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| Ultimi commenti - Before the Moon and Walking on the Moon (partially edited) |

APOLLO 10 AS 10-30-4421-Dome-2-600dpi.jpgAS 10-30-4421 - Mare Crisium: possible Lunar Dome (detail mgnf) - edited172 visiteCon questo ulteriore ingrandimento (e relativo enhancement dell'immagine originale) si riesce, effettivamente, a vedere una sorta di collina a forma di cupola. Circa la natura di questa "collina", la NASA (da noi interpellata in passato) non ha espresso pareri mentre Mike Bara la ritiene un Lunar Dome (senza ombra di dubbio).
Noi diciamo che è davvero "strana": sicuramente molto luminosa e decisamente "rotondeggiante". Insomma, sembra davvero una cupola. Ma l'immagine non è, sempre secondo noi, sufficientemente chiara per esprimere un parere definitivo al riguardo. Siamo ancora, dunque, nel limbo delle opinioni e delle speculazioni dove ognuno può dire quello che vuole.
E la morale, per dirla con filosofia ed ironia, è che "Quando si guarda un mucchio di rami e di foglie, c'è chi vede un albero e c'è chi vede una foresta"...
Aggiornamento (27/09/2007): immagine ingannevole a causa della sovraesposizione del rilievo unita ad una eccessiva "eleaborazione digitale" del frame. Nostra opinione: nulla di strano, nulla di misterioso. Certamente, nessuna "cupola trasparente" è stata ripresa.06/15/21 at 17:48Ufologo: Vero. Acquistai un suo volume anch'io ma ... l...
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APOLLO 10 AS 10-30-4421-Dome-2-600dpi.jpgAS 10-30-4421 - Mare Crisium: possible Lunar Dome (detail mgnf) - edited172 visiteCon questo ulteriore ingrandimento (e relativo enhancement dell'immagine originale) si riesce, effettivamente, a vedere una sorta di collina a forma di cupola. Circa la natura di questa "collina", la NASA (da noi interpellata in passato) non ha espresso pareri mentre Mike Bara la ritiene un Lunar Dome (senza ombra di dubbio).
Noi diciamo che è davvero "strana": sicuramente molto luminosa e decisamente "rotondeggiante". Insomma, sembra davvero una cupola. Ma l'immagine non è, sempre secondo noi, sufficientemente chiara per esprimere un parere definitivo al riguardo. Siamo ancora, dunque, nel limbo delle opinioni e delle speculazioni dove ognuno può dire quello che vuole.
E la morale, per dirla con filosofia ed ironia, è che "Quando si guarda un mucchio di rami e di foglie, c'è chi vede un albero e c'è chi vede una foresta"...
Aggiornamento (27/09/2007): immagine ingannevole a causa della sovraesposizione del rilievo unita ad una eccessiva "eleaborazione digitale" del frame. Nostra opinione: nulla di strano, nulla di misterioso. Certamente, nessuna "cupola trasparente" è stata ripresa.06/15/21 at 11:25MareKromium: Mamma mia quanti soldi ha fatto Hoagland scrivendo...
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ZZ-ZZ-The Blair Cuspids-M.jpgThe "Blair Cuspids": possible shapes and visual appearance from Lunar datum (3)135 visite“I profili che vedete in questo frame sono, in realtà, i negativi delle ombre dei 5 rilievi (conosciuti come “Cuspidi” o “Colonne”) mostrati nel frame precedente. Lo sfondo è stato rimosso in maniera tale da conferirsi una maggior enfasi alla forma di ciascun rilievo.
Le ombre sono state compresse assecondando la direzione della loro lunghezza ed in accordo alla relazione trigonometrica espressa dalla seguente equazione: H=Ls tan(A) dove:
H è l’altezza del rilievo;
Ls è la lunghezza della sua ombra;
tan(A) è la tangente all’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte (in un determinato momento).
Poiché i primi 4 rilievi sembrano sorgere su una superficie sostanzialmente orizzontale (o con inclinazione minima), il valore dell’angolo A (che, ripetiamo, è l’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte Lunare in un momento determinato) è stato preso dagli stessi dati forniti dalla NASA, ed è fatto pari a 10,9°.
Le immagini delle ombre sono quindi state compresse calcolando la tangente all’angolo A ed il valore ottenuto è fatto pari a 0,193.
Una compressione maggiore, invece (se A=8° etan(A)= 0,14) è stata usata per il rilievo n. 5, poiché l’ombra di questa cuspide NON cade su una superficie (presumibilmente) orizzontale, bensì su un modesto dislivello la cui morfologia sembra indicare un suo “abbassamento” orientato nella direzione opposta rispetto alla provenienza della luce Solare (e così inevitabilmente producendo una diminuzione dell’altezza del Sole – effettiva in e per quel solo punto - rispetto all’orizzonte del luogo considerato).
Purtroppo, il dettaglio (i particolari) dei rilievi, operando questa elaborazione, vengono persi non solo a causa delle irregolarità che caratterizzano la superficie della Luna anche in quelle zone dove essa appare (è) pianeggiante, ma anche in ragione dell’algoritmo di compressione impiegato nella creazione dell’immagine.
Ad ogni modo, la forma approssimata di tutti i rilievi (ad eccezione del primo), è già da sola sufficiente a dimostrare che le caratteristiche esteriori di queste “Cuspidi” sono tali da renderle RADICALMENTE DIVERSE (e cioè ANOMALE) rispetto alle forme usualmente riscontrate nei macigni e nella maggior parte dei rilievi Lunari superficiali.
I profili teorici delle Cuspidi 2, 3, 4 e 5 suggeriscono l’eventualità che questi rilievi abbiano un’altezza maggiore della loro larghezza il che implicherebbe:
1) non solo la rarità di questi “oggetti” ma anche, di fatto, la loro intrinseca instabilità (teorica) e
2) la loro concentrazione su un’area relativamente piccola verrebbe a rendere la loro esistenza un evento tanto reale, quanto, in sé, improbabile.
Ricordate infatti: le colline, le montagne ed i crinali Lunari tendono ad essere bassi ed arrotondati (pensate, ad esempio, al Monte Pico – Mare Imbrium – la cui altezza è pari solo al 16% della sua larghezza).
Le Cuspidi 2, 3 e 4 appaiono di forma conica o piramidale, mentre la Cuspide n. 5 (la più alta), sembra essere di forma vagamente cilindrica.
