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| Ultimi commenti - Apollo 12: The "Magic" Is Already Over... |

APOLLO 12 AS 12-46-6765.jpgAS 12-46-6765 - Moon Panorama (6) - Up-Sun - Surveyor Crater (HR)142 visiteL'esistenza di fotografie (diciamo così) "artistiche", nel quadro delle immagini relative alla Missione Apollo 12 non deve, comunque, sorprenderci: uno dei due astronauti che camminarono sulla Luna e scattarono foto su foto (Alan LaVerne Bean - Lunar Module Commander), una volta tornato sulla Terra avrebbe rivelato tutto il suo talento artistico dedicandosi alla pittura e riproducendo le sue "memorie della Luna" attraverso una lunga serie di quadri, oggi raccolti in un volume (cfr "APOLLO") decisamente molto bello e ricco di spunti di riflessione (specie per quanto attiene i "colori" della Luna e la presenza di "bolle di luce" sull'orizzonte Lunare stesso). 12/14/08 at 16:04Paolo C. Fienga: Si, Alan Laverne Bean ha pubblicato un libro (&quo...
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APOLLO 12 AS 12-46-6765.jpgAS 12-46-6765 - Moon Panorama (6) - Up-Sun - Surveyor Crater (HR)142 visiteL'esistenza di fotografie (diciamo così) "artistiche", nel quadro delle immagini relative alla Missione Apollo 12 non deve, comunque, sorprenderci: uno dei due astronauti che camminarono sulla Luna e scattarono foto su foto (Alan LaVerne Bean - Lunar Module Commander), una volta tornato sulla Terra avrebbe rivelato tutto il suo talento artistico dedicandosi alla pittura e riproducendo le sue "memorie della Luna" attraverso una lunga serie di quadri, oggi raccolti in un volume (cfr "APOLLO") decisamente molto bello e ricco di spunti di riflessione (specie per quanto attiene i "colori" della Luna e la presenza di "bolle di luce" sull'orizzonte Lunare stesso). 12/14/08 at 15:36george_p: Ha pubblicato un libro dei suoi dipinti? Ciao Gior...
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APOLLO 12 AS 12-46-6730 HR.jpgAS 12-46-6730 - "Blocky Rim" and "Long Shadows" (HR)143 visiteOriginal caption:"First image of a 16-frame pan that Pete Conrad took while standing west of the LM, showing the view slightly to the left of down-Sun. Note the blocky-rimmed crater beyond the shadow, above the center of the image and just below the horizon. As Pete mentions at 118:27:12 MT, he mistakenly took the pan at 15-foot focus instead of 74-foot focus. Scan courtesy NASA Johnson SC".12/14/08 at 15:31george_p: Ma???!?!! Cosa significa questo frame? ... ... ...
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APOLLO 12 AS 12-46-6825.jpgAS 12-46-6825 - The "Mound", from a VERY short distance (4)257 visiteUn "qualcosa" che viene (forse) ripreso in altri due fotogrammi sui quali stiamo ancora tentando di lavorare ed investigare e che, in un prossimo futuro, verranno comunque messi in visione sul nostro Sito.
Qualche Ricercatore (Americano) più "immaginifico" di noi ha detto, parlando di queste immagini e dei (presunti) ritrovamenti effettuati in prossimità della "collinetta", che la "collinetta" stessa potrebbe essere un "tumulo funerario". Onestamente l'idea a noi non sembra proprio folle però, almeno...12/12/08 at 22:35george_p: Osservando l'ombra della fossa ed escludendo q...
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APOLLO 12 AS 12-51-7485-4.jpgWhere's the Truth? (2)238 visiteIl punto nodale di entrambe le problematiche (e che, nella materia delle Scienze Planetarie e della Ricerca delle Anomalìe possiamo riassumere nel quesito: è meglio un’esplorazione diretta, fatta in loco, raccogliendo campioni e vedendo con i “propri occhi” la realtà o bisogna preferire un’analisi effettuata in modalità remota, senza “contatto” con l’ambiente investigato e quindi, sostanzialmente, “in differita”?), a nostro modestissimo parere, ci pare proprio lo stesso.
