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Piú viste - Investigations, Facts, Opinions and Theories
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 12 AS 12-46-6831 HR-1.jpgAS 12-46-6831 (detail mgnf - HR) - A Lunar "Mirror"?168 visiteForse si tratta solo di un curioso (sebbene molto accentuato) "effetto di illuminazione", ossìa un artefatto fotografico il quale è il risultato della combinazione di diversi elementi, tra cui evidenziamo:

1) l'oggetto ripreso è sfuocato (ampiamente);
2) esso, rispetto alla dimensione media delle rocce che lo circondano, è decisamente più grande;
3) la sua "tessitura superficiale" è liscia (forse una roccia piatta?);
4) probabilmente esso non è ricoperto da polveri e
5) la sua albedo (che deriva - anche - da quanto sopra) è molto alta.

Può anche darsi che si tratti di un corpo metallico - come scriviamo sul frame - e, addirittura, una dotazione degli Astronauti. Lo si vede molto bene anche nei due frames successivi e la sensazione (nulla di più) che si ottiene è che possa trattarsi di un oggetto sferico che poggia sopra un basamento ad arco.
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009.jpgSpace Heat-Shields - The "Anomaly"...according to NASA!168 visite7 - IL METODO

L'Heat-Shield, dunque (ed a nostro parere), è stato "sovrapposto", nelle varie foto all’oggetto originale che si trovava sul bordo di Bonneville.
Ma da dove proviene la tecnologia che consente fotomontaggi così verosimili?
La risposta ci arriva da...Pathfinder. Nel corso di quella missione (1997) vennero messi a punto dei meccanismi operazionali - destinati alla navigazione automatica - i quali consentivano l’acquisizione in tempo reale delle coordinate spaziali relative agli spostamenti del robottino Sojourner.
Successivi sviluppi portarono, nel 1999, all’affinamento di vari protocolli operativi, testati poi con successo in Arizona nel 2002.
Attualmente le fotocamere dei Mars Rovers, dunque, acquisiscono in pochi secondi le coordinate tridimensionali dell’area fotografata (riconvertendole in dati DEM) e consentendo ai Tecnici del Controllo Missione una riproduzione virtuale (dell'area da essi ripresa) talmente PERFETTA da risultare - di fatto - indistinguibile rispetto all'ORIGINALE.
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010.jpgSpace Heat-Shields - The "Truth"167 visiteOra il fatto (grave) è che questa "riproduzione" della realtà può facilmente essere modificata (a volte spianando ed uniformando, a volte asportando ed aggiungendo e chi più ne ha, più ne aggiunga...) e renderizzata, fornendo in tal modo al Pubblico l’immagine di Marte che si vuole (magari "desertica e rassicurante", come le certezze che ci dà la nostra - intoccabile - Scienza Convenzionale esigono).
Il tutto, naturalmente, a condizione di non commettere sciocchezze....
Per comprendere meglio il funzionamento del sistema, potete osservare quella perforazione a “8” che avevo citato (N. 2) riguardo all’immagine MGS-3D del Cratere Bonneville.

Quanto vedete in quest'ultimo frame, secondo la NASA, sarebbe quello che vedreste di quella "formazione" se Vi trovaste sulla superficie del Pianeta.

E' ovvio che confrontando la "pianta" con questo "prospetto" potrebbe venirvi il legittimo dubbio che qualcuno stia cercando di nascondervi qualcosa...

E, forse, avreste ragione!
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO_16_AS_16-106-17336_HRdetail-1.jpgAS 16-106-17336 (Station 11) - Bright object over the Hill (EDM n.1 - Credits for the add. process.: Lorenzo Leone/Lunexit Team)167 visiteDifficilissimo dare una risposta definitivo all'ormai annoso ed inafferrabile quesito che recita: "Cosa stiamo guardando?"; eppure, grazie a questo EDM ed al seguente, realizzati dal Grande Amico e Partner di Lunar Explorer Italia, Lorenzo Leone (a.k.a.: Anakin), forse riusciremo a gettare un pò di luce su quella che pare proprio essere una...Luce, e non un artefatto fotografico.

Sembra un manufatto a forma rettangolare, altamente riflettente, poggiato su qualcosa o conficcato nel suolo e che tanto ci ricorda (sebbene in versione minore e con differente orientazione) quell'attrezzatura ripresa in AS 11-40-5952 (The "Laser Reflector"). Vedere per credere. Eppure...non può essere. Perché? Perché rileggendo l'Apollo Lunar Surface Journal non risulta che un simile attrezzo sia stato posato nella zona ora ripresa (Stazione 11) e per il semplice motivo che gli Astronauti, in quell'area (un accentuato pendio) non ci sono arrivati, presumo per motivi di sicurezza.

