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SOL1418-2P252247902EFFAX00P2299R1M1.jpgExtremely fresh "Surface Markings" - Sol 1418 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)57 visiteLe "scalfitture" sulle rocce indicate dalle frecce e cerchiate sono (senza il minimo dubbio) RECENTISSIME. E' ovvio che potremmo, volendo, già lanciarci in speculazioni fantascientifiche...Ma non ci sembra il caso.
Le scalfitture, infatti, potrebbero essere opera del Robotic Arm (RA) del Rover. Forse.

Non riteniamo che sia possibile attribuirle al passaggio del Rover "al di sopra" di esse poichè i "segni" che lasciano Spirit ed Opportunity allorchè passano sopra a rocce di modeste dimensioni oppure ad outcrops sono diversi. E comunque, se fate attenzione, ci sono svariate scalfitture sulla superficie della roccia più grande, posta a ridosso del margine superiore del frame: è evidente che se Spirit fosse passato su quella pietra l'avrebbe schiacciata e smossa (certo non sarebbe rimasta nella posizione in cui la vediamo ora e che lascia intuire un "opening" al di sotto di essa: un opening che noi, un pò scherzosamente, chiamiamo "tana"...).

E comunque, a dire il vero, potrebbe anche esserci un'interessante ipotesi "esotica" sulla natura di queste "scalfitture". Un'ipotesi di cui, molto probabilmente, parleremo in un prossimo futuro...
2 commentiMareKromium01/04/08 at 13:26Anakin: Avevo notato anche io, passeggiando tra i frame NA...
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OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpgThe "D-Star Panorama" - Sol 1162 (approx. true colors; credits: NASA - inset: MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)58 visiteAllora, Cari Amici, innanzitutto perdonateci.
Perdonateci perché volevamo davvero piantarla lì con la storia dei Colori di Marte ma...eccoci ancora qui, con un nuovo (senz'altro bellissimo e suggestivo) new frame NASA pubblicato nella notte del 2 Gennaio 2008, il quale ci riporta (un’ennesima volta) alla questione di partenza: qual è il "vero" colore di Marte?
La NASA, a dire il vero, sta incominciando a dimostrare - se non altro - una certa coerenza; le sue ricostruzioni in approx. true colors, infatti, ormai sembrano volerci dire solo una cosa: la Dominante Cromatica della Regione di Meridiani Planum, VISTA DAL SUOLO, è il "verde scuro", con tracce giallastro/arancio.
Verde scuro.
A nostro avviso però - detto con umiltà ma ex informata scientia - questa "Dominante NASA" adottata per Meridiani è il prodotto di una clamorosa distorsione.
Una distorsione non solo e non tanto occorsa nelle modalità di colorizzazione del frame quanto, piuttosto, nelle modalità di diffusione dei dati.
Non Vi sarà difficile ricordare, ad esempio, il "Lion King Panorama" (eravamo nei pressi della Landing Zone di Opportunity, a qualche centinaio di metri dal Cratere Endurance – frame pubblicato nella Sez. Mars in Colors). Ebbene, in quello (splendido) frame, il deserto di Meridiani veniva mostrato dalla NASA - sempre in approx. true colors - di un color rosso/arancio vivo.
Altri frames colorati dalla NASA - e giunti in seguito - ci hanno fatto vedere come le sabbie di Meridiani presentino un "color ross/arancio-mattone" quale dominante; ed anche le foto orbitali a colori della Regione di Meridiani ci dicono che essa (al pari di quasi tutte le Regioni Equatoriali e presso-Equatoriali di Marte) è una Regione a Dominante Arancio-Giallo-Marrone.
Ed il "verde"? Zero.
Come fare a spiegare ed a spiegarVi, quindi, il senso (logico e cromatico) di questo New Color Deal della NASA?
Insomma: se le elaborazioni in approx. true colors degli Amici di Pasadena sono corrette adesso, allora - e non ci piove su questo - dovevano essere sbagliate prima.
D'altra parte, se esse erano corrette prima, allora quelle di adesso sono clamorosamente sballate.
Questa è semplice Logica, NON Polemica.
Ciò premesso, noi ci aspettavamo qualche chiarimento; qualche (anche piccola) delucidazione...E invece nulla.
I colori "Approssimativamente Veri" della NASA, a quanto pare, sono SEMPRE GIUSTI, sia quando ci mostrano Marte arancione, sia quando ce lo fanno vedere giallo, o rosso, o - come adesso - verde scuro.
E allora? E allora (e perdonateci l'ironia...) se il colori della NASA sono sempre giusti (pur nella loro radicale incoerenza), vuol dire che siamo noi a vedere male.
Siamo tutti daltonici? Siete anche Voi tutti daltonici?
Volete contribuire con un parere su quest'ultimissima versione di Marte?

Noi non sappiamo più cosa dire e quindi, speriamo agendo dignitosamente, ci permettiamo solo di inserire, nel mega-frame NASA, un piccolo inset con la nostra colorizzazione MULTISPECTRUM. Certo, forse anche il nostro MULTISPECTRUM sarà sbagliato (e, talvolta, fornisce risultati incoerenti) ma, se non altro, noi applichiamo un Metodo coerente e cerchiamo un confronto e qualche risposta sensata.
Peccato che alla NASA non abbiano MAI un attimo di tempo per spiegare a degli ignoranti come noi quale sia il "senso" (ammesso che un "senso" esista) delle loro colorizzazioni...

Molto interessanti – e questo è detto senza alcuna ironia – sono le ulteriori informazioni dedotte nella Captino NASA originale, che riportiamo integralmente.

E adesso (se volete…) a Voi la parola!

Caption NASA:"NASA's twin Mars Exploration Rovers have been getting smarter as they get older. This view from Opportunity shows the tracks left by a drive executed with more onboard autonomy than has been used on any other drive by a Mars rover.

Opportunity made the curving, 15,8-meter (52-foot) drive during its 1160th Martian Day, or Sol (such as April 29, 2007). It was testing a navigational capability called "Field D-star" which enables the Rover to plan optimal long-range drives around any obstacles in order to travel the most direct safe route to the drive's designated destination. Opportunity and its twin, Spirit, did not have this capability until the third year after their January 2004 landings on Mars. Earlier, they could recognize hazards when they approached them closely, then back away and try another angle, but could not always find a safe route away from hazards. Field D-Star and several other upgrades were part of new onboard software uploaded from Earth in 2006.
The Sol 1160 drive by Opportunity was a Martian field test of Field D-Star and also used several other features of autonomy, including visual odometry to track the Rover's actual position after each segment of the drive, avoidance of designated keep-out zones, and combining information from two sets of stereo images to consider a wide swath of terrain in analyzing the route.

