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M 42 in real colors
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Una visione ad HD della Grande Nebulosa di Orione: visibile nei nostri cieli invernali anche ad occhio nudo, ma in forma di gran lunga meno spettacolare rispetto a quanto ci è dato vedere in questa ed in altre immagini similari. Ma cos'è che permette alla splendida Grande Nebulosa di Orione di manifestarsi così come noi la vediamo? La "fonte" dello splendore della Nebulosa è dato dal "Trapezio": un gruppo di 4 stelle, le più luminose presenti nella nebulosa. Le strutture a "filamento" che rendono la Nebulosa ancora più suggestiva alla vista sono il prodotto di "onde d'urto" (ovvero di "collisioni" vere e proprie fra elementi pesanti - e che si muovono velocemente nello spazio - con gas stazionari o anch'essi in movimento, ma più lentamente rispetto ai primi). La Grande Nebulosa di Orione si estende nello spazio interstellare per oltre 40 AL e si trova ad una distanza da noi pari a circa 1500 AL, comunque all'interno del medesimo braccio della Via Lattea in cui si trova il nostro Sole (e noi con esso).
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Sono gli ultimi giorni di vita per Betelgeuse. Al momento del suo collasso, ci sarà da divertirsi.
Per il media australiano che racconta questa storia, si tratta di qualcosa che farà diventare matti i fan di Guerre Stellari. Se non altro, perchè se succedesse quello che gli scienziati preannunciano, la terra, per un breve periodo, diventerebbe uguale a Tatooine, il pianeta su cui è cresciuto Luke Skywalker, eroe della saga dei Jedi: caratteristica principale del planetoide desertico, l’avere ben due soli.
BETELGEUSE è la seconda stella più brillante nella costellazione di Orione (il Cacciatore) – è una supergigante rossa e una delle stelle più grandi che si conoscano, quasi 1000 volte più grande del nostro Sole [1]. È anche una delle stelle più luminose finora conosciute: emette più luce di 100 000 soli. Queste proprietà estreme pronosticano tuttavia la morte di un re stellare dalla vita breve. Infatti, all’età di solo alcuni milioni di anni, Betelgeuse è già alla fine della sua esistenza ed è condannata a esplodere in un prossimo futuro come supernova. Quando accadrà, la supernova dovrebbe essere facilmente visibile da Terra, anche in pieno giorno. Quando ciò succederà, avremo il nostro secondo sole, secondo il Dottor Brad Carter, ricercatore in un università australiana.
IL COLLASSO DI BETELGEUSE-
L’evento, dato ormai per certo dagli astronomi, potrebbe impiegare un po’ di tempo prima di verificarsi (anche milioni di anni), ma è probabile che Betelgeuse diventi una supernova nel 2012, illuminando il cielo notturno per due settimane e, di fatto, apparendo di giorno come un…secondo Sole.
Inoltre, successivamente la supernova provocherà la formazione di una stella di neutroni oppure di un buco nero, che sarebbe distante “appena” 1300 anni luce dalla Terra.
Nel momento in cui Betelgeuse diventerà una Supernova, essa rilascerà il 99% dell’energia prodotta sotto forma di particelle che, senza far danno, attraverseranno il nostro pianeta; questa “doccia di neutrini”, secondo Carter, porterà dei benefici alla Terra, in quanto queste particelle formano tutto ciò che è nell’Universo, inclusi materiali preziosi, quindi la supernova dovrebbe “rifocillare” il nostro suolo.
Molti catastrofisti sono convinti che l’esplosione di Betelgeuse porterà morte e distruzione, confermando la teoria dei Maya sulla fine del mondo nel 2012, francamente, c’è veramente poco che potremmo fare, anche se fosse così, quindi direi di aspettare e goderci lo spettacolo dei due Soli, che sicuramente vi ricorderà questo:
Quartina di Nostradamus C2 Q41
(La Crisi della Chiesa di Roma e l’Apocalisse finale)
«La Grande Stella nel Cielo Brillerà per Sette notti
Nel cielo si vedranno apparire due soli
Il Gran Mastino Urlerà tutta la notte
quando il Gran Pontefice lascerà la sua terra»
Mare, dici che nonostante la distanza ci sarebbero davvero degli effetti evidenti sulla Terra?
Calcolando che la luce percorre in un anno circa 9.500 miliardi di km per 650 diventa una distanza inimmaginibile
Se io vado ad un concerto con 500 mila persone e mi trovo in ultima fila, molto probabilmente ho la possibilità di vedere cosa fanno sul palco grazie ai maxi schermi.
