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Hephaestus Fossae (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)
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Parole chiave: Mars from orbit - Hephaestus Fossae Region

Hephaestus Fossae (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)

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Nome del file:Hephaestus_Fossae-PCF-LXTT.jpg
Nome album:MareKromium / Mars from Orbit (from July 2009)
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Parole chiave:Mars / from / orbit / - / Hephaestus / Fossae / Region
Copyright:NASA/JPL/ASU e Paolo C. Fienga - Lunexit Team per il processing addizionale e la colorizzazione
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Data di inserimento:Ott 04, 2010
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Commento 1 a 16 di 16
Pagina: 1

andreagg   [Ott 04, 2010 at 08:29 PM]
Alla fine Schiapparelli aveva ragione: Marte pieno di canali e "tubazioni"... peccato tutte di orgine naturale.
MareKromium   [Ott 04, 2010 at 08:39 PM]
...Carissimo Andrea, per dirti la Verit io non sono certo che Schiaparelli, allorch parl di "canali", si stesse riferemdo a quello che noi vediamo oggi... Si, lo so: sono ambiguo. Ma, credimi, so quello che dico (anzi: scrivo!).

Un abbraccio - paolo
george_p   [Ott 04, 2010 at 09:33 PM]
Anche perch oggi vediamo quasi esclusivamente ci che ci impone la nasa...
andreagg   [Ott 04, 2010 at 11:57 PM]
a parte il fatto che con tutta la buona volont il povero Schiapparelli non avrebbe potuto veder quello che stimo vedendo noi, visto che osservava da terra... Lui aveva asserito dell'esistenza di canali (e non canalizzazioni) sul pianeta rosso ma le sue affermazioni erano state rifiutate dai colleghi, in pochi lo appoggiarono. Il "peccato" era mio... volete mettere che svolta epocale sapere che a 2 o 3 mesi di viaggio da noi vi /era stata una civilt in grado di realizzare opere idriche? O anche solo scoprire creature superiori (nel senso di pi che batteri, complesse) che si muovevano su Marte? Come dice una reclame "non ha prezzo"... quindi peccato, siamo ancora soli (almeno qui intorno..)

PS non fateci caso... la mia sar carenza di sonno!
cicas65   [Ott 05, 2010 at 08:48 AM]
Scusate l'ignoranza, ma di cosa parlava Schiaparelli?
Ufologo   [Ott 05, 2010 at 09:55 AM]
Che Marte era abitato ed era collegato da granadi "canali" di navigazione, al centro dei quali vi erano grandi citt ...(Perch Schiaparelli, gi sapeva che c'era l'acqua, su Marte!) Ahahahahah! (Mi scappata la risatina ...)
andreagg   [Ott 05, 2010 at 08:18 PM]
Sicuro che Schiaparelli sosteneva questo?
Fonte wikipedia.it: <<Piuttosto che veri canali della forma a noi pi familiare, dobbiamo immaginarci depressioni del suolo non molto profonde, estese in direzione rettilinea per migliaia di chilometri, sopra larghezza di 100, 200 chilometri od anche pi. Io ho gi fatto notare altra volta, che, mancando sopra Marte le piogge, questi canali probabilmente costituiscono il meccanismo principale, con cui l'acqua (e con essa la vita organica) pu diffondersi sulla superficie asciutta del pianeta>> [...] La maggior parte delle speculazioni sull'esistenza di una civilt aliena su Marte fu favorita da un'errata traduzione in inglese del lavoro di Schiaparelli. La parola canali fu, infatti, tradotta con il termine canals invece del pi corretto channels.
Non sono un conoscitore dell'opera dell'astronomo, ma da quello che ho letto in giro non era certo un visionario, credo avesse i piedi ben piantati in terra!
MareKromium   [Ott 05, 2010 at 08:49 PM]
Amici, il punto un altro... Domani, se me la sento, provo a raccontarlo. Scusatemi, ma ho avuto una giornata pesantissima. Abbraccio circolare - paolo
walthari   [Ott 06, 2010 at 07:20 AM]
in realt i presunti canali visti dallo Schiapparelli erano valli e rilievi di natura squisitamente geologica tipo la Valles Marineris; i resti di corsi d'acqua e i segni lasciati dall'acqua corrente non furono mai osservati direttamente dallo scienziato italiano ma solo supposti confondendo conformazioni geologico-strutturali per il risultato di fenomeni idrogeologici....
MareKromium   [Ott 06, 2010 at 02:47 PM]
Cari Amici,

