| Piú viste - Investigations, Facts, Opinions and Theories |

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO_16_AS_16-106-17336_HRdetail-0.jpgAS 16-106-17336 (Station 11) - Bright object (?) over the Hill (Detail Magnification)188 visiteEd ecco il bel detail mgnf realizzato dal Dr Barca che evidenzia la forma squadrata (rettangolare) della possibile Anomalìa di Superficie.
|
|

IMAGE064-AS16-107-17419 HR-1.jpgAS 16-107-17419 (HR) - Sunstruck, Lightstruck or UFOstruck?!? (1)187 visiteGrazie alla collaborazione dell'Amico e Socio Lun-Ex-It, Fabio Italiano (SpazioUfo.com), possiamo aprire una nuova indagine partendo da un frame il quale, forse, è stato ampiamente sottovalutato. Si tratta del frame AS 16-107-17419 (il rullino 107 è stato:"Initially used by Charlie Duke during EVA-2, but mostly used by John Young from Station 4 to Station 9"). La caption NASA originale dice:"143:13:18 MT - Partial frame at the start of the roll". E' strano, innanzitutto, che, per un frame - di fatto - "venuto male", la NASA dedichi una caption e l'onore dell'Alta Risoluzione. Nessun Ricercatore (tranne l'Amico Fabio Italiano) ha mai dato peso ad immagini come questa ed anche noi, forse più per scrupolo che altro, abbiamo archiviato la problematica dopo aver contattato il Lunar and Planetary Institute (LPI) il quale, a proposito del 17419, ci ha detto "...It is an obvious (evidente) sunstruck frame, nothing more...". Un evidente frame che ha "preso luce", nulla di più.
|
|

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 12 AS 12-46-6868 HR.jpgAS 12-46-6868 (HR) - Superimposed Photoartifacts?185 visiteLe piccole "bolle di luce" che avete visto accanto alla Bandiera Americana nel frame precedente oppure accanto ai cavi distesi sulla superficie della Luna o "in emersione" da un cratere in questo frame, sono la versione digitale (rectius: digitalizzata) della famosissima "flare-like light" del frame Apollo 11 AS 11-37-5455.
In quel caso ed in quel contesto, la piccola "bolla di luce" fu un'autentica e (quasi) unica "chicca" per gli Anomaly Hunters: un insperato benefit che fu concesso da una censura scarsa e poco filtrante. Come fare, quindi, a screditare la rivelazione di AS 11-37-5455? Riprendendo la medesima Anomalìa e riproponendola (incollandola digitalmente) come un VISTOSO Photoartifact in "n" altri frames in cui non è difficile notare l'incongruenza del dettaglio con il panorama ripreso.
E l'Anomaly Hunter inesperto o "troppo mite" si ritroverà a pensare:"Ma se questo è un photoartifact allora forse anche quello di AS 11-37-5455 doveva esserlo...". Ed il gioco è fatto: auto-screditando un numero "n" di frames innocui e privi di "spunti", si annulla il valore storico di UN frame estremamente periglioso.
E così via.
A nostro modo di vedere - e sperando di essere stati abbastanza chiari su questa spinosissima questione - i photoartifacts del frame precedente e di questo, sono TUTTI "Superimposed Photoartifacts".
L'ottimo Dr Barca ne ha trovati alcuni ma, credeteci, ce ne sono centinaia di altri: tutti ingannevoli, tutti creati ex-post.
E se Vi chiedete come facciamo ad esserne così sicuri, Vi diremo che di questi due frames (come di molti altri) abbiamo non solo le versioni HR, ma anche quelle Original and uncompressed ed in esse...Le "fiammelle volanti" NON ci sono!
Ovviamente.
|
|

007.jpgSpace Heat-Shields - The "Anomaly"183 visiteMa, dato che non c’è limite al peggio, questo secondo elemento che non quadra è avvalorato da un'ulteriore immagine 3D, sempre relativa alla stessa locazione. A distanza di pochi giorni (Sol 74) la “formazione” appare cresciuta in dimensioni e complessità, continuando però a non assomigliare neanche lontanamente al nostro "rottame spaziale" (cioè lo "Scudo Termico").
Da notare anche gli sferoidi chiari, sulla Dx dell’oggetto, che nella foto originale non potete vedere poichè coperti con lastre di pietra disegnate ad hoc (usando lo stesso procedimento impiegato per creare il finto "Heat-Shield").
La “crescita” dell’oggetto ci suggerisce una sua possibile origine organica in quanto esso, oltre a fuoriuscire dal terreno, si pare circondare di anelli particellari luminosi perpendicolari al suolo (con conseguente 'spazzolamento' discoidale a terra), forse causati da una sorta di fotosintesi eccitonica - o fenomeno analogo - apparentemente innescato dall'appendice tubolare anteriore semi-annegata nel terreno.
|
|

