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| Piú votate - X-Mars |

ESP_016459_1830-1.jpgUnknown Sphere-like Objects flying over Arabia Terra (an Image-Mosaic by Dr Marco Faccin - Lunexit Team)89 visiteUn nuovo, splendido, fotogramma ed un nuovo, davvero affascinante, Enigma per noi e per tutti gli Appassionati di Anomaly Hunting.
Il dettaglio isolato dal nostro Dr Faccin - un dettaglio invisibile, a meno che non si operi sulla versione del frame in formato JP2 - rappresenta, APPARENTEMENTE, un gruppo di oggetti simil-sferici (diremmo uno decisamente più grande degli altri, di albedo molto elevata ed apparenza metallica, capace anche di lasciarsi una sorta di "scia" alle proprie spalle, e poi quattro o cinque oggetti più piccoli intorno ad esso), in rapido movimento, situati ad un'altezza imprecisata, ma comunque abbondantemente al di sotto del piano di sorvolo dell'Orbiter (il quale, in questa immagine, si posiziona ad un'altezza di circa 272 Km dal suolo).
Le domande sono sempre le stesse; noi ne evidenziamo una: si tratta di un Oggetto (rectius: un Gruppo di Oggetti) reale (reali) oppure è un (ennesimo) affascinante ed ingannevole Image-Artifact?
Andiamo a vedere l'EDm che segue...MareKromium     (7 voti)
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The_Crypt-02.jpgThe "Foraminifera"85 visiteI Foraminiferi (Foraminifera) sono protozoi ameboidi eucarioti eterotrofi marini, sia bentonici sia planctonici.
Abitano tutti gli ambienti marini, dall’intertidale al batiale. Comparvero nel Cambriano e successivamente (durante tutto il Periodo Fanerozoico) invasero l'intero l’ambiente marino, adattandosi a molti modi di vita.
La loro cellula è protetta e rivestita esternamente da un guscio, spesso mineralizzato, che può raggiungere dimensioni eccezionali per un organismo unicellulare (fino a 11-14 cm di diametro).
La presenza di parti mineralizzate consente ai gusci dei foraminiferi di fossilizzare con relativa facilità nelle rocce sedimentarie di origine marina.
I foraminiferi si possono suddividere a seconda dell'ambiente di vita in:
Foraminiferi planctonici: di dimensioni intorno ai 100 micrometri.
Foraminiferi bentonici: di dimensioni che possono variare dai 100 micrometri al millimetro.
Tra i bentonici abbiamo un'ulteriore suddivisione: epifaunali, che possono essere sessili, oppure vagili attraverso l’uso di pseudopodi (estensioni temporanee del citoplasma); oppure infaunali, che vivono entro il substrato.
I Foraminiferi hanno attualmente ampia diffusione negli oceani, con taxa viventi nelle più diverse condizioni ambientali (temperatura, profondità, tipo di fondale ecc.).
In alcune aree geografiche ed intervalli geologici, i loro gusci si sono accumulati in quantità tale da formare imponenti spessori di rocce, assumendo importanza litogenetica. Anche attualmente, i sedimenti che si depongono in molte aree oceaniche sono formati da gusci di Foraminiferi, associati a Nannofossili calcarei e/o Radiolari.
Gli studi ecologici hanno dimostrato inoltre anche l'importante ruolo dei Foraminiferi negli ecosistemi marini, come parte della meiofauna e come una consistente fonte di cibo per molti altri organismi. Per questi motivi, ed in particolare per il loro ampio record fossile e l'importanza litogenetica, rappresentano uno dei gruppi di microfossili con le più ampie applicazioni agli studi geologici.
Le analisi biostratigrafiche si avvalgono, in sedimenti formatisi in acque marine poco profonde, di biozone basate sui grandi Foraminiferi bentonici, quali le Fusuline per il Carbonifero e Permiano, Orbitoline per il Cretaceo, Alveoline ed Orbitoidi per il Cretaceo e Paleogene, Nummulitidi per il Paleogene. In sedimenti pelagici, dal Cretaceo fino al Pleistocene, vengono utilizzate biozonazioni estremamente dettagliate basate sui Foraminiferi planctonici.
