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Ultimi commenti - The Readers Show and Tell...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-OPP-SOL1019-EDM.jpgThe Martian "Star" (by Ivana Tognoloni & Lorenzo Leone)245 visiteUna curiosissima "Surface Feature", situata all'interno del Cratere Victoria, ci è stata segnalata dalla nostra Amica Lettrice Ivana Tognoloni. Il detail mgnf con evidenziazione del particolare, è stato realizzato dal nostro vecchio Amico e Ricercatore Esterno Senior, Lorenzo Leone.
Come commentare questa Singolarità? Difficile, molto difficile...Diciamo che, da una certa distanza, l'apparenza del rilievo può effettivamente richiamare alla mente una sorta di "Stella Marina", magari un pò "contorta", così come accade quando esse riposano su rilievi non proprio piatti. Tuttavia, a mano a mano che ci avviciamo al particolare, allora la sensazione è che non si tratti di un corpo unitario "tentacolare", bensì di più rilievi a forma simil-tubolare, leggermente accavallati (sovrapposti, se volete).
Uno di questi "rilievi tubolari" (esterno alla Singolarità investigata) lo potete scorgere appena sulla Sx della "Stella" (cioè a Dx dell'Osservatore).

Di che cosa si tratta?

Alla NASA non si sono (ufficialmente) mai occupati di questi dettagli, ma la loro forma potrebbe far pensare a delle mini "ripples" (dunette fatte di sabbia rappresa - indurita dal freddo e dal vento e, dopo ere ed ere, di fatto quasi "cementata" - tipo "Yardangs") le quali, a seguito di processi geologici ed atmosferici che non sempre siamo in grado di capire sino in fondo e/o, quindi, di spiegare, si configurano nelle maniere più bizzarre.

"Ripples" sovrapposte, sollevate parzialmente dal suolo (sino a formare archi o segmenti d'arco - o "simil-ponti"), intrecciate e di dimensioni enormemente più grandi di queste, sono osservabili in svariati frames orbitali ed una loro "giustificazione razionale" ancora manca.

Qualche Ricercatore (a nostro parere peccando di eccesso di Fantasia) vede nelle Mega-Ripples alle quali accennavamo qui di sopra, delle Strutture Aliene Artificiaili e Complesse; il Dr Feltri - come anche alcuni altri Ricercatori "Immaginifici" - avanza l'ipotesi secondo cui si potrebbe anche trattare di Forme Vitali Indigene, a Matrice Bio-Magnetica.
Altri Ricercatori, infine, propendono verso l'ipotesi per cui si possa trattare di "rilievi a Natura Mista".
"Mista" nel senso che, allorchè tali "Ripples Intrecciate" vengono individuate su scala "ridotta" - "Mini-Ripples", come in questo caso, all'interno del Cratere Victoria - si ipotizza una loro Matrice Organica, la quale ci suggerisce che si potrebbe trattare di fossili; nel caso di scala "gigante" - "Mega-Ripples", visibili - BENE! - anche da centinaia di Km di altitudine - si tende invece ad optare per una loro Matrice Geologica, la quale ci spinge a considerare simili rilievi come "Anomalìe di Superficie" o "Surface Oddities".

Decidete Voi quale ipotesi Vi soddisfa di più (oppure provate a suggerirne una nuova, se volete) e, per il momento, COMPLIMENTI alla Sig.ra Tognoloni per l'"occhio" ed al nostro Carissimo Amico, sempre attento e puntuale, Lorenzo Leone, per la pazienza avuta e per l'eccellente elaborazione addizionale del frame!
73 commentiMareKromium06/08/08 at 18:49Ivana Tognoloni: Salve a tutti, tenete presente che la mia vista, u...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-OPP-SOL1019-EDM.jpgThe Martian "Star" (by Ivana Tognoloni & Lorenzo Leone)245 visiteUna curiosissima "Surface Feature", situata all'interno del Cratere Victoria, ci è stata segnalata dalla nostra Amica Lettrice Ivana Tognoloni. Il detail mgnf con evidenziazione del particolare, è stato realizzato dal nostro vecchio Amico e Ricercatore Esterno Senior, Lorenzo Leone.
Come commentare questa Singolarità? Difficile, molto difficile...Diciamo che, da una certa distanza, l'apparenza del rilievo può effettivamente richiamare alla mente una sorta di "Stella Marina", magari un pò "contorta", così come accade quando esse riposano su rilievi non proprio piatti. Tuttavia, a mano a mano che ci avviciamo al particolare, allora la sensazione è che non si tratti di un corpo unitario "tentacolare", bensì di più rilievi a forma simil-tubolare, leggermente accavallati (sovrapposti, se volete).
Uno di questi "rilievi tubolari" (esterno alla Singolarità investigata) lo potete scorgere appena sulla Sx della "Stella" (cioè a Dx dell'Osservatore).

Di che cosa si tratta?

Alla NASA non si sono (ufficialmente) mai occupati di questi dettagli, ma la loro forma potrebbe far pensare a delle mini "ripples" (dunette fatte di sabbia rappresa - indurita dal freddo e dal vento e, dopo ere ed ere, di fatto quasi "cementata" - tipo "Yardangs") le quali, a seguito di processi geologici ed atmosferici che non sempre siamo in grado di capire sino in fondo e/o, quindi, di spiegare, si configurano nelle maniere più bizzarre.

"Ripples" sovrapposte, sollevate parzialmente dal suolo (sino a formare archi o segmenti d'arco - o "simil-ponti"), intrecciate e di dimensioni enormemente più grandi di queste, sono osservabili in svariati frames orbitali ed una loro "giustificazione razionale" ancora manca.

Qualche Ricercatore (a nostro parere peccando di eccesso di Fantasia) vede nelle Mega-Ripples alle quali accennavamo qui di sopra, delle Strutture Aliene Artificiaili e Complesse; il Dr Feltri - come anche alcuni altri Ricercatori "Immaginifici" - avanza l'ipotesi secondo cui si potrebbe anche trattare di Forme Vitali Indigene, a Matrice Bio-Magnetica.
Altri Ricercatori, infine, propendono verso l'ipotesi per cui si possa trattare di "rilievi a Natura Mista".
"Mista" nel senso che, allorchè tali "Ripples Intrecciate" vengono individuate su scala "ridotta" - "Mini-Ripples", come in questo caso, all'interno del Cratere Victoria - si ipotizza una loro Matrice Organica, la quale ci suggerisce che si potrebbe trattare di fossili; nel caso di scala "gigante" - "Mega-Ripples", visibili - BENE! - anche da centinaia di Km di altitudine - si tende invece ad optare per una loro Matrice Geologica, la quale ci spinge a considerare simili rilievi come "Anomalìe di Superficie" o "Surface Oddities".

