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...Maybe the "Martian Bunny"?!? - Sol 60 (credits: Carlo Contu)
Come abbiamo già scritto più volte (e non per piaggeria, ma per semplice onestà), il contributo che riceviamo dai nostri Lettori ed Amici più attenti e dedicati è prezioso. Lo è perchè, oltre a dimostrare che chi legge è poi capace, a sua volta, di ripercorrere i passi che caratterizzano il percorso dell'Anomaly Hunter, e lo è perchè l'intervento dei Lettori costituisce la "prova" che almeno uno dei Fini Istituzionali di Lunar Explorer Italia è stato conseguito.
Quale?
Quello di creare una Associazione che agisse, in un certo senso, non solo come un'Entità di Ricerca e Divulgazione, ma anche come una "piccola Tribuna sul Mondo delle Scienze di Confine". Una Tribuna alla quale ognuno di noi può affacciarsi ed esprimere il suo pensiero, le sue idee, le sue scoperte, se e quando ci sono.
Lunar Explorer Italia concede spazio a tutti, a condizione che la Materia chiamata in causa sia congrua con quanto viene trattato sulle nostre pagine e che colui che si esprime usi arguzia, intelligenza, passione e, più di tutto, educazione.

E' per questo che la Rubrica "Readers Show and Tell" è nata. 

Quest'oggi, come già altre volte è accaduto, abbiamo il nostro Caro Amico, Carlo Contu, che ci ha "suggerito" di fare un grande passo all'indietro, sino ai primi Soles del MER Opportunity, e di investigare su quel dettaglio presente a centro frame, di color bianco-grigio, ben evidenziato nel detail-mgnf prodotto dal Sig. Contu. 

Di che si tratterà mai?

Ebbene, secondo noi, si tratta di un frammento degli air-bags che hanno protetto, durante la fase di rough-landing (atterraggio ruvido) della Sonda, le meccaniche del Rover. Un frammento di qualcosa che è man-made e non è certamente indigeno di Marte.
Ma c'è di più. Come lo stesso Sig. Contu ha evidenziato, una leggera striatura scusa caratterizza il versante del rilievo che si trova alla Dx dell'Osservatore. Che cosa sarà mai quella "striatura"? 
Probabilmente - almeno a parere di chi scrive - si tratta dell'evidenza che il corpo indagato è un "corpo mobile", spinto dal vento, e che il movimento del medesimo sulla Superficie del Crater Eagle, ha prodotto quello che tecnicamente viene chiamato "disturbo" (pensate al "disturbed terrain", ossìa il terreno Marziano interessato da attività meccaniche prodotte dal Rover stesso, o dalle sue componenti, o, come in questo caso, da un frammento di airbag, ma NON da elementi naturali - tipo le azioni eoliche, notoriamente creatrici, allorchè valutate su piccola scala, di quei rilievi superficiali noti come "Wind-Tails").

E non è tutto! 

Il dettaglio in oggetto potrebbe addirittura essere, in una diversa configurazione visiva (dovuta sia al suo "muoversi" sulla superficie, sia al cambio di angolo di ripresa), il famoso "Martian Bunny", scoperto dal Prof. Hoagland durante il Sol n. 4 di Opportunity, e quindi ripreso con precisione e cura in un piccolo Studio/Contributo da noi pubblicato e curato dal sempre Caro Amico "Old Grey", alias Fabio Italiano (che salutiamo), in un'altra Sezione del Sito.

Tutto finito? No. Abbiamo ancora un "mistero" da risolvere: come mai questo frame, che risulta essere relativo al Sol 60 di Opportunity ci mostra dettagli interni del Cratere Eagle, quando il Cratere Eagle stesso venne lasciato dal Rover durante il Sol 57? Ebbene, abbiamo provato a riflettere e, alla fine, ci siamo ricordati del procedimento di fotografia, storage dell'immagine ed invìo della medesima a Terra adottato dai Mars Exploration Rovers.

Questo procedimento, come può risultare intuitivamente, poggia sul fatto che NON TUTTE le immagini riprese dai Rover durante un certo Sol "x", vengono poi inviate a Terra durante il medesimo Sol "x". 
La "finestra" di trasmissione delle immagini, infatti, non è sempre aperta, anzi (ricordateVi che essa è funzione NON SOLO del quantum di energia disponibile da parte del Rover per svolgere le sue funzioni, ma anche dalla posizione delle Sonde che fanno da trasponders per i dati da esso inviati)! 

