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Ultimi commenti - The Readers Show and Tell...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO13.jpgApollo 13 and the "Silver Disc": Mistery solved? (by Simone Pergolizzi)156 visiteGrazie alla fattiva collaborazione del nostro nuovo Amico, Simone Pergolizzi, abbiamo il piacere di presentarVi, per discussioni ed approfondimenti, una interessante e, a nostro parere, credibile chiave di lettura per questo bizzarro fenomeno ritratto dai Ragazzi dell'Apollo 13. Un fenomeno (probabilmente) meramente ottico il quale ha intrigato Ricercatori ed Ufologi per quasi 40 anni.

Come è nostra prassi in frangenti simili, il miglior commento al Lavoro svolto da un Lettore, lo lasciamo fare al Lettore stesso e quindi, ringraziando ancora il Sig. Simone Pergolizzi per il tempo che ci ha dedicato, gli cediamo la parola:“Chiunque abbia la patente e guidi un' auto capirebbe che si tratta dello stesso riflesso della luna, proprio come i fari di una vettura visti con lo specchietto retrovisore. Il "disco argenteo" è generato dalla sovraesposizione del riflesso del sole sulla Luna,
infatti, se si osserva bene esiste anche un terzo disco scuro, o forse dovrei dire "disco oscuro", dietro la seconda Luna filtrata. questo effetto sfasato dell' immagine è generato a causa dei diversi strati del vetro o della lente.
Qualsiasi fotografo con un minimo di esperienza, che fosse intenzionato a fotografare la Luna, per poterne rilevare i dettagli della superficie, avrebbe ridotto al minimo il tempo di esposizione, la cosa più ovvia è che il frame in questione potrebbe trattarsi di un primo tentativo di fotografare la Luna, quindi potrebbero esistere altri frames realizzati in seguito con tempi di esposizione diversi dove il famigerato disco argenteo è assente.

Un' altro particolare che conferma la sovraesposizione è dato dal fatto che le stelle presenti sono a loro volta della stessa intensità luminosa del disco argenteo e non della luna, se si dovesse fotografare la superficie dettagliata della Luna con la diminuzione del tempo di esposizione, soltanto alcuni dei corpi celesti più luminosi, sarebbero apparsi, ma credo che ciò sia da escludere all' interno dell' atmosfera o attraverso un oblò che dovrebbe essere filtrato per impedire l'oltrepassare dei raggi ultravioletti e da tutto ciò che il sole potrebbe irradiare se non ci fosse.

Allora il mio quesito è: da dove è stata scattata questa foto?

Affettuosamente vi allego alcuni frame ritoccati da me per rendere l' idea più dettagliatamente, con l' aggiunta di un po' di umorismo, in autentico stile "balle spaziali".

Un altro quesito interessante potrebbe essere: cos'è quel puntino molto piccolo presente sulla superficie del disco argenteo in alto a destra? Polvere degli Studios – ooopss: scusate volevo dire polvere interstellare – depositata sull' oblò oppure magari ingrandendo un' altro po' il particolare, con tecnologie pari a CSI, magari potrebbe trattarsi di un..............

La fantasia usata creativamente è una delle cose più affascinanti che caratterizzano la Vita, ma se ci si perde si rischia di non vedere oltre il proprio naso”.
7 commentiMareKromium02/20/08 at 13:10MareKromium: Carissimo Ufologo, il disco bianco/argento non ? (...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO13.jpgApollo 13 and the "Silver Disc": Mistery solved? (by Simone Pergolizzi)156 visiteGrazie alla fattiva collaborazione del nostro nuovo Amico, Simone Pergolizzi, abbiamo il piacere di presentarVi, per discussioni ed approfondimenti, una interessante e, a nostro parere, credibile chiave di lettura per questo bizzarro fenomeno ritratto dai Ragazzi dell'Apollo 13. Un fenomeno (probabilmente) meramente ottico il quale ha intrigato Ricercatori ed Ufologi per quasi 40 anni.