quello che ha letto e riportato Andrea corretto, cos come quanto scritto da Walt pure esatto, ma il punto - secondo me - un altro.

Avete mai visto i disegni di Marte e dei suoi "canali" cos come li aveva realizzati il grande Schiaparelli? Se il nostro Big "G" mi rimanda la raccolta (che era pubblicata su Lunexit Liguria e Piemonte), la ri-pubblico qui e poi Vi sar tutto pi chiaro.

Che cosa intendo dire?

Semplice. Ho guardato io stesso Marte usando un cannocchiale ANALOGO a quello usato da Schiaparelli (ed anche attraverso telescopi pi grandi, quando studiavo e giravo per il Mondo) e, anche se le mie osservazioni non vennero mai effettuate in presenza di una Grande Opposizione, la cosa pi ovvia che potei notare era che il quantitativo di dettaglio mostrato dai disegni di Schiaparelli era ASSOLUTAMENTE IRRAGGIUNGIBILE usando un cannocchiale come quello che us lui.

E nemmeno con riflettori pi grandi e potenti (a dire il vero nemmeno con l'Hubble Space Telescope ci si riesce) si mai visto Marte cos come lo ritrasse Virginio!

I dettagli che il Grande Schiaparelli inser nei suoi disegni, di fatto, non solo "non esistono" (almeno: OGGI come OGGI, NON ESISTONO!), ma laddove ammettessimo pure la loro esistenza ed attuale - ancorch vaga - somiglianza con quelli ritratti da lui un secolo e mezzo fa, ci dovremmo e dobbiamo chiedere "Ma come fece a vederli"?

Ora attenzione: io so benissimo che nel Lavoro dello Scienziato in generale e dell'Astronomo in particolare, c' - ed pure una cosa giusta e legittima che ci sia - un pizzico di Fantasia e di sana Immaginazione, ma nel caso di Schiaparelli, considerata anche la caratura e la personalit dell'uomo, il dubbio/sospetto che egli abbia visto su Marte un "qualcosa" di diverso (di PROFONDAMENTE DIVERSO!) da quello che noi vediamo oggi, a me venuto - e mi sorprende che nessuno dei miei Amici e Colleghi Astronomi, Astrofisici e Storici dell'Astronomia ci abbia mai pensato...

Attenzione: qui la "qualit" degli occhi dell'osservatore c'entra assai poco. Qui si parla di Ottiche e della loro Capacit di Magnificazione, Risoluzione e Definizione.

Ipotesi di Lavoro

E se su Marte, un secolo e mezzo fa, fosse accaduto qualcosa che Schiaparelli fece appena in tempo a vedere, approfittando della Grande Opposizione? E se quel "qualcosa" stato poi traviato e frainteso da coloro i quali lo seguirono e ne raccolsero gli studi e le "prove"?

Lui non poteva fotografare attraverso le ottiche del suo cannocchiale, e quindi, da Grande Scienziato quale era, cerc di "fissare" (ergo "provare, a futura memoria") quello che vide, usando gli unici strumenti che aveva: carta e matita.
Lui - FORSE - vide qualcosa che noi, oggi, non vediamo o non riusciamo (pi?) a vedere.
Le sue "linee" (i suoi "canali") erano TERRIBILMENTE NETTE e MARCATE. Quasi "luminose", a tratti (e ricordate: l'Albedo pi alta data dalla neve, dal ghiaccio e dall'acqua!).