Una possibile - e logica, nonchè razionale - risposta al quesito che ci eravamo posti può quindi essere questa: è stato rubricato come frame di Sol 60, un frame - di fatto - più vecchio di qualche Soles, ma rimasto in storage nella memoria di Opportunity per un pò di tempo, e quindi inviato a Terra in ritardo.
Un frame, intendiamo dire, scattato durante il Sol - ad esempio - "55", ma poi tenuto in memoria e quindi inviato a Terra (e ricevuto a Pasadena) 5 giorni dopo il suo "effettivo ottenimento". 

Come avverrà la rubricazione di questo Sol "ritardatario"? 

Interpretazioni. Secondo alcuni, infatti, la data del Sol corrisponde alla data di "scatto" della fotografia; secondo altri, invece, la data del Sol è la data di ricevimento a Terra del frame. 
Che dire? Se Opportunity ha effettivamente lasciato il Cratere Eagle durante il Sol 57 - come ci dimostrano molti frames -, allora è ovvio che il criterio di archiviazione dei frames è quello che usa la loro data di ricevimento a Terra come parametro scriminante di rubricazione negli archivi NASA/MER. 

Se invece vogliamo ritenere che il criterio di archiviazione dei frames sia quello che usa/considera la loro data di scatto, allora abbiamo solo tre possibilità per venire a capo della questione:

1) E' stato commesso un errore di rubricazione da parte della NASA;
2) Opportuniy è uscito dal Cratere Eagle, effettivamente, durante il Sol 57, ma poi è tornato sui suoi passi ed ha scattato qualche altro frame che ritraeva le sue "orme" ed il suo "nest";
3) Abbiamo capito male noi tutta la questione...

Ed ora, ringraziando di Cuore Carlo Contu, Vi lasciamo optare per l'ipotesi che riterrete più "azzeccata"!...
Parole chiave: Martian Surface - Eagle Crater - Controversial

...Maybe the "Martian Bunny"?!? - Sol 60 (credits: Carlo Contu)

Come abbiamo già scritto più volte (e non per piaggeria, ma per semplice onestà), il contributo che riceviamo dai nostri Lettori ed Amici più attenti e dedicati è prezioso. Lo è perchè, oltre a dimostrare che chi legge è poi capace, a sua volta, di ripercorrere i passi che caratterizzano il percorso dell'Anomaly Hunter, e lo è perchè l'intervento dei Lettori costituisce la "prova" che almeno uno dei Fini Istituzionali di Lunar Explorer Italia è stato conseguito.
Quale?
Quello di creare una Associazione che agisse, in un certo senso, non solo come un'Entità di Ricerca e Divulgazione, ma anche come una "piccola Tribuna sul Mondo delle Scienze di Confine". Una Tribuna alla quale ognuno di noi può affacciarsi ed esprimere il suo pensiero, le sue idee, le sue scoperte, se e quando ci sono.
Lunar Explorer Italia concede spazio a tutti, a condizione che la Materia chiamata in causa sia congrua con quanto viene trattato sulle nostre pagine e che colui che si esprime usi arguzia, intelligenza, passione e, più di tutto, educazione.

E' per questo che la Rubrica "Readers Show and Tell" è nata.

Quest'oggi, come già altre volte è accaduto, abbiamo il nostro Caro Amico, Carlo Contu, che ci ha "suggerito" di fare un grande passo all'indietro, sino ai primi Soles del MER Opportunity, e di investigare su quel dettaglio presente a centro frame, di color bianco-grigio, ben evidenziato nel detail-mgnf prodotto dal Sig. Contu.

Di che si tratterà mai?

Ebbene, secondo noi, si tratta di un frammento degli air-bags che hanno protetto, durante la fase di rough-landing (atterraggio ruvido) della Sonda, le meccaniche del Rover. Un frammento di qualcosa che è man-made e non è certamente indigeno di Marte.
Ma c'è di più. Come lo stesso Sig. Contu ha evidenziato, una leggera striatura scusa caratterizza il versante del rilievo che si trova alla Dx dell'Osservatore. Che cosa sarà mai quella "striatura"?
Probabilmente - almeno a parere di chi scrive - si tratta dell'evidenza che il corpo indagato è un "corpo mobile", spinto dal vento, e che il movimento del medesimo sulla Superficie del Crater Eagle, ha prodotto quello che tecnicamente viene chiamato "disturbo" (pensate al "disturbed terrain", ossìa il terreno Marziano interessato da attività meccaniche prodotte dal Rover stesso, o dalle sue componenti, o, come in questo caso, da un frammento di airbag, ma NON da elementi naturali - tipo le azioni eoliche, notoriamente creatrici, allorchè valutate su piccola scala, di quei rilievi superficiali noti come "Wind-Tails").

