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| Ultimi commenti - Asteroids and Comets |

FD1-Asteroid.jpg2022 FD1238 visiteA sole due settimane di distanza dal precedente, un nuovo asteroide ha raggiunto il nostro pianeta. Gli scienziati lo hanno chiamato 2022 FD1: il corpo celeste ha solo sfiorato la Terra, passando più in basso dei nostri stessi satelliti Gps.
Grazie ai miglioramenti nel campo della tecnologia, l'uomo è ora in grado di avvistare tempestivamente un corpo celeste in avvicinamento, anche di dimensioni ridotte, e tutto viene regolarmente riportato nei registri del settore. Secondo quanto affermato dagli esperti del settore, il fenomeno non deve stupire, perché ogni giorno tantissimo materiale spaziale raggiunge il nostro pianeta (si va dalle 40 alle 100 tonnellate). Fortunatamente si tratta di corpi di piccole dimensioni che non suscitano pertanto preoccupazione.
L'11 marzo scorso è stata la volta dell' asteroide 2022 EB5, questo il nome che gli è stato dato da chi lo ha catalogato. Senza che la maggior parte delle persone se ne rendesse conto, il corpo celeste ha colpito la Terra, a differenza di 2022 FD1.
L'impatto di 2022 EB5
Tornando a 2022 EB5, alle 20.24, ora italiana, l'astronomo Krisztián Sárneczky ha individuato il corpo celeste servendosi di un telescopio Schmidt da 60 cm. La scoperta è stata effettuata presso l'osservatorio Piszkéstető, in Ungheria. La notizia è stata immediatamente diramata, ed in tanti, professionisti o semplici appassionati, hanno deciso di seguire il percorso dell'asteroide, un oggetto con diametro di circa 1 metro che fin da subito non ha destato timori.
Trascorse 2 ore dal primo avvistamento, si è verificato l'impatto con la Terra. Nessun danno. Come abbiamo detto, 2022 EB5 era un corpo celeste di piccole dimensioni ed è andato a schiantarsi in una zona disabitata nei pressi del ghiacciaio Vatnajokull, Islanda sudorientale. Stando ai dati rilevati dagli scienziati, l'impatto ha rilasciato un'energia equiparabile ad un terremoto di magnitudo 4.
Più vicino dei satelliti Gps
Sárneczky non ha però scoperto solo 2022 EB5. Pochi giorni fa, ossia venerdì 25 marzo, l'astronomo ha infatti individuato un altro corpo celeste, ribattezzato prima Sar2594 e poi denominato ufficialmente 2022 FD1. Individuato poco prima del suo passaggio, 2022 FD1 ha soltanto sfiorato la Terra, attraversando lo spazio ad una velocità di 61.200 km/h. In Italia erano le 10:13. Il piccolo asteroide è passato davvero molto vicino, a una distanza di 8.700 km, quando i nostri satelliti Gps si trovano ad un'altitudine media di 20.200 km.
Grazie al calcolo della sua orbita, è stato possibile prevedere che 2022 FD1 non tornerà ad incontrare il nostro pianeta nei prossimi due secoli, anche se nel 2032 potrebbe comunque avvicinarsi di poco (fino a 6 milioni di km). Nel 2053, invece, il corpo celeste passerà vicino a Venere.MareKromium03/31/22 at 12:18Anakin: Credo che ci? sia possibile, ma ti chiedo. Oltre a...
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FD1-Asteroid.jpg2022 FD1238 visiteA sole due settimane di distanza dal precedente, un nuovo asteroide ha raggiunto il nostro pianeta. Gli scienziati lo hanno chiamato 2022 FD1: il corpo celeste ha solo sfiorato la Terra, passando più in basso dei nostri stessi satelliti Gps.
