| Piú votate - SOLAR SYSTEM |

Hyperion-N00040251.jpgHyperion (5)77 visiteIl Fly-By di Hyperion, compiutosi durante l'ultimo week-end di Settembre 2005 è, forse, il più spettacolare - in termini di immagini ottenute dalla Sonda Cassini - fra tutti quelli sino ad ora effettuati. In questa (lunga) sequenza di frames - abbiamo estratto quelli, a nostro parere, più belli e significativi fra i tanti inviati a Terra - passeremo accanto ad Hyperion e guarderemo "dentro" ai suoi stranissimi crateri "conici" i quali, allorchè saremo davvero vicini alla superficie di questo piccolo mondo, ci faranno intuire la presenza di "qualcosa" sul loro fondo. Qualcosa di scuro che, in qualche immagine, potrebbe ricordare un fluido. Che i crateri di Hyperion sìano pieni di idrocarburi? Tutto può essere, ma una sola cosa è certa: queste immagini sono fra le più belle mai arrivate sino alla Terra...
Adesso siamo a poco più di 51.000 Km da Hyperion.     (12 voti)
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Titan-N00023130.jpgTitan64 visiteDue immagini di Titano, riprese da una distanza di circa 1,5 milioni di Km. Alcune caratteristiche superficiali di Titano incominciano a distinguersi con una certa chiarezza ed il giorno del "contatto" si avvicina. Certo è che, ancora oggi, fra le tante lune di Saturno, Titano, perennemente avvolto in una spessa coltre di nuvole di colore giallastro, sembra essere davvero la più enigmatica. Se la Sonda Huygens sarà fortunata, forse riusciremo a vedere ed a scoprire qualcosa. Titano ci sta aspettando...     (12 voti)
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Io-Masubi plume-GAL-PIA02502_modest.jpgThe "Masubi" plume86 visiteA plume of gas and particles is ejected some 100 kilometers (about 60 miles) above the surface of Jupiter's volcanic moon Io in this color image, recently taken by NASA¹s Galileo spacecraft.
The plume is erupting from near the location of a plume first observed by the Voyager spacecraft in 1979 and named Masubi. However, during the course of the Galileo tour of Jupiter and its moons, a plume has appeared at different locations within the Masubi region.
This color image is the same as the previously released false color mosaic of Io, but with special processing to enhance the visibility of the plume. The plume appears blue because of the way small particles in the plume scatter light.
North is to the top of the picture, and the Sun illuminates the surface from almost directly behind the spacecraft. The resolution is 1.3 kilometers (0.8 miles) per picture element. The images were taken on July 3, 1999 at a distance of about 130,000 kilometers (81,000 miles) by the Galileo¹s camera.
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Rhea from appx. 7.547.000 Km.jpgRhea from approx. 7.540.000 Km63 visitenessun commento     (12 voti)
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URANUSFROMVOYAGER2.jpgUranus from Voyager 2131 visiteLa più accreditata parla di "frammenti di ghiaccio" frammisti a roccia. Anelli sottili e scuri che, probabilmente, sono il ricordo di una qualche catastrofe planetaria avvenuta in epoche remote.
Una "stranezza", se così si può dire, di Urano attiene il suo asse di rotazione il quale è enormemente inclinato (qualche Scienziato usa dire scherzosamente, infatti, che Urano NON orbita intorno al Sole: Urano si limita a ROTOLARE nello Spazio...) e, talvolta, punta direttamente verso il Sole.     (12 voti)
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Sedna-07.jpgSedna's orbit in comparison with other bodies of the Solar System184 visiteL'orbita di Sedna, secondo una ricostruzione NASA:"...falls inside what was previously thought to be the inner edge of the Oort Cloud. The Oort Cloud is a spherical distribution of cold, icy bodies lying at the limits of the Sun's gravitational pull. Sedna's presence among them clearly suggests that this Oort Cloud might be much closer than scientists believed...".