Decidete Voi quale ipotesi Vi soddisfa di più (oppure provate a suggerirne una nuova, se volete) e, per il momento, COMPLIMENTI alla Sig.ra Tognoloni per l'"occhio" ed al nostro Carissimo Amico, sempre attento e puntuale, Lorenzo Leone, per la pazienza avuta e per l'eccellente elaborazione addizionale del frame!
73 commentiMareKromium06/08/08 at 09:54MareKromium: Grazie Anakin. Si, questo ? quello che vedo io e, ...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-OPP-SOL1019-EDM.jpgThe Martian "Star" (by Ivana Tognoloni & Lorenzo Leone)245 visiteUna curiosissima "Surface Feature", situata all'interno del Cratere Victoria, ci è stata segnalata dalla nostra Amica Lettrice Ivana Tognoloni. Il detail mgnf con evidenziazione del particolare, è stato realizzato dal nostro vecchio Amico e Ricercatore Esterno Senior, Lorenzo Leone.
Come commentare questa Singolarità? Difficile, molto difficile...Diciamo che, da una certa distanza, l'apparenza del rilievo può effettivamente richiamare alla mente una sorta di "Stella Marina", magari un pò "contorta", così come accade quando esse riposano su rilievi non proprio piatti. Tuttavia, a mano a mano che ci avviciamo al particolare, allora la sensazione è che non si tratti di un corpo unitario "tentacolare", bensì di più rilievi a forma simil-tubolare, leggermente accavallati (sovrapposti, se volete).
Uno di questi "rilievi tubolari" (esterno alla Singolarità investigata) lo potete scorgere appena sulla Sx della "Stella" (cioè a Dx dell'Osservatore).

Di che cosa si tratta?

Alla NASA non si sono (ufficialmente) mai occupati di questi dettagli, ma la loro forma potrebbe far pensare a delle mini "ripples" (dunette fatte di sabbia rappresa - indurita dal freddo e dal vento e, dopo ere ed ere, di fatto quasi "cementata" - tipo "Yardangs") le quali, a seguito di processi geologici ed atmosferici che non sempre siamo in grado di capire sino in fondo e/o, quindi, di spiegare, si configurano nelle maniere più bizzarre.

"Ripples" sovrapposte, sollevate parzialmente dal suolo (sino a formare archi o segmenti d'arco - o "simil-ponti"), intrecciate e di dimensioni enormemente più grandi di queste, sono osservabili in svariati frames orbitali ed una loro "giustificazione razionale" ancora manca.

Qualche Ricercatore (a nostro parere peccando di eccesso di Fantasia) vede nelle Mega-Ripples alle quali accennavamo qui di sopra, delle Strutture Aliene Artificiaili e Complesse; il Dr Feltri - come anche alcuni altri Ricercatori "Immaginifici" - avanza l'ipotesi secondo cui si potrebbe anche trattare di Forme Vitali Indigene, a Matrice Bio-Magnetica.
Altri Ricercatori, infine, propendono verso l'ipotesi per cui si possa trattare di "rilievi a Natura Mista".
"Mista" nel senso che, allorchè tali "Ripples Intrecciate" vengono individuate su scala "ridotta" - "Mini-Ripples", come in questo caso, all'interno del Cratere Victoria - si ipotizza una loro Matrice Organica, la quale ci suggerisce che si potrebbe trattare di fossili; nel caso di scala "gigante" - "Mega-Ripples", visibili - BENE! - anche da centinaia di Km di altitudine - si tende invece ad optare per una loro Matrice Geologica, la quale ci spinge a considerare simili rilievi come "Anomalìe di Superficie" o "Surface Oddities".

Decidete Voi quale ipotesi Vi soddisfa di più (oppure provate a suggerirne una nuova, se volete) e, per il momento, COMPLIMENTI alla Sig.ra Tognoloni per l'"occhio" ed al nostro Carissimo Amico, sempre attento e puntuale, Lorenzo Leone, per la pazienza avuta e per l'eccellente elaborazione addizionale del frame!
73 commentiMareKromium06/07/08 at 19:44Anakin: E' la prima volta che vedo una forma del gener...
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Come commentare questa Singolarità? Difficile, molto difficile...Diciamo che, da una certa distanza, l'apparenza del rilievo può effettivamente richiamare alla mente una sorta di "Stella Marina", magari un pò "contorta", così come accade quando esse riposano su rilievi non proprio piatti. Tuttavia, a mano a mano che ci avviciamo al particolare, allora la sensazione è che non si tratti di un corpo unitario "tentacolare", bensì di più rilievi a forma simil-tubolare, leggermente accavallati (sovrapposti, se volete).
Uno di questi "rilievi tubolari" (esterno alla Singolarità investigata) lo potete scorgere appena sulla Sx della "Stella" (cioè a Dx dell'Osservatore).

Di che cosa si tratta?

Alla NASA non si sono (ufficialmente) mai occupati di questi dettagli, ma la loro forma potrebbe far pensare a delle mini "ripples" (dunette fatte di sabbia rappresa - indurita dal freddo e dal vento e, dopo ere ed ere, di fatto quasi "cementata" - tipo "Yardangs") le quali, a seguito di processi geologici ed atmosferici che non sempre siamo in grado di capire sino in fondo e/o, quindi, di spiegare, si configurano nelle maniere più bizzarre.

"Ripples" sovrapposte, sollevate parzialmente dal suolo (sino a formare archi o segmenti d'arco - o "simil-ponti"), intrecciate e di dimensioni enormemente più grandi di queste, sono osservabili in svariati frames orbitali ed una loro "giustificazione razionale" ancora manca.

Qualche Ricercatore (a nostro parere peccando di eccesso di Fantasia) vede nelle Mega-Ripples alle quali accennavamo qui di sopra, delle Strutture Aliene Artificiaili e Complesse; il Dr Feltri - come anche alcuni altri Ricercatori "Immaginifici" - avanza l'ipotesi secondo cui si potrebbe anche trattare di Forme Vitali Indigene, a Matrice Bio-Magnetica.
Altri Ricercatori, infine, propendono verso l'ipotesi per cui si possa trattare di "rilievi a Natura Mista".
"Mista" nel senso che, allorchè tali "Ripples Intrecciate" vengono individuate su scala "ridotta" - "Mini-Ripples", come in questo caso, all'interno del Cratere Victoria - si ipotizza una loro Matrice Organica, la quale ci suggerisce che si potrebbe trattare di fossili; nel caso di scala "gigante" - "Mega-Ripples", visibili - BENE! - anche da centinaia di Km di altitudine - si tende invece ad optare per una loro Matrice Geologica, la quale ci spinge a considerare simili rilievi come "Anomalìe di Superficie" o "Surface Oddities".

Decidete Voi quale ipotesi Vi soddisfa di più (oppure provate a suggerirne una nuova, se volete) e, per il momento, COMPLIMENTI alla Sig.ra Tognoloni per l'"occhio" ed al nostro Carissimo Amico, sempre attento e puntuale, Lorenzo Leone, per la pazienza avuta e per l'eccellente elaborazione addizionale del frame!
73 commentiMareKromium06/07/08 at 15:13MareKromium: Esatto, Grande Titanio44!!! E' proprio perch? ...
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Come commentare questa Singolarità? Difficile, molto difficile...Diciamo che, da una certa distanza, l'apparenza del rilievo può effettivamente richiamare alla mente una sorta di "Stella Marina", magari un pò "contorta", così come accade quando esse riposano su rilievi non proprio piatti. Tuttavia, a mano a mano che ci avviciamo al particolare, allora la sensazione è che non si tratti di un corpo unitario "tentacolare", bensì di più rilievi a forma simil-tubolare, leggermente accavallati (sovrapposti, se volete).
Uno di questi "rilievi tubolari" (esterno alla Singolarità investigata) lo potete scorgere appena sulla Sx della "Stella" (cioè a Dx dell'Osservatore).

Di che cosa si tratta?