Noi, oggi, usando telescopi enormemente migliori di quelli che us Lui ed usando anche i nostri Orbiters, non riusciamo a vedere NULLA di quello che lui disegn.

Nulla, o quasi nulla.

Allora Schiaparelli era un visionario (nel senso di "mentalmente disturbato")? Era un cialtrone? Oppure aveva le traveggole?

Secondo me, Schiaparelli era un GRANDE Scienziato: pragmatico, onesto e "rigido". Cos Egli ricordato e raccontato e cos io lo immagino e lo reputo.
Ma se questo "quadro" della Sua personalit corretto, allora come si spiegano i suoi appunti e disegni, LARGAMENTE DIFFORMI rispetto alla realt (o quella che noi reputiamo tale) odierna?


In un solo modo: lui (FORSE) assistette ad un fenomeno di un qualche tipo che, da allora ad oggi, non si mai pi ripetuto.
Lui (FORSE) vide "qualcosa" che, oggi, non si vede pi: nemmeno osservando dall'orbita, da poche centinaia di Km di altezza.
Non vediamo pi i "canali" (qualunque cosa essi fossero) forse perch non ci sono pi le condizioni per vederli cos come li vide Virginio.

Questa un'Ipotesi di Lavoro. La mia Ipotesi di Lavoro. Mi auguro che Big "G" mi mandi i frames con i disegni di Schiaparelli, cos li pubblico e poi ne discutiamo assieme.

Un abbraccio circolare - doc

p.s.1: provate a guardare le immagini delle cosiddette "Dune Luminescenti" di Thaumasia e poi riflettete su quello che (FORSE) vide Schiaparelli.
Vedrete: le idee fioriranno come margherite in un prato, a Marzo, in una calda mattina che seguita ad una notte di pioggia leggera...

P.s.2: e quanto detto per Schiaparelli, DEVE essere ripetuto ed AMPLIFICATO per il pure Grande Percival Lowell. Allora anche lui era "matto"??? Guardate i suoi disegni e leggete le sue note...
Ufologo   [Ott 06, 2010 at 05:45 PM]
Spiegazioni che non fanno una .. grinza! Infatti sulle prime mappe disegnate erano rappresentati presunti canali e ...citt ...(secondo loro, giustamente) e per quello che poterono rilevare a quei tempi con i loro strumenti .
walthari   [Ott 06, 2010 at 07:52 PM]
teoria affascinante MareK....
Gianluigi   [Ott 07, 2010 at 10:07 PM]
"Solo" qualche estratto di Schiaparelli riguardo i Canali... sarebbero da leggere una settantina di pagine A4 per...


Questa zona si ramifica dalla parte esterna con strisce oscure,
le quali occupano tutta la regione circostante, e sembrano essere i canali
distributori, per cui le masse liquide ritornano alle loro sedi naturali.
Nascono in quelle parti laghi assai estesi, come quello segnato sulla carta
col nome di Lacus Hyperboreus; il vicino mare interno detto Mare
Acidalio, diventa pi nero e pi appariscente.


ad ogni rivoluzione di Marte ne allagano le regioni polari boreali allo sciogliersi delle nevi:
aggiungeremo ora, che queste inondazioni diramate a grandi distanze per
una rete di numerosi canali, forse costituiscono il meccanismo principale
(se non unico), per cui l'acqua (e con essa la vita organica) pu diffondersi
sulla superficie asciutta del pianeta.

