| |

| Ultimi commenti - The Readers Show and Tell... |

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL331-2N155749654EFF9800P1741L0M1_ing.jpgOpenings (by Carlo Contu)180 visiteMolte volte, come - ad esempio - nel quadro precedente, l'immagine è "spiegata" nel suo stesso titolo. Un titolo che può essere provocatorio, ambiguo o meramente descrittivo: dipende.
Dipende da quello che si vede.
O meglio, dipende da quello che noi CREDIAMO di vedere.
Un Surface Feature che "sembra" una coda (esattamente come accade nel quadro che precede) e che non può essere ragionevolmente spiegata facendo ricorso a fenomenologie geologiche e/o meteorologiche, noi la "battezziamo per come appare": coda, appunto.
Oppure "aperture", come nel caso di questo frame.
Siamo perfettamente consapevoli della circostanza per cui espressioni tipo "coda" o "aperture" non sono idonee a spiegare quello che stiamo osservando. Ed infatti, in questi casi, la nostra intenzione NON E' quella di spiegare. Non lo è perchè non siamo in grado di farlo, usando gli strumenti che la nostra Scienza Positiva (o Convenzionale) ci mette a disposizione.
Ed allora, anzichè arrampicarci sugli specchi nel tentativo di dimostrare (razionalmente) ciò che, per ora, dimostrabile non è, preferiamo "battezzare" e quindi lasciare a Voi Lettori il compito di provare a riflettere su queste Singolarità e cercare, se non di spiegarle, quanto meno di metabolizzarle.
Cercare di capire che non tutto ciò che vediamo può essere "risolto" in un battito di ciglia ed in una spulciata su un Trattato di Scienze Naturali, di Geologia, o di Mineralogia. Certo: questi Trattati aiutano nella comprensione, ma a volte...non bastano.
Ci vuole qualcosa in più. Qualcosa che, al momento, noi non abbiamo.
O meglio, qualcosa che, al momento, nessuno possiede: "l'esperienza dell'osservazione diretta ed in situ".MareKromium08/01/08 at 14:05MILOBOXANTONIO: si ma in questa foto le stesse tracce del rover so...
|
|

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-OPP-SOL901-PIA08753-012.jpg"Baby Face" and "Screaming Rock" (by Carlo Contu)207 visiteAbbiamo lasciato per ultima questa elaborazione del nostro Caro Amico, Sig. Carlo Contu, poichè - e non Vi servirà molto per rendervene conto pienamente... - essa è un FANTASTICO esempio di due Caratterizzazioni Locali (o Singolarità di Superficie) le quali, da un lato stimolano la fantasia umana nell'individuazione di profili ambiguamente antropomorfi (Baby Face) e dall'altra suggeriscono ai Ricercatori "open-minded" l'idea che MOLTE rocce Marziane potrebbero non essere altro che "gusci" (come sostiene l'Amico e Collega, Dr Alessio Feltri) oppure "aperture verso il sottosuolo" - o "verso la superficie", a seconda del punto di vista che vogliamo adottare (come suggerisce il Presidente di Lunexit, Dr Paolo C. Fienga).
E quindi GRANDI complimenti a Carlo Contu per aver individuato, in un solo frame, due spunti così suggestivi e - effettivamente e nel contempo - così intriganti!MareKromium08/01/08 at 14:00MILOBOXANTONIO: .. a me sembrano una piccola sfinge e un fachiro i...
|
|

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Wood-RG.jpgMartian "wood"?!? - (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)293 visiteUn'interessante ed intrigante "imbeccata" del nostro Caro Amico e Partner, Riccardo Giuliani, ci mette davanti ad un interrogativo quanto mai complesso: quello che si vede in questo detail mgnf (estrapolato dal frame "site_B115_navcam_180_cyl_L-B118R1") può essere una forma di "legno fossilizzato"?
La risposta, se ci fermassimo al lato "visuale" della questione, potrebbe essere "Si: ciò che vediamo assomiglia ad una trave di legno, totalmente fossilizzata ed ormai inglobata nel Paving situato nelle immediate prossimità dell'outer rim del Cratere Endurance".
Ma le apparenze, come ben sapete, sono ingannevoli e ciò che "sembra" qualcosa, molto spesso "NON E'" quel qualcosa. E allora? E allora noi non possiamo far altro che ringraziare il bravissimo Riccardo Giuliani per l'intrigante segnalazione e quindi chiedere lumi a Voi, che ci leggete: che cosa stiamo guardando?
Se avete delle idee, opinioni e/od intuizioni che volete condividere, scriveteci e/o commentate.
Noi aspettiamo...MareKromium08/01/08 at 06:34enzomancuso: Grazie Paolo... secondo me ? una roccia, anche se ...
|
|