Alla NASA non si sono (ufficialmente) mai occupati di questi dettagli, ma la loro forma potrebbe far pensare a delle mini "ripples" (dunette fatte di sabbia rappresa - indurita dal freddo e dal vento e, dopo ere ed ere, di fatto quasi "cementata" - tipo "Yardangs") le quali, a seguito di processi geologici ed atmosferici che non sempre siamo in grado di capire sino in fondo e/o, quindi, di spiegare, si configurano nelle maniere più bizzarre.

"Ripples" sovrapposte, sollevate parzialmente dal suolo (sino a formare archi o segmenti d'arco - o "simil-ponti"), intrecciate e di dimensioni enormemente più grandi di queste, sono osservabili in svariati frames orbitali ed una loro "giustificazione razionale" ancora manca.

Qualche Ricercatore (a nostro parere peccando di eccesso di Fantasia) vede nelle Mega-Ripples alle quali accennavamo qui di sopra, delle Strutture Aliene Artificiaili e Complesse; il Dr Feltri - come anche alcuni altri Ricercatori "Immaginifici" - avanza l'ipotesi secondo cui si potrebbe anche trattare di Forme Vitali Indigene, a Matrice Bio-Magnetica.
Altri Ricercatori, infine, propendono verso l'ipotesi per cui si possa trattare di "rilievi a Natura Mista".
"Mista" nel senso che, allorchè tali "Ripples Intrecciate" vengono individuate su scala "ridotta" - "Mini-Ripples", come in questo caso, all'interno del Cratere Victoria - si ipotizza una loro Matrice Organica, la quale ci suggerisce che si potrebbe trattare di fossili; nel caso di scala "gigante" - "Mega-Ripples", visibili - BENE! - anche da centinaia di Km di altitudine - si tende invece ad optare per una loro Matrice Geologica, la quale ci spinge a considerare simili rilievi come "Anomalìe di Superficie" o "Surface Oddities".

Decidete Voi quale ipotesi Vi soddisfa di più (oppure provate a suggerirne una nuova, se volete) e, per il momento, COMPLIMENTI alla Sig.ra Tognoloni per l'"occhio" ed al nostro Carissimo Amico, sempre attento e puntuale, Lorenzo Leone, per la pazienza avuta e per l'eccellente elaborazione addizionale del frame!
73 commentiMareKromium06/07/08 at 11:32titanio44: effettivamente quel tipo di texture si diversifica...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL060-1P133516455RAD0830P2218L256C1.jpg...Maybe the "Martian Bunny"?!? - Sol 60 (credits: Carlo Contu)277 visiteCome abbiamo già scritto più volte (e non per piaggeria, ma per semplice onestà), il contributo che riceviamo dai nostri Lettori ed Amici più attenti e dedicati è prezioso. Lo è perchè, oltre a dimostrare che chi legge è poi capace, a sua volta, di ripercorrere i passi che caratterizzano il percorso dell'Anomaly Hunter, e lo è perchè l'intervento dei Lettori costituisce la "prova" che almeno uno dei Fini Istituzionali di Lunar Explorer Italia è stato conseguito.
Quale?
Quello di creare una Associazione che agisse, in un certo senso, non solo come un'Entità di Ricerca e Divulgazione, ma anche come una "piccola Tribuna sul Mondo delle Scienze di Confine". Una Tribuna alla quale ognuno di noi può affacciarsi ed esprimere il suo pensiero, le sue idee, le sue scoperte, se e quando ci sono.
Lunar Explorer Italia concede spazio a tutti, a condizione che la Materia chiamata in causa sia congrua con quanto viene trattato sulle nostre pagine e che colui che si esprime usi arguzia, intelligenza, passione e, più di tutto, educazione.

E' per questo che la Rubrica "Readers Show and Tell" è nata.

Quest'oggi, come già altre volte è accaduto, abbiamo il nostro Caro Amico, Carlo Contu, che ci ha "suggerito" di fare un grande passo all'indietro, sino ai primi Soles del MER Opportunity, e di investigare su quel dettaglio presente a centro frame, di color bianco-grigio, ben evidenziato nel detail-mgnf prodotto dal Sig. Contu.

Di che si tratterà mai?

Ebbene, secondo noi, si tratta di un frammento degli air-bags che hanno protetto, durante la fase di rough-landing (atterraggio ruvido) della Sonda, le meccaniche del Rover. Un frammento di qualcosa che è man-made e non è certamente indigeno di Marte.
Ma c'è di più. Come lo stesso Sig. Contu ha evidenziato, una leggera striatura scusa caratterizza il versante del rilievo che si trova alla Dx dell'Osservatore. Che cosa sarà mai quella "striatura"?
Probabilmente - almeno a parere di chi scrive - si tratta dell'evidenza che il corpo indagato è un "corpo mobile", spinto dal vento, e che il movimento del medesimo sulla Superficie del Crater Eagle, ha prodotto quello che tecnicamente viene chiamato "disturbo" (pensate al "disturbed terrain", ossìa il terreno Marziano interessato da attività meccaniche prodotte dal Rover stesso, o dalle sue componenti, o, come in questo caso, da un frammento di airbag, ma NON da elementi naturali - tipo le azioni eoliche, notoriamente creatrici, allorchè valutate su piccola scala, di quei rilievi superficiali noti come "Wind-Tails").

E non è tutto!

Il dettaglio in oggetto potrebbe addirittura essere, in una diversa configurazione visiva (dovuta sia al suo "muoversi" sulla superficie, sia al cambio di angolo di ripresa), il famoso "Martian Bunny", scoperto dal Prof. Hoagland durante il Sol n. 4 di Opportunity, e quindi ripreso con precisione e cura in un piccolo Studio/Contributo da noi pubblicato e curato dal sempre Caro Amico "Old Grey", alias Fabio Italiano (che salutiamo), in un'altra Sezione del Sito.

Tutto finito? No. Abbiamo ancora un "mistero" da risolvere: come mai questo frame, che risulta essere relativo al Sol 60 di Opportunity ci mostra dettagli interni del Cratere Eagle, quando il Cratere Eagle stesso venne lasciato dal Rover durante il Sol 57? Ebbene, abbiamo provato a riflettere e, alla fine, ci siamo ricordati del procedimento di fotografia, storage dell'immagine ed invìo della medesima a Terra adottato dai Mars Exploration Rovers.

Questo procedimento, come può risultare intuitivamente, poggia sul fatto che NON TUTTE le immagini riprese dai Rover durante un certo Sol "x", vengono poi inviate a Terra durante il medesimo Sol "x".
La "finestra" di trasmissione delle immagini, infatti, non è sempre aperta, anzi (ricordateVi che essa è funzione NON SOLO del quantum di energia disponibile da parte del Rover per svolgere le sue funzioni, ma anche dalla posizione delle Sonde che fanno da trasponders per i dati da esso inviati)!

Una possibile - e logica, nonchè razionale - risposta al quesito che ci eravamo posti può quindi essere questa: è stato rubricato come frame di Sol 60, un frame - di fatto - più vecchio di qualche Soles, ma rimasto in storage nella memoria di Opportunity per un pò di tempo, e quindi inviato a Terra in ritardo.
Un frame, intendiamo dire, scattato durante il Sol - ad esempio - "55", ma poi tenuto in memoria e quindi inviato a Terra (e ricevuto a Pasadena) 5 giorni dopo il suo "effettivo ottenimento".

Come avverrà la rubricazione di questo Sol "ritardatario"?

