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| Piú votate - Curiosity and the Exploration of Gale Crater |

SOL0088-CR0_405291420EDR_F0050104CCAM05087M-PR-LXTT-IPF.jpgLifeform?!? - Sol 88 (Credits for the research: Pierluigi Ruggeri/Lunar Explorer Italia/Italian Planetary Foundation)220 visiteNel ringraziare il nostro Nuovo Amico e Compagno di Viaggio, Pierluigi Ruggeri, per l'interessantissima segnalazione, desidero quotare quanto da lui scrittomi quando gli ho parlato, a proposito del contenuto di questo frame, di "possibile Scoperta": "...sono convinto che non si scopre niente, ma si ritrova sempre qualcosa...".
Si, vero: parole di grande Saggezza ed Equilibrio. Quella Saggezza e quell'Equilibrio che, quando leggo le dichiarazioni degli Amici di Pasadena - oppure di altri Scienziati e Ricercatori "Professionisti" i quali si occupano dell'investigazione "a tutto tondo" del Pianeta Rosso -, proprio non riesco a trovare.
A leggere costoro, si passa con estrema nonchalance dal "nulla di nuovo sotto il Sole" alle "possibili Scoperte Epocali", e poi ci si ritrova SEMPRE a discutere del solito niente. Mai un seme di Speranza o di (sano) Possibilismo, mai una Voce "fuori dal Coro", mai un'Ipotesi - anche quietissima, ci mancherebbe! - di "sorpresa" nell'analisi di quelle che sono, sempre e comunque, "Cartoline da un Mondo Alieno".
Nulla.
Tutto ci che si osserva SEMPRE e COMUNQUE parte del "prevedibile", del "si supponeva", del "conferma quanto si sospettava o si sapeva gi da tempo". Va bene. Ne prendo atto. Ne prendiamo atto. La nostra Scienza, evidentemente, ha gi capito tutto (o quasi tutto), e l'Investigazione di altri Mondi solo finalizzata alla ricerca di conferme.
Bene.
Io, per - e lo dico e scrivo sinceramente -, nonostante un abbondante quarto di secolo trascorso a studiare ed a documentarmi (a livello Universitario ed oltre), non mi ero proprio accorto che fossimo cos "avanti". No, proprio non me ne ero accorto. Mi scuso e faccio ammenda.
Ed a questo punto esprimo la mia (umilissima ed insignificante, lo so) opinione: a mio parere la nostra Scienza ci ha insegnato TANTO. Anzi: TANTISSIMO! Ma questo "tantissimo", laddove paragonato a quello che dobbiamo (e dovremmo, se avessimo anche solo un minimo di Umilt) ancora imparare, parente stretto del nulla.
Dello Zero. A mio modo di vedere, quello che oggi fa la Scienza "Convenzionale" "rassicurare". E' dirci (e ripeterci, sino alla nausea) che "va tutto come doveva andare, come pensavamo che fosse e come avevamo gi dimostrato dovesse essere".
Perch questo atteggiamento? Non saprei. Io credo che l'Equilibrio, nella Scienza come nel vivere quotidiano (che di "scientifico", purtroppo, ha men di niente), sia essenziale, e che il tempo dei "proclami", specie in un ambito come quello che trattiamo su queste pagine, debba essere dimenticato.
Tuttavia, tra il "proclamare" (appunto) scoperte inesistenti (o altamente questionabili o, magari, ancora in fieri) ed il restare sulle linee continue della "mancanza di meraviglia" e della (a ben vedere) "investigazione canonicamente eseguita" ma, ahinoi, assai di frequente (e lo scrivo per ESPERIENZA DIRETTA!) "superficiale e strabica", ce ne passa!
Quante foto di "sassi" (si: dei banalissimi "sassi", ancorch Marziani), ampiamente commentate e studiate dalle "Best Minds" della NASA e delle Maggiori Universit Americane (e non) abbiamo visto negli ultimi anni? Incontabili.
E, d'altra parte, quante immagini "intrinsecamente stupefacenti", per contenuto ed implicazioni possibili, abbiamo visto commentate e studiate, sempre negli ultimi - diciamo - 8/10 anni, dai medesimi personaggi di cui sopra? Semplice: nessuna.
O forse una, ottenuta dal Rover Spirit oltre 8 anni fa e riguardante una (comunque, ed a parere della NASA, "spiegabilissima") "Striscia di Luce" apparsa nel tardo Cielo Marziano, sopra il Cratere Gusev.