Ora, muovendoci sull’assunto per cui l’altezza del Sole rispetto alla superficie su cui sorge la Cuspide n. 5 (e cioè il pendìo su cui evidenziamo l’ombra del rilievo) sia fatta pari ad 8°, ne consegue, dopo aver operato gli opportuni calcoli, che l’oggetto in questione potrebbe avere un’altezza pari a circa 15 metri”.
Come Lunar Explorer Italia, nel ringraziare il Dr Lan Fleming per la brillante prolusione, esprimiamo la nostra convinzione che le Cuspidi in oggetto sìano, in realtà, MOLTO più alte – in generale – della più alta di esse così come calcolata dal Dr Fleming stesso.
In particolare, conoscendo l’altezza dalla quale è stata effettuata la ripresa e l’estensione (come fosse un rettangolo) dell’area fotografata, abbiamo calcolato la lunghezza di ciascuna ombra e quindi, operando con il sistema suggerito dal Dr Fleming, abbiamo calcolato l’altezza (teorica) di ciascuno dei 5 rilievi.
I risultati ottenuti – i quali sono tuttora sotto scrutinio tecnico – ci dicono che la Cuspide n. 5 è effettivamente la più alta, ma che la sua altezza si aggirerebbe intorno ai 180 metri (!).
Ci rendiamo conto della (notevole) discrepanza rispetto ai calcoli operati dal Dr Fleming e della conseguente – e teoricamente altissima – instabilità del rilievo ma…tant’é.
05/07/21 at 11:33MareKromium: Grazie a Voi, Amici.
Vedete, io ho studiato Ast...
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ZZ-ZZ-The Blair Cuspids-M.jpgThe "Blair Cuspids": possible shapes and visual appearance from Lunar datum (3)135 visite“I profili che vedete in questo frame sono, in realtà, i negativi delle ombre dei 5 rilievi (conosciuti come “Cuspidi” o “Colonne”) mostrati nel frame precedente. Lo sfondo è stato rimosso in maniera tale da conferirsi una maggior enfasi alla forma di ciascun rilievo.
Le ombre sono state compresse assecondando la direzione della loro lunghezza ed in accordo alla relazione trigonometrica espressa dalla seguente equazione: H=Ls tan(A) dove:
H è l’altezza del rilievo;
Ls è la lunghezza della sua ombra;
tan(A) è la tangente all’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte (in un determinato momento).
Poiché i primi 4 rilievi sembrano sorgere su una superficie sostanzialmente orizzontale (o con inclinazione minima), il valore dell’angolo A (che, ripetiamo, è l’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte Lunare in un momento determinato) è stato preso dagli stessi dati forniti dalla NASA, ed è fatto pari a 10,9°.
Le immagini delle ombre sono quindi state compresse calcolando la tangente all’angolo A ed il valore ottenuto è fatto pari a 0,193.
Una compressione maggiore, invece (se A=8° etan(A)= 0,14) è stata usata per il rilievo n. 5, poiché l’ombra di questa cuspide NON cade su una superficie (presumibilmente) orizzontale, bensì su un modesto dislivello la cui morfologia sembra indicare un suo “abbassamento” orientato nella direzione opposta rispetto alla provenienza della luce Solare (e così inevitabilmente producendo una diminuzione dell’altezza del Sole – effettiva in e per quel solo punto - rispetto all’orizzonte del luogo considerato).
Purtroppo, il dettaglio (i particolari) dei rilievi, operando questa elaborazione, vengono persi non solo a causa delle irregolarità che caratterizzano la superficie della Luna anche in quelle zone dove essa appare (è) pianeggiante, ma anche in ragione dell’algoritmo di compressione impiegato nella creazione dell’immagine.
Ad ogni modo, la forma approssimata di tutti i rilievi (ad eccezione del primo), è già da sola sufficiente a dimostrare che le caratteristiche esteriori di queste “Cuspidi” sono tali da renderle RADICALMENTE DIVERSE (e cioè ANOMALE) rispetto alle forme usualmente riscontrate nei macigni e nella maggior parte dei rilievi Lunari superficiali.
I profili teorici delle Cuspidi 2, 3, 4 e 5 suggeriscono l’eventualità che questi rilievi abbiano un’altezza maggiore della loro larghezza il che implicherebbe:
1) non solo la rarità di questi “oggetti” ma anche, di fatto, la loro intrinseca instabilità (teorica) e
2) la loro concentrazione su un’area relativamente piccola verrebbe a rendere la loro esistenza un evento tanto reale, quanto, in sé, improbabile.
Ricordate infatti: le colline, le montagne ed i crinali Lunari tendono ad essere bassi ed arrotondati (pensate, ad esempio, al Monte Pico – Mare Imbrium – la cui altezza è pari solo al 16% della sua larghezza).
Le Cuspidi 2, 3 e 4 appaiono di forma conica o piramidale, mentre la Cuspide n. 5 (la più alta), sembra essere di forma vagamente cilindrica.
Ora, muovendoci sull’assunto per cui l’altezza del Sole rispetto alla superficie su cui sorge la Cuspide n. 5 (e cioè il pendìo su cui evidenziamo l’ombra del rilievo) sia fatta pari ad 8°, ne consegue, dopo aver operato gli opportuni calcoli, che l’oggetto in questione potrebbe avere un’altezza pari a circa 15 metri”.
Come Lunar Explorer Italia, nel ringraziare il Dr Lan Fleming per la brillante prolusione, esprimiamo la nostra convinzione che le Cuspidi in oggetto sìano, in realtà, MOLTO più alte – in generale – della più alta di esse così come calcolata dal Dr Fleming stesso.
In particolare, conoscendo l’altezza dalla quale è stata effettuata la ripresa e l’estensione (come fosse un rettangolo) dell’area fotografata, abbiamo calcolato la lunghezza di ciascuna ombra e quindi, operando con il sistema suggerito dal Dr Fleming, abbiamo calcolato l’altezza (teorica) di ciascuno dei 5 rilievi.
I risultati ottenuti – i quali sono tuttora sotto scrutinio tecnico – ci dicono che la Cuspide n. 5 è effettivamente la più alta, ma che la sua altezza si aggirerebbe intorno ai 180 metri (!).
Ci rendiamo conto della (notevole) discrepanza rispetto ai calcoli operati dal Dr Fleming e della conseguente – e teoricamente altissima – instabilità del rilievo ma…tant’é.
05/07/21 at 11:31Ufologo: GRAZIE MareKromium ! Molto esaustivo, e ignorante ...