Queste linee o strisce sono i famosi canalidi Marte, di cui tanto si parlato.
Per quanto si fino ad oggi potuto osservare, sono certamente
configurazioni stabili del pianeta; la Nilosirte stata veduta in quel luogo
da quasi cent'anni, ed alcune altre da trent'anni almeno. La loro lunghezza e
giacitura costante, o non varia che entro strettissimi limiti; ognuna di esse
comincia e finisce sempre fra i medesimi termini. Ma il loro aspetto e il
loro grado di visibilit sono assai variabili per tutte da un'opposizione ad un
altra, anzi talvolta da una settimana all'altra; e tali variazioni non hanno
luogo simultaneamente e con ugual legge per tutte, ma nel pi dei casi
succedono quasi a capriccio, od almeno secondo regole non abbastanza
semplici per essere subito intese da noi. Spesso una o pi diventano
indistinte od anche affatto invisibili, mentre altre loro vicine ingrossano al
punto da diventar evidenti anche in cannocchiali di mediocre potenza. La
prima delle nostre carte presenta tutte quelle che sono state vedute in una
lunga serie di osservazioni; essa tuttavia non corrisponde all'aspetto di
Marte in alcuna epoca, perch generalmente soltanto poche sono visibili di
un tratto.

Ogni canale (per ora chiamiamoli cos) alle sue estremit sbocca o in un
mare, od in un lago, od in un altro canale, o nell'intersezione di pi altri
canali. Non si mai veduto uno di essi rimaner troncato nel mezzo del
continente, rimanendo senza uscita e senza continuazione. Questo fatto
della pi alta importanza. I canali possono intersecarsi fra di loro sotto tutti
gli angoli possibili; ma di preferenza convergono verso le piccole macchie
cui abbiamo dato il nome di laghi. Per esempio sette se ne veggono
convergere nel Lago della Fenice, otto nel Trivio di Caronte, sei nel Lago
della Luna, sei nel Lago Ismenio.

L'aspetto normale di un canale quello di una striscia quasi uniforme nera
o almeno di colore oscuro simile a quello dei mari, in cui la regolarit del
generale andamento non esclude piccole diversit di larghezza e piccole
sinuosit nei due contorni laterali. Spesso avviene che tal filetto oscuro,
mettendo capo al mare, si allarghi in forma di tromba, formando una vasta
baja, simile agli estuari di certi fiumi terrestri

In questi casi si vede manifestamente la superficie oscura del mare
continuarsi senza apparente interruzione in quella del canale; quindi,
ammesso che le superficie chiamate mari siano veramente espansioni
liquide, non si pu dubitare che i canali siano di esse un semplice
prolungamento a traverso delle aree gialle, o dei continenti.
Che del resto le linee dette canalisiano veramente grandi solchi o
depressioni delle superficie del pianeta destinate al passaggio di masse
liquide, e costituiscano su di esso un vero sistema idrografico, dimostrato
dai fenomeni che in quelli si osservano durante lo struggersi delle nevi
boreali. Gi dicemmo che queste, nello sciogliersi appaiono circondate da
una zona oscura, formante una specie di mare temporario. In tale epoca i
canali delle regioni circostanti si fanno pi neri e pi larghi, ingrossando al
punto da ridurre, in un certo momento, ad isole di poca estensione tutto le
aree gialle comprese fra l'orlo della neve e il 60 parallelo nord.

Si attenuano allora le larghezze dei canali,
scompare il mare temporario, e le aree gialle riprendono l'estensione
primitiva. Le diverse fasi di questa grandiosa operazione si rinnovano ad
ogni giro di stagioni ed i loro particolari si son potuti osservare con molta
evidenza nelle opposizioni 1882, 1884, 1886, quando il pianeta presentava
allo spettatore terrestre il suo polo boreale. L'interpretazione pi naturale e
pi semplice quella che abbiam riferito, di una grande inondazione
prodotta dallo squagliarsi delle nevi; essa interamente logica, e sostenuta
da evidenti analogie con fenomeni terrestri. Concludiamo pertanto, che i
canali son tali di fatto, e non solo di nome. La rete da essi formata
probabilmente fu determinata in origine dallo stato geologico del pianeta, e
si venuta lentamente elaborando nel corso dei secoli. Non occorre suppor
qui l'opera di esseri intelligenti; e malgrado l'apparenza quasi geometrica di
tutto il loro sistema, per ora incliniamo a credere che essi siano prodotti
dell'evoluzione del pianeta, appunto come sulla Terra il canale della Manica
e quello di Mozambico.