Two days later, on Sol 1162 (May 1, 2007), Opportunity was still at the location it reached during that drive, and the Rover’s Pancam took the exposures combined into this image.

Victoria Crater is in the background, at the top of the image.
The Sol 1160 drive began at the place near the center of the image where tracks overlap each other. Tracks farther away were left by earlier drives nearer to the northern rim of the Crater. For scale, the distance between the parallel tracks left by the Rover's wheels is about 1 meter (39 inches) from the middle of one track to the middle of the other. The rocks in the center foreground are roughly 7 to 10 centimeters (3 to 4” – inches) tall. The Rover could actually drive over them easily, but for this test, Settings in the onboard hazard-detection software were adjusted to make these smaller rocks be considered dangerous to the Rover. The patch of larger rocks to the right was set as a keep-out zone. The location from which this image was taken is where the rover stopped driving to communicate with Earth. A straight line from the starting point to the destination would be 11 meters (36 feet).
Opportunity plotted and followed a smoothly curved, efficient path around the rocks, always keeping the rover in safe areas.

This view combines separate images taken through the PanCam filters centered on wavelengths of 753 nanometers, 535 nanometers and 432 nanometers to produce an approximately true-color panorama".
7 commentiMareKromium01/04/08 at 10:58MareKromium: Grande Gigi!!! Bentornato!

Per Matteo: il punto...
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OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpgThe "D-Star Panorama" - Sol 1162 (approx. true colors; credits: NASA - inset: MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)58 visiteAllora, Cari Amici, innanzitutto perdonateci.
Perdonateci perché volevamo davvero piantarla lì con la storia dei Colori di Marte ma...eccoci ancora qui, con un nuovo (senz'altro bellissimo e suggestivo) new frame NASA pubblicato nella notte del 2 Gennaio 2008, il quale ci riporta (un’ennesima volta) alla questione di partenza: qual è il "vero" colore di Marte?
La NASA, a dire il vero, sta incominciando a dimostrare - se non altro - una certa coerenza; le sue ricostruzioni in approx. true colors, infatti, ormai sembrano volerci dire solo una cosa: la Dominante Cromatica della Regione di Meridiani Planum, VISTA DAL SUOLO, è il "verde scuro", con tracce giallastro/arancio.
Verde scuro.
A nostro avviso però - detto con umiltà ma ex informata scientia - questa "Dominante NASA" adottata per Meridiani è il prodotto di una clamorosa distorsione.
Una distorsione non solo e non tanto occorsa nelle modalità di colorizzazione del frame quanto, piuttosto, nelle modalità di diffusione dei dati.
Non Vi sarà difficile ricordare, ad esempio, il "Lion King Panorama" (eravamo nei pressi della Landing Zone di Opportunity, a qualche centinaio di metri dal Cratere Endurance – frame pubblicato nella Sez. Mars in Colors). Ebbene, in quello (splendido) frame, il deserto di Meridiani veniva mostrato dalla NASA - sempre in approx. true colors - di un color rosso/arancio vivo.
Altri frames colorati dalla NASA - e giunti in seguito - ci hanno fatto vedere come le sabbie di Meridiani presentino un "color ross/arancio-mattone" quale dominante; ed anche le foto orbitali a colori della Regione di Meridiani ci dicono che essa (al pari di quasi tutte le Regioni Equatoriali e presso-Equatoriali di Marte) è una Regione a Dominante Arancio-Giallo-Marrone.
Ed il "verde"? Zero.
Come fare a spiegare ed a spiegarVi, quindi, il senso (logico e cromatico) di questo New Color Deal della NASA?
Insomma: se le elaborazioni in approx. true colors degli Amici di Pasadena sono corrette adesso, allora - e non ci piove su questo - dovevano essere sbagliate prima.
D'altra parte, se esse erano corrette prima, allora quelle di adesso sono clamorosamente sballate.
Questa è semplice Logica, NON Polemica.
Ciò premesso, noi ci aspettavamo qualche chiarimento; qualche (anche piccola) delucidazione...E invece nulla.
I colori "Approssimativamente Veri" della NASA, a quanto pare, sono SEMPRE GIUSTI, sia quando ci mostrano Marte arancione, sia quando ce lo fanno vedere giallo, o rosso, o - come adesso - verde scuro.
E allora? E allora (e perdonateci l'ironia...) se il colori della NASA sono sempre giusti (pur nella loro radicale incoerenza), vuol dire che siamo noi a vedere male.
Siamo tutti daltonici? Siete anche Voi tutti daltonici?
Volete contribuire con un parere su quest'ultimissima versione di Marte?

Noi non sappiamo più cosa dire e quindi, speriamo agendo dignitosamente, ci permettiamo solo di inserire, nel mega-frame NASA, un piccolo inset con la nostra colorizzazione MULTISPECTRUM. Certo, forse anche il nostro MULTISPECTRUM sarà sbagliato (e, talvolta, fornisce risultati incoerenti) ma, se non altro, noi applichiamo un Metodo coerente e cerchiamo un confronto e qualche risposta sensata.
Peccato che alla NASA non abbiano MAI un attimo di tempo per spiegare a degli ignoranti come noi quale sia il "senso" (ammesso che un "senso" esista) delle loro colorizzazioni...

Molto interessanti – e questo è detto senza alcuna ironia – sono le ulteriori informazioni dedotte nella Captino NASA originale, che riportiamo integralmente.

E adesso (se volete…) a Voi la parola!

Caption NASA:"NASA's twin Mars Exploration Rovers have been getting smarter as they get older. This view from Opportunity shows the tracks left by a drive executed with more onboard autonomy than has been used on any other drive by a Mars rover.

Opportunity made the curving, 15,8-meter (52-foot) drive during its 1160th Martian Day, or Sol (such as April 29, 2007). It was testing a navigational capability called "Field D-star" which enables the Rover to plan optimal long-range drives around any obstacles in order to travel the most direct safe route to the drive's designated destination. Opportunity and its twin, Spirit, did not have this capability until the third year after their January 2004 landings on Mars. Earlier, they could recognize hazards when they approached them closely, then back away and try another angle, but could not always find a safe route away from hazards. Field D-Star and several other upgrades were part of new onboard software uploaded from Earth in 2006.
The Sol 1160 drive by Opportunity was a Martian field test of Field D-Star and also used several other features of autonomy, including visual odometry to track the Rover's actual position after each segment of the drive, avoidance of designated keep-out zones, and combining information from two sets of stereo images to consider a wide swath of terrain in analyzing the route.

