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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO13.jpgApollo 13 and the "Silver Disc": Mistery solved? (by Simone Pergolizzi)159 visiteGrazie alla fattiva collaborazione del nostro nuovo Amico, Simone Pergolizzi, abbiamo il piacere di presentarVi, per discussioni ed approfondimenti, una interessante e, a nostro parere, credibile chiave di lettura per questo bizzarro fenomeno ritratto dai Ragazzi dell'Apollo 13. Un fenomeno (probabilmente) meramente ottico il quale ha intrigato Ricercatori ed Ufologi per quasi 40 anni.

Come è nostra prassi in frangenti simili, il miglior commento al Lavoro svolto da un Lettore, lo lasciamo fare al Lettore stesso e quindi, ringraziando ancora il Sig. Simone Pergolizzi per il tempo che ci ha dedicato, gli cediamo la parola:“Chiunque abbia la patente e guidi un' auto capirebbe che si tratta dello stesso riflesso della luna, proprio come i fari di una vettura visti con lo specchietto retrovisore. Il "disco argenteo" è generato dalla sovraesposizione del riflesso del sole sulla Luna,
infatti, se si osserva bene esiste anche un terzo disco scuro, o forse dovrei dire "disco oscuro", dietro la seconda Luna filtrata. questo effetto sfasato dell' immagine è generato a causa dei diversi strati del vetro o della lente.
Qualsiasi fotografo con un minimo di esperienza, che fosse intenzionato a fotografare la Luna, per poterne rilevare i dettagli della superficie, avrebbe ridotto al minimo il tempo di esposizione, la cosa più ovvia è che il frame in questione potrebbe trattarsi di un primo tentativo di fotografare la Luna, quindi potrebbero esistere altri frames realizzati in seguito con tempi di esposizione diversi dove il famigerato disco argenteo è assente.

Un' altro particolare che conferma la sovraesposizione è dato dal fatto che le stelle presenti sono a loro volta della stessa intensità luminosa del disco argenteo e non della luna, se si dovesse fotografare la superficie dettagliata della Luna con la diminuzione del tempo di esposizione, soltanto alcuni dei corpi celesti più luminosi, sarebbero apparsi, ma credo che ciò sia da escludere all' interno dell' atmosfera o attraverso un oblò che dovrebbe essere filtrato per impedire l'oltrepassare dei raggi ultravioletti e da tutto ciò che il sole potrebbe irradiare se non ci fosse.

Allora il mio quesito è: da dove è stata scattata questa foto?

Affettuosamente vi allego alcuni frame ritoccati da me per rendere l' idea più dettagliatamente, con l' aggiunta di un po' di umorismo, in autentico stile "balle spaziali".

Un altro quesito interessante potrebbe essere: cos'è quel puntino molto piccolo presente sulla superficie del disco argenteo in alto a destra? Polvere degli Studios – ooopss: scusate volevo dire polvere interstellare – depositata sull' oblò oppure magari ingrandendo un' altro po' il particolare, con tecnologie pari a CSI, magari potrebbe trattarsi di un..............

La fantasia usata creativamente è una delle cose più affascinanti che caratterizzano la Vita, ma se ci si perde si rischia di non vedere oltre il proprio naso”.
7 commentiMareKromium02/23/08 at 14:16MareKromium: Si, ? un'ipotesi razionale. Ma ho copia del ne...
Chaotic_Terrain-Aram_Chaos-S0100839-PCF-LXTT-01.jpg
Chaotic_Terrain-Aram_Chaos-S0100839-PCF-LXTT-01.jpgUnusual Surface Features in Aram Chaos (EDM - False Colors)59 visiteRilievo n. 1: il "Triangolo Isoscele". Probabilmente un'ombra o (più verosimilmente) un collapse pit o, comunque, un'area depressa: l'immagine MGS è, purtroppo, di qualità molto scarsa ed i nostri tentativi di migliorarla sono inevitabilmente produttivi di image-artifacts i quali, alla fine, confondono ancora di più le idee. Comunque sia, non abbiamo elementi per congetturare una possibile origine "non naturale" del dettaglio;