Grazie ai miglioramenti nel campo della tecnologia, l'uomo è ora in grado di avvistare tempestivamente un corpo celeste in avvicinamento, anche di dimensioni ridotte, e tutto viene regolarmente riportato nei registri del settore. Secondo quanto affermato dagli esperti del settore, il fenomeno non deve stupire, perché ogni giorno tantissimo materiale spaziale raggiunge il nostro pianeta (si va dalle 40 alle 100 tonnellate). Fortunatamente si tratta di corpi di piccole dimensioni che non suscitano pertanto preoccupazione.
L'11 marzo scorso è stata la volta dell' asteroide 2022 EB5, questo il nome che gli è stato dato da chi lo ha catalogato. Senza che la maggior parte delle persone se ne rendesse conto, il corpo celeste ha colpito la Terra, a differenza di 2022 FD1.
L'impatto di 2022 EB5
Tornando a 2022 EB5, alle 20.24, ora italiana, l'astronomo Krisztián Sárneczky ha individuato il corpo celeste servendosi di un telescopio Schmidt da 60 cm. La scoperta è stata effettuata presso l'osservatorio Piszkéstető, in Ungheria. La notizia è stata immediatamente diramata, ed in tanti, professionisti o semplici appassionati, hanno deciso di seguire il percorso dell'asteroide, un oggetto con diametro di circa 1 metro che fin da subito non ha destato timori.
Trascorse 2 ore dal primo avvistamento, si è verificato l'impatto con la Terra. Nessun danno. Come abbiamo detto, 2022 EB5 era un corpo celeste di piccole dimensioni ed è andato a schiantarsi in una zona disabitata nei pressi del ghiacciaio Vatnajokull, Islanda sudorientale. Stando ai dati rilevati dagli scienziati, l'impatto ha rilasciato un'energia equiparabile ad un terremoto di magnitudo 4.
Più vicino dei satelliti Gps
Sárneczky non ha però scoperto solo 2022 EB5. Pochi giorni fa, ossia venerdì 25 marzo, l'astronomo ha infatti individuato un altro corpo celeste, ribattezzato prima Sar2594 e poi denominato ufficialmente 2022 FD1. Individuato poco prima del suo passaggio, 2022 FD1 ha soltanto sfiorato la Terra, attraversando lo spazio ad una velocità di 61.200 km/h. In Italia erano le 10:13. Il piccolo asteroide è passato davvero molto vicino, a una distanza di 8.700 km, quando i nostri satelliti Gps si trovano ad un'altitudine media di 20.200 km.
Grazie al calcolo della sua orbita, è stato possibile prevedere che 2022 FD1 non tornerà ad incontrare il nostro pianeta nei prossimi due secoli, anche se nel 2032 potrebbe comunque avvicinarsi di poco (fino a 6 milioni di km). Nel 2053, invece, il corpo celeste passerà vicino a Venere.MareKromium03/30/22 at 18:24Paolo C. Fienga: Allora, ? abbastanza semplice. Dopo aver dismesso ...
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FD1-Asteroid.jpg2022 FD1238 visiteA sole due settimane di distanza dal precedente, un nuovo asteroide ha raggiunto il nostro pianeta. Gli scienziati lo hanno chiamato 2022 FD1: il corpo celeste ha solo sfiorato la Terra, passando più in basso dei nostri stessi satelliti Gps.
Grazie ai miglioramenti nel campo della tecnologia, l'uomo è ora in grado di avvistare tempestivamente un corpo celeste in avvicinamento, anche di dimensioni ridotte, e tutto viene regolarmente riportato nei registri del settore. Secondo quanto affermato dagli esperti del settore, il fenomeno non deve stupire, perché ogni giorno tantissimo materiale spaziale raggiunge il nostro pianeta (si va dalle 40 alle 100 tonnellate). Fortunatamente si tratta di corpi di piccole dimensioni che non suscitano pertanto preoccupazione.