Sar un problema non men curioso che complicato e difficile lo studiare il
regime di questi immensi corsi d'acqua, da cui forse dipende principalmente
la vita organica sul pianeta, dato che vita organica vi sia.

Ma il fenomeno pi sorprendente dei canali di Marte la loro geminazione;
la quale sembra prodursi principalmente nei mesi che precedono e in quelli
che seguono la grande inondazione boreale, intorno alle epoche degli
equinozi. In conseguenza di un rapido processo, che certamente dura
pochissimi giorni, od anche forse solo poche ore, e del quale i particolari
non si sono ancora potuti afferrare con sicurezza, un dato canale muta
d'aspetto e d'un tratto si trova trasformato su tutta la sua lunghezza in due
linee o strisce uniformi, per lo pi parallele fra di loro, che corrono dritte ed
uguali con tracciamento geometricamente tanto esatto, quanto suole esser
presso di noi quello di due rotaje di ferrovia. Ma questo esatto andamento
il solo termine di rassomiglianza colle dette rotaje: perch nelle dimensioni
non vi alcun paragone possibile, come del resto facile immaginare. Le
due linee seguono a un dipresso la direzione del primitivo canale, e
terminano nei luoghi dov'esso terminava.

Ma accade ancora, che ambe le
linee geminate occupino dalle due parti dell'ex canale un terreno
interamente nuovo. La distanza fra le due linee diversa nelle diverse
geminazioni, e da 600 chilometri e pi scende fino all'ultimo limite, in cui
due linee possono apparir separate nei grandi occhi telescopici, meno di 50
chilometri d'intervallo; la larghezza di ciascuna striscia per s pu variare
dal limite di visibilit, che supponiamo 30 chilometri, fino a pi di 100. Il
colore delle due linee varia dal nero ad un rosso scialbo, che appena si
distingue dal fondo giallo generale delle superficie continentali; l'intervallo
per lo pi di questo giallo, ma in pi casi sembrato bianco. Le
geminazioni poi non sono necessariamente legate ai soli canali, ma tendono
anche prodursi sui laghi. Spesso si vede uno di questi trasformarsi in due
brevi e larghe liste oscure fra loro parallele, tramezzate da una lista gialla.
In questi casi naturalmente la geminazione breve, e non esce dai limiti del
lago primitivo.

Il loro singolare aspetto e l'esser disegnate con assoluta precisione
geometrica, come se fossero lavori di riga o di compasso, ha indotto alcuni
a ravvisare nelle medesime l'opera di esseri intelligenti, abitatori del
pianeta. Io mi guarder bene dal combattere questa supposizione, la quale
nulla include d'impossibile. Notisi per che in ogni caso non potrebbero
essere opere di carattere permanente, essendo certo, che una stessa
geminazione pu cambiare di aspetto e di misura da una stagione all'altra.
Si possono tuttavia assumere opere tali, da cui una certa variabilit non sia
esclusa, per esempio, lavori estesi di coltura e di irrigazione su larga scala.

Aggiunger ancora, che l'intervento di esseri intelligenti pu spiegare
l'apparenza geometrica delle geminazioni, ma non punto necessario a tale
intento. La geometria della Natura si manifesta in molti altri fatti, dai quali
esclusa l'idea di un lavoro artificiale qualunque. Gli sferoidi cos perfetti
dei corpi celesti e l'anello di Saturno non furon lavorati al tornio, e non
col compasso che Iride descrive nelle nubi i suoi archi cos belli e cos
regolari; e che diremo delle infinite variet di bellissimi e regolarissimi
poliedri onde ricco il mondo dei cristalli? E nel mondo organico, non
geometria bella e buona quella che presiede alla distribuzione delle foglie
di certe piante, che ordina in figure stellate cos simmetriche tanti fiori del
prato, tanti animali del mare; che produce nelle conchiglie quelle spirali coniche cos
eleganti, da disgradarne ci che di pi bello ha fatto l'architettura gotica?


