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| Piú votate - SOLAR SYSTEM |

0-Saturn and Friends.jpgSaturn and His Moons207 visiteThe dozens of moons orbiting Saturn vary drastically in shape, size, age and origin. Some of these moons have rocky surfaces, while others are porous, icy bodies. Many have craters, ridges and valleys and some show evidence of tectonic activity. Some appear to have formed billions of years ago, while others appear to be pieces of a bigger, fragmented body. The most interesting one is Titan, the biggest of them all. Larger than Earth's Moon, Titan even has its own thick atmosphere - the only natural satellite in the Solar System with such a luxury. During its 4-year mission in this immense region, the Cassini spacecraft will extensively photograph many of these moons and collect data that will increase our understanding of their composition.
To date, 34 moons have been officially named. In alphabetic order, they are: Albiorix, Atlas, Calypso, Dione , Enceladus, Epimetheus, Erriapo, Helene, Hyperion, Iapetus, Ijiraq, Janus, Kiviuq, Methone, Mimas, Mundilfari, Narvi, Paaliaq, Pallene, Pan, Pandora, Phoebe, Polydeuces, Prometheus, Rhea, Siarnaq, Skadi, Suttung, Tarvos, Telesto, Tethys, Thrym, Titan and Ymir.
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Image058.gifA "New Door" on Tethys...378 visite...Ho isolato il particolare indicando con una freccia il GDU (Gravity Disk Unit). Il nome viene dal fatto che la sfera "nascente" dal GDU di solito si sposta ad una certa altezza dalla superficie, accompagnata da una specie di vortice pseudoconico semitrasparente, simile ad un fenomeno atmosferico di tipo ciclonico. Nell'animazione (ripresa da due distinte immagini Cassini) si vede abbastanza bene, a patto di guardare con attenzione per un paio di minuti.
Noterete come la sfera, inizialmente un po' più in alto della punta della freccia sulla destra, sembri spostarsi poi verso sinistra fino a toccare il piccolo cratere sopra la punta della freccia. Nella 3D si vede come il vortice si sia spostato con la sfera, in quanto noterai come l'immagine RED sia distanziata di molto da quella BLUE, indice certo di movimento relativo.
Vista la risoluzione della foto (il mio cellulare fotografa meglio) non posso certo pretendere di trarne conclusioni scientifiche precise, ma il fenomeno non mi è affatto nuovo, anzi a dire la verità l'ho riscontrato decine di volte anche nelle foto di Marte (e non solo).
Che i GDU siano delle specie di "porte" mi pare ormai abbastanza chiaro. Resta l'incertezza su cosa ci sia dall'altra parte...
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Mars.jpgEarth and Mars, soon closer than ever!102 visiteThe Red Planet is about to be spectacular again. In October and November 2005, Earth is catching up with Mars in an encounter that will culminate in a new close approach between the 2 planets.
The next time Mars may come this close is in AD 2287. Due to the way Jupiter's gravity tugs on Mars and perturbs its orbit, astronomers can only be certain that Mars has not come this close to Earth in the last 5000 years, but it may be as long as 60.000 years before it happens again. The encounter will culminate on October 30th.
By late October, Mars will be a bright star-like object in the sky and therefore very easy to spot.
Nota: le informazioni pubblicate in precedenza erano riferite al "contatto ravvicinato" Terra/Marte dell'AD 2003.      (15 voti)
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Image036-52-10075567_A.jpgBlue Flares and the Invisible Crater: Cone Crater233 visiteIn soccorso ci viene il fotogramma S70-49764 scattato il 12 Gennaio 1970 con obbiettivo 120mm - b/w - dallo stesso Apollo 14.
