| Piú viste - The Universe Inside |

lake_of_the_sun_1600.jpgDeep Thoughts163 visite
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Max-015.jpgDreams never die...163 visitenessun commentoMareKromium
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MOONRISE.jpgMoonrise162 visiteUna delle tante 'immagini artistiche' che ci aiutano a ricordare quanto la Natura sia misteriosa e, nel contempo, assolutamente affascinante ed inesplicabile.
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Drake_Frank.jpgIn Loving Memory: Frank Drake162 visiteE’ morto Frank Drake, l’astronomo e astrofisico pioniere della ricerca di civiltà aliene, padre del programma Seti, dedicato alla ricerca di forme di intelligenza extraterrestri. È sua e porta il suo nome la celebre equazione che permette di stimare il numero delle civiltà aliene capaci di comunicare. La notizia della morte di Drake, avvenuta il 2 settembre scorso, è stata diffusa su Twitter da decine di studiosi e appassionati di scienza e fantascienza. All’età di 92 anni, Drake è morto per cause naturali nella sua casa di Aptos, in California.
Insieme al suo collega Carl Sagan (1934 – 1996), Drake era stato il padre del progetto Seti (Search for Extraterrestrial Intelligence), che si basava sull’idea che si potessero forse rilevare le emissioni di onde radio delle civiltà extraterrestri nella Via Lattea e forse anche comunicare con loro scambiandosi messaggi. Drake è stato per 19 anni presidente del consiglio di amministrazione del Seti Institute, nato nel 1974, a Mountain View, in California, un’organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di ricerca delle forme di vita oltre la Terra. Lo scienziato è conosciuto anche per l’equazione che porta il suo nome (equazione di Drake), riferita alla possibilità dell’esistenza di forme di vita intelligenti extraterrestri. Drake iniziò la carriera intraprendendo la ricerca radioastronomica al National Radio Astronomy Observatory a Green Bank nella Virginia Occidentale e in seguito al Jet Propulsion Laboratory, conducendo importanti misurazioni che rilevarono la presenza della magnetosfera e della ionosfera gioviana.
Nel 1960, condusse la prima ricerca radio di un’intelligenza extraterrestre, nota come Progetto Ozma: non venne, tuttavia, trovata alcuna evidenza di segnali alieni. Drake considerava il “contatto” sotto forma di segnali luminosi o radio inevitabile negli anni a venire. Nel 1961, assieme a J. Peter Pearman, presentò la sua famosa equazione, un tentativo di stimare il numero di civiltà extraterrestri intelligenti presenti nella nostra Galassia con le quali potremmo pensare di entrare in contatto. Drake prese parte ai primi studi sulle pulsar, fu professore alla Cornell University (1964-84) e direttore dell’Osservatorio di Arecibo. Nel 1972, poi, Drake disegnò assieme a Carl Sagan la piastra collocata sulle sonde Pioneer 10 e 11, il primo messaggio fisico inviato nello spazio; la piastra venne progettata per essere comprensibile da un eventuale extraterrestre che avrebbe potuto incontrarla.
In seguito, supervisionò anche la creazione del Voyager Golden Record come professore di astronomia e astrofisica all’Università della California. È stato presidente della Società astronomica del Pacifico e membro dell’Accademia Nazionale per le Scienze degli Stati Uniti.MareKromium
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Venus Belt.jpgThe "Belt of Venus"161 visiteCaption originale NASA da "Astronomy Picture of the Day" del 27 Gennaio 2005:"A nearly full Moon and planet Earth's shadow set together in this scene captured from snowy Mt. Jelm, home of the Wyoming Infrared Observatory. For early morning risers (and late to bed astronomers), shadow set in the western sky is a daily apparition whose subtle beauty is often overlooked in favor of the more colorful eastern horizon. Extending through the dense atmosphere, Earth's setting shadow is seen in this picture as a "dark blue band" along the distant horizon, bounded above by a pinkish glow or antitwilight arch. Also known as the "Belt of Venus", the arch's lovely color is due to backscattering of reddened light from the rising Sun. The setting Moon's light is also reddened by the long sight-line through the atmosphere and echoes the dawn sky's yellow-orange hues".