L'11 marzo scorso è stata la volta dell' asteroide 2022 EB5, questo il nome che gli è stato dato da chi lo ha catalogato. Senza che la maggior parte delle persone se ne rendesse conto, il corpo celeste ha colpito la Terra, a differenza di 2022 FD1.
L'impatto di 2022 EB5
Tornando a 2022 EB5, alle 20.24, ora italiana, l'astronomo Krisztián Sárneczky ha individuato il corpo celeste servendosi di un telescopio Schmidt da 60 cm. La scoperta è stata effettuata presso l'osservatorio Piszkéstető, in Ungheria. La notizia è stata immediatamente diramata, ed in tanti, professionisti o semplici appassionati, hanno deciso di seguire il percorso dell'asteroide, un oggetto con diametro di circa 1 metro che fin da subito non ha destato timori.
Trascorse 2 ore dal primo avvistamento, si è verificato l'impatto con la Terra. Nessun danno. Come abbiamo detto, 2022 EB5 era un corpo celeste di piccole dimensioni ed è andato a schiantarsi in una zona disabitata nei pressi del ghiacciaio Vatnajokull, Islanda sudorientale. Stando ai dati rilevati dagli scienziati, l'impatto ha rilasciato un'energia equiparabile ad un terremoto di magnitudo 4.
Più vicino dei satelliti Gps
Sárneczky non ha però scoperto solo 2022 EB5. Pochi giorni fa, ossia venerdì 25 marzo, l'astronomo ha infatti individuato un altro corpo celeste, ribattezzato prima Sar2594 e poi denominato ufficialmente 2022 FD1. Individuato poco prima del suo passaggio, 2022 FD1 ha soltanto sfiorato la Terra, attraversando lo spazio ad una velocità di 61.200 km/h. In Italia erano le 10:13. Il piccolo asteroide è passato davvero molto vicino, a una distanza di 8.700 km, quando i nostri satelliti Gps si trovano ad un'altitudine media di 20.200 km.
Grazie al calcolo della sua orbita, è stato possibile prevedere che 2022 FD1 non tornerà ad incontrare il nostro pianeta nei prossimi due secoli, anche se nel 2032 potrebbe comunque avvicinarsi di poco (fino a 6 milioni di km). Nel 2053, invece, il corpo celeste passerà vicino a Venere.MareKromium03/30/22 at 15:19Anakin: Assolutamente e se citi la costellazione di Orione...
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FD1-Asteroid.jpg2022 FD1238 visiteA sole due settimane di distanza dal precedente, un nuovo asteroide ha raggiunto il nostro pianeta. Gli scienziati lo hanno chiamato 2022 FD1: il corpo celeste ha solo sfiorato la Terra, passando più in basso dei nostri stessi satelliti Gps.
Grazie ai miglioramenti nel campo della tecnologia, l'uomo è ora in grado di avvistare tempestivamente un corpo celeste in avvicinamento, anche di dimensioni ridotte, e tutto viene regolarmente riportato nei registri del settore. Secondo quanto affermato dagli esperti del settore, il fenomeno non deve stupire, perché ogni giorno tantissimo materiale spaziale raggiunge il nostro pianeta (si va dalle 40 alle 100 tonnellate). Fortunatamente si tratta di corpi di piccole dimensioni che non suscitano pertanto preoccupazione.
L'11 marzo scorso è stata la volta dell' asteroide 2022 EB5, questo il nome che gli è stato dato da chi lo ha catalogato. Senza che la maggior parte delle persone se ne rendesse conto, il corpo celeste ha colpito la Terra, a differenza di 2022 FD1.
L'impatto di 2022 EB5
Tornando a 2022 EB5, alle 20.24, ora italiana, l'astronomo Krisztián Sárneczky ha individuato il corpo celeste servendosi di un telescopio Schmidt da 60 cm. La scoperta è stata effettuata presso l'osservatorio Piszkéstető, in Ungheria. La notizia è stata immediatamente diramata, ed in tanti, professionisti o semplici appassionati, hanno deciso di seguire il percorso dell'asteroide, un oggetto con diametro di circa 1 metro che fin da subito non ha destato timori.