Two days later, on Sol 1162 (May 1, 2007), Opportunity was still at the location it reached during that drive, and the Rover’s Pancam took the exposures combined into this image.

Victoria Crater is in the background, at the top of the image.
The Sol 1160 drive began at the place near the center of the image where tracks overlap each other. Tracks farther away were left by earlier drives nearer to the northern rim of the Crater. For scale, the distance between the parallel tracks left by the Rover's wheels is about 1 meter (39 inches) from the middle of one track to the middle of the other. The rocks in the center foreground are roughly 7 to 10 centimeters (3 to 4” – inches) tall. The Rover could actually drive over them easily, but for this test, Settings in the onboard hazard-detection software were adjusted to make these smaller rocks be considered dangerous to the Rover. The patch of larger rocks to the right was set as a keep-out zone. The location from which this image was taken is where the rover stopped driving to communicate with Earth. A straight line from the starting point to the destination would be 11 meters (36 feet).
Opportunity plotted and followed a smoothly curved, efficient path around the rocks, always keeping the rover in safe areas.

This view combines separate images taken through the PanCam filters centered on wavelengths of 753 nanometers, 535 nanometers and 432 nanometers to produce an approximately true-color panorama".
7 commentiMareKromium01/04/08 at 10:47Gianluigi: Sicuramente c?? da stare tranquilli: i bilanci dei...
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OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpgThe "D-Star Panorama" - Sol 1162 (approx. true colors; credits: NASA - inset: MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)58 visiteAllora, Cari Amici, innanzitutto perdonateci.
Perdonateci perché volevamo davvero piantarla lì con la storia dei Colori di Marte ma...eccoci ancora qui, con un nuovo (senz'altro bellissimo e suggestivo) new frame NASA pubblicato nella notte del 2 Gennaio 2008, il quale ci riporta (un’ennesima volta) alla questione di partenza: qual è il "vero" colore di Marte?
La NASA, a dire il vero, sta incominciando a dimostrare - se non altro - una certa coerenza; le sue ricostruzioni in approx. true colors, infatti, ormai sembrano volerci dire solo una cosa: la Dominante Cromatica della Regione di Meridiani Planum, VISTA DAL SUOLO, è il "verde scuro", con tracce giallastro/arancio.
Verde scuro.
A nostro avviso però - detto con umiltà ma ex informata scientia - questa "Dominante NASA" adottata per Meridiani è il prodotto di una clamorosa distorsione.
Una distorsione non solo e non tanto occorsa nelle modalità di colorizzazione del frame quanto, piuttosto, nelle modalità di diffusione dei dati.
Non Vi sarà difficile ricordare, ad esempio, il "Lion King Panorama" (eravamo nei pressi della Landing Zone di Opportunity, a qualche centinaio di metri dal Cratere Endurance – frame pubblicato nella Sez. Mars in Colors). Ebbene, in quello (splendido) frame, il deserto di Meridiani veniva mostrato dalla NASA - sempre in approx. true colors - di un color rosso/arancio vivo.
Altri frames colorati dalla NASA - e giunti in seguito - ci hanno fatto vedere come le sabbie di Meridiani presentino un "color ross/arancio-mattone" quale dominante; ed anche le foto orbitali a colori della Regione di Meridiani ci dicono che essa (al pari di quasi tutte le Regioni Equatoriali e presso-Equatoriali di Marte) è una Regione a Dominante Arancio-Giallo-Marrone.
Ed il "verde"? Zero.
Come fare a spiegare ed a spiegarVi, quindi, il senso (logico e cromatico) di questo New Color Deal della NASA?
Insomma: se le elaborazioni in approx. true colors degli Amici di Pasadena sono corrette adesso, allora - e non ci piove su questo - dovevano essere sbagliate prima.
D'altra parte, se esse erano corrette prima, allora quelle di adesso sono clamorosamente sballate.
Questa è semplice Logica, NON Polemica.
Ciò premesso, noi ci aspettavamo qualche chiarimento; qualche (anche piccola) delucidazione...E invece nulla.
I colori "Approssimativamente Veri" della NASA, a quanto pare, sono SEMPRE GIUSTI, sia quando ci mostrano Marte arancione, sia quando ce lo fanno vedere giallo, o rosso, o - come adesso - verde scuro.
E allora? E allora (e perdonateci l'ironia...) se il colori della NASA sono sempre giusti (pur nella loro radicale incoerenza), vuol dire che siamo noi a vedere male.
Siamo tutti daltonici? Siete anche Voi tutti daltonici?
Volete contribuire con un parere su quest'ultimissima versione di Marte?

Noi non sappiamo più cosa dire e quindi, speriamo agendo dignitosamente, ci permettiamo solo di inserire, nel mega-frame NASA, un piccolo inset con la nostra colorizzazione MULTISPECTRUM. Certo, forse anche il nostro MULTISPECTRUM sarà sbagliato (e, talvolta, fornisce risultati incoerenti) ma, se non altro, noi applichiamo un Metodo coerente e cerchiamo un confronto e qualche risposta sensata.
Peccato che alla NASA non abbiano MAI un attimo di tempo per spiegare a degli ignoranti come noi quale sia il "senso" (ammesso che un "senso" esista) delle loro colorizzazioni...

Molto interessanti – e questo è detto senza alcuna ironia – sono le ulteriori informazioni dedotte nella Captino NASA originale, che riportiamo integralmente.

E adesso (se volete…) a Voi la parola!

Caption NASA:"NASA's twin Mars Exploration Rovers have been getting smarter as they get older. This view from Opportunity shows the tracks left by a drive executed with more onboard autonomy than has been used on any other drive by a Mars rover.

Opportunity made the curving, 15,8-meter (52-foot) drive during its 1160th Martian Day, or Sol (such as April 29, 2007). It was testing a navigational capability called "Field D-star" which enables the Rover to plan optimal long-range drives around any obstacles in order to travel the most direct safe route to the drive's designated destination. Opportunity and its twin, Spirit, did not have this capability until the third year after their January 2004 landings on Mars. Earlier, they could recognize hazards when they approached them closely, then back away and try another angle, but could not always find a safe route away from hazards. Field D-Star and several other upgrades were part of new onboard software uploaded from Earth in 2006.
The Sol 1160 drive by Opportunity was a Martian field test of Field D-Star and also used several other features of autonomy, including visual odometry to track the Rover's actual position after each segment of the drive, avoidance of designated keep-out zones, and combining information from two sets of stereo images to consider a wide swath of terrain in analyzing the route.