Lo Scienziato di oggi sembra aver “paura” di mettere le mani nella Realtà Oggettiva (quella che deriva dal “contatto”) e si è (quasi) TOTALMENTE RIMESSO alla Realtà “Virtuale”.
E cioè quella che deriva dalla lettura di dati acquisiti in via remota e dalla ricostruzione – fatta in laboratorio – di un ambiente e/o di una situazione.
Ora non vorremmo essere fraintesi e quindi precisiamo subito che il Progresso (quello con la “P” maiuscola però, e non quello delle Play-Station ultra realistiche e sempre più sofisticate o dei video-telefonini che ti fanno vedere, mentre parli con la fidanzata, anche la partita della squadra del cuore o lo sceneggiato preferito...) ha bisogno di macchine che virtualizzino la realtà.
Ne ha bisogno perché, alle volte, è attraverso l’esame della Realtà Virtuale che si riesce a raggiungere una maggiore comprensione e consapevolezza di e su quella che è la struttura e la configurazione della Realtà Reale.
Non si può andare in 5 minuti su Marte, o su qualcuno dei Satelliti di Giove o Saturno a verificare “di persona”, direttamente, che cosa sta succedendo. L’uso delle macchine è necessario per progredire.
Però, da qui a dire che lo studio della Realtà, per essere realmente accurato ed affidabile, DEVE PASSARE dall’analisi della Realtà Virtuale – scusateci – ce ne passa.
Ma che cos’è, poi, la Realtà Virtuale?
Nel nostro Campo, ad esempio, che cosa significa “usare la Realtà Virtuale” per capire la Realtà Reale?
Significa, detto in parole molto semplici (ed in maniera forse superficiale ma, a nostro parere, abbastanza chiara), che molti studi – ad esempio quelli relativi all’accertamento della effettiva configurazione di alcuni rilievi posti su Corpi Celesti lontani (da Marte a Titano e dalla Luna a Mercurio) passano attraverso la “RICOSTRUZIONE DIGITALE” dei rilievi stessi, mediante l’impiego di tecnologie informatiche (si tratta di softwares, per lo più) di ultima generazione.
Questa tecnica di analisi viene largamente impiegata dall’ESA (guardate le fotografie – o presunte tali – che ci giungono dalla Sonda Mars Express per capire che cosa intendiamo).
Ufficialmente, la NASA la utilizza di meno.
Sicuramente, se andiamo a guardare le fotografie (le belle fotografie originali però) delle Missioni Apollo e Mariner – Luna, Marte e Mercurio, ad esempio – e poi passiamo un’oretta ad esaminarle ed a confrontarle con le immagini di Marte che ci arrivano dall’ESA, ci renderemo subito e facilmente conto di che cosa significa “fotografare la Realtà ed analizzarla” rispetto a “fotografare la Realtà, RICOSTRUIRLA A TAVOLINO e POI analizzarla”.
Ma attenzione: secondo avviso per evitare di essere malintesi.
Questi due metodi, a nostro parere, sono (rectius: dovrebbero essere) COMPLEMENTARI.
Un po’ come la “palpazione” del Paziente ad opera del Medico (alla ricerca della malattia) in congiunzione con l’analisi del paziente effettuata “in modalità remota” o con il primario (eccellente, purché non diventi esclusivo) uso di macchine e strumentazione.
Complementarietà.
E invece no.
E invece si va, sempre di più, verso la cosiddetta “mutua esclusività”: da una parte ci sono i seguaci – nella Medicina come nelle Scienze Planetarie e nell’Anomaly Hunting – di una Scuola Analitica Classica (sicuramente “vecchia” ma altrettanto sicuramente fatta da persone intelligenti, capaci, dotate non solo di conoscenze ma anche di notevoli capacità intuitive) e dall’altra – in netta ed aperta contrapposizione – ci sono i seguaci di una Scuola Analitica Moderna (fatta da persone altrettanto intelligenti, capaci e dotate di enormi conoscenze, ma che prima di aprir bocca devono “chiedere conferme” a qualche computer).
E allora, ci chiederete, secondo Voi chi sono i “bravi” e chi sono gli “stupidi”?