Rilievo n. 2: le (gigantesche, dato che risultano visibili da grandi altezze) "Dune Rigide" (o "Ripples") che attraversano questa Regione, come ben si vede nel frame in oggetto (ed anche senza magnificarlo), vista la facilità che hanno nel passare da aree "piatte" ad aree "elevate" rispetto al Datum" (modeste colline o dossi, ad esempio) senza modificare la loro struttura - sostanzialmente liscia e lineare -, diremmo che assomigliano di più a dei veri e propri "ponti" (i famosi "Bridges of Aram Chaos", dopo quelli di Becquerel Crater, se volete), piuttosto che a meri accumuli di sabbie e polveri dapprima rappresi (dal freddo) e poi modellati (scolpiti) dall'azione dei Venti Marziani.
Ponti, ovviamente, di origine assolutamente naturale ma di matrice "discutibile"...;

Rilievo n. 3: un "ponte" ricurvo e ad albedo elevata, COMPLETAMENTE incongruo rispetto al panorama al quale accede (per la NASA, si ribadisce, si tratta sempre e solo di Ripples, ma NESSUNO - alla NASA... - ha spiegato come delle semplici Dune Rigide potrebbero arrivare a configurarsi in questo modo...);

Rilievo n. 4: un altro "ponte" ricurvo e ad albedo elevatissima che sembra "emergere" dal sottosuolo e sulla cui origine si potrebbe discutere (restando "a tavolino") per un secolo e mezzo senza arrivare assolutamente a nulla.

Morale: la Regione di Aram Chaos (e qui l'attribuzione della caratterizzazione "Chaos" ci appare quanto mai appropriata) costituisce un autentico Paradiso di (possibili) Anomalìe.
Ma la domanda essenziale (che rivolgiamo a noi stessi ed a Voi) era ed è sempre la stessa ed è solo una: quali di queste possibili Anomalìe sono effettivamente tali e quante, invece, sono il prodotto di illusioni ottiche determinate dalla distanza e dall'angolo di ripresa?

Il che vuol dire, in breve: prima di provare anche solo a domandarci "che Natura potrebbe avere il rilievo che vediamo?", è sempre meglio cercare di capire se esso ESISTE DAVVERO oppure se si tratta solo del prodotto di un inganno ottico determinato da elementi oggettivi, reali e, per l'Osservatore, insormontabili (altezza, angolo slant del particolare ripreso, condizioni di illuminazione locale, risoluzione e definizione del frame etc.).

Tutto ciò premesso, agendo sulla base della nostra competenza ed esperienza, possiamo dire questo: la Regione di Aram Chaos presenta, effettivamente, delle Caratterizzazioni Locali ASSOLUTAMENTE peculiari e di difficile (o impossibile) spiegazione. Si potrebbe trattare di molte cose diverse ed eccezionali, oppure di nulla di speciale: noi non lo sappiamo. Quello che sappiamo, è che solo l'analisi pragmatica e razionale (e NON pre-orientata) dei dati - ivi: le immagini - ci può aiutare a capire qualcosa di quello che osserviamo.
Ma la certezza (QUALSIASI certezza) potrà arrivare solo andando in loco.

Operando al di fuori di questo "range di razionalità" - credeteci - si "naviga a vista" in un oceano di congetture, illazioni, speculazioni e bufale vere e proprie (e che Hoagland & Compagnia Bella ci perdonino...).
17 commentiMareKromium02/23/08 at 14:15MareKromium: ...Cio?!?...
UnknownOrigin.jpg
UnknownOrigin.jpgUnknown Origin (by Dr Marco Faccin)71 visite"...We are not, what we are;
And we are not, what we seem to be.
We are not, what we do;
And we are not, what we feel and fight for.
We are not, what we say;
And we are not, what we think.
We are not, what we are;
And we are not, what we pretend to be..."