Ma guardate anche AS 11-40-5916! La geometria dell'oggetto anomalo corrisponde a quella della "Vela" usata per il "Solar Wind Experiment" e, questa "Vela", appunto, è un rettangolo altamente riflettente conficcato nel suolo sul suo lato corto. Va bene, potremmo anche esserci, ma vediamo che ci dice la NASA di AS 16-106-17336 (il frame analizzato qui): Station 11/Sample 417 ("Fillet Rock")/"House Rock" locator.
Nulla è scritto o documentato circa l'infissione della Vela per il Solar Wind Experiment e comunque, se guardate bene il frame, noterete che l'oggetto scintillante è davvero lontano dall'area operativa degli Astronauti ed il terreno ad esso circostante, intatto (o meglio: "non disturbato", come dice la NASA).

Per cui, la nostra - come sempre interlocutoria - conclusione è questa: NON è un image-artifact, trattassi di oggetto reale, a forma rettangolare (e comunque squadrata), poggia/è infisso sul suo lato corto e possiede un'albedo estremamente alta. Dire di più e "sparare sciocchezze a caso" sarebbe la stessa cosa. Un Grandissimo Complimento e tanta Gratitudine a Lorenzo Leone!
MareKromium
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 14 AS 14-66-9301-1.jpgAS 14-66-9301 - New Discoveries near the "Blue Flare"? (2)166 visiteLe valutazioni, assai immaginifiche, ma ampiamente sostanziate, del Dr Sartarelli, ci sembrano plausibili. La nostra opinione al riguardo è, come sempre (purtroppo) molto aperta e possibilista, poichè non abbiamo elementi decisivi né per aderire in toto alle costruzioni del nostro Amico, nè per confutarle; tuttavia ci sentiamo di dire che alcuni dei "punti" fatti dal Dr Sartarelli sono assolutamente inequivocabili e che, ad essi, si possono aggiungere le nostre valutazioni. Eccole:

1) è vero: Mitchell (l'Astronauta inquadrato con la telecamera fra le mani) effettivamente sembra che stia riprendendo l'orizzonte e NON la Blue Flare (...Ed is still doing a TV pan. Note the ridge behind him, still partially in shadow. Cone Crater is on a portion of this ridge that is off the picture to the right, virtually up-Sun (east) of the landing site...);
2) non è la prima volta che, operando uno stretching dei frames ad Alta Risoluzione o addirittura dei frames Originali NON Compressi, si riesce a portare alla luce l'esistenza di "strutture effimere" (con ciò intendendosi dei rilievi semi-trasparenti i quali, secondo alcuni - Hoagland su tutti - sono dei "cristal remnants” – ruderi cristallini). Occorre però precisare che uno stretching eccessivo può concorrere nella creazione – o creare ex novo – dei photoartifact i quali, a volte, possono essere confusi con dette “strutture effimere”;
3) la Blue Flare, come notava il Dr Sartarelli, non è l’unica “presenza anomala” del frame. Ad un’attenta analisi del frame si possono notare altri dettagli curiosi (su tutti, una coppia di “sfere” bianche ed azzurre al suolo), ma in un caso come questo occorre precisare che il frame non è esattamente “a fuoco” e quindi i rilievi ad albedo elevata, allorché ripresi fuori fuoco, tendono naturalmente ad apparire come “sfere” o “cilindri” illuminati, molto suggestivi ma estremamente ingannevoli;
4) l’area nei pressi di Cone Crater è molto accidentata (abbiamo due ore di riprese filmate “Live from the Moon” – Apollo 14” che lo dimostrano ampiamente) e, su aree accidentate, le alternanze “luce-ombra-luce” sono frequentissime e, ancora una volta, ingannevoli;
5) il Dr Sartarelli ha ragione quando evidenzia, nel suo detail mgnf, alcune incongruenze nella tessitura del suolo lunare inquadrato e la presenza – fortemente probabile (se non addirittura certa) – di alterazioni digitali postume;
6) altri dettagli minori (tipo la “protuberanza”) sono, a nostro parere, intriganti ma insostanziabili: troppo piccoli per essere risolti da uno stretching accettabile.

Conclusioni: l’ipotesi di base del Dr Sartarelli è accettabile e presenta degli elementi di supporto tali da renderla, secondo noi, sufficientemente plausibile.
La problematica delle “strutture effimere” è oltremodo complessa e, a ben guardare, in parte è accettabile (ed esistono elementi oggettivi al suo supporto) ed in parte è fortemente speculativa (il Lavoro del Prof. Hoagland e della sua Scuola, ad esempio, parte da premesse accettabili e poi si perde in speculazioni pure; il Lavoro del Dr Sartarelli parte anch’esso da premesse accettabili e poi si mantiene su livelli di plausibilità – il massimo ottenibile con i pochi dati a disposizione).
In questo caso specifico, a nostro parere, c’è effettivamente “qualcosa” nell’area in questione, ma “che cosa” sia (strutture effimere, ruderi di manufatti colonnari “cancellati digitalmente” o altro), purtroppo, è un mistero che, almeno per molto tempo, resterà ancora tale.

