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OPP-SOL1100-MF-LXTT.jpgSome unusual features of Victoria Crater - Sol 1100 (an Image-Mosaic in Natural Colors by Dr Marco Faccin - Lunexit Team)253 visiteAncora dal nostro caro ed attento Amico e Socio, Marco Faccin, qualche spunto per riflettere sulle "stranezze" che, ormai quotidianamente, passano davanti agli occhi di Ricercatori ed Appassionati di Marte e dintorni. In questo splendido e suggestivo collage realizzato dal bravissimo Marco, emergono - attraverso alcuni detail mgnf - dei rilievi i quali, anche senza entrare nel merito della loro possibile origine, male si sposano - a nostro avviso - con le ipotesi che vogliono il cratere Victoria (al pari del 99,99% di TUTTI i crateri situati su TUTTI i Corpi Celesti noti) come un "cratere da impatto". Sarà così? Che il buon Prof. Shoemaker ci perdoni se, di quando in quando, ci sentiamo - se non di dissentire in toto, quanto meno - di dubitare sulla assoluta bontà della sua pur logica e razionale costruzione.
Certo, da qui a supporre una eventuale origine "NON Naturale" dei rilievi evidenziati, ce ne passa e noi - come ormai sapete benissimo - non aderiamo affatto alla Scuola Hoaglandiana che vede "artifacts" sempre ed ovunque. E allora? E allora cerchiamo di contestualizzare quello che vediamo, anche speculando (certo), ma senza cercare il "colpo ad effetto" (tipo "abbiamo trovato un Manufatto Alieno!") a tutti i costi.
I rilievi che il buon Marco Faccin ci ha voluto evidenziare in questo frame rientrano a pieno titolo nella Classe delle cosiddette "Singolarità Superficiali". E tanto basti. Poi, un giorno, quando "saremo lì" - se mai ci saremo... - andremo a controllare meglio...

Complimenti ancora a Marco Faccin e Grazie, per lo splendido spunto suggeritoci!
17 commentiMareKromium10/24/07 at 14:39MareKromium: Caro Denver, io sono convinto che, alla fine (anch...
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OPP-SOL1100-MF-LXTT.jpgSome unusual features of Victoria Crater - Sol 1100 (an Image-Mosaic in Natural Colors by Dr Marco Faccin - Lunexit Team)253 visiteAncora dal nostro caro ed attento Amico e Socio, Marco Faccin, qualche spunto per riflettere sulle "stranezze" che, ormai quotidianamente, passano davanti agli occhi di Ricercatori ed Appassionati di Marte e dintorni. In questo splendido e suggestivo collage realizzato dal bravissimo Marco, emergono - attraverso alcuni detail mgnf - dei rilievi i quali, anche senza entrare nel merito della loro possibile origine, male si sposano - a nostro avviso - con le ipotesi che vogliono il cratere Victoria (al pari del 99,99% di TUTTI i crateri situati su TUTTI i Corpi Celesti noti) come un "cratere da impatto". Sarà così? Che il buon Prof. Shoemaker ci perdoni se, di quando in quando, ci sentiamo - se non di dissentire in toto, quanto meno - di dubitare sulla assoluta bontà della sua pur logica e razionale costruzione.
Certo, da qui a supporre una eventuale origine "NON Naturale" dei rilievi evidenziati, ce ne passa e noi - come ormai sapete benissimo - non aderiamo affatto alla Scuola Hoaglandiana che vede "artifacts" sempre ed ovunque. E allora? E allora cerchiamo di contestualizzare quello che vediamo, anche speculando (certo), ma senza cercare il "colpo ad effetto" (tipo "abbiamo trovato un Manufatto Alieno!") a tutti i costi.
I rilievi che il buon Marco Faccin ci ha voluto evidenziare in questo frame rientrano a pieno titolo nella Classe delle cosiddette "Singolarità Superficiali". E tanto basti. Poi, un giorno, quando "saremo lì" - se mai ci saremo... - andremo a controllare meglio...