P.C. Floegers - "Repetita Iuvant"
5 commentiMareKromium02/23/08 at 13:57titanio44: lei dr.MK mi f? le domande difficili ;O) se lei av...
Chaotic_Terrain-Aram_Chaos-S0100839-PCF-LXTT-01.jpg
Chaotic_Terrain-Aram_Chaos-S0100839-PCF-LXTT-01.jpgUnusual Surface Features in Aram Chaos (EDM - False Colors)59 visiteRilievo n. 1: il "Triangolo Isoscele". Probabilmente un'ombra o (più verosimilmente) un collapse pit o, comunque, un'area depressa: l'immagine MGS è, purtroppo, di qualità molto scarsa ed i nostri tentativi di migliorarla sono inevitabilmente produttivi di image-artifacts i quali, alla fine, confondono ancora di più le idee. Comunque sia, non abbiamo elementi per congetturare una possibile origine "non naturale" del dettaglio;

Rilievo n. 2: le (gigantesche, dato che risultano visibili da grandi altezze) "Dune Rigide" (o "Ripples") che attraversano questa Regione, come ben si vede nel frame in oggetto (ed anche senza magnificarlo), vista la facilità che hanno nel passare da aree "piatte" ad aree "elevate" rispetto al Datum" (modeste colline o dossi, ad esempio) senza modificare la loro struttura - sostanzialmente liscia e lineare -, diremmo che assomigliano di più a dei veri e propri "ponti" (i famosi "Bridges of Aram Chaos", dopo quelli di Becquerel Crater, se volete), piuttosto che a meri accumuli di sabbie e polveri dapprima rappresi (dal freddo) e poi modellati (scolpiti) dall'azione dei Venti Marziani.
Ponti, ovviamente, di origine assolutamente naturale ma di matrice "discutibile"...;

Rilievo n. 3: un "ponte" ricurvo e ad albedo elevata, COMPLETAMENTE incongruo rispetto al panorama al quale accede (per la NASA, si ribadisce, si tratta sempre e solo di Ripples, ma NESSUNO - alla NASA... - ha spiegato come delle semplici Dune Rigide potrebbero arrivare a configurarsi in questo modo...);

Rilievo n. 4: un altro "ponte" ricurvo e ad albedo elevatissima che sembra "emergere" dal sottosuolo e sulla cui origine si potrebbe discutere (restando "a tavolino") per un secolo e mezzo senza arrivare assolutamente a nulla.

Morale: la Regione di Aram Chaos (e qui l'attribuzione della caratterizzazione "Chaos" ci appare quanto mai appropriata) costituisce un autentico Paradiso di (possibili) Anomalìe.
Ma la domanda essenziale (che rivolgiamo a noi stessi ed a Voi) era ed è sempre la stessa ed è solo una: quali di queste possibili Anomalìe sono effettivamente tali e quante, invece, sono il prodotto di illusioni ottiche determinate dalla distanza e dall'angolo di ripresa?

Il che vuol dire, in breve: prima di provare anche solo a domandarci "che Natura potrebbe avere il rilievo che vediamo?", è sempre meglio cercare di capire se esso ESISTE DAVVERO oppure se si tratta solo del prodotto di un inganno ottico determinato da elementi oggettivi, reali e, per l'Osservatore, insormontabili (altezza, angolo slant del particolare ripreso, condizioni di illuminazione locale, risoluzione e definizione del frame etc.).

Tutto ciò premesso, agendo sulla base della nostra competenza ed esperienza, possiamo dire questo: la Regione di Aram Chaos presenta, effettivamente, delle Caratterizzazioni Locali ASSOLUTAMENTE peculiari e di difficile (o impossibile) spiegazione. Si potrebbe trattare di molte cose diverse ed eccezionali, oppure di nulla di speciale: noi non lo sappiamo. Quello che sappiamo, è che solo l'analisi pragmatica e razionale (e NON pre-orientata) dei dati - ivi: le immagini - ci può aiutare a capire qualcosa di quello che osserviamo.
Ma la certezza (QUALSIASI certezza) potrà arrivare solo andando in loco.

Operando al di fuori di questo "range di razionalità" - credeteci - si "naviga a vista" in un oceano di congetture, illazioni, speculazioni e bufale vere e proprie (e che Hoagland & Compagnia Bella ci perdonino...).
17 commentiMareKromium02/23/08 at 13:37matteofagone: A me interessa ben altro in questo frame.... molto...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO13.jpgApollo 13 and the "Silver Disc": Mistery solved? (by Simone Pergolizzi)159 visiteGrazie alla fattiva collaborazione del nostro nuovo Amico, Simone Pergolizzi, abbiamo il piacere di presentarVi, per discussioni ed approfondimenti, una interessante e, a nostro parere, credibile chiave di lettura per questo bizzarro fenomeno ritratto dai Ragazzi dell'Apollo 13. Un fenomeno (probabilmente) meramente ottico il quale ha intrigato Ricercatori ed Ufologi per quasi 40 anni.