Two days later, on Sol 1162 (May 1, 2007), Opportunity was still at the location it reached during that drive, and the Rover’s Pancam took the exposures combined into this image.

Victoria Crater is in the background, at the top of the image.
The Sol 1160 drive began at the place near the center of the image where tracks overlap each other. Tracks farther away were left by earlier drives nearer to the northern rim of the Crater. For scale, the distance between the parallel tracks left by the Rover's wheels is about 1 meter (39 inches) from the middle of one track to the middle of the other. The rocks in the center foreground are roughly 7 to 10 centimeters (3 to 4” – inches) tall. The Rover could actually drive over them easily, but for this test, Settings in the onboard hazard-detection software were adjusted to make these smaller rocks be considered dangerous to the Rover. The patch of larger rocks to the right was set as a keep-out zone. The location from which this image was taken is where the rover stopped driving to communicate with Earth. A straight line from the starting point to the destination would be 11 meters (36 feet).
Opportunity plotted and followed a smoothly curved, efficient path around the rocks, always keeping the rover in safe areas.

This view combines separate images taken through the PanCam filters centered on wavelengths of 753 nanometers, 535 nanometers and 432 nanometers to produce an approximately true-color panorama".
7 commentiMareKromium01/04/08 at 10:14matteofagone: Lo so, infatti un eminente membro NASA ? stato in ...
ZZ-ZZ-ZZ-Z-Artifact.jpg
ZZ-ZZ-ZZ-Z-Artifact.jpgRuins?1457 visiteNon soltanto la NASA o i Ricercatori Scientifici riescono a trovare, di tanto in tanto, qualcosa di davvero curioso ed anomalo, anzi! Sono proprio i Ricercatori non professionisti quelli che, in svariate circostanze, riescono - usando pazienza, dedizione e tantissime ore di sacrificio al pc - a scovare delle autentiche "primizie" nel campo delle Singolarità. Uno di questi Ricercatori/Appassionati, è il Sig. Roberto (o "Roby") il quale, usando gli occhi (tantissimo!), la passione e l'intuizione, è riuscito ad individuare un cospicuo numero di Anomalìe Marziane. Noi ve ne proponiamo qualcuna e, con il tempo, cercheremo di dare al Sig. Roberto - che ringraziamo di cuore! - tutto lo spazio in più che merita.
Ma ora guardate questo frame (altri sono nella Sezione "Mars Opportunity Anomalies") e poi cercate di rispondere ad una semplicissima domanda: ma che cosa stiamo guardando per davvero?...
23 commenti01/04/08 at 09:58MareKromium: Giusto: anch'io occulterei.
Ma non dimentica...
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OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpgThe "D-Star Panorama" - Sol 1162 (approx. true colors; credits: NASA - inset: MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)58 visiteAllora, Cari Amici, innanzitutto perdonateci.
Perdonateci perché volevamo davvero piantarla lì con la storia dei Colori di Marte ma...eccoci ancora qui, con un nuovo (senz'altro bellissimo e suggestivo) new frame NASA pubblicato nella notte del 2 Gennaio 2008, il quale ci riporta (un’ennesima volta) alla questione di partenza: qual è il "vero" colore di Marte?
La NASA, a dire il vero, sta incominciando a dimostrare - se non altro - una certa coerenza; le sue ricostruzioni in approx. true colors, infatti, ormai sembrano volerci dire solo una cosa: la Dominante Cromatica della Regione di Meridiani Planum, VISTA DAL SUOLO, è il "verde scuro", con tracce giallastro/arancio.
Verde scuro.
A nostro avviso però - detto con umiltà ma ex informata scientia - questa "Dominante NASA" adottata per Meridiani è il prodotto di una clamorosa distorsione.
Una distorsione non solo e non tanto occorsa nelle modalità di colorizzazione del frame quanto, piuttosto, nelle modalità di diffusione dei dati.
Non Vi sarà difficile ricordare, ad esempio, il "Lion King Panorama" (eravamo nei pressi della Landing Zone di Opportunity, a qualche centinaio di metri dal Cratere Endurance – frame pubblicato nella Sez. Mars in Colors). Ebbene, in quello (splendido) frame, il deserto di Meridiani veniva mostrato dalla NASA - sempre in approx. true colors - di un color rosso/arancio vivo.
Altri frames colorati dalla NASA - e giunti in seguito - ci hanno fatto vedere come le sabbie di Meridiani presentino un "color ross/arancio-mattone" quale dominante; ed anche le foto orbitali a colori della Regione di Meridiani ci dicono che essa (al pari di quasi tutte le Regioni Equatoriali e presso-Equatoriali di Marte) è una Regione a Dominante Arancio-Giallo-Marrone.
Ed il "verde"? Zero.
Come fare a spiegare ed a spiegarVi, quindi, il senso (logico e cromatico) di questo New Color Deal della NASA?
Insomma: se le elaborazioni in approx. true colors degli Amici di Pasadena sono corrette adesso, allora - e non ci piove su questo - dovevano essere sbagliate prima.
D'altra parte, se esse erano corrette prima, allora quelle di adesso sono clamorosamente sballate.
Questa è semplice Logica, NON Polemica.
Ciò premesso, noi ci aspettavamo qualche chiarimento; qualche (anche piccola) delucidazione...E invece nulla.
I colori "Approssimativamente Veri" della NASA, a quanto pare, sono SEMPRE GIUSTI, sia quando ci mostrano Marte arancione, sia quando ce lo fanno vedere giallo, o rosso, o - come adesso - verde scuro.
E allora? E allora (e perdonateci l'ironia...) se il colori della NASA sono sempre giusti (pur nella loro radicale incoerenza), vuol dire che siamo noi a vedere male.
Siamo tutti daltonici? Siete anche Voi tutti daltonici?
Volete contribuire con un parere su quest'ultimissima versione di Marte?

Noi non sappiamo più cosa dire e quindi, speriamo agendo dignitosamente, ci permettiamo solo di inserire, nel mega-frame NASA, un piccolo inset con la nostra colorizzazione MULTISPECTRUM. Certo, forse anche il nostro MULTISPECTRUM sarà sbagliato (e, talvolta, fornisce risultati incoerenti) ma, se non altro, noi applichiamo un Metodo coerente e cerchiamo un confronto e qualche risposta sensata.
Peccato che alla NASA non abbiano MAI un attimo di tempo per spiegare a degli ignoranti come noi quale sia il "senso" (ammesso che un "senso" esista) delle loro colorizzazioni...

