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Underground salt&carbonate deposits? (1) - Sol 787
Una nuovissima serie di frames che, oltre a dimostrare l'esistenza di un qualche problema reale con una (o più di una?) delle ruote di Spirit, ci mostra anche l'incredibile lucentezza del terreno che giace poco al di sotto delle polveri rosse ed arancioni che coprono la Regione di Gusev Crater.
Di che cosa si tratta? Forse di "sale", come la NASA ipotizza da un pò? Può darsi. Una sola cosa è certa: di qualsiasi minerale si tratti, la sua dislocazione - al di sotto della superficie - non sembra essere nè costante, nè regolare, ma articolata in "depositi".

Che cosa stiamo guardando? Forse residui di acqua fortemente salata che giace poco al di sotto del Datum (Altitudine Zero) di Marte e che, magari saltuariamente, affiora? C'é "acqua" sotto la Superficie di Marte? Salata? Dolce? Riteniamo salata. Ma "corrente", almeno in alcuni periodi dell'Anno Marziano. Ed ospiterebbe, se ci fossero, "Forme Vitali Indigene"? Forse si. O forse le ha ospitate. Forse le ospita ancora oggi. Forse Marte é realmente pieno di acqua (salata o non conta poco, non abbiamo dati) e basterebbe "scavare" un pò per trovarla. E forse per trovare anche tante altre "cose"...
Parole chiave: Martian Surface - possible salt and carbonate underground deposits

Underground salt&carbonate deposits? (1) - Sol 787

Una nuovissima serie di frames che, oltre a dimostrare l'esistenza di un qualche problema reale con una (o più di una?) delle ruote di Spirit, ci mostra anche l'incredibile lucentezza del terreno che giace poco al di sotto delle polveri rosse ed arancioni che coprono la Regione di Gusev Crater.
Di che cosa si tratta? Forse di "sale", come la NASA ipotizza da un pò? Può darsi. Una sola cosa è certa: di qualsiasi minerale si tratti, la sua dislocazione - al di sotto della superficie - non sembra essere nè costante, nè regolare, ma articolata in "depositi".

Che cosa stiamo guardando? Forse residui di acqua fortemente salata che giace poco al di sotto del Datum (Altitudine Zero) di Marte e che, magari saltuariamente, affiora? C'é "acqua" sotto la Superficie di Marte? Salata? Dolce? Riteniamo salata. Ma "corrente", almeno in alcuni periodi dell'Anno Marziano. Ed ospiterebbe, se ci fossero, "Forme Vitali Indigene"? Forse si. O forse le ha ospitate. Forse le ospita ancora oggi. Forse Marte é realmente pieno di acqua (salata o non conta poco, non abbiamo dati) e basterebbe "scavare" un pò per trovarla. E forse per trovare anche tante altre "cose"...

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Informazioni sul file
Nome del file:SOL787-2F196230412EFFAQA9P1201R0M1.jpg
Nome album:Walking on Mars with Spirit and Opportunity
Valutazione (3 voti):55555(Mostra dettagli)
Parole chiave:Martian / Surface / - / possible / salt / and / carbonate / underground / deposits
Copyright:NASA for the image and Dr Paolo C. Fienga for the comments
Dimensione del file:86 KiB
Data di inserimento:Mar 23, 2006
Dimensioni:1024 x 1024 pixels
Visualizzato:55 volte
URL:https://www.lunexit.it/gallery/displayimage.php?pid=10331
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Commento 1 a 1 di 1
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MareKromium   [Set 28, 2020 at 08:41 PM]
Forse avevamo visto giusto...nel 2006...

Notizia di oggi:"C'è una rete di laghi salati sotto i ghiacci del polo Sud di Marte, che potrebbe aiutare a riscrivere la storia del clima sul pianeta e a far luce sull'eventuale esistenza di forme di vita elementare.

Intorno al lago scoperto nel 2018 da un gruppo italiano, ce ne sono altri tre descritti sulla rivista Nature Astronomy dagli stessi autori del primo studio, coordinati da Elena Pettinelli e Sebastian Emanuel Lauro, dell'Università di Roma Tre, con Roberto Orosei, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Hanno partecipato ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e italiani che lavorano in Australia (University of Southern Queensland) e Germania (Jacobs University di Brema). Anche i nuovi laghi sono stati scoperti con il radar Marsis, fornito dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) alla missione Mars Express dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa).

"Rispetto al 2018 abbiamo allargato molto l'area di studio e utilizzato un diverso metododi analisi, ora i dati indicano che esiste un sistema idrico più ampio" afferma Elena Pettinelli. Se due anni fa la ricerca era stata condotta su un'area di 20 chilometri quadrati,ora è stata passata in rassegna un'area di 250 chilometri per 300 e "il fatto che ci siano strutture idrologiche complesse suggerisce che possano essercene altre".

L'entusiamo dei ricercatori è alle stelle: "la scoperta del 2018 è stata solo la prima prova di un sistema molto più ampio di corpi idrici liquidi nel sottosuolo marziano: è esattamente quello che avrei sperato, un grande risultato, davvero!" osserva Enrico Flamini, presidente della Scuola Internazionale di Ricerche per le Scienze Planetarie (IRSPS) presso l'Università di Chieti-Pescara e fra gli autori della ricerca di due anni fa, quando era responsabile scientifico dell'Asi.

Soddisfatto anche il responsabile scientifico del radar Marsis, Roberto Orosei, per il quale "la scoperta di un intero sistema di laghi implica che il loro processo di formazione sia relativamente semplice e comune, e che questi laghi probabilmente siano esistiti per gran parte della storia di Marte. Per questo - ha rilevato - potrebbero conservare ancora oggi le tracce di eventuali forme di vita che abbiano potuto evolversi quando Marte aveva un'atmosfera densa, un clima più mite e la presenza di acqua liquida in superficie, similmente alla Terra dei primordi".

La scoperta spiegata da Roberto Orosei

"Se c'è mai stata una forma di vita che si è evoluta nel periodo in cui Marte aveva un clima più temperato dell'attuale, questi laghi potrebbero aver fornito un rifugio per la vita e aver permesso alla vita di sopravvivere fino a oggi".

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