Noi, come Gruppo di Ricerca Lunar Explorer Italia (e, da qualche mese, anche come Italian Planetary Foundation), negli ultimi otto anni, abbiamo proposto centinaia di immagini "controverse" ed abbiamo lanciato pietre in uno stagno (perdonatemi la metafora) le cui acque sono, a dir poco, immote.
E sapete che cosa abbiamo ottenuto, nonostante ci si sia mossi SEMPRE con pragmatismo, cautela e, nei limiti delle nostre capacit e competenze, Professionalit? Nulla. Anzi: ci siamo pure beccati (io per primo) qualche bella serie di insulti (ovviamente provenienti da anonimi codardi).
E perch?
Perch "abbiamo (ed ho, spesso, in prima persona) messo in dubbio la Scienza" ed i suoi "Canoni" (oltre che i suoi "Contenuti").
Beh, se uno Scienziato VERAMENTE tale, io credo che il suo compito debba essere, istituzionalmente, SOLO UNO: dubitare. Sempre. Di tutto. Perch solo dubitando si cresce (come persone e come professionisti), si cerca di pi e meglio, si scopre qualcosa di nuovo (a volte) e, alla fine, si pu anche arrivare - chiss... - a "riscrivere la Scienza e la Storia".
Ma la tristissima Verit che, oggi, non c' posto per coloro che dubitano, n negli Atenei, n nelle Istituzioni di Ricerca ultra-Universitarie. C' bisogno di conferme. Di ulteriori conferme. E di omologazione: di idee, processi, fatti e Leggi. Nulla di pi. E chi "esce fuori dal coro", deve essere "isolato" e, preferibilmente, "sputtanato" - sorry per la volgarit. Deve essere (per ora non ancora "fisicamente", ma quasi...) eliminato. Messo "out". Fuori.
Uno scenario deprimente, ma visibilissimo: basta (saper) cercare e leggere...
Tutto ci premesso, ritorno all'inciso iniziale di Pierluigi: "scoprire no, ritrovare si". Ecco, in questo semplice e correttissimo inciso, il Valore del nostro Comune Lavoro: forse (anzi, CERTAMENTE) non scopriremo mai nulla, ma QUALCOSA, DI CERTO, finiremo con il ritrovarla".
E, forse, di "cose ritrovate", su queste pagine ("cose" che hanno l'apparenza, il colore e, a volte, anche il "sapore" della "Vita", nel senso pi ampio e profondo, e perci Universale, del termine) ce ne sono davvero tante. L'ultima, in ordine di tempo, ma certo non la meno importante, quella che Vi proponiamo in questo frame, il quale passato - direi ovviamente... - inosservato ed incommentato.
Un rilievo "tubolare" (sconcertante nella sua chiarezza e molto ben evidenziato dall'aumento di contrasto operato sul frame Originale NASA - Curiosity), che tanto ci ricorda alcune Forme Vitali Acquatiche Terrestri, sia Marine, sia Lacuali e Fluviali.
E' un fossile? E' una "testimonianza" di qualcosa che c'era una volta ed ora non c' pi? E' esso stesso una "Forma Vitale Indigena"? A queste domande, lo sapete, noi non possiamo rispondere. Per il "dubbio" che tutto quanto ci sia stato raccontato sino ad oggi, a proposito di Marte (e non solo...) dalla "Scienza Convenzionale" (o "Ufficiale", come dicono alcuni) non sia proprio esatto, ci venuto.
Ed proprio su questo Dubbio, cos simile ad un terreno sdrucciolevole e periglioso, che noi, poveri mortali, cerchiamo quotidianamente di muoverci, di camminare e, a volte, anche di correre. Il tutto restando SEMPRE ben saldi nella TESTA e sulle GAMBE!
Pensateci sopra...
Un Grande Ringraziamento a Pierluigi Ruggeri, ed ancora "Benvenuto"!
Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer Italia - Italian Planetary FoundationMareKromium     (6 voti)
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SOL0101-NLA_406456425EDR_F0050178NCAM00528M-PCF-LXTT-IPF.jpgHorizon and Sky at Gale - Sol 101 (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga/Lunar Explorer Italia/Italian Planetary Foundation) 115 visitenessun commentoMareKromium     (6 voti)
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SOL0066-EB-MF-LXTT-IPF.jpgDigging at Rocknest - Sol 66 (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Elisabetta Bonora and Marco Faccin/Lunar Explorer Italia/Italian Planetary Foundation)120 visitenessun commentoMareKromium     (6 voti)
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SOL0063-PIA16194-PCF-LXTT-IPF.jpgAnother "Scoop" at Gale - Sol 63 (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga/Lunar Explorer Italia/Italian Planetary Foundation)112 visiteCaption NASA:"In this image, the Scoop on NASA's Curiosity Mars Exploration Rover shows the larger Soil Particles that were too big to filter through a sample-processing "Sieve" that is porous only to Particles less than 0,006" (i.e.: about 150 microns) across. After a full-scoop sample had been vibrated over the Sieve, this held-back portion was returned to the Scoop to be accessible for inspection by the Rover's Mast Camera. The image is part of the first "decontamination" exercise by the Collection and Handling for "In-Situ" Martian Rock Analysis (CHIMRA) tool on the end of the Rover's Robotic Arm, which includes the Scoop, the Sieve and other minor components.
The decontamination exercise involved scooping some Soil, shaking it thoroughly inside the Sample-processing Chambers to scrub the internal surfaces, putting it through a Sieve, dividing it into the appropriate portions and then discarding the sample. This process will be repeated 3 (three) times. The rinse-and-discard cycles serve a quality-assurance purpose similar to a common practice in geochemical laboratory analysis on Earth.
This image was taken by Curiosity's right Mast Camera (Mastcam-100) on October, 10, 2012, such as the 64th Sol, or Martian Day, of operations".MareKromium     (6 voti)
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SOL0058-PIA16193-PCF-LXTT-IPF.jpgHigh-Resolution View of a Cross-Section through a Martian Ripple - Sol 58 (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer Italia - Italian Planetary Foundation)94 visiteCaption NASA:"This image shows the wall of a "scuffmark" made by the NASA - MER Curiosity in a Windblown Ripple of Martian Sand, by using one of its wheels. The upper half of the image shows a small portion of the side wall of the scuff and a little bit of the floor of the scuff (bottom of this image). The prominent depression with raised rims at the bottom center of the image was formed by one of the treads on Curiosity's front right wheel.
The largest Grains of Sand in this image are about 0,04 to 0,08" (such as about 1 to 2 millimeters) in size. Those large Grains were on top of the Windblown Ripple and fell down to this location when the scuff was made. The bulk of the Sand in the Ripple is smaller, in the range below 0,002 to 0,008" (i.e.: 50 to 200 microns). The full scuffmark is about 20" (such as approx. 50 centimeters) wide which is, by the way, the same width of Curiosity's wheel.
This image from the Mars Hand Lens Imager (MAHLI) is the product of merging 8 (eight) images acquired at 8 (eight) slightly different focus settings to bring out details on the wall, slopes, and floor of the wheel scuff. The merge was performed onboard the MAHLI instrument to reduce downlinked data volume.
The image was acquired by MAHLI with the lens about 4,7" (approx. 12 centimeters) from the target. The pixel scale is about 0,002" (such as approx. 50 microns) per pixel. The image covers an area, roughly 3 by 2" (such as about 8 by 6 centimeters). The image was obtained on October, 4, 2012 - such as the 58th Sol, or Martian Day, of operations of the MER Curiosity on the Surface of Gale Crater".MareKromium     (6 voti)
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SOL0061-PIA16226-PCF-LXTT-IPF.jpgFirst "Scoop" at Gale - Sol 61 (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga/Lunar Explorer Italia/Italian Planetary Foundation)127 visiteCaption NASA:"This pairing illustrates the first time that the NASA's Mars Exploration Rover Curiosity collected a scoop of Soil on Mars. It combines two raw images taken on the mission's 61st Martian Day, or Sol (such as October, 7, 2012) by the right camera of the Rover's two-camera Mast Camera (Mastcam) instrument. The right Mastcam, or Mastcam-100, has a telephoto, 100-millimeter-focal-length lens.
The image on the left shows the Ground at the location "Rocknest" after the scoop of Sand and Dust had been removed. The image on the right shows the Sandy and Dusty Material inside the Rover's Scoop, which is 1,8" (inches - such as approx. 4,5 centimeters) wide, and 2.8" (about 7 centimeters) long".MareKromium     (6 voti)
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SOL0065-EB-MF-LXTT-IPF-03.jpgUnusually-looking bright Object near Curiosity - Sol 65 (an Image-Mosaic in Natural Colors by Elisabetta Bonora and Marco Faccin/Lunar Explorer Italia/Italian Planetary Foundation)171 visiteSe qualcuno di voi avesse avuto ancora qualche dubbio sulla natura dell'oggetto misterioso ripreso da Curiosity, le ultime immagini del MAHLI ne chiariscono definitivamente la natura.