Trascorse 2 ore dal primo avvistamento, si è verificato l'impatto con la Terra. Nessun danno. Come abbiamo detto, 2022 EB5 era un corpo celeste di piccole dimensioni ed è andato a schiantarsi in una zona disabitata nei pressi del ghiacciaio Vatnajokull, Islanda sudorientale. Stando ai dati rilevati dagli scienziati, l'impatto ha rilasciato un'energia equiparabile ad un terremoto di magnitudo 4.
Più vicino dei satelliti Gps
Sárneczky non ha però scoperto solo 2022 EB5. Pochi giorni fa, ossia venerdì 25 marzo, l'astronomo ha infatti individuato un altro corpo celeste, ribattezzato prima Sar2594 e poi denominato ufficialmente 2022 FD1. Individuato poco prima del suo passaggio, 2022 FD1 ha soltanto sfiorato la Terra, attraversando lo spazio ad una velocità di 61.200 km/h. In Italia erano le 10:13. Il piccolo asteroide è passato davvero molto vicino, a una distanza di 8.700 km, quando i nostri satelliti Gps si trovano ad un'altitudine media di 20.200 km.
Grazie al calcolo della sua orbita, è stato possibile prevedere che 2022 FD1 non tornerà ad incontrare il nostro pianeta nei prossimi due secoli, anche se nel 2032 potrebbe comunque avvicinarsi di poco (fino a 6 milioni di km). Nel 2053, invece, il corpo celeste passerà vicino a Venere.MareKromium03/28/22 at 19:00walthari: vai Paolo, sono molto curioso...
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FD1-Asteroid.jpg2022 FD1238 visiteA sole due settimane di distanza dal precedente, un nuovo asteroide ha raggiunto il nostro pianeta. Gli scienziati lo hanno chiamato 2022 FD1: il corpo celeste ha solo sfiorato la Terra, passando più in basso dei nostri stessi satelliti Gps.
Grazie ai miglioramenti nel campo della tecnologia, l'uomo è ora in grado di avvistare tempestivamente un corpo celeste in avvicinamento, anche di dimensioni ridotte, e tutto viene regolarmente riportato nei registri del settore. Secondo quanto affermato dagli esperti del settore, il fenomeno non deve stupire, perché ogni giorno tantissimo materiale spaziale raggiunge il nostro pianeta (si va dalle 40 alle 100 tonnellate). Fortunatamente si tratta di corpi di piccole dimensioni che non suscitano pertanto preoccupazione.
L'11 marzo scorso è stata la volta dell' asteroide 2022 EB5, questo il nome che gli è stato dato da chi lo ha catalogato. Senza che la maggior parte delle persone se ne rendesse conto, il corpo celeste ha colpito la Terra, a differenza di 2022 FD1.
L'impatto di 2022 EB5
Tornando a 2022 EB5, alle 20.24, ora italiana, l'astronomo Krisztián Sárneczky ha individuato il corpo celeste servendosi di un telescopio Schmidt da 60 cm. La scoperta è stata effettuata presso l'osservatorio Piszkéstető, in Ungheria. La notizia è stata immediatamente diramata, ed in tanti, professionisti o semplici appassionati, hanno deciso di seguire il percorso dell'asteroide, un oggetto con diametro di circa 1 metro che fin da subito non ha destato timori.
Trascorse 2 ore dal primo avvistamento, si è verificato l'impatto con la Terra. Nessun danno. Come abbiamo detto, 2022 EB5 era un corpo celeste di piccole dimensioni ed è andato a schiantarsi in una zona disabitata nei pressi del ghiacciaio Vatnajokull, Islanda sudorientale. Stando ai dati rilevati dagli scienziati, l'impatto ha rilasciato un'energia equiparabile ad un terremoto di magnitudo 4.