E non è tutto!

Il dettaglio in oggetto potrebbe addirittura essere, in una diversa configurazione visiva (dovuta sia al suo "muoversi" sulla superficie, sia al cambio di angolo di ripresa), il famoso "Martian Bunny", scoperto dal Prof. Hoagland durante il Sol n. 4 di Opportunity, e quindi ripreso con precisione e cura in un piccolo Studio/Contributo da noi pubblicato e curato dal sempre Caro Amico "Old Grey", alias Fabio Italiano (che salutiamo), in un'altra Sezione del Sito.

Tutto finito? No. Abbiamo ancora un "mistero" da risolvere: come mai questo frame, che risulta essere relativo al Sol 60 di Opportunity ci mostra dettagli interni del Cratere Eagle, quando il Cratere Eagle stesso venne lasciato dal Rover durante il Sol 57? Ebbene, abbiamo provato a riflettere e, alla fine, ci siamo ricordati del procedimento di fotografia, storage dell'immagine ed invìo della medesima a Terra adottato dai Mars Exploration Rovers.

Questo procedimento, come può risultare intuitivamente, poggia sul fatto che NON TUTTE le immagini riprese dai Rover durante un certo Sol "x", vengono poi inviate a Terra durante il medesimo Sol "x".
La "finestra" di trasmissione delle immagini, infatti, non è sempre aperta, anzi (ricordateVi che essa è funzione NON SOLO del quantum di energia disponibile da parte del Rover per svolgere le sue funzioni, ma anche dalla posizione delle Sonde che fanno da trasponders per i dati da esso inviati)!

Una possibile - e logica, nonchè razionale - risposta al quesito che ci eravamo posti può quindi essere questa: è stato rubricato come frame di Sol 60, un frame - di fatto - più vecchio di qualche Soles, ma rimasto in storage nella memoria di Opportunity per un pò di tempo, e quindi inviato a Terra in ritardo.
Un frame, intendiamo dire, scattato durante il Sol - ad esempio - "55", ma poi tenuto in memoria e quindi inviato a Terra (e ricevuto a Pasadena) 5 giorni dopo il suo "effettivo ottenimento".

Come avverrà la rubricazione di questo Sol "ritardatario"?

Interpretazioni. Secondo alcuni, infatti, la data del Sol corrisponde alla data di "scatto" della fotografia; secondo altri, invece, la data del Sol è la data di ricevimento a Terra del frame.
Che dire? Se Opportunity ha effettivamente lasciato il Cratere Eagle durante il Sol 57 - come ci dimostrano molti frames -, allora è ovvio che il criterio di archiviazione dei frames è quello che usa la loro data di ricevimento a Terra come parametro scriminante di rubricazione negli archivi NASA/MER.

Se invece vogliamo ritenere che il criterio di archiviazione dei frames sia quello che usa/considera la loro data di scatto, allora abbiamo solo tre possibilità per venire a capo della questione:

1) E' stato commesso un errore di rubricazione da parte della NASA;
2) Opportuniy è uscito dal Cratere Eagle, effettivamente, durante il Sol 57, ma poi è tornato sui suoi passi ed ha scattato qualche altro frame che ritraeva le sue "orme" ed il suo "nest";
3) Abbiamo capito male noi tutta la questione...

Ed ora, ringraziando di Cuore Carlo Contu, Vi lasciamo optare per l'ipotesi che riterrete più "azzeccata"!...

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Informazioni sul file
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Nome album:MareKromium / The Readers Show and Tell...
Valutazione (3 voti):55555(Mostra dettagli)
Parole chiave:Martian / Surface / - / Eagle / Crater / - / Controversial
Copyright:NASA - Opportunity Rover Mission e Carlo Contu
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Commento 7 a 26 di 26
Pagina: 1 - 2

Anakin   [Mag 22, 2008 at 06:24 PM]
I testi sacri Vedici e Indu, narrano che la vita nel sistema solare "viaggia" di pianeta in pianeta.
E così si racconta che circa 30/20 milioni di anni fa Marte fosse un pianeta abitato, vivo di varie forme di vita, mentre la Terra appena si affacciava alla Vita.