Altri esempi di applicazioni dei Foraminiferi sono lo studio delle variazioni climatiche, utilizzando le oscillazioni nelle frequenze di specie di acque calde o fredde, la stima delle paleotemperature, basata su analisi isotopiche dei gusci, le ricostruzioni del percorso ed intensità delle paleocorrenti, le ipotesi sulla profondità di sedimentazione delle rocce, basate sulle associazioni bentoniche tipiche di differenti zone batimetriche.
Fra le applicazioni più recenti, che escono dal campo prettamente micropaleontologico, vi è l'uso dei Foraminiferi per studi su ambienti attuali (aree marine protette, aree inquinate o in risanamento ecc.), in cui alcune specie bentoniche, molto sensibili alle variazioni di temperatura, quantità di nutrienti, ossigenazione ecc., possono dare rapide informazioni sullo stato di "salute" dell'ambiente.
Nota Lunexit: le somiglianze, fisiche, somatiche e concettuali, tra questi "Foraminiferi" e le (alcune) "Pseudo-rocce Marziane" sono, a nostro parere, incredibili e potenzialmente sconvolgenti. Leggete, osservate, confrontate e pensateci sopra...
MareKromium     (7 voti)
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0855-TheTriangle.jpgThe "Triangle" (by Dr M. Faccin)145 visite...E se proprio vogliamo andare in cerca di "Misteri" - ma quelli VERI, che al CICAP fanno una paura folle... -, che cosa ne pensate di questa autentica ed estremamente bizzarra Surface Feature, la quale ci ricorda - nella sua forma (diremmo inequivocabilmente triangolare) - un OVNI frequentemente individuato nei Cieli della Terra?
Ancora una volta, dal nostro Dr Faccin, un dettaglio superficiale praticamente invisibile, a meno che non si possieda una vista eccezionale, un'esperienza (nell'individuazione di rilievi superficiali anomali) notevolissima e l'abitudine ad operare sui frames MRO in quella loro unica versione che ci può consentire, in determinati casi e circostanze, di dire - con un certo margine di approssimazione e di verosimiglianza - "Si: siamo davanti a qualcosa di inspiegabile".
Un vero peccato che la NASA (per ovvie ragioni) e l'intera Comunità dei Ricercatori Privati (sia al di qua, che al di là dell'Oceano...) abbiano deciso di non esaminare questi straordinari frames (e le fenomenologie che essi - talvolta - ci rappresentano), nell'unico modo possibile: in FULL RESOLUTION e quindi - armati di Pazienza e Passione - uno per uno e centimetro quadrato per centimetro quadrato.
Si, è un Metodo difficile e faticoso: lo sappiamo benissimo. Però, credeteci, questo è l'unico modo in cui - prima o poi - si potrà arrivare veramente ad identificare qualcosa che non sìano le solite "ombre", i "pixel sgranati", le "distorsioni da ipermagnificazione" e, ovviamente, le "sviste planetarie" (con "bufale" annesse)...MareKromium     (7 voti)
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NASA-releases-new-images-of-Mars-taken-by-Perseverance-rovers.jpgBlue Sky?!?168 visiteColori Naturali, NASA dixit. A me il Cielo pare blu. A Voi?!?MareKromium     (6 voti)
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0632-Martian_Beaver.jpgThe "Martian Beaver" (by Dr M. Faccin)104 visiteSolo "rocce" e prospettive ingannevoli?!? Forse.
O forse no...MareKromium     (6 voti)
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SOL026-GIF-01~0.gifSo?!? - Sol 26237 visiteIl GIF "parla" da solo. E allora? Qualcosa entra ed esce dalle rocce (alcune/molte) di Marte: si o no (e la magnificazione é ininfluente)?
