| Piú viste - SOLAR SYSTEM |

A Streak in the Saturn_s Space (1).jpgA "Streak" in the Sky of Saturn (1) - N00008770509 visiteEcco la prima delle due straordinarie immagini catturate dalla Sonda Cassini/Huygens mentre era impegnata a riprendere scorci dello Spazio di Saturno il giorno 4 Agosto 2004, ad una distanza di poco più di 8 milioni di km dal Pianeta Anellato. Un oggetto luminoso (molto luminoso!) in movimento passa davanti all'obbiettivo della Sonda: gli altri corpi celesti che si vedono sullo sfondo dell'immagine (stelle) sono tutti puntiformi. Proprio a giudicare dal quantitativo di stelle visibili sullo sfondo...
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Neptune-V2.pngCrescent Neptune (August 1989)449 visite(ANSA) - ROMA, 18 AGOSTO 2022 - Compie 45 anni la sonda Voyager 2, la più longeva dell'era spaziale.
Lanciata il 20 agosto 1977, la sonda ha superato i confini del Sistema Solare nel 2018 ed è ancora attiva nello Spazio Interstellare, dal quale ha recentemente inviato dati mai visti (vedi Nota 1). Con la sua gemella Voyager 1, lanciata 15 giorni più tardi, la Voyager 2 è la protagonista di una missione da record. Gestite dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, le due sonde sono anche messaggeri molto speciali, che stanno portando nello spazio interstellare un biglietto da visita della Terra e dei suoi abitanti: un disco placcato in oro progettato per durare oltre un miliardo di anni, che contiene le immagini e suoni della vita sul nostro pianeta, diagrammi di leggi scientifiche fondamentali e saluti in molte lingue.
Entrambe le Sonde Voyager hanno attraversato il Sistema Solare rincorrendosi, con la Voyager 1 che ha raggiunto Giove e Saturno prima della sua compagna, mentre la Voyager 2 è stata la prima e finora l'unica sponda ad avvicinarsi a Urano, nel 1986, e poi a Nettuno, nel 1989, inviando a Terra le prime immagini ravvicinate di quei pianeti lontani, Nel 2013 la Voyager 1 era stata la prima a inoltrarsi nello spazio interstellare, seguita sei anni dopo dalla sua gemella. "Entrambe le sonde continuano a inviare all'umanità osservazioni da territori inesplorati", osserva la vice-responsabile scientifica del progetto, Linda Spilker, del Jpl. Le due Voyager "continuano a fare scoperte soprendenti", ha aggiunto la responsabile della missione Suzanne Dodd. "Non sappiamo per quanto tempo ancora la missione proseguirà, ma siamo sicuri che continuerà a regalarci molte sorprese scientifiche" (vedi Nota 2).
Nota 1: quali?
Nota 2: quali?
Come al solito: sensazionalismo di portata, condito dal nulla. Bellissima immagine comunque. L'aura più luminosa e bluastra che copre la porzione Sx del frame potrebbe essere un effetto del Sole. Ma non ho info al riguardo.MareKromium
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Venusian_Surface-Venera_13-04.jpgVenus from Venera 13 - March, 1, 1982 - color detail435 visiteAncora un'area vulcanica, dunque, dal colore giallastro.
Un probabile segnale della presenza di zolfo? Può darsi, ma può anche darsi che si tratti di un effetto di illuminazione causato dalla presenza, nei pressi della Sonda, di un'intensa sorgente luminosa di color giallo e rosso.
Come un camino vulcanico attivo, ad esempio, o un lago di lava. Entrambe le ipotesi, in difetto di elementi decisivi, sono valide ed accettabili.
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Venusian_Surface-Venera_10-01.jpgVenus from Venera 10 - October, 25, 1975 - enhanced and processed image432 visiteAd ogni modo, in questa foto, ripresa dalla Sonda Venera 10 il 25 Ottobre 1975, possiamo finalmente vedere la superficie di Venere.
