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| Ultimi commenti - Red Planet |

VIRUS_06.jpgA slice of the Infinite beyond (5) - by Dr Alessio Feltri114 visite...o da quest’altra, riferita al virus SV40, noto per i suoi effetti oncogeni.
La scienza si occupa con ottimi risultati di capire e copiare i meccanismi operativi del DNA e del virus, ma ben poco ci ha mai detto sulla loro origine, almeno ufficialmente. Accontentiamoci di estrapolare dal contesto alcuni concetti basilari, che ci saranno utili.
Il primo è che di norma nell’uomo i naturali nemici dei virus sono i linfociti del sistema immunitario, i quali solitamente riescono ad inibire l’azione virale appena due ore prima che sia irreversibile. Il secondo è che i cosiddetti retrovirus, come l’HIV per esempio, agiscono come mine a tempo, usando la latenza per celarsi al sistema immunitario in attesa, per così dire, di tempi migliori, in cui qualche stress psicofisico indebolisca la velocità di risposta dell’organismo.
Anche se volessimo attribuire l’attuale struttura dei virus a ricombinazioni dovute ad una millenaria entrata-uscita dagli organismi ospiti, mi pare molto difficile che i loro “comportamenti” almeno iniziali non siano effetto di un progetto ben preciso, i cui inquietanti contorni possono essere ricostruiti solo con elementari processi di intelligence.MareKromium08/28/21 at 15:43MareKromium: Grande Max, Branduardi vedeva lontano, ma sai che ...
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VIRUS_06.jpgA slice of the Infinite beyond (5) - by Dr Alessio Feltri114 visite...o da quest’altra, riferita al virus SV40, noto per i suoi effetti oncogeni.
La scienza si occupa con ottimi risultati di capire e copiare i meccanismi operativi del DNA e del virus, ma ben poco ci ha mai detto sulla loro origine, almeno ufficialmente. Accontentiamoci di estrapolare dal contesto alcuni concetti basilari, che ci saranno utili.
Il primo è che di norma nell’uomo i naturali nemici dei virus sono i linfociti del sistema immunitario, i quali solitamente riescono ad inibire l’azione virale appena due ore prima che sia irreversibile. Il secondo è che i cosiddetti retrovirus, come l’HIV per esempio, agiscono come mine a tempo, usando la latenza per celarsi al sistema immunitario in attesa, per così dire, di tempi migliori, in cui qualche stress psicofisico indebolisca la velocità di risposta dell’organismo.
Anche se volessimo attribuire l’attuale struttura dei virus a ricombinazioni dovute ad una millenaria entrata-uscita dagli organismi ospiti, mi pare molto difficile che i loro “comportamenti” almeno iniziali non siano effetto di un progetto ben preciso, i cui inquietanti contorni possono essere ricostruiti solo con elementari processi di intelligence.MareKromium08/28/21 at 08:40Ufologo: Alla fiera dell'est, per due soldi
Un topolin...
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VIRUS_06.jpgA slice of the Infinite beyond (5) - by Dr Alessio Feltri114 visite...o da quest’altra, riferita al virus SV40, noto per i suoi effetti oncogeni.
La scienza si occupa con ottimi risultati di capire e copiare i meccanismi operativi del DNA e del virus, ma ben poco ci ha mai detto sulla loro origine, almeno ufficialmente. Accontentiamoci di estrapolare dal contesto alcuni concetti basilari, che ci saranno utili.
Il primo è che di norma nell’uomo i naturali nemici dei virus sono i linfociti del sistema immunitario, i quali solitamente riescono ad inibire l’azione virale appena due ore prima che sia irreversibile. Il secondo è che i cosiddetti retrovirus, come l’HIV per esempio, agiscono come mine a tempo, usando la latenza per celarsi al sistema immunitario in attesa, per così dire, di tempi migliori, in cui qualche stress psicofisico indebolisca la velocità di risposta dell’organismo.