Molto interessanti – e questo è detto senza alcuna ironia – sono le ulteriori informazioni dedotte nella Captino NASA originale, che riportiamo integralmente.

E adesso (se volete…) a Voi la parola!

Caption NASA:"NASA's twin Mars Exploration Rovers have been getting smarter as they get older. This view from Opportunity shows the tracks left by a drive executed with more onboard autonomy than has been used on any other drive by a Mars rover.

Opportunity made the curving, 15,8-meter (52-foot) drive during its 1160th Martian Day, or Sol (such as April 29, 2007). It was testing a navigational capability called "Field D-star" which enables the Rover to plan optimal long-range drives around any obstacles in order to travel the most direct safe route to the drive's designated destination. Opportunity and its twin, Spirit, did not have this capability until the third year after their January 2004 landings on Mars. Earlier, they could recognize hazards when they approached them closely, then back away and try another angle, but could not always find a safe route away from hazards. Field D-Star and several other upgrades were part of new onboard software uploaded from Earth in 2006.
The Sol 1160 drive by Opportunity was a Martian field test of Field D-Star and also used several other features of autonomy, including visual odometry to track the Rover's actual position after each segment of the drive, avoidance of designated keep-out zones, and combining information from two sets of stereo images to consider a wide swath of terrain in analyzing the route.

Two days later, on Sol 1162 (May 1, 2007), Opportunity was still at the location it reached during that drive, and the Rover’s Pancam took the exposures combined into this image.

Victoria Crater is in the background, at the top of the image.
The Sol 1160 drive began at the place near the center of the image where tracks overlap each other. Tracks farther away were left by earlier drives nearer to the northern rim of the Crater. For scale, the distance between the parallel tracks left by the Rover's wheels is about 1 meter (39 inches) from the middle of one track to the middle of the other. The rocks in the center foreground are roughly 7 to 10 centimeters (3 to 4” – inches) tall. The Rover could actually drive over them easily, but for this test, Settings in the onboard hazard-detection software were adjusted to make these smaller rocks be considered dangerous to the Rover. The patch of larger rocks to the right was set as a keep-out zone. The location from which this image was taken is where the rover stopped driving to communicate with Earth. A straight line from the starting point to the destination would be 11 meters (36 feet).
Opportunity plotted and followed a smoothly curved, efficient path around the rocks, always keeping the rover in safe areas.

This view combines separate images taken through the PanCam filters centered on wavelengths of 753 nanometers, 535 nanometers and 432 nanometers to produce an approximately true-color panorama".
7 commentiMareKromium01/04/08 at 09:51MareKromium: Carissimo Titanio44: si, anch'io ho pensato ch...
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ZZ-ZZ-ZZ-Z-Artifact.jpgRuins?1457 visiteNon soltanto la NASA o i Ricercatori Scientifici riescono a trovare, di tanto in tanto, qualcosa di davvero curioso ed anomalo, anzi! Sono proprio i Ricercatori non professionisti quelli che, in svariate circostanze, riescono - usando pazienza, dedizione e tantissime ore di sacrificio al pc - a scovare delle autentiche "primizie" nel campo delle Singolarità. Uno di questi Ricercatori/Appassionati, è il Sig. Roberto (o "Roby") il quale, usando gli occhi (tantissimo!), la passione e l'intuizione, è riuscito ad individuare un cospicuo numero di Anomalìe Marziane. Noi ve ne proponiamo qualcuna e, con il tempo, cercheremo di dare al Sig. Roberto - che ringraziamo di cuore! - tutto lo spazio in più che merita.
Ma ora guardate questo frame (altri sono nella Sezione "Mars Opportunity Anomalies") e poi cercate di rispondere ad una semplicissima domanda: ma che cosa stiamo guardando per davvero?...
23 commenti01/04/08 at 08:56Anakin: Devo dire che se io lavorassi per la NASA li occul...
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OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpgThe "D-Star Panorama" - Sol 1162 (approx. true colors; credits: NASA - inset: MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)58 visiteAllora, Cari Amici, innanzitutto perdonateci.
Perdonateci perché volevamo davvero piantarla lì con la storia dei Colori di Marte ma...eccoci ancora qui, con un nuovo (senz'altro bellissimo e suggestivo) new frame NASA pubblicato nella notte del 2 Gennaio 2008, il quale ci riporta (un’ennesima volta) alla questione di partenza: qual è il "vero" colore di Marte?
La NASA, a dire il vero, sta incominciando a dimostrare - se non altro - una certa coerenza; le sue ricostruzioni in approx. true colors, infatti, ormai sembrano volerci dire solo una cosa: la Dominante Cromatica della Regione di Meridiani Planum, VISTA DAL SUOLO, è il "verde scuro", con tracce giallastro/arancio.
Verde scuro.
A nostro avviso però - detto con umiltà ma ex informata scientia - questa "Dominante NASA" adottata per Meridiani è il prodotto di una clamorosa distorsione.
Una distorsione non solo e non tanto occorsa nelle modalità di colorizzazione del frame quanto, piuttosto, nelle modalità di diffusione dei dati.
Non Vi sarà difficile ricordare, ad esempio, il "Lion King Panorama" (eravamo nei pressi della Landing Zone di Opportunity, a qualche centinaio di metri dal Cratere Endurance – frame pubblicato nella Sez. Mars in Colors). Ebbene, in quello (splendido) frame, il deserto di Meridiani veniva mostrato dalla NASA - sempre in approx. true colors - di un color rosso/arancio vivo.
Altri frames colorati dalla NASA - e giunti in seguito - ci hanno fatto vedere come le sabbie di Meridiani presentino un "color ross/arancio-mattone" quale dominante; ed anche le foto orbitali a colori della Regione di Meridiani ci dicono che essa (al pari di quasi tutte le Regioni Equatoriali e presso-Equatoriali di Marte) è una Regione a Dominante Arancio-Giallo-Marrone.
Ed il "verde"? Zero.
Come fare a spiegare ed a spiegarVi, quindi, il senso (logico e cromatico) di questo New Color Deal della NASA?
Insomma: se le elaborazioni in approx. true colors degli Amici di Pasadena sono corrette adesso, allora - e non ci piove su questo - dovevano essere sbagliate prima.
D'altra parte, se esse erano corrette prima, allora quelle di adesso sono clamorosamente sballate.
Questa è semplice Logica, NON Polemica.
Ciò premesso, noi ci aspettavamo qualche chiarimento; qualche (anche piccola) delucidazione...E invece nulla.
I colori "Approssimativamente Veri" della NASA, a quanto pare, sono SEMPRE GIUSTI, sia quando ci mostrano Marte arancione, sia quando ce lo fanno vedere giallo, o rosso, o - come adesso - verde scuro.
E allora? E allora (e perdonateci l'ironia...) se il colori della NASA sono sempre giusti (pur nella loro radicale incoerenza), vuol dire che siamo noi a vedere male.
Siamo tutti daltonici? Siete anche Voi tutti daltonici?
Volete contribuire con un parere su quest'ultimissima versione di Marte?

