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023-Mars_Water-3.jpgMap of Water on Mars97 visiteI raggi cosmici, dopo aver aver raggiunto il Pianeta, interagiscono rapidamente con gli elementi presenti negli strati superficiali del suolo Marziano. Da questo impatto e dalle conseguenti reazioni, scaturisce una (+ o - elevata) dispersione di neutroni. Sapendo che, per quanto maggiore è il quantitativo di H presente in detti strati, tanto minore è la dispersione di neutroni, misurando il loro > o < assorbimento, misuriamo anche il > o < quantitativo di H presente in essi.Sapendo che la forma più probabile in cui si può trovare H in prossimità della superficie di Marte è quella che lo vede aggregato all’O2, deduciamo che, laddove viene rilevata una maggiore presenza di H è altrettanto probabile che vi sia anche una maggiore presenza di H2O.9 commenti12/26/07 at 11:36matteofagone: Paolo, si direbbe che Marte, come la Terra del pas...
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DAWN.jpgThe Dawn of Man89 visiteUn fotogramma storico, dall'indimenticabile "2001 - A Space Odyssey": l'Alba dell'Uomo.5 commenti12/24/07 at 20:20MareKromium: Mi associo, con tutto il cuore!
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DAWN.jpgThe Dawn of Man89 visiteUn fotogramma storico, dall'indimenticabile "2001 - A Space Odyssey": l'Alba dell'Uomo.5 commenti12/24/07 at 18:40titanio44: Auguro a tutti un buon natale ed un felicissimo an...
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SOL1409-2F251447079EFFAX00P1211R0M1.jpgBelieve it or not, this IS Mars... - Sol 1409 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)219 visiteAll'avvicinarsi del cupo Inverno Marziano, i frames Front & Rear-HazCam sono quanto di meglio esista (almeno dal punto di vista dei Ricercatori) per CAPIRE meglio l’effettiva struttura dell'ambiente e del Cielo di Marte, se non altro in termini di luminosità (per quanto attiene i colori, ormai lo sapete: noi abbiamo la Teoria Lunexit – la quale non è, come ovvio, "Verità", ma è – se non altro – il prodotto di un percorso logico e razionale).
Le immagini a struttura grandangolare che ci arrivano dalle suddette Front & Rear-HazCam, ci dimostrano (attraverso l'intera gamma di filtri di cui sono dotate) che quanto situato nella porzione centrale dell'obbiettivo appare sempre più luminoso, mentre le porzioni di paesaggio situate al di fuori del "cerchio ideale" di massima illuminazione tendono (sempre, anch’esse) a diventare più buie.
Il significato di questo fenomeno (certo riproducibile anche sulla Terra) è piuttosto semplice da “decodificare”: l’ambiente Marziano è poco luminoso.
E questo, secondo noi (e dopo anni di discussioni più o meno sostanziate od esotiche), è un punto di arrivo.
Per quanto attiene il Cielo di Marte, esso è EFFETTIVAMENTE più luminoso all'orizzonte (un effetto ottico dovuto al maggior spessore dell'atmosfera così come percepito dagli occhi dell'Osservatore (ivi: le Front e RearHazCam del Rover), e quindi, a mano a mano che si sale con lo sguardo, diventa sempre più scuro (e noi ipotizziamo che, in prossimità dello Zenith, esso sia - di fatto - nero o quasi).

Che dire?
Ci dispiace molto per gli Affezionati sostenitori dei Cieli Azzurri su Marte (cieli tanto spettacolari nell'Immaginario Collettivo, quanto poco realistici alla prova dei fatti), ma la nostra sensazione - senza certezze, ma con un buon margine di ragionevolezza - è che la NASA, sebbene (e per motivi che non ci compete indagare in questa sede) "caotica e pasticciona" (i Cieli di Marte, infatti, secondo le elaborazioni in Approximate True Colors NASA, sono passati - senza motivazioni e senza soluzione di continuità - dall'Arancio Vivo, al Rosso, al "Butterscotch", al "Verdognolo", al Giallo ed al Marrone...) abbia fornito (almeno) una indicazione di massima la quale, secondo noi, è da condividere: l'atmosfera di Marte è TROPPO sottile per consentire, tramite la diffusione della luce in arrivo dal Sole, l'acquisizione di un colore VIVO ed OMOGENEO per l'intero cielo quale è il BLU che caratterizza i Cieli della Terra.
Il Cielo Marziano, quindi, è (rectius: dovrebbe essere) - se ci passate l'espressione – “opaco e stratificato" (e “stratificato” sia in termini di luminosità, sia in termini di colore).
Abbiamo nelle nostre Gallerie innumerevoli immagini (a partire da quelle dei Viking Landers) che dimostrano questa “stratificazione”.
Per quanto attiene l’Opacità del Cielo di Marte…Beh, essa è talmente evidente in quasi tutti i frames recenti Spirit ed Opportunity che non riteniamo si possa discutere ancora sull’oggettività di questo fattore.