I frames utilizzati sono NASA - Original. Controllate se volete, tanto la Verità é lì, davanti a Voi.MareKromium     (5 voti)
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ESP_017221_2015_RGB_EB2-LXTT1.jpgPossible Alien Probe flying over Eastern Nili Fossae (EDM - Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Elisabetta Bonora - Lunexit Team)115 visiteAcquisition date: March, 30th, 2010
Mars Local Time (MLT): 15:06 (early afternoon)
Latitude (centered): 21,6° North
Longitude (East): 78,5°
Spacecraft Altitude: 280,7 Km (such as 175,5 miles)
Original image scale range: 28,1 cm/pixel (with 1 x 1 binning) so objects ~84 cm across are resolved
Map projected scale: 25 cm/pixel and North is up
Map projection: EQUIRECTANGULAR
Emission angle: 0,3°
Sun-Mars-MRO (such as Phase) Angle: 42,5°
Solar Incidence Angle (SIA): 43° (with the Sun about 47° above the Local Horizon)
Solar longitude: 70,8° (Northern Spring)MareKromium     (5 voti)
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0850-TheFallenAngel.jpgThe Fallen Angel200 visiteSe ricordate, qualche tempo fa (svariati mesi, a dire il vero), si fece un gran parlare (ed un "gran scrivere"!, su Internet e su qualche rivista "specializzata"... - della "Astronave Sepolta sulla Luna" ed individuata durante la fantamissione NASA "Apollo 20".
Parole, parole e parole e poi, alla fine, il tutto, come accade nel 99,99% dei casi di questo tipo, si risolse in una colossale bufala alla quale credettero (e/o sulla quale specularono) tantissime persone: Appassionati, Entusiasti (e loro li possiamo anche perdonare) e qualche "Esperto" di Ufologia (i quali, invece, sono del tutto imperdonabili).
Perchè? Perchè l'Astronave sepolta sulla Luna era un "falso radicale", ossìa un "One-hundred-percent Fake".
Oggi, a distanza di un (bel) pò di tempo, il nostro straordinario Dr Faccin ci propone questo nuovo ed incredibile dettaglio (estrapolato da un frame MRO, nella sua versione in JP2000) il quale, a differenza della "bufala dell'Apollo 20", è ASSOLUTAMENTE GENUINO.
Di che si tratta? Si direbbe una sorta di cilindro dall'aspetto tutt'altro che naturale - a dall'albedo elevata - il quale giace sul suo lato lungo, semisepolto e, dunque, praticamente invisibile, tra le dune e gli outcrops di una Regione peri-equatoriale Marziana che, per il momento, non citiamo (ma se la riconosceste Voi, allora...Complimenti!).
Si tratta dell'"evidenza" di un (antico) manufatto "indigeno" (magari il residuo affiorante di un sistema di tubazioni sotterranee destinate al trasporto di acqua, gas o altra fonte energetica locale)?
E', effettivamente, il frammento di una astronave (o di un altro velivolo equipollente) andata distrutta a seguito dell'impatto con il Pianeta Rosso?
O è solamente un rilievo naturale, ma dalle forme bizzarre, che ci sta traendo in inganno?
Lo sapete: una risposta CERTA non esiste. Oggi.
Osservate, valutate e poi, se volete, provate a rispondere Voi stessi a queste domande. Noi, come sempre, aspettiamo le Vostre idee, opinioni e teorie.MareKromium     (5 voti)
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0800-ExplodedPipe.jpgExploded "Pipe" - and other "Things" (by Dr M. Faccin)116 visiteUn titolo autoesplicativo; un'elaborazione perfetta e dei contenuti...straordinariamente esotici ed affascinanti!MareKromium     (5 voti)
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0080.jpgLake?!? (ctx frame - High-Def-3D; credits: Dr M. Faccin & Lunar Explorer Italia)148 visiteI riflessi che caratterizzano il fondo di questa depressione (esaltati dal tridimensionale) sono "familiari": si tratta, infatti, di riflessi tipicamente correlati a raggi di Sole che attraversano dell'acqua o, comunque, che "giocano" su una superficie mobile e ad albedo elevata.
Purtroppo non ci è possibile spingere la nostra speculazione troppo oltre: l'immagine originale, infatti, è stata pesantemente processata e noi siamo perfettamente consapevoli del fatto che il nostro Lavoro potrebbe essere stato la causa (o, almeno, una concausa) dei curiosi effetti luminosi che ben si vedono in questi frames.