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ZZ-ZZ-The Blair Cuspids-M.jpgThe "Blair Cuspids": possible shapes and visual appearance from Lunar datum (3)135 visite“I profili che vedete in questo frame sono, in realtà, i negativi delle ombre dei 5 rilievi (conosciuti come “Cuspidi” o “Colonne”) mostrati nel frame precedente. Lo sfondo è stato rimosso in maniera tale da conferirsi una maggior enfasi alla forma di ciascun rilievo.
Le ombre sono state compresse assecondando la direzione della loro lunghezza ed in accordo alla relazione trigonometrica espressa dalla seguente equazione: H=Ls tan(A) dove:
H è l’altezza del rilievo;
Ls è la lunghezza della sua ombra;
tan(A) è la tangente all’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte (in un determinato momento).
Poiché i primi 4 rilievi sembrano sorgere su una superficie sostanzialmente orizzontale (o con inclinazione minima), il valore dell’angolo A (che, ripetiamo, è l’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte Lunare in un momento determinato) è stato preso dagli stessi dati forniti dalla NASA, ed è fatto pari a 10,9°.
Le immagini delle ombre sono quindi state compresse calcolando la tangente all’angolo A ed il valore ottenuto è fatto pari a 0,193.
Una compressione maggiore, invece (se A=8° etan(A)= 0,14) è stata usata per il rilievo n. 5, poiché l’ombra di questa cuspide NON cade su una superficie (presumibilmente) orizzontale, bensì su un modesto dislivello la cui morfologia sembra indicare un suo “abbassamento” orientato nella direzione opposta rispetto alla provenienza della luce Solare (e così inevitabilmente producendo una diminuzione dell’altezza del Sole – effettiva in e per quel solo punto - rispetto all’orizzonte del luogo considerato).
Purtroppo, il dettaglio (i particolari) dei rilievi, operando questa elaborazione, vengono persi non solo a causa delle irregolarità che caratterizzano la superficie della Luna anche in quelle zone dove essa appare (è) pianeggiante, ma anche in ragione dell’algoritmo di compressione impiegato nella creazione dell’immagine.
Ad ogni modo, la forma approssimata di tutti i rilievi (ad eccezione del primo), è già da sola sufficiente a dimostrare che le caratteristiche esteriori di queste “Cuspidi” sono tali da renderle RADICALMENTE DIVERSE (e cioè ANOMALE) rispetto alle forme usualmente riscontrate nei macigni e nella maggior parte dei rilievi Lunari superficiali.
I profili teorici delle Cuspidi 2, 3, 4 e 5 suggeriscono l’eventualità che questi rilievi abbiano un’altezza maggiore della loro larghezza il che implicherebbe:
1) non solo la rarità di questi “oggetti” ma anche, di fatto, la loro intrinseca instabilità (teorica) e
2) la loro concentrazione su un’area relativamente piccola verrebbe a rendere la loro esistenza un evento tanto reale, quanto, in sé, improbabile.
Ricordate infatti: le colline, le montagne ed i crinali Lunari tendono ad essere bassi ed arrotondati (pensate, ad esempio, al Monte Pico – Mare Imbrium – la cui altezza è pari solo al 16% della sua larghezza).
Le Cuspidi 2, 3 e 4 appaiono di forma conica o piramidale, mentre la Cuspide n. 5 (la più alta), sembra essere di forma vagamente cilindrica.
Ora, muovendoci sull’assunto per cui l’altezza del Sole rispetto alla superficie su cui sorge la Cuspide n. 5 (e cioè il pendìo su cui evidenziamo l’ombra del rilievo) sia fatta pari ad 8°, ne consegue, dopo aver operato gli opportuni calcoli, che l’oggetto in questione potrebbe avere un’altezza pari a circa 15 metri”.
Come Lunar Explorer Italia, nel ringraziare il Dr Lan Fleming per la brillante prolusione, esprimiamo la nostra convinzione che le Cuspidi in oggetto sìano, in realtà, MOLTO più alte – in generale – della più alta di esse così come calcolata dal Dr Fleming stesso.
In particolare, conoscendo l’altezza dalla quale è stata effettuata la ripresa e l’estensione (come fosse un rettangolo) dell’area fotografata, abbiamo calcolato la lunghezza di ciascuna ombra e quindi, operando con il sistema suggerito dal Dr Fleming, abbiamo calcolato l’altezza (teorica) di ciascuno dei 5 rilievi.
I risultati ottenuti – i quali sono tuttora sotto scrutinio tecnico – ci dicono che la Cuspide n. 5 è effettivamente la più alta, ma che la sua altezza si aggirerebbe intorno ai 180 metri (!).
Ci rendiamo conto della (notevole) discrepanza rispetto ai calcoli operati dal Dr Fleming e della conseguente – e teoricamente altissima – instabilità del rilievo ma…tant’é.
05/06/21 at 18:54walthari: Marek non potrei spiegarlo meglio di come hai fatt...
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ZZ-ZZ-The Blair Cuspids-M.jpgThe "Blair Cuspids": possible shapes and visual appearance from Lunar datum (3)135 visite“I profili che vedete in questo frame sono, in realtà, i negativi delle ombre dei 5 rilievi (conosciuti come “Cuspidi” o “Colonne”) mostrati nel frame precedente. Lo sfondo è stato rimosso in maniera tale da conferirsi una maggior enfasi alla forma di ciascun rilievo.
Le ombre sono state compresse assecondando la direzione della loro lunghezza ed in accordo alla relazione trigonometrica espressa dalla seguente equazione: H=Ls tan(A) dove:
H è l’altezza del rilievo;
Ls è la lunghezza della sua ombra;
tan(A) è la tangente all’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte (in un determinato momento).
Poiché i primi 4 rilievi sembrano sorgere su una superficie sostanzialmente orizzontale (o con inclinazione minima), il valore dell’angolo A (che, ripetiamo, è l’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte Lunare in un momento determinato) è stato preso dagli stessi dati forniti dalla NASA, ed è fatto pari a 10,9°.
Le immagini delle ombre sono quindi state compresse calcolando la tangente all’angolo A ed il valore ottenuto è fatto pari a 0,193.
Una compressione maggiore, invece (se A=8° etan(A)= 0,14) è stata usata per il rilievo n. 5, poiché l’ombra di questa cuspide NON cade su una superficie (presumibilmente) orizzontale, bensì su un modesto dislivello la cui morfologia sembra indicare un suo “abbassamento” orientato nella direzione opposta rispetto alla provenienza della luce Solare (e così inevitabilmente producendo una diminuzione dell’altezza del Sole – effettiva in e per quel solo punto - rispetto all’orizzonte del luogo considerato).