Conclusioni: se questo ragionamento fosse corretto e le sue conclusioni fossero esatte (anche magari solo in parte), allora DERIVA LOGICAMENTE da quanto sopra che, una volta presi e metabolizzati i Dati disponibili, e quindi ragionando con Logica, Razionalità e Pragmatismo (ed abbandonando, almeno una volta tanto, le “Leggende Spaziali” sui Cieli Azzurri del Pianeta Rosso che proliferano sulla Rete), l'illuminazione superficiale media di Marte e la colorazione del suo cielo NON POSSONO sic et simpliciter essere assimilate all'illuminazione media superficiale della Terra (specie allorchè Marte si trova all’afelio) ed al colorito usuale (o medio, se preferite) del Cielo Terrestre.

E per il resto, dato che questa storia - supponiamo - stia cominciando a diventare un pò "stantìa" per tutti...Vi rimandiamo all'articolo "True Colors".

Le Vostre opinioni ed insights saranno, come sempre, benvenuti!
4 commentiMareKromium12/23/07 at 15:28MareKromium: Tutto vero. Concordo in toto, sia sulla questione ...
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SOL1409-2F251447079EFFAX00P1211R0M1.jpgBelieve it or not, this IS Mars... - Sol 1409 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)219 visiteAll'avvicinarsi del cupo Inverno Marziano, i frames Front & Rear-HazCam sono quanto di meglio esista (almeno dal punto di vista dei Ricercatori) per CAPIRE meglio l’effettiva struttura dell'ambiente e del Cielo di Marte, se non altro in termini di luminosità (per quanto attiene i colori, ormai lo sapete: noi abbiamo la Teoria Lunexit – la quale non è, come ovvio, "Verità", ma è – se non altro – il prodotto di un percorso logico e razionale).
Le immagini a struttura grandangolare che ci arrivano dalle suddette Front & Rear-HazCam, ci dimostrano (attraverso l'intera gamma di filtri di cui sono dotate) che quanto situato nella porzione centrale dell'obbiettivo appare sempre più luminoso, mentre le porzioni di paesaggio situate al di fuori del "cerchio ideale" di massima illuminazione tendono (sempre, anch’esse) a diventare più buie.
Il significato di questo fenomeno (certo riproducibile anche sulla Terra) è piuttosto semplice da “decodificare”: l’ambiente Marziano è poco luminoso.
E questo, secondo noi (e dopo anni di discussioni più o meno sostanziate od esotiche), è un punto di arrivo.
Per quanto attiene il Cielo di Marte, esso è EFFETTIVAMENTE più luminoso all'orizzonte (un effetto ottico dovuto al maggior spessore dell'atmosfera così come percepito dagli occhi dell'Osservatore (ivi: le Front e RearHazCam del Rover), e quindi, a mano a mano che si sale con lo sguardo, diventa sempre più scuro (e noi ipotizziamo che, in prossimità dello Zenith, esso sia - di fatto - nero o quasi).

Che dire?
Ci dispiace molto per gli Affezionati sostenitori dei Cieli Azzurri su Marte (cieli tanto spettacolari nell'Immaginario Collettivo, quanto poco realistici alla prova dei fatti), ma la nostra sensazione - senza certezze, ma con un buon margine di ragionevolezza - è che la NASA, sebbene (e per motivi che non ci compete indagare in questa sede) "caotica e pasticciona" (i Cieli di Marte, infatti, secondo le elaborazioni in Approximate True Colors NASA, sono passati - senza motivazioni e senza soluzione di continuità - dall'Arancio Vivo, al Rosso, al "Butterscotch", al "Verdognolo", al Giallo ed al Marrone...) abbia fornito (almeno) una indicazione di massima la quale, secondo noi, è da condividere: l'atmosfera di Marte è TROPPO sottile per consentire, tramite la diffusione della luce in arrivo dal Sole, l'acquisizione di un colore VIVO ed OMOGENEO per l'intero cielo quale è il BLU che caratterizza i Cieli della Terra.
Il Cielo Marziano, quindi, è (rectius: dovrebbe essere) - se ci passate l'espressione – “opaco e stratificato" (e “stratificato” sia in termini di luminosità, sia in termini di colore).
Abbiamo nelle nostre Gallerie innumerevoli immagini (a partire da quelle dei Viking Landers) che dimostrano questa “stratificazione”.
Per quanto attiene l’Opacità del Cielo di Marte…Beh, essa è talmente evidente in quasi tutti i frames recenti Spirit ed Opportunity che non riteniamo si possa discutere ancora sull’oggettività di questo fattore.