Complimenti per il Lavoro svolto ed un Grazie di cuore al Dr Sartarelli, da parte di tutti noi.
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IMAGE071.jpgMartian "Rocky Traditions"... - di Alessio Feltri (2)164 visiteO SONO I TECNICI NASA AD ESSERE CONSERVATORI?
Naturalmente trovare forme uguali è solo un primo passo. Il secondo è quello di depurare le immagini dalle immancabili sovrapposizioni censorie della NASA, quelle sì alquanto povere di fantasia, visto che si risolvono sempre nel dare ad ogni cosa un aspetto “lapideo”. Ma si sa, nessuno è perfetto, per cui succede, come nel caso del precedente frame Viking, che siano presenti on-line due versioni ufficiali grottescamente divergenti. Nella tavola la foto in alto è quella taroccata, mentre quella in basso è quella (quasi) vera. Anche tenendo conto delle lievi differenze di illuminazione e ripresa, ho segnalato alcuni punti:

1) Uno dei soliti comunissimi ed enigmatici “ombrellini” marziani semitrasparenti è stato coperto con una specie di pietrone informe.
2) Il canale anteriore pentatubolare cavo è stato “saldato” piuttosto goffamente alla formazione sottostante.
3) La complessa inserzione radiale del canale nella “gobba” retrostante è stata impietosamente occultata.

4) La parte posteriore è stata completamente ridisegnata.

A questo punto la domanda è lecita: sono i gusci ad essere uguali o sono i censori a renderli tali? Ai lettori l’ardua sentenza.
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IMAGE068-AS16-107-17420.jpgAS 16-107-17420 (HR) - Flag and Solar Wind Collector163 visite...Sia la Bandiera Americana, sia il Solar Wind Collector ma anche, e soprattutto, la "tessitura" del suolo ai piedi di Charlie Duke.
Una tessitura che è identica (anche in termini di albedo e colore) a quella della porzione visibile (ancorchè mossa) e quindi interpretabile del frame precedente".

Mistero risolto? Forse si, forse no: si tratta di interpretazioni, in fondo, e la strada dell'interpretazione, a condizione che venga seguita usando sempre la Prudenza e la Buona Fede, è comunque una strada accettabile e percorribile. Almeno per noi.

Bravi tutti, quindi! E Voi? Voi che dite?!?

Caption NASA originale:"Charlie begins a pan taken North of the LM with this frame showing part of the U.S. Flag on the left and the Solar Wind Collector (SWC) at center".
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 17 AS 17-133-20207 HR.jpgAS 17-133-20207 - Lunar "Nefertiti"?163 visiteC'è chi l'ha vista "disegnata" fra le colline di Marte e chi ne ha scorto il delicato profilo nelle dense nuvole che caratterizzano gli strati superiori dell'atmosfera di Giove e Saturno...
Noi - scherzosamente - Vi proponiamo una versione "lunare e stilizzata", ma comunque molto suggestiva, della bella Nefertiti, semi-sepolta nella polvere della Luna.
Ad onor del vero - e per onestà intellettuale - Vi diciamo che siamo tutti convinti del fatto che la tendenza all'antropomorfizzazione sia innata in ognuno di noi; tuttavia, guardando un particolare come questo (sempre individuato dal Dr Gianluigi Barca), il sospetto che esso possa davvero rappresentare la porzione superiore di una scultura rappresentativa di una qualche "Divinità" dell'Antico Egitto, effettivamente, ci assale un pò...

E che dire, poi, degli "occhi" di questa "statua"? Non Vi ricordano anche - ed almeno un pò - i tratti caratteristici di un "Grigio"?!?...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 16 AS 16-116-18603 I-HR-2.jpgAS 16-116-18603 - The "Artifacts" (2)161 visitenessun (ulteriore) commento10 commenti
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 17 AS 17-136-20784 I-HR-extreme detail mgnf.jpgAS 17-136-20784 (extreme detail mgnf) - Another strange "boulder"...160 visitenessun commento2 commenti
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 17 AS 17-136-20856 HR-2.jpgAS 17-136-20856 (HR-1) - Strange and unexplainable things...160 visiteUna roccia ad albedo molto elevata (che, nel frame, ci appare addirittura di color bianco) oppure un photoartifact (una scoloritura della pellicola ad esempio, o una porzione di film danneggiata)? E che dire, poi, delle due rocce che vediamo in basso: rocce assurde nelle loro forme e che paiono proiettare - specie quella più a Sx - ombre impossibili (troppo lunghe ed incongrue rispetto ai corpi che le avrebbero create) sul suolo Lunare.

Ahinoi...Frame incommentabile.
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 16 AS 16-116-18603 I-HR-1.jpgAS 16-116-18603 - The "Artifacts" (1)160 visitenessun (ulteriore) commento4 commenti
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