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Piú votate - Mars in JPEG2000
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Crack_of_Unknown_Origin-ESP_022298_1555-GB-PCF-LXTT-02.jpgPossible Evidence of relatively recent Seismic Activity on Mars (credits for the Research and additional process.: Drr Gianluigi Barca and Paolo C. Fienga - Lunexit Team)239 visitenessun commentoMareKromium55555
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Crack_of_Unknown_Origin-ESP_022298_1555-GB-PCF-LXTT-00.jpgPossible Evidence of relatively recent Seismic Activity on Mars (credits for the Research and additional process.: Drr Gianluigi Barca and Paolo C. Fienga - Lunexit Team)442 visiteSin da una (ancora) notevole distanza (quasi 258 Km dall'obbiettivo ripreso) e con un livello di magnificazione non ottimale, è già possibile scorgere una "crepa" piuttosto profonda la quale si caratterizza non solo per la sua forma (sinuosa), ma anche per il fatto di essere ASSOLUTAMENTE UNICA nell'intero quadro di riferimento.

Istintivamente abbiamo pensato alla traccia di un "rolling boulder" (macigno rotolante), ma l'effettiva configurazione della Superficie coinvolta dal solco - la quale non è idonea ad assecondare un rotolamento di questo tipo -, unita al fatto che, a magnificazioni più elevate, non ci sia stato possibile vedere alcun macigno ad alcuno degli estremi del solco stesso, ci hanno fatto abbandonare questa ipotesi.

La NASA, purtroppo, non ci è stata di aiuto, in quanto si è focalizzata, per quanto attiene questo frame, sul solo fatto che il terreno ripreso potrebbe essere ricco di Olivina.

E allora? E allora, vista la configurazione e la texture del "solco" ed una volta esclusa - per ovvi e logici motivi - l'ipotesi di estrusione d'acqua con susseguente verificazione di un fenomeno di "ruscellamento", abbiamo pensato ad un "crack" da movimento sismico oppure derivato da una (forte) vibrazione del suolo causata da un impatto meteorico occorso ad una distanza non troppo grande dal punto ripreso (qualche decina di Km al massimo).

A magnificazioni più "spinte", potrete notare che i bordi della crepa sono arrotondati e smussati (e questo dimostrerebbe che la crepa non è recentissima, anzi...), ma si potrà anche vedere che all'interno del crack sono presenti solo in minima parte dei depositi di sabbia coerenti, per forma e texture, alle ripples che circondano l'area in oggetto (e questo dettaglio ci sembra indice della circostanza per cui la crepa non è neppure troppo vecchia, anzi...). Si tratta, come ovvio a questo punto, di una "Singolarità Superficiale", poichè l'intera zona ripresa non evidenzia alcuna configurazione simile a quella che ha colpito la nostra attenzione.

Circa la Natura effettiva del dettaglio, purtroppo, non possiamo spingerci oltre le poche righe di cui sopra, anche se - operando alla massima magnificazione - abbiamo notato una sostanziale incoerenza del diametro interno della crepa, il che ESCLUDEREBBE al 100% l'ipotesi di un solco da rotolamento (ipotesi, per altro, già abbastanza remota alla luce della suesposta considerazione in virtù della quale, per prodursi un solco da rotolamento, occorre un grave che rotoli; un grave che, in queste immagini, non appare).

