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| Piú viste - SOLAR SYSTEM |

Comet_Borisov_-_GIF_3.gifFrom far away: the Comet Borisov through the Solar System (GIF-Movie)297 visiteGuardate bene! EccoVi la differenza (REALE ed IN FATTO) tra un Fly-By and uno Swing-By...E senza dimenticare "Oumuamua"!
As the first known object of its type, Oumuamua presented a unique case for the International Astronomical Union (IAU, for short), which assigns designations for astronomical objects. Originally classified as comet C/2017 U1, it was later reclassified as Asteroid A/2017 U1, due to the absence of a coma (--> "Chioma", in Italian).
Once it was unambiguously identified as coming from outside the Solar System, a new designation was created.
The name comes from the Hawaiian word "oumuamua", meaning 'scout' (from ou, meaning 'reach out for', and mua, reduplicated for emphasis, meaning 'first, in advance of', and reflects the way this object is like a scout or messenger sent from the distant past to reach out to Humanity.
It roughly translates to 'first distant messenger' (or "The First Messenger from the distance").
Before the official name was decided upon, the name "Rama" was suggested by the name given to an Alien Spacecraft discovered under similar circumstances in the 1973 science fiction novel "Rendezvous with Rama", by Sir Arthur C. Clarke.MareKromium
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Image019.jpgThe "Hills of Disgrace" : "Longhorn Outcrop" (3D)290 visiteNaturalmente anche i migliori falsari (se questa locuzione non Vi piace potete anche dire "Tecnici dell'Immagine"...) possono commettere degli errori, specialmente allorchè si trovino a lavorare in 3D. Di quali errori parliamo? Per esempio possono trasformare in concavo ciò che in origine era convesso (necessari occhiali 3D).
Sovrapponendo due immagini (false) del Sol 210 si vede bene come, nell’ansia di "taroccare/rielaborare", qualcuno si sia dimenticato di verificare la congruenza della “stoneshell” la quale, infatti, da CONCAVA che era diventa improvvisamente CONVESSA (e solo essa oltretutto!!!).
Come difendersi da queste truffe?
In effetti non si può nemmeno essere certi che la foto del Sol 203 sia quella "autentica": forse è solo un "passaggio intermedio" della Falsificazione Progressiva.
Quello che appare certo, comunque, è che il Longhorn Outcrop NON è ciò che appare nella foto iniziale a colori e di cui stiamo valutando l’attendibilità.
Ma il bello (si fa per dire) deve ancora arrivare...
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Dione-PIA12752.jpgWispy Terrain on Dione (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)287 visiteCaption NASA:"Wispy Terrain reflects Sunlight brightly in the lower left of this Cassini image of the Northern Latitudes of Saturn's moon Dione.
These "Wisps" are actually Fractures located on the Trailing Hemisphere of Dione. Lit Terrain seen here is between the Trailing Hemisphere and the Saturn-facing Side of Dione. North is up.
The image was taken in Visible Light with the Cassini spacecraft narrow-angle camera on Dec. 20, 2010. The view was obtained at a distance of approx. 107.000 Km (66.447 miles) from Dione and at a Sun-Dione-Spacecraft, or Phase, Angle of 109°. Image scale is roughly 640 meters (2100 feet) per pixel".MareKromium
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 16 AS 16-116-18603 HR.jpgAS 16-116-18603 (HR) - Extremely Controversial Lunar "Artifacts"286 visiteDa questa coppia di particolari, individuata - ancora una volta! - dal Dr Gianluigi Barca, si può estrarre nuova linfa per due correnti di pensiero le quali, sebbene fortemente osteggiate da Lunar Explorer (e cioè Richard Hoagland - Manufatti Lunari - Civiltà Lunari Estinte e Bill Kaysing - "Moon Hoax"), difronte a simili evidenze acquisiscono, quasi automaticamente, una propria "dignità" (dobbiamo ammetterlo, anche se "ci costa", se non altro per una questione di onestà intellettuale).
Cerchiatura Verde: roccia (anzi no: diciamo 'oggetto') a forma squadrata, apparentemente liscio, con angoli smussati e profilo regolare, il quale presenta un rilievo, visibile sulla sua Dx (Sx dell'Osservatore), che pare assomigliare ad una sorta di staffa. Da notare che detta "staffa" avvolge l'oggetto, ma NON è a diretto contatto con la sua superficie (un elevato ingrandimento mostra che la staffa non poggia sul corpo principale);
Cerchiatura Fucsia: un'autentica Anomalìa di Superficie. Si tratta di una struttura colonnare regolare, la cui pianta ci mostra - anche senza fare ingrandimenti - l'esistenza di una zigrinatura/dentellatura sui bordi ed un "perno" centrale.