Noi non sappiamo più cosa dire e quindi, speriamo agendo dignitosamente, ci permettiamo solo di inserire, nel mega-frame NASA, un piccolo inset con la nostra colorizzazione MULTISPECTRUM. Certo, forse anche il nostro MULTISPECTRUM sarà sbagliato (e, talvolta, fornisce risultati incoerenti) ma, se non altro, noi applichiamo un Metodo coerente e cerchiamo un confronto e qualche risposta sensata.
Peccato che alla NASA non abbiano MAI un attimo di tempo per spiegare a degli ignoranti come noi quale sia il "senso" (ammesso che un "senso" esista) delle loro colorizzazioni...

Molto interessanti – e questo è detto senza alcuna ironia – sono le ulteriori informazioni dedotte nella Captino NASA originale, che riportiamo integralmente.

E adesso (se volete…) a Voi la parola!

Caption NASA:"NASA's twin Mars Exploration Rovers have been getting smarter as they get older. This view from Opportunity shows the tracks left by a drive executed with more onboard autonomy than has been used on any other drive by a Mars rover.

Opportunity made the curving, 15,8-meter (52-foot) drive during its 1160th Martian Day, or Sol (such as April 29, 2007). It was testing a navigational capability called "Field D-star" which enables the Rover to plan optimal long-range drives around any obstacles in order to travel the most direct safe route to the drive's designated destination. Opportunity and its twin, Spirit, did not have this capability until the third year after their January 2004 landings on Mars. Earlier, they could recognize hazards when they approached them closely, then back away and try another angle, but could not always find a safe route away from hazards. Field D-Star and several other upgrades were part of new onboard software uploaded from Earth in 2006.
The Sol 1160 drive by Opportunity was a Martian field test of Field D-Star and also used several other features of autonomy, including visual odometry to track the Rover's actual position after each segment of the drive, avoidance of designated keep-out zones, and combining information from two sets of stereo images to consider a wide swath of terrain in analyzing the route.

Two days later, on Sol 1162 (May 1, 2007), Opportunity was still at the location it reached during that drive, and the Rover’s Pancam took the exposures combined into this image.

Victoria Crater is in the background, at the top of the image.
The Sol 1160 drive began at the place near the center of the image where tracks overlap each other. Tracks farther away were left by earlier drives nearer to the northern rim of the Crater. For scale, the distance between the parallel tracks left by the Rover's wheels is about 1 meter (39 inches) from the middle of one track to the middle of the other. The rocks in the center foreground are roughly 7 to 10 centimeters (3 to 4” – inches) tall. The Rover could actually drive over them easily, but for this test, Settings in the onboard hazard-detection software were adjusted to make these smaller rocks be considered dangerous to the Rover. The patch of larger rocks to the right was set as a keep-out zone. The location from which this image was taken is where the rover stopped driving to communicate with Earth. A straight line from the starting point to the destination would be 11 meters (36 feet).
Opportunity plotted and followed a smoothly curved, efficient path around the rocks, always keeping the rover in safe areas.

This view combines separate images taken through the PanCam filters centered on wavelengths of 753 nanometers, 535 nanometers and 432 nanometers to produce an approximately true-color panorama".
7 commentiMareKromium01/04/08 at 08:54Anakin: Il problema ? che su 6 miliardi di persone, solo u...
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ZZ-ZZ-ZZ-Z-Artifact.jpgRuins?1457 visiteNon soltanto la NASA o i Ricercatori Scientifici riescono a trovare, di tanto in tanto, qualcosa di davvero curioso ed anomalo, anzi! Sono proprio i Ricercatori non professionisti quelli che, in svariate circostanze, riescono - usando pazienza, dedizione e tantissime ore di sacrificio al pc - a scovare delle autentiche "primizie" nel campo delle Singolarità. Uno di questi Ricercatori/Appassionati, è il Sig. Roberto (o "Roby") il quale, usando gli occhi (tantissimo!), la passione e l'intuizione, è riuscito ad individuare un cospicuo numero di Anomalìe Marziane. Noi ve ne proponiamo qualcuna e, con il tempo, cercheremo di dare al Sig. Roberto - che ringraziamo di cuore! - tutto lo spazio in più che merita.
Ma ora guardate questo frame (altri sono nella Sezione "Mars Opportunity Anomalies") e poi cercate di rispondere ad una semplicissima domanda: ma che cosa stiamo guardando per davvero?...
23 commenti01/04/08 at 06:55matteofagone: Ma perch? dobbiamo essere cos? ingenui? Ma se dura...
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OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpgThe "D-Star Panorama" - Sol 1162 (approx. true colors; credits: NASA - inset: MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)58 visiteAllora, Cari Amici, innanzitutto perdonateci.
Perdonateci perché volevamo davvero piantarla lì con la storia dei Colori di Marte ma...eccoci ancora qui, con un nuovo (senz'altro bellissimo e suggestivo) new frame NASA pubblicato nella notte del 2 Gennaio 2008, il quale ci riporta (un’ennesima volta) alla questione di partenza: qual è il "vero" colore di Marte?
La NASA, a dire il vero, sta incominciando a dimostrare - se non altro - una certa coerenza; le sue ricostruzioni in approx. true colors, infatti, ormai sembrano volerci dire solo una cosa: la Dominante Cromatica della Regione di Meridiani Planum, VISTA DAL SUOLO, è il "verde scuro", con tracce giallastro/arancio.
Verde scuro.
A nostro avviso però - detto con umiltà ma ex informata scientia - questa "Dominante NASA" adottata per Meridiani è il prodotto di una clamorosa distorsione.
Una distorsione non solo e non tanto occorsa nelle modalità di colorizzazione del frame quanto, piuttosto, nelle modalità di diffusione dei dati.
Non Vi sarà difficile ricordare, ad esempio, il "Lion King Panorama" (eravamo nei pressi della Landing Zone di Opportunity, a qualche centinaio di metri dal Cratere Endurance – frame pubblicato nella Sez. Mars in Colors). Ebbene, in quello (splendido) frame, il deserto di Meridiani veniva mostrato dalla NASA - sempre in approx. true colors - di un color rosso/arancio vivo.
Altri frames colorati dalla NASA - e giunti in seguito - ci hanno fatto vedere come le sabbie di Meridiani presentino un "color ross/arancio-mattone" quale dominante; ed anche le foto orbitali a colori della Regione di Meridiani ci dicono che essa (al pari di quasi tutte le Regioni Equatoriali e presso-Equatoriali di Marte) è una Regione a Dominante Arancio-Giallo-Marrone.
Ed il "verde"? Zero.
Come fare a spiegare ed a spiegarVi, quindi, il senso (logico e cromatico) di questo New Color Deal della NASA?
Insomma: se le elaborazioni in approx. true colors degli Amici di Pasadena sono corrette adesso, allora - e non ci piove su questo - dovevano essere sbagliate prima.
D'altra parte, se esse erano corrette prima, allora quelle di adesso sono clamorosamente sballate.
Questa è semplice Logica, NON Polemica.
Ciò premesso, noi ci aspettavamo qualche chiarimento; qualche (anche piccola) delucidazione...E invece nulla.
I colori "Approssimativamente Veri" della NASA, a quanto pare, sono SEMPRE GIUSTI, sia quando ci mostrano Marte arancione, sia quando ce lo fanno vedere giallo, o rosso, o - come adesso - verde scuro.
E allora? E allora (e perdonateci l'ironia...) se il colori della NASA sono sempre giusti (pur nella loro radicale incoerenza), vuol dire che siamo noi a vedere male.
Siamo tutti daltonici? Siete anche Voi tutti daltonici?
Volete contribuire con un parere su quest'ultimissima versione di Marte?