Come è nostra prassi in frangenti simili, il miglior commento al Lavoro svolto da un Lettore, lo lasciamo fare al Lettore stesso e quindi, ringraziando ancora il Sig. Simone Pergolizzi per il tempo che ci ha dedicato, gli cediamo la parola:“Chiunque abbia la patente e guidi un' auto capirebbe che si tratta dello stesso riflesso della luna, proprio come i fari di una vettura visti con lo specchietto retrovisore. Il "disco argenteo" è generato dalla sovraesposizione del riflesso del sole sulla Luna,
infatti, se si osserva bene esiste anche un terzo disco scuro, o forse dovrei dire "disco oscuro", dietro la seconda Luna filtrata. questo effetto sfasato dell' immagine è generato a causa dei diversi strati del vetro o della lente.
Qualsiasi fotografo con un minimo di esperienza, che fosse intenzionato a fotografare la Luna, per poterne rilevare i dettagli della superficie, avrebbe ridotto al minimo il tempo di esposizione, la cosa più ovvia è che il frame in questione potrebbe trattarsi di un primo tentativo di fotografare la Luna, quindi potrebbero esistere altri frames realizzati in seguito con tempi di esposizione diversi dove il famigerato disco argenteo è assente.

Un' altro particolare che conferma la sovraesposizione è dato dal fatto che le stelle presenti sono a loro volta della stessa intensità luminosa del disco argenteo e non della luna, se si dovesse fotografare la superficie dettagliata della Luna con la diminuzione del tempo di esposizione, soltanto alcuni dei corpi celesti più luminosi, sarebbero apparsi, ma credo che ciò sia da escludere all' interno dell' atmosfera o attraverso un oblò che dovrebbe essere filtrato per impedire l'oltrepassare dei raggi ultravioletti e da tutto ciò che il sole potrebbe irradiare se non ci fosse.

Allora il mio quesito è: da dove è stata scattata questa foto?

Affettuosamente vi allego alcuni frame ritoccati da me per rendere l' idea più dettagliatamente, con l' aggiunta di un po' di umorismo, in autentico stile "balle spaziali".

Un altro quesito interessante potrebbe essere: cos'è quel puntino molto piccolo presente sulla superficie del disco argenteo in alto a destra? Polvere degli Studios – ooopss: scusate volevo dire polvere interstellare – depositata sull' oblò oppure magari ingrandendo un' altro po' il particolare, con tecnologie pari a CSI, magari potrebbe trattarsi di un..............

La fantasia usata creativamente è una delle cose più affascinanti che caratterizzano la Vita, ma se ci si perde si rischia di non vedere oltre il proprio naso”.
7 commentiMareKromium02/20/08 at 12:39ufologo: Scusate, ma forse oggi sono un po" fuori&q...
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Come è nostra prassi in frangenti simili, il miglior commento al Lavoro svolto da un Lettore, lo lasciamo fare al Lettore stesso e quindi, ringraziando ancora il Sig. Simone Pergolizzi per il tempo che ci ha dedicato, gli cediamo la parola:“Chiunque abbia la patente e guidi un' auto capirebbe che si tratta dello stesso riflesso della luna, proprio come i fari di una vettura visti con lo specchietto retrovisore. Il "disco argenteo" è generato dalla sovraesposizione del riflesso del sole sulla Luna,
infatti, se si osserva bene esiste anche un terzo disco scuro, o forse dovrei dire "disco oscuro", dietro la seconda Luna filtrata. questo effetto sfasato dell' immagine è generato a causa dei diversi strati del vetro o della lente.
Qualsiasi fotografo con un minimo di esperienza, che fosse intenzionato a fotografare la Luna, per poterne rilevare i dettagli della superficie, avrebbe ridotto al minimo il tempo di esposizione, la cosa più ovvia è che il frame in questione potrebbe trattarsi di un primo tentativo di fotografare la Luna, quindi potrebbero esistere altri frames realizzati in seguito con tempi di esposizione diversi dove il famigerato disco argenteo è assente.

Un' altro particolare che conferma la sovraesposizione è dato dal fatto che le stelle presenti sono a loro volta della stessa intensità luminosa del disco argenteo e non della luna, se si dovesse fotografare la superficie dettagliata della Luna con la diminuzione del tempo di esposizione, soltanto alcuni dei corpi celesti più luminosi, sarebbero apparsi, ma credo che ciò sia da escludere all' interno dell' atmosfera o attraverso un oblò che dovrebbe essere filtrato per impedire l'oltrepassare dei raggi ultravioletti e da tutto ciò che il sole potrebbe irradiare se non ci fosse.

Allora il mio quesito è: da dove è stata scattata questa foto?

Affettuosamente vi allego alcuni frame ritoccati da me per rendere l' idea più dettagliatamente, con l' aggiunta di un po' di umorismo, in autentico stile "balle spaziali".