Image032-50-Plates3.jpgBlue Flares and the Invisible Crater: Panorama and Traverse Map181 visiteNella tavola ho sovrapposto il mosaico fotografico panoramico n. 12, la Tavola Esplicativa (T.E.) delle formazioni (rilievi) maggiori ed un dettaglio della Traverse Map.
Sorvolando sull’errore di nomenclatura che ha assegnato il n.741 a 2 crateri diversi (succede...), mi soffermerei sul Weird Crater e sul cratere secondario n. 1202.
Come si vede dalla T.E. il cratere 1202 apparirebbe in foto come una linea appena accennata, come si conviene per una buca di modesta entità. Il dubbio semmai viene sul perché l'astronauta del Terzo Frame (presumibilmente Mitchell) se ne stia bel bello sull’orlo della buca a guardare non si sa bene cosa, dato che di foto al riguardo non se ne sono mai viste, contrariamente a quanto verrà poi fatto col masso n.1204, battezzato “Weird Rock”. Ora, se ci basassimo solo su questa Tavola, tutto sarebbe coerente: Mitchell non ha fotografato nulla perché non c’era nulla da fotografare. Purtroppo ancora una volta dobbiamo invece assistere al gioco delle tre carte (di nome e di fatto).
|
|

006.jpgSpace Heat-Shields - The "Real Edge" of Bonneville and the "Anomaly"181 visite6 - L'INFORTUNIO
In ambedue le ipotesi menzionate in precedenza, la NASA avrebbe mentito ed il Cratere Bonneville non sarebbe quella "anonima depressione" che si vorrebbe far credere - un dato, per altro, piuttosto evidente dalle foto orbitali MGS.
Anche il complotto più efficiente può presentare delle falle (anche una semplice segretaria che, per errore, diffonde come wallpaper per screensaver un’immagine dell’area su cui dovrebbe stare il presunto Heat-Shield e di cui qui potete vedere un dettaglio).
Dall’angolazione si vede che l’immagine è stata ripresa tra il Sol 65 ed il Sol 68 e, al posto dello Scudo, c’è una formazione (rocciosa?!?) più piccola - circa 1 metro al di sotto dell’orlo del Cratere - che sembra essere "emersa" dalle sabbie (diremmo una sorta di "outcrop").
|
|

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 12 AS 12-46-6764 HR.jpgAS 12-46-6774 (HR) - Lunar Cube180 visiteLo abbiamo già fatto in passato, ma mai abbiamo provato a proporre un lavoro articolato come quello che adesso stiamo provando ad iniziare.
E' con questo frame Apollo 12, infatti (un frame selezionato assieme a tantissimi altri dal nostro Ricercatore Esterno, Dr Gianluigi Barca),. che cercheremo di gettare un pizzico di luce (e, speriamo, di interesse) su una serie di "cose strane" che vennero immortalate durante gli Apollo Days.
Rocce lunari bizzarre, luci colorate nel cielo lunare, photoartifacts e vere e proprie Anomalìe sono l'oggetto di questa piccola (ma bellissima) Ricerca che siamo felici di presentarVi. Il lavoro di selezione dei frames e di evidenziazione dei possibili "clou" è stato svolto, in piena autonomia e con ottimi risultati, dal Dr Barca. Le analisi delle immagini (laddove è stato possibile svolgerle) sono state fatte dallo Staff di Lunar Explorer Italia.
In questo frame: ma chi ha detto che le rocce squadrate (in generale) e cubiche (in particolare) sono una prerogativa di Marte?!?
|
|