Ma anche i pianeti sembrano rispettare un ordine di crescita ed evoluzione regolata dalla vita stessa del Sole.
E così l'ordine ha voluto che Marte si "esaurisse" per passare "il testimone" alla Terra.
E quando la Terra si sarà esaurita e il Sole avrà mutato la sua Forza, Venere sarà il nuovo pianeta in cui la Vita prenderà forma.

Interessante no?

Marte è sicuramente un pianeta statico (non ci sono attività ne geologiche ne vitali palesi) ma non è morto
MareKromium   [Mag 22, 2008 at 07:00 PM]
BELLISSIMA Grande Anakin! Davvero BELLISSIMA!.... Io sarei più propenso a credere che, nel Futuro (lontano, molto lontano...) il "Testimone" ripasserà a Marte, e poi alle lune di Giove e di Saturno, e poi a quelle di Urano e Nettuno ed infine, tra circa 4,5 miliardi di anni, a Plutone ed ai Corpi Erranti che giacciono, oggi, nel buio della Fascia di Kuiper. Ma l'Ordine, come dici tu, sarà COMUNQUE rispettato. Un abbraccio, sentito! PCF
Anakin   [Mag 23, 2008 at 07:50 AM]
GRAZIE PCF, come sempre sei gentile.

Certo che tutto è possibile e noi............. come sempre ci saremo ;-)
MILOBOXANTONIO   [Lug 29, 2008 at 02:18 PM]
.... ma sapete che il rover e' guidato da un ragazzo italiano poco piu' che trentenne (di mantova se non ricordo male).
Paolo C. Fienga   [Lug 29, 2008 at 02:44 PM]
I Rover - a quanto ne so - sono guidati, a turno, da vari personaggi i quali rispondono ai Flight Directors che si alternano alla "Direzione Formale" della Missione. Parlo di "Direzione Formale" per distinguerla dalla "Direzione Sostanziale" e perchè - scusatemi per l'attacco di "complottismo"... - mi viene difficile credere che la gestione pratica di milioni di dollari ed obbiettivi di ricerca ampiamente top-secret venga messa nelle mani di ragazzotti appena usciti dall'Università. Certo, far vedere le loro belle faccione giovani e rassicuranti rientra nello "Stile NASA" - verificare per credere all'indirizzo: http : / / marsrovers . jpl . nasa . gov / home /i ndex . html, il nome e la fotografia del Flight Director di turno lo trovate a Dx, a mezza pagina o in basso) - ed io posso anche capire.

Ma da qui a pensare che un "trentenne" (appena uscito dall'Università, non militare e che ha esperienza zero) venga messo a "guidare" i Rover...hmmmmmmmmm....Sorry, ma non ci credo.

Saluti a Tutti! PCF

p.s.: mi spiego meglio: che sia un "ragazzino" a muovere i comandi, già mi pare improbabile (ma, in fondo, può anche essere possibile - la classica "testa d'uovo"); ma che possa essere pure un ragazzino (Italiano, o Americano, o Francese poco importa) quello che, materialmente, "decide" dove far andare i Rover...direi che è completamente impensabile. Almeno secondo me.
MILOBOXANTONIO   [Gen 14, 2009 at 03:25 PM]
.... puo' essere che abbia letto un articolo falso, ma pensandoci non mi sembrava cosi' assurdo. Pensa a una persona anziana o adulta davanti a un simulatore con joysticke pulsanti per manovrare la complessita' del rover. Penso che un giovane abituato a usare videogame fin dall'infanzia sia molto piu' indicato. Ma in fondo sono solo dettagli.
MareKromium   [Gen 14, 2009 at 05:03 PM]
Carissimo Milobox, mi rispiego meglio: che sia un ragazzo a guidare "materialmente" il Rover è possibile (strano, ma possibile); ma che sia il nostro "ragazzo" a decidere dove andare...No, lo escludo al 1000per1000. Volevo solo dire questo. Un Saluto a Te! PCF
Gianluigi   [Gen 14, 2009 at 07:25 PM]
51 anni, esperto e specializzato di Visione Artificiale, laureato in informatica, fisica, collaboratore della Difesa degli Usa...

