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A slice of the Infinite beyond (7) - by Dr Alessio Feltri
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In questa rarissima immagine degli anni ’70 potete vedere un minuscolo (un centesimo di millimetro) frammento dello strato di cui sopra, riportato a terra da un pallone sonda. Nell’ingrandimento ho evidenziato uno dei soliti intrecci fibrosi radiali, quelli che definisco convenzionalmente “sinaptici”.
Le malattie sono solo un aspetto dell’enigma virus e nemmeno il più importante. Dallo studio dei virus oncogeni sappiamo che questi ultimi in alcuni casi provocano un’incontrollata proliferazione cellulare, mentre in altre circostanze si limitano ad indurre modificazioni innocue nel DNA.
In altre parole il virus se non ti uccide, ti cambia. Si potrebbe essere anche tentati di considerarli un raffinato espediente per automatizzare il controllo della quantità e del comportamento della biomassa planetaria, un motore occulto dell’evoluzione. Fantascienza? Forse, ma pare che la questione sia proprio questa.
Tutta la faccenda è sempre stata coperta da rigoroso riserbo. Il cancro può sopravvenire per molti motivi, ma, dato che ognuno di noi è un portatore più o meno sano di retrovirus potenzialmente oncogeni, determinate informazioni, se diffuse ufficialmente, potrebbero causare fenomeni di allarme sociale, anche senza scomodare implicazioni teologiche o devianze ipotizzabili sull’onda del “dagli all’untore” di manzoniana memoria. Molto più prudente appellarsi a non precisate cause genetiche. Si dice la verità e contemporaneamente non si dice nulla. Esattamente come quando si dice che sulla Luna o su Marte non sono state ancora individuate forme di vita.
Forse vi sembrerà che io mi sia spinto un po’ troppo oltre, ma c’è chi ha fatto di peggio e non era una persona qualsiasi, era il massimo esperto mondiale di DNA, premio Nobel insieme a Watson per la scoperta della doppia elica, Francis Harry Compton Crick (1916-2004).
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