Un altro quesito interessante potrebbe essere: cos'è quel puntino molto piccolo presente sulla superficie del disco argenteo in alto a destra? Polvere degli Studios – ooopss: scusate volevo dire polvere interstellare – depositata sull' oblò oppure magari ingrandendo un' altro po' il particolare, con tecnologie pari a CSI, magari potrebbe trattarsi di un..............

La fantasia usata creativamente è una delle cose più affascinanti che caratterizzano la Vita, ma se ci si perde si rischia di non vedere oltre il proprio naso”.
7 commentiMareKromium02/20/08 at 10:17MareKromium: Come dicevo in un precedente messaggio, questo com...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL312-2N154066468EFF9200P0655R0M1_ing.jpgTails... (by Carlo Contu)173 visiteIl quantitativo di "Rocce Anomale" (o "Pseudo Rocce", in accordo alla nomenclatura generalmente adottata da Lunexit) presenti sulla Superficie di Marte, come detto più volte in passato, è impressionante.
Così come è impressionante la "leggerezza" adottata dalla NASA a da Scienziati e Ricercatori "Adepti" della Scienza Convenzionale nell'ignorare (o nello "spiegare" superficialmente e malamente - a nostro avviso) queste possibili "Meraviglie Locali".

Per fortuna, così come è ben provato dalle centinaia di pagine dedicate dalla Fondazione Lunar Explorer Italia a queste Surface Features, ci sono svariati Amici, Appassionati ed Amateur Researchers i quali hanno notato la magnitudine del fenomeno e, come il bravissimo Sig. Carlo Contu, hanno iniziato ad isolare Singolarità su Singolarità ed Anomalìe su Anomalìe.

Non è nelle nostre umane possibilità dare una risposta ed una spiegazione razionale (e credibile) a tutte queste - talora davvero fantastiche - Manifestazioni Locali, ma è nostro dovere evidenziare (se non altro) l'insufficienza dell'approccio scientifico classico. L'approccio che è stato adottato sino ad ora per (tentare di) spiegarle.

Insomma: il vulcanismo, l'erosione, la sedimentazione, il weathering e, nella loro globalità, tutti quei Processi Geologici e Meteorologici che hanno portato Marte a configurarsi nel modo che noi, oggi, possiamo vedere e studiare, spiegano MOLTO, ma - è ovvio, tuttavia occorre ribadirlo - NON SPIEGANO TUTTO.
O meglio: spiegano...sino ad un certo punto.
Ed il nostro (splendido e, sovente, ingrato) Lavoro, come sapete bene, inizia proprio da quel punto in cui la Scienza Convenzionale si ferma (per necessità, per volontà e/o per pigrizia intellettuale).

Un nuovo Grazie di Cuore all'Amico Carlo Contu per gli spunti forniti; le risposte, un giorno, arriveranno (e, noi ne siamo convinti, esse saranno sorprendenti)...
6 commentiMareKromium02/19/08 at 22:47MareKromium: "Fior-Fiore"?!?!?... Ironia a parte, la ...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL312-2N154066468EFF9200P0655R0M1_ing.jpgTails... (by Carlo Contu)173 visiteIl quantitativo di "Rocce Anomale" (o "Pseudo Rocce", in accordo alla nomenclatura generalmente adottata da Lunexit) presenti sulla Superficie di Marte, come detto più volte in passato, è impressionante.
Così come è impressionante la "leggerezza" adottata dalla NASA a da Scienziati e Ricercatori "Adepti" della Scienza Convenzionale nell'ignorare (o nello "spiegare" superficialmente e malamente - a nostro avviso) queste possibili "Meraviglie Locali".

Per fortuna, così come è ben provato dalle centinaia di pagine dedicate dalla Fondazione Lunar Explorer Italia a queste Surface Features, ci sono svariati Amici, Appassionati ed Amateur Researchers i quali hanno notato la magnitudine del fenomeno e, come il bravissimo Sig. Carlo Contu, hanno iniziato ad isolare Singolarità su Singolarità ed Anomalìe su Anomalìe.

Non è nelle nostre umane possibilità dare una risposta ed una spiegazione razionale (e credibile) a tutte queste - talora davvero fantastiche - Manifestazioni Locali, ma è nostro dovere evidenziare (se non altro) l'insufficienza dell'approccio scientifico classico. L'approccio che è stato adottato sino ad ora per (tentare di) spiegarle.