Razionalmente parlando, poi, l'idea che possano trovarsi delle grandi masse d'acqua allo stato liquido sulla Superficie di Marte, oggi, non si sposa pienamente con le nostre convinzioni e con il nostro pragmatismo (in altre parole: che, in determinati periodi dell'Anno Marziano, in determinate Regioni ed a determinate condizioni, la Superficie del Pianeta Rosso possa ospitare, per un periodo limitato di tempo, delle modeste masse d'acqua "sporca" - e cioè fanghiglia, tanto per essere chiari -, noi lo riteniamo possibile. Ma che l'acqua scorra e zampilli allegramente su Marte, oggi...Onestamente no: non ci crediamo - e che ci scusi tanto il Dr Skipper che, invece, appare convinto di questa possibilità, tanto da chiamarla "certezza". beato lui!...).
E' tuttavia evidente che l'albedo e la texture del disegno luccicante che caratterizza il versante Sud-Est di questa depressione (che non definiremmo "cratere" e, sicuramente, NON "cratere d'impatto") significa che "qualcosa" è lì, a reagire all'azione dei raggi del Sole. Il detail mgnf che segue, poi, Vi mostrerà che, dalla parete Sud-Est della depressione, SEMBRANO dipartirsi due piccole cascate.
Cascate.
Si, ma ammesso che si tratti effettivamente di "materiale in caduta libera" (la nostra definizione pragmatica di "cascata"), siamo proprio sicuri che si detto materiale sia "acqua"? O si tratterà di acqua e terriccio, polveri e ceneri varie (fanghiglia, insomma)?
E se fosse così, come si potrebbe spiegare l'incredibile luminosità di questo materiale, una volta precipitato sul fondo della depressione (il fango, sulla Terra come su Marte, non possiede certamente un'albedo elevata...)?
Le domande, tutte legittime, che ci poniamo, non hanno risposta e quindi, come sempre, dobbiamo fermarci ai FATTI. ed i FATTI sono questi:
1) esiste una depressione (profonda - nostra stima - una settantina di metri, forse qualcosa in meno);
2) sul fondo di questa depressione, distribuito irregolarmente, giace del materiale altamente riflettente e, forse, trasparente;
3) il nostro processing potrebbe essere la causa dell'effetto di trasparenza e riflettenza, ma l'albedo del materiale depositatosi è genuina ed originale;
4) dal versante Sud-Est della depressione si intuisce una caduta di materiale (lo deduciamo dalla presenza di un tipico blurring da movimento) e questo materiale SEMBRA essere trasparente e riflettente;
5) il materiale in oggetto, una volta raggiunto il fondo della depressione, pare essersi depositato, in larga misura, all'interno di un avvallamento del terreno il quale si posiziona ad Ovest/Sud-Ovest della depressione stessa, praticamente in un'area opposta rispetto a quella di "caduta" (il materiale, quindi - ed in accordo alle nostre osservazioni -, fuoriesce da una coppia di fratture collocate sulla parete Est della depressione, precipita sul fondo della medesima e scorre, assecondando la morfologia del terreno, verso un'area inclinata e più profonda, situata a ridosso della parete Ovest della depressione stessa);
5) nella versione bidimensionale del frame, il materiale depositato sul fondo della depressione appare di color bianco brillante - tipo gesso - ai margini della sua superficie di distribuzione, e di color bianco opaco/grigio nelle sue regioni centrali (ed anche questo è un effetto tipico delle acque basse in rapido movimento, poichè le spume si concentrano, di regola ed in larga misura, sui bordi delle regioni superficiali allagate).
Questi, a nostro modo di vedere, sono i FATTI. Poi, giustamente, ognuno di Voi potrà e dovrà interpretarli come meglio sa e crede.MareKromium     (5 voti)
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Mars_at_Night.jpgMartian Night?164 visitenessun commentoMareKromium     (4 voti)
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0702-The_Print.jpgThe "Print" (by Dr M. Faccin)172 visiteChe sia un'impronta, sembra palese; ma un'"impronta" di che?!?MareKromium     (4 voti)
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