Anche se volessimo attribuire l’attuale struttura dei virus a ricombinazioni dovute ad una millenaria entrata-uscita dagli organismi ospiti, mi pare molto difficile che i loro “comportamenti” almeno iniziali non siano effetto di un progetto ben preciso, i cui inquietanti contorni possono essere ricostruiti solo con elementari processi di intelligence.MareKromium08/26/21 at 16:42MareKromium: Vero. E ne sono FELICE!!! Meglio "terroristi&...
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VIRUS_06.jpgA slice of the Infinite beyond (5) - by Dr Alessio Feltri114 visite...o da quest’altra, riferita al virus SV40, noto per i suoi effetti oncogeni.
La scienza si occupa con ottimi risultati di capire e copiare i meccanismi operativi del DNA e del virus, ma ben poco ci ha mai detto sulla loro origine, almeno ufficialmente. Accontentiamoci di estrapolare dal contesto alcuni concetti basilari, che ci saranno utili.
Il primo è che di norma nell’uomo i naturali nemici dei virus sono i linfociti del sistema immunitario, i quali solitamente riescono ad inibire l’azione virale appena due ore prima che sia irreversibile. Il secondo è che i cosiddetti retrovirus, come l’HIV per esempio, agiscono come mine a tempo, usando la latenza per celarsi al sistema immunitario in attesa, per così dire, di tempi migliori, in cui qualche stress psicofisico indebolisca la velocità di risposta dell’organismo.
Anche se volessimo attribuire l’attuale struttura dei virus a ricombinazioni dovute ad una millenaria entrata-uscita dagli organismi ospiti, mi pare molto difficile che i loro “comportamenti” almeno iniziali non siano effetto di un progetto ben preciso, i cui inquietanti contorni possono essere ricostruiti solo con elementari processi di intelligence.MareKromium08/26/21 at 16:13Anakin: Noi terrorismo??? ahahahahahahahahahaha bella sodd...
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VIRUS_06.jpgA slice of the Infinite beyond (5) - by Dr Alessio Feltri114 visite...o da quest’altra, riferita al virus SV40, noto per i suoi effetti oncogeni.
La scienza si occupa con ottimi risultati di capire e copiare i meccanismi operativi del DNA e del virus, ma ben poco ci ha mai detto sulla loro origine, almeno ufficialmente. Accontentiamoci di estrapolare dal contesto alcuni concetti basilari, che ci saranno utili.
Il primo è che di norma nell’uomo i naturali nemici dei virus sono i linfociti del sistema immunitario, i quali solitamente riescono ad inibire l’azione virale appena due ore prima che sia irreversibile. Il secondo è che i cosiddetti retrovirus, come l’HIV per esempio, agiscono come mine a tempo, usando la latenza per celarsi al sistema immunitario in attesa, per così dire, di tempi migliori, in cui qualche stress psicofisico indebolisca la velocità di risposta dell’organismo.
Anche se volessimo attribuire l’attuale struttura dei virus a ricombinazioni dovute ad una millenaria entrata-uscita dagli organismi ospiti, mi pare molto difficile che i loro “comportamenti” almeno iniziali non siano effetto di un progetto ben preciso, i cui inquietanti contorni possono essere ricostruiti solo con elementari processi di intelligence.MareKromium08/26/21 at 11:20Ufologo: ... "Terrorismo ... Spaziale" (visto che...
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VIRUS_06.jpgA slice of the Infinite beyond (5) - by Dr Alessio Feltri114 visite...o da quest’altra, riferita al virus SV40, noto per i suoi effetti oncogeni.
La scienza si occupa con ottimi risultati di capire e copiare i meccanismi operativi del DNA e del virus, ma ben poco ci ha mai detto sulla loro origine, almeno ufficialmente. Accontentiamoci di estrapolare dal contesto alcuni concetti basilari, che ci saranno utili.
Il primo è che di norma nell’uomo i naturali nemici dei virus sono i linfociti del sistema immunitario, i quali solitamente riescono ad inibire l’azione virale appena due ore prima che sia irreversibile. Il secondo è che i cosiddetti retrovirus, come l’HIV per esempio, agiscono come mine a tempo, usando la latenza per celarsi al sistema immunitario in attesa, per così dire, di tempi migliori, in cui qualche stress psicofisico indebolisca la velocità di risposta dell’organismo.
