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The "True Colors" of Mars (18)
Proprio nel Rayleigh scattering risiede la risposta alle domande che ci siamo posti all’inizio.
Nell’attraversare l’atmosfera, la maggior parte della radiazione di maggior lunghezza d’onda prosegue la sua traiettoria rettilinea. La luce rossa, arancione e gialla viene influenzata solo in minima parte dalla presenza dell’aria. Al contrario, la luce blu è diffusa in tutte le direzioni. In qualunque direzione si osservi, parte di questa luce giunge ai nostri occhi. Il cielo, pertanto, appare blu.
Vicino all’orizzonte il cielo è di un azzurro più chiaro perché la luce, per raggiungerci da questa direzione, deve attraversare più aria e viene diffusa maggiormente; pertanto siamo raggiunti da una minor quantità di luce blu.
Le nuvole e la nebbia ci appaiono bianche perché consistono di particelle più grandi delle lunghezze d’onda della radiazione visibile, e diffondono tutti i colori allo stesso modo. Tuttavia, in particolari condizioni, è possibile che in aria si trovino in sospensione particelle più piccole.

Alcune montagne sono famose per le loro foschie blu (ad es. a Les Vosges in Francia). In questo caso gli aerosol di terpene rilasciati dalla vegetazione reagiscono con l’ozono dell’atmosfera formando particelle di circa 200 nm adatte a diffondere la luce blu.
A volte, l’incendio di una foresta o un’eruzione vulcanica possono riempire l’atmosfera con particelle delle dimensioni di 500-800 nm. Queste particelle sono pertanto in grado di diffondere la luce rossa, provocando un effetto opposto a quello usuale. In questo caso è la luce rossa ad essere diffusa via dal raggio incidente e questo provoca, in alcuni casi, una colorazione blu della Luna. Questo è un effetto che accade assai di rado e nella lingua inglese è preso ad esempio di evento raro (once in a blue moon, una volta ogni luna blu; l’analogo del nostro “una volta ogni morte di papa”).


Parole chiave: Interpretations

The "True Colors" of Mars (18)

Proprio nel Rayleigh scattering risiede la risposta alle domande che ci siamo posti all’inizio.
Nell’attraversare l’atmosfera, la maggior parte della radiazione di maggior lunghezza d’onda prosegue la sua traiettoria rettilinea. La luce rossa, arancione e gialla viene influenzata solo in minima parte dalla presenza dell’aria. Al contrario, la luce blu è diffusa in tutte le direzioni. In qualunque direzione si osservi, parte di questa luce giunge ai nostri occhi. Il cielo, pertanto, appare blu.
Vicino all’orizzonte il cielo è di un azzurro più chiaro perché la luce, per raggiungerci da questa direzione, deve attraversare più aria e viene diffusa maggiormente; pertanto siamo raggiunti da una minor quantità di luce blu.
Le nuvole e la nebbia ci appaiono bianche perché consistono di particelle più grandi delle lunghezze d’onda della radiazione visibile, e diffondono tutti i colori allo stesso modo. Tuttavia, in particolari condizioni, è possibile che in aria si trovino in sospensione particelle più piccole.

Alcune montagne sono famose per le loro foschie blu (ad es. a Les Vosges in Francia). In questo caso gli aerosol di terpene rilasciati dalla vegetazione reagiscono con l’ozono dell’atmosfera formando particelle di circa 200 nm adatte a diffondere la luce blu.
A volte, l’incendio di una foresta o un’eruzione vulcanica possono riempire l’atmosfera con particelle delle dimensioni di 500-800 nm. Queste particelle sono pertanto in grado di diffondere la luce rossa, provocando un effetto opposto a quello usuale. In questo caso è la luce rossa ad essere diffusa via dal raggio incidente e questo provoca, in alcuni casi, una colorazione blu della Luna. Questo è un effetto che accade assai di rado e nella lingua inglese è preso ad esempio di evento raro (once in a blue moon, una volta ogni luna blu; l’analogo del nostro “una volta ogni morte di papa”).

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Informazioni sul file
Nome del file:ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE028.jpg
Nome album:The Readers Show and Tell...
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Parole chiave:Interpretations
Copyright:NASA - Spirit Rover Mission - M. Fagone
Dimensione del file:734 KiB
Data di inserimento:Ott 15, 2005
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Commento 1 a 4 di 4
Pagina: 1

saldam   [Ott 14, 2007 at 08:00 AM]
Dalla presente foto possibile notare il deposito della polvere del suolo sul piede della sonda, un fenomeno previsto visto che si va a toccare un fondo polveroso, a questo punto mi chiedo e vi domando come mai sulla luna questo non avvenuto? perch sui piedi di sostegno dei moduli lunari non presente nessun deposito di polvere?????
MareKromium   [Ott 14, 2007 at 10:40 AM]
Caro Saldam, benvenuto su Lunexit! Attenzione: i depositi di polvere rossiccia che vedi in questo frame potrebbero ragionevolmente essere (anzi: sono, ritengo) il risultato di azioni aventi una matrice eolica, come dicono i tecnici. Ossa, in parole povere: si tratta di depositi di sabbie e micropolveri trasportate dal vento. Sulla Luna, per definizione, l'azione eolica impossibile e poi, se pensi alla meccanica del Lunar Landing, noterai subito che i retro-thrusters usati quando il LM era a pochi metri dalla superficie lunare per rallentarne la discesa, emettendo particelle di exhaust (o combustibile esausto) a velocit elevata, semmai producevano l'effetto di allontanare polveri e detriti dal punto di discesa del LM (certo non li attraevano)...
I piedi (pads) del LM, in realt, si vedono "sporchi", in qualche rara foto Apollo, ma la polvere che li sporca il prodotto, ritengo, di azioni meccaniche imputabili agli Astronauti stessi ed ai loro movimenti nelle prossimit del Modulo Lunare.

Grazie per l'occasione che ci hai fornito per svolgere queste riflessioni! Un saluto - PCF
MILOBOXANTONIO   [Lug 30, 2008 at 03:46 PM]
a parte la polvere.. ma l'oggetto al suolo (si presume umano) non ha lasciato tracce di caduto, e' stato appoggiato o e' caduto dove c'e il solco alla sua sinistra e rimbalzando si e' depositato li'?
Gianluigi   [Lug 31, 2008 at 01:10 PM]
Quella specie di bombola avvolgeva la strumentazione per campionare il suolo, misura una trentina di centimetri ed stata espulsa dopo latterraggio.
A sinistra invece si vedono le tracce lasciate dal braccio del lander per le analisi (si insomma pi o meno come Phoenix oggi, per capirsi).
Un saluto!

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