Complimenti ancora a Marco Faccin e Grazie, per lo splendido spunto suggeritoci!
17 commentiMareKromium10/24/07 at 13:29Denver: La non risposta ? una risposta. E' il classico...
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APOLLO_15_-_AS_15-P-9625-05.jpgAS 15-P-9625 (5) - The buried "Spacecraft" and the "Lunar Eel"805 visiteGrazie a questa nuova elaborazione ad alta risoluzione di uno dei diversi frames panoramici contenenti il rilievo controverso e dopo averne operato uno stretch significativo, ma non eccessivo (e cioè evitando e/o riducendo al minimo il rischio di creare distorsioni), la nostra idea è che siamo davanti ad un caso – purtroppo davvero eclatante... – di svista.
Una svista in cui siamo incorsi anche noi, nel momento stesso in cui abbiamo ritenuto di vedere, accanto al rilievo anomalo noto come "astronave sepolta" un altro rilievo anomalo (speculare al primo) da noi stessi battezzato "anguilla lunare".
Ebbene, come si può agevolmente verificare osservando non solo (come visione generale) le ombre proiettate dai diversi rilievi sull’intera superficie ripresa, ma anche la dislocazione di tre crateri maggiori (sui sei chiaramente visibili) che si trovano sia sulla porzione anteriore dell’”astronave” (2), sia sulla sua “coda” o “porzione semi-interrata” (1) e dei due crateri maggiori che giacciono sulla "fronte" dell'"anguilla", che le aree più chiare (le “raggiere”) le quali si dipartono dal centro dei medesimi, non subiscono deformazioni imputabili ad una (possibile/presunta) curvatura della superficie su cui esse risultano visibili.
La conclusione più ovvia che si può trarre, in un caso come questo, è che i crateri in questione giacciono su un piano o, al limite, su una superficie in linea di massima pianeggiante.
Certo essi non sorgono su una superficie tubolare o simil-colonnare, quale – a prima vista – ci appariva sia la superficie del rilievo “astronave”, sia la superficie del rilievo “anguilla”.

In realtà, ambedue i rilievi controversi non sono altro che il risultato di una illusione ottica determinata non solo dalla particolare configurazione delle aree di luce e di ombra sulla zona in questione, ma anche dal fatto che il rilievo controverso, rispetto al CSM Endeavour che lo ha ripreso, si trova in una posizione decisamente defilata rispetto alla regione sulla cui perpendicolare sta transitando la Navicella Americana.

Conclusioni: la porzione di superficie su cui sorge il rilievo “astronave” (laddove osservata frontalmente) consta di un piccolo dosso “a gradino” (costituente il “corpo” della presunta astronave) alle cui spalle sorge una collinetta la cui parete latistante al dosso si trova in ombra (ed è proprio quest’ombra a dare l’illusione dell’esistenza di un fosso dal quale fuoriesce una sorta di colonna).
La porzione di superficie su cui sorge il rilievo “anguilla” (in analoghe condizioni di osservazione) è il prodotto di una curiosa – ma non anomala – combinazione fra rilievi ad albedo molto bassa (che ci appaiono quindi scuri, ma che NON SONO ombre!), svariati crateri di medio/piccole dimensioni ed una serie di pendii e di dossi i quali, a causa della (purtroppo oggettiva) scarsa qualità del frame originale, finiscono con il “disegnare delle figure alle quali non fa riscontro una realtà oggettiva.

Insomma: la ripresa di una zona interessante, ma del tutto ordinaria, poichè ottenuta da una cospicua altezza (117 Km) e con un angolo ingannevole del profilo controverso (slant) e quindi unita ad una serie di giochi di luce e d’ombra superficiali determinati non solo dalla effettiva configurazione del suolo, ma anche dalla circostanza per cui il Sole, sull’orizzonte locale, non era affatto alto, ha portato (grazie anche e soprattutto all’aiuto di un filmato-bufala, di un’abbondante/eccessiva dose di suggestione e ad una immensa voglia di “scoperta epocale”) alla creazione di una SVISTA, ancora una volta, di dimensioni davvero planetarie.
Una SVISTA che ha, in parte, coinvolto anche noi e per la quale ci scusiamo, rinnovando ancora una volta a tutti i nostri Lettori – ed a noi stessi – il warning che abbiamo già scritto (e ripetuto!) almeno mille volte: nelle immagini orbitali si può vedere di tutto.
Sono immagini ingannevoli, per loro stessa natura, e quindi vanno valutate con STRAORDINARIA PRUDENZA E COMPETENZA (in difetto delle quali, l’unico risultato che si finisce spesso con il conseguire è quello di fare una colossale figuraccia e di passare per stupidi e/o per incompetenti).

