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Piú viste - SOLAR SYSTEM
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Io-Eruption-VG1_p21286.jpgActive and Powerful Volcanic Eruption seen from Atop (Extremely Enhanced Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer Italia)246 visitenessun commentoMareKromium
FD1-Asteroid.jpg
FD1-Asteroid.jpg2022 FD1245 visiteA sole due settimane di distanza dal precedente, un nuovo asteroide ha raggiunto il nostro pianeta. Gli scienziati lo hanno chiamato 2022 FD1: il corpo celeste ha solo sfiorato la Terra, passando più in basso dei nostri stessi satelliti Gps.
Grazie ai miglioramenti nel campo della tecnologia, l'uomo è ora in grado di avvistare tempestivamente un corpo celeste in avvicinamento, anche di dimensioni ridotte, e tutto viene regolarmente riportato nei registri del settore. Secondo quanto affermato dagli esperti del settore, il fenomeno non deve stupire, perché ogni giorno tantissimo materiale spaziale raggiunge il nostro pianeta (si va dalle 40 alle 100 tonnellate). Fortunatamente si tratta di corpi di piccole dimensioni che non suscitano pertanto preoccupazione.
L'11 marzo scorso è stata la volta dell' asteroide 2022 EB5, questo il nome che gli è stato dato da chi lo ha catalogato. Senza che la maggior parte delle persone se ne rendesse conto, il corpo celeste ha colpito la Terra, a differenza di 2022 FD1.
L'impatto di 2022 EB5
Tornando a 2022 EB5, alle 20.24, ora italiana, l'astronomo Krisztián Sárneczky ha individuato il corpo celeste servendosi di un telescopio Schmidt da 60 cm. La scoperta è stata effettuata presso l'osservatorio Piszkéstető, in Ungheria. La notizia è stata immediatamente diramata, ed in tanti, professionisti o semplici appassionati, hanno deciso di seguire il percorso dell'asteroide, un oggetto con diametro di circa 1 metro che fin da subito non ha destato timori.
Trascorse 2 ore dal primo avvistamento, si è verificato l'impatto con la Terra. Nessun danno. Come abbiamo detto, 2022 EB5 era un corpo celeste di piccole dimensioni ed è andato a schiantarsi in una zona disabitata nei pressi del ghiacciaio Vatnajokull, Islanda sudorientale. Stando ai dati rilevati dagli scienziati, l'impatto ha rilasciato un'energia equiparabile ad un terremoto di magnitudo 4.
Più vicino dei satelliti Gps
Sárneczky non ha però scoperto solo 2022 EB5. Pochi giorni fa, ossia venerdì 25 marzo, l'astronomo ha infatti individuato un altro corpo celeste, ribattezzato prima Sar2594 e poi denominato ufficialmente 2022 FD1. Individuato poco prima del suo passaggio, 2022 FD1 ha soltanto sfiorato la Terra, attraversando lo spazio ad una velocità di 61.200 km/h. In Italia erano le 10:13. Il piccolo asteroide è passato davvero molto vicino, a una distanza di 8.700 km, quando i nostri satelliti Gps si trovano ad un'altitudine media di 20.200 km.
Grazie al calcolo della sua orbita, è stato possibile prevedere che 2022 FD1 non tornerà ad incontrare il nostro pianeta nei prossimi due secoli, anche se nel 2032 potrebbe comunque avvicinarsi di poco (fino a 6 milioni di km). Nel 2053, invece, il corpo celeste passerà vicino a Venere.
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070-Vesta-PIA14973.jpgVesta's Northern and Equatorial Regions (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)243 visitenessun commentoMareKromium
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087-Craters-Unnamed_Craters-PIA14974.jpgUnnamed Craters in the Northern Regions (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)243 visitenessun commentoMareKromium
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Venusian_Surface-Venera_13-07.jpgVenus from Venera 13 (HR) - March, 1, 1982 - true color image242 visiteUna rarissima immagine a colori della superficie Venusiana scattata DALLA superficie del Pianeta dalla Sonda Sovietica Venera 13, prima di essere distrutta (comunque dopo 2 ore e 7 minuti di attività e 14 fotografie scattate - a proposito: le altre 13 sono introvabili e l'Agenzia Spaziale Russa non sembra interessata a divulgarle...) dalla pressione, dal calore e dalla pioggia corrosiva.

Una curiosità: l'atmosfera di Venere assorbe completamente la radiazione corrispondente al colore che noi percepiamo come "blu". Cosa significa? Significa che il blu, su Venere, non esiste (almeno per i nostri occhi).