Purtroppo, il dettaglio (i particolari) dei rilievi, operando questa elaborazione, vengono persi non solo a causa delle irregolarità che caratterizzano la superficie della Luna anche in quelle zone dove essa appare (è) pianeggiante, ma anche in ragione dell’algoritmo di compressione impiegato nella creazione dell’immagine.
Ad ogni modo, la forma approssimata di tutti i rilievi (ad eccezione del primo), è già da sola sufficiente a dimostrare che le caratteristiche esteriori di queste “Cuspidi” sono tali da renderle RADICALMENTE DIVERSE (e cioè ANOMALE) rispetto alle forme usualmente riscontrate nei macigni e nella maggior parte dei rilievi Lunari superficiali.
I profili teorici delle Cuspidi 2, 3, 4 e 5 suggeriscono l’eventualità che questi rilievi abbiano un’altezza maggiore della loro larghezza il che implicherebbe:
1) non solo la rarità di questi “oggetti” ma anche, di fatto, la loro intrinseca instabilità (teorica) e
2) la loro concentrazione su un’area relativamente piccola verrebbe a rendere la loro esistenza un evento tanto reale, quanto, in sé, improbabile.
Ricordate infatti: le colline, le montagne ed i crinali Lunari tendono ad essere bassi ed arrotondati (pensate, ad esempio, al Monte Pico – Mare Imbrium – la cui altezza è pari solo al 16% della sua larghezza).
Le Cuspidi 2, 3 e 4 appaiono di forma conica o piramidale, mentre la Cuspide n. 5 (la più alta), sembra essere di forma vagamente cilindrica.
Ora, muovendoci sull’assunto per cui l’altezza del Sole rispetto alla superficie su cui sorge la Cuspide n. 5 (e cioè il pendìo su cui evidenziamo l’ombra del rilievo) sia fatta pari ad 8°, ne consegue, dopo aver operato gli opportuni calcoli, che l’oggetto in questione potrebbe avere un’altezza pari a circa 15 metri”.
Come Lunar Explorer Italia, nel ringraziare il Dr Lan Fleming per la brillante prolusione, esprimiamo la nostra convinzione che le Cuspidi in oggetto sìano, in realtà, MOLTO più alte – in generale – della più alta di esse così come calcolata dal Dr Fleming stesso.
In particolare, conoscendo l’altezza dalla quale è stata effettuata la ripresa e l’estensione (come fosse un rettangolo) dell’area fotografata, abbiamo calcolato la lunghezza di ciascuna ombra e quindi, operando con il sistema suggerito dal Dr Fleming, abbiamo calcolato l’altezza (teorica) di ciascuno dei 5 rilievi.
I risultati ottenuti – i quali sono tuttora sotto scrutinio tecnico – ci dicono che la Cuspide n. 5 è effettivamente la più alta, ma che la sua altezza si aggirerebbe intorno ai 180 metri (!).
Ci rendiamo conto della (notevole) discrepanza rispetto ai calcoli operati dal Dr Fleming e della conseguente – e teoricamente altissima – instabilità del rilievo ma…tant’é.
05/06/21 at 18:06MareKromium: Allora Max,
sono andato a rileggermi qualche pa...
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ZZ-ZZ-The Blair Cuspids-M.jpgThe "Blair Cuspids": possible shapes and visual appearance from Lunar datum (3)135 visite“I profili che vedete in questo frame sono, in realtà, i negativi delle ombre dei 5 rilievi (conosciuti come “Cuspidi” o “Colonne”) mostrati nel frame precedente. Lo sfondo è stato rimosso in maniera tale da conferirsi una maggior enfasi alla forma di ciascun rilievo.
Le ombre sono state compresse assecondando la direzione della loro lunghezza ed in accordo alla relazione trigonometrica espressa dalla seguente equazione: H=Ls tan(A) dove:
H è l’altezza del rilievo;
Ls è la lunghezza della sua ombra;
tan(A) è la tangente all’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte (in un determinato momento).
Poiché i primi 4 rilievi sembrano sorgere su una superficie sostanzialmente orizzontale (o con inclinazione minima), il valore dell’angolo A (che, ripetiamo, è l’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte Lunare in un momento determinato) è stato preso dagli stessi dati forniti dalla NASA, ed è fatto pari a 10,9°.
Le immagini delle ombre sono quindi state compresse calcolando la tangente all’angolo A ed il valore ottenuto è fatto pari a 0,193.
Una compressione maggiore, invece (se A=8° etan(A)= 0,14) è stata usata per il rilievo n. 5, poiché l’ombra di questa cuspide NON cade su una superficie (presumibilmente) orizzontale, bensì su un modesto dislivello la cui morfologia sembra indicare un suo “abbassamento” orientato nella direzione opposta rispetto alla provenienza della luce Solare (e così inevitabilmente producendo una diminuzione dell’altezza del Sole – effettiva in e per quel solo punto - rispetto all’orizzonte del luogo considerato).
Purtroppo, il dettaglio (i particolari) dei rilievi, operando questa elaborazione, vengono persi non solo a causa delle irregolarità che caratterizzano la superficie della Luna anche in quelle zone dove essa appare (è) pianeggiante, ma anche in ragione dell’algoritmo di compressione impiegato nella creazione dell’immagine.
Ad ogni modo, la forma approssimata di tutti i rilievi (ad eccezione del primo), è già da sola sufficiente a dimostrare che le caratteristiche esteriori di queste “Cuspidi” sono tali da renderle RADICALMENTE DIVERSE (e cioè ANOMALE) rispetto alle forme usualmente riscontrate nei macigni e nella maggior parte dei rilievi Lunari superficiali.
I profili teorici delle Cuspidi 2, 3, 4 e 5 suggeriscono l’eventualità che questi rilievi abbiano un’altezza maggiore della loro larghezza il che implicherebbe:
1) non solo la rarità di questi “oggetti” ma anche, di fatto, la loro intrinseca instabilità (teorica) e
2) la loro concentrazione su un’area relativamente piccola verrebbe a rendere la loro esistenza un evento tanto reale, quanto, in sé, improbabile.
Ricordate infatti: le colline, le montagne ed i crinali Lunari tendono ad essere bassi ed arrotondati (pensate, ad esempio, al Monte Pico – Mare Imbrium – la cui altezza è pari solo al 16% della sua larghezza).
Le Cuspidi 2, 3 e 4 appaiono di forma conica o piramidale, mentre la Cuspide n. 5 (la più alta), sembra essere di forma vagamente cilindrica.