E così mentre sullo schermo vedo di quello che succede (la luce ), il suono, perchè più lento, mi arriva dopo e con la sensazione di essere sfasato.
Così immagino che lo scoppio che è la luce la vedo subito ma eventuli neutrini li vedo un pò più tardi. O no?
anche se l'espressione è scorretta, diciamo che - per quanto attiene i Fenomeni Cosmici che accadono nello Spazio Profondo - noi vediamo tutto in "registrata".
La luce derivata dall'esplosione, se esplosione sarà, la vedremo tra un anno, ma la sua emissione - coincidente con l'esplosione - sarà avvenuta/avvenne tra i 475 ed 660 anni fa (le misurazioni della distanza Terra-Betel, come saprete, non sono proprio accurate...).
Va detto che la distanza fra Terra e Betel, comunque (ed ancorchè in termini cosmici), non è eccessiva e che Betel ha dimensioni, semplicemente "mostruose".
Prima vedremo la Luce (il "Lampo"), ma immediatamente dopo arriverà una gigantesca ondata di Particelle che potrebbero - secondo me - tranquillamente friggere la Terra e noi con Essa.
Le particelle partono esattamente al momento della deflagrazione e dunque se noi, fra un anno, vedremo la deflagrazione, fra quanti anni saremo "fritti" dalle particelle che sono partite un miliardesimo di secondo dopo di essa e che viaggiano alla medesima velocità della Luce che ci arriva?
E con questa "domanda-trabocchetto"...Vi saluto!
Un abbraccio a Tutti - paolo
p.s.: e pensate a che cosa potrebbe accadere a noi se l'Onda derivante dalla deflagrazione di Betel avesse, per caso, travolto e/o sconvolto altri "oggetti celesti" nel suo cammino verso le nostre Regioni...
Dopo il Lampo, quindi, la Cenere.
Brava Ivana! Per cui, se Betel davvero esplodesse e davvero fosse imponente come penso...Bye-Bye Mankind! - Brava e un abbraccio a Te - paolo
p.s.: i fenomeni di dispersione al momento non li considero ma, se volete, possiamo parlarne...
Solo le Radiazioni Primarie liberate dalla deflagrazione (ed esistenti in forma di micro-particelle simili, ancorchè assai più "dense" e "cariche", a quelle che formano il Vento Solare) viaggerebbero alla Velocità della Luce e quindi seguirebbero il Principio di Immediatezza degli Effetti dell'Esplosione visto sopra (con un risultato minimo: tutte le attrezzature elettroniche ed elettriche esistenti sulla Terra vengono "fritte" in un nanosecondo).
Ma poi pensate, ad esempio, alle componenti "pesanti" di Betel, le quali verrebbero proiettate nello spazio a velocità solo presso-relativistiche, ergo NON alla Velocità della Luce!
Ebbene queste "scorie" ("frammenti di stella"), in forma di Ondate di Materiali "Pesanti", potrebbero arrivarci addosso per ere ed ere, non necessariamente a partire dalla prima Ondata (Lampo + Particelle viaggianti a Velocità "c"), ma anche MOLTISSIMO tempo dopo (forse anche centinaia di migliaia o qualche milione di anni dopo). E pensate che "bombardamento" subirebbe tutto il resto del Sistema Solare (Sole incluso)!
A quali conseguenze andremmo incontro? Nessuno lo può sapere con certezza, ma CERTAMENTE qualcosa di grosso finirebbe con l'accadere: è inevitabile ritengo...
Vedete, questa non è un'ipotesi "catastrofista" (in senso stretto), questa è - semplicemente - una valutazione oggettiva e razionale di quello che potrebbe effettivamente succedere.
Poi, chissà, Betel non esplode affatto (o esplode fra "n" milioni di anni) o magari esplode e non succede nulla, poichè solo una minima parte della materia che la forma viene proiettata via (the Outer Shell), mentre il resto (lo Star-Core) ricollassa su se stessa e va a formare un Buco Nero (che sarebbe comunque vicinissimo a noi...).
E pensate poi a che cosa accadrebbe ai "dintorni cosmici" di Betel e, magari, alla stessa Grande Nebulosa di Orione (che potrebbe anche venir spazzata via...).
Insomma: comunque vada, non sarà - magari - un "successo", ma CERTAMENTE sarà uno Spettacolo che vale una Vita di attesa!
Abbraccio Circolare - paolo
p.s.: nel prossimo post, gli Effetti di Dispersione (e un'ipotesi di risposta alla domanda: "Ma quanta parte di Betel ci finirebbe addosso?") e qualche ipotesi alternativa.