Conclusioni: se questo ragionamento fosse corretto e le sue conclusioni fossero esatte (anche magari solo in parte), allora DERIVA LOGICAMENTE da quanto sopra che, una volta presi e metabolizzati i Dati disponibili, e quindi ragionando con Logica, Razionalità e Pragmatismo (ed abbandonando, almeno una volta tanto, le “Leggende Spaziali” sui Cieli Azzurri del Pianeta Rosso che proliferano sulla Rete), l'illuminazione superficiale media di Marte e la colorazione del suo cielo NON POSSONO sic et simpliciter essere assimilate all'illuminazione media superficiale della Terra (specie allorchè Marte si trova all’afelio) ed al colorito usuale (o medio, se preferite) del Cielo Terrestre.

E per il resto, dato che questa storia - supponiamo - stia cominciando a diventare un pò "stantìa" per tutti...Vi rimandiamo all'articolo "True Colors".

Le Vostre opinioni ed insights saranno, come sempre, benvenuti!
4 commentiMareKromium12/23/07 at 14:18matteofagone: Paolo, c'? una questione etica e morale di fon...
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SOL1409-2F251447079EFFAX00P1211R0M1.jpgBelieve it or not, this IS Mars... - Sol 1409 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)219 visiteAll'avvicinarsi del cupo Inverno Marziano, i frames Front & Rear-HazCam sono quanto di meglio esista (almeno dal punto di vista dei Ricercatori) per CAPIRE meglio l’effettiva struttura dell'ambiente e del Cielo di Marte, se non altro in termini di luminosità (per quanto attiene i colori, ormai lo sapete: noi abbiamo la Teoria Lunexit – la quale non è, come ovvio, "Verità", ma è – se non altro – il prodotto di un percorso logico e razionale).
Le immagini a struttura grandangolare che ci arrivano dalle suddette Front & Rear-HazCam, ci dimostrano (attraverso l'intera gamma di filtri di cui sono dotate) che quanto situato nella porzione centrale dell'obbiettivo appare sempre più luminoso, mentre le porzioni di paesaggio situate al di fuori del "cerchio ideale" di massima illuminazione tendono (sempre, anch’esse) a diventare più buie.
Il significato di questo fenomeno (certo riproducibile anche sulla Terra) è piuttosto semplice da “decodificare”: l’ambiente Marziano è poco luminoso.
E questo, secondo noi (e dopo anni di discussioni più o meno sostanziate od esotiche), è un punto di arrivo.
Per quanto attiene il Cielo di Marte, esso è EFFETTIVAMENTE più luminoso all'orizzonte (un effetto ottico dovuto al maggior spessore dell'atmosfera così come percepito dagli occhi dell'Osservatore (ivi: le Front e RearHazCam del Rover), e quindi, a mano a mano che si sale con lo sguardo, diventa sempre più scuro (e noi ipotizziamo che, in prossimità dello Zenith, esso sia - di fatto - nero o quasi).

Che dire?
Ci dispiace molto per gli Affezionati sostenitori dei Cieli Azzurri su Marte (cieli tanto spettacolari nell'Immaginario Collettivo, quanto poco realistici alla prova dei fatti), ma la nostra sensazione - senza certezze, ma con un buon margine di ragionevolezza - è che la NASA, sebbene (e per motivi che non ci compete indagare in questa sede) "caotica e pasticciona" (i Cieli di Marte, infatti, secondo le elaborazioni in Approximate True Colors NASA, sono passati - senza motivazioni e senza soluzione di continuità - dall'Arancio Vivo, al Rosso, al "Butterscotch", al "Verdognolo", al Giallo ed al Marrone...) abbia fornito (almeno) una indicazione di massima la quale, secondo noi, è da condividere: l'atmosfera di Marte è TROPPO sottile per consentire, tramite la diffusione della luce in arrivo dal Sole, l'acquisizione di un colore VIVO ed OMOGENEO per l'intero cielo quale è il BLU che caratterizza i Cieli della Terra.
Il Cielo Marziano, quindi, è (rectius: dovrebbe essere) - se ci passate l'espressione – “opaco e stratificato" (e “stratificato” sia in termini di luminosità, sia in termini di colore).
Abbiamo nelle nostre Gallerie innumerevoli immagini (a partire da quelle dei Viking Landers) che dimostrano questa “stratificazione”.
Per quanto attiene l’Opacità del Cielo di Marte…Beh, essa è talmente evidente in quasi tutti i frames recenti Spirit ed Opportunity che non riteniamo si possa discutere ancora sull’oggettività di questo fattore.