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE028.jpgThe "True Colors" of Mars (18)366 visiteProprio nel Rayleigh scattering risiede la risposta alle domande che ci siamo posti all’inizio.
Nell’attraversare l’atmosfera, la maggior parte della radiazione di maggior lunghezza d’onda prosegue la sua traiettoria rettilinea. La luce rossa, arancione e gialla viene influenzata solo in minima parte dalla presenza dell’aria. Al contrario, la luce blu è diffusa in tutte le direzioni. In qualunque direzione si osservi, parte di questa luce giunge ai nostri occhi. Il cielo, pertanto, appare blu.
Vicino all’orizzonte il cielo è di un azzurro più chiaro perché la luce, per raggiungerci da questa direzione, deve attraversare più aria e viene diffusa maggiormente; pertanto siamo raggiunti da una minor quantità di luce blu.
Le nuvole e la nebbia ci appaiono bianche perché consistono di particelle più grandi delle lunghezze d’onda della radiazione visibile, e diffondono tutti i colori allo stesso modo. Tuttavia, in particolari condizioni, è possibile che in aria si trovino in sospensione particelle più piccole.
Alcune montagne sono famose per le loro foschie blu (ad es. a Les Vosges in Francia). In questo caso gli aerosol di terpene rilasciati dalla vegetazione reagiscono con l’ozono dell’atmosfera formando particelle di circa 200 nm adatte a diffondere la luce blu.
A volte, l’incendio di una foresta o un’eruzione vulcanica possono riempire l’atmosfera con particelle delle dimensioni di 500-800 nm. Queste particelle sono pertanto in grado di diffondere la luce rossa, provocando un effetto opposto a quello usuale. In questo caso è la luce rossa ad essere diffusa via dal raggio incidente e questo provoca, in alcuni casi, una colorazione blu della Luna. Questo è un effetto che accade assai di rado e nella lingua inglese è preso ad esempio di evento raro (once in a blue moon, una volta ogni luna blu; l’analogo del nostro “una volta ogni morte di papa”).
07/31/08 at 13:10Gianluigi: Quella specie di bombola avvolgeva la strumentazio...
|
|

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL465-2P167648699EFFA9HEP2281L7M1-2.jpg"Hard Mars": let's laugh together! (extra-detail mgnf; credits: Dr G. Barca)203 visite...Senza Parole...MareKromium07/31/08 at 11:46Paolo C. Fienga: Le ottiche sono "ok", secondo me. E'...
|
|

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Wood-RG.jpgMartian "wood"?!? - (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)293 visiteUn'interessante ed intrigante "imbeccata" del nostro Caro Amico e Partner, Riccardo Giuliani, ci mette davanti ad un interrogativo quanto mai complesso: quello che si vede in questo detail mgnf (estrapolato dal frame "site_B115_navcam_180_cyl_L-B118R1") può essere una forma di "legno fossilizzato"?
La risposta, se ci fermassimo al lato "visuale" della questione, potrebbe essere "Si: ciò che vediamo assomiglia ad una trave di legno, totalmente fossilizzata ed ormai inglobata nel Paving situato nelle immediate prossimità dell'outer rim del Cratere Endurance".
Ma le apparenze, come ben sapete, sono ingannevoli e ciò che "sembra" qualcosa, molto spesso "NON E'" quel qualcosa. E allora? E allora noi non possiamo far altro che ringraziare il bravissimo Riccardo Giuliani per l'intrigante segnalazione e quindi chiedere lumi a Voi, che ci leggete: che cosa stiamo guardando?
Se avete delle idee, opinioni e/od intuizioni che volete condividere, scriveteci e/o commentate.
Noi aspettiamo...MareKromium07/31/08 at 11:44Paolo C. Fienga: Caro Enzo, direi un metro e mezzo o poco pi?, per ...
|
|