Ora, muovendoci sull’assunto per cui l’altezza del Sole rispetto alla superficie su cui sorge la Cuspide n. 5 (e cioè il pendìo su cui evidenziamo l’ombra del rilievo) sia fatta pari ad 8°, ne consegue, dopo aver operato gli opportuni calcoli, che l’oggetto in questione potrebbe avere un’altezza pari a circa 15 metri”.
Come Lunar Explorer Italia, nel ringraziare il Dr Lan Fleming per la brillante prolusione, esprimiamo la nostra convinzione che le Cuspidi in oggetto sìano, in realtà, MOLTO più alte – in generale – della più alta di esse così come calcolata dal Dr Fleming stesso.
In particolare, conoscendo l’altezza dalla quale è stata effettuata la ripresa e l’estensione (come fosse un rettangolo) dell’area fotografata, abbiamo calcolato la lunghezza di ciascuna ombra e quindi, operando con il sistema suggerito dal Dr Fleming, abbiamo calcolato l’altezza (teorica) di ciascuno dei 5 rilievi.
I risultati ottenuti – i quali sono tuttora sotto scrutinio tecnico – ci dicono che la Cuspide n. 5 è effettivamente la più alta, ma che la sua altezza si aggirerebbe intorno ai 180 metri (!).
Ci rendiamo conto della (notevole) discrepanza rispetto ai calcoli operati dal Dr Fleming e della conseguente – e teoricamente altissima – instabilità del rilievo ma…tant’é.
05/05/21 at 17:54Ufologo: E ... i 3/4 d'ora di onde sismiche provocata d...
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ZZ-ZZ-The Blair Cuspids-M.jpgThe "Blair Cuspids": possible shapes and visual appearance from Lunar datum (3)135 visite“I profili che vedete in questo frame sono, in realtà, i negativi delle ombre dei 5 rilievi (conosciuti come “Cuspidi” o “Colonne”) mostrati nel frame precedente. Lo sfondo è stato rimosso in maniera tale da conferirsi una maggior enfasi alla forma di ciascun rilievo.
Le ombre sono state compresse assecondando la direzione della loro lunghezza ed in accordo alla relazione trigonometrica espressa dalla seguente equazione: H=Ls tan(A) dove:
H è l’altezza del rilievo;
Ls è la lunghezza della sua ombra;
tan(A) è la tangente all’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte (in un determinato momento).
Poiché i primi 4 rilievi sembrano sorgere su una superficie sostanzialmente orizzontale (o con inclinazione minima), il valore dell’angolo A (che, ripetiamo, è l’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte Lunare in un momento determinato) è stato preso dagli stessi dati forniti dalla NASA, ed è fatto pari a 10,9°.
Le immagini delle ombre sono quindi state compresse calcolando la tangente all’angolo A ed il valore ottenuto è fatto pari a 0,193.
Una compressione maggiore, invece (se A=8° etan(A)= 0,14) è stata usata per il rilievo n. 5, poiché l’ombra di questa cuspide NON cade su una superficie (presumibilmente) orizzontale, bensì su un modesto dislivello la cui morfologia sembra indicare un suo “abbassamento” orientato nella direzione opposta rispetto alla provenienza della luce Solare (e così inevitabilmente producendo una diminuzione dell’altezza del Sole – effettiva in e per quel solo punto - rispetto all’orizzonte del luogo considerato).
Purtroppo, il dettaglio (i particolari) dei rilievi, operando questa elaborazione, vengono persi non solo a causa delle irregolarità che caratterizzano la superficie della Luna anche in quelle zone dove essa appare (è) pianeggiante, ma anche in ragione dell’algoritmo di compressione impiegato nella creazione dell’immagine.
Ad ogni modo, la forma approssimata di tutti i rilievi (ad eccezione del primo), è già da sola sufficiente a dimostrare che le caratteristiche esteriori di queste “Cuspidi” sono tali da renderle RADICALMENTE DIVERSE (e cioè ANOMALE) rispetto alle forme usualmente riscontrate nei macigni e nella maggior parte dei rilievi Lunari superficiali.
I profili teorici delle Cuspidi 2, 3, 4 e 5 suggeriscono l’eventualità che questi rilievi abbiano un’altezza maggiore della loro larghezza il che implicherebbe:
1) non solo la rarità di questi “oggetti” ma anche, di fatto, la loro intrinseca instabilità (teorica) e
2) la loro concentrazione su un’area relativamente piccola verrebbe a rendere la loro esistenza un evento tanto reale, quanto, in sé, improbabile.
Ricordate infatti: le colline, le montagne ed i crinali Lunari tendono ad essere bassi ed arrotondati (pensate, ad esempio, al Monte Pico – Mare Imbrium – la cui altezza è pari solo al 16% della sua larghezza).
Le Cuspidi 2, 3 e 4 appaiono di forma conica o piramidale, mentre la Cuspide n. 5 (la più alta), sembra essere di forma vagamente cilindrica.
Ora, muovendoci sull’assunto per cui l’altezza del Sole rispetto alla superficie su cui sorge la Cuspide n. 5 (e cioè il pendìo su cui evidenziamo l’ombra del rilievo) sia fatta pari ad 8°, ne consegue, dopo aver operato gli opportuni calcoli, che l’oggetto in questione potrebbe avere un’altezza pari a circa 15 metri”.
Come Lunar Explorer Italia, nel ringraziare il Dr Lan Fleming per la brillante prolusione, esprimiamo la nostra convinzione che le Cuspidi in oggetto sìano, in realtà, MOLTO più alte – in generale – della più alta di esse così come calcolata dal Dr Fleming stesso.
In particolare, conoscendo l’altezza dalla quale è stata effettuata la ripresa e l’estensione (come fosse un rettangolo) dell’area fotografata, abbiamo calcolato la lunghezza di ciascuna ombra e quindi, operando con il sistema suggerito dal Dr Fleming, abbiamo calcolato l’altezza (teorica) di ciascuno dei 5 rilievi.
I risultati ottenuti – i quali sono tuttora sotto scrutinio tecnico – ci dicono che la Cuspide n. 5 è effettivamente la più alta, ma che la sua altezza si aggirerebbe intorno ai 180 metri (!).
Ci rendiamo conto della (notevole) discrepanza rispetto ai calcoli operati dal Dr Fleming e della conseguente – e teoricamente altissima – instabilità del rilievo ma…tant’é.
05/05/21 at 15:09walthari: secondo me sono solo fantasie; tutte le volte che ...