Interpretazioni. Secondo alcuni, infatti, la data del Sol corrisponde alla data di "scatto" della fotografia; secondo altri, invece, la data del Sol è la data di ricevimento a Terra del frame.
Che dire? Se Opportunity ha effettivamente lasciato il Cratere Eagle durante il Sol 57 - come ci dimostrano molti frames -, allora è ovvio che il criterio di archiviazione dei frames è quello che usa la loro data di ricevimento a Terra come parametro scriminante di rubricazione negli archivi NASA/MER.

Se invece vogliamo ritenere che il criterio di archiviazione dei frames sia quello che usa/considera la loro data di scatto, allora abbiamo solo tre possibilità per venire a capo della questione:

1) E' stato commesso un errore di rubricazione da parte della NASA;
2) Opportuniy è uscito dal Cratere Eagle, effettivamente, durante il Sol 57, ma poi è tornato sui suoi passi ed ha scattato qualche altro frame che ritraeva le sue "orme" ed il suo "nest";
3) Abbiamo capito male noi tutta la questione...

Ed ora, ringraziando di Cuore Carlo Contu, Vi lasciamo optare per l'ipotesi che riterrete più "azzeccata"!...
26 commentiMareKromium05/23/08 at 07:50Anakin: GRAZIE PCF, come sempre sei gentile.

Certo che ...
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Quale?
Quello di creare una Associazione che agisse, in un certo senso, non solo come un'Entità di Ricerca e Divulgazione, ma anche come una "piccola Tribuna sul Mondo delle Scienze di Confine". Una Tribuna alla quale ognuno di noi può affacciarsi ed esprimere il suo pensiero, le sue idee, le sue scoperte, se e quando ci sono.
Lunar Explorer Italia concede spazio a tutti, a condizione che la Materia chiamata in causa sia congrua con quanto viene trattato sulle nostre pagine e che colui che si esprime usi arguzia, intelligenza, passione e, più di tutto, educazione.

E' per questo che la Rubrica "Readers Show and Tell" è nata.

Quest'oggi, come già altre volte è accaduto, abbiamo il nostro Caro Amico, Carlo Contu, che ci ha "suggerito" di fare un grande passo all'indietro, sino ai primi Soles del MER Opportunity, e di investigare su quel dettaglio presente a centro frame, di color bianco-grigio, ben evidenziato nel detail-mgnf prodotto dal Sig. Contu.

Di che si tratterà mai?

Ebbene, secondo noi, si tratta di un frammento degli air-bags che hanno protetto, durante la fase di rough-landing (atterraggio ruvido) della Sonda, le meccaniche del Rover. Un frammento di qualcosa che è man-made e non è certamente indigeno di Marte.
Ma c'è di più. Come lo stesso Sig. Contu ha evidenziato, una leggera striatura scusa caratterizza il versante del rilievo che si trova alla Dx dell'Osservatore. Che cosa sarà mai quella "striatura"?
Probabilmente - almeno a parere di chi scrive - si tratta dell'evidenza che il corpo indagato è un "corpo mobile", spinto dal vento, e che il movimento del medesimo sulla Superficie del Crater Eagle, ha prodotto quello che tecnicamente viene chiamato "disturbo" (pensate al "disturbed terrain", ossìa il terreno Marziano interessato da attività meccaniche prodotte dal Rover stesso, o dalle sue componenti, o, come in questo caso, da un frammento di airbag, ma NON da elementi naturali - tipo le azioni eoliche, notoriamente creatrici, allorchè valutate su piccola scala, di quei rilievi superficiali noti come "Wind-Tails").

E non è tutto!

Il dettaglio in oggetto potrebbe addirittura essere, in una diversa configurazione visiva (dovuta sia al suo "muoversi" sulla superficie, sia al cambio di angolo di ripresa), il famoso "Martian Bunny", scoperto dal Prof. Hoagland durante il Sol n. 4 di Opportunity, e quindi ripreso con precisione e cura in un piccolo Studio/Contributo da noi pubblicato e curato dal sempre Caro Amico "Old Grey", alias Fabio Italiano (che salutiamo), in un'altra Sezione del Sito.

Tutto finito? No. Abbiamo ancora un "mistero" da risolvere: come mai questo frame, che risulta essere relativo al Sol 60 di Opportunity ci mostra dettagli interni del Cratere Eagle, quando il Cratere Eagle stesso venne lasciato dal Rover durante il Sol 57? Ebbene, abbiamo provato a riflettere e, alla fine, ci siamo ricordati del procedimento di fotografia, storage dell'immagine ed invìo della medesima a Terra adottato dai Mars Exploration Rovers.

Questo procedimento, come può risultare intuitivamente, poggia sul fatto che NON TUTTE le immagini riprese dai Rover durante un certo Sol "x", vengono poi inviate a Terra durante il medesimo Sol "x".
La "finestra" di trasmissione delle immagini, infatti, non è sempre aperta, anzi (ricordateVi che essa è funzione NON SOLO del quantum di energia disponibile da parte del Rover per svolgere le sue funzioni, ma anche dalla posizione delle Sonde che fanno da trasponders per i dati da esso inviati)!

Una possibile - e logica, nonchè razionale - risposta al quesito che ci eravamo posti può quindi essere questa: è stato rubricato come frame di Sol 60, un frame - di fatto - più vecchio di qualche Soles, ma rimasto in storage nella memoria di Opportunity per un pò di tempo, e quindi inviato a Terra in ritardo.
Un frame, intendiamo dire, scattato durante il Sol - ad esempio - "55", ma poi tenuto in memoria e quindi inviato a Terra (e ricevuto a Pasadena) 5 giorni dopo il suo "effettivo ottenimento".

Come avverrà la rubricazione di questo Sol "ritardatario"?

Interpretazioni. Secondo alcuni, infatti, la data del Sol corrisponde alla data di "scatto" della fotografia; secondo altri, invece, la data del Sol è la data di ricevimento a Terra del frame.
Che dire? Se Opportunity ha effettivamente lasciato il Cratere Eagle durante il Sol 57 - come ci dimostrano molti frames -, allora è ovvio che il criterio di archiviazione dei frames è quello che usa la loro data di ricevimento a Terra come parametro scriminante di rubricazione negli archivi NASA/MER.

Se invece vogliamo ritenere che il criterio di archiviazione dei frames sia quello che usa/considera la loro data di scatto, allora abbiamo solo tre possibilità per venire a capo della questione:

1) E' stato commesso un errore di rubricazione da parte della NASA;
2) Opportuniy è uscito dal Cratere Eagle, effettivamente, durante il Sol 57, ma poi è tornato sui suoi passi ed ha scattato qualche altro frame che ritraeva le sue "orme" ed il suo "nest";
3) Abbiamo capito male noi tutta la questione...