Fonte: Corriere della Sera

Alla Nasa Comanda dal computer Spirit e Opportunity. «Voglio spegnerli io»
«Volo su Marte, poi torno»
L’italiano che guida i robot
Paolo Bellutta lavora a Pasadena: «Ogni mattina è come se partissi. Con la testa, sto più nello spazio che sulla Terra»

MILANO — «Al mattino vado su Marte e la sera torno sulla Terra». Paolo Bellutta sorride raccontando la sua giornata di «driver» dei robot Spirit e Opportunity. Cinque anni fa, nel gennaio 2004, le due macchine intelligenti della Nasa sbarcavano a sud dell’equatore marziano. Dovevano sopravvivere al massimo tre mesi e invece ora festeggiano i cinque anni. Da allora hanno viaggiato per 21 chilometri diventando «i primi esploratori di un altro pianeta», nota Steve Squyre, scienziato-capo della spedizione. Al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, una ristretta elite di 12 uomini governa a turno il destino di Spirit e Opportunity. Insieme, entrano al mattino in una stanza grigia senza finestre ma ricca di computer, e aprono la porta con un codice segreto. Tra loro c’è Paolo Bellutta, un trentino di 51 anni, che dopo aver studiato informatica all’Università Statale di Milano nel 1992 vola negli Stati Uniti.
Esperto di visione artificiale, lavora per alcuni laboratori della Difesa americana, approdando infine al centro della Nasa a Pasadena. E nel 2004 gli affidano la vita quotidiana dei due gioielli della tecnologia marziana. «Da allora, in effetti, vivo più su Marte che sulla Terra», confessa. E i suoi panorami sono quelli trasmessi dai rover, le informazioni che ascolta riguardano colline rosse e orizzonti vuoti e le sue preoccupazioni sono legate alle sei ruote che forse non ce la faranno a superare gli ostacoli. «Siamo in due specialisti — racconta — per ciascun robot in ogni turno; in una mezz’oretta decidiamo gli obiettivi della giornata cercando di rispondere alle esigenze degli scienziati e quindi ci appartiamo per scrivere gli ordini e inviarli lassù. Poi, in autonomia, Spirit e Opportunity li realizzano». Ma dei due chi sta meglio dopo cinque anni? «Certamente Opportunity— dice—che ha solo un gomito paralizzato nel braccio porta-strumenti e uno di questi poco funzionante perché impolverato. Ma adesso stiamo provocando delle vibrazioni per scuoterlo e liberarlo. Invece Spirit, purtroppo, ha un mucchio di polvere sui pannelli solari che arriva a filtrare il 70 dell’energia ricevuta. Quindi riusciamo a muoverlo solo per pochi minuti nella giornata: non ne ha proprio la forza». Paolo ne parla come di un congiunto malato anziano, e costernato ammette: «Temo che non riuscirà a superare il prossimo inverno».
Intanto spera che una folata di vento della primavera incipiente liberi la sua macchina, restituendole l’antico vigore per spedirla verso la collinetta «von Braun» distante appena qualche centinaio di metri. E racconta un aneddoto. «Spirit ha da anni ormai la ruota anteriore destra bloccata e per spostarlo dobbiamo muoverlo solo in retromarcia. In questo modo la ruota trascinata ha scavato in profondità mostrando l’origine vulcanica del suolo e le tracce dell’antica presenza di geyser, getti d’acqua molto calda». Opportunity invece, favorito anche dalla posizione più vicina all’equatore in condizioni climatiche migliori, si mostra in così buono stato da aver sbrigliato la fantasia dei suoi controllori. «Lo abbiamo incamminato verso l’Endeavour Crater, un cratere distante addirittura 17 chilometri. Forse è un azzardo perché occorreranno un paio d’anni per raggiungerlo ma tutto quello che siamo riusciti a fare dopo lo sbarco nessuno lo aveva ritenuto possibile. E invece....».
Comunque, prima o poi, smetteranno inevitabilmente di funzionare per logoramento, se non altro. Ma Paolo sembra non cogliere, quasi rifiutando l’idea. «Intanto qui al centro di controllo si sono creati i fan di Spirit e quelli di Opportunity ed è una lotta giornaliera per dimostrare le reciproche qualità. Ma ci sono anche quelli che li vorrebbero morti dopo tanto tempo, perché costa mantenerli e preferirebbero dell’altro». In effetti la bolletta annuale è di 20milioni di dollari per il gruppo di un centinaio di superspecialisti e l’utilizzo degli impianti. «Io, però, condividerò fino alla fine la vita dei due robot: vorrei essere io a spegnere le luci. Ciò che abbiamo imparato è straordinario sia per la scienza che per l’ingegneria. Spirit e Opportunity rimarranno un riferimento da superare, e non sarà facile. Ciò che dobbiamo inventarci per farli lavorare dopo cinque anni, nonostante gli acciacchi, è una grande scuola di esplorazione. E quando la sera torno sulla Terra considero il privilegio di essere stato parte di una grande avventura».