Questa descrizione, ci preme sottolinearlo, NON è un'interpretazione di tipo speculativo: è il prodotto di una semplice osservazione che OGNUNO di VOI può fare.
Eccezionale il lavoro del Dr Barca.
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ZZ-Falling_on_Saturn.jpgEnd of Mission (Artistic View)286 visitenessun commentoMareKromium
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Image020.jpgThe "Hills of Disgrace" : the "Distant Hills" and the "Horizon"285 visiteEsaminiamo la vista panoramica di Gusaev Crater che si intravede, in lontananza (e "confuso" nelle nebbie Marziane - che ancora ci domandiamo se sìano "umidità" o "polveri in sospensione" o, magari, entrambe le cose...), a sud di West Spur.
Una volta depurata l'immagine dei soliti colori fasulli, la foto sembrerebbe, a prima vista una “tranquilla” veduta delle pareti esterne del Cratere Gusaev, precedute da un dolce declivio (una serie di lievi - non ripidi - versanti collinari, tanto per essere precisi), proprio come affermato dalla NASA.
Ma le cose non stanno in questi termini e, per verificarlo, dobbiamo guardare l'orizzonte con un po’ più di attenzione...
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Image013.jpgThe "Hills of Disgrace" : the "Path of Spirit"284 visitePer poter individuare meglio la posizione di West Spur dobbiamo anche fare riferimento ad un dettaglio planimetrico che riporta il percorso del Rover Spirit durante la sua salita.
Dal tracciato che vedete si evince che il Rover avrebbe percorso 50 metri in 100 giorni, dopo averne percorsi quasi 3000 nei precedenti 150.
Anche considerando (con il massimo della "benevolenza"...) un rallentamento di Spirit dovuto alle difficoltà della salita, la circostanza appare quantomeno sospetta.
Forse quella formazione rocciosa non è poi così anonima come parrebbe dalla foto iniziale...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO_16_AS_16-106-17336_HRdetail-2.jpgAS 16-106-17336 (Station 11) - Bright object over the Hill (Extra-stressed EDM n.2 and contrast enhanced - Credits for the add. process.: Lorenzo Leone/Lunexit Team)278 visiteDifficilissimo dare una risposta definitivo all'ormai annoso ed inafferrabile quesito che recita: "Cosa stiamo guardando?"; eppure, grazie a questo EDM ed al seguente, realizzati dal Grande Amico e Partner di Lunar Explorer Italia, Lorenzo Leone (a.k.a.: Anakin), forse riusciremo a gettare un pò di luce su quella che pare proprio essere una...Luce, e non un artefatto fotografico.
Sembra un manufatto a forma rettangolare, altamente riflettente, poggiato su qualcosa o conficcato nel suolo e che tanto ci ricorda (sebbene in versione minore e con differente orientazione) quell'attrezzatura ripresa in AS 11-40-5952 (The "Laser Reflector"). Vedere per credere. Eppure...non può essere. Perché? Perché rileggendo l'Apollo Lunar Surface Journal non risulta che un simile attrezzo sia stato posato nella zona ora ripresa (Stazione 11) e per il semplice motivo che gli Astronauti, in quell'area (un accentuato pendio) non ci sono arrivati, presumo per motivi di sicurezza.
Ma guardate anche AS 11-40-5916! La geometria dell'oggetto anomalo corrisponde a quella della "Vela" usata per il "Solar Wind Experiment" e, questa "Vela", appunto, è un rettangolo altamente riflettente conficcato nel suolo sul suo lato corto. Va bene, potremmo anche esserci, ma vediamo che ci dice la NASA di AS 16-106-17336 (il frame analizzato qui): Station 11/Sample 417 ("Fillet Rock")/"House Rock" locator.
Nulla è scritto o documentato circa l'infissione della Vela per il Solar Wind Experiment e comunque, se guardate bene il frame, noterete che l'oggetto scintillante è davvero lontano dall'area operativa degli Astronauti ed il terreno ad esso circostante, intatto (o meglio: "non disturbato", come dice la NASA).
Per cui, la nostra - come sempre interlocutoria - conclusione è questa: NON è un image-artifact, trattasi di oggetto reale, a forma rettangolare (e comunque squadrata), poggia/è infisso sul suo lato corto e possiede un'albedo estremamente alta. Dire di più e "sparare sciocchezze a caso" sarebbe la stessa cosa. Un Grandissimo Complimento e tanta Gratitudine a Lorenzo Leone!