Noi, infatti, riteniamo che sia solo dalla pazienza, dalla razionalità e dal pragmatismo (unito anche ad una dose di freddezza e, talvolta, di grande disincanto) che si possono ottenere, nel tempo, dei risultati oggettivi, spesso smascherando le scempiaggini create ad hoc per fare “scoops”, soldini facili e “disinformazione” (come in questo caso) e qualche volta – lo auspichiamo – giungendo ad intuire delle (magari fantastiche e rivoluzionarie) Nuove Realtà.

Pensateci sopra!...

NOTA: questo frame è stato recuperato dal Sito UFO-Forum Ufologia. Si tratta di un frame NASA Original Uncompressed il quale è stato ottenuto dal L&PI dal Sig. "Manny" che, come già accaduto altre volte in passato, ringraziamo per "l'indiretta" collaborazione. La non citazione del Sig. Manny in prima battuta è da imputarsi ad un errore del nostro Collaboratore M.L. il quale, anzichè prelevare il frame NASA Original Uncompressed dai nostri archivi, ha semplicemente utilizzato la sezione proposta dal Sig. Manny. Le colorizzazioni operate sul frame, le annotazioni e l'applicazione di ulteriori filtri destinati a rendere l'immagine più utile ai fini specifici di Lunar Explorer Italia sono, invece, opera del nostro personale di STAFF.

Grazie a tutti - Dr Paolo C. Fienga (Lunar Explorer Italia - il Presidente)
25 commentiMareKromium10/22/07 at 18:42MareKromium: Caro Aeritel, cercher? di trovare dei frames i qua...
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OPP-SOL1100-MF-LXTT.jpgSome unusual features of Victoria Crater - Sol 1100 (an Image-Mosaic in Natural Colors by Dr Marco Faccin - Lunexit Team)253 visiteAncora dal nostro caro ed attento Amico e Socio, Marco Faccin, qualche spunto per riflettere sulle "stranezze" che, ormai quotidianamente, passano davanti agli occhi di Ricercatori ed Appassionati di Marte e dintorni. In questo splendido e suggestivo collage realizzato dal bravissimo Marco, emergono - attraverso alcuni detail mgnf - dei rilievi i quali, anche senza entrare nel merito della loro possibile origine, male si sposano - a nostro avviso - con le ipotesi che vogliono il cratere Victoria (al pari del 99,99% di TUTTI i crateri situati su TUTTI i Corpi Celesti noti) come un "cratere da impatto". Sarà così? Che il buon Prof. Shoemaker ci perdoni se, di quando in quando, ci sentiamo - se non di dissentire in toto, quanto meno - di dubitare sulla assoluta bontà della sua pur logica e razionale costruzione.
Certo, da qui a supporre una eventuale origine "NON Naturale" dei rilievi evidenziati, ce ne passa e noi - come ormai sapete benissimo - non aderiamo affatto alla Scuola Hoaglandiana che vede "artifacts" sempre ed ovunque. E allora? E allora cerchiamo di contestualizzare quello che vediamo, anche speculando (certo), ma senza cercare il "colpo ad effetto" (tipo "abbiamo trovato un Manufatto Alieno!") a tutti i costi.
I rilievi che il buon Marco Faccin ci ha voluto evidenziare in questo frame rientrano a pieno titolo nella Classe delle cosiddette "Singolarità Superficiali". E tanto basti. Poi, un giorno, quando "saremo lì" - se mai ci saremo... - andremo a controllare meglio...