Ed ora, ringraziando di Cuore Carlo Contu, Vi lasciamo optare per l'ipotesi che riterrete più "azzeccata"!...
26 commentiMareKromium05/22/08 at 19:00MareKromium: BELLISSIMA Grande Anakin! Davvero BELLISSIMA!.... ...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL060-1P133516455RAD0830P2218L256C1.jpg...Maybe the "Martian Bunny"?!? - Sol 60 (credits: Carlo Contu)277 visiteCome abbiamo già scritto più volte (e non per piaggeria, ma per semplice onestà), il contributo che riceviamo dai nostri Lettori ed Amici più attenti e dedicati è prezioso. Lo è perchè, oltre a dimostrare che chi legge è poi capace, a sua volta, di ripercorrere i passi che caratterizzano il percorso dell'Anomaly Hunter, e lo è perchè l'intervento dei Lettori costituisce la "prova" che almeno uno dei Fini Istituzionali di Lunar Explorer Italia è stato conseguito.
Quale?
Quello di creare una Associazione che agisse, in un certo senso, non solo come un'Entità di Ricerca e Divulgazione, ma anche come una "piccola Tribuna sul Mondo delle Scienze di Confine". Una Tribuna alla quale ognuno di noi può affacciarsi ed esprimere il suo pensiero, le sue idee, le sue scoperte, se e quando ci sono.
Lunar Explorer Italia concede spazio a tutti, a condizione che la Materia chiamata in causa sia congrua con quanto viene trattato sulle nostre pagine e che colui che si esprime usi arguzia, intelligenza, passione e, più di tutto, educazione.

E' per questo che la Rubrica "Readers Show and Tell" è nata.

Quest'oggi, come già altre volte è accaduto, abbiamo il nostro Caro Amico, Carlo Contu, che ci ha "suggerito" di fare un grande passo all'indietro, sino ai primi Soles del MER Opportunity, e di investigare su quel dettaglio presente a centro frame, di color bianco-grigio, ben evidenziato nel detail-mgnf prodotto dal Sig. Contu.

Di che si tratterà mai?

Ebbene, secondo noi, si tratta di un frammento degli air-bags che hanno protetto, durante la fase di rough-landing (atterraggio ruvido) della Sonda, le meccaniche del Rover. Un frammento di qualcosa che è man-made e non è certamente indigeno di Marte.
Ma c'è di più. Come lo stesso Sig. Contu ha evidenziato, una leggera striatura scusa caratterizza il versante del rilievo che si trova alla Dx dell'Osservatore. Che cosa sarà mai quella "striatura"?
Probabilmente - almeno a parere di chi scrive - si tratta dell'evidenza che il corpo indagato è un "corpo mobile", spinto dal vento, e che il movimento del medesimo sulla Superficie del Crater Eagle, ha prodotto quello che tecnicamente viene chiamato "disturbo" (pensate al "disturbed terrain", ossìa il terreno Marziano interessato da attività meccaniche prodotte dal Rover stesso, o dalle sue componenti, o, come in questo caso, da un frammento di airbag, ma NON da elementi naturali - tipo le azioni eoliche, notoriamente creatrici, allorchè valutate su piccola scala, di quei rilievi superficiali noti come "Wind-Tails").

E non è tutto!

Il dettaglio in oggetto potrebbe addirittura essere, in una diversa configurazione visiva (dovuta sia al suo "muoversi" sulla superficie, sia al cambio di angolo di ripresa), il famoso "Martian Bunny", scoperto dal Prof. Hoagland durante il Sol n. 4 di Opportunity, e quindi ripreso con precisione e cura in un piccolo Studio/Contributo da noi pubblicato e curato dal sempre Caro Amico "Old Grey", alias Fabio Italiano (che salutiamo), in un'altra Sezione del Sito.

Tutto finito? No. Abbiamo ancora un "mistero" da risolvere: come mai questo frame, che risulta essere relativo al Sol 60 di Opportunity ci mostra dettagli interni del Cratere Eagle, quando il Cratere Eagle stesso venne lasciato dal Rover durante il Sol 57? Ebbene, abbiamo provato a riflettere e, alla fine, ci siamo ricordati del procedimento di fotografia, storage dell'immagine ed invìo della medesima a Terra adottato dai Mars Exploration Rovers.

Questo procedimento, come può risultare intuitivamente, poggia sul fatto che NON TUTTE le immagini riprese dai Rover durante un certo Sol "x", vengono poi inviate a Terra durante il medesimo Sol "x".
La "finestra" di trasmissione delle immagini, infatti, non è sempre aperta, anzi (ricordateVi che essa è funzione NON SOLO del quantum di energia disponibile da parte del Rover per svolgere le sue funzioni, ma anche dalla posizione delle Sonde che fanno da trasponders per i dati da esso inviati)!

Una possibile - e logica, nonchè razionale - risposta al quesito che ci eravamo posti può quindi essere questa: è stato rubricato come frame di Sol 60, un frame - di fatto - più vecchio di qualche Soles, ma rimasto in storage nella memoria di Opportunity per un pò di tempo, e quindi inviato a Terra in ritardo.
Un frame, intendiamo dire, scattato durante il Sol - ad esempio - "55", ma poi tenuto in memoria e quindi inviato a Terra (e ricevuto a Pasadena) 5 giorni dopo il suo "effettivo ottenimento".

Come avverrà la rubricazione di questo Sol "ritardatario"?

Interpretazioni. Secondo alcuni, infatti, la data del Sol corrisponde alla data di "scatto" della fotografia; secondo altri, invece, la data del Sol è la data di ricevimento a Terra del frame.
Che dire? Se Opportunity ha effettivamente lasciato il Cratere Eagle durante il Sol 57 - come ci dimostrano molti frames -, allora è ovvio che il criterio di archiviazione dei frames è quello che usa la loro data di ricevimento a Terra come parametro scriminante di rubricazione negli archivi NASA/MER.

Se invece vogliamo ritenere che il criterio di archiviazione dei frames sia quello che usa/considera la loro data di scatto, allora abbiamo solo tre possibilità per venire a capo della questione:

1) E' stato commesso un errore di rubricazione da parte della NASA;
2) Opportuniy è uscito dal Cratere Eagle, effettivamente, durante il Sol 57, ma poi è tornato sui suoi passi ed ha scattato qualche altro frame che ritraeva le sue "orme" ed il suo "nest";
3) Abbiamo capito male noi tutta la questione...

Ed ora, ringraziando di Cuore Carlo Contu, Vi lasciamo optare per l'ipotesi che riterrete più "azzeccata"!...
26 commentiMareKromium05/22/08 at 18:24Anakin: I testi sacri Vedici e Indu, narrano che la vita n...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL060-1P133516455RAD0830P2218L256C1.jpg...Maybe the "Martian Bunny"?!? - Sol 60 (credits: Carlo Contu)277 visiteCome abbiamo già scritto più volte (e non per piaggeria, ma per semplice onestà), il contributo che riceviamo dai nostri Lettori ed Amici più attenti e dedicati è prezioso. Lo è perchè, oltre a dimostrare che chi legge è poi capace, a sua volta, di ripercorrere i passi che caratterizzano il percorso dell'Anomaly Hunter, e lo è perchè l'intervento dei Lettori costituisce la "prova" che almeno uno dei Fini Istituzionali di Lunar Explorer Italia è stato conseguito.
Quale?
Quello di creare una Associazione che agisse, in un certo senso, non solo come un'Entità di Ricerca e Divulgazione, ma anche come una "piccola Tribuna sul Mondo delle Scienze di Confine". Una Tribuna alla quale ognuno di noi può affacciarsi ed esprimere il suo pensiero, le sue idee, le sue scoperte, se e quando ci sono.
Lunar Explorer Italia concede spazio a tutti, a condizione che la Materia chiamata in causa sia congrua con quanto viene trattato sulle nostre pagine e che colui che si esprime usi arguzia, intelligenza, passione e, più di tutto, educazione.

E' per questo che la Rubrica "Readers Show and Tell" è nata.