Nota 1 (personale): in questo super stressato e contrastato EDM, l'oggetto "anomalo" sembra proprio essere la "Vela" del "Solar Wind Experiment"... Curioso. Molto curioso.
Nota 2 (di Lorenzo Leone): la prima immagine riprende la porzione del dettaglio interessato senza alcuna alterazione, se non un semplice resizing delle dimensioni del frame originale, mentre nell'immagine successiva (questa) ho effettuato un ulteriore resizing e rielaborato i parametri di contrasto e luminosità. Rimango dell'idea che è qualcosa in loco.
Ed io condivido: è "qualcosa" (ritengo un manufatto) assolutamente reale e presente in loco. Che poi sia "roba" nostra, o "Aliena", o meramente naturale (ossia qualcosa di indigeno della Luna), nessuno può - ad oggi - dirlo.MareKromium
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Image033-WEIRDCONE_red.jpgBlue Flares and the Invisible Crater: what's inside Cone Crater?273 visiteMettiamo a confronto due altre planimetrie rilasciate a vario titolo dagli organismi ufficiali e riguardanti l’area interessata dall’attività di Moon-Walk, un mosaico fotografico ed una mappa orto-fotografica in scala 1:25000 usata come “pre-flight” del sito di allunaggio, ambedue derivanti da materiale del Lunar Orbiter. L’aspetto esilarante è che le due piante, pur avendo la stessa origine, manifestano una “psicologia” individuale molto diversa tanto che, in omaggio alla serie X-files, le abbiamo ribattezzate "Scully" e "Mulder". Nella Pianta Scully (in alto) il Weird Crater (A) è una fossetta con “pernetto” ed il più grande Cone Crater (B) è la solita (anonima) depressione lunare. Ma proprio di depressione (la nostra) bisognerebbe parlare, visto che nella Pianta Mulder la fossetta A si trasforma in una delle solite megaformazioni discoidali raggiate senza alcuna traccia di crateri, mentre il Cone Crater manifesta una ragguardevole propensione per la Science Fiction, esibendo ad Ovest un bordo rilevato per diversi metri (mai visto nelle foto ufficiali di superficie), a Sud un paio di maxistrutture lineari sovrapposte (quelle che io chiamo “Iniettori”), lungo il bordo il consueto intrico della rete sinaptica e al centro un’artistica “testolina” di natura imprecisata.
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West Spur-HD-S2-PIA06917.jpgSunset on West Spur272 visiteQuesta immagine è una "invenzione" di Lunar Explorer Italia: i colori del Cielo e della superficie del Pianeta Rosso sono stati riveduti e corretti usando la logica e le immagini (ed informazioni ad esse relative) disponibili.
Il Sole che tramonta e gli effetti prismatici sono un banalissimo effetto speciale (Microsoft Photo Editor) che abbiamo utilizzato per rendere più affascinante questa (comunque) "fredda" visione di Marte.
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Europa-PIA00578-PCF-LXTT.jpgThe Icy Floes of Europa (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)267 visitenessun commentoMareKromium
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ZZ-Mercury-Craters-Qi_Baishi_et_al_-PIA14398-PCF-LXTT.jpgTolstoj Basin (Enhanced Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)266 visiteThe various named features present in this color image, Qi Baishi, Hovnatanian, Kalidasa and Tolstoj, create a stunning depiction of Mercury's scarred and variable Surface. Tolstoj, the large basin in the bottom right of the image, represents the war and peace of its namesake's famous novel through its smooth, light-colored center and rough, dark blue exterior.
This image was acquired as part of MDIS's color base map. The color base map is composed of WAC images taken through eight different narrow-band color filters and will cover more than 90% of Mercury's Surface with an average resolution of 1 Km/pixel (0,6 miles/pixel). The highest-quality color images are obtained for Mercury's Surface when both the spacecraft and the Sun are overhead, so these images typically are taken with viewing conditions of low incidence and emission angles.
Date acquired: June, 27th, 2011
Image Mission Elapsed Time (MET): 217689462, 217689478, 217689458
Image ID: 433721, 433725, 433720
Instrument: Wide Angle Camera (WAC) of the Mercury Dual Imaging System (MDIS)
WAC filter: 9 (1000 nanometers), 7 (750 nanometers), 6 (430 nanometers) as red-green-blue
Center Latitude: 11,69° South
Center Longitude: 178,1° East
Resolution: 1387 meters/pixel
Scale: the Inner Ring of Tolstoj is roughly 365 Km
Incidence Angle: 13,4°
Emission Angle: 14,6°
Phase Angle: 28,0°MareKromium
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