Mi limito a far notare come l'ombra del bordo occidentale si estenda per oltre 200 mt e, dato che sappiamo che l'ombra di quello orientale corrisponde ad un dislivello di circa 100 mt rispetto al fondo del Cone Crater, non ci vuole molto a stimare in diverse decine di metri l'altezza dell'orlo incriminato. In questo dettaglio è possibile stimare meglio le proporzioni ed i particolari del cratere: tutti elementi di cui, nelle foto panoramiche riprese "from the surface", non si trova alcuna traccia.     (15 voti)
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Comets-Hale-Bopp-01.jpgHale-Bopp - HST (2)63 visiteIn questi 8 frames HST l'Anomalia di cui parlavamo per il quadro precedente si vede ancora solo nelle prime due immagini (26 Settembre e 23 Ottobre). Noi diciamo con chiarezza che si tratta di qualcosa di reale e di inspiegabile; magari non sarà una Nave Spaziale aliena che si è accodata ad Hale-Bopp ma è certo che qualcosa era vicino alla cometa e 1) la seguiva oppure 2) faceva parte di essa.
Le Fonti Ufficiali non hanno detto MAI nulla, ma queste immagini parlano - chiaramente - da sole.
Che cosa, dunque, seguiva e/o accompagnava Hale-Bopp?!?...     (15 voti)
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Comets-Hale-Bopp-00.jpgHale-Bopp - HST (1)82 visiteDue immagini della famosissima Cometa Hale Bopp che, qualche anno fa, ci tenne tutti con il naso "all'insù" per qualche tempo.
Queste immagini (HST) nascondono un'Anomalia che hanno evidenziato (a quanto ne sappiamo) solo pochi Ricercatori: alla Sn del nucleo di Hale-Bopp - per di chi guarda il secondo dei due frames - si vede qualcosa (una sorta di "nuvoletta") che gli Scienziati si sono ben guardati dal tentare di interpretare (forse per paura di fare figuracce e/o di dire sciocchezze...). Di che cosa si tratta? Un frammento della Cometa? Un difetto dell'immagine? O forse, come dicono i Ricercatori più smaliziati, una "Nave Spaziale" che seguiva la cometa - ed ora perdonateci il gioco di parole - "accodandosi" ad essa?!?...     (15 voti)
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Miranda-PIA01354_modest.jpgMiranda (close-up of the Verona Rupes Region) - HR105 visiteCaption NASA originale:"Miranda, innermost of Uranus' large satellites, is seen at close range in this Voyager 2 image, taken Jan. 24, 1986, as part of a HR mosaicing sequence. Voyager was some 36.000 Km (22.000 miles) away from Miranda. This clear-filter, narrow-angle image shows an area about 250 Km (150 mi) across, at a resolution of about 800 meters (2.600 feet). Two distinct terrain types are visible: a rugged, higher-elevation terrain (right) and a lower, striated terrain. Numerous craters on the rugged, higher terrain indicate that it is older than the lower terrain. Several scarps, probably faults, cut the different terrains.
The impact crater in the lower part of this image is about 25 Km (15 mi) across".     (15 voti)
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Japetus-N00022350.jpgJapetus and "something" else? (1)116 visiteGiapeto viene fotografato da una distanza di poco superiore al milione di Km. La fotografia è brutta e Giapeto, come potete vedere chiaramente, è totalmente sovraesposto. Ma quello che rileva, in questa immagine, è il "corpo scuro" che sembra volersi celare dietro al bagliore intenso (glare) di Giapeto. Di che cosa si tratta? Secondo noi potrebbe trattarsi di un artifact, ossìa di un oggetto non reale, creatosi durante la fase di sviluppo e/o di processo e/o di elaborazione/compressione e/o, come in questo caso, di trasmissione a Terra dei dati relativi all'immagine originale. Questa è l'ipotesi più probabile. Ma non ci sembra neppure da scartare a priori l'altra possibilità, decisamente più suggestiva, per cui il "corpo scuro" che intravediamo, semi-immerso nella luce sia, in realtà, un oggetto reale: un'astronave aliena che osserva la Sonda Cassini-Huygens da vicino. Molto vicino...     (15 voti)
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NEPTUNE5.jpgNeptune from Voyager 2113 visite...luminose che agiscono sulla lunghezza d'onda del rosso).