Concediamo ora alla fantasia un pi libero volo; sempre appoggiati, per quanto concesso,
al fondamento sicuro dell'osservazione e del ragionamento, tentiamo di
renderci conto del modo, con cui sarebbe possibile in Marte l'esistenza e lo
sviluppo di una popolazione d'esseri intelligenti, dotati di qualit e soggetti
a necessit non troppo diverse dalle nostre: e sotto quali condizioni si
potrebbe ammettere, che i fenomeni dei cos detti canali e delle loro
geminazioni possano rappresentare il lavoro di una simil popolazione. Ci
che diremo non avr il valore di un risultato scientifico, ed anzi confiner in
parte col romanzo. Ma le probabilit a cui per tal modo arriveremo non
saranno minori che per tanti altri romanzi pi audaci e meno innocui, che
sotto il sacro nome di scienza si stampano nei libri e si predicano nelle assemblee e nelle Universit.

Comparando il globo della Terra con quello di Marte sotto il rispetto della
loro costituzione meteorologica ed idrografica, subito ci appare manifesto,
dalle cose dette di sopra, quanto il primo dei due sia meglio disposto per
accogliere la vita organica e per favorirne lo sviluppo nelle sue forme
superiori. Ai fortunati terricoli l'acqua fecondatrice distribuita
gratuitamente dalla periodica e regolare operazione del gran meccanismo
atmosferico. Piove sui nostri campi senza alcun nostro merito: per noi,
senza alcuna nostra fatica si condensa sulle montagne il liquido prezioso,
che per mezzo dei ruscelli e dei fiumi pu in molti modi esser rivolto a
nostro vantaggio, coll'irrigazione, colla navigazione interna, colle macchine
idrauliche: e senza di questo dono, che sarebbe il genere umano? Assai pi
dure condizioni di esistenza ha fatto la Natura ai poveri Marziali. Dove rare
sono le nuvole e mille le pioggie, ivi mancano certamente le fonti ed i corsi
d'acqua

Tutto per loro sembra dipendere, come gi si accennato,
dalla grande inondazione prodotta nello sciogliersi delle nevi polari boreali.
La loro conservazione o la loro prosperit richiede ad ogni costo, che siano
arrestate nella maggior quantit possibile, e trattenute per tutto il tempo
necessario quelle acque, prima che vadano a perdersi nel mare australe; che
se ne approfitti nel modo pi efficace alla coltura di aree abbastanza vaste
per assicurare durante un intero anno Marziale (23 mesi nostri) l'esistenza
di tutto ci che vive sul pianeta. Problema forse non tanto facile e non tanto
semplice! perch la somma di acqua disponibile al pi quella che hanno
formato le nevi boreali d'una sola invernata; quantit certamente assai
grande, la quale per, ripartita sopra tutti i continenti, potrebbe presto
diventare insufficiente, anche non tenendo conto delle perdite inevitabili
per evaporazione, filtrazione, errori di distribuzione, ecc.