Errori su errori: ecco che cos'è - giustamente - la Scienza. Fare delle ipotesi e poi, se qualcosa non 'torna', accettare l'errore e ricominciare. Con la Nube di Oort sembra che questo processo sia stato facile, ma quando si parla della Luna, di Marte e dei Satelliti maggiori di Giove e Saturno, i dubbi e le ammissioni circa la commissione di errori lasciano il posto a 'Monolitiche Certezze'. Perchè?!?     (21 voti)
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Sedna-04.jpgSedna from the Hubble Space Telescope (2) - detail196 visiteNon sappiamo nulla circa la composizione di Sedna, ma l'ipotesi che sostiene si tratti, in fondo, di semplice ghiaccio e roccia, non appare corretta. Ciò che sappiamo per certo, invece, è che Sedna possiede una superficie di colore rosso intenso, forse simile al cinabro.
Un altro dato curioso che riguarda Sedna è il suo periodo di rivoluzione, il quale si compie ogni 40 giorni. Un periodo, dunque, lunghissimo, ove rapportato a quello degli altri Corpi Celesti "Solitari" presenti nel nostro Sistema Solare (comete ed asteroidi in particolare).      (21 voti)
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Tethys - artstic vision.jpgTethys & Saturn144 visitenessun commento     (18 voti)
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IMAGE063-APOLLO 17 AS 17-145-22202.jpgBloody Moon... (5)263 visiteE così, chiudendo questa incredibile Investigation con il frame ultra-compresso che viene messo a disposizione del Pubblico dall'"Apollo 17 Lunar Surface Journal (Image library)", vorremmo ringraziare il Dr Feltri per il solito - spettacolare - contribuito ed il Dr Barca per la notevolissima attenzione che ha posto nell'analisi visuale dei NASA Original Apollo frames e che gli ha permesso l'identificazione di un dettaglio davvero sconcertante.
Un'analisi che, se eseguita con passione ed attenzione - credeteci! - riserva sempre (SEMPRE) qualche sorpresa...     (9 voti)
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Rhea-N00055767.jpgMoments of Rhea (7)65 visitenessun commento     (9 voti)
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Rings-PIA07654.jpgCrescent Enceladus and Crescent Rings64 visiteSunlight reflects off the bright, frozen surfaces of the billions and billions of particles comprising Saturn's Rings to brighten the Planet's Southern Skies.
The particles in Saturn's Rings are each too small to be seen by Cassini in this image but, if they could, each would look like the bright reflective crescent of Enceladus seen here, with each reflecting sunlight onto the Southern Hemisphere of the Planet.
The image was taken in polarized infrared light with Cassini's wide-angle camera on Nov. 2, 2005, at a distance of approx. 1,7 MKM (1,1 MMs) from Saturn and at a phase angle of 119°. The image scale is roughly 104 Km (about 65 miles) per pixel.     (9 voti)
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ZB-T-Surface map of Pluto.jpgSurface Map of Pluto82 visiteQuando si parla del Sistema Plutone-Caronte in molti (anche noi...) parlano - a nostro avviso impropriamente - di "Sistema Binario", con ciò intendendo il fatto che i due corpi celesti in questione hanno dimensioni similari e si muovono ad una modesta (sempre in termini cosmici) distanza media l'uno dall'altro. In realtà il rapporto che lega Plutone a Caronte è comunque un rapporto di "maggiore" a "minore" o, se preferite, di "Parent Planet" a "moon" (o "satellite") e quindi parlare di Sistema Binario è errato.
Per Sistema Binario, infatti, si dovrebbe intendere un rapporto "alla pari" fra i 2 corpi il quale - prescindendo anche dalle loro effettive dimensioni - si fonda su un principio di "Equilibrio Gravitazionale" fra di essi. Un "equilibrio" in virtù del quale non c'è nè un Parent Planet, nè una moon, bensì 2 corpi celesti "connessi ma indipendenti", i quali si muovono armonicamente e sincronicamente l'uno rispetto all'altro secondo traiettorie definite dalle loro reciproche interazioni gravitazionali.     (9 voti)
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