Quest'oggi, come già altre volte è accaduto, abbiamo il nostro Caro Amico, Carlo Contu, che ci ha "suggerito" di fare un grande passo all'indietro, sino ai primi Soles del MER Opportunity, e di investigare su quel dettaglio presente a centro frame, di color bianco-grigio, ben evidenziato nel detail-mgnf prodotto dal Sig. Contu.

Di che si tratterà mai?

Ebbene, secondo noi, si tratta di un frammento degli air-bags che hanno protetto, durante la fase di rough-landing (atterraggio ruvido) della Sonda, le meccaniche del Rover. Un frammento di qualcosa che è man-made e non è certamente indigeno di Marte.
Ma c'è di più. Come lo stesso Sig. Contu ha evidenziato, una leggera striatura scusa caratterizza il versante del rilievo che si trova alla Dx dell'Osservatore. Che cosa sarà mai quella "striatura"?
Probabilmente - almeno a parere di chi scrive - si tratta dell'evidenza che il corpo indagato è un "corpo mobile", spinto dal vento, e che il movimento del medesimo sulla Superficie del Crater Eagle, ha prodotto quello che tecnicamente viene chiamato "disturbo" (pensate al "disturbed terrain", ossìa il terreno Marziano interessato da attività meccaniche prodotte dal Rover stesso, o dalle sue componenti, o, come in questo caso, da un frammento di airbag, ma NON da elementi naturali - tipo le azioni eoliche, notoriamente creatrici, allorchè valutate su piccola scala, di quei rilievi superficiali noti come "Wind-Tails").

E non è tutto!

Il dettaglio in oggetto potrebbe addirittura essere, in una diversa configurazione visiva (dovuta sia al suo "muoversi" sulla superficie, sia al cambio di angolo di ripresa), il famoso "Martian Bunny", scoperto dal Prof. Hoagland durante il Sol n. 4 di Opportunity, e quindi ripreso con precisione e cura in un piccolo Studio/Contributo da noi pubblicato e curato dal sempre Caro Amico "Old Grey", alias Fabio Italiano (che salutiamo), in un'altra Sezione del Sito.

Tutto finito? No. Abbiamo ancora un "mistero" da risolvere: come mai questo frame, che risulta essere relativo al Sol 60 di Opportunity ci mostra dettagli interni del Cratere Eagle, quando il Cratere Eagle stesso venne lasciato dal Rover durante il Sol 57? Ebbene, abbiamo provato a riflettere e, alla fine, ci siamo ricordati del procedimento di fotografia, storage dell'immagine ed invìo della medesima a Terra adottato dai Mars Exploration Rovers.

Questo procedimento, come può risultare intuitivamente, poggia sul fatto che NON TUTTE le immagini riprese dai Rover durante un certo Sol "x", vengono poi inviate a Terra durante il medesimo Sol "x".
La "finestra" di trasmissione delle immagini, infatti, non è sempre aperta, anzi (ricordateVi che essa è funzione NON SOLO del quantum di energia disponibile da parte del Rover per svolgere le sue funzioni, ma anche dalla posizione delle Sonde che fanno da trasponders per i dati da esso inviati)!

Una possibile - e logica, nonchè razionale - risposta al quesito che ci eravamo posti può quindi essere questa: è stato rubricato come frame di Sol 60, un frame - di fatto - più vecchio di qualche Soles, ma rimasto in storage nella memoria di Opportunity per un pò di tempo, e quindi inviato a Terra in ritardo.
Un frame, intendiamo dire, scattato durante il Sol - ad esempio - "55", ma poi tenuto in memoria e quindi inviato a Terra (e ricevuto a Pasadena) 5 giorni dopo il suo "effettivo ottenimento".

Come avverrà la rubricazione di questo Sol "ritardatario"?

Interpretazioni. Secondo alcuni, infatti, la data del Sol corrisponde alla data di "scatto" della fotografia; secondo altri, invece, la data del Sol è la data di ricevimento a Terra del frame.
Che dire? Se Opportunity ha effettivamente lasciato il Cratere Eagle durante il Sol 57 - come ci dimostrano molti frames -, allora è ovvio che il criterio di archiviazione dei frames è quello che usa la loro data di ricevimento a Terra come parametro scriminante di rubricazione negli archivi NASA/MER.

Se invece vogliamo ritenere che il criterio di archiviazione dei frames sia quello che usa/considera la loro data di scatto, allora abbiamo solo tre possibilità per venire a capo della questione:

1) E' stato commesso un errore di rubricazione da parte della NASA;
2) Opportuniy è uscito dal Cratere Eagle, effettivamente, durante il Sol 57, ma poi è tornato sui suoi passi ed ha scattato qualche altro frame che ritraeva le sue "orme" ed il suo "nest";
3) Abbiamo capito male noi tutta la questione...

Ed ora, ringraziando di Cuore Carlo Contu, Vi lasciamo optare per l'ipotesi che riterrete più "azzeccata"!...
26 commentiMareKromium05/22/08 at 11:53MareKromium: Carissimo Milobox, i primi giorni di "lavoro&...
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Quale?
Quello di creare una Associazione che agisse, in un certo senso, non solo come un'Entità di Ricerca e Divulgazione, ma anche come una "piccola Tribuna sul Mondo delle Scienze di Confine". Una Tribuna alla quale ognuno di noi può affacciarsi ed esprimere il suo pensiero, le sue idee, le sue scoperte, se e quando ci sono.
Lunar Explorer Italia concede spazio a tutti, a condizione che la Materia chiamata in causa sia congrua con quanto viene trattato sulle nostre pagine e che colui che si esprime usi arguzia, intelligenza, passione e, più di tutto, educazione.

E' per questo che la Rubrica "Readers Show and Tell" è nata.

Quest'oggi, come già altre volte è accaduto, abbiamo il nostro Caro Amico, Carlo Contu, che ci ha "suggerito" di fare un grande passo all'indietro, sino ai primi Soles del MER Opportunity, e di investigare su quel dettaglio presente a centro frame, di color bianco-grigio, ben evidenziato nel detail-mgnf prodotto dal Sig. Contu.

Di che si tratterà mai?

Ebbene, secondo noi, si tratta di un frammento degli air-bags che hanno protetto, durante la fase di rough-landing (atterraggio ruvido) della Sonda, le meccaniche del Rover. Un frammento di qualcosa che è man-made e non è certamente indigeno di Marte.
Ma c'è di più. Come lo stesso Sig. Contu ha evidenziato, una leggera striatura scusa caratterizza il versante del rilievo che si trova alla Dx dell'Osservatore. Che cosa sarà mai quella "striatura"?
Probabilmente - almeno a parere di chi scrive - si tratta dell'evidenza che il corpo indagato è un "corpo mobile", spinto dal vento, e che il movimento del medesimo sulla Superficie del Crater Eagle, ha prodotto quello che tecnicamente viene chiamato "disturbo" (pensate al "disturbed terrain", ossìa il terreno Marziano interessato da attività meccaniche prodotte dal Rover stesso, o dalle sue componenti, o, come in questo caso, da un frammento di airbag, ma NON da elementi naturali - tipo le azioni eoliche, notoriamente creatrici, allorchè valutate su piccola scala, di quei rilievi superficiali noti come "Wind-Tails").

E non è tutto!