La Sonda Sovietica sopravvisse solo 65' sul Pianeta e, al momento di scattare la fotografia, il Sole si trovava vicino allo zenith.
Cosa avremmo visto guardando in alto?
Un cielo completamente nuvoloso ed intensamente illuminato da luce bianca.
Diciamo che lo spettacolo sarebbe stato simile a quello visibile in un torrido giorno dell'Estate terrestre, allorchè il cielo viene invaso da formazioni compatte di nuvole bianche.
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A Streak in the Saturn_s Space (2)~0.jpgA "Streak" in the Sky of Saturn (2) - N00008771429 visite...(poche) riteniamo che immagini come queste due abbiano richiesto un'esposizione decisamente breve. In ogni caso, preso atto della circostanza per cui è rimasta impressa una striscia di luce mentre le stelle sullo sfondo sono rimaste puntiformi, possiamo ragionevolmente ritenere che l'oggetto luminoso inquadrato ERA IN MOVIMENTO rispetto allo sfondo stellato il quale invece è - per definizione! - FISSO.
Questa striscia è peraltro identica a quella lasciata da un altro corpo luminoso in movimento...
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Image011.jpgThe "Hills of Disgrace" : the "Picture"409 visiteQuesta nuova "Indagine" - ancora una volta affidata al Dr Alessio Feltri - ci porterà alle pendici delle Columbia Hills, in prossimità di un rilievo battezzato dai Tecnici NASA con il nome di "West Spur".
Ciò che avrete occasione di vedere e di scoprire, durante questo secondo viaggio, non può essere riassunto in poche righe, ma una piccola premessa va comunque fatta: la querelle - ormai consolidata, ma non per questo meno "sentita" - attiene le ormai note "FALSIFICAZIONI" poste in essere dalla NASA (come sostengono alcuni) oppure le "INTERPOLAZIONI" (che sono sinonimo di "correzioni, aggiunte, sottrazioni" e/o, comunque, altre "alterazioni") - sempre eseguite dalla NASA - su alcuni (forse molti o moltissimi...) frames provenienti da quelli che abbiamo deciso di definire come gli "avamposti" USA nel Sistema Solare e cioè la Luna, Marte, Giove, Saturno ed i loro Satelliti.
Adesso andremo a discutere un possibile (ed a nostro avviso di difficilissima comprensione e spiegazione...) nuovo "falso" Made in USA.
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Raffinerie.jpgI Love this!!!396 visiteI am sick and tired of the "Green B.S.". Our planet is sick, ok.
But "our" contributions to this situation are minimal. "Green" is just a color that now has become a great business and, at the same time, simple baby food for highly suggestible people.
Wake Up! And if you do not agree with me, it is your problem.
Basta con le cazzate eco-green: ci credono solo i fessi e gli incompetenti (ossia il 99% della popolazione mondiale). E comunque, anche se fossero vere tutte le balle che ci raccontano, ogni misura che ponessimo in essere ora sarebbe comunque futile e tardiva.
Pensateci su...MareKromium
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001.jpgSpace-(Heat)-Shields - The "Space-Wreck" on the edge of Bonneville Crater391 visite"Qual è colui che grande inganno ascolta
che li sia fatto, e poi se ne rammarca,
fecesi Flegiàs ne l'ira accolta".
(DANTE ALIGHIERI, La Divina Commedia, Inferno - Canto VIII)
Tra i tanti enigmi marziani che Lunar Explorer Italia tenta di portare alla Vostra attenzione, uno dei più intriganti è lo strano “oggetto” fotografato da Spirit sul bordo del Cratere Bonneville ed identificato - dalla versione ufficiale NASA - come l’Heat-Shield (Scudo Termico) utilizzato dalla Sonda Spirit durante la discesa sul pianeta.
Per verificare l’attendibilità di questa versione proviamo ad esaminare la questione non tanto sul piano scientifico, quanto su quello tipico dei processi di “intelligence”.
1 - L’OGGETTO
In questa prima immagine possiamo vedere la "forma incriminata" così come appare nella maggioranza delle fotografie fornite dalla NASA.