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Wood-RG.jpgMartian "wood"?!? - (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)293 visiteUn'interessante ed intrigante "imbeccata" del nostro Caro Amico e Partner, Riccardo Giuliani, ci mette davanti ad un interrogativo quanto mai complesso: quello che si vede in questo detail mgnf (estrapolato dal frame "site_B115_navcam_180_cyl_L-B118R1") può essere una forma di "legno fossilizzato"?
La risposta, se ci fermassimo al lato "visuale" della questione, potrebbe essere "Si: ciò che vediamo assomiglia ad una trave di legno, totalmente fossilizzata ed ormai inglobata nel Paving situato nelle immediate prossimità dell'outer rim del Cratere Endurance".
Ma le apparenze, come ben sapete, sono ingannevoli e ciò che "sembra" qualcosa, molto spesso "NON E'" quel qualcosa. E allora? E allora noi non possiamo far altro che ringraziare il bravissimo Riccardo Giuliani per l'intrigante segnalazione e quindi chiedere lumi a Voi, che ci leggete: che cosa stiamo guardando?
Se avete delle idee, opinioni e/od intuizioni che volete condividere, scriveteci e/o commentate.
Noi aspettiamo...MareKromium07/31/08 at 11:14enzomancuso: in che ordine di grandezza siamo?
|
|

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE028.jpgThe "True Colors" of Mars (18)366 visiteProprio nel Rayleigh scattering risiede la risposta alle domande che ci siamo posti all’inizio.
Nell’attraversare l’atmosfera, la maggior parte della radiazione di maggior lunghezza d’onda prosegue la sua traiettoria rettilinea. La luce rossa, arancione e gialla viene influenzata solo in minima parte dalla presenza dell’aria. Al contrario, la luce blu è diffusa in tutte le direzioni. In qualunque direzione si osservi, parte di questa luce giunge ai nostri occhi. Il cielo, pertanto, appare blu.
Vicino all’orizzonte il cielo è di un azzurro più chiaro perché la luce, per raggiungerci da questa direzione, deve attraversare più aria e viene diffusa maggiormente; pertanto siamo raggiunti da una minor quantità di luce blu.
Le nuvole e la nebbia ci appaiono bianche perché consistono di particelle più grandi delle lunghezze d’onda della radiazione visibile, e diffondono tutti i colori allo stesso modo. Tuttavia, in particolari condizioni, è possibile che in aria si trovino in sospensione particelle più piccole.
Alcune montagne sono famose per le loro foschie blu (ad es. a Les Vosges in Francia). In questo caso gli aerosol di terpene rilasciati dalla vegetazione reagiscono con l’ozono dell’atmosfera formando particelle di circa 200 nm adatte a diffondere la luce blu.
A volte, l’incendio di una foresta o un’eruzione vulcanica possono riempire l’atmosfera con particelle delle dimensioni di 500-800 nm. Queste particelle sono pertanto in grado di diffondere la luce rossa, provocando un effetto opposto a quello usuale. In questo caso è la luce rossa ad essere diffusa via dal raggio incidente e questo provoca, in alcuni casi, una colorazione blu della Luna. Questo è un effetto che accade assai di rado e nella lingua inglese è preso ad esempio di evento raro (once in a blue moon, una volta ogni luna blu; l’analogo del nostro “una volta ogni morte di papa”).
07/30/08 at 15:46MILOBOXANTONIO: a parte la polvere.. ma l'oggetto al suolo (si...
|
|