Il dettaglio in oggetto potrebbe addirittura essere, in una diversa configurazione visiva (dovuta sia al suo "muoversi" sulla superficie, sia al cambio di angolo di ripresa), il famoso "Martian Bunny", scoperto dal Prof. Hoagland durante il Sol n. 4 di Opportunity, e quindi ripreso con precisione e cura in un piccolo Studio/Contributo da noi pubblicato e curato dal sempre Caro Amico "Old Grey", alias Fabio Italiano (che salutiamo), in un'altra Sezione del Sito.

Tutto finito? No. Abbiamo ancora un "mistero" da risolvere: come mai questo frame, che risulta essere relativo al Sol 60 di Opportunity ci mostra dettagli interni del Cratere Eagle, quando il Cratere Eagle stesso venne lasciato dal Rover durante il Sol 57? Ebbene, abbiamo provato a riflettere e, alla fine, ci siamo ricordati del procedimento di fotografia, storage dell'immagine ed invìo della medesima a Terra adottato dai Mars Exploration Rovers.

Questo procedimento, come può risultare intuitivamente, poggia sul fatto che NON TUTTE le immagini riprese dai Rover durante un certo Sol "x", vengono poi inviate a Terra durante il medesimo Sol "x".
La "finestra" di trasmissione delle immagini, infatti, non è sempre aperta, anzi (ricordateVi che essa è funzione NON SOLO del quantum di energia disponibile da parte del Rover per svolgere le sue funzioni, ma anche dalla posizione delle Sonde che fanno da trasponders per i dati da esso inviati)!

Una possibile - e logica, nonchè razionale - risposta al quesito che ci eravamo posti può quindi essere questa: è stato rubricato come frame di Sol 60, un frame - di fatto - più vecchio di qualche Soles, ma rimasto in storage nella memoria di Opportunity per un pò di tempo, e quindi inviato a Terra in ritardo.
Un frame, intendiamo dire, scattato durante il Sol - ad esempio - "55", ma poi tenuto in memoria e quindi inviato a Terra (e ricevuto a Pasadena) 5 giorni dopo il suo "effettivo ottenimento".

Come avverrà la rubricazione di questo Sol "ritardatario"?

Interpretazioni. Secondo alcuni, infatti, la data del Sol corrisponde alla data di "scatto" della fotografia; secondo altri, invece, la data del Sol è la data di ricevimento a Terra del frame.
Che dire? Se Opportunity ha effettivamente lasciato il Cratere Eagle durante il Sol 57 - come ci dimostrano molti frames -, allora è ovvio che il criterio di archiviazione dei frames è quello che usa la loro data di ricevimento a Terra come parametro scriminante di rubricazione negli archivi NASA/MER.

Se invece vogliamo ritenere che il criterio di archiviazione dei frames sia quello che usa/considera la loro data di scatto, allora abbiamo solo tre possibilità per venire a capo della questione:

1) E' stato commesso un errore di rubricazione da parte della NASA;
2) Opportuniy è uscito dal Cratere Eagle, effettivamente, durante il Sol 57, ma poi è tornato sui suoi passi ed ha scattato qualche altro frame che ritraeva le sue "orme" ed il suo "nest";
3) Abbiamo capito male noi tutta la questione...

Ed ora, ringraziando di Cuore Carlo Contu, Vi lasciamo optare per l'ipotesi che riterrete più "azzeccata"!...
26 commentiMareKromium05/22/08 at 10:23MILOBOXANTONIO: perfetto, ma con tutte le tracce che ha lasciato i...
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Quale?
Quello di creare una Associazione che agisse, in un certo senso, non solo come un'Entità di Ricerca e Divulgazione, ma anche come una "piccola Tribuna sul Mondo delle Scienze di Confine". Una Tribuna alla quale ognuno di noi può affacciarsi ed esprimere il suo pensiero, le sue idee, le sue scoperte, se e quando ci sono.
Lunar Explorer Italia concede spazio a tutti, a condizione che la Materia chiamata in causa sia congrua con quanto viene trattato sulle nostre pagine e che colui che si esprime usi arguzia, intelligenza, passione e, più di tutto, educazione.

E' per questo che la Rubrica "Readers Show and Tell" è nata.

Quest'oggi, come già altre volte è accaduto, abbiamo il nostro Caro Amico, Carlo Contu, che ci ha "suggerito" di fare un grande passo all'indietro, sino ai primi Soles del MER Opportunity, e di investigare su quel dettaglio presente a centro frame, di color bianco-grigio, ben evidenziato nel detail-mgnf prodotto dal Sig. Contu.

Di che si tratterà mai?

Ebbene, secondo noi, si tratta di un frammento degli air-bags che hanno protetto, durante la fase di rough-landing (atterraggio ruvido) della Sonda, le meccaniche del Rover. Un frammento di qualcosa che è man-made e non è certamente indigeno di Marte.
Ma c'è di più. Come lo stesso Sig. Contu ha evidenziato, una leggera striatura scusa caratterizza il versante del rilievo che si trova alla Dx dell'Osservatore. Che cosa sarà mai quella "striatura"?
Probabilmente - almeno a parere di chi scrive - si tratta dell'evidenza che il corpo indagato è un "corpo mobile", spinto dal vento, e che il movimento del medesimo sulla Superficie del Crater Eagle, ha prodotto quello che tecnicamente viene chiamato "disturbo" (pensate al "disturbed terrain", ossìa il terreno Marziano interessato da attività meccaniche prodotte dal Rover stesso, o dalle sue componenti, o, come in questo caso, da un frammento di airbag, ma NON da elementi naturali - tipo le azioni eoliche, notoriamente creatrici, allorchè valutate su piccola scala, di quei rilievi superficiali noti come "Wind-Tails").

E non è tutto!

Il dettaglio in oggetto potrebbe addirittura essere, in una diversa configurazione visiva (dovuta sia al suo "muoversi" sulla superficie, sia al cambio di angolo di ripresa), il famoso "Martian Bunny", scoperto dal Prof. Hoagland durante il Sol n. 4 di Opportunity, e quindi ripreso con precisione e cura in un piccolo Studio/Contributo da noi pubblicato e curato dal sempre Caro Amico "Old Grey", alias Fabio Italiano (che salutiamo), in un'altra Sezione del Sito.

Tutto finito? No. Abbiamo ancora un "mistero" da risolvere: come mai questo frame, che risulta essere relativo al Sol 60 di Opportunity ci mostra dettagli interni del Cratere Eagle, quando il Cratere Eagle stesso venne lasciato dal Rover durante il Sol 57? Ebbene, abbiamo provato a riflettere e, alla fine, ci siamo ricordati del procedimento di fotografia, storage dell'immagine ed invìo della medesima a Terra adottato dai Mars Exploration Rovers.

Questo procedimento, come può risultare intuitivamente, poggia sul fatto che NON TUTTE le immagini riprese dai Rover durante un certo Sol "x", vengono poi inviate a Terra durante il medesimo Sol "x".
La "finestra" di trasmissione delle immagini, infatti, non è sempre aperta, anzi (ricordateVi che essa è funzione NON SOLO del quantum di energia disponibile da parte del Rover per svolgere le sue funzioni, ma anche dalla posizione delle Sonde che fanno da trasponders per i dati da esso inviati)!

