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Piú votate - From Ashes to Eternity: the Phoenix Mars Mission
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PHOE-SOL122-lg35987-35988-35989-2.jpgDisturbed Terrain - Sol 122 (Superdefinition and possible True Colors; credits: Dr G. Barca)56 visitenessun commentoMareKromium55555
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PHOE-SOL122-lg36399-36400-36401-2.jpgDisturbed Terrain - Sol 122 (Superdefinition and possible True Colors; credits: Dr G. Barca)56 visitenessun commentoMareKromium55555
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PHOE-SOL115-lg33868-33869-33873-2.jpgThe Surface of Vastitas Borealis - Sol 115 (Superdefinition and possible True Colors; credits: Dr G. Barca)56 visiteEsaminando questi ultimi due splendidi Lavori in Superdefinizione (abbinata a colorizzazione in Natural Colors) del Dr Barca, ci siamo chiesti se la ragione (rectius: UNA delle ragioni) per cui la NASA "offre" Marte al Pubblico sempre e solo in monocromaticità, potesse dipendere da fattori diversi dal processing adottato dagli Amici di Pasadena.

Ora, come ovvio, noi non siamo nelle loro teste e non disponiamo dei loro mezzi, ma una considerazione di massima possiamo farla: a nostro avviso la Dominante Cromatica che, in una certa misura, su Marte potrebbe e dovrebbe esistere, potrebbe/dovrebbe essere funzione (trucchi e "filtri rossi", come dice l'Amico Matteo Fagone, a parte) dell'intensità di illuminazione ricevuta dal suolo, nonchè dal colore che viene maggiormente diffuso nel Cielo di Marte al momento della ripresa.

In altre parole: nelle ore crepuscolari (alba - tramonto), come nelle ore più luminose della giornata (e cioè quelle in cui il Sole è molto alto sull'orizzonte), la diffusione della luce asseconderebbe due Dominanti Distinte: rosso/arancio, nelle ore dell'alba e del tramonto e bianco-bianco/rosato, nelle ore di maggior luce.
Perchè?
Perchè, nelle ore in cui il Sole è basso/bassissimo sull'orizzonte Marziano, la luce che attraversa l'atmosfera, diffondendosi (rispetto all'Osservatore), di fatto si comporta come sulla Terra, privilegiando il passaggio delle lunghezze d'onda tendenti all'arancio/rosso.
Nelle ore in cui il Sole è alto, invece, essendo l'atmosfera Marziana - evidentemente - piuttosto sottile (MOLTO più sottile di quella terrestre), ne deriva che la luce, per la sua diffusione, di fatto risente primariamente del Tau (od O.A.) - e cioè delle POLVERI IN SOSPENSIONE NELL'ATMOSFERA (di regola color giallo/marrone) e NON dei gas che la formano, come invece avviene sulla Terra.
Rectius: la luce solare viene, si, diffusa (assecondando le medesime leggi e regole che ne governano la diffusione in ambiente terrestre e/o simili/terrestre), ma in parte essa si limta ad esaltare le proprieta cromatiche del materiale esistente "in sospensione" nell'atmosfera del Pianeta, COLORANDO il Cielo ed il Pianeta DELLO STESSO COLORE da esso posseduto!

In altre parole: il "filtro rosso" (o "giallo/arancio") che sembra colorare Marte, NON LO AGGIUNGE LA NASA, bensì la "coltre" di polveri rossastre (o giallo/arancio) che si trovano in quasi-costante sospensione negli strati bassi e medio/bassi dell'atmosfera del Pianeta!

Conseguenza: nelle ore di PIENA ILLUMINAZIONE, Marte appare (al suolo e DAL suolo) di color giallo-ocra o arancio/marrone o addirittura rossiccio, con cielo giallo o rosato o bianco/giallastro - bianco/rosato.

Ora, se questa speculazione "ottica" fosse corretta, dovremmo logicamente dedurre che il colore "autentico" di Marte (cielo e rilievi superficiali) potrebbe/dovrebbe avvenire al sussistere di due condizioni essenziali:

1) l'esistenza di un angolo di incidenza solare valutabile tra i 40 ed i 60°;
2) l'esistenza di una Tau COMUNQUE bassa.

Sussistendo queste condizioni, la diffusione della luce su Marte allora potrebbe/dovrebbe assecondare condizioni similari (CERTO NON ANALOGHE!) alle condizioni tipiche della diffusione della luce in ambiente terrestre (con due precisazioni essenziali e TROPPO SPESSO IGNORATE/TRASCURATE):

1) Marte è più lontano dal Sole rispetto alla Terra - ergo esso è/deve essere GENERALMENTE più "buio" della Terra - e
2) l'atmosfera di Marte è sensibilmente più sottile di quella della Terra - ergo la diffusione della luce solare avverrebbe in misura minore - e quindi sarebbe ragionevole ipotizzare l'esistenza, con riguardo alla luce del Sole in arrivo negli strati alti e medio/alti dell'Atmosfera Marziana, di una Dominante color bianco.