Conclusioni: se questo ragionamento fosse corretto e le sue conclusioni fossero esatte (anche magari solo in parte), allora DERIVA LOGICAMENTE da quanto sopra che, una volta presi e metabolizzati i Dati disponibili, e quindi ragionando con Logica, Razionalità e Pragmatismo (ed abbandonando, almeno una volta tanto, le “Leggende Spaziali” sui Cieli Azzurri del Pianeta Rosso che proliferano sulla Rete), l'illuminazione superficiale media di Marte e la colorazione del suo cielo NON POSSONO sic et simpliciter essere assimilate all'illuminazione media superficiale della Terra (specie allorchè Marte si trova all’afelio) ed al colorito usuale (o medio, se preferite) del Cielo Terrestre.

E per il resto, dato che questa storia - supponiamo - stia cominciando a diventare un pò "stantìa" per tutti...Vi rimandiamo all'articolo "True Colors".

Le Vostre opinioni ed insights saranno, come sempre, benvenuti!
4 commentiMareKromium12/23/07 at 12:04MareKromium: Carissimo Matteo, sono contento del tuo commento, ...
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SOL1409-2F251447079EFFAX00P1211R0M1.jpgBelieve it or not, this IS Mars... - Sol 1409 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)219 visiteAll'avvicinarsi del cupo Inverno Marziano, i frames Front & Rear-HazCam sono quanto di meglio esista (almeno dal punto di vista dei Ricercatori) per CAPIRE meglio l’effettiva struttura dell'ambiente e del Cielo di Marte, se non altro in termini di luminosità (per quanto attiene i colori, ormai lo sapete: noi abbiamo la Teoria Lunexit – la quale non è, come ovvio, "Verità", ma è – se non altro – il prodotto di un percorso logico e razionale).
Le immagini a struttura grandangolare che ci arrivano dalle suddette Front & Rear-HazCam, ci dimostrano (attraverso l'intera gamma di filtri di cui sono dotate) che quanto situato nella porzione centrale dell'obbiettivo appare sempre più luminoso, mentre le porzioni di paesaggio situate al di fuori del "cerchio ideale" di massima illuminazione tendono (sempre, anch’esse) a diventare più buie.
Il significato di questo fenomeno (certo riproducibile anche sulla Terra) è piuttosto semplice da “decodificare”: l’ambiente Marziano è poco luminoso.
E questo, secondo noi (e dopo anni di discussioni più o meno sostanziate od esotiche), è un punto di arrivo.
Per quanto attiene il Cielo di Marte, esso è EFFETTIVAMENTE più luminoso all'orizzonte (un effetto ottico dovuto al maggior spessore dell'atmosfera così come percepito dagli occhi dell'Osservatore (ivi: le Front e RearHazCam del Rover), e quindi, a mano a mano che si sale con lo sguardo, diventa sempre più scuro (e noi ipotizziamo che, in prossimità dello Zenith, esso sia - di fatto - nero o quasi).

Che dire?
Ci dispiace molto per gli Affezionati sostenitori dei Cieli Azzurri su Marte (cieli tanto spettacolari nell'Immaginario Collettivo, quanto poco realistici alla prova dei fatti), ma la nostra sensazione - senza certezze, ma con un buon margine di ragionevolezza - è che la NASA, sebbene (e per motivi che non ci compete indagare in questa sede) "caotica e pasticciona" (i Cieli di Marte, infatti, secondo le elaborazioni in Approximate True Colors NASA, sono passati - senza motivazioni e senza soluzione di continuità - dall'Arancio Vivo, al Rosso, al "Butterscotch", al "Verdognolo", al Giallo ed al Marrone...) abbia fornito (almeno) una indicazione di massima la quale, secondo noi, è da condividere: l'atmosfera di Marte è TROPPO sottile per consentire, tramite la diffusione della luce in arrivo dal Sole, l'acquisizione di un colore VIVO ed OMOGENEO per l'intero cielo quale è il BLU che caratterizza i Cieli della Terra.
Il Cielo Marziano, quindi, è (rectius: dovrebbe essere) - se ci passate l'espressione – “opaco e stratificato" (e “stratificato” sia in termini di luminosità, sia in termini di colore).
Abbiamo nelle nostre Gallerie innumerevoli immagini (a partire da quelle dei Viking Landers) che dimostrano questa “stratificazione”.
Per quanto attiene l’Opacità del Cielo di Marte…Beh, essa è talmente evidente in quasi tutti i frames recenti Spirit ed Opportunity che non riteniamo si possa discutere ancora sull’oggettività di questo fattore.