Ps: un pò di CV…..


Paolo Bellutta

Senior Member of Technical Staff

Biography
Jet Propulsion Laboratory, Pasadena, CA USA. Senior member of the Vision Group,

6/99 - Present: Cellomics, Pittsburgh, PA, USA. Imaging Algorithmist, 6/98 - 6/99

Intelligent Medical Imaging, Palm Beach Gardens, FL, USA. Software Engineer, 7/96 - 5/98

Centro Materiali e Biofisica Medica, Trento, ITALY, Research Consultant at the Medical Biophysics group, 7/94 - 6/96

Biomedical Information and Communication Center of the Oregon Health Sciences University, Portland, OR, Research Associate, 3/92 - 6/94

Istituto per la Ricerca Scientifica e Tecnologica, Trento, ITALY, Research in Computer Vision, 9/1987 - 2/92

Engin Soft, Trento, ITALY, Software Engineer, 5/1985 - 8/1987

Cooperativa Delta, Trento, ITALY, Software Engineer, 10/1983 - 4/1985

Education

1987-1990: Universita' degli Studi di Milano (computer science)
1976-1981: Libera Universita' degli Studi di Trento (Physics)
1972-1976: Liceo Scientifico A. Rosmini

1991: First Certificate in English.
1986: Apollo System Administration courses.

at JPL:
2005: The JPL Cognizant Engineer
2004: Introduction to Flight Science Instruments
2004: Space Systems I
2004: Introduction to Space Mission Operations
2001: Red Hat Linux Network and Security Administration
2001: Introduction to Vx Works
2001: Fundamentals of Orbital and Launch Mechanics


Professional Experience

Jet Propulsion Laboratory, Pasadena, CA USA. Senior member of the Vision Group, 6/99 - Present: (Unix-Linux/VxWorks/C/C++) I currently develop vision systems for space and unmanned ground vehicles. Currently I am part of the Activity Planning and Sequencing Subsystem team as a Rover Planner (=Rover Driver) and of the Mobility/IDD downlink report team for the MER (Mars Exploration Rover) project as well as part of the SSTB (Surface System TestBed) test lead team. I am the Rover Planner Team Lead for ingress and operations inside Victoria Crater of the Rover Opportunity. Past projects include engineering team lead for ST9 suborbital flight and Mars Focused Technology Subsonic Parachute Testing. Development designed and built an image acquisition system installed on the payload, two-stage suborbital rocket and a high altitude (120,000 feet) drop test where downlook imagery is collected and GPS-time tagged for subsequent testing of pin-point landing algorthms. I have designed the image acquisition system, procured the COTS equipment, electronic fabrication, environmental testing, installation on payload and successfully completed one suborbital flight and three drop tests. MSL-HDA (Mars Science Laboratory - Hazard Detecion and Avoidance) where I was responsible for software/hardware system design, components selection and SW development of the HDA testbed system. Other past projects include Demo III, an unmanned scouting vehicle funded by ARL, and PerceptOR a ground robot perception system prototype, funded by DARPA. For these, I was responsabile for system design, efficient implementations of terrain classification and stereo vision algorithms as well as design and implementation of machine vision algorithms for water hazards detection. Additional responsibilities include the system administration of the various computing platforms for our HMMWV robotic testbed which include Solaris, Linux and VxWorks OSs.

Cellomics, Pittsburgh, PA, USA. Imaging Algorithmist, 6/98 - 6/99: (WinNT/VB/VC++) Part of the Software Development and Screen Development teams. Developed four novel image processing algorithms for High Content Screening using fluorescence microscopy for which provisional patent applications have been filed. Duties included early feasibility studies, complete algorithm design, implementation, testing and documentation. Part of the team that defined the Cellomics Screen Development Process, contributed in the definition of the various stages of product development.

Intelligent Medical Imaging, Palm Beach Gardens, FL, USA. Software Engineer, 7/96 - 5/98: (Os/2/C/C++) Development of several new procedures to analyze blood, urine, and other body fluids samples with IMI's an automated microscope. Design of a new neural network architecture for classification of cells, development of software for computing several new shape/color/texture features. Development of a library of very efficient image processing and vision algorithms which reduced by 17% the manufacturing cost. Technical lead (5 vision engineers, including myself) for a project which allowed the system to do a fully automated "normal" cell classification. I became one of the major experts of the automated microscope system, in particular of the optics. Product development process included analysis of marketing requirements, definition engineering schedules, algorithm development, documentation, testing and clinical validation, as well as FDA 510(k) approval process.

