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All Sky: the "Near-Infrared Sky"
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Cristo, sono ancora le nove!
Mi allontano mentalmente dalla stanza, ma non riesco a distaccarmi dal mio meraviglioso bicchiere semipieno di vino rosso.
Lo guardo e non bevo.
Sono due ore che guardo l’orologio e le sue lancette che, così mirabilmente angolari a quarantacinque gradi, non si schiodano dalle nove di questa stupida sera.
C’è sicuramente qualcosa che non va.
Il tempo è quello che è, in Inverno.
Non si pretende il caldo.
Non si pretende il mare o il sole.
A volte, a pensarci bene, non si pretende neppure ciò che sarebbe comunque dovuto.
Libertà.
Libertà di credere al Dio che sembra più vicino.
Libertà di mangiare il piatto che più piace.
Libertà di vedere, di viaggiare o anche - semplicemente - di muoversi per le strade innevate della città a tarda sera, quando si intuiscono solo i profili delle case, appena illuminate dal chiarore della Luna piena che sorride da dietro le spesse nuvole.
Libertà di essere liberi.
Ma io non ho nulla di tutto questo.
E adesso, con orrore, vedo che non sono più neppure libero di guardare le lancette dell’orologio muoversi verso un nuovo giorno.
Mi hanno tolto anche il Tempo: sono bloccato in questo eterno presente, fatto di memorie e di null’altro.
Non riesco neppure ad alzarmi da questa sedia ed a bere il mio vino.
Sono ormai più di due ore che guardo l’orologio e sono ancora le inevitabili nove di una sera come tante altre...
P.C. Floegers - "Racconti Brevi"
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