Allora: che ne dite della "Cintura di Venere"? Affascinante, vero?!?...
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Grigna-1.jpgRosenrot (by Odette Casile)161 visite"...Non rimpiango alcune persone che ho perso col tempo, ma rimpiango il tempo che ho perso con loro; poiché le persone non mi appartenevano, ma gli anni vissuti (con loro), sì..." (trad. libera)
Dr Carl Gustav Jung
MareKromium
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Martian_Sunset.jpgTwilights160 visitenessun commentoMareKromium
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Earth__Impact_Craters_-_Bosumtwi_Crater_-_Ghana.jpgBosumtwi Crater (Ghana)160 visiteIl lago Bosumtwi, l'unico lago naturale del Ghana, e' sprofondato in un antico cratere da impatto situato a sud-est di Kumasi. Gli Ashanti considerano Bosumtwi un lago sacro.MareKromium
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MERCURY SKY.jpgMercury from Earth159 visitenessun commento
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FreeFall-1.jpgFree-Fall159 visiteDa "NASA - Picture of the Day" del 20.02.2006:"...Like a scene from a space mystery movie, a spacesuit floated away from the International Space Station earlier this month, but no investigation was needed. It was pushed out by the space station crew. Dubbed Suitsat-1, the unneeded Russian Orlan spacesuit filled mostly with old clothes was fitted with a faint radio transmitter and released to orbit the Earth. Suitsat-1 will orbit once every 90 minutes until it burns up in the Earth's atmosphere within a few weeks. The suit circled the Earth twice before its radio signal became unexpectedly weak. Pictured above, the lifeless spacesuit was photographed as it drifted away from the Earth-orbiting space station earlier this month..."
Nota: anche se la caption originale NASA si guarda bene dal dirlo, non siamo davanti nè ad uno scherzo, nè ad un gioco, ovviamente.
Questo esperimento, come in molti avranno già capito, è stato effettuato al solo scopo di vedere che cosa accadrebbe (e, di conseguenza, come si potrebbe intervenire) qualora un Astronauta "sfuggisse" agli ormeggi e si allontanasse - irreversibilmente - dalla Stazione Spaziale Internazionale.
Conseguenze a breve: l'Astronauta diventa un "satellite" ed inizia ad orbitare.
Nel tempo (esaurimento delle scorte di O2 a parte), questo "satellite umano" inizia a perdere quota e poi finisce con l'avviare una vera e propria "fase di rientro".
Ma l'Astronauta non è una Navicella Spaziale dotata di schermature protettive: il rientro, ovviamente, non si compirebbe mai ed il malcapitato Astronauta finirebbe bruciato (vivo o morto, ma presumibilmente morto) già negli strati superiori dell'atmosfera (ricordate il film "Mission to Mars"?).
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VENUS___SUN_2.jpgVenus and the Sun: the transit of June, 9, 2004 (2)158 visiteVenere, a dispetto del suo nome, della sua luminosità e di tutto quant'altro viene solitamente ad esso istantaneamente collegato (non ultima la nomea di "pianeta gemello della Terra"), è un astro violento ed inospitale; forse uno dei più inospitali in assoluto.
Esso è in perpetuo ricoperto da un'impenetrabile (ai nostri strumenti ottici) coltre di nuvole che, se da un lato rende il Pianeta oltremodo brillante, suggestivo e facile da riconoscersi nel cielo del mattino e della sera, dall'altro, come ovvio, ci impedisce di cogliere qualsiasi tipo di dettaglio del suo paesaggio sottostante.
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Max-019.jpgDreams never die...157 visitenessun commentoMareKromium
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