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Wood-RG.jpgMartian "wood"?!? - (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)293 visiteUn'interessante ed intrigante "imbeccata" del nostro Caro Amico e Partner, Riccardo Giuliani, ci mette davanti ad un interrogativo quanto mai complesso: quello che si vede in questo detail mgnf (estrapolato dal frame "site_B115_navcam_180_cyl_L-B118R1") può essere una forma di "legno fossilizzato"?
La risposta, se ci fermassimo al lato "visuale" della questione, potrebbe essere "Si: ciò che vediamo assomiglia ad una trave di legno, totalmente fossilizzata ed ormai inglobata nel Paving situato nelle immediate prossimità dell'outer rim del Cratere Endurance".
Ma le apparenze, come ben sapete, sono ingannevoli e ciò che "sembra" qualcosa, molto spesso "NON E'" quel qualcosa. E allora? E allora noi non possiamo far altro che ringraziare il bravissimo Riccardo Giuliani per l'intrigante segnalazione e quindi chiedere lumi a Voi, che ci leggete: che cosa stiamo guardando?
Se avete delle idee, opinioni e/od intuizioni che volete condividere, scriveteci e/o commentate.
Noi aspettiamo...MareKromium07/30/08 at 15:33MILOBOXANTONIO: non si puo' essere sicuri del materiale, ma pe...
|
|

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Copernicus-02.jpgCopernicus' Misteries... (2)146 visiteIn realtà, e tanto per essere precisi, già in passato - analizzando le possibili Anomalìe di Phobos - ci eravamo soffermati su questo aspetto che ora andremo a riprendere. E l'aspetto è questo: noi, se e quando guardiamo immagini come queste, tendiamo a prefigurarci una superficie piatta, soggetta ad illuminazione piena (proveniente dallo Zenith - o dal Nadir, a seconda dei casi - o quasi) la quale si comporta così come si comportano tutte le superfici che noi osserviamo dal suolo, ossìa "essa si mostra a noi per quello che è". Errore. O meglio: in questa costruzione (logica e connessa alla nostra esperienza) ci sono almeno 3 errori. Eccoli:
1) il rilievo che stiamo osservando non è solo "davanti" a noi, ma è anche "al di sotto" di noi. Al di sotto di qualche centinaio di Km (il che non è poco);
2) la superficie che stiamo osservando, SEMBRA piatta, ma in realtà è sensibilmente curva (in tutte le direzioni);
3) l'illuminazione di questa superficie non è UNIFORMEMENTE piena e regolare, sia perchè il Sole, rispetto all'Orizzonte Locale (e cioè l'Orizzonte di un ipotetico Astronauta che, al momento dello scatto, si trovasse "dentro" al Cratere) non è affatto allo Zenith e sia perchè la nostra visione del paesaggio deriva da un punto di vista (ivi: un punto dello Spazio) la cui illuminazione, al momento della ripresa, è MOLTO DIVERSA dall'illuminazione del corpo ripreso.
E non è tutto.
L'altezza del Sole sull'Orizzonte Locale della Superficie Lunare che si trova sulla perpendicolare del Lunar Orbiter (e nei suoi pressi) è BEN DIVERSA da quella del Sole sull'Orizzonte Locale del Cratere Copernicus il quale, ATTENZIONE, è ancora BEN LONTANO dalla perpendicolare dell'Orbiter!
E, volendo, si potrebbe dire di più.
Ad esempio (ed anche se in questo caso la differenza visibile e - da noi Osservatori - percepibile, è trascurabile) si potrebbe legittimamente asserire che l'altezza del Sole sull'Orizzonte Locale della parete esterna di Copernicus più prossima alla perpendicolare dell'Orbiter è DIVERSA dall'altezza del Sole sull'Orizzonte Locale della parete esterna di Copernicus più lontana - AL MOMENTO DELLO SCATTO - rispetto alla medesima perpendicolare.
E così via. Le puntualizzazioni, in fondo, non bastano (quasi) mai...
Ma perchè abbiamo svolto queste riflessioni?
Le abbiamo svolte per Voi e, in fondo, per un solo e semplicissimo motivo: il 99,9% delle possibili (e presunte) Anomalìe e/o Singolarità di Superficie individuate su Corpi Celesti extra-terrestri, in realtà si risolve in sviste che derivano da erronee interpretazioni delle reali (EFFETTIVE) fattezze del suolo osservato. Erronee interpretazioni le quali sono determinate da "giochi di luce e giochi d'ombra" dipendenti dalla posizione dell'Osservatore (ivi: il Lunar Orbiter II) rispetto alla posizione del corpo osservato.
Quello che intendiamo dire, insomma ed in fondo, è solo questo: le riprese effettuate da centinaia di Km di altezza e di distanza dagli "obbiettivi" sono, si, altamente spettacolari, ma offrono un campionario di effetti ottici ingannevoli per l'Osservatore che, alla fine e di conseguenza, esse si trasformano in autentiche fucine di sviste (più o meno grandi).
Ovviamente, in questo caso (come in tanti altri) nessuno di noi dice, con certezza assoluta, "Guarda che il rilievo osservato NON E' quello che sembra".
No.
Noi diciamo solo questo: "Attenzione, poichè le interpretazioni della superficie di un Corpo Celeste fatte mediante riprese orbitali di questo tipo è più che ingannevole! Essa è un'autentica trappola costante per la nostra Vista e per la nostra capacità di effettuare delle Associazioni Logiche e Visive". Tutto qui.
Un grazie di cuore, come sempre, all'Amico Carlo Contu per gli spunti forniti ed a tutti gli Amici di Lunexit per la pazienza e l'attenzione dedicataci.MareKromium07/30/08 at 15:28MILOBOXANTONIO: nel primo riquadro senza didascali, ci starebbe be...
|
|