Bastan questi riflessi a persuaderci, che le molte strisce oscure, onde il
pianeta solcato per ogni verso, larghe talvolta quanto il Mar Adriatico od
il Mar Rosso e quasi sempre assai pi lunghe, non possono, malgrado il
nome da noi loro assegnato di canali, rappresentare nella loro vera
larghezza arterie di deflusso delle acque boreali. Se tali fossero,
basterebbero a dar passo in poche ore a tutta quanta la grande inondazione.
Non solo le acque non potrebbero esser impiegate a colture che richiedessero la durata
di alcuni mesi, ma giungerebbero al mare e vi si
perderebbero prima che un vantaggio qualunque se ne potesse trarre. Certo
per le vie segnate da quelle strisce ha luogo un deflusso, ma non tutte
intiere quelle strisce servono al deflusso. La loro larghezza per tale scopo
eccessiva, n a questo scopo corrisponde bene il loro variabile aspetto, e la
loro geminazione. Ci che noi vediamo l, o che finora abbiam chiamati
canali, non sono larghissimi corsi d'acqua, come da alcuno fu creduto.
L'ipotesi pi plausibile quella di considerarle come zone di vegetazione,
estese a destra e a sinistra dei veri canali, i quali esistono s lungo le
medesime linee, ma non sono abbastanza larghi da poter esser veduti dalla
Terra.

Queste zone di vegetazione facilmente si distaccano sulle
circostanti regioni del pianeta per un colore pi cupo, dovuto, com' da
credere, al fatto stesso dell'inaffiatura (si sa che il terreno bagnato di color
pi oscuro che l'asciutto e disseccato dal sole) e anche in parte senza dubbio
alla presenza stessa della vegetazione; mentre per le aree aride e
condannate a perpetua sterilit rimane invariato il color giallo uniforme che
predomina su tutti i continenti.

La mente nostra non avvezza a concepire tali grandiose opere come
effetto di potenze comparabili a quella dell'uomo. Quando per dalla
considerazione generale di questi fatti si scende allo studio minuto dei loro
particolari, e sopratutto si ferma l'attenzione sopra le misteriose
geminazioni e sulla straordinaria regolarit di forma ch'esse presentano,
l'idea che qualche parte almeno secondaria vi possa avere una razza di
esseri intelligenti non pu esser considerata come intieramente assurda.
Anzi, al punto in cui siamo giunti, e data la verit delle cose sin qui esposte,
tale supposizione perde quel carattere d'audacia che ci spaventava da
principio, e diventa quasi una conseguenza necessaria.

Poniamo infatti per un momento, che lass tutto si faccia per conseguenza
cieca di leggi fisiche, senza intervento alcuno di mente direttiva. Le nevi
del polo boreale, a misura che saranno disciolte, correranno all'Oceano
seguendo le ampie valli, che loro offrono la strada pi facile. Se il fondo
delle valli concavo (come nella maggior parte delle nostre), l'acqua vi si
riunir in una corrente di larghezza molto limitata, e non potr occupare i
pendii laterali, n produrre sopra di essi l'innaffiamento e le vegetazioni che
soli possono renderli a noi visibili. Il corso d'acqua o canale esister, ma
difficilmente prender tale ampiezza.da rendersi sensibile al telescopio.
Insomma noi non ne vedremmo nulla. Perch l'acqua e la vegetazione
potessero espandersi sopra larghezze di 100 e 200 chilometri, bisognerebbe
che il fondo della valle fosse piano e quasi assolutamente uniforme.
Avremo allora qualche cosa di simile ad un vasto impaludamento, nel quale
potrebbero ottimamente svolgersi una flora ed una fauna somiglianti a
quelle della nostra epoca carbonifera. Con tali ipotesi possibile renderci
conto delle strisce oscure semplici; rimane per inesplicato il fenomeno
della loro temporanea geminazione. Non si riesce a comprendere perch in
una medesima valle l'innaffiamento e la vegetazione si faccian talvolta
sopra una linea unica, tal'altra invece si dividano sopra due linee parallele
di larghezza e d'intervallo non sempre eguale in ogni tempo, tra le quali
resta uno spazio infecondo o almeno non irrigato. Qui la supposizione di un
intervento intelligente pi che mai indicata. E il modo di questo
intervento dev'esser determinato dalle condizioni particolari fatte dalla
natura ai supposti abitatori del pianeta.