Il movimento delle meravigliose formazioni nuvolose che caratterizzano gli strati superiori dell'atmosfera del Pianeta, come riprese dalla Sonda Voyager 2, ci hanno anche permesso di calcolare la velocità approssimativa dei venti che le muovono.
E così, a seguito di questo semplice calcolo, è stato possibile accertare che i venti di Nettuno sono i più forti dell'intero Sistema Solare: essi soffiano, infatti, a circa 2000 Km orari!     (15 voti)
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Hyperion-PCF-LXTT.jpgHyperion (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)1652 visitenessun commentoMareKromium     (14 voti)
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UnusualObject-N00122114-5.jpgUnusually-looking "Object" in the Space of Saturn (GIF-Movie; credits: Dr G. Barca)72 visiteUn fantastico GIF-Movie realizzato dal bravissimo Dr Barca, che "dedichiamo" alla NASA (con ironia, certo, ma sempre con ammirazione), in attesa che ci "dica" qualcosa al riguardo...MareKromium     (14 voti)
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ZM-O-TheSwingby-GIF.gifThe Swing-by (or "Gravity Assist"): deceleration (GIF-Movie)78 visitePer ottenere l'Effetto Fionda, il veicolo spaziale deve effettuare un ravvicinato Fly-By (sorvolo) del pianeta.
Consideriamo, a titolo di esempio, una sonda diretta verso un Pianeta Gigante: per esempio, Giove. All'avvicinarsi della sonda a Giove, la gravità di quest'ultimo attrarrà la sonda a sè, così aumentandone la velocità.
Ma dopo aver passato Giove, la gravità del Pianeta continuerà ad attrarre il veicolo, rallentandolo.
L'effetto sulla Velocità, relativamente al pianeta, è nullo (come deve essere in virtù di quanto previsto dal Principio di Conservazione dell'Energia), ma la direzione del veicolo risulterà cambiata.
Tuttavia, nelle nostre riflessioni, dovremo tener conto che i pianeti non sono fermi nello Spazio, ma si muovono lungo le loro orbite (attorno al Sole). La velocità dell'astronave/sonda non è cambiata allorchè misurata in riferimento a Giove, MA se la misureremo in riferimento al Sole potremo notare che essa è differente.
In base alla traiettoria scelta, l'astronave potrà guadagnare fino a due volte la Velocità Orbitale del pianeta.
Nel caso di Giove, questa è di oltre 13 Km/s. In questo modo, la gravità di Giove avrà prestato al nostro veicolo una quantità di Momento Angolare supplementare necessaria affinché esso possa giungere sino a Saturno usando poco (o zero) combustibile in più rispetto a quello usato per raggiungere Giove stesso.
Un Trasferimento alla Hohmann per Saturno richiederebbe un "Delta V" totale di 15,7 Km/s, il quale è al di fuori delle capacità degli attuali razzi. Usare più di una Fionda Gravitazionale, poi, potrà anche comportare degli allungamenti del percorso ma diminuirà in modo considerevole il "Delta V", permettendoci di mandare in orbita veicoli spaziali più grandi (e, quindi, necessitanti di maggior propellente).
Questa strategia è stata utilizzata dalla sonda Cassini-Huygens, la quale è effettuato due Swing-By con Venere, uno con la Terra, ed infine uno con a Giove, nel momento finale (ed allorchè diretta verso Saturno).
Rispetto al Trasferimento alla Hohmann, questo sistema ha ridotto il "Delta V" a 2 Km/s, e così la grande e pesante sonda Cassini-Huygens ha potuto raggiungere Saturno usando propulsori (a razzo) relativamente piccoli.
Questo tipo di missioni richiede un'attenta sincronizzazione e per questo motivo l'individuazione della Finestra di Lancio OTTIMALE è una parte cruciale per la corretta riuscita della missione.