Certo, viene istintivo porsi e porre una simile domanda, ma non sfuggirà a nessun Lettore – il quale sia abbastanza attento e sensibile – l’ovvia erroneità di un quesito posto in tali termini.
E si, perché qui non siamo alla ricerca dei “Geni” e dei “Fessi”! O di chi è bravo e di chi è cattivo. O di chi è intelligente e di chi è stupido.
No.
Qui stiamo solo ragionando sul come due Scuole di Pensiero, anziché integrarsi ed apprendere vicendevolmente, finiscano – non sempre, ma spesso – con il fare a cazzotti.
11/30/08 at 16:24MareKromium: Grazie Giorgio: sei sempre gentile ed acuto. Grazi...
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APOLLO 12 AS 12-51-7485-4.jpgWhere's the Truth? (2)238 visiteIl punto nodale di entrambe le problematiche (e che, nella materia delle Scienze Planetarie e della Ricerca delle Anomalìe possiamo riassumere nel quesito: è meglio un’esplorazione diretta, fatta in loco, raccogliendo campioni e vedendo con i “propri occhi” la realtà o bisogna preferire un’analisi effettuata in modalità remota, senza “contatto” con l’ambiente investigato e quindi, sostanzialmente, “in differita”?), a nostro modestissimo parere, ci pare proprio lo stesso.
Lo Scienziato di oggi sembra aver “paura” di mettere le mani nella Realtà Oggettiva (quella che deriva dal “contatto”) e si è (quasi) TOTALMENTE RIMESSO alla Realtà “Virtuale”.
E cioè quella che deriva dalla lettura di dati acquisiti in via remota e dalla ricostruzione – fatta in laboratorio – di un ambiente e/o di una situazione.
Ora non vorremmo essere fraintesi e quindi precisiamo subito che il Progresso (quello con la “P” maiuscola però, e non quello delle Play-Station ultra realistiche e sempre più sofisticate o dei video-telefonini che ti fanno vedere, mentre parli con la fidanzata, anche la partita della squadra del cuore o lo sceneggiato preferito...) ha bisogno di macchine che virtualizzino la realtà.
Ne ha bisogno perché, alle volte, è attraverso l’esame della Realtà Virtuale che si riesce a raggiungere una maggiore comprensione e consapevolezza di e su quella che è la struttura e la configurazione della Realtà Reale.
Non si può andare in 5 minuti su Marte, o su qualcuno dei Satelliti di Giove o Saturno a verificare “di persona”, direttamente, che cosa sta succedendo. L’uso delle macchine è necessario per progredire.
Però, da qui a dire che lo studio della Realtà, per essere realmente accurato ed affidabile, DEVE PASSARE dall’analisi della Realtà Virtuale – scusateci – ce ne passa.
Ma che cos’è, poi, la Realtà Virtuale?
Nel nostro Campo, ad esempio, che cosa significa “usare la Realtà Virtuale” per capire la Realtà Reale?
Significa, detto in parole molto semplici (ed in maniera forse superficiale ma, a nostro parere, abbastanza chiara), che molti studi – ad esempio quelli relativi all’accertamento della effettiva configurazione di alcuni rilievi posti su Corpi Celesti lontani (da Marte a Titano e dalla Luna a Mercurio) passano attraverso la “RICOSTRUZIONE DIGITALE” dei rilievi stessi, mediante l’impiego di tecnologie informatiche (si tratta di softwares, per lo più) di ultima generazione.
Questa tecnica di analisi viene largamente impiegata dall’ESA (guardate le fotografie – o presunte tali – che ci giungono dalla Sonda Mars Express per capire che cosa intendiamo).
Ufficialmente, la NASA la utilizza di meno.
Sicuramente, se andiamo a guardare le fotografie (le belle fotografie originali però) delle Missioni Apollo e Mariner – Luna, Marte e Mercurio, ad esempio – e poi passiamo un’oretta ad esaminarle ed a confrontarle con le immagini di Marte che ci arrivano dall’ESA, ci renderemo subito e facilmente conto di che cosa significa “fotografare la Realtà ed analizzarla” rispetto a “fotografare la Realtà, RICOSTRUIRLA A TAVOLINO e POI analizzarla”.
Ma attenzione: secondo avviso per evitare di essere malintesi.