Anche se volessimo attribuire l’attuale struttura dei virus a ricombinazioni dovute ad una millenaria entrata-uscita dagli organismi ospiti, mi pare molto difficile che i loro “comportamenti” almeno iniziali non siano effetto di un progetto ben preciso, i cui inquietanti contorni possono essere ricostruiti solo con elementari processi di intelligence.MareKromium08/25/21 at 20:21MareKromium: Radio 105, in una Rubrica che, ogni settimana, aff...
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VIRUS_06.jpgA slice of the Infinite beyond (5) - by Dr Alessio Feltri114 visite...o da quest’altra, riferita al virus SV40, noto per i suoi effetti oncogeni.
La scienza si occupa con ottimi risultati di capire e copiare i meccanismi operativi del DNA e del virus, ma ben poco ci ha mai detto sulla loro origine, almeno ufficialmente. Accontentiamoci di estrapolare dal contesto alcuni concetti basilari, che ci saranno utili.
Il primo è che di norma nell’uomo i naturali nemici dei virus sono i linfociti del sistema immunitario, i quali solitamente riescono ad inibire l’azione virale appena due ore prima che sia irreversibile. Il secondo è che i cosiddetti retrovirus, come l’HIV per esempio, agiscono come mine a tempo, usando la latenza per celarsi al sistema immunitario in attesa, per così dire, di tempi migliori, in cui qualche stress psicofisico indebolisca la velocità di risposta dell’organismo.
Anche se volessimo attribuire l’attuale struttura dei virus a ricombinazioni dovute ad una millenaria entrata-uscita dagli organismi ospiti, mi pare molto difficile che i loro “comportamenti” almeno iniziali non siano effetto di un progetto ben preciso, i cui inquietanti contorni possono essere ricostruiti solo con elementari processi di intelligence.MareKromium08/24/21 at 17:46walthari: ma dove Paolo??
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VIRUS_06.jpgA slice of the Infinite beyond (5) - by Dr Alessio Feltri114 visite...o da quest’altra, riferita al virus SV40, noto per i suoi effetti oncogeni.
La scienza si occupa con ottimi risultati di capire e copiare i meccanismi operativi del DNA e del virus, ma ben poco ci ha mai detto sulla loro origine, almeno ufficialmente. Accontentiamoci di estrapolare dal contesto alcuni concetti basilari, che ci saranno utili.
Il primo è che di norma nell’uomo i naturali nemici dei virus sono i linfociti del sistema immunitario, i quali solitamente riescono ad inibire l’azione virale appena due ore prima che sia irreversibile. Il secondo è che i cosiddetti retrovirus, come l’HIV per esempio, agiscono come mine a tempo, usando la latenza per celarsi al sistema immunitario in attesa, per così dire, di tempi migliori, in cui qualche stress psicofisico indebolisca la velocità di risposta dell’organismo.
Anche se volessimo attribuire l’attuale struttura dei virus a ricombinazioni dovute ad una millenaria entrata-uscita dagli organismi ospiti, mi pare molto difficile che i loro “comportamenti” almeno iniziali non siano effetto di un progetto ben preciso, i cui inquietanti contorni possono essere ricostruiti solo con elementari processi di intelligence.MareKromium08/24/21 at 17:29Ufologo: Perché; non capisco ...
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VIRUS_06.jpgA slice of the Infinite beyond (5) - by Dr Alessio Feltri114 visite...o da quest’altra, riferita al virus SV40, noto per i suoi effetti oncogeni.
La scienza si occupa con ottimi risultati di capire e copiare i meccanismi operativi del DNA e del virus, ma ben poco ci ha mai detto sulla loro origine, almeno ufficialmente. Accontentiamoci di estrapolare dal contesto alcuni concetti basilari, che ci saranno utili.