Insomma: il vulcanismo, l'erosione, la sedimentazione, il weathering e, nella loro globalità, tutti quei Processi Geologici e Meteorologici che hanno portato Marte a configurarsi nel modo che noi, oggi, possiamo vedere e studiare, spiegano MOLTO, ma - è ovvio, tuttavia occorre ribadirlo - NON SPIEGANO TUTTO.
O meglio: spiegano...sino ad un certo punto.
Ed il nostro (splendido e, sovente, ingrato) Lavoro, come sapete bene, inizia proprio da quel punto in cui la Scienza Convenzionale si ferma (per necessità, per volontà e/o per pigrizia intellettuale).

Un nuovo Grazie di Cuore all'Amico Carlo Contu per gli spunti forniti; le risposte, un giorno, arriveranno (e, noi ne siamo convinti, esse saranno sorprendenti)...
6 commentiMareKromium02/19/08 at 20:51charlie64: Mi domando. Ma con il fior fiore di scienziati che...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL312-2N154066468EFF9200P0655R0M1_ing.jpgTails... (by Carlo Contu)173 visiteIl quantitativo di "Rocce Anomale" (o "Pseudo Rocce", in accordo alla nomenclatura generalmente adottata da Lunexit) presenti sulla Superficie di Marte, come detto più volte in passato, è impressionante.
Così come è impressionante la "leggerezza" adottata dalla NASA a da Scienziati e Ricercatori "Adepti" della Scienza Convenzionale nell'ignorare (o nello "spiegare" superficialmente e malamente - a nostro avviso) queste possibili "Meraviglie Locali".

Per fortuna, così come è ben provato dalle centinaia di pagine dedicate dalla Fondazione Lunar Explorer Italia a queste Surface Features, ci sono svariati Amici, Appassionati ed Amateur Researchers i quali hanno notato la magnitudine del fenomeno e, come il bravissimo Sig. Carlo Contu, hanno iniziato ad isolare Singolarità su Singolarità ed Anomalìe su Anomalìe.

Non è nelle nostre umane possibilità dare una risposta ed una spiegazione razionale (e credibile) a tutte queste - talora davvero fantastiche - Manifestazioni Locali, ma è nostro dovere evidenziare (se non altro) l'insufficienza dell'approccio scientifico classico. L'approccio che è stato adottato sino ad ora per (tentare di) spiegarle.

Insomma: il vulcanismo, l'erosione, la sedimentazione, il weathering e, nella loro globalità, tutti quei Processi Geologici e Meteorologici che hanno portato Marte a configurarsi nel modo che noi, oggi, possiamo vedere e studiare, spiegano MOLTO, ma - è ovvio, tuttavia occorre ribadirlo - NON SPIEGANO TUTTO.
O meglio: spiegano...sino ad un certo punto.
Ed il nostro (splendido e, sovente, ingrato) Lavoro, come sapete bene, inizia proprio da quel punto in cui la Scienza Convenzionale si ferma (per necessità, per volontà e/o per pigrizia intellettuale).

Un nuovo Grazie di Cuore all'Amico Carlo Contu per gli spunti forniti; le risposte, un giorno, arriveranno (e, noi ne siamo convinti, esse saranno sorprendenti)...
6 commentiMareKromium02/19/08 at 20:39MareKromium: Carissimo Walthari, tu dici "qualche decina d...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL312-2N154066468EFF9200P0655R0M1_ing.jpgTails... (by Carlo Contu)173 visiteIl quantitativo di "Rocce Anomale" (o "Pseudo Rocce", in accordo alla nomenclatura generalmente adottata da Lunexit) presenti sulla Superficie di Marte, come detto più volte in passato, è impressionante.
Così come è impressionante la "leggerezza" adottata dalla NASA a da Scienziati e Ricercatori "Adepti" della Scienza Convenzionale nell'ignorare (o nello "spiegare" superficialmente e malamente - a nostro avviso) queste possibili "Meraviglie Locali".

Per fortuna, così come è ben provato dalle centinaia di pagine dedicate dalla Fondazione Lunar Explorer Italia a queste Surface Features, ci sono svariati Amici, Appassionati ed Amateur Researchers i quali hanno notato la magnitudine del fenomeno e, come il bravissimo Sig. Carlo Contu, hanno iniziato ad isolare Singolarità su Singolarità ed Anomalìe su Anomalìe.