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL465-2P167648699EFFA9HEP2281L7M1-2.jpg"Hard Mars": let's laugh together! (extra-detail mgnf; credits: Dr G. Barca)203 visite...Senza Parole...MareKromium07/30/08 at 14:48MILOBOXANTONIO: ...dall'immagine pioccola l'ombra davanti ...
|
|

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL060-1P133516455RAD0830P2218L256C1.jpg...Maybe the "Martian Bunny"?!? - Sol 60 (credits: Carlo Contu)277 visiteCome abbiamo già scritto più volte (e non per piaggeria, ma per semplice onestà), il contributo che riceviamo dai nostri Lettori ed Amici più attenti e dedicati è prezioso. Lo è perchè, oltre a dimostrare che chi legge è poi capace, a sua volta, di ripercorrere i passi che caratterizzano il percorso dell'Anomaly Hunter, e lo è perchè l'intervento dei Lettori costituisce la "prova" che almeno uno dei Fini Istituzionali di Lunar Explorer Italia è stato conseguito.
Quale?
Quello di creare una Associazione che agisse, in un certo senso, non solo come un'Entità di Ricerca e Divulgazione, ma anche come una "piccola Tribuna sul Mondo delle Scienze di Confine". Una Tribuna alla quale ognuno di noi può affacciarsi ed esprimere il suo pensiero, le sue idee, le sue scoperte, se e quando ci sono.
Lunar Explorer Italia concede spazio a tutti, a condizione che la Materia chiamata in causa sia congrua con quanto viene trattato sulle nostre pagine e che colui che si esprime usi arguzia, intelligenza, passione e, più di tutto, educazione.
E' per questo che la Rubrica "Readers Show and Tell" è nata.
Quest'oggi, come già altre volte è accaduto, abbiamo il nostro Caro Amico, Carlo Contu, che ci ha "suggerito" di fare un grande passo all'indietro, sino ai primi Soles del MER Opportunity, e di investigare su quel dettaglio presente a centro frame, di color bianco-grigio, ben evidenziato nel detail-mgnf prodotto dal Sig. Contu.
Di che si tratterà mai?
Ebbene, secondo noi, si tratta di un frammento degli air-bags che hanno protetto, durante la fase di rough-landing (atterraggio ruvido) della Sonda, le meccaniche del Rover. Un frammento di qualcosa che è man-made e non è certamente indigeno di Marte.
Ma c'è di più. Come lo stesso Sig. Contu ha evidenziato, una leggera striatura scusa caratterizza il versante del rilievo che si trova alla Dx dell'Osservatore. Che cosa sarà mai quella "striatura"?
Probabilmente - almeno a parere di chi scrive - si tratta dell'evidenza che il corpo indagato è un "corpo mobile", spinto dal vento, e che il movimento del medesimo sulla Superficie del Crater Eagle, ha prodotto quello che tecnicamente viene chiamato "disturbo" (pensate al "disturbed terrain", ossìa il terreno Marziano interessato da attività meccaniche prodotte dal Rover stesso, o dalle sue componenti, o, come in questo caso, da un frammento di airbag, ma NON da elementi naturali - tipo le azioni eoliche, notoriamente creatrici, allorchè valutate su piccola scala, di quei rilievi superficiali noti come "Wind-Tails").
E non è tutto!