Noi non sappiamo più cosa dire e quindi, speriamo agendo dignitosamente, ci permettiamo solo di inserire, nel mega-frame NASA, un piccolo inset con la nostra colorizzazione MULTISPECTRUM. Certo, forse anche il nostro MULTISPECTRUM sarà sbagliato (e, talvolta, fornisce risultati incoerenti) ma, se non altro, noi applichiamo un Metodo coerente e cerchiamo un confronto e qualche risposta sensata.
Peccato che alla NASA non abbiano MAI un attimo di tempo per spiegare a degli ignoranti come noi quale sia il "senso" (ammesso che un "senso" esista) delle loro colorizzazioni...

Molto interessanti – e questo è detto senza alcuna ironia – sono le ulteriori informazioni dedotte nella Captino NASA originale, che riportiamo integralmente.

E adesso (se volete…) a Voi la parola!

Caption NASA:"NASA's twin Mars Exploration Rovers have been getting smarter as they get older. This view from Opportunity shows the tracks left by a drive executed with more onboard autonomy than has been used on any other drive by a Mars rover.

Opportunity made the curving, 15,8-meter (52-foot) drive during its 1160th Martian Day, or Sol (such as April 29, 2007). It was testing a navigational capability called "Field D-star" which enables the Rover to plan optimal long-range drives around any obstacles in order to travel the most direct safe route to the drive's designated destination. Opportunity and its twin, Spirit, did not have this capability until the third year after their January 2004 landings on Mars. Earlier, they could recognize hazards when they approached them closely, then back away and try another angle, but could not always find a safe route away from hazards. Field D-Star and several other upgrades were part of new onboard software uploaded from Earth in 2006.
The Sol 1160 drive by Opportunity was a Martian field test of Field D-Star and also used several other features of autonomy, including visual odometry to track the Rover's actual position after each segment of the drive, avoidance of designated keep-out zones, and combining information from two sets of stereo images to consider a wide swath of terrain in analyzing the route.

Two days later, on Sol 1162 (May 1, 2007), Opportunity was still at the location it reached during that drive, and the Rover’s Pancam took the exposures combined into this image.

Victoria Crater is in the background, at the top of the image.
The Sol 1160 drive began at the place near the center of the image where tracks overlap each other. Tracks farther away were left by earlier drives nearer to the northern rim of the Crater. For scale, the distance between the parallel tracks left by the Rover's wheels is about 1 meter (39 inches) from the middle of one track to the middle of the other. The rocks in the center foreground are roughly 7 to 10 centimeters (3 to 4” – inches) tall. The Rover could actually drive over them easily, but for this test, Settings in the onboard hazard-detection software were adjusted to make these smaller rocks be considered dangerous to the Rover. The patch of larger rocks to the right was set as a keep-out zone. The location from which this image was taken is where the rover stopped driving to communicate with Earth. A straight line from the starting point to the destination would be 11 meters (36 feet).
Opportunity plotted and followed a smoothly curved, efficient path around the rocks, always keeping the rover in safe areas.