Come è nostra prassi in frangenti simili, il miglior commento al Lavoro svolto da un Lettore, lo lasciamo fare al Lettore stesso e quindi, ringraziando ancora il Sig. Simone Pergolizzi per il tempo che ci ha dedicato, gli cediamo la parola:“Chiunque abbia la patente e guidi un' auto capirebbe che si tratta dello stesso riflesso della luna, proprio come i fari di una vettura visti con lo specchietto retrovisore. Il "disco argenteo" è generato dalla sovraesposizione del riflesso del sole sulla Luna,
infatti, se si osserva bene esiste anche un terzo disco scuro, o forse dovrei dire "disco oscuro", dietro la seconda Luna filtrata. questo effetto sfasato dell' immagine è generato a causa dei diversi strati del vetro o della lente.
Qualsiasi fotografo con un minimo di esperienza, che fosse intenzionato a fotografare la Luna, per poterne rilevare i dettagli della superficie, avrebbe ridotto al minimo il tempo di esposizione, la cosa più ovvia è che il frame in questione potrebbe trattarsi di un primo tentativo di fotografare la Luna, quindi potrebbero esistere altri frames realizzati in seguito con tempi di esposizione diversi dove il famigerato disco argenteo è assente.

Un' altro particolare che conferma la sovraesposizione è dato dal fatto che le stelle presenti sono a loro volta della stessa intensità luminosa del disco argenteo e non della luna, se si dovesse fotografare la superficie dettagliata della Luna con la diminuzione del tempo di esposizione, soltanto alcuni dei corpi celesti più luminosi, sarebbero apparsi, ma credo che ciò sia da escludere all' interno dell' atmosfera o attraverso un oblò che dovrebbe essere filtrato per impedire l'oltrepassare dei raggi ultravioletti e da tutto ciò che il sole potrebbe irradiare se non ci fosse.

Allora il mio quesito è: da dove è stata scattata questa foto?

Affettuosamente vi allego alcuni frame ritoccati da me per rendere l' idea più dettagliatamente, con l' aggiunta di un po' di umorismo, in autentico stile "balle spaziali".

Un altro quesito interessante potrebbe essere: cos'è quel puntino molto piccolo presente sulla superficie del disco argenteo in alto a destra? Polvere degli Studios – ooopss: scusate volevo dire polvere interstellare – depositata sull' oblò oppure magari ingrandendo un' altro po' il particolare, con tecnologie pari a CSI, magari potrebbe trattarsi di un..............

La fantasia usata creativamente è una delle cose più affascinanti che caratterizzano la Vita, ma se ci si perde si rischia di non vedere oltre il proprio naso”.
7 commentiMareKromium02/23/08 at 13:25trullysimon: Per quanto riguarda la sovraesposizione della luna...
UnknownOrigin.jpg
UnknownOrigin.jpgUnknown Origin (by Dr Marco Faccin)71 visite"...We are not, what we are;
And we are not, what we seem to be.
We are not, what we do;
And we are not, what we feel and fight for.
We are not, what we say;
And we are not, what we think.
We are not, what we are;
And we are not, what we pretend to be..."

P.C. Floegers - "Repetita Iuvant"
5 commentiMareKromium02/23/08 at 13:12MareKromium: ...Identit? "Biologica" o "Psicolog...
UnknownOrigin.jpg
UnknownOrigin.jpgUnknown Origin (by Dr Marco Faccin)71 visite"...We are not, what we are;
And we are not, what we seem to be.
We are not, what we do;
And we are not, what we feel and fight for.
We are not, what we say;
And we are not, what we think.
We are not, what we are;
And we are not, what we pretend to be..."