Complimenti ancora a Marco Faccin e Grazie, per lo splendido spunto suggeritoci!
17 commentiMareKromium10/22/07 at 18:39MareKromium: No, CrabKey, secondo me non sbagli. Potrei farti d...
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ZZ-ZZ-ThePaving-1P141587467EFF3200P2576L456M1-1.jpgSolar-Panel and Paving (natural colors; elab. by Keith Laney - additional processing by Lunexit)72 visitenessun commento4 commentiMareKromium10/22/07 at 18:05MareKromium: Buonasera e benvenuto su Lunexit Omomoto: grazie p...
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ZZ-ZZ-ThePaving-1P141587467EFF3200P2576L456M1-1.jpgSolar-Panel and Paving (natural colors; elab. by Keith Laney - additional processing by Lunexit)72 visitenessun commento4 commentiMareKromium10/22/07 at 16:19omomoto: In merito al discorso dei veri colori di marte, e ...
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SOL1155-2N228912303ESFAS__P1561L0M1.jpgBeyond the Visible Horizon (1) - Sol 115558 visitenessun commento1 commenti10/21/07 at 19:01CrabKey: Splendida! Altro che gli "almost true colors&...
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OPP-SOL1100-MF-LXTT.jpgSome unusual features of Victoria Crater - Sol 1100 (an Image-Mosaic in Natural Colors by Dr Marco Faccin - Lunexit Team)253 visiteAncora dal nostro caro ed attento Amico e Socio, Marco Faccin, qualche spunto per riflettere sulle "stranezze" che, ormai quotidianamente, passano davanti agli occhi di Ricercatori ed Appassionati di Marte e dintorni. In questo splendido e suggestivo collage realizzato dal bravissimo Marco, emergono - attraverso alcuni detail mgnf - dei rilievi i quali, anche senza entrare nel merito della loro possibile origine, male si sposano - a nostro avviso - con le ipotesi che vogliono il cratere Victoria (al pari del 99,99% di TUTTI i crateri situati su TUTTI i Corpi Celesti noti) come un "cratere da impatto". Sarà così? Che il buon Prof. Shoemaker ci perdoni se, di quando in quando, ci sentiamo - se non di dissentire in toto, quanto meno - di dubitare sulla assoluta bontà della sua pur logica e razionale costruzione.
Certo, da qui a supporre una eventuale origine "NON Naturale" dei rilievi evidenziati, ce ne passa e noi - come ormai sapete benissimo - non aderiamo affatto alla Scuola Hoaglandiana che vede "artifacts" sempre ed ovunque. E allora? E allora cerchiamo di contestualizzare quello che vediamo, anche speculando (certo), ma senza cercare il "colpo ad effetto" (tipo "abbiamo trovato un Manufatto Alieno!") a tutti i costi.
I rilievi che il buon Marco Faccin ci ha voluto evidenziare in questo frame rientrano a pieno titolo nella Classe delle cosiddette "Singolarità Superficiali". E tanto basti. Poi, un giorno, quando "saremo lì" - se mai ci saremo... - andremo a controllare meglio...

Complimenti ancora a Marco Faccin e Grazie, per lo splendido spunto suggeritoci!
17 commentiMareKromium10/21/07 at 18:55CrabKey: Io ne deduco che la NASA non ha argomentazioni e q...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZOPP-SOL105-1TrueMars-AFeltri.jpgThe "True Colors" of Mars (20)468 visiteEd ora, per "chiudere" (si fa per dire...) questa panoramica in video e parole sui "Colori Veri" di Marte, ecco il prezioso contributo del Dr Feltri:"...Fermo restando che quanto scritto da Annibale d'Ercole è sostanzialmente esatto riguardo alle varie lunghezza d'onda del visibile, non lo è (ma non per colpa sua) nell'affermazione secondo cui su Marte vi sarebbero spesso tempeste o comunque vortici di sabbia e questo causerebbe la colorazione rossastra dell'atmosfera (tesi NASA). Di queste periodiche perturbazioni sabbiose non c'è alcuna traccia. In 2 anni di Rovers si sono visti solo dei piccoli "Dust Devils", la cui autenticità è pari sì e no a quella di una banconota da 55 Euro.
Il mito del Pianeta Rosso nasce da quanto affermato a suo tempo dalla NASA in occasione delle immagini Mariner. Per diversi mesi dopo l'arrivo della sonda, le foto non furono diffuse con la giustificazione ufficiale che era in atto sul Pianeta una gigantesca tempesta di sabbia. Ora, per chi conosce il metodo NASA di simulare..."
5 commenti10/21/07 at 18:51CrabKey: In effetti l'annotazione di Aeritel, nella sua...
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APOLLO_15_-_AS_15-P-9625-06.jpgAS 15-P-9625 (6) - The buried "Spacecraft" and the "Lunar Eel" (annotated frame)632 visiteUn'ultima annotazione suggeritaci - in un certo senso - dal nostro Amico e Socio Fabio Italiano (OldGrey) con le sue ultime (e comunque belle) elaborazioni: il rilievo denominato "astronave" (il quale altro non è che una delle porzioni illuminate del complesso collinare al quale esso accede) sembra acquisire una dignità autonoma - e quindi configurarsi come "struttura (colonnare o simil-colonnare) a sè stante" - solo perchè (a nostro parere, ovviamente) è stato operato uno stretch, in termini di contrasto (contrast enhancement) fra corpi in luce (i quali ora ci appaiono di color bianco/grigio chiaro) e corpi in ombra (che invece ci appaiono di color nero/grigio scuro), decisamente eccessivo.
Questo significa che basta ridurre il contrasto per vedere (BENE!) che la nostra "astronave" è solamente una - modesta, per giunta - porzione della collina che sorge al centro dell'immagine e la cui parete (in ombra) ci ha a lungo tratti in inganno.