Conclusioni: se questo ragionamento fosse corretto e le sue conclusioni fossero esatte (anche magari solo in parte), allora DERIVA LOGICAMENTE da quanto sopra che, una volta presi e metabolizzati i Dati disponibili, e quindi ragionando con Logica, Razionalità e Pragmatismo (ed abbandonando, almeno una volta tanto, le “Leggende Spaziali” sui Cieli Azzurri del Pianeta Rosso che proliferano sulla Rete), l'illuminazione superficiale media di Marte e la colorazione del suo cielo NON POSSONO sic et simpliciter essere assimilate all'illuminazione media superficiale della Terra (specie allorchè Marte si trova all’afelio) ed al colorito usuale (o medio, se preferite) del Cielo Terrestre.

E per il resto, dato che questa storia - supponiamo - stia cominciando a diventare un pò "stantìa" per tutti...Vi rimandiamo all'articolo "True Colors".

Le Vostre opinioni ed insights saranno, come sempre, benvenuti!
4 commentiMareKromium12/23/07 at 11:54matteofagone: Amen!
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SOL1369.jpgSomething like a "box"... - Sol 1369 (credits: Dr Marco Faccin)60 visiteContestualizzazione: un concetto chiave per l'individuazione e l'analisi delle possibili Anomalìe e Singolarità presenti su rilievi extra-terrestri.
Lo spunto per parlarne in un recente commento (sebbene in termini di pura teoria), ci è stato dato dal nostro caro Amico e Socio, "Ufologo"; una risposta sul campo, invece, è subito arrivata dal nostro sempre bravissimo Ricercatore, Dr Marco Faccin.
Ed è quindi dedicato ai nostri due Amici il commento su questo frame il quale - come vedete - ci mostra, in alto a Dx del quadro maggiore (posto a Sx dell’Osservatore), assieme ad una discreta quantità di elementi irrilevanti, un dettaglio davvero intrigante.

Si tratta, in apparenza, di un "frammento" parzialmente interrato di qualcosa che, come sembra del tutto evidente, possiede un’albedo piuttosto elevata, è liscio, squadrato ed apparentemente disposto/strutturato/articolato su due livelli.

Un qualcosa che, effettivamente, "sembra" assai poco naturale...

Contestualizzazione: ossìa trasposizione del dettaglio che, ai nostri occhi, appare come "anomalo" (e cioè, tanto per adottare una definizione chiara ed alla buona, diciamo un dettaglio "non allineato"/"incongruo" con il/rispetto al paesaggio al quale accede e di cui fa parte), NEL SUO CONTESTO di riferimento (ivi: un'area rocciosa e ricca di macigni e rocce stratificate, non lontana dalla Collina "Husband" ed a ridosso della zona conosciuta come "Home Plate").

Ecco: questo dettaglio, ottimamente individuato dal Dr Faccin, è EFFETTIVAMENTE (a nostro parere e dopo aver effettuato la Contestualizzazione nei termini di cui sopra) un rilievo quanto meno Singolare, se non del tutto Anomalo.
Ma questo non vuol dire, naturalmente, rilievo "artificiale"!
Magari lo sarà pure o magari no: questo non lo sa nessuno.
E, al momento, non importa.
Noi sappiamo solo che questo rilievo, una volta CONTESTUALIZZATO, NON SI SPOSA con il resto del paesaggio su cui sorge e del quale dovrebbe pienamente condividerne la Natura. Tutto qui.
Le analisi DECONTESTUALIZZATE – e che sono tanto care alla Scuola del Prof. Hoagland e del Dr Skipper (due esempi fra i tanti) –, a nostro parere, non sono analisi complete.
Forse, da un certo punto di vista, non sono neppure analisi, ma semplici “chiacchiere” (interessanti ed accattivanti finché si vuole, ma sempre chiacchiere), fondate su mere associazioni visive, logiche e mnemoniche (della serie “questo rilievo MI RICORDA questo oggetto” etc.).
Il che è cosa ben diversa dalla Ricerca ed Analisi delle possibili Singolarità ed Anomalìe contenute nelle immagini in arrivo dallo Spazio…O no?!?