P.C. Floegers - "Repetita Iuvant"
5 commentiMareKromium02/23/08 at 12:57titanio44: identit differente
UnknownOrigin.jpg
UnknownOrigin.jpgUnknown Origin (by Dr Marco Faccin)71 visite"...We are not, what we are;
And we are not, what we seem to be.
We are not, what we do;
And we are not, what we feel and fight for.
We are not, what we say;
And we are not, what we think.
We are not, what we are;
And we are not, what we pretend to be..."

P.C. Floegers - "Repetita Iuvant"
5 commentiMareKromium02/23/08 at 08:09CrabKey: Il fatto di non essere soli ?, secondo me, una rea...
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UnknownOrigin.jpgUnknown Origin (by Dr Marco Faccin)71 visite"...We are not, what we are;
And we are not, what we seem to be.
We are not, what we do;
And we are not, what we feel and fight for.
We are not, what we say;
And we are not, what we think.
We are not, what we are;
And we are not, what we pretend to be..."

P.C. Floegers - "Repetita Iuvant"
5 commentiMareKromium02/23/08 at 02:56trullysimon: maybe: not Alone? ................ I'm joking ...
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ZZ-ZZ-TC-!cid_000801c53f43_6c932af0_34c33052@xxx90a8d37818b.jpgTsiolkowsky Crater (3D)218 visiteUna bellissima immagine in 3D - cortesemente fornitaci dal Dr Alessio Feltri - che ci mostra uno dei luoghi più enigmatici della Luna: il Cratere Tsiolkowsky.
Questo Cratere, molto noto a tutti i Selenologi, ci mostra una Singolarità così particolare che abbiamo deciso di occuparcene in una Investigation ad hoc!
6 commenti02/22/08 at 10:28MareKromium: ...Isola di Pace...Grazie di Cuore: me ne ricorder...
ZZ-ZZ-TC-!cid_000801c53f43_6c932af0_34c33052@xxx90a8d37818b.jpg
ZZ-ZZ-TC-!cid_000801c53f43_6c932af0_34c33052@xxx90a8d37818b.jpgTsiolkowsky Crater (3D)218 visiteUna bellissima immagine in 3D - cortesemente fornitaci dal Dr Alessio Feltri - che ci mostra uno dei luoghi più enigmatici della Luna: il Cratere Tsiolkowsky.
Questo Cratere, molto noto a tutti i Selenologi, ci mostra una Singolarità così particolare che abbiamo deciso di occuparcene in una Investigation ad hoc!
6 commenti02/22/08 at 09:21Anakin: Grazie PCF sei sempre molto cortese. E che memoria...
Cydonia_Mensae-The_Face-013.jpg
Cydonia_Mensae-The_Face-013.jpgTo "Face" or not to "Face"?155 visiteLeft: negative of the Face as seen by the MGS spacecraft in April, 1998. Center: Lighting source switched from SE to NW. Right: Viewing angle switched from 45° west to overhead.

As a direct consequence of this act, it has become extraordinarily difficult to get material on this subject considered in the scientific community. For example, a technical abstract on the subject of Cydonia submitted by this author in the summer of 1998 for oral presentation to the Division of Planetary Science (DPS) of the American Astronomical Society was rejected. This was the only rejection of an abstract by a member in good standing at this meeting, with over 600 other abstracts accepted. Rejection of a member-submitted abstract is a rare event (unprecedented for this author) because presentation of papers before peers is the primary means of getting feedback before submitting written versions of papers to journals for peer review, and because justification of conclusions is not normally provided in an abstract. The DPS abstract review committee based its decision on the evidence they had seen with their own eyes in the image released by JPL-PIO to the media. On appeal, they reversed their decision and accepted the abstract for a late poster paper; but the damage had already been done. The subject matter of Cydonia and the “Face” on Mars was by then on a list of topics not suitable for consideration by certain mainstream technical journals such as Nature magazine. By editorial policy, papers on the subject of the “Face” can no longer receive peer review at that magazine.

Whatever your opinion about the artificiality of the “Face” may be, and whatever the actual merits of the issue may be, it seems beyond dispute that allowing world opinion to be based on the image in Figure 3 was scientifically inappropriate. When considering why this happened, we appear to be left with an unhappy choice between dishonesty and incompetence.
10 commenti02/22/08 at 09:09Anakin: Grazie Walthari. Mi riferivo all'acqua perch? ...
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