Per il resto, se aveste idee, ipotesi o speculazioni da sottoporci, non dovete far altro che scrivere...
MareKromium55555
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PSP_005370_1845_RED_abrowse-05.jpgExtremely unusually-looking Surface Feature in Sinus Meridiani (EDM n. 4 - Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Drr Gianluigi Barca and Paolo C. Fienga - Lunexit Team)117 visitenessun commentoMareKromium55555
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PSP_005370_1845_RED_abrowse-02.jpgExtremely unusually-looking Surface Feature in Sinus Meridiani (EDM n. 1 - Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Drr Gianluigi Barca and Paolo C. Fienga - Lunexit Team)114 visitenessun commentoMareKromium55555
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PSP_004026_1765-2-GB-PCF-LXTT.jpgVery strange "Dark Spot" in Aureum Chaos (Original JP2 b/w; credits for the addituional process.: Dr Gianluigi Barca - Lunexit Team)122 visitenessun commentoMareKromium55555
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PSP_004026_1765-8-GB-PCF-LXTT.jpgVery strange "Dark Spot" in Aureum Chaos (Absolute Natural Colors; credits for the addituional process. and color.: Drr Gianluigi Barca and Paolo C. Fienga - Lunexit Team)102 visitenessun commentoMareKromium55555
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ESP_019011_2245-EB-LXTT.jpgEvolution... (an Image-Mosaic by Elisabetta Bonora - Lunexit Team)115 visiteAcquisition date: 16 August 2010
Mars Local Time (MLT): 15:16 (Early Afternoon)
Coord.: Latitude (centered): 44,2° North and Longitude (East): 164,2°
Spacecraft Altitude: approx. 305 km (about 190,6 miles)
Original image scale range: 30,5 cm/pixel (with 1 x 1 binning) so objects ~92 cm across are resolved
Map projected scale: 25 cm/pixel and North is up
Map projection: EQUIRECTANGULAR
Emission Angle: 6,3°
Sun-Mars-Spacecraft Angle (Phase Angle): 54,9°
Solar Incidence Angle: 49° (with the Sun about 41° above the Local Horizon)
Solar Longitude: 134,0° (Northern Summer)
7 commentiMareKromium55555
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PSP_002922_1725-PCF-GB-LXTT2.jpgUnusual Surface Feature on Arsia Mons' Flank (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Drr Gianluigi Barca & Paolo C. Fienga)80 visitenessun commetoMareKromium55555
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PSP_003234_2210_RED-MF-PCF-LXTT3.jpgThe "Face on Mars" as you've never seen it before! (RAW b/w; credits for the additional process.: Dr Marco Faccin - Lunexit Team)62 visitePer le versioni in Full-Screen della "Sfinge di Cydonia Mensae" - a.k.a.: "The Face On Mars" -, visitate il Sito "Lunexit su Flickr" (http://www.flickr.com/photos/lunexit/).MareKromium55555
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PSP_003234_2210_RED-MF-PCF-LXTT1.jpgThe "Face on Mars" as you've never seen it before! (RAW b/w; credits for the additional process.: Dr Marco Faccin - Lunexit Team)71 visitePer le versioni in Full-Screen della "Sfinge di Cydonia Mensae" - a.k.a.: "The Face On Mars" -, visitate il Sito "Lunexit su Flickr" (http://www.flickr.com/photos/lunexit/).MareKromium55555
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PSP_001497_2480-7.jpgLake "Ginny" (EDM n.2 - Natural - but enhanced - Colors; credits for the add. process. and color.: Drr Gianluigi Barca & Paolo C. Fienga)74 visitenessun commentoMareKromium55555
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PSP_001497_2480-8.jpgLake "Ginny" (EDM n.3 - Natural - but enhanced - Colors; credits for the add. process. and color.: Drr Gianluigi Barca & Paolo C. Fienga)88 visiteIl "mistero" del Lake Ginny, dunque, si risolve (se non altro a nostro parere): si tratta, effettivamente, di un mucchio di ghiaccio residuale (molto probabilmente, se non certamente, trattasi di ghiaccio d'acqua) il quale è sopravvissuto alla sua cancellazione grazie al concorso congiunto di almeno tre fattori:

1) il suo spessore (stimabile, a nostro parere, almeno intorno ai 35/40 cm);
2) la sua posizione (infossata e protetta dal bordo Nord-Nord-Est del craterino che lo contiene);
3) la "clemenza" del regime dei Venti Dominanti (i quali, ovviamente, spirano maggiormente dal versante protetto).

Certo, in senso "ampio", si tratta comunque di un "laghetto ghiacciato", ma la nostra Onestà Intellettuale (che solo chi non ci conosce può mettere - stupidissimamente - in dubbio) ci impone di ricondurre e riporre anche questo, comunque bellissimo, rilievo superficiale al contesto geofisico che gli appartiene.
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