Non è nelle nostre umane possibilità dare una risposta ed una spiegazione razionale (e credibile) a tutte queste - talora davvero fantastiche - Manifestazioni Locali, ma è nostro dovere evidenziare (se non altro) l'insufficienza dell'approccio scientifico classico. L'approccio che è stato adottato sino ad ora per (tentare di) spiegarle.

Insomma: il vulcanismo, l'erosione, la sedimentazione, il weathering e, nella loro globalità, tutti quei Processi Geologici e Meteorologici che hanno portato Marte a configurarsi nel modo che noi, oggi, possiamo vedere e studiare, spiegano MOLTO, ma - è ovvio, tuttavia occorre ribadirlo - NON SPIEGANO TUTTO.
O meglio: spiegano...sino ad un certo punto.
Ed il nostro (splendido e, sovente, ingrato) Lavoro, come sapete bene, inizia proprio da quel punto in cui la Scienza Convenzionale si ferma (per necessità, per volontà e/o per pigrizia intellettuale).

Un nuovo Grazie di Cuore all'Amico Carlo Contu per gli spunti forniti; le risposte, un giorno, arriveranno (e, noi ne siamo convinti, esse saranno sorprendenti)...
6 commentiMareKromium02/19/08 at 19:54walthari: l'unico modo per dare risposte certe e geologi...
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Così come è impressionante la "leggerezza" adottata dalla NASA a da Scienziati e Ricercatori "Adepti" della Scienza Convenzionale nell'ignorare (o nello "spiegare" superficialmente e malamente - a nostro avviso) queste possibili "Meraviglie Locali".

Per fortuna, così come è ben provato dalle centinaia di pagine dedicate dalla Fondazione Lunar Explorer Italia a queste Surface Features, ci sono svariati Amici, Appassionati ed Amateur Researchers i quali hanno notato la magnitudine del fenomeno e, come il bravissimo Sig. Carlo Contu, hanno iniziato ad isolare Singolarità su Singolarità ed Anomalìe su Anomalìe.

Non è nelle nostre umane possibilità dare una risposta ed una spiegazione razionale (e credibile) a tutte queste - talora davvero fantastiche - Manifestazioni Locali, ma è nostro dovere evidenziare (se non altro) l'insufficienza dell'approccio scientifico classico. L'approccio che è stato adottato sino ad ora per (tentare di) spiegarle.

Insomma: il vulcanismo, l'erosione, la sedimentazione, il weathering e, nella loro globalità, tutti quei Processi Geologici e Meteorologici che hanno portato Marte a configurarsi nel modo che noi, oggi, possiamo vedere e studiare, spiegano MOLTO, ma - è ovvio, tuttavia occorre ribadirlo - NON SPIEGANO TUTTO.
O meglio: spiegano...sino ad un certo punto.
Ed il nostro (splendido e, sovente, ingrato) Lavoro, come sapete bene, inizia proprio da quel punto in cui la Scienza Convenzionale si ferma (per necessità, per volontà e/o per pigrizia intellettuale).

Un nuovo Grazie di Cuore all'Amico Carlo Contu per gli spunti forniti; le risposte, un giorno, arriveranno (e, noi ne siamo convinti, esse saranno sorprendenti)...
6 commentiMareKromium02/19/08 at 18:39MareKromium: Grazie a Te! Su Cape Verde...tra poco! Un caro sal...
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Così come è impressionante la "leggerezza" adottata dalla NASA a da Scienziati e Ricercatori "Adepti" della Scienza Convenzionale nell'ignorare (o nello "spiegare" superficialmente e malamente - a nostro avviso) queste possibili "Meraviglie Locali".

Per fortuna, così come è ben provato dalle centinaia di pagine dedicate dalla Fondazione Lunar Explorer Italia a queste Surface Features, ci sono svariati Amici, Appassionati ed Amateur Researchers i quali hanno notato la magnitudine del fenomeno e, come il bravissimo Sig. Carlo Contu, hanno iniziato ad isolare Singolarità su Singolarità ed Anomalìe su Anomalìe.

Non è nelle nostre umane possibilità dare una risposta ed una spiegazione razionale (e credibile) a tutte queste - talora davvero fantastiche - Manifestazioni Locali, ma è nostro dovere evidenziare (se non altro) l'insufficienza dell'approccio scientifico classico. L'approccio che è stato adottato sino ad ora per (tentare di) spiegarle.

