Apparente il silenzio in tale immensità. Tuoni e frastuoni risiedono in realtà nelle luci primordiali. Eppure da lontano si prova un senso di pace assoluto..
KKK
[Feb 13, 2014 at 07:26 AM]
L'osservazione dell'Universo, ad occhio nudo ormai (il telscopio, avendo qualche problema agli occhi, sono alcuni anni che l'ho abbandonato), non i da Pace. Forse perchè, una volta "isolatomi" mentalmente, rivedo, tra le stelle, l'Abisso di cui parlavo prima... Deve essere un ricordo afferrato nell'infanzia, probabilmente che affonda le sue radici nell'Inconscio Collettivo. Cosmo, uguale Fascino Magnetico, uguale Mistero Infinito, uguale Abisso... L'Uomo, in genere, è/esiste in quanto si mette in relazione a qualcosa di esterno a lui. Mettersi in relazione con il Cosmo, per me, vuol dire - davvero - svanire, dissolversi nell'Infinito. E questo, un po', mi incute timore... Un abbraccio! paolo
Dea Imperfetta
[Feb 13, 2014 at 07:42 AM]
Personalmente è proprio il dissolversi nell'Infinito ( il mio status emotivo durante l'osservazione) a provocare in me un senso di quiete. E' il fermarsi a contemplare che mi porta inesorabilmente alla calma e alla consapevolezza di tornare nella mia casa nativa. Siamo polvere di stelle, non potrebbe mai turbarmi quella visione. La distanza aiuta a percepire meglio l'insieme. Questa è la calma cui faccio riferimento. L'Universo e il rovescio della medaglia: un animo gentile e profondo e un animo caotico e depresso. Tutto dipende dalla prospettiva dell'osservatore.