Certo che sarebbe davvero interessante - oltre che strano - 'vedere' un mondo in cui il blu...Non esiste!
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068-Vesta-South_Pole_Dawn_3840.jpgFeatures of 4-Vesta: South Pole and South Polar Regions (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)242 visitenessun commentoMareKromium
Miranda-PIA01354-PCF-LXTT.jpg
Miranda-PIA01354-PCF-LXTT.jpgVerona Rupes (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)241 visitenessun commentoMareKromium
Helene-PIA12758-PCF-LXTT.jpg
Helene-PIA12758-PCF-LXTT.jpgHelene (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)241 visitenessun commento2 commentiMareKromium
083-Craters-Caparronia_Crater-PIA15129-PCF-LXTT.jpg
083-Craters-Caparronia_Crater-PIA15129-PCF-LXTT.jpgCaparronia Crater and Surroundings (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)241 visiteThis Dawn FC (framing camera) image is dominated by Caparronia Impact Crater. Caparronia Crater is approximately 55 Km in diameter and has a mostly fresh, irregularly shaped Rim. It also has a curved, linear mound running across most of its base. For all of these reasons Caparronia is a distinctive Crater and this is why it was chosen to name the Quadrangle in which it is situated. The smooth region around Caparronia Crater is most likely fine Impact Ejecta, which were thrown out from the Crater at the time of its formation. Other impact related features are the linear chains of small, less than 1 km wide, Secondary Craters that occur throughout the image. Some particularly distinctive Crater Chains are in the bottom part of the frame.
Secondary Crater Chains are formed when relatively large debris are ejected from an impact and skip along the Surface, much like a stone skipping across a lake. There are also some linear scars running diagonally across the image, which are due to debris scouring across the Surface.

This image is centered in Vesta's Caparronia Quadrangle and the center Latitude and Longitude of the image is 52,5° North and 149.2° East. NASA's Dawn Spacecraft obtained this image with its framing camera on October 23rd 2011. This image was taken through the camera's clear filter. The distance to the Surface of Vesta, at the time the picture was taken, was approx. 700 km and the image has a resolution of about 70 meters per pixel. This image was acquired during the HAMO (High Altitude Mapping Orbit) phase of the mission.
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IMAGE061-APOLLO 17 AS 17-145-22201.jpg
IMAGE061-APOLLO 17 AS 17-145-22201.jpgBloody Moon... (3)240 visite2) Apparentemente, la distorsione prospettica dei frames in esame è superiore a quella giustificabile per il mancato uso del treppiede; questo fatto - in ragione della mia esperienza al riguardo - mi spinge ad avere forti sospetti di manipolazione la quale era (ed è) finalizzata a rendere impossibile ai Ricercatori una ricostruzione del paesaggio esterno in 3D;
3) Dall'analisi dei canali RGB (Red-Green-Blue) del frame AS 17-145-22201, si può notare come, in corrispondenza della macchia rossa, ci sia un quadrato di alcuni pixels visibile sull'immagine R, ma che è quasi assente in G e B;
4) Tale ultima circostanza è ulteriormente confermata dalla presenza di manipolazioni analoghe sul frame AS 17-145-22202 (frame successivo).
Titan_and_Callistus-PIA13896.jpg
Titan_and_Callistus-PIA13896.jpgTitan and Callistus (a Mosaic by NASA/JPL)240 visiteCaption NASA:"These images compare Surface Features observed by NASA's Cassini Spacecraft at the Xanadu Region on Saturn's moon Titan (left), and Features observed by NASA's Galileo Spacecraft on Jupiter's cratered moon Callistus (right).

The Cassini Radar Image, obtained during a Titan Fly-By occurred on April, 30th, 2006, is centered at about 10° South Latitude and 85° West Longitude.

The Galileo Camera Image, obtained on June 25, 1997, is centered at about 6° South Latitude and 7° West Longitude.

Titan may originally have had a cratered landscape similar to Callisto that has since been eroded by Rainfall and Runoffs. There are many large Circular Features in Titan's Xanadu Region that have some of the characteristics of impact craters - such as Central Peaks and inward-facing Circular Cliffs - which make scientists think they are, in fact, eroded Impact Craters. The Surface of Callisto also has a substantially eroded cratered landscape".
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Rhea-PIA12768-PCF-LXTT.jpg
Rhea-PIA12768-PCF-LXTT.jpgIntersecting Lineae on Rhea (Enhanced Natural Colors; credits for the additional process. and color: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)240 visiteCaption NASA:"Thin Lineaments cross back and forth on the Surface of Saturn's moon Rhea in this Equatorial View. These Lines can be seen intersecting Craters on Rhea. This view is centered on Terrain at about 0° Latitude and approx. 165° West Longitude.

The image was taken in Visible Light with the Cassini Spacecraft narrow-angle camera on Jan. 11, 2011. The view was acquired at a distance of approx. 41.000 Km (such as 25.461 miles) from Rhea and at a Sun-Rhea-Spacecraft, or Phase, Angle of 15°. Image scale is roughly 238 meters (781 feet) per pixel".
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