Una possibile - e logica, nonchè razionale - risposta al quesito che ci eravamo posti può quindi essere questa: è stato rubricato come frame di Sol 60, un frame - di fatto - più vecchio di qualche Soles, ma rimasto in storage nella memoria di Opportunity per un pò di tempo, e quindi inviato a Terra in ritardo.
Un frame, intendiamo dire, scattato durante il Sol - ad esempio - "55", ma poi tenuto in memoria e quindi inviato a Terra (e ricevuto a Pasadena) 5 giorni dopo il suo "effettivo ottenimento".

Come avverrà la rubricazione di questo Sol "ritardatario"?

Interpretazioni. Secondo alcuni, infatti, la data del Sol corrisponde alla data di "scatto" della fotografia; secondo altri, invece, la data del Sol è la data di ricevimento a Terra del frame.
Che dire? Se Opportunity ha effettivamente lasciato il Cratere Eagle durante il Sol 57 - come ci dimostrano molti frames -, allora è ovvio che il criterio di archiviazione dei frames è quello che usa la loro data di ricevimento a Terra come parametro scriminante di rubricazione negli archivi NASA/MER.

Se invece vogliamo ritenere che il criterio di archiviazione dei frames sia quello che usa/considera la loro data di scatto, allora abbiamo solo tre possibilità per venire a capo della questione:

1) E' stato commesso un errore di rubricazione da parte della NASA;
2) Opportuniy è uscito dal Cratere Eagle, effettivamente, durante il Sol 57, ma poi è tornato sui suoi passi ed ha scattato qualche altro frame che ritraeva le sue "orme" ed il suo "nest";
3) Abbiamo capito male noi tutta la questione...

Ed ora, ringraziando di Cuore Carlo Contu, Vi lasciamo optare per l'ipotesi che riterrete più "azzeccata"!...
26 commentiMareKromium05/09/08 at 14:22Anakin: in primo piano si vedono gli airbags (quindi non ?...
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Quale?
Quello di creare una Associazione che agisse, in un certo senso, non solo come un'Entità di Ricerca e Divulgazione, ma anche come una "piccola Tribuna sul Mondo delle Scienze di Confine". Una Tribuna alla quale ognuno di noi può affacciarsi ed esprimere il suo pensiero, le sue idee, le sue scoperte, se e quando ci sono.
Lunar Explorer Italia concede spazio a tutti, a condizione che la Materia chiamata in causa sia congrua con quanto viene trattato sulle nostre pagine e che colui che si esprime usi arguzia, intelligenza, passione e, più di tutto, educazione.

E' per questo che la Rubrica "Readers Show and Tell" è nata.

Quest'oggi, come già altre volte è accaduto, abbiamo il nostro Caro Amico, Carlo Contu, che ci ha "suggerito" di fare un grande passo all'indietro, sino ai primi Soles del MER Opportunity, e di investigare su quel dettaglio presente a centro frame, di color bianco-grigio, ben evidenziato nel detail-mgnf prodotto dal Sig. Contu.

Di che si tratterà mai?

Ebbene, secondo noi, si tratta di un frammento degli air-bags che hanno protetto, durante la fase di rough-landing (atterraggio ruvido) della Sonda, le meccaniche del Rover. Un frammento di qualcosa che è man-made e non è certamente indigeno di Marte.
Ma c'è di più. Come lo stesso Sig. Contu ha evidenziato, una leggera striatura scusa caratterizza il versante del rilievo che si trova alla Dx dell'Osservatore. Che cosa sarà mai quella "striatura"?
Probabilmente - almeno a parere di chi scrive - si tratta dell'evidenza che il corpo indagato è un "corpo mobile", spinto dal vento, e che il movimento del medesimo sulla Superficie del Crater Eagle, ha prodotto quello che tecnicamente viene chiamato "disturbo" (pensate al "disturbed terrain", ossìa il terreno Marziano interessato da attività meccaniche prodotte dal Rover stesso, o dalle sue componenti, o, come in questo caso, da un frammento di airbag, ma NON da elementi naturali - tipo le azioni eoliche, notoriamente creatrici, allorchè valutate su piccola scala, di quei rilievi superficiali noti come "Wind-Tails").

E non è tutto!

Il dettaglio in oggetto potrebbe addirittura essere, in una diversa configurazione visiva (dovuta sia al suo "muoversi" sulla superficie, sia al cambio di angolo di ripresa), il famoso "Martian Bunny", scoperto dal Prof. Hoagland durante il Sol n. 4 di Opportunity, e quindi ripreso con precisione e cura in un piccolo Studio/Contributo da noi pubblicato e curato dal sempre Caro Amico "Old Grey", alias Fabio Italiano (che salutiamo), in un'altra Sezione del Sito.

Tutto finito? No. Abbiamo ancora un "mistero" da risolvere: come mai questo frame, che risulta essere relativo al Sol 60 di Opportunity ci mostra dettagli interni del Cratere Eagle, quando il Cratere Eagle stesso venne lasciato dal Rover durante il Sol 57? Ebbene, abbiamo provato a riflettere e, alla fine, ci siamo ricordati del procedimento di fotografia, storage dell'immagine ed invìo della medesima a Terra adottato dai Mars Exploration Rovers.

Questo procedimento, come può risultare intuitivamente, poggia sul fatto che NON TUTTE le immagini riprese dai Rover durante un certo Sol "x", vengono poi inviate a Terra durante il medesimo Sol "x".
La "finestra" di trasmissione delle immagini, infatti, non è sempre aperta, anzi (ricordateVi che essa è funzione NON SOLO del quantum di energia disponibile da parte del Rover per svolgere le sue funzioni, ma anche dalla posizione delle Sonde che fanno da trasponders per i dati da esso inviati)!

Una possibile - e logica, nonchè razionale - risposta al quesito che ci eravamo posti può quindi essere questa: è stato rubricato come frame di Sol 60, un frame - di fatto - più vecchio di qualche Soles, ma rimasto in storage nella memoria di Opportunity per un pò di tempo, e quindi inviato a Terra in ritardo.
Un frame, intendiamo dire, scattato durante il Sol - ad esempio - "55", ma poi tenuto in memoria e quindi inviato a Terra (e ricevuto a Pasadena) 5 giorni dopo il suo "effettivo ottenimento".

Come avverrà la rubricazione di questo Sol "ritardatario"?

Interpretazioni. Secondo alcuni, infatti, la data del Sol corrisponde alla data di "scatto" della fotografia; secondo altri, invece, la data del Sol è la data di ricevimento a Terra del frame.
Che dire? Se Opportunity ha effettivamente lasciato il Cratere Eagle durante il Sol 57 - come ci dimostrano molti frames -, allora è ovvio che il criterio di archiviazione dei frames è quello che usa la loro data di ricevimento a Terra come parametro scriminante di rubricazione negli archivi NASA/MER.

Se invece vogliamo ritenere che il criterio di archiviazione dei frames sia quello che usa/considera la loro data di scatto, allora abbiamo solo tre possibilità per venire a capo della questione:

1) E' stato commesso un errore di rubricazione da parte della NASA;
2) Opportuniy è uscito dal Cratere Eagle, effettivamente, durante il Sol 57, ma poi è tornato sui suoi passi ed ha scattato qualche altro frame che ritraeva le sue "orme" ed il suo "nest";
3) Abbiamo capito male noi tutta la questione...

Ed ora, ringraziando di Cuore Carlo Contu, Vi lasciamo optare per l'ipotesi che riterrete più "azzeccata"!...
26 commentiMareKromium05/09/08 at 13:31MILOBOXANTONIO: Ma cose' l'oggetto che si vede dietro la r...
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