Questi due metodi, a nostro parere, sono (rectius: dovrebbero essere) COMPLEMENTARI.
Un po’ come la “palpazione” del Paziente ad opera del Medico (alla ricerca della malattia) in congiunzione con l’analisi del paziente effettuata “in modalità remota” o con il primario (eccellente, purché non diventi esclusivo) uso di macchine e strumentazione.
Complementarietà.
E invece no.
E invece si va, sempre di più, verso la cosiddetta “mutua esclusività”: da una parte ci sono i seguaci – nella Medicina come nelle Scienze Planetarie e nell’Anomaly Hunting – di una Scuola Analitica Classica (sicuramente “vecchia” ma altrettanto sicuramente fatta da persone intelligenti, capaci, dotate non solo di conoscenze ma anche di notevoli capacità intuitive) e dall’altra – in netta ed aperta contrapposizione – ci sono i seguaci di una Scuola Analitica Moderna (fatta da persone altrettanto intelligenti, capaci e dotate di enormi conoscenze, ma che prima di aprir bocca devono “chiedere conferme” a qualche computer).
E allora, ci chiederete, secondo Voi chi sono i “bravi” e chi sono gli “stupidi”?
Certo, viene istintivo porsi e porre una simile domanda, ma non sfuggirà a nessun Lettore – il quale sia abbastanza attento e sensibile – l’ovvia erroneità di un quesito posto in tali termini.
E si, perché qui non siamo alla ricerca dei “Geni” e dei “Fessi”! O di chi è bravo e di chi è cattivo. O di chi è intelligente e di chi è stupido.
No.
Qui stiamo solo ragionando sul come due Scuole di Pensiero, anziché integrarsi ed apprendere vicendevolmente, finiscano – non sempre, ma spesso – con il fare a cazzotti.
11/30/08 at 12:51george_p: Oltrettutto che si tratti di fotografia o di realt...
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APOLLO_12_AS_12-53-7917.jpgAS 12-53-7917 - Just like "2001"...59 visiteUn vero peccato che, almeno sino ad oggi (Novembre 2006), le pagine NASA dedicate alle Missioni Apollo (Apollo Lunar Surface Journal) non dedichino, nella Sezione Apollo 12, alcuno spazio alle immagini contenute nel "film-magazine n. 53" (verificate Voi stessi: i magazines pubblicati sono solo quelli andanti da 46 a 52 più il magazine 57. Una dimenticanza della NASA? O forse una nostra svista?
Se lo scoprite, fatecelo sapere! Noi, in ogni caso, qualche frame proveniente dal rullino n. 55 lo abbiamo trovato e Ve lo proponiamo con piacere: non c'è nulla di strano o di anomalo. Solo delle bellissime immagini...
02/05/08 at 15:50ufologo: Beh,poi non mi faccio pi? vivo...Vorrei raccontarv...
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APOLLO 12 AS 12-49-7319.jpgAS 12-49-7319 - Standing alone with LIGHT255 visiteUna sorgente luminosa molto intensa sta "calando" su uno degli Astronauti dell'Apollo 12 oppure la fotografia è solo "sun-struck" (e cioè ha "preso luce"), come tante altre?
Ci sono buoni argomenti, immagine alla mano, per sostenere entrambe le ipotesi. Noi pensiamo, in tutta onestà, che si tratti solo di una fotografia che ha preso luce. Esiste un elemento che, tuttavia, depone pesantemente a favore dell'ipotesi secondo cui ci sarebbe effettivamente una sorgente luminosa intensa e reale che proviene dall'alto.
Sapreste individuarlo?12/03/07 at 18:29MareKromium: Ottima valutazione, Ufologo! Le immagini "sun...
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APOLLO 12 AS 12-46-6756 HR-2.jpgAS 12-46-6756 (HD) - The "unlucky" TV-Camera186 visiteUn intero frame ad AD dedicato alla 'cinepresa' che fece i capricci e, di fatto, impedì al Mondo di vedere quello che gli Astronauti appena usciti dal LM "Intrepid" stavano vedendo e facendo sulla Luna, durante questa semi-sconosciuta Missione Apollo 12.