Più vicino dei satelliti Gps
Sárneczky non ha però scoperto solo 2022 EB5. Pochi giorni fa, ossia venerdì 25 marzo, l'astronomo ha infatti individuato un altro corpo celeste, ribattezzato prima Sar2594 e poi denominato ufficialmente 2022 FD1. Individuato poco prima del suo passaggio, 2022 FD1 ha soltanto sfiorato la Terra, attraversando lo spazio ad una velocità di 61.200 km/h. In Italia erano le 10:13. Il piccolo asteroide è passato davvero molto vicino, a una distanza di 8.700 km, quando i nostri satelliti Gps si trovano ad un'altitudine media di 20.200 km.
Grazie al calcolo della sua orbita, è stato possibile prevedere che 2022 FD1 non tornerà ad incontrare il nostro pianeta nei prossimi due secoli, anche se nel 2032 potrebbe comunque avvicinarsi di poco (fino a 6 milioni di km). Nel 2053, invece, il corpo celeste passerà vicino a Venere.MareKromium03/28/22 at 13:20Paolo C. Fienga: Avrei una "novit?", per chi fosse intere...
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Comets-Comet_Hartley_2-MF-LXTT4.jpgComet "Hartley 2" (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)171 visite...Come da richiesta del nostro Amico e Socio, "AndreaGG"...MareKromium11/25/21 at 20:53Paolo C. Fienga: No Anakin. Penso che abbiano una matrice comune. S...
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Hycean_Planet.jpgThe "Hycean Planets"91 visite(ANSA) - Milano, 26 Agosto – Identificata una nuova classe di pianeti potenzialmente abitabili al di fuori del Sistema solare: caldi, ricoperti da oceani e con un'atmosfera ricca di Idrogeno, i quali potrebbero ospitare microrganismi adatti a vivere in condizioni estreme. La scoperta è pubblicata su The Astrophysical Journal dai ricercatori dell'Università di Cambridge, che hanno chiamato questi mondi alieni 'Hycean Planets': più numerosi e meglio osservabili degli esopianeti di tipo terrestre, potrebbe accelerare la ricerca di tracce di vita portando ad avere le prime risposte già nel giro di due o tre anni. Questi nuovi esopianeti possono essere fino a 2,6 volte più grandi della Terra e possono avere temperatura atmosferiche che arrivano ai 200°: nonostante ciò presentano grandi oceani che potrebbero supportare forme di vita microbica simili ai batteri estremi che vivono sulla Terra. Inoltre hanno una zona abitabile molto più ampia rispetto agli esopianeti terrestri: ciò significa che possono ospitare la vita anche se orbitano intorno alla loro stella a distanze diverse rispetto a quelle considerate vincolanti affinché un pianeta terrestre possa presentare acqua liquida in superficie.
I ricercatori di Cambridge hanno già selezionato un numero consistente di potenziali 'Hycean Planets' che saranno i primi candidati per le osservazioni con i telescopi di nuova generazione, come il James Webb Space Telescope che sarà lanciato entro l'anno.MareKromium09/02/21 at 19:13MareKromium: Anche qui devo prendermi tempo per rispondere (non...
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Hycean_Planet.jpgThe "Hycean Planets"91 visite(ANSA) - Milano, 26 Agosto – Identificata una nuova classe di pianeti potenzialmente abitabili al di fuori del Sistema solare: caldi, ricoperti da oceani e con un'atmosfera ricca di Idrogeno, i quali potrebbero ospitare microrganismi adatti a vivere in condizioni estreme. La scoperta è pubblicata su The Astrophysical Journal dai ricercatori dell'Università di Cambridge, che hanno chiamato questi mondi alieni 'Hycean Planets': più numerosi e meglio osservabili degli esopianeti di tipo terrestre, potrebbe accelerare la ricerca di tracce di vita portando ad avere le prime risposte già nel giro di due o tre anni. Questi nuovi esopianeti possono essere fino a 2,6 volte più grandi della Terra e possono avere temperatura atmosferiche che arrivano ai 200°: nonostante ciò presentano grandi oceani che potrebbero supportare forme di vita microbica simili ai batteri estremi che vivono sulla Terra. Inoltre hanno una zona abitabile molto più ampia rispetto agli esopianeti terrestri: ciò significa che possono ospitare la vita anche se orbitano intorno alla loro stella a distanze diverse rispetto a quelle considerate vincolanti affinché un pianeta terrestre possa presentare acqua liquida in superficie.