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ZZ-ZZ-The Blair Cuspids-M.jpgThe "Blair Cuspids": possible shapes and visual appearance from Lunar datum (3)135 visite“I profili che vedete in questo frame sono, in realtà, i negativi delle ombre dei 5 rilievi (conosciuti come “Cuspidi” o “Colonne”) mostrati nel frame precedente. Lo sfondo è stato rimosso in maniera tale da conferirsi una maggior enfasi alla forma di ciascun rilievo.
Le ombre sono state compresse assecondando la direzione della loro lunghezza ed in accordo alla relazione trigonometrica espressa dalla seguente equazione: H=Ls tan(A) dove:
H è l’altezza del rilievo;
Ls è la lunghezza della sua ombra;
tan(A) è la tangente all’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte (in un determinato momento).
Poiché i primi 4 rilievi sembrano sorgere su una superficie sostanzialmente orizzontale (o con inclinazione minima), il valore dell’angolo A (che, ripetiamo, è l’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte Lunare in un momento determinato) è stato preso dagli stessi dati forniti dalla NASA, ed è fatto pari a 10,9°.
Le immagini delle ombre sono quindi state compresse calcolando la tangente all’angolo A ed il valore ottenuto è fatto pari a 0,193.
Una compressione maggiore, invece (se A=8° etan(A)= 0,14) è stata usata per il rilievo n. 5, poiché l’ombra di questa cuspide NON cade su una superficie (presumibilmente) orizzontale, bensì su un modesto dislivello la cui morfologia sembra indicare un suo “abbassamento” orientato nella direzione opposta rispetto alla provenienza della luce Solare (e così inevitabilmente producendo una diminuzione dell’altezza del Sole – effettiva in e per quel solo punto - rispetto all’orizzonte del luogo considerato).
Purtroppo, il dettaglio (i particolari) dei rilievi, operando questa elaborazione, vengono persi non solo a causa delle irregolarità che caratterizzano la superficie della Luna anche in quelle zone dove essa appare (è) pianeggiante, ma anche in ragione dell’algoritmo di compressione impiegato nella creazione dell’immagine.
Ad ogni modo, la forma approssimata di tutti i rilievi (ad eccezione del primo), è già da sola sufficiente a dimostrare che le caratteristiche esteriori di queste “Cuspidi” sono tali da renderle RADICALMENTE DIVERSE (e cioè ANOMALE) rispetto alle forme usualmente riscontrate nei macigni e nella maggior parte dei rilievi Lunari superficiali.
I profili teorici delle Cuspidi 2, 3, 4 e 5 suggeriscono l’eventualità che questi rilievi abbiano un’altezza maggiore della loro larghezza il che implicherebbe:
1) non solo la rarità di questi “oggetti” ma anche, di fatto, la loro intrinseca instabilità (teorica) e
2) la loro concentrazione su un’area relativamente piccola verrebbe a rendere la loro esistenza un evento tanto reale, quanto, in sé, improbabile.
Ricordate infatti: le colline, le montagne ed i crinali Lunari tendono ad essere bassi ed arrotondati (pensate, ad esempio, al Monte Pico – Mare Imbrium – la cui altezza è pari solo al 16% della sua larghezza).
Le Cuspidi 2, 3 e 4 appaiono di forma conica o piramidale, mentre la Cuspide n. 5 (la più alta), sembra essere di forma vagamente cilindrica.
Ora, muovendoci sull’assunto per cui l’altezza del Sole rispetto alla superficie su cui sorge la Cuspide n. 5 (e cioè il pendìo su cui evidenziamo l’ombra del rilievo) sia fatta pari ad 8°, ne consegue, dopo aver operato gli opportuni calcoli, che l’oggetto in questione potrebbe avere un’altezza pari a circa 15 metri”.
Come Lunar Explorer Italia, nel ringraziare il Dr Lan Fleming per la brillante prolusione, esprimiamo la nostra convinzione che le Cuspidi in oggetto sìano, in realtà, MOLTO più alte – in generale – della più alta di esse così come calcolata dal Dr Fleming stesso.
In particolare, conoscendo l’altezza dalla quale è stata effettuata la ripresa e l’estensione (come fosse un rettangolo) dell’area fotografata, abbiamo calcolato la lunghezza di ciascuna ombra e quindi, operando con il sistema suggerito dal Dr Fleming, abbiamo calcolato l’altezza (teorica) di ciascuno dei 5 rilievi.
I risultati ottenuti – i quali sono tuttora sotto scrutinio tecnico – ci dicono che la Cuspide n. 5 è effettivamente la più alta, ma che la sua altezza si aggirerebbe intorno ai 180 metri (!).
Ci rendiamo conto della (notevole) discrepanza rispetto ai calcoli operati dal Dr Fleming e della conseguente – e teoricamente altissima – instabilità del rilievo ma…tant’é.
05/02/21 at 18:15Ufologo: ... e le "buche" .. si riempiono. Ricevu...
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ZZ-ZZ-The Blair Cuspids-M.jpgThe "Blair Cuspids": possible shapes and visual appearance from Lunar datum (3)135 visite“I profili che vedete in questo frame sono, in realtà, i negativi delle ombre dei 5 rilievi (conosciuti come “Cuspidi” o “Colonne”) mostrati nel frame precedente. Lo sfondo è stato rimosso in maniera tale da conferirsi una maggior enfasi alla forma di ciascun rilievo.
Le ombre sono state compresse assecondando la direzione della loro lunghezza ed in accordo alla relazione trigonometrica espressa dalla seguente equazione: H=Ls tan(A) dove:
H è l’altezza del rilievo;
Ls è la lunghezza della sua ombra;
tan(A) è la tangente all’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte (in un determinato momento).
Poiché i primi 4 rilievi sembrano sorgere su una superficie sostanzialmente orizzontale (o con inclinazione minima), il valore dell’angolo A (che, ripetiamo, è l’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte Lunare in un momento determinato) è stato preso dagli stessi dati forniti dalla NASA, ed è fatto pari a 10,9°.
Le immagini delle ombre sono quindi state compresse calcolando la tangente all’angolo A ed il valore ottenuto è fatto pari a 0,193.
Una compressione maggiore, invece (se A=8° etan(A)= 0,14) è stata usata per il rilievo n. 5, poiché l’ombra di questa cuspide NON cade su una superficie (presumibilmente) orizzontale, bensì su un modesto dislivello la cui morfologia sembra indicare un suo “abbassamento” orientato nella direzione opposta rispetto alla provenienza della luce Solare (e così inevitabilmente producendo una diminuzione dell’altezza del Sole – effettiva in e per quel solo punto - rispetto all’orizzonte del luogo considerato).