Un grande saluto e ringraziamento al Dr Faccin!
12 commentiMareKromium12/21/07 at 22:26MareKromium: Chi arriva per primo, chiama tutti gli altri (e, c...
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SOL1369.jpgSomething like a "box"... - Sol 1369 (credits: Dr Marco Faccin)60 visiteContestualizzazione: un concetto chiave per l'individuazione e l'analisi delle possibili Anomalìe e Singolarità presenti su rilievi extra-terrestri.
Lo spunto per parlarne in un recente commento (sebbene in termini di pura teoria), ci è stato dato dal nostro caro Amico e Socio, "Ufologo"; una risposta sul campo, invece, è subito arrivata dal nostro sempre bravissimo Ricercatore, Dr Marco Faccin.
Ed è quindi dedicato ai nostri due Amici il commento su questo frame il quale - come vedete - ci mostra, in alto a Dx del quadro maggiore (posto a Sx dell’Osservatore), assieme ad una discreta quantità di elementi irrilevanti, un dettaglio davvero intrigante.

Si tratta, in apparenza, di un "frammento" parzialmente interrato di qualcosa che, come sembra del tutto evidente, possiede un’albedo piuttosto elevata, è liscio, squadrato ed apparentemente disposto/strutturato/articolato su due livelli.

Un qualcosa che, effettivamente, "sembra" assai poco naturale...

Contestualizzazione: ossìa trasposizione del dettaglio che, ai nostri occhi, appare come "anomalo" (e cioè, tanto per adottare una definizione chiara ed alla buona, diciamo un dettaglio "non allineato"/"incongruo" con il/rispetto al paesaggio al quale accede e di cui fa parte), NEL SUO CONTESTO di riferimento (ivi: un'area rocciosa e ricca di macigni e rocce stratificate, non lontana dalla Collina "Husband" ed a ridosso della zona conosciuta come "Home Plate").

Ecco: questo dettaglio, ottimamente individuato dal Dr Faccin, è EFFETTIVAMENTE (a nostro parere e dopo aver effettuato la Contestualizzazione nei termini di cui sopra) un rilievo quanto meno Singolare, se non del tutto Anomalo.
Ma questo non vuol dire, naturalmente, rilievo "artificiale"!
Magari lo sarà pure o magari no: questo non lo sa nessuno.
E, al momento, non importa.
Noi sappiamo solo che questo rilievo, una volta CONTESTUALIZZATO, NON SI SPOSA con il resto del paesaggio su cui sorge e del quale dovrebbe pienamente condividerne la Natura. Tutto qui.
Le analisi DECONTESTUALIZZATE – e che sono tanto care alla Scuola del Prof. Hoagland e del Dr Skipper (due esempi fra i tanti) –, a nostro parere, non sono analisi complete.
Forse, da un certo punto di vista, non sono neppure analisi, ma semplici “chiacchiere” (interessanti ed accattivanti finché si vuole, ma sempre chiacchiere), fondate su mere associazioni visive, logiche e mnemoniche (della serie “questo rilievo MI RICORDA questo oggetto” etc.).
Il che è cosa ben diversa dalla Ricerca ed Analisi delle possibili Singolarità ed Anomalìe contenute nelle immagini in arrivo dallo Spazio…O no?!?

Un grande saluto e ringraziamento al Dr Faccin!
12 commentiMareKromium12/21/07 at 21:00omomoto: OK gente, allora quando fate un salto l? recuperat...
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SOL1369.jpgSomething like a "box"... - Sol 1369 (credits: Dr Marco Faccin)60 visiteContestualizzazione: un concetto chiave per l'individuazione e l'analisi delle possibili Anomalìe e Singolarità presenti su rilievi extra-terrestri.
Lo spunto per parlarne in un recente commento (sebbene in termini di pura teoria), ci è stato dato dal nostro caro Amico e Socio, "Ufologo"; una risposta sul campo, invece, è subito arrivata dal nostro sempre bravissimo Ricercatore, Dr Marco Faccin.
Ed è quindi dedicato ai nostri due Amici il commento su questo frame il quale - come vedete - ci mostra, in alto a Dx del quadro maggiore (posto a Sx dell’Osservatore), assieme ad una discreta quantità di elementi irrilevanti, un dettaglio davvero intrigante.

