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Piú votate - Saturn: the "Ringed Beauty" and His Moons
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Phoebe-PIA06118.jpgThe Craters of Phoebe: names59 visitenessun commento55555
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Phoebe-1-PIA06117.jpgPhoebe: names, features and details59 visiteCaption NASA originale:"The craters are named for the Argonauts, explorers of Greek mythology who sought the 'Golden Fleece' (--->Vello d'Oro). Argo was the name of their ship. The largest crater, approximately 100 Km (62 miles) across, is named after the leading Argonaut, Jason. Phoebe is an outer moon of Saturn and is 220 Km (136 miles) across.
The image montage displays mosaics made of individual, very HR images: from 80 meters (260 feet) to 200 meters (660 feet) per pixel".
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Janus-N00028962.jpgJanus and the "Lord of the Rings"59 visitenessun commento55555
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Japetus-A-W-Deathstar-27.jpgWhat is the "real shape" of Japetus?57 visiteSecondo noi su Giapeto è accaduto "qualcosa" e, molto probabilmente, su Giapeto esistono e sono visibili le tracce di un'attività NON NATURALE che si è svolta (e che, magari, si sta ancora svolgendo...) sulla sua superficie. Ma NON è il "Muro" di Giapeto che ci ha convinti, nè la sua "Torre", nè il "Pentagono", nè la sua presunta "Struttura Geodesica"! E' la "SOMMA di queste Singolarità" (queste ed altre di cui potrete leggere direttamente sull'articolo del Prof. Hoagland) che ci porta a credere che la razionalità e la Scienza Convenzionale DA SOLE non bastano a spiegare le fattezze di questo corpo celeste sino ad ora colpevolmente snobbato (almeno per quanto ne sappiamo...) dalle investigazioni "ufficiali"!
Noi non crediamo che ogni Singolarità/Anomalia possa avere una spiegazione convenzionale, così come non possiamo credere che ogni Anomalia/Singolarità sia, in realtà, una "Struttura Artificiale"! E' questa "volontà irrefrenabile" di dare una risposta a tutto che rende il lavoro del Prof. Hoagland...
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Enceladus-P-IMG001391-br500.jpgEnceladus, here and there!59 visiteEncelado: la piccola "Luna di Ghiaccio" ci mostra per intero il suo luminoso volto nell'immagine centrale (ripresa da una distanza di circa 180.000 Km) e poi alcune delle sue incredibili caratteristiche superficiali (canyons, crepacci, fratture, canali etc.), nei 2 frames di Dx e di Sx - ripresi da una distanza media di circa 24.000 Km (Sx) e 12.000 Km (Dx).55555
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Rhea-N00026679.jpgThe limb of Rhea60 visitenessun commento55555
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Mimas-N00026566.jpgThe "Eye" of Mimas62 visiteCaption NASA originale:"Whatever hit Mimas nearly destroyed it. What remains is one of the largest impact craters on one of Saturn's smallest moons. The crater, named Herschel after its discoverer, spans about 130 Km and is pictured above in the dramatic light of its terminator. Mimas' low mass produces a surface gravity just strong enough to create a spherical body but weak enough to allow such relatively large surface features. Mimas is made of mostly water ice with a smattering of rock - so it is accurately described as a big dirty snowball".
Una descrizione accurata ed interessante, in linea con le più recenti correnti di pensiero scientifico relative alla struttura ed alla composizione di Mimas.
Tuttavia, assumendo come vere queste informazioni, ci chiediamo come abbia fatto una "palla di neve sporca" a resistere senza disintegrarsi del tutto a seguito dell'impatto che generò il cratere Herschel.
Deduzione: forse Mimas non è solo ghiaccio d'acqua ed un pò di roccia, come ci stanno insegnando...
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Japetus-N00026427.jpgThe limb of Japetus, from approx. 104.000 Km58 visiteRipresa semplicemente spettacolare e ad altissima definizione del bordo di Giapeto, in quel suo versante "martoriato" dai crateri da impatto. L'immagine, da un punto di vista squisitamente tecnico e scientifico, non ci dice molto (notiamo, semmai, che Giapeto assomiglia davvero molto - almeno apparentemente - a Mercurio e, in parte, alla nostra stessa Luna); da un punto di vista meramente estetico, tuttavia, dobbiamo dire che essa è bellissima e di grande effetto!55555
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Japetus-N00026332.jpgSurface features and "photographic artifacts" on Japetus56 visiteUn esempio (anzi: un campionario) di "artefatti fotografici", ossia di "imperfezioni" dell'immagine le quali suggeriscono la presenza di luci ed oggetti nelle prossimità di Giapeto i quali, invece, non esistono. Considerate questo frame in correlazione con il frame ANOMALY - Streak of light, per poter cogliere le sostanziali diversità fra i "tipi" di tracce" lasciate sui due frames.55555
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Japetus-N00026392.jpg
Japetus-N00026392.jpgJapetus' limb (from 58.000 Km)58 visiteDettaglio del bordo (limb) di Giapeto che evidenzia un "mare" di dimensioni piuttosto consistenti e quindi l'area attorno al terminatore, ricca di rilievi e di crateri da impatto i quali, grazie al gioco di luce ed ombra, acquisiscono profondità e dimensioni. Non è da escludere che l'area fortemente craterizzata visibile proprio sul terminatore (e su cui contiamo almeno 11 crateri di notevoli dimensioni e, almeno apparentemente, di età similare) sia il risultato di una serie di impatti sequenziali (una cometa andata in pezzi?) oppure - anche se appare meno probabile - una serie di impatti simultanei (meteor shower?).55555
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Enceladus-PIA06547_modest.jpg
Enceladus-PIA06547_modest.jpgEnceladus in visible light60 visiteCaption NASA originale:"Hints of the curving linear grooves that crisscross bright, icy Enceladus are just discernible in this image captured by the Cassini spacecraft. Enceladus is almost entirely composed of water ice and has a surface as bright as snow. Its diameter is 499 Km (310 miles).
This view shows principally the leading hemisphere of Enceladus. The image was taken in visible light with the Cassini spacecraft narrow angle camera on Nov. 1, 2004, at a distance of 1,8 MKMs from Enceladus and at a Sun-Enceladus-spacecraft, or phase, angle of 108°. North is up. The image scale is about 11 Km (or 7 miles) per pixel. The image has been magnified by a factor of two and contrast enhanced to aid visibility of surface features".
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Mimas-N00025980.jpg
Mimas-N00025980.jpgMimas and Saturn57 visiteLe immagini che ci capita quotidianamente di esaminare sono, a nostro avviso, sempre bellissime. E non ci riferiamo soltanto alla loro "qualità intrinseca", ovviamente (a volte, anzi, è proprio essa a mancare, vuoi perchè l'immagine è sfuocata, vuoi perchè è sotto o sovra-esposta etc.): ci riferiamo alla "qualità del loro contenuto". Pensateci bene: molti pensano che, dopo aver visto 100, o 1000 o anche 10000 frames provenienti dallo Spazio, anche gli Anelli di Saturno possono venire a noia o sembrare banali: in fondo si tratta SEMPRE dello stesso soggetto, ripreso migliaia di volte... Ebbene, la bellezza ed il fascino del nostro lavoro sta proprio in questo: secondo noi, infatti, non esistono neppure due foto provenienti dallo Spazio (Marte, Giove, Urano oppure Saturno e le sue tante Lune) che siano davvero identiche. Molte immagini possono sembrarlo; tante immagini sono simili, ma due immagini uguali non le troverete mai. E' per questo che il viaggio che abbiamo intrapreso è meraviglioso...55555
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