I ricercatori di Cambridge hanno già selezionato un numero consistente di potenziali 'Hycean Planets' che saranno i primi candidati per le osservazioni con i telescopi di nuova generazione, come il James Webb Space Telescope che sarà lanciato entro l'anno.MareKromium08/29/21 at 16:21walthari: condivido l'obiezione di Anakin alla quale agg...
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Hycean_Planet.jpgThe "Hycean Planets"91 visite(ANSA) - Milano, 26 Agosto – Identificata una nuova classe di pianeti potenzialmente abitabili al di fuori del Sistema solare: caldi, ricoperti da oceani e con un'atmosfera ricca di Idrogeno, i quali potrebbero ospitare microrganismi adatti a vivere in condizioni estreme. La scoperta è pubblicata su The Astrophysical Journal dai ricercatori dell'Università di Cambridge, che hanno chiamato questi mondi alieni 'Hycean Planets': più numerosi e meglio osservabili degli esopianeti di tipo terrestre, potrebbe accelerare la ricerca di tracce di vita portando ad avere le prime risposte già nel giro di due o tre anni. Questi nuovi esopianeti possono essere fino a 2,6 volte più grandi della Terra e possono avere temperatura atmosferiche che arrivano ai 200°: nonostante ciò presentano grandi oceani che potrebbero supportare forme di vita microbica simili ai batteri estremi che vivono sulla Terra. Inoltre hanno una zona abitabile molto più ampia rispetto agli esopianeti terrestri: ciò significa che possono ospitare la vita anche se orbitano intorno alla loro stella a distanze diverse rispetto a quelle considerate vincolanti affinché un pianeta terrestre possa presentare acqua liquida in superficie.
I ricercatori di Cambridge hanno già selezionato un numero consistente di potenziali 'Hycean Planets' che saranno i primi candidati per le osservazioni con i telescopi di nuova generazione, come il James Webb Space Telescope che sarà lanciato entro l'anno.MareKromium08/29/21 at 16:16Anakin: L'unico che mi lascia perplesso sono i 200? co...
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Hycean_Planet.jpgThe "Hycean Planets"91 visite(ANSA) - Milano, 26 Agosto – Identificata una nuova classe di pianeti potenzialmente abitabili al di fuori del Sistema solare: caldi, ricoperti da oceani e con un'atmosfera ricca di Idrogeno, i quali potrebbero ospitare microrganismi adatti a vivere in condizioni estreme. La scoperta è pubblicata su The Astrophysical Journal dai ricercatori dell'Università di Cambridge, che hanno chiamato questi mondi alieni 'Hycean Planets': più numerosi e meglio osservabili degli esopianeti di tipo terrestre, potrebbe accelerare la ricerca di tracce di vita portando ad avere le prime risposte già nel giro di due o tre anni. Questi nuovi esopianeti possono essere fino a 2,6 volte più grandi della Terra e possono avere temperatura atmosferiche che arrivano ai 200°: nonostante ciò presentano grandi oceani che potrebbero supportare forme di vita microbica simili ai batteri estremi che vivono sulla Terra. Inoltre hanno una zona abitabile molto più ampia rispetto agli esopianeti terrestri: ciò significa che possono ospitare la vita anche se orbitano intorno alla loro stella a distanze diverse rispetto a quelle considerate vincolanti affinché un pianeta terrestre possa presentare acqua liquida in superficie.