Si tratta, in apparenza, di un "frammento" parzialmente interrato di qualcosa che, come sembra del tutto evidente, possiede un’albedo piuttosto elevata, è liscio, squadrato ed apparentemente disposto/strutturato/articolato su due livelli.

Un qualcosa che, effettivamente, "sembra" assai poco naturale...

Contestualizzazione: ossìa trasposizione del dettaglio che, ai nostri occhi, appare come "anomalo" (e cioè, tanto per adottare una definizione chiara ed alla buona, diciamo un dettaglio "non allineato"/"incongruo" con il/rispetto al paesaggio al quale accede e di cui fa parte), NEL SUO CONTESTO di riferimento (ivi: un'area rocciosa e ricca di macigni e rocce stratificate, non lontana dalla Collina "Husband" ed a ridosso della zona conosciuta come "Home Plate").

Ecco: questo dettaglio, ottimamente individuato dal Dr Faccin, è EFFETTIVAMENTE (a nostro parere e dopo aver effettuato la Contestualizzazione nei termini di cui sopra) un rilievo quanto meno Singolare, se non del tutto Anomalo.
Ma questo non vuol dire, naturalmente, rilievo "artificiale"!
Magari lo sarà pure o magari no: questo non lo sa nessuno.
E, al momento, non importa.
Noi sappiamo solo che questo rilievo, una volta CONTESTUALIZZATO, NON SI SPOSA con il resto del paesaggio su cui sorge e del quale dovrebbe pienamente condividerne la Natura. Tutto qui.
Le analisi DECONTESTUALIZZATE – e che sono tanto care alla Scuola del Prof. Hoagland e del Dr Skipper (due esempi fra i tanti) –, a nostro parere, non sono analisi complete.
Forse, da un certo punto di vista, non sono neppure analisi, ma semplici “chiacchiere” (interessanti ed accattivanti finché si vuole, ma sempre chiacchiere), fondate su mere associazioni visive, logiche e mnemoniche (della serie “questo rilievo MI RICORDA questo oggetto” etc.).
Il che è cosa ben diversa dalla Ricerca ed Analisi delle possibili Singolarità ed Anomalìe contenute nelle immagini in arrivo dallo Spazio…O no?!?

Un grande saluto e ringraziamento al Dr Faccin!
12 commentiMareKromium12/21/07 at 19:29MareKromium: ...tranquillo Matteo...Anch'io, in fondo, so c...
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SOL1369.jpgSomething like a "box"... - Sol 1369 (credits: Dr Marco Faccin)60 visiteContestualizzazione: un concetto chiave per l'individuazione e l'analisi delle possibili Anomalìe e Singolarità presenti su rilievi extra-terrestri.
Lo spunto per parlarne in un recente commento (sebbene in termini di pura teoria), ci è stato dato dal nostro caro Amico e Socio, "Ufologo"; una risposta sul campo, invece, è subito arrivata dal nostro sempre bravissimo Ricercatore, Dr Marco Faccin.
Ed è quindi dedicato ai nostri due Amici il commento su questo frame il quale - come vedete - ci mostra, in alto a Dx del quadro maggiore (posto a Sx dell’Osservatore), assieme ad una discreta quantità di elementi irrilevanti, un dettaglio davvero intrigante.

Si tratta, in apparenza, di un "frammento" parzialmente interrato di qualcosa che, come sembra del tutto evidente, possiede un’albedo piuttosto elevata, è liscio, squadrato ed apparentemente disposto/strutturato/articolato su due livelli.

Un qualcosa che, effettivamente, "sembra" assai poco naturale...

Contestualizzazione: ossìa trasposizione del dettaglio che, ai nostri occhi, appare come "anomalo" (e cioè, tanto per adottare una definizione chiara ed alla buona, diciamo un dettaglio "non allineato"/"incongruo" con il/rispetto al paesaggio al quale accede e di cui fa parte), NEL SUO CONTESTO di riferimento (ivi: un'area rocciosa e ricca di macigni e rocce stratificate, non lontana dalla Collina "Husband" ed a ridosso della zona conosciuta come "Home Plate").

