| Piú votate - Investigations, Facts, Opinions and Theories |

IMAGE069-AS16-107-17419 HR.jpgAS 16-107-17419 (HR) - Summary (labeled)150 visitenessun commento     (9 voti)
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IMAGE060-APOLLO 17 AS 17-145-22201 detail mgnf.jpgBloody Moon... (2)333 visite1.) I frames AS 17-145, da 22201 a 22203, sono stati ripresi dall'interno del Lunar Module ed inquadrano un'area della superficie lunare la quale, ovviamente, è stata molto disturbata dal passaggio degli Astronauti.
Un'area su cui, guardando attentamente, ci sono diversi oggetti anomali, come questo ad esempio (estratto dal frame AS 17-145-22201).
Oggetti - aggiungiamo noi alle parole del Dr Feltri - che non è davvero semplice spiegare e giustificare, anzi...Diremmo che è praticamente impossibile farlo.     (9 voti)
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Image056-Mercury.jpgThe secret of Hun-Kal226 visiteRELAZIONE TECNICA
1) L'immagine ci prova che di Mercurio esistono foto molto più dettagliate di quanto abitualmente diffuso su Internet e altri media;
2) Il posizionamento del cratere principale nella foto è "casualmente" coincidente con la posizione in cui si concentra abitualmente l'attenzione dell'occhio umano (cioè nell'area compresa tra il centro e i 2/3 dell'immagine), in modo che eventuali commenti dei profani si indirizzino verso l'imponente struttura verticale laminare che emerge dall'ombra e di cui è impossibile decifrare l'esatta natura.
3) Negli anni '70 gli scienziati ancora pensavano e speravano che il cover-up fosse temporaneo, per cui ai margini delle foto lasciavano sempre qualche indizio. In questo caso basta guardare all'estremità superiore dell'immagine, di cui possiamo vedere un dettaglio: Le strutture reticolari sinaptiche sono veramente splendide e l'origine biogenica è inequivocabile anche per l'osservatore più disattento.
CONCLUSIONI
L'immagine è autentica, in quanto le strutture sinaptiche radiali sono perfettamente identiche a quelle già riscontrate in altre circostanze nei vari corpi del sistema solare. Da altre foto di Mercurio si evince poi una presenza molto importante di reti sinaptiche su tutto il pianeta, a mio parere in parte dovuta alle forti escursioni termiche.
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Image053-Ukert-6.jpgUkert: the "pseudo-triangular" Lunar Crater211 visite"...la NASA ha tentato molto debolmente di attribuire le perforazioni sulle lastre a non ben precisate piogge di meteore ma poi qualcuno ha pensato bene di non scivolare nel ridicolo e tutto è caduto nel dimenticatoio, laddove è rimasto da circa 40 anni...
Ma, se la tesi avanzata dai Thunderbolts - e basata sugli effetti delle correnti 'Birkeland' al suolo - fosse corretta al 100% e queste formazioni avessero un'origine elettromagnetica del tutto naturale, perchè allora affannarsi a truccare le foto? Certo non perchè c'è chi ha paura che, prima o poi, verremo tutti "cotti a microonde"...
Ma no, è impossibile: in fondo, sulla Terra, un'evenienza del genere dovrebbe essere preceduta e preannunciata da perforazioni dello strato di ozono ai poli e da anormali recrudescenze degli uragani tropicali.
Tutti eventi assurdi..."     (9 voti)
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Image052-Ukert-5.jpgUkert: the "pseudo-triangular" Lunar Crater227 visite"...La censura che appare nel punto identificato come 'A' e le strane lastre che appaiono in 'B' (si tratta del frame precedente) sono elementi i quali vengono confermati da questa immagine Apollo 17, in cui la solita ombra - che vogliamo definire "provvidenziale" e che, come si vede benissimo, è stata estesa ad hoc ma in modo alquanto approssimativo... - corrisponde ai "puntini censori" di cui si è parlato e che si sono visti benissimo in uno dei frames precedenti.
Vogliamo fare dell'ironia? Sarò malizioso, ma il Lunar Orbiter risale agli anni '60 e, proprio in quel periodo, i "puntini censori" erano molto usati negli USA - e non solo - per coprire le "zone critiche" e perciò più "interessanti"... delle spogliarelliste!
E poi, in fondo, le stranezze (anche) nei dintorni di Ukert non mancano davvero...il LO 3, infatti, aveva già individuato nell'area di Ukert un evidente intreccio a maglia quadrangolare (o intreccio 'sinaptico') ben visibile al centro dell'ingrandimento di cui al frame che segue...".     (9 voti)
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Image034-51-Plates4B.jpgBlue Flares and the Invisible Crater: Panorama and Image from Above (1)224 visitePassi per il Weird Crater, che è piccolo e facile da dissimulare, ma il Cone Crater è un "gigante" del diametro di almeno 330 metri e profondo quasi 100: significa 2 volte e 1/2 il famoso cratere marziano Endurance, ripreso da Opportunity per oltre 6 mesi!