Insomma: elaborare le immagini, come detto, a volte aiuta ed altre volte...inganna.
La variabile iniziale (e spesso decisiva, in questo campo) è data da colui che opera sul frame originale ed è per questo che la NASA (e l'ESA), se vuole/vogliono, può/possono ingannare tutti.

Ed è questo uno dei concetti-cardine del nostro Lavoro; un concetto che, tra mille difficoltà (anche dovute alla enorme mancanza di conoscenza esistente in materia), stiamo cercando di rendere chiaro a tutti.

E come sempre...Pensateci sopra!
19 commentiMareKromium10/21/07 at 11:47MareKromium: Caro Aeritel, gli Ufologi, al pari di molti Ricerc...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZOPP-SOL105-1TrueMars-AFeltri.jpgThe "True Colors" of Mars (20)468 visiteEd ora, per "chiudere" (si fa per dire...) questa panoramica in video e parole sui "Colori Veri" di Marte, ecco il prezioso contributo del Dr Feltri:"...Fermo restando che quanto scritto da Annibale d'Ercole è sostanzialmente esatto riguardo alle varie lunghezza d'onda del visibile, non lo è (ma non per colpa sua) nell'affermazione secondo cui su Marte vi sarebbero spesso tempeste o comunque vortici di sabbia e questo causerebbe la colorazione rossastra dell'atmosfera (tesi NASA). Di queste periodiche perturbazioni sabbiose non c'è alcuna traccia. In 2 anni di Rovers si sono visti solo dei piccoli "Dust Devils", la cui autenticità è pari sì e no a quella di una banconota da 55 Euro.
Il mito del Pianeta Rosso nasce da quanto affermato a suo tempo dalla NASA in occasione delle immagini Mariner. Per diversi mesi dopo l'arrivo della sonda, le foto non furono diffuse con la giustificazione ufficiale che era in atto sul Pianeta una gigantesca tempesta di sabbia. Ora, per chi conosce il metodo NASA di simulare..."
5 commenti10/21/07 at 11:28MareKromium: Condividiamo (ed infatti, in ben pi? di una occasi...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZOPP-SOL105-1TrueMars-AFeltri.jpgThe "True Colors" of Mars (20)468 visiteEd ora, per "chiudere" (si fa per dire...) questa panoramica in video e parole sui "Colori Veri" di Marte, ecco il prezioso contributo del Dr Feltri:"...Fermo restando che quanto scritto da Annibale d'Ercole è sostanzialmente esatto riguardo alle varie lunghezza d'onda del visibile, non lo è (ma non per colpa sua) nell'affermazione secondo cui su Marte vi sarebbero spesso tempeste o comunque vortici di sabbia e questo causerebbe la colorazione rossastra dell'atmosfera (tesi NASA). Di queste periodiche perturbazioni sabbiose non c'è alcuna traccia. In 2 anni di Rovers si sono visti solo dei piccoli "Dust Devils", la cui autenticità è pari sì e no a quella di una banconota da 55 Euro.
Il mito del Pianeta Rosso nasce da quanto affermato a suo tempo dalla NASA in occasione delle immagini Mariner. Per diversi mesi dopo l'arrivo della sonda, le foto non furono diffuse con la giustificazione ufficiale che era in atto sul Pianeta una gigantesca tempesta di sabbia. Ora, per chi conosce il metodo NASA di simulare..."
5 commenti10/20/07 at 21:19aeritel: Sui colori di Marte si ? detto molto. Da un cielo ...
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