Centro Materiali e Biofisica Medica, Trento, ITALY, Research Consultant at the Medical Biophysics group, 7/94 - 6/96: (Unix/C) Analysis of commercial and experimental systems for interdisciplinary telemedicine. Definition of HW/SW requirements and technologies in imaging and telecommunications.

Biomedical Information and Communication Center of the Oregon Health Sciences University, Portland, OR, Research Associate, 3/92 - 6/94: (NextStep/C) Developed a prototype of a system for dermatology to accurately asses size, shape, color, presence and absence of skin lesions and diseases which are of clinical interest. Developed and tested algorithms for camera color calibration, accurate isolation, measurement and model of the color and shape of lesions; also designed and built a Skin Lesions Scanner for optimal image acquisition. The color segmentation algorithm used pyramidal representation of the image and a cascade of two neural networks.

Istituto per la Ricerca Scientifica e Tecnologica, Trento, ITALY, Research in Computer Vision, 9/1987 - 2/92: (Unix/C) Development, implementation, and testing of several algorithms for general image processing (BW and color edge detection, polygonal approximation) and more robot vision specific algorithms (localization of VP, 3D info from a single camera, trinocular stereo vision). Design of a HW/SW system integrating video devices and image processing HW for motion analysis. Developed and implemented two navigation algorithms based on dynamic vision, while designing and coordinating the activities for the development of a small robot used in conjunction with other mobile platforms.

Engin Soft, Trento, ITALY, Software Engineer, 5/1985 - 8/1987: (Vax/VMS/Fortran) Software development for CAD applications in civil and mechanical engineering; pre- and post- processing programs for FEM packages; system administration of a small network (VAX, Unix workstations, PCs).

Cooperativa Delta, Trento, ITALY, Software Engineer, 10/1983 - 4/1985: (UCSD/Pascal) Software development, for CAD applications mainly for civil engineering. The largest project (10.000 lines, 9 months), a CAD system for the design and computing all the parts and machining for chalets. Development of various libraries for different peripherals.


Flight Project and Research Task Involvement


Flight Projects:
2003 - Mars Exploration Rover
MareKromium   [Gen 14, 2009 at 07:38 PM]
Però...!...

Una gran persona questo Bellutta, certo non un ragazzo comunque. Una bella storia, una grande favola.

Che cosa intendo dire? Che se quello che il grande Big "G" (ed il Corsera) ha/hanno riportato corrispondesse a verità, allora ci sono solo due possibilità:

1) Bellutta è più vicino a Dio che agli Uomini e noi, di conseguenza, riempiamo migliaia di pagine di stupidaggini e traveggole e, di conseguenza, non capiamo veramente un caxxo di nulla oppure
2) Bellutta è bravo, ma è solo un ingranaggino (anche lui!...) di una macchina che non controlla e che guida, si, ma senza guardare dove va - e se guarda non vede (e, forse, anche noi - in questo scenario - avremmo qualche "Punto" a nostro favore).

Tertium non datur, ahimè! Un abbraccio - doc
Gianluigi   [Gen 14, 2009 at 08:39 PM]
Eheh!
Comunque il suo cv l’ho preso dal sito Nasa, per cui non dovrebbero esserci troppe sviste.
Concordo certamente sull’essere un ingranaggio e del resto mi chiedo, a quei livelli, quanti non lo siano.
Interessanti comunque vari particolari…
Questo Paolo (!), esplicitamente o meno, è impelagato con i militari… non sarà un marines stile rambo, ma chi lavora alla Difesa su certe tematiche immagino sappia/sia stato informato su cosa sia un giuramento e cosa sia la “Sicurezza Nazionale”.
Mentre il Centro Controllo Missioni Nasa lo vediamo sempre gremito di personale (ed a turno anche turisti…) qui abbiamo una singola stanza con codici di sicurezza, ad uso esclusivo di dodici persone.
Lui ed un altro pianificano i dati di movimento, gli altri dieci chissà…
Tra le sue specializzazioni, oltre alla visione artificiale (e qui Feltri potrebbe scrivere un trattato…) si possono notare approfondimenti di biofisica e biomedicina.
Interessante inoltre la sua frase “…decidiamo gli obiettivi della giornata cercando di rispondere alle esigenze degli scienziati e quindi ci appartiamo per scrivere gli ordini…”
Mah… chissà… forse vede, eccome.
Ma chiusa quella porta dovrà applicare un’altra grande specializzazione: tornare sulla Terra, per l’appunto.
george_p   [Gen 14, 2009 at 10:38 PM]
Forte!!
Son d'accordissimo con quanto scrive Paolo riguardo il "guidare" la sonda e il "decidere" cosa/fare/dove, purtroppo è così specie se parliamo a livello militare, poi con ciò che scrive Anakin sui testi indù che ritengo essere una testimonianza documentata rilevante sulla Vita Extra-antromopomorfa (alla faccia dell'antropocentrismo!!) e questo per me è davvero Significativo e Assolutamente bellissimo.