Durante l'avvicinamento della nave spaziale ad un pianeta, l'efficacia della propulsione del razzo aumenta e quindi piccole spinte effettuate in prossimità del pianeta che fornirà il Gravity-Assist, inevitabilmente produrranno dei grandi cambiamenti nella velocità finale della nostra astronave.
Un buon metodo per ottenere più energia da un Gravity-Assist è quello di utilizzare i motori una volta in prossimità dell'afelio.
La spinta di un razzo comporta sempre lo stesso cambiamento della velocità, ma il cambiamento dell'energia cinetica è proporzionale alla velocità del veicolo al momento dell'accensione del razzo.
Come sempre, per ottenere il massimo dell'energia dal razzo, si dovrà accenderlo quando il veicolo si trova alla sua velocità massima, e cioè all'afelio.
Per esempio, un trasferimento alla Hohmann dalla Terra a Giove porterà l'astronave ad un fly-by con Giove con una velocità all'afelio pari a 60 Km/s ed una velocità finale di 5,6 Km/s, e cioè 10,7 volte inferiore.
Non va dimenticato, tuttavia, che il principale limite pratico dell'uso di una Fionda Gravitazionale è dato dalla quantità di massa disponibile per ricevere la spinta. E non solo: un altro limite è quello determinato dall'atmosfera del pianeta che si intende usare: in teoria, infatti, più si sarà vicini al pianeta che deve fornire l'assist e maggiore sarà la spinta che si potrà ottenere.
Ma se una sonda viene "collocata", durante il fly-by, in posizione troppo prossima all'atmosfera del Corpo Celeste che deve fornire l'assist, l'energia persa a causa dell'attrito con la sua atmosfera (o meglio: i suoi strati superiori) potrebbe essere superiore a quella guadagnata dall'Effetto Fionda.
In tal caso, la nostra Sonda, post fly-by, rallenterà e questo effetto può essere utile se l'obiettivo, nel caso concreto, non è quello di accelerare, bensì di perdere energia (esattamente ciò che la Sonda Messenger sta facendo con Mercurio).
(Nota Lunexit: questa seconda Tecnica, ripresa anche nel romanzo di Arthur C. Clarke "2010, l'Anno del Contatto" è nota come "Aerofrenata" (o "Aerobraking"). Nel romanzo - di cui suggerisco caldamente la lettura -, l'Aerofrenata veniva impiegata per rallentare l'astronave Sovietica Leonov che, una volta arrivata nei pressi di Giove, doveva poi raggiungere, con velocità ottimale - e cioè non solo con una velocità largamente inferiore rispetto a quella mantenuta durante la "crociera", ma anche con uno scarso e/o nullo consumo di propellente - ovviamente preziosissimo nelle operazioni effettuate nello Spazio Profondo (ossìa lo spazio che si trova oltre la Fascia degli Asteroidi) - il piccolo satellite "Io" e quindi posizionarsi stabilmente nel Punto di Lagrange esistente fra Io e Giove, per effettuare un rendez-vous con l'altra astronave Discovery)
I gravity-assist che vorrebbero usare il Sole in sé, invece, sono (al momento) impossibili in quanto esso non è in grado di cedere Momento Angolare.
Tuttavia, l'idea di accendere i motori quando si è giunti in prossimità del Sole, se posta in essere, avrà comunque l'effetto di aumentare il guadagno effettivo di velocità ottenibile dai soli razzi.
C'è comunque da considerare, a tal proposito, il limite dovuto alla resistenza al calore della sonda e quindi, logica alla mano, non si potrà arrivare mai troppo vicini al Sole senza (rischiare di) subire danni irreparabili.
(da Wikipedia - Voce "Fionda Gravitazionale" - note, correzioni e commenti ulteriori: Dr Paolo C. Fienga)MareKromium     (14 voti)
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