Ecco: questo dettaglio, ottimamente individuato dal Dr Faccin, è EFFETTIVAMENTE (a nostro parere e dopo aver effettuato la Contestualizzazione nei termini di cui sopra) un rilievo quanto meno Singolare, se non del tutto Anomalo.
Ma questo non vuol dire, naturalmente, rilievo "artificiale"!
Magari lo sarà pure o magari no: questo non lo sa nessuno.
E, al momento, non importa.
Noi sappiamo solo che questo rilievo, una volta CONTESTUALIZZATO, NON SI SPOSA con il resto del paesaggio su cui sorge e del quale dovrebbe pienamente condividerne la Natura. Tutto qui.
Le analisi DECONTESTUALIZZATE – e che sono tanto care alla Scuola del Prof. Hoagland e del Dr Skipper (due esempi fra i tanti) –, a nostro parere, non sono analisi complete.
Forse, da un certo punto di vista, non sono neppure analisi, ma semplici “chiacchiere” (interessanti ed accattivanti finché si vuole, ma sempre chiacchiere), fondate su mere associazioni visive, logiche e mnemoniche (della serie “questo rilievo MI RICORDA questo oggetto” etc.).
Il che è cosa ben diversa dalla Ricerca ed Analisi delle possibili Singolarità ed Anomalìe contenute nelle immagini in arrivo dallo Spazio…O no?!?

Un grande saluto e ringraziamento al Dr Faccin!
12 commentiMareKromium12/21/07 at 19:25matteofagone: Paolo, voglio dirti una cosa che sono certo tu gid...
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SOL1369.jpgSomething like a "box"... - Sol 1369 (credits: Dr Marco Faccin)60 visiteContestualizzazione: un concetto chiave per l'individuazione e l'analisi delle possibili Anomalìe e Singolarità presenti su rilievi extra-terrestri.
Lo spunto per parlarne in un recente commento (sebbene in termini di pura teoria), ci è stato dato dal nostro caro Amico e Socio, "Ufologo"; una risposta sul campo, invece, è subito arrivata dal nostro sempre bravissimo Ricercatore, Dr Marco Faccin.
Ed è quindi dedicato ai nostri due Amici il commento su questo frame il quale - come vedete - ci mostra, in alto a Dx del quadro maggiore (posto a Sx dell’Osservatore), assieme ad una discreta quantità di elementi irrilevanti, un dettaglio davvero intrigante.

Si tratta, in apparenza, di un "frammento" parzialmente interrato di qualcosa che, come sembra del tutto evidente, possiede un’albedo piuttosto elevata, è liscio, squadrato ed apparentemente disposto/strutturato/articolato su due livelli.

Un qualcosa che, effettivamente, "sembra" assai poco naturale...

Contestualizzazione: ossìa trasposizione del dettaglio che, ai nostri occhi, appare come "anomalo" (e cioè, tanto per adottare una definizione chiara ed alla buona, diciamo un dettaglio "non allineato"/"incongruo" con il/rispetto al paesaggio al quale accede e di cui fa parte), NEL SUO CONTESTO di riferimento (ivi: un'area rocciosa e ricca di macigni e rocce stratificate, non lontana dalla Collina "Husband" ed a ridosso della zona conosciuta come "Home Plate").

Ecco: questo dettaglio, ottimamente individuato dal Dr Faccin, è EFFETTIVAMENTE (a nostro parere e dopo aver effettuato la Contestualizzazione nei termini di cui sopra) un rilievo quanto meno Singolare, se non del tutto Anomalo.
Ma questo non vuol dire, naturalmente, rilievo "artificiale"!
Magari lo sarà pure o magari no: questo non lo sa nessuno.
E, al momento, non importa.
Noi sappiamo solo che questo rilievo, una volta CONTESTUALIZZATO, NON SI SPOSA con il resto del paesaggio su cui sorge e del quale dovrebbe pienamente condividerne la Natura. Tutto qui.
Le analisi DECONTESTUALIZZATE – e che sono tanto care alla Scuola del Prof. Hoagland e del Dr Skipper (due esempi fra i tanti) –, a nostro parere, non sono analisi complete.
Forse, da un certo punto di vista, non sono neppure analisi, ma semplici “chiacchiere” (interessanti ed accattivanti finché si vuole, ma sempre chiacchiere), fondate su mere associazioni visive, logiche e mnemoniche (della serie “questo rilievo MI RICORDA questo oggetto” etc.).
Il che è cosa ben diversa dalla Ricerca ed Analisi delle possibili Singolarità ed Anomalìe contenute nelle immagini in arrivo dallo Spazio…O no?!?

Un grande saluto e ringraziamento al Dr Faccin!
12 commentiMareKromium12/21/07 at 18:14MareKromium: Sono d'accordo ma allora dovrai aspettare - al...
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