Il dettaglio in oggetto potrebbe addirittura essere, in una diversa configurazione visiva (dovuta sia al suo "muoversi" sulla superficie, sia al cambio di angolo di ripresa), il famoso "Martian Bunny", scoperto dal Prof. Hoagland durante il Sol n. 4 di Opportunity, e quindi ripreso con precisione e cura in un piccolo Studio/Contributo da noi pubblicato e curato dal sempre Caro Amico "Old Grey", alias Fabio Italiano (che salutiamo), in un'altra Sezione del Sito.
Tutto finito? No. Abbiamo ancora un "mistero" da risolvere: come mai questo frame, che risulta essere relativo al Sol 60 di Opportunity ci mostra dettagli interni del Cratere Eagle, quando il Cratere Eagle stesso venne lasciato dal Rover durante il Sol 57? Ebbene, abbiamo provato a riflettere e, alla fine, ci siamo ricordati del procedimento di fotografia, storage dell'immagine ed invìo della medesima a Terra adottato dai Mars Exploration Rovers.
Questo procedimento, come può risultare intuitivamente, poggia sul fatto che NON TUTTE le immagini riprese dai Rover durante un certo Sol "x", vengono poi inviate a Terra durante il medesimo Sol "x".
La "finestra" di trasmissione delle immagini, infatti, non è sempre aperta, anzi (ricordateVi che essa è funzione NON SOLO del quantum di energia disponibile da parte del Rover per svolgere le sue funzioni, ma anche dalla posizione delle Sonde che fanno da trasponders per i dati da esso inviati)!
Una possibile - e logica, nonchè razionale - risposta al quesito che ci eravamo posti può quindi essere questa: è stato rubricato come frame di Sol 60, un frame - di fatto - più vecchio di qualche Soles, ma rimasto in storage nella memoria di Opportunity per un pò di tempo, e quindi inviato a Terra in ritardo.
Un frame, intendiamo dire, scattato durante il Sol - ad esempio - "55", ma poi tenuto in memoria e quindi inviato a Terra (e ricevuto a Pasadena) 5 giorni dopo il suo "effettivo ottenimento".
Come avverrà la rubricazione di questo Sol "ritardatario"?
Interpretazioni. Secondo alcuni, infatti, la data del Sol corrisponde alla data di "scatto" della fotografia; secondo altri, invece, la data del Sol è la data di ricevimento a Terra del frame.
Che dire? Se Opportunity ha effettivamente lasciato il Cratere Eagle durante il Sol 57 - come ci dimostrano molti frames -, allora è ovvio che il criterio di archiviazione dei frames è quello che usa la loro data di ricevimento a Terra come parametro scriminante di rubricazione negli archivi NASA/MER.
Se invece vogliamo ritenere che il criterio di archiviazione dei frames sia quello che usa/considera la loro data di scatto, allora abbiamo solo tre possibilità per venire a capo della questione:
1) E' stato commesso un errore di rubricazione da parte della NASA;
2) Opportuniy è uscito dal Cratere Eagle, effettivamente, durante il Sol 57, ma poi è tornato sui suoi passi ed ha scattato qualche altro frame che ritraeva le sue "orme" ed il suo "nest";
3) Abbiamo capito male noi tutta la questione...
Ed ora, ringraziando di Cuore Carlo Contu, Vi lasciamo optare per l'ipotesi che riterrete più "azzeccata"!...MareKromium07/29/08 at 14:44Paolo C. Fienga: I Rover - a quanto ne so - sono guidati, a turno, ...
|
|
| 336 immagini su 28 pagina(e) |
 |
 |
 |
 |
 |
18 |  |
 |
 |
 |
|

|
|