Un aspetto sconcertante è che l’oggetto ripreso nell’arco di diversi giorni presenta visibili modificazioni, non spiegabili con la semplice variazione dei filtri delle fotocamere, come si può verificare in questa sequenza 3D ordinata cronologicamente, ripresa da un articolo della mia rubrica su Space Freedom http://www.margheritacampaniolo.it/Feltri/Int18.gif.
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Titan_s Ocean - artistic view.jpgTitan's Ocean at night382 visitenessun commento
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Image021.jpgThe "Hills of Disgrace" : the "Distant Hills" and the "Horizon"378 visiteCome si può notare in questo dettaglio (ma anche nella versione originale il "trucco" si riesce a vedere!) è stata sovrapposta, sui lontani profili collinari e montagnosi, un'area di colore più scuro (come una "pennellata" netta!) allo scopo - probabilmente - di far apparire (solo ad occhi "distratti" però...) un profilo collinare situato anteriormente rispetto alle pareti del Gusaev Crater. Un profilo più basso e più vicino al nostro punto di osservazione il quale, in effetti, NON ESISTE.
Il motivo è quello di deviare l'attenzione dell'Osservatore postulando una sostanziale "equivalenza visiva" fra l'orizzonte Marziano ed un "normale" orizzonte terrestre.
In realtà, però - come si vede nel riquadro a destra - la gigantesca formazione circolare al centro del panorama montuoso appare non avere soluzione di continuità fra l'area chiara e quella scura.
La deduzione che ne consegue è ovvia: l'area scura non esiste, è una pura invenzione.
Essa è FALSA.
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Image058.gifA "New Door" on Tethys...378 visite...Ho isolato il particolare indicando con una freccia il GDU (Gravity Disk Unit). Il nome viene dal fatto che la sfera "nascente" dal GDU di solito si sposta ad una certa altezza dalla superficie, accompagnata da una specie di vortice pseudoconico semitrasparente, simile ad un fenomeno atmosferico di tipo ciclonico. Nell'animazione (ripresa da due distinte immagini Cassini) si vede abbastanza bene, a patto di guardare con attenzione per un paio di minuti.
Noterete come la sfera, inizialmente un po' più in alto della punta della freccia sulla destra, sembri spostarsi poi verso sinistra fino a toccare il piccolo cratere sopra la punta della freccia. Nella 3D si vede come il vortice si sia spostato con la sfera, in quanto noterai come l'immagine RED sia distanziata di molto da quella BLUE, indice certo di movimento relativo.
Vista la risoluzione della foto (il mio cellulare fotografa meglio) non posso certo pretendere di trarne conclusioni scientifiche precise, ma il fenomeno non mi è affatto nuovo, anzi a dire la verità l'ho riscontrato decine di volte anche nelle foto di Marte (e non solo).
Che i GDU siano delle specie di "porte" mi pare ormai abbastanza chiaro. Resta l'incertezza su cosa ci sia dall'altra parte...
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Jupiter-Red_Spot-PCF-LXTT.jpgJupiter's Great Red Spot from Voyager 1 (Credit: NASA, JPL - Additional processing and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)351 visiteCaption NASA:"It is a hurricane twice the size of the Earth. It has been raging at least as long as telescopes could see it, and shows no signs of slowing. It is Jupiter's Great Red Spot, the largest swirling storm system in the Solar System.
Like most astronomical phenomena, the Great Red Spot was neither predicted nor immediately understood after its discovery. Still today, details of how and why the Great Red Spot changes its shape, size, and color remain mysterious. A better understanding of the weather on Jupiter may help contribute to the better understanding of weather here on Earth.
The above image is a recently completed digital enhancement of an image of Jupiter taken in 1979 by the Voyager 1 Spacecraft as it zoomed by the Solar System's largest planet.
At about 117 AU from Earth, Voyager 1 is currently the most distant human made object in the Universe and expected to leave the entire Solar Heliosheath any time now".
MareKromium
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