This view combines separate images taken through the PanCam filters centered on wavelengths of 753 nanometers, 535 nanometers and 432 nanometers to produce an approximately true-color panorama".
7 commentiMareKromium01/04/08 at 06:19matteofagone: Alla NASA dell'opinione pubblica non gliene fr...
OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpg
OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpgThe "D-Star Panorama" - Sol 1162 (approx. true colors; credits: NASA - inset: MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)58 visiteAllora, Cari Amici, innanzitutto perdonateci.
Perdonateci perché volevamo davvero piantarla lì con la storia dei Colori di Marte ma...eccoci ancora qui, con un nuovo (senz'altro bellissimo e suggestivo) new frame NASA pubblicato nella notte del 2 Gennaio 2008, il quale ci riporta (un’ennesima volta) alla questione di partenza: qual è il "vero" colore di Marte?
La NASA, a dire il vero, sta incominciando a dimostrare - se non altro - una certa coerenza; le sue ricostruzioni in approx. true colors, infatti, ormai sembrano volerci dire solo una cosa: la Dominante Cromatica della Regione di Meridiani Planum, VISTA DAL SUOLO, è il "verde scuro", con tracce giallastro/arancio.
Verde scuro.
A nostro avviso però - detto con umiltà ma ex informata scientia - questa "Dominante NASA" adottata per Meridiani è il prodotto di una clamorosa distorsione.
Una distorsione non solo e non tanto occorsa nelle modalità di colorizzazione del frame quanto, piuttosto, nelle modalità di diffusione dei dati.
Non Vi sarà difficile ricordare, ad esempio, il "Lion King Panorama" (eravamo nei pressi della Landing Zone di Opportunity, a qualche centinaio di metri dal Cratere Endurance – frame pubblicato nella Sez. Mars in Colors). Ebbene, in quello (splendido) frame, il deserto di Meridiani veniva mostrato dalla NASA - sempre in approx. true colors - di un color rosso/arancio vivo.
Altri frames colorati dalla NASA - e giunti in seguito - ci hanno fatto vedere come le sabbie di Meridiani presentino un "color ross/arancio-mattone" quale dominante; ed anche le foto orbitali a colori della Regione di Meridiani ci dicono che essa (al pari di quasi tutte le Regioni Equatoriali e presso-Equatoriali di Marte) è una Regione a Dominante Arancio-Giallo-Marrone.
Ed il "verde"? Zero.
Come fare a spiegare ed a spiegarVi, quindi, il senso (logico e cromatico) di questo New Color Deal della NASA?
Insomma: se le elaborazioni in approx. true colors degli Amici di Pasadena sono corrette adesso, allora - e non ci piove su questo - dovevano essere sbagliate prima.
D'altra parte, se esse erano corrette prima, allora quelle di adesso sono clamorosamente sballate.
Questa è semplice Logica, NON Polemica.
Ciò premesso, noi ci aspettavamo qualche chiarimento; qualche (anche piccola) delucidazione...E invece nulla.
I colori "Approssimativamente Veri" della NASA, a quanto pare, sono SEMPRE GIUSTI, sia quando ci mostrano Marte arancione, sia quando ce lo fanno vedere giallo, o rosso, o - come adesso - verde scuro.
E allora? E allora (e perdonateci l'ironia...) se il colori della NASA sono sempre giusti (pur nella loro radicale incoerenza), vuol dire che siamo noi a vedere male.
Siamo tutti daltonici? Siete anche Voi tutti daltonici?
Volete contribuire con un parere su quest'ultimissima versione di Marte?

Noi non sappiamo più cosa dire e quindi, speriamo agendo dignitosamente, ci permettiamo solo di inserire, nel mega-frame NASA, un piccolo inset con la nostra colorizzazione MULTISPECTRUM. Certo, forse anche il nostro MULTISPECTRUM sarà sbagliato (e, talvolta, fornisce risultati incoerenti) ma, se non altro, noi applichiamo un Metodo coerente e cerchiamo un confronto e qualche risposta sensata.
Peccato che alla NASA non abbiano MAI un attimo di tempo per spiegare a degli ignoranti come noi quale sia il "senso" (ammesso che un "senso" esista) delle loro colorizzazioni...

Molto interessanti – e questo è detto senza alcuna ironia – sono le ulteriori informazioni dedotte nella Captino NASA originale, che riportiamo integralmente.

E adesso (se volete…) a Voi la parola!

Caption NASA:"NASA's twin Mars Exploration Rovers have been getting smarter as they get older. This view from Opportunity shows the tracks left by a drive executed with more onboard autonomy than has been used on any other drive by a Mars rover.

Opportunity made the curving, 15,8-meter (52-foot) drive during its 1160th Martian Day, or Sol (such as April 29, 2007). It was testing a navigational capability called "Field D-star" which enables the Rover to plan optimal long-range drives around any obstacles in order to travel the most direct safe route to the drive's designated destination. Opportunity and its twin, Spirit, did not have this capability until the third year after their January 2004 landings on Mars. Earlier, they could recognize hazards when they approached them closely, then back away and try another angle, but could not always find a safe route away from hazards. Field D-Star and several other upgrades were part of new onboard software uploaded from Earth in 2006.
The Sol 1160 drive by Opportunity was a Martian field test of Field D-Star and also used several other features of autonomy, including visual odometry to track the Rover's actual position after each segment of the drive, avoidance of designated keep-out zones, and combining information from two sets of stereo images to consider a wide swath of terrain in analyzing the route.

Two days later, on Sol 1162 (May 1, 2007), Opportunity was still at the location it reached during that drive, and the Rover’s Pancam took the exposures combined into this image.

Victoria Crater is in the background, at the top of the image.
The Sol 1160 drive began at the place near the center of the image where tracks overlap each other. Tracks farther away were left by earlier drives nearer to the northern rim of the Crater. For scale, the distance between the parallel tracks left by the Rover's wheels is about 1 meter (39 inches) from the middle of one track to the middle of the other. The rocks in the center foreground are roughly 7 to 10 centimeters (3 to 4” – inches) tall. The Rover could actually drive over them easily, but for this test, Settings in the onboard hazard-detection software were adjusted to make these smaller rocks be considered dangerous to the Rover. The patch of larger rocks to the right was set as a keep-out zone. The location from which this image was taken is where the rover stopped driving to communicate with Earth. A straight line from the starting point to the destination would be 11 meters (36 feet).
Opportunity plotted and followed a smoothly curved, efficient path around the rocks, always keeping the rover in safe areas.

This view combines separate images taken through the PanCam filters centered on wavelengths of 753 nanometers, 535 nanometers and 432 nanometers to produce an approximately true-color panorama".
7 commentiMareKromium01/03/08 at 18:45titanio44: accidenti ma ? tutto sbagliato eh eh la nasa ha us...
ZZ-ZZ-Towers on the Moon-9.jpg
ZZ-ZZ-Towers on the Moon-9.jpgThe "Towers" of the Moon: Alien artifacts, Myth or Bogus? (7)421 visiteFalsificare, alterare, cancellare...In una parola "nascondere".

Sono attività mostruose, in sè contrarie allo Spirito sul quale si dovrebbe fondare la Storia e la Cultura del Genere Umano. Ma nel momento in cui esse vengono eseguite - come da immagine in oggetto - in maniera così stupida, malfatta, rozza e dozzinale, che cosa se ne può dedurre?
Forse che coloro i quali vogliono 'controllare e nascondere', in fondo, sono solo un gruppo di idioti?
O anche questa evidente rozzezza esecutiva è uno strumento ideato per deviare l'attenzione da ciò che conta davvero?
Avete delle opinioni al riguardo che vorreste condividere?

Scriveteci!...
17 commenti01/03/08 at 04:23charlie64: Grazie MareKromium
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