IMAGE070.jpgMartian "Rocky Traditions"... - di Alessio Feltri (1)177 visiteNon mi stancherò mai di ripetere che non è tanto importante trovare stranezze nelle foto NASA, quanto piuttosto il cercare forme ripetute, in luoghi e tempi diversi, perché solo attraverso questo metodo si possono mettere alla prova teorie ed impressioni. Eccone un esempio, tratto dal confronto di alcuni gusci marziani (e se siete tra i pochi ancora convinti che siano pietre, potete evitare di leggere il resto). Le foto 3D si riferiscono a 3 formazioni reperite in Gusev da Spirit e ad una (molto conosciuta) ripresa in Utopia Planitia dal Viking Lander 2. La somiglianza è sbalorditiva, specie quando si consideri che, mentre i gusci di Spirit sono a poche decine di metri di distanza l'uno dall'altro, quello Viking è di 30 anni fa e in tutt'altro luogo... Anzi, vista la mancanza di fantasia, si potrebbe imputare ai Marziani un atteggiamento tendenzialmente conservatore.
Sotto il profilo tecnico, notare nei 3D il canale cavo di imbocco, sezione a "U" rovesciata squadrata, e la gobba "a dromedario" del corpo principale.
La somiglianza è meno evidente nel guscio di Sol 161 in quanto ripreso dal lato posteriore…
|
|

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 15 AS 15-82-11091 HR.jpgAS 15-82-11091 (HR) - There's "something" on that rock...177 visiteCerchiatura Gialla: evidentemente "qualcosa" è "poggiato" sull'angolo anteriore Dx della roccia cerchiata, ma che cosa sia (un rilievo originale della roccia, un oggetto estraneo od un vizio dell'immagine - quest'ultimo davvero poco probabile) è impossibile dirlo.
Da notare anche in questo caso come l'ombra che si diparte dal rilievo è incongrua con lo sviluppo superficiale (e cioè la forma) del rilievo stesso.
I puntini neri che costellano, in particolare, la porzione Sx del frame sono tutti photoartifacts (vizi di emulsione della pellicola o micro-macchie).
|
|

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 17 AS 17-137-20957 HR.jpgAS 17-137-20957 (HR) - Strange Lunar Rocks174 visitenessun commento
|
|

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 17 AS 17-136-20771 HR.jpgAS 17-136-20771 - Nosferatu172 visiteScusateci il riferimento un pò "gruesome" ma...Guardate bene questo dettaglio isolato dal Dr Barca e poi, una volta superata la sorpresa, diteci Voi stessi: questa "unusual surface feature" ricorda o non ricorda il volto di una "creatura umanoide", con la bocca aperta e dei denti aguzzi che incutono un certo timore?!?
Antropomorfizzazione, certo: ma...Nosferatu è lì, e ci sta guardando!
|
|

Image055-Mercury.jpgThe secret of Hun-Kal168 visiteNel 1976, un tal Bruce C. Murray pubblicò su una rivista scientifica un articolo su Mercurio (prefazione di Carl Sagan), a cui era allegata l'immagine che Vi proponiamo.
All'immagine si accompagnava questo commento:"La superficie ricca di crateri di Mercurio è stata ripresa per la prima volta verso la fine del mese di Marzo 1974 dalle macchine fotografiche situate a bordo di Mariner 10. L'immagine (HR) mostra una tipica regione fortemente craterizzata, molto simile alla superficie della Luna, in prossimità dell'equatore del Pianeta. Le immagini inviate da Mariner 10 hanno reso possibile correlare un sistema di riferimento precedentemente basato sulle longitudini ad una specifica caratteristica topografica per eseguire una mappa dettagliata. Nel 1970 l'UAI ha definito l'origine delle longitudini planetografiche come il meridiano passante per il punto subsolare nel primo perielio del 1950. Si è ora concordato che il meridiano dei 20° passa per il centro di un piccolo cratere caratteristico che si trova immediatamente a fianco del grande cratere situato quasi al centro di quest'immagine. Il piccolo cratere, il cui diametro è di 1,5 chilometri e che si trova a 0,58 gradi a sud dell'equatore, è ai piedi del fianco esterno del grande cratere in una posizione equivalente alle ore otto su un quadrante d'orologio. È stato chiamato Hun Kal, che significa 20 nel linguaggio dei Maya, i quali usavano un sistema numerico a base 20. La fotografia è riprodotta con il nord a destra per poter includere quanto più possibile dell'inquadratura ripresa da Mariner 10".
|
|
| 158 immagini su 14 pagina(e) |
 |
 |
 |
 |
6 |  |
 |
 |
 |
 |
|