E allora? Sarà sicuramente un’illusione ottica, le foto ravvicinate del cratere ci tranquillizzeranno e ci faremo una bella risata sulla nostra ingenuità. E invece no. Secondo la NASA, Shepard e Mitchell avrebbero rischiato la pelle per arrivare sulla Luna, avrebbero scarpinato in atmosfera 0 per oltre 1 Km e poi, una volta, raggiunto questo maestoso cratere, si sarebbero religiosamente fotografati le punte dei piedi. Potremmo avanzare varie ipotesi: forse gli Astronauti hanno attraversato un momento di (enorme) appannamento mentale; o forse la “testolina” che spunta dall’ombra non è una formazione geologica e ha fatto qualcosa che ha innervosito i nostri Eroi. Il fatto certo è che tutto quello che gli Astronauti avrebbero fotografato è presente in questa tavola, riferita alla stazione di rilevamento C.      (9 voti)
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Image023.jpgThe "Hills of Disgrace" : the "REAL Horizon" and a "Black Anomalous Structure"539 visite...anzi: Vi lascio a riflettere con un ulteriore (ed inquietante) enigma, innescato da quella strana struttura (alta circa 300 mt) che appare evidenziata dal settore circolare in questo dettaglio 3D della solita foto del Sol 210.
Non mi dilungherò in questa sede nell’esposizione di teorie ed ipotesi: vorrei solo ricordarVi che il frame PIA06770 mostrava il Longhorn Outcrop ed il bordo del Cratere Gusaev e che ambedue i soggetti sono stati pesantemente ritoccati usando metodologie che NON POSSONO RITENERSI CASUALI.
L’immagine è, concettualmente, quasi totalmente falsa, MA NON perché sia stata ripresa sulla Terra (alla “Capricorn One”, tanto per intenderci...), ma in quanto stravolta "via software" e con modalità neppure troppo sofisticate.
E allora, visto che questa foto è falsa, in base a quali criteri dovremmo credere all’autenticità delle altre?
ALESSIO FELTRI
...Ed inoltre - aggiungiamo noi - che cos'è che vale la pena di nascondere così disperatamente e, a ben vedere, così male?!?...     (9 voti)
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Image018.jpgThe "Hills of Disgrace" : "Longhorn Outcrop" (detail mgnf)297 visiteIl metodo impiegato per ottenere questi "effetti speciali", a nostro avviso, è quello definito "FALSIFICAZIONE PROGRESSIVA": in altre parole, più la camera del Rover si avvicina ad un obbiettivo e più le foto vengono sfocate e private dei dettagli, fino a che - magicamente!!! - tutto si schiarisce e vengono quindi diffuse delle immagini dettagliatissime di corpi ed oggetti i quali (purtroppo!) non sono mai realmente esistiti.
Ne volete una prova? Esaminiamo il procedimento nella seguente immagine 3D, in cui possiamo vedere la roccia rotondeggiante che campeggia al centro del Longhorn Outcrop.
Osservate come la “stoneshell” (come chiamo queste particolari formazioni rocciose) del Sol 203 si sia trasformata - in una sola settimana Marziana! - in un anonimo "pietrone".
E nulla del contorno originale si è salvato da questa fine ingloriosa! Guardate ad esempio il "vortice traslucido" sulla Sn della foto in alto il quale - sempre per "magia"... - si è tramutato in una specie di “pernetto” lapideo...     (9 voti)
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Image015.jpgThe "Hills of Disgrace" : the "Area from below"336 visiteLa situazione diviene addirittura "comica" in questa immagine delle pendici delle Columbia Hills ripresa diversi Soles prima dell'inizio della salita (siamo nel Sol 147).
Tutti i dettagli che avevamo osservato così bene nella planimetria ora ci appaiono “spianati” in modo assolutamente innaturale ed il “possible outcrop” di West Spur - che in seguito sarebbe stato battezzato "Longhorn" - ne esce quantomeno ridimensionato.
Guardate anche l'immagine successiva...     (9 voti)
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Mars_and_Phobos.jpgIs there anything inside Phobos?114 visite"...Le onde radio trasmesse da MARSIS sono rimbalzate indietro rivelando la struttura interna del più grande dei due satelliti di Marte, Phobos, rivelando quelle che sembrano essere strutture complesse situate in profondità...".
Ok, la solita "notizia/non notizia". Cosa intendiamo per "strutture complesse"? E "quanto" in profondità? Ipotesi? Si, le solite: "studieremo meglio e con maggiore attenzione". Sarò morto (e sarete morti) da almeno un paio di millenni prima che questi "studi" finiscano o arrivino a capo di qualcosa di serio e concreto...MareKromium     (8 voti)
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 16 AS 16-116-18603 I-HR-2.jpgAS 16-116-18603 - The "Artifacts" (2)161 visitenessun (ulteriore) commento     (8 voti)
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010.jpgSpace Heat-Shields - The "Truth"167 visiteOra il fatto (grave) è che questa "riproduzione" della realtà può facilmente essere modificata (a volte spianando ed uniformando, a volte asportando ed aggiungendo e chi più ne ha, più ne aggiunga...) e renderizzata, fornendo in tal modo al Pubblico l’immagine di Marte che si vuole (magari "desertica e rassicurante", come le certezze che ci dà la nostra - intoccabile - Scienza Convenzionale esigono).
Il tutto, naturalmente, a condizione di non commettere sciocchezze....
Per comprendere meglio il funzionamento del sistema, potete osservare quella perforazione a “8” che avevo citato (N. 2) riguardo all’immagine MGS-3D del Cratere Bonneville.
Quanto vedete in quest'ultimo frame, secondo la NASA, sarebbe quello che vedreste di quella "formazione" se Vi trovaste sulla superficie del Pianeta.
E' ovvio che confrontando la "pianta" con questo "prospetto" potrebbe venirvi il legittimo dubbio che qualcuno stia cercando di nascondervi qualcosa...
E, forse, avreste ragione!      (8 voti)
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