E' sicuramente un oggetto di plastica: molto probabilmente la protezione di qualcosa che deve essersi strappata e poi deformata (magari la protezione di un cavo). Anche se la sua origine non certa, potrebbe appartenere allo stadio di discesa di Curiosity (Sky Crane). Durante le fasi di atterraggio sul Pianeta Rosso, potrebbe essere finito sul Rover e poi caduto sul suolo marziano, a seguito delle attivit dei giorni scorsi.
(Credits: Elisabetta Bonora and Marco Faccin - Alive Universe Images)MareKromium     (6 voti)
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SOL0065-EB-MF-LXTT-IPF-02.jpgUnusually-looking bright Object near Curiosity - Sol 65 (an High-Def-3D EDM; credits for the research and the additional process. and color.: Elisabetta Bonora and Marco Faccin/Lunar Explorer Italia/Italian Planetary Foundation)109 visitenessun commentoMareKromium     (6 voti)
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SOL0062-EB-MF-LXTT-IPF.jpgUnusually-looking bright Object near Curiosity - Sol 62 (EDM; credits for the research and the additional process.: Elisabetta Bonora and Marco Faccin/Lunar Explorer Italia/Italian Planetary Foundation)135 visiteIl team di Curiosity ha deciso di riprendere le attivit di analisi dei campioni del suolo marziano, giudicando innocuo il misterioso oggetto brillante trovato in prossimit del Rover. Dopo un paio di giorni di stop per verificare la natura dell'intruso, partiranno nuovamente le operazioni con la paletta. L'oggetto notato durante le prime attivit di raccolta di campioni di suolo marziano, stato fotografato per la prima volta dalla MastCam del Rover nel Sol 61. Probabilmente di natura metallica vista la sua lucentezza, fin dall'inizio si supposto che appartenesse a Curiosity e non fosse di Natura Marziana.
Le elaborazioni sulle immagini della ChemCam del sol 62, hanno permesso di evidenziarne diversi dettagli e caratteristiche: sicuramente qualcosa di materiale plastico. Il team, pur non essendo riuscito ad indentificare con precisione la provenienza del frammento ritiene possa essere la parte di un involucro di plastica, come ad esempio un tubicino usato a copertura di filo.
Come avevamo supposto, l'origine del piccolo oggetto potrebbe essere ricollegata alla fase di atterraggio di Curiosity: in particolare, potrebbe appartenere allo stadio di discesa del Mars Science Laboratory (Sky Crane) e, finito sul Rover, sarebbe caduto al suolo proprio a seguito delle operazioni con il braccio robotico di questi giorni.
Il campione di suolo marziano, raccolto durante il Sol 61, rimasto in queste ore nella paletta di Curiosity: adesso che la situazione stata opportunamente valutata e il frammento ritenuto non preoccupante, anche se non identificato, si proceder con l'utilizzo del primo scoop.
Per il sol 63, Curiosity effettuer anche misurazioni meteo ed ambientali con la stazione di monitoraggio Environmental Monitoring Station (REMS), inoltre sono pianificati una collezione di scatti con la MastCam del rover durante le prime ore dell'alba del sol successivo.
Nel sol 64 previsto lo spostamento del campione nel meccanismo di vagliatura e porzionatura, dove verr fatto vibrare con forza per pulire le superfici. Questo campione verr poi scartato, cos come il secondo; mentre i successivi prelevati da Rocknest verranno effettivamente analizzati.
Le indagini sul misterioso oggetto continueranno tra un scoop e l'altro.
(Credits: Elisabetta Bonora and Marco Faccin - Alive Universe Images)MareKromium     (6 voti)
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SOL0051-EB-MF-LXTT-IPF.jpgGale's Horizon - Sol 51 (an Image Mosaic in Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Elisabetta Bonora and Marco Faccin/Lunar Explorer Italia/Italian Planetary Foundation)95 visitenessun commentoMareKromium     (6 voti)
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SOL0060-EB-MF-LXTT-IPF.jpgUnder My Wheels... - Sol 60 (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Elisabetta Bonora and Marco Faccin/Lunar Explorer Italia/Italian Planetary Foundation)108 visitenessun commentoMareKromium     (6 voti)
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SOL0060-NRA_402816070EDR_F0050104NCAM00451M_.jpgHorizon and Sky at Gale - Sol 60 (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga/Lunar Explorer Italia/Italian Planetary Foundation) 79 visiteFrame taken at 11:35:41 Mars Local Solar TimeMareKromium     (6 voti)
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