Una Missione di cui non si conoscono molti dettagli ma che (pare) abbia segnato in maniera piuttosto netta e pesante la vita di uno dei tre Astronauti: Alan Bean.
Sarebbe interessante se, un giorno, fosse lo stesso Alan Bean a raccontare che cosa intendesse quando raccontò, al rientro sulla Terra (e per spiegare il violento esaurimento nervoso che lo afflisse a lungo), di "...visioni distorte della Luna..." che, a quanto parve, apparivano nei suoi sogni.
Una dichiarazione autentica e, se ci pensiamo bene, che riesce a mettere i brividi addosso...12/03/07 at 18:24MareKromium: ...Io ho una mezz'ora di ripresa (filmato RAI-...
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APOLLO 12 AS 12-51-7552-HD-detail mgnf.jpgAS 12-51-7552 - Reflection? - ORIGINAL - HD (detail mgnf)274 visiteEcco - finalmente! - la versione originale uncompressed del primo dei due frame altamente controversi che tanto hanno fatto parlare la Comunità Ufologica (Italiana ed Internazionale). Di che cosa si tratta realmente? Non ne abbiamo idea. L'oggetto ripreso (se di oggetto si tratta...) ricorda molto da vicino le "U" bianche ed azzurre che abbiamo incontrato durante la Missione Apollo 15 e che sono rimaste immortalate nei frames AS 15-88-12007 e seguenti. Il colore, in questo caso, ci sembra leggermente diverso da quello visto nei frames Apollo 15: diremmo, infatti, che qui siamo sul bianco/verdastro e l'azzurro ma, come ben sapete, si tratta di frames molto vecchi i quali potrebbero aver sofferto (anzi: hanno certamente sofferto di) un cosiddetto "decadimento cromatico". Noi Vi offriamo entrambe le immagini (per ragioni di spazio possiamo pubblicare solo quella loro parte in cui si vede l'oggetto) e poi Vi lasciamo studiare e giudicare liberamente. Noi vediamo una "U": sarà un riflesso o un UFO? Voi che dite?!?12/03/07 at 18:12MareKromium: ...Ma purtroppo a quelli che scattarono questa e m...
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APOLLO 12 AS 12-51-7552.jpgAS 12-51-7552 - Reflection?288 visiteQuesto frame - al pari di quello seguente - è considerato da molti Studiosi (nonchè da semplici appassionati) di Ufologia, come uno dei più importanti in materia di "avvistamento e ripresa di UFO da parte degli Astronauti durante il Programma Apollo".
Si tratta, senza ombra di dubbio, di un fotogramma decisamente intrigante: la "macchia" verdognola che si può vedere con grande chiarezza sulla Dx dell'immagine è davvero strana però, almeno per quella che è la nostra esperienza "sul campo", saremmo più propensi a credere che si tratti di un semplice riflesso o magari di un effetto prismatico anomalo, ma NON di un oggetto reale posto all'esterno della Navicella Spaziale Americana.
Guardate e giudicate Voi stessi.12/03/07 at 18:08MareKromium: Caro Ufologo, in realt? la foto - a mio modo di ve...
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APOLLO 12 AS 12-46-6756 HR-2.jpgAS 12-46-6756 (HD) - The "unlucky" TV-Camera186 visiteUn intero frame ad AD dedicato alla 'cinepresa' che fece i capricci e, di fatto, impedì al Mondo di vedere quello che gli Astronauti appena usciti dal LM "Intrepid" stavano vedendo e facendo sulla Luna, durante questa semi-sconosciuta Missione Apollo 12.
Una Missione di cui non si conoscono molti dettagli ma che (pare) abbia segnato in maniera piuttosto netta e pesante la vita di uno dei tre Astronauti: Alan Bean.
Sarebbe interessante se, un giorno, fosse lo stesso Alan Bean a raccontare che cosa intendesse quando raccontò, al rientro sulla Terra (e per spiegare il violento esaurimento nervoso che lo afflisse a lungo), di "...visioni distorte della Luna..." che, a quanto parve, apparivano nei suoi sogni.
Una dichiarazione autentica e, se ci pensiamo bene, che riesce a mettere i brividi addosso...12/03/07 at 16:50ufologo: Io l'ho seguita in diretta, in tv, ma non ho m...
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