Purtroppo, il dettaglio (i particolari) dei rilievi, operando questa elaborazione, vengono persi non solo a causa delle irregolarità che caratterizzano la superficie della Luna anche in quelle zone dove essa appare (è) pianeggiante, ma anche in ragione dell’algoritmo di compressione impiegato nella creazione dell’immagine.
Ad ogni modo, la forma approssimata di tutti i rilievi (ad eccezione del primo), è già da sola sufficiente a dimostrare che le caratteristiche esteriori di queste “Cuspidi” sono tali da renderle RADICALMENTE DIVERSE (e cioè ANOMALE) rispetto alle forme usualmente riscontrate nei macigni e nella maggior parte dei rilievi Lunari superficiali.
I profili teorici delle Cuspidi 2, 3, 4 e 5 suggeriscono l’eventualità che questi rilievi abbiano un’altezza maggiore della loro larghezza il che implicherebbe:
1) non solo la rarità di questi “oggetti” ma anche, di fatto, la loro intrinseca instabilità (teorica) e
2) la loro concentrazione su un’area relativamente piccola verrebbe a rendere la loro esistenza un evento tanto reale, quanto, in sé, improbabile.
Ricordate infatti: le colline, le montagne ed i crinali Lunari tendono ad essere bassi ed arrotondati (pensate, ad esempio, al Monte Pico – Mare Imbrium – la cui altezza è pari solo al 16% della sua larghezza).
Le Cuspidi 2, 3 e 4 appaiono di forma conica o piramidale, mentre la Cuspide n. 5 (la più alta), sembra essere di forma vagamente cilindrica.
Ora, muovendoci sull’assunto per cui l’altezza del Sole rispetto alla superficie su cui sorge la Cuspide n. 5 (e cioè il pendìo su cui evidenziamo l’ombra del rilievo) sia fatta pari ad 8°, ne consegue, dopo aver operato gli opportuni calcoli, che l’oggetto in questione potrebbe avere un’altezza pari a circa 15 metri”.
Come Lunar Explorer Italia, nel ringraziare il Dr Lan Fleming per la brillante prolusione, esprimiamo la nostra convinzione che le Cuspidi in oggetto sìano, in realtà, MOLTO più alte – in generale – della più alta di esse così come calcolata dal Dr Fleming stesso.
In particolare, conoscendo l’altezza dalla quale è stata effettuata la ripresa e l’estensione (come fosse un rettangolo) dell’area fotografata, abbiamo calcolato la lunghezza di ciascuna ombra e quindi, operando con il sistema suggerito dal Dr Fleming, abbiamo calcolato l’altezza (teorica) di ciascuno dei 5 rilievi.
I risultati ottenuti – i quali sono tuttora sotto scrutinio tecnico – ci dicono che la Cuspide n. 5 è effettivamente la più alta, ma che la sua altezza si aggirerebbe intorno ai 180 metri (!).
Ci rendiamo conto della (notevole) discrepanza rispetto ai calcoli operati dal Dr Fleming e della conseguente – e teoricamente altissima – instabilità del rilievo ma…tant’é.
05/02/21 at 17:11MareKromium: Grazie a Te. Mi permetto una "dritta": l...
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ZZ-ZZ-The Blair Cuspids-M.jpgThe "Blair Cuspids": possible shapes and visual appearance from Lunar datum (3)135 visite“I profili che vedete in questo frame sono, in realtà, i negativi delle ombre dei 5 rilievi (conosciuti come “Cuspidi” o “Colonne”) mostrati nel frame precedente. Lo sfondo è stato rimosso in maniera tale da conferirsi una maggior enfasi alla forma di ciascun rilievo.
Le ombre sono state compresse assecondando la direzione della loro lunghezza ed in accordo alla relazione trigonometrica espressa dalla seguente equazione: H=Ls tan(A) dove:
H è l’altezza del rilievo;
Ls è la lunghezza della sua ombra;
tan(A) è la tangente all’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte (in un determinato momento).
Poiché i primi 4 rilievi sembrano sorgere su una superficie sostanzialmente orizzontale (o con inclinazione minima), il valore dell’angolo A (che, ripetiamo, è l’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte Lunare in un momento determinato) è stato preso dagli stessi dati forniti dalla NASA, ed è fatto pari a 10,9°.
Le immagini delle ombre sono quindi state compresse calcolando la tangente all’angolo A ed il valore ottenuto è fatto pari a 0,193.
Una compressione maggiore, invece (se A=8° etan(A)= 0,14) è stata usata per il rilievo n. 5, poiché l’ombra di questa cuspide NON cade su una superficie (presumibilmente) orizzontale, bensì su un modesto dislivello la cui morfologia sembra indicare un suo “abbassamento” orientato nella direzione opposta rispetto alla provenienza della luce Solare (e così inevitabilmente producendo una diminuzione dell’altezza del Sole – effettiva in e per quel solo punto - rispetto all’orizzonte del luogo considerato).
Purtroppo, il dettaglio (i particolari) dei rilievi, operando questa elaborazione, vengono persi non solo a causa delle irregolarità che caratterizzano la superficie della Luna anche in quelle zone dove essa appare (è) pianeggiante, ma anche in ragione dell’algoritmo di compressione impiegato nella creazione dell’immagine.
Ad ogni modo, la forma approssimata di tutti i rilievi (ad eccezione del primo), è già da sola sufficiente a dimostrare che le caratteristiche esteriori di queste “Cuspidi” sono tali da renderle RADICALMENTE DIVERSE (e cioè ANOMALE) rispetto alle forme usualmente riscontrate nei macigni e nella maggior parte dei rilievi Lunari superficiali.
I profili teorici delle Cuspidi 2, 3, 4 e 5 suggeriscono l’eventualità che questi rilievi abbiano un’altezza maggiore della loro larghezza il che implicherebbe:
1) non solo la rarità di questi “oggetti” ma anche, di fatto, la loro intrinseca instabilità (teorica) e
2) la loro concentrazione su un’area relativamente piccola verrebbe a rendere la loro esistenza un evento tanto reale, quanto, in sé, improbabile.
Ricordate infatti: le colline, le montagne ed i crinali Lunari tendono ad essere bassi ed arrotondati (pensate, ad esempio, al Monte Pico – Mare Imbrium – la cui altezza è pari solo al 16% della sua larghezza).
Le Cuspidi 2, 3 e 4 appaiono di forma conica o piramidale, mentre la Cuspide n. 5 (la più alta), sembra essere di forma vagamente cilindrica.