Ammesse le linee principali del nostro quadro, non sar difficile il
compierlo nei particolari, e disegnare coll'immaginazione i grandiosi argini
necessari per contenere nei giusti limiti l'inondazione boreale; i laghi o
serbatoi secondari di distribuzione, necessari per dare le acque a quelle
valli, che non fanno capo direttamente a quella inondazione; le opere
occorrenti per regolare la distribuzione secondo il tempo e secondo il
luogo; i canali di primo, secondo, terzo... ordine destinati a condurre le
acque su tutto il terreno irrigabile; i numerosi opifici, a cui le acque
potranno dar moto nel loro scendere dai ciglioni laterali della valle al fondo
della medesima. Marte dev'esser certamente il paradiso degli idraulici!


E passando ad un ordine pi elevato d'idee, interessante sar ricercare qual
forma d'ordinamento sociale sia pi conveniente ad un tale stato di cose,
quale abbiamo descritto; se l'intreccio, anzi la comunit d'interessi, onde
son fra loro inevitabilmente legati gli abitanti d'ogni valle, non rendano qui
assai pi pratica e pi opportuna, che sulla Terra non sia, l'istituzione del
socialismo collettivo, formando di ciascuna valle e dei suoi abitanti qualche
cosa di simile ad un colossale falanstero, per cui Marte potrebbe diventare
anche il paradiso dei socialisti. Bello altres sar indagare, se sia meglio
ordinar politicamente il pianeta in una gran federazione, di cui ogni valle
costituisca uno stato indipendente, oppure se forse, a reggere quel grande
organismo idraulico da cui dipende la vita di tutti, e a conciliare le diverse
necessit delle diverse valli, non sia forse pi opportuna la monarchia
universale di Dante. Ed ancora si potr discutere, a quale rigorosa logica
dovr essere subordinata la legislazione destinata a regolare un cos
grandioso, vario e complicato complesso d'affari: quali progressi debbano
aver fatto col la Matematica, la Meteorologia, la Fisica, l'Idraulica e l'arte
delle costruzioni, per arrivare alla soluzione dei problemi estremamente
difficili e varii, che si presentano ad ogni tratto. Qual singolare disciplina,
concordia, osservanza dello leggi e dei diritti altrui debba regnare sopra un
pianeta, dove la salute di ciascuno cos intimamente legata alla salute di
tutti; dove son certamente sconosciuti i dissidii internazionali e le guerre:
dove quella somma ingente di studio e di lavoro e di mezzi, che i pazzi
abitanti d'un altro globo vicino consumano nel nuocersi reciprocamente,
tutta rivolta a combattere il comune nemico, cio le difficolt che l'avara
Natura oppone ad ogni passo.

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io
scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata. Messo
t'ho innanzi, omai per te ti ciba.
MareKromium   [Ott 07, 2010 at 10:23 PM]
Grazie Big "G": leggete TUTTO e leggete BENE. Ribadisco: o Schiaparelli era "pazzo" e "bevuto" oppure, "qualcosa", stava accadendo, ciclicamente, su Marte, un secolo e mezzo fa. Qualcosa che, oggi, non accade pi... Un abbraccio - doc
andreagg   [Ott 07, 2010 at 10:53 PM]
Gi... da come scrive parrebbe ben conosciuto il diramarsi di questi canali... ed curioso che il tutto si manifesti attorno alle calotte proseguendo poi verso il resto del pianeta.
Tutta la parte sulla canalizzazione mi sembra pi un discorso onirico, speculazione sognante.
Mah!
Avr visto gli ultimi spasmi di vita del pianeta rosso? Marte avr perso la sua atmosfera nel tempo che intercorre tra Schiaparelli e noi? Qualcuno cantava "lo scopriremo solo vivendo" (spero di esserci).

PS Grazie Gianluigi!
MareKromium   [Ott 07, 2010 at 11:05 PM]
"Speculazione sognante"...Bellissima Andrea! E', pi o meno, quello che faccio io ogni qual volta mi siedo davanti al pc ed apro Lunexit, per scrivere, scrivere, scrivere.........

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