I ricercatori di Cambridge hanno già selezionato un numero consistente di potenziali 'Hycean Planets' che saranno i primi candidati per le osservazioni con i telescopi di nuova generazione, come il James Webb Space Telescope che sarà lanciato entro l'anno.MareKromium08/28/21 at 16:30MareKromium: Quanti errori leggete qui?...
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Planet_9-c.jpgPlanet Nine (3)100 visite“Ad oggi - spiega Science Alert – la migliore prova di un pianeta sconosciuto nei confini più remoti del nostro Sistema Solare rimane questo raggruppamento, insieme a una strana inclinazione delle loro orbite e all'orbita di 90377 Sedna che non può essere spiegata dalla presenza di Nettuno”.
Eppure non tutto sembrerebbe tanto scontato, visto che “successive analisi effettuate dall'Outer Solar System Origins Survey, così come diversi altri risultati dell'indagine, non hanno trovato alcun segno di raggruppamento tra altri oggetti trans-nettuniani rilevanti, rendendo l'esistenza del Pianeta Nove per ora estremamente controversa”.
Ma come sarebbe questo pianeta?
Come detto, sarebbe dotato di una massa fino a dieci volte quella terrestre, con una circonferenza che si avvicina a quella di uno dei nostri giganti di ghiaccio, cioè Urano e Nettuno, originatosi fra le orbite di Giove e Nettuno.
Con la differenza che prima di poter assumere la massa attuale, “Planet Nine avrebbe ricevuto un calcio dal pozzo gravitazionale di uno dei due giganti gassosi e si sarebbe ritrovato tra le distese ghiacciate”.
Altre ipotesi, meno probabili, lo inquadrerebbero invece come un frammento di una stella di passaggio davvero molto tempo fa.
“Se il pianeta Nove esiste, la sua estrema lontananza - da qualche parte circa 10 volte più lontano di Nettuno - limita la quantità di luce solare che si riflette dalla sua superficie – conclude Science Alert – individuarlo sarebbe reso più difficile proprio dalla sua lontananza. Non solo per la sua oscurità, ma anche per il suo relativo calo della velocità orbitale sarebbe poi più difficile identificare le differenze di posizione”.
Se per ora il nostro Sistema Solare rimane una famiglia di otto pianeti, la ricerca di un nono, ipotetico membro potrebbe essere giustificata anche dai molti segreti che saremmo in grado di ricavare nel corso della caccia, a prescindere dal risultato.MareKromium08/28/21 at 16:17MareKromium: Carissimo Walt, la "Materia Oscura" ? la...
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Planet_9-b.jpgPlanet Nine (2)108 visiteAd esempio, come spiegava l’INAF, le linee degli apsidi, “ossia quelle su cui si trova l’asse maggiore della loro orbita, puntano tutte in una stessa porzione di cielo. Inoltre le loro orbite sono disposte attorno ad un piano orbitale comune”.
Così cinque anni fa Mike Brown, il ricercatore che nel 2005 spinse per declassificare Plutone a pianeta nano, e Konstantin Batygin hanno ipotizzato la presenza di una super-Terra, il nono pianeta appunto, in grado di allinearsi così bene con le orbite di cinque altri oggetti trans-nettuniani senza che questo fenomeno potesse dirsi casuale né frutto di un improbabile incidente statistico.
In particolare nel 2018 l’oggetto trans-nettuniano 2015 BP519 si ritrovò su una traiettoria inusuale, tale da poter essere proprio influenzata da un oggetto con una massa simile, da cinque a dieci volte quella terrestre.
Prova ulteriore di come Planet Nine, con la sua solo ipotizzata presenza, sia in grado di orchestrare le orbite dei molti oggetti sotto osservazione.MareKromium08/28/21 at 15:56MareKromium: Affascinanti argomentazioni e motivazioni. Comunqu...
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