Insomma: il vulcanismo, l'erosione, la sedimentazione, il weathering e, nella loro globalità, tutti quei Processi Geologici e Meteorologici che hanno portato Marte a configurarsi nel modo che noi, oggi, possiamo vedere e studiare, spiegano MOLTO, ma - è ovvio, tuttavia occorre ribadirlo - NON SPIEGANO TUTTO.
O meglio: spiegano...sino ad un certo punto.
Ed il nostro (splendido e, sovente, ingrato) Lavoro, come sapete bene, inizia proprio da quel punto in cui la Scienza Convenzionale si ferma (per necessità, per volontà e/o per pigrizia intellettuale).

Un nuovo Grazie di Cuore all'Amico Carlo Contu per gli spunti forniti; le risposte, un giorno, arriveranno (e, noi ne siamo convinti, esse saranno sorprendenti)...
6 commentiMareKromium02/19/08 at 16:41charlie64: Grazie Mare Kromium per il lavoro fatto! Potresti ...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE009.jpgThe "True Colors" of Mars (9)414 visiteOra, visto che quello che gli archivi NASA ed ESA ci offrono in materia di immagini a colori lascia – diciamo così – “perplessi”, la domanda che noi ci/Vi poniamo è questa: è possibile che i tecnici NASA e/o ESA abbiano tarato “male” le telecamere della Sonda Pathfinder, oppure quelle di Spirit ed Opportunity o magari quelle di Mars Express?!? Insomma, sono state forse inviate su Marte delle sonde daltoniche?
Dobbiamo ritenere che queste persone così qualificate starebbero letteralmente "tirando a indovinare" allorché si parla dei colori di Marte, fornendoci quindi delle interpretazioni arbitrarie su quello che – a questo punto “secondo loro” – sarebbe l'aspetto di Marte"?
Se così fosse la soluzione più razionale (e limitativa di errori e malintesi) sarebbe quella di rilasciare soltanto immagini in bianco e nero. E, guarda caso, gli archivi NASA, JPL, MSSS sono stracolmi di frames in bianco e nero...
14 commenti02/19/08 at 05:40MareKromium: Carissimo Roberto2000, divagare ? bello. Ed anch&#...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE009.jpgThe "True Colors" of Mars (9)414 visiteOra, visto che quello che gli archivi NASA ed ESA ci offrono in materia di immagini a colori lascia – diciamo così – “perplessi”, la domanda che noi ci/Vi poniamo è questa: è possibile che i tecnici NASA e/o ESA abbiano tarato “male” le telecamere della Sonda Pathfinder, oppure quelle di Spirit ed Opportunity o magari quelle di Mars Express?!? Insomma, sono state forse inviate su Marte delle sonde daltoniche?
Dobbiamo ritenere che queste persone così qualificate starebbero letteralmente "tirando a indovinare" allorché si parla dei colori di Marte, fornendoci quindi delle interpretazioni arbitrarie su quello che – a questo punto “secondo loro” – sarebbe l'aspetto di Marte"?
Se così fosse la soluzione più razionale (e limitativa di errori e malintesi) sarebbe quella di rilasciare soltanto immagini in bianco e nero. E, guarda caso, gli archivi NASA, JPL, MSSS sono stracolmi di frames in bianco e nero...
14 commenti02/18/08 at 16:58Roberto2000: ciao Marekr.... ? troppo bella per essere una roc...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE009.jpgThe "True Colors" of Mars (9)414 visiteOra, visto che quello che gli archivi NASA ed ESA ci offrono in materia di immagini a colori lascia – diciamo così – “perplessi”, la domanda che noi ci/Vi poniamo è questa: è possibile che i tecnici NASA e/o ESA abbiano tarato “male” le telecamere della Sonda Pathfinder, oppure quelle di Spirit ed Opportunity o magari quelle di Mars Express?!? Insomma, sono state forse inviate su Marte delle sonde daltoniche?
Dobbiamo ritenere che queste persone così qualificate starebbero letteralmente "tirando a indovinare" allorché si parla dei colori di Marte, fornendoci quindi delle interpretazioni arbitrarie su quello che – a questo punto “secondo loro” – sarebbe l'aspetto di Marte"?
Se così fosse la soluzione più razionale (e limitativa di errori e malintesi) sarebbe quella di rilasciare soltanto immagini in bianco e nero. E, guarda caso, gli archivi NASA, JPL, MSSS sono stracolmi di frames in bianco e nero...
14 commenti02/15/08 at 10:45MareKromium: Un saluto a Te! L'oggetto che descrivi ?, purt...
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