Conclusione: i colori "veri" (per l'occhio umano) di Marte, si "vedono" SOLO al sussistere di particolari E RARE condizioni le quali, purtroppo per noi terrestri, sono stringenti e residuali.

Se questa nostra costruzione - in parte "vecchia" ed in parte "nuova" - fosse fondamentalmente corretta, allora potremmo ragionevolente concludere che le fotografie NASA dell'ambiente Marziano, le quali - come sapete - sono monocromatiche o tendenzialmente monocromatiche nel 99% dei casi, NON SAREBBERO il frutto di un cover-up, bensì il prodotto di condizioni ottiche (rectius: di visibilità al suolo) oggettive ed insuperabili, a meno che non si faccia ricorso a processing addizionali oppure non si riprenda il panorama Marziano in quella che è l'unica (e, come detto, rara) "finestra di visibilità ottimale" che caratterizza il Pianeta Rosso.

Ai Posteri (ed agli "Scienziati", ovviamente e come sempre) l'Ardua Sentenza.
MareKromium55555
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PHOE-SOL114-lg33637-33638-33639-2.jpgMore "Ice" in the "Trench"? - Sol 114 (Superdefinition and natural colors; credits: Dr G. Barca)56 visitenessun commentoMareKromium55555
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PHOE-SOL114-lg33801-33802-33803-2.jpgMore "Ice" in the "Trench"? - Sol 114 (Superdefinition and natural colors; credits: Dr G. Barca)56 visitenessun commentoMareKromium55555
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PHOE-SOL111-MF-LXT.jpgIn Loving Memory... - Sol 111 (natural colors; credits: Dr M. Faccin)56 visiteUna splendida combinazione fra alcuni dettagli (microscopici) della polvere di Vastitas ed una targa "In Memoria", su cui un pò di quella polvere ha già iniziato a posarsi.

Insomma: un pò di Scienza ed un pò di Spiritualità, su Marte come sulla Terra, non guastano davvero mai...
MareKromium55555
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PHOE-SOL107-lg31078-31079-31085-2.jpgSolar Panels and Surface - Sol 107 (Superdefinition and natural colors; credits: Dr G. Barca)58 visitenessun commento1 commentiMareKromium55555
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PHOE-SOL108-lg31415-31424-31425-2.jpgPhoenix "Overexposed"! - Sol 108 (Superdefinition and natural colors; credits: Dr G. Barca)54 visitenessun commentoMareKromium55555
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PHOE-SOL108-lg31333-31334-31351-2.jpgDetails of the Phoenix Lander - Sol 108 (Superdefinition and natural colors; credits: Dr G. Barca)57 visitenessun commento1 commentiMareKromium55555
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PHOE-SOL103-PIA11152-GIF.gifWinds... - Sol 103 (GIF-Movie; credits: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona/Texas A&M University )79 visiteNASA's Phoenix Mars Lander's "Telltale" (such as the anemomether) catches a breeze as clouds move over the Landing Site on Sol 103 (such as Sept. 7, 2008), the 103rd Martian day since landing.
Phoenix's Surface Stereo Imager took this series of images during daily Telltale monitoring around 15:00 M.L.T. and captured the clouds moving over the Landing Site.
Phoenix can measure wind speed and direction by imaging the Telltale, which is about about 10 cm (approx. 4") tall. The Telltale was built by the University of Aarhus, Denmark.
MareKromium55555
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PHOE-SOL104-PIA11153.jpgVastitas' Dust Devil - Sol 10487 visiteThe vertical post near the left edge of this image is the "Mast" of the Meteorological Station on Phoenix.
The DD visible at the horizon just to the right of the mast is estimated to be 600 to 700 meters (about 2000 to 2300 feet) from Phoenix, and 4 to 5 meters (10 to 13 feet) in diameter.

It is much smaller than DDs that have been observed by NASA's Mars Exploration Rover Spirit much closer to the Equator and it is closer in size to Dust Devils seen from orbit in the Phoenix Landing Region, though still smaller than those.
The image has been enhanced to make the Dust Devil easier to see.
MareKromium55555
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PHOE-SOL104-PIA11154.jpgVastitas' Dust Devils - Sol 10479 visiteThe Surface Stereo Imager on NASA's Phoenix Mars Lander caught this DD in action West-South/West of the Lander at 11:16 M.L.T. on Sol 104, such as Sept., 9, 2008.
Dust Devils (a.k.a. "DD") have not been detected in any Phoenix images from earlier in the Mission, but at least 6 were observed in a dozen images taken on Sol 104.
DD are whirlwinds that often occur when the Sun heats the surface of Mars, or some areas on Earth. The warmed surface heats the layer of atmosphere closest to it, and the warm air rises in a whirling motion, stirring dust up from the surface like a miniature tornado. The DD visible in the center of this image just below the horizon is estimated to be about 400 meters (about 1300 feet) from Phoenix, and 4 meters (13 feet) in diameter. It is much smaller than DD that have been observed by NASA's Mars Exploration Rover Spirit much closer to the Equator. It is closer in size to DD seen from orbit in the Phoenix landing region, though still smaller than those.

The image has been enhanced to make the dust devil easier to see.

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