Per rispondere a Charlie64 invece credo che anche io avrei dei dubbi a riguardo dell'ombra che non si muove con il muoversi del sole ma occorrerebbe analizzare il contesto per capire perchè eventualmente.

Ciao

Giorgio
Anakin   [Gen 15, 2009 at 08:07 AM]
Solo 12 persone in una stanza inaccessibile agli altri. Questo mi basta.... :)
Paolo C. Fienga   [Gen 15, 2009 at 04:11 PM]
Quoto Anakin. E mi fa anche incaxxare come una bestia quando fanno vedere le immagini che arrivano da Marte ed i bei faccioni sorridenti del Controllo Missione (con turisti e giornalisti allegati) che gongolano: pura falsità (o, se non falsità, diciamo "realtà parziale e minore").

Il punto è che nelle Missioni Spaziali "serie" (come quelle dei Rover) tutto funziona in maniera COMPLETAMENTE DIVERSA da come fanno vedere su Discovery Channel, Quark e sa Dio dove.

E, ci tengo a precisarlo, IO NON SONO un "Complottista" (ma non sono neppure un fessacchiotto nato ieri...)! PCF
george_p   [Gen 15, 2009 at 07:02 PM]
Parole Sante Paolo e Anakin, Parole Sante!! un abbraccio Giorgio
MILOBOXANTONIO   [Gen 20, 2009 at 02:47 PM]
Alla luce della clamorosa reale possibilita' della vita su marte rilasciata dalla nasa (non mi pare ci siano foto di vulcani attivi per giustificare la traccia di metano sulla superficie marziana) posssiamo ipotizzare un piccolo essere alieno incuriosito dal rover? o e' ancora troppo presto?
Paolo C. Fienga   [Gen 20, 2009 at 04:11 PM]
Carissimo Milobox,

noi possiamo legittimamente ipotizzare quello che suggerisci: ad oggi, nessuno (neppure la NASA, almeno in via ufficiale) è stato capace di spiegare che cosa fosse l'oggetto individuato da Carlo e quindi...Si, possiamo ipotizzare che si tratti di un "indigeno".

A dire il vero io sono convinto (e, penso, anche tu e tantissimi altri Amici) che i Rover abbiano "Compagnia" e sìano "sotto osservazione" dal momento in cui hanno iniziato a rollare sul suolo di Marte, tuttavia - in piena onestà - non ho ancora un'idea chiara della "forma" che potrebbero avere le Creature che vivono sulla Superficie di Marte, oggi.

Ok, si, lo ammetto: ho qualche idea...Ma è ancora presto per parlarne.

Un abbraccio PCF
george_p   [Gen 20, 2009 at 09:39 PM]
Caro Paolo, stai catalogando le varie tipologie? Sarebbe interessante fare un pdf da inserire nel sito. Ciao Giorgio
MareKromium   [Gen 21, 2009 at 02:08 PM]
...Eheheheheheh...Chissà, magari un pdf, magari un articolo, magari una conferenza... Un abbraccio! PCF
george_p   [Gen 21, 2009 at 09:39 PM]
Quando è che capiti da queste parti per conferenze? Sarebbe bello e l'occasione per incontrarci di persona!! un abbraccio, Giorgio
MareKromium   [Gen 22, 2009 at 11:29 AM]
...Eh, carissimo Giorgio...Nella Splendida Sardegna, fare una conferenza (per me, che sono un Sig. Sconosciuto - leggi "Mister Chi-lo-conosce"...) non è difficile...E', ad oggi, impossibile. Ahimè...

Commento 7 a 26 di 26
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