagini, vorrei segnalare l...
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SOL421-2P163744084EFFA884P2376R1M1.jpgInteresting...146 visiteLa sagoma della roccia visibile in posizione centrale in questo frame parla da sola: la sua struttura, sebbene rechi su di sè le inconfondibili tracce di una fortissima usura determinata da ere di esposizione a condizione atmosferiche inclementi, ci sembra che mostri degli angoli davvero ben squadrati.
Forse le pietre "spigolose" su Marte sono un fenomeno davvero frequente e forse anche questo frame, così chiaro, può essere il frutto di una particolare (ed ingannevole) angolazione di ripresa. O forse siamo davanti ad un frammento di una struttura molto più grande e complessa la quale, a ben vedere, è rimasta quasi del tutto sepolta?
15 commenti09/12/07 at 16:12MareKromium: Hai riassunto in 3 righe quello che io ho tentato ...
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SOL421-2P163744084EFFA884P2376R1M1.jpgInteresting...146 visiteLa sagoma della roccia visibile in posizione centrale in questo frame parla da sola: la sua struttura, sebbene rechi su di sè le inconfondibili tracce di una fortissima usura determinata da ere di esposizione a condizione atmosferiche inclementi, ci sembra che mostri degli angoli davvero ben squadrati.
Forse le pietre "spigolose" su Marte sono un fenomeno davvero frequente e forse anche questo frame, così chiaro, può essere il frutto di una particolare (ed ingannevole) angolazione di ripresa. O forse siamo davanti ad un frammento di una struttura molto più grande e complessa la quale, a ben vedere, è rimasta quasi del tutto sepolta?
15 commenti09/12/07 at 16:10Anakin: Intanto GRAZIE per la tua esaustiva risposta. Non ...
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