Ora, muovendoci sull’assunto per cui l’altezza del Sole rispetto alla superficie su cui sorge la Cuspide n. 5 (e cioè il pendìo su cui evidenziamo l’ombra del rilievo) sia fatta pari ad 8°, ne consegue, dopo aver operato gli opportuni calcoli, che l’oggetto in questione potrebbe avere un’altezza pari a circa 15 metri”.
Come Lunar Explorer Italia, nel ringraziare il Dr Lan Fleming per la brillante prolusione, esprimiamo la nostra convinzione che le Cuspidi in oggetto sìano, in realtà, MOLTO più alte – in generale – della più alta di esse così come calcolata dal Dr Fleming stesso.
In particolare, conoscendo l’altezza dalla quale è stata effettuata la ripresa e l’estensione (come fosse un rettangolo) dell’area fotografata, abbiamo calcolato la lunghezza di ciascuna ombra e quindi, operando con il sistema suggerito dal Dr Fleming, abbiamo calcolato l’altezza (teorica) di ciascuno dei 5 rilievi.
I risultati ottenuti – i quali sono tuttora sotto scrutinio tecnico – ci dicono che la Cuspide n. 5 è effettivamente la più alta, ma che la sua altezza si aggirerebbe intorno ai 180 metri (!).
Ci rendiamo conto della (notevole) discrepanza rispetto ai calcoli operati dal Dr Fleming e della conseguente – e teoricamente altissima – instabilità del rilievo ma…tant’é.
05/02/21 at 11:23Ufologo: Grazie, come sempre del resto, delle tue spiegazio...
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ZZ-ZZ-The Blair Cuspids-M.jpgThe "Blair Cuspids": possible shapes and visual appearance from Lunar datum (3)135 visite“I profili che vedete in questo frame sono, in realtà, i negativi delle ombre dei 5 rilievi (conosciuti come “Cuspidi” o “Colonne”) mostrati nel frame precedente. Lo sfondo è stato rimosso in maniera tale da conferirsi una maggior enfasi alla forma di ciascun rilievo.
Le ombre sono state compresse assecondando la direzione della loro lunghezza ed in accordo alla relazione trigonometrica espressa dalla seguente equazione: H=Ls tan(A) dove:
H è l’altezza del rilievo;
Ls è la lunghezza della sua ombra;
tan(A) è la tangente all’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte (in un determinato momento).
Poiché i primi 4 rilievi sembrano sorgere su una superficie sostanzialmente orizzontale (o con inclinazione minima), il valore dell’angolo A (che, ripetiamo, è l’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte Lunare in un momento determinato) è stato preso dagli stessi dati forniti dalla NASA, ed è fatto pari a 10,9°.
Le immagini delle ombre sono quindi state compresse calcolando la tangente all’angolo A ed il valore ottenuto è fatto pari a 0,193.
Una compressione maggiore, invece (se A=8° etan(A)= 0,14) è stata usata per il rilievo n. 5, poiché l’ombra di questa cuspide NON cade su una superficie (presumibilmente) orizzontale, bensì su un modesto dislivello la cui morfologia sembra indicare un suo “abbassamento” orientato nella direzione opposta rispetto alla provenienza della luce Solare (e così inevitabilmente producendo una diminuzione dell’altezza del Sole – effettiva in e per quel solo punto - rispetto all’orizzonte del luogo considerato).
Purtroppo, il dettaglio (i particolari) dei rilievi, operando questa elaborazione, vengono persi non solo a causa delle irregolarità che caratterizzano la superficie della Luna anche in quelle zone dove essa appare (è) pianeggiante, ma anche in ragione dell’algoritmo di compressione impiegato nella creazione dell’immagine.
Ad ogni modo, la forma approssimata di tutti i rilievi (ad eccezione del primo), è già da sola sufficiente a dimostrare che le caratteristiche esteriori di queste “Cuspidi” sono tali da renderle RADICALMENTE DIVERSE (e cioè ANOMALE) rispetto alle forme usualmente riscontrate nei macigni e nella maggior parte dei rilievi Lunari superficiali.
I profili teorici delle Cuspidi 2, 3, 4 e 5 suggeriscono l’eventualità che questi rilievi abbiano un’altezza maggiore della loro larghezza il che implicherebbe:
1) non solo la rarità di questi “oggetti” ma anche, di fatto, la loro intrinseca instabilità (teorica) e
2) la loro concentrazione su un’area relativamente piccola verrebbe a rendere la loro esistenza un evento tanto reale, quanto, in sé, improbabile.
Ricordate infatti: le colline, le montagne ed i crinali Lunari tendono ad essere bassi ed arrotondati (pensate, ad esempio, al Monte Pico – Mare Imbrium – la cui altezza è pari solo al 16% della sua larghezza).
Le Cuspidi 2, 3 e 4 appaiono di forma conica o piramidale, mentre la Cuspide n. 5 (la più alta), sembra essere di forma vagamente cilindrica.
Ora, muovendoci sull’assunto per cui l’altezza del Sole rispetto alla superficie su cui sorge la Cuspide n. 5 (e cioè il pendìo su cui evidenziamo l’ombra del rilievo) sia fatta pari ad 8°, ne consegue, dopo aver operato gli opportuni calcoli, che l’oggetto in questione potrebbe avere un’altezza pari a circa 15 metri”.
Come Lunar Explorer Italia, nel ringraziare il Dr Lan Fleming per la brillante prolusione, esprimiamo la nostra convinzione che le Cuspidi in oggetto sìano, in realtà, MOLTO più alte – in generale – della più alta di esse così come calcolata dal Dr Fleming stesso.
In particolare, conoscendo l’altezza dalla quale è stata effettuata la ripresa e l’estensione (come fosse un rettangolo) dell’area fotografata, abbiamo calcolato la lunghezza di ciascuna ombra e quindi, operando con il sistema suggerito dal Dr Fleming, abbiamo calcolato l’altezza (teorica) di ciascuno dei 5 rilievi.
I risultati ottenuti – i quali sono tuttora sotto scrutinio tecnico – ci dicono che la Cuspide n. 5 è effettivamente la più alta, ma che la sua altezza si aggirerebbe intorno ai 180 metri (!).
Ci rendiamo conto della (notevole) discrepanza rispetto ai calcoli operati dal Dr Fleming e della conseguente – e teoricamente altissima – instabilità del rilievo ma…tant’é.
05/02/21 at 10:25MareKromium: Caro Max,
non sei off-topic.
perdonami il ri...
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