Il primo è che di norma nell’uomo i naturali nemici dei virus sono i linfociti del sistema immunitario, i quali solitamente riescono ad inibire l’azione virale appena due ore prima che sia irreversibile. Il secondo è che i cosiddetti retrovirus, come l’HIV per esempio, agiscono come mine a tempo, usando la latenza per celarsi al sistema immunitario in attesa, per così dire, di tempi migliori, in cui qualche stress psicofisico indebolisca la velocità di risposta dell’organismo.
Anche se volessimo attribuire l’attuale struttura dei virus a ricombinazioni dovute ad una millenaria entrata-uscita dagli organismi ospiti, mi pare molto difficile che i loro “comportamenti” almeno iniziali non siano effetto di un progetto ben preciso, i cui inquietanti contorni possono essere ricostruiti solo con elementari processi di intelligence.MareKromium08/24/21 at 17:18MareKromium: Amici! Hanno parlato di NOI e di Lunexit alla Radi...
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VIRUS_07.jpgA slice of the Infinite beyond (6) - by Dr Alessio Feltri105 visiteFIGLI DELLE STELLE
Recentemente un giornalista scientifico, di cui non farò il nome, ha riportato delle teorie del famoso astrofisico Sir Alfred Hoyle, definendolo uno scienziato eretico. Nella mia ingenuità pensavo che l’accusa di eresia fosse confinata all’ambito religioso, ma evidentemente la nostra società ha prodotto il più politeistico dei monoteismi possibili.
Oggi chiunque si discosti da enunciazioni politicamente corrette corre concreti rischi di emarginazione, esattamente come ai tempi della Santa Inquisizione, perfino quando porti prove concrete a favore della propria tesi e questo non mi pare davvero un metodo molto efficiente per progredire…
Ma cosa lega Hoyle ai virus? Un’intuizione che, pur essendo stata confermata dalle osservazioni, è stata accuratamente occultata ai media.
Secondo Alfred Hoyle intorno alla Terra “sostano” microorganismi di origine spaziale, forse provenienti da comete, che sono anche i responsabili delle ondate epidemiche che hanno colpito l'umanità nel corso della sua storia, dalla peste ed il vaiolo nel passato all'attuale influenza. L'origine di queste epidemie non è mai stata spiegata esaurientemente. La gente, per esempio, attribuisce al freddo il diffondersi annuale dell'influenza, perché avviene d'inverno: ma nell'emisfero meridionale l'influenza arriva d'estate, col caldo. Qual è dunque la loro meccanica? A 15-50 chilometri di quota, dove i virus sostano, l'aria è immobile e comunque i meccanismi di inversione termica favoriscono le traslazioni orizzontali; ma una volta all'anno, e precisamente nel periodo che va da novembre a febbraio, esattamente come le epidemie delle malattie respiratorie, nella stratosfera si crea una potente circolazione verticale, che trasferisce immense masse d'aria dai livelli superiori a quelli al di sotto dei 12 chilometri.
Solo così, secondo lo scienziato inglese, si può ricostruire la storia, per esempio, del vaiolo, resuscitato dalle recenti minacce bioterroristiche e del cui vaccino potete vedere una fotografia. L’intreccio fibroso liner-radiale forse a qualche mio lettore non risulterà completamente nuovo.
«Vaiolo» è un termine che risale al latino medioevale e prima di allora era assente sia dai testi classici latini che dai testi ippocratici greci. Eppure molti studiosi sono convinti che le «ulcere» citate dalla Bibbia come una delle «piaghe d'Egitto» non fossero altro che vaiolo; una malattia, dunque, che si presenta e poi scompare a ondate. Hoyle ne concluse che alla base di questo comportamento vi erano variazioni delle condizioni astronomiche. Anche alcune particolarità della diffusione della peste bubbonica, portata in Europa secondo le cronache nel Quattordicesimo secolo, sarebbero cosi spiegabili. Altrimenti, perché il morbo avrebbe colpito villaggi isolati nel cuore dell'Inghilterra, della Francia e della Spagna, e avrebbe invece risparmiato grandi città come Liegi e Norimberga e vasti tratti di costa come le regioni rivierasche di Spagna e Portogallo?
La tesi di Hoyle richiedeva una verifica e cioè che dei palloni sonda rilevassero effettivamente tracce di questa gigantesca sfera virale intorno al nostro pianeta, cosa che puntualmente avvenne (per mano sovietica) nel più assoluto silenzio degli organi ufficiali, tanto che Hoyle scelse di dimettersi dai suoi prestigiosi incarichi e darsi alla coltura delle ortensie.MareKromium08/16/21 at 16:57walthari: infatti, al momento la nostra conoscenza non ? anc...
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VIRUS_07.jpgA slice of the Infinite beyond (6) - by Dr Alessio Feltri105 visiteFIGLI DELLE STELLE
Recentemente un giornalista scientifico, di cui non farò il nome, ha riportato delle teorie del famoso astrofisico Sir Alfred Hoyle, definendolo uno scienziato eretico. Nella mia ingenuità pensavo che l’accusa di eresia fosse confinata all’ambito religioso, ma evidentemente la nostra società ha prodotto il più politeistico dei monoteismi possibili.
Oggi chiunque si discosti da enunciazioni politicamente corrette corre concreti rischi di emarginazione, esattamente come ai tempi della Santa Inquisizione, perfino quando porti prove concrete a favore della propria tesi e questo non mi pare davvero un metodo molto efficiente per progredire…
Ma cosa lega Hoyle ai virus? Un’intuizione che, pur essendo stata confermata dalle osservazioni, è stata accuratamente occultata ai media.
Secondo Alfred Hoyle intorno alla Terra “sostano” microorganismi di origine spaziale, forse provenienti da comete, che sono anche i responsabili delle ondate epidemiche che hanno colpito l'umanità nel corso della sua storia, dalla peste ed il vaiolo nel passato all'attuale influenza. L'origine di queste epidemie non è mai stata spiegata esaurientemente. La gente, per esempio, attribuisce al freddo il diffondersi annuale dell'influenza, perché avviene d'inverno: ma nell'emisfero meridionale l'influenza arriva d'estate, col caldo. Qual è dunque la loro meccanica? A 15-50 chilometri di quota, dove i virus sostano, l'aria è immobile e comunque i meccanismi di inversione termica favoriscono le traslazioni orizzontali; ma una volta all'anno, e precisamente nel periodo che va da novembre a febbraio, esattamente come le epidemie delle malattie respiratorie, nella stratosfera si crea una potente circolazione verticale, che trasferisce immense masse d'aria dai livelli superiori a quelli al di sotto dei 12 chilometri.
Solo così, secondo lo scienziato inglese, si può ricostruire la storia, per esempio, del vaiolo, resuscitato dalle recenti minacce bioterroristiche e del cui vaccino potete vedere una fotografia. L’intreccio fibroso liner-radiale forse a qualche mio lettore non risulterà completamente nuovo.
«Vaiolo» è un termine che risale al latino medioevale e prima di allora era assente sia dai testi classici latini che dai testi ippocratici greci. Eppure molti studiosi sono convinti che le «ulcere» citate dalla Bibbia come una delle «piaghe d'Egitto» non fossero altro che vaiolo; una malattia, dunque, che si presenta e poi scompare a ondate. Hoyle ne concluse che alla base di questo comportamento vi erano variazioni delle condizioni astronomiche. Anche alcune particolarità della diffusione della peste bubbonica, portata in Europa secondo le cronache nel Quattordicesimo secolo, sarebbero cosi spiegabili. Altrimenti, perché il morbo avrebbe colpito villaggi isolati nel cuore dell'Inghilterra, della Francia e della Spagna, e avrebbe invece risparmiato grandi città come Liegi e Norimberga e vasti tratti di costa come le regioni rivierasche di Spagna e Portogallo?
La tesi di Hoyle richiedeva una verifica e cioè che dei palloni sonda rilevassero effettivamente tracce di questa gigantesca sfera virale intorno al nostro pianeta, cosa che puntualmente avvenne (per mano sovietica) nel più assoluto silenzio degli organi ufficiali, tanto che Hoyle scelse di dimettersi dai suoi prestigiosi incarichi e darsi alla coltura delle ortensie.MareKromium08/16/21 at 16:51MareKromium: Per il contenuto del testo, vero?!? Molto affascin...
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VIRUS_07.jpgA slice of the Infinite beyond (6) - by Dr Alessio Feltri105 visiteFIGLI DELLE STELLE
Recentemente un giornalista scientifico, di cui non farò il nome, ha riportato delle teorie del famoso astrofisico Sir Alfred Hoyle, definendolo uno scienziato eretico. Nella mia ingenuità pensavo che l’accusa di eresia fosse confinata all’ambito religioso, ma evidentemente la nostra società ha prodotto il più politeistico dei monoteismi possibili.
Oggi chiunque si discosti da enunciazioni politicamente corrette corre concreti rischi di emarginazione, esattamente come ai tempi della Santa Inquisizione, perfino quando porti prove concrete a favore della propria tesi e questo non mi pare davvero un metodo molto efficiente per progredire…
Ma cosa lega Hoyle ai virus? Un’intuizione che, pur essendo stata confermata dalle osservazioni, è stata accuratamente occultata ai media.
Secondo Alfred Hoyle intorno alla Terra “sostano” microorganismi di origine spaziale, forse provenienti da comete, che sono anche i responsabili delle ondate epidemiche che hanno colpito l'umanità nel corso della sua storia, dalla peste ed il vaiolo nel passato all'attuale influenza. L'origine di queste epidemie non è mai stata spiegata esaurientemente. La gente, per esempio, attribuisce al freddo il diffondersi annuale dell'influenza, perché avviene d'inverno: ma nell'emisfero meridionale l'influenza arriva d'estate, col caldo. Qual è dunque la loro meccanica? A 15-50 chilometri di quota, dove i virus sostano, l'aria è immobile e comunque i meccanismi di inversione termica favoriscono le traslazioni orizzontali; ma una volta all'anno, e precisamente nel periodo che va da novembre a febbraio, esattamente come le epidemie delle malattie respiratorie, nella stratosfera si crea una potente circolazione verticale, che trasferisce immense masse d'aria dai livelli superiori a quelli al di sotto dei 12 chilometri.
Solo così, secondo lo scienziato inglese, si può ricostruire la storia, per esempio, del vaiolo, resuscitato dalle recenti minacce bioterroristiche e del cui vaccino potete vedere una fotografia. L’intreccio fibroso liner-radiale forse a qualche mio lettore non risulterà completamente nuovo.
«Vaiolo» è un termine che risale al latino medioevale e prima di allora era assente sia dai testi classici latini che dai testi ippocratici greci. Eppure molti studiosi sono convinti che le «ulcere» citate dalla Bibbia come una delle «piaghe d'Egitto» non fossero altro che vaiolo; una malattia, dunque, che si presenta e poi scompare a ondate. Hoyle ne concluse che alla base di questo comportamento vi erano variazioni delle condizioni astronomiche. Anche alcune particolarità della diffusione della peste bubbonica, portata in Europa secondo le cronache nel Quattordicesimo secolo, sarebbero cosi spiegabili. Altrimenti, perché il morbo avrebbe colpito villaggi isolati nel cuore dell'Inghilterra, della Francia e della Spagna, e avrebbe invece risparmiato grandi città come Liegi e Norimberga e vasti tratti di costa come le regioni rivierasche di Spagna e Portogallo?
La tesi di Hoyle richiedeva una verifica e cioè che dei palloni sonda rilevassero effettivamente tracce di questa gigantesca sfera virale intorno al nostro pianeta, cosa che puntualmente avvenne (per mano sovietica) nel più assoluto silenzio degli organi ufficiali, tanto che Hoyle scelse di dimettersi dai suoi prestigiosi incarichi e darsi alla coltura delle ortensie